Nata come progetto capace di “ridefinire il gusto”, la cantina ha segnato una svolta con il suo primo vino, The Prisoner: un blend complesso di alcune tra le uve più insolite della California che, oltre vent’anni fa, ha cambiato in modo duraturo la percezione dei red blend. La filosofia è quella di superare i confini della tradizione, mantenendo al centro creatività e qualità.
L’ispirazione estetica e valoriale affonda nell’arte: una serie di opere di Francisco Goya, letta come protesta visiva contro ingiustizie e brutalità, guida ancora oggi visione e missione dell’azienda. L’idea è che vino, immaginario e attitudine critica possano convivere in un linguaggio contemporaneo e identitario.
La gamma dei vini esplora stili e interpretazioni “rule-bending”: rossi, bianchi, rosé e sparkling con etichette provocatorie e caratteri decisi. Al centro resta The Prisoner Red Blend, oggi icona del marchio: un taglio che unisce Zinfandel con Petite Sirah, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec, a testimoniare un approccio creativo che cerca profondità e complessità senza rinunciare all’equilibrio.