Scheda tecnica
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Descrizione
Che tipo di vino è
Puligny Montrachet Le Trézin di Joseph Colin è un vino bianco della Borgogna ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay. Esprime uno stile preciso ed elegante, di medio corpo, sostenuto da una vivace acidità e da una trama setosa. Il profilo gustativo unisce armoniosamente il frutto maturo e le delicate sfumature agrumate a una chiusura persistente. Questo vino offre una nitida lettura territoriale e privilegia la pulizia aromatica per restituire l’autentico carattere della zona di produzione.
Da dove proviene
Il vino nasce all’interno della denominazione Puligny Montrachet, in Borgogna, da una specifica parcella chiamata Le Trézin. Questo vigneto si trova a cinquecento metri di altitudine, la quota più elevata del territorio, immerso in un clima freddo e ventoso che favorisce la tensione gustativa. I suoli sono composti da argilla bianca e calcare, combinazione ideale per donare al sorso sensazioni saline. Le uve crescono su viti di oltre sessant’anni di età, coltivate con pratiche sostenibili che assicurano concentrazione ai frutti senza eccessi di maturità, così da definire una spiccata identità minerale.
Come viene prodotto
La produzione si avvia con un’accurata raccolta delle uve nello storico vigneto. La fermentazione viene innescata in modo spontaneo attraverso l’impiego di lieviti indigeni, così da mantenere un legame coerente con il luogo di origine. L’intero processo di fermentazione e il successivo affinamento si svolgono in botti di rovere usate di diverse dimensioni, per non sovrastare il carattere varietale della materia prima. Questa chiara impostazione tecnica rinuncia agli interventi invasivi e mira a preservare e valorizzare l’assoluta purezza espressiva del suolo.
Note di degustazione
Nel calice il vino si presenta con un luminoso colore giallo paglierino. Al naso emergono profumi chiari di pera e accenni di pasticceria fresca, accompagnati da una delicata nota di olio d’arancia che conferisce una definita impronta agrumata. In bocca si rivela di corpo medio, arricchito da una texture setosa e da un’acidità vivace che rende l’assaggio teso e ritmato. Il finale è lineare e di lunga persistenza, guidato da una chiara sensazione salina che richiama la matrice calcarea del terreno e lascia il palato asciutto.
Con cosa si abbina
Questo bianco accompagna con grande efficacia i piatti a base di pesce, le carni bianche e i crostacei alla griglia. La sua vivace spalla acida e il corpo misurato lo rendono perfetto per valorizzare ricette dalle materie prime delicate, come il pesce al forno. Regge con equilibrio anche le preparazioni più ricche e cremose ed esalta le classiche capesante o un tradizionale pollo alla panna. La delicata componente agrumata e la trama setosa sostengono agevolmente le salse leggere e i condimenti burrosi senza perdere definizione.
Quando servirlo
È un vino ideale da portare a tavola quando si ricerca una rigorosa precisione aromatica accompagnata da un assaggio teso ma armonioso. Trova il suo momento d’elezione durante i pranzi curati o le cene formali, soprattutto se il menu è dedicato ai sapori marini. L’equilibrio tra la componente acida e la struttura lo rende adatto anche per un affinamento in cantina, capace di regalare sfumature più complesse nel corso degli anni. Servito a una temperatura fresca, esalta al meglio i profumi fruttati e sottolinea l’eleganza del finale salino.