Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Testamatta di Bibi Graetz nell'edizione per il ventesimo anniversario è un vino rosso toscano prodotto esclusivamente con uve Sangiovese, un Supertuscan che punta sull'eleganza e sulla purezza del vitigno. Nasce da vigne molto vecchie ed è il vino di punta della cantina, nato con la prima annata nel 2000. Questa bottiglia celebra vent'anni di Testamatta con un rosso equilibrato, profondo e complesso.
Da dove proviene
Le uve provengono dai migliori terroir toscani, in vigneti con piante che superano gli 80 anni. Tra questi ci sono Lamole e Montefili, nel cuore del Chianti Classico, rispettivamente a circa 600 e 400 metri di altitudine, Vincigliata vicino a Firenze, a 280 metri, e Londa, a nord di Firenze verso Rùfina, a 250 metri. Questa varietà di quote ed esposizioni contribuisce alla complessità del vino. Bibi Graetz, la cantina che lo produce, ha sede in Toscana.
Come viene prodotto
Ogni vigneto viene vendemmiato fino a otto volte, per raccogliere i grappoli al momento ideale di maturazione. In cantina segue una seconda selezione prima della diraspatura e una pressatura soffice. Le fermentazioni avvengono con lieviti autoctoni in barrique aperte, senza controllo della temperatura e con sei follature manuali al giorno. Dopo sette-dieci giorni di macerazione, i vini delle diverse parcelle passano in legno per un affinamento di circa due anni.
Note di degustazione
Il Testamatta del ventesimo anniversario si presenta come un Sangiovese elegante, con una trama fine e una struttura perfettamente equilibrata. Il profilo è profondo e ricco di sfumature, con una complessità che si sviluppa al naso e in bocca. La vendemmia in più passaggi e l'affinamento prolungato danno al vino una grande complessità che invita alla degustazione lenta e attenta.
Con cosa si abbina
Per struttura ed eleganza si abbina a carni rosse alla griglia, arrosti e brasati, e accompagna bene i formaggi stagionati. Si sposa anche con la cucina toscana, come la bistecca alla fiorentina e i primi piatti con ragù di carne. Il sorso fine lo rende adatto anche a piatti di selvaggina da piuma.
Quando servirlo
Per il suo carattere celebrativo è una bottiglia da occasioni speciali: una cena importante, un anniversario o un regalo per un appassionato di Sangiovese. Conviene servirlo in un calice ampio e lasciarlo respirare per qualche tempo prima di versarlo, così da farne emergere la complessità. Ha anche un buon potenziale di invecchiamento in bottiglia, per chi vuole conservarlo qualche anno.