Scheda tecnica
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Descrizione
Che tipo di vino è
Il Pauillac 1er Cru Classé di Château Lafite Rothschild è un vino rosso di Bordeaux che nasce da un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. Lo stile si presenta pieno, preciso ed equilibrato, caratterizzato da una solida struttura e da un finale lungo. Questo profilo riflette una vinificazione attenta, seguita da una maturazione in legno che definisce un carattere elegante e complesso. La cura nella produzione restituisce un calice che introduce in modo chiaro la profondità del territorio di origine.
Da dove proviene
Questo rosso nasce da vigneti situati nel cuore di Pauillac, una rinomata denominazione della regione vitivinicola di Bordeaux. Rientra tra i Premier Cru della Classificazione Ufficiale del 1855, un sistema voluto dall’Imperatore Napoleone III per l’Esposizione Universale di Parigi. Questa storica catalogazione rende la provenienza del vino riconoscibile a livello internazionale. La collocazione geografica e la specifica conformazione del suolo inquadrano in modo puntuale il posizionamento nella gerarchia bordolese.
Come viene prodotto
Le uve di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc sono vendemmiate rigorosamente a mano per preservare l’integrità dei grappoli. Ogni vitigno fermenta in contenitori di acciaio, legno o cemento per gestire in modo mirato lo sviluppo del profilo varietale. Dopo la creazione del blend, l’affinamento dura circa venti mesi in botti di rovere francese nuove, un passaggio che integra la struttura e apporta una misurata traccia tostata. Per godere appieno delle sue qualità, si consiglia una decantazione di almeno due ore.
Note di degustazione
Alla vista si mostra con un colore rosso rubino intenso, che appare compatto e luminoso. Al naso emergono sentori nitidi di viola, frutti neri e cedro, arricchiti da una leggera nota tostata che deriva dal misurato riposo in rovere. In bocca il sorso risulta potente e vigoroso, mentre si mantiene costantemente in armonia, con una progressione ordinata che culmina in una lunga chiusura. L’ossigenazione contribuisce ad ampliare il profilo olfattivo e a distendere la trama, così da preservare un gusto profondo.
Con cosa si abbina
Il calice si accompagna con successo a piatti ricchi a base di carni rosse e selvaggina, poiché trova un solido equilibrio nella componente proteica. Risulta indicato per esaltare un arrosto lardellato con prugne secche o un’anatra arrosto con cipolline, per sostenere al meglio la succulenza delle carni. Questi abbinamenti permettono di valorizzare appieno l’equilibrio e la persistenza del vino, in particolare con preparazioni al forno ben calde.
Quando servirlo
Si rivela un rosso adatto a chi cerca una grande presenza a tavola, specialmente per accompagnare portate ricche ed elaborate. Una preventiva ossigenazione in decanter è fortemente suggerita per favorire la corretta apertura dei profumi. Si apprezza al meglio in contesti conviviali focalizzati su ricette di carne, dove accompagna in modo naturale il ritmo del pasto grazie al suo finale prolungato. Prendersi il tempo necessario per la degustazione consente di godere dell’evoluzione aromatica nel bicchiere e mantiene una coerenza intatta fino all’ultimo sorso.