Scheda tecnica
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Descrizione
Che tipo di vino è
Cinque Autoctoni di Fantini è un vino rosso ottenuto da un blend di Montepulciano, Primitivo, Sangiovese, Negroamaro e Malvasia Nera coltivate tra Abruzzo e Puglia. Si distingue per la sua struttura e complessità, con un profilo elegante e armonico. La fermentazione in acciaio inox e l’affinamento in barrique per 13 mesi offrono al vino profondità e una freschezza vibrante, mentre i tannini risultano levigati e ben integrati. La macerazione prolungata e la malolattica in legno contribuiscono a un equilibrio tra corpo e finezza.
Da dove proviene
Le uve provengono da vigneti situati a Notaresco e Ortona in Abruzzo e a Sava e Manduria in Puglia. In Abruzzo, il clima mediterraneo e le escursioni termiche favoriscono la formazione degli aromi e la conservazione dell’acidità. I suoli calcarei e argillosi dell’Abruzzo si contrappongono ai terreni sabbiosi e argillosi della Puglia, esposti ai venti marini. Queste condizioni conferiscono al vino freschezza, mineralità e una solida struttura tannica.
Come viene prodotto
Le uve sono raccolte e selezionate a mano per garantire la qualità. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata per circa 25 giorni, con una macerazione prolungata per estrarre colore e tannini. Dopo la fermentazione malolattica in barrique francesi, il vino affina per 13 mesi negli stessi recipienti. L’assemblaggio e l’imbottigliamento completano un processo che unisce tecniche tradizionali e controllo tecnologico e offre coerenza e precisione stilistica.
Note di degustazione
Alla vista si presenta con un rosso rubino intenso e riflessi violacei. Al naso emergono sentori di mora e ciliegia matura, arricchiti da note di erbe aromatiche, cannella, chiodi di garofano e liquirizia su un fondo minerale. In bocca mostra una struttura piena e robusta, con un equilibrio tra freschezza e morbidezza. I tannini sono morbidi e ben integrati e accompagnano verso un finale lungo e persistente.
Con cosa si abbina
Questo vino si abbina bene a sughi robusti e carni rosse ed è ideale con brasati, stufati di manzo o selvaggina. La sua struttura e ricchezza aromatica lo rendono adatto anche a formaggi stagionati come il pecorino e a piatti tipici abruzzesi come gli arrosticini. In tavola si sposa con preparazioni della cucina del Sud Italia, come le orecchiette alle cime di rapa, e si presta a momenti di degustazione meditativa grazie alla sua complessità.
Quando servirlo
Il Cinque Autoctoni esprime al meglio il suo potenziale tra il secondo e il quinto anno, periodo in cui freschezza e aromi evoluti si bilanciano. Grazie all’affinamento in barrique e alla struttura solida, può evolvere positivamente fino a 7–8 anni e mantiene integrità di frutto e definizione tannica. Si consiglia di servire in calici ampi per valorizzare la complessità aromatica e la persistenza al palato.