Tipo di vino
Rosso
Passaggio in botte
Lungo
Corpo
Robusto
Aromi
Fruttato
Origine
Spagna, Castiglia e León

Scheda tecnica

nome completo
Ribera del Duero DO Pingus 2022 Dominio de Pingus
New
denominazione
Ribera del Duero
annata
2022
dosaggio
Secco
paese
Spagna
regione
Castiglia e León
vitigno
Tempranillo
affinamento
Barrique nuove di rovere francese
formato
0,75 L
aromi
Confettura, Frutta nera matura, Note balsamiche, Note floreali, Tostato
grado alcolico
14,5%
temperatura
16 °C
Solfiti
Contiene solfiti
Media Voti
4,99 / 5
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Ribera del Duero DO Pingus 2022 Dominio de Pingus

0,75 ℓ
1.385 
per bottiglia  (0,75 ℓ)  1.846,67 €/ℓ
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Premium, di particolare pregio e valore.
Biologico, ottenuto senza l'impiego di fitofarmaci o concimi chimici.
Biodinamico, ottenuto da uve coltivate secondo i principi della biodinamica.
Head Sommelier Vino.com
Christian
Con il suo approccio radicale e un occhio attento alla tradizione, Peter "Pingus" Sisseck ha riscritto le regole dell'enologia spagnola. Stabilitosi nella Ribera del Duero negli anni '90, ha rivoluzionato la viticoltura locale puntando su basse rese, vigneti antichi e pratiche biodinamiche. La sua visione innovativa e la dedizione maniacale alla qualità hanno fatto di Pingus un'icona mondiale, portando i vini spagnoli ai vertici dell'enologia internazionale.
premi e riconoscimenti
Robert Parker
2022
98/100
premi delle altre annate
Robert Parker
2021
100/100

Descrizione

Che tipo di vino è

Pingus Dominio de Pingus è un vino rosso della Ribera del Duero in Spagna, ottenuto da Tempranillo proveniente da vigneti molto vecchi coltivati secondo principi biologici e biodinamici. Si tratta di un rosso strutturato e complesso, che offre potenza ed eleganza con un tannino fine. La fermentazione avviene in acciaio e in tini di legno con soli lieviti indigeni, mentre la fermentazione malolattica e l’affinamento in barrique nuove di rovere francese definiscono lo stile e la trama.

Da dove proviene

Questo vino proviene da tre diverse parcelle della tenuta Dominio de Pingus nella Ribera del Duero. I vigneti, molto vecchi, sono gestiti con un approccio biologico e biodinamico e producono uve Tempranillo a bassa resa. I suoli variano nettamente da una parcella all’altra, passando da componenti argillose fino a calcare puro, con effetti sulla struttura e sulla definizione tannica. Il nome della tenuta richiama il soprannome del fondatore, l’ingegnere danese Peter Sissek, e la produzione rimane estremamente limitata.

Come viene prodotto

La vinificazione segue un’impostazione tradizionale e accurata. Dopo la raccolta, la fermentazione si svolge sia in vasche d’acciaio sia in tini di legno, utilizzando esclusivamente lieviti indigeni. La fermentazione malolattica avviene in barrique nuove di rovere francese e lo stesso legno ospita anche l’affinamento, che si prolunga per un periodo significativo, con l’obiettivo di integrare materia e tannino. Il vino viene imbottigliato senza chiarifiche, filtrazioni o stabilizzazioni.

Note di degustazione

Nel calice si presenta con un colore rosso melograno profondo e consistente. Al naso offre un profilo complesso di frutti neri maturi, note tostate e sfumature balsamiche legate all’evoluzione in rovere francese nuovo. In bocca risulta elegante e potente, con volume e una trama tannica setosa, sostenuta da una progressione ampia e controllata. Il finale è lungo e preciso, con ritorni di frutto scuro e richiami tostati ben integrati.

Con cosa si abbina

A tavola si abbina a piatti importanti a base di carne, grazie alla struttura e ai tannini setosi. È indicato con maialino da latte arrosto, lepre ed entrecôte di manzo, abbinamenti coerenti con la sua intensità e con la componente tostata dell’affinamento. Si esprime al meglio quando la carne mantiene succosità e la salsa resta misurata, senza una dolcezza marcata.

Quando servirlo

È un rosso adatto a momenti di degustazione e a pranzi strutturati, quando si desiderano intensità e definizione. La combinazione tra vigneti molto vecchi, fermentazioni curate e affinamento prolungato in barrique nuove di rovere francese suggerisce una buona attitudine all’evoluzione in bottiglia. Può essere apprezzato anche in gioventù per frutto e tessitura, ma tende a esprimersi meglio nel medio-lungo periodo, con una maggiore integrazione tra legno, complessità aromatica e trama tannica.

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