Scheda tecnica
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Descrizione
Che tipo di vino è
Il Perlé di Ferrari è uno spumante bianco della denominazione Trento, ricavato esclusivamente da uve della varietà Chardonnay. Realizzato secondo i principi del Metodo Classico, rivela uno stile secco, pulito ed elegante. La permanenza sui lieviti di circa cinque anni offre una complessa stratificazione aromatica e una tessitura gustativa morbida e persistente, che conserva un’impronta strutturale misurata. Il tipico carattere dello Chardonnay rimane chiaramente distinguibile e si intreccia in maniera coerente all’origine del prodotto.
Da dove proviene
Questo vino nasce in Trentino, da vigneti di alta collina situati nelle zone a maggiore vocazione vitivinicola della regione. L’altitudine si riflette in un’impostazione fresca e ordinata, ideale per ricercare un solido equilibrio tra finezza e intensità. La denominazione Trento definisce un contesto territoriale preciso, fortemente legato ad attente selezioni in vigna. L’identità del luogo emerge nell’insieme di pulizia gustativa e precisione aromatica che guidano il carattere di questa etichetta.
Come viene prodotto
La produzione impiega in purezza lo Chardonnay, raccolto a mano verso la metà di settembre. Dopo la vinificazione iniziale, la base affina secondo il Metodo Classico e matura su lieviti selezionati per circa cinque anni, fase cruciale per la definizione della struttura. Questa sosta prolungata favorisce l’integrazione delle componenti aromatiche e amplifica la sensazione di morbidezza al palato, pur con un andamento che conserva linearità. Le scelte produttive valorizzano i tempi lunghi e la precisione della tecnica spumantistica.
Note di degustazione
Alla vista esibisce un colore giallo paglierino con tenui riflessi dorati. Il naso offre un bouquet intenso di fiori di mandorlo e mela Renetta, completato da note speziate e un leggero accenno di crosta di pane. In bocca si rivela secco, pulito ed elegante, con una lunga persistenza sostenuta da una piacevole morbidezza. Emerge una chiara traccia di mela matura, seguita da mandorla dolce e lievito, ben integrata sul tipico sfondo aromatico dello Chardonnay.
Con cosa si abbina
Ideale accanto ad antipasti, affettati e primi piatti, sfrutta il suo profilo secco e la pulizia gustativa per accompagnare portate di diversa intensità. Si accosta in maniera armonica a ricette a base di pesce e crostacei, dove le note di lievito bilanciano la delicatezza delle carni. Costituisce un abbinamento coerente per il sushi, in particolare per le preparazioni che richiedono una chiusura asciutta. Accompagna efficacemente anche carni bianche e formaggi freschi, per valorizzare le consistenze senza risultare invadente.
Quando servirlo
Rappresenta la scelta indicata per chi desidera un calice tecnico, godibile dall’aperitivo al pasto grazie alla sua eleganza. La sosta di circa cinque anni sui lieviti lo rende idoneo alle occasioni in cui serve maggiore complessità aromatica unita a scorrevolezza. Si rivela un accompagnamento centrato per le cene con crostacei, dove la morbidezza finale completa appieno la struttura del piatto. Il servizio valorizza le occasioni conviviali in cui freschezza e precisione si uniscono a una solida profondità.