Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Vino Nobile di Montepulciano Madonna della Querce di Dei è un vino rosso strutturato che deriva da uve Sangiovese. La vinificazione prevede una fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata e una prolungata macerazione sulle bucce. La successiva maturazione in botti grandi offre al vino una solida attitudine all’invecchiamento. La trama tannica fine e la persistenza delineano un profilo profondo, che rappresenta l’espressione diretta del territorio di origine.
Da dove proviene
Questo vino nasce nel vigneto La Piaggia, situato nell’area di Montepulciano a 370 metri di altitudine. I suoli di origine pliocenica, caratterizzati dalla presenza di argille tufacee e sabbie, favoriscono un’evidente percezione minerale nel calice. L’altitudine delle parcelle contribuisce all’equilibrio e alla definizione aromatica, così da assicurare una profondità espressiva fedele all’identità locale del Vino Nobile di Montepulciano.
Come viene prodotto
Il processo produttivo inizia con una selezione manuale delle uve, a cui segue una pressatura soffice. La fermentazione si svolge in acciaio a temperature comprese tra i 26 e i 28 °C, accompagnata da una macerazione di 30 giorni con frequenti rimontaggi per la corretta estrazione di colore e tannini. L’affinamento prosegue per almeno 20 mesi in botti grandi e si conclude con un riposo in bottiglia che ne consolida l’armonia complessiva.
Note di degustazione
Nel calice si presenta con un colore rosso rubino intenso e profondo. Il profilo olfattivo si rivela ampio e si apre con chiari sentori di frutta rossa matura e confettura, arricchiti da sfumature speziate. Al palato si distingue per un ingresso etereo e una progressione lunga e minerale. Il sorso è sostenuto da un tannino fitto ed elegante, che offre struttura e chiude in un finale coerente e persistente.
Con cosa si abbina
La trama strutturata di questo vino lo rende ideale per accompagnare piatti a base di carni rosse, così da esaltare i sughi ricchi e le preparazioni a lunga cottura della tradizione toscana. Si sposa perfettamente con la selvaggina in umido, come il cinghiale, dove la persistenza del sorso bilancia la sapidità delle carni. Ottimo anche l’accostamento con formaggi stagionati, che sono capaci di dialogare in equilibrio con le note fruttate e speziate.
Quando servirlo
È la scelta indicata per accompagnare pranzi e cene in cui si richieda un rosso dotato di complessità e precisione. Grazie alla meticolosa maturazione in legno e in vetro, possiede un eccellente potenziale di longevità e si presta felicemente anche a un consumo posticipato dopo un ulteriore riposo in cantina. Accompagna in maniera impeccabile le tavole strutturate ed esprime al meglio l’equilibrio tra la fittezza tannica e l’eleganza minerale.