Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barbaresco Pio di Pio Cesare è un vino rosso secco, prodotto esclusivamente da uve Nebbiolo. Non è un Barbaresco "base": nasce dall'assemblaggio di parcelle diverse della zona, per mostrare le molte sfumature del vitigno in modo completo ed equilibrato. È un rosso di struttura e concentrazione, con tannini importanti ma non sovrastanti, e un sorso rotondo e di buona bevibilità.
Da dove proviene
Le uve arrivano dai vigneti di proprietà della famiglia, distribuiti in quattro sottozone della zona del Barbaresco. Nel comune di Treiso si trovano Bricco di Treiso, Bongiovanni e San Stunet, mentre ad Alba, nella frazione San Rocco Seno d'Elvio, c'è Rocche Massalupo. Posizioni ed esposizioni diverse regalano al Nebbiolo sfumature distinte, che Pio Cesare riunisce ogni anno nel vino finale, nel rispetto del proprio stile.
Come viene prodotto
Dopo un'accurata selezione delle uve, la fermentazione e una lunga macerazione sulle bucce avvengono in serbatoi di acciaio inox. Le parcelle vengono poi assemblate e il vino affina per circa ventiquattro mesi in botti grandi di rovere francese e dell'Europa orientale. Una piccola parte passa per periodi limitati anche in barrique francesi. Segue un lungo riposo in bottiglia, che ne aumenta la bevibilità anche in gioventù.
Note di degustazione
Al naso e al palato emergono frutto maturo e note speziate. In bocca i tannini sono importanti ma non sovrastanti, e il sorso unisce rotondità, concentrazione e una struttura ampia. La bevibilità resta buona e accompagna un finale persistente.
Con cosa si abbina
È un rosso da tavola importante, che si accompagna bene a carni rosse brasate e arrosti, alla selvaggina e ai formaggi stagionati. Nella cucina piemontese si sposa con i tajarin al ragù e con il brasato. Il sorso strutturato regge anche i piatti ricchi, come i risotti ai funghi o al tartufo.
Quando servirlo
È il vino per pranzi e cene importanti, quando si vuole un rosso di carattere da condividere a tavola. Si apprezza in un calice ampio, aprendo la bottiglia con un po' di anticipo per lasciare esprimere i profumi. Pur essendo godibile già in gioventù, ha un lunghissimo potenziale di invecchiamento e si presta anche alla cantina.