I nostri produttori

400 Conejos

400 Conigli

A6mani

Tre donne, sei mani, un'unica passione: questo è il DNA del progetto A6mani, che vede coinvolte più aziende agricole del Salento la cui volontà comune è quella di dimostrare le potenzialità di queste terre e dei suoi vitigni autoctoni. La vinificazione del Primitivo porta i risultati migliori, con il Primitivo di Manduria Riserva Concura che, a detta del noto critico Luca Maroni, si aggiudica il titolo di miglior vino rosso d'Italia del 2019. I vigneti si dipartono dal centro di Manduria e giungono fino alla costa jonica nella parte più a sud della provincia di Taranto distribuendosi in contrade, zone geograficamente vicine tra loro ma che differiscono per periodo di insolazione, quantità delle piogge e condizioni di ventilazione. Nella contrada di Li Marini si adattano meglio le uve bianche più profumate mentre a Monte la Conca nascono vini rossi strutturati e piuttosto longevi a base di uva Malvasia Nera del Salento, Aglianico e Negroamaro. Troncarea e Mesola delle Volpi sono le contrade da cui prendono vita rossi di elevate concentrazioni dal frutto amabile e fragrante. Campofreddo -Concura è il regno del Primitivo, un vigneto prezioso e antico in cui per le scarsissime precipitazioni su cui può contare viene praticata l'arido-coltura; le conseguenti rese basse generano rossi dalla strabiliante concentrazione di estratto, una struttura ricca e complessa che si integra con i tannini morbidi che caratterizzano i migliori Primitivo.

Abbazia di Novacella

L'Abbazia di Novacella è situata nella zona vitivinicola più settentrionale d'Italia, la Valle Isarco, in Alto Adige. In questi luoghi, l'altitudine, il clima fresco e i terreni ricchi di minerali consentono lo sviluppo ottimale degli aromi e del gusto dei tipici vini bianchi della zona. Nell'Abbazia si producono vini dal 1142; una tradizione dalle antiche origini oggi combinata alle più avanzate tecnologie, una innata passione per il vino e una grande professionalità contribuiscono alla creazione di vini dalla forte personalità, gioiosi e di qualità. Abbazia di Novacella: nei migliori cru della Valle Isarco L’azienda Abbazia di Novacella coltiva le sue uve nei migliori cru della Valle Isarco, dove il microclima è del tutto particolare. Questa infatti è la zona più settentrionale d’Italia, dove l’altitudine crea forti escursioni termiche, che arricchiscono le uve di aromi straordinariamente intensi, ma che sono mitigate dalla cosiddetta “Ora del Garda” un vento tiepido che ogni giorno accarezza i vigneti con l’aria mite del lago di Garda, con un effetto benefico sulla produzione dei grappoli. Vino bianco: il meglio di Abbazia di Novacella Abbazia di Novacella è famosa soprattutto per i vini bianchi, che in questa zona riescono a esprimere il massimo dei profumi. Vitigni come il Riesling, il Sylvaner, e soprattutto uve aromatiche come il Gewürztraminer e il Kerner riescono a esprimere tutta la loro innata eleganza e complessità di profumi. I bianchi più complessi e strutturati di Novacella sono raggruppati sotto la linea Praepositus e nascono dalla selezione delle uve e da una particolare attenzione in cantina, con un riposo dei vini sui lieviti e un ulteriore sosta in bottiglia. Quali sono i migliori vini di Abbazia di Novacella? Tra i migliori vini di Abbazia di Novacella ci sono il Praepositus Kerner, premiato ogni anno dalle migliori guide nazionali e internazionali, e il Praepositus Riesling, una delle massime espressioni di Riesling dell’Alto Adige. L’Abbazia di Novacella produce anche vini rossi? L’Abbazia di Novacella è famosa per i vini bianchi ma ha anche una produzione di vini rossi, ottenuti dai vitigni tipici altoatesini come Schiava e Lagrein ma anche da uve internazionali come il Pinot Nero. Come si può abbinare il Gewürztraminer di Abbazia di Novacella? Il Gewürztraminer di Abbazia di Novacella si abbina piacevolmente con tutti i piatti aromatici e speziati della cucina orientale, ma anche con piatti agrodolci della tradizione nostrana. Ideale, inoltre, come aperitivo in accompagnamento a dip piccanti e piatti complessi.

Aberfeldy

La distilleria Aberfeldy fu fondata nel 1896 nella contea di Perth, nelle Highland, dai figli di John Dewar, noto produttore di blended whisky. Caratteristica distintiva di questo whisky è l'essere ottenuto con l'acqua pura del torrente Pitilie Burn che scorre poco distante dalla distilleria e sfocia nel fiume Tay: questo corso d'acqua è noto da sempre per il contenuto del suo letto di oro alluvionale, per questo spesso si parla dei whisky di Aberfeldy come di Golden Dram. Il processo di produzione è lento e laborioso, elemento che distingue Aberfeldy dalle altre distillerie scozzesi. La lunga fermentazione in washbacks di larice conferisce delle tipiche note di miele mentre il doppio invecchiamento ne suggella la sua incredibile morbidezza. Oggi i whisky Aberfeldy sono noti in tutto il mondo come whisky a singolo malto ma tuttora contribuiscono con le proprie note di miele al flavour del blended whisky di Dewar. Whisky Aberfeldy Il Whisky Aberfeldy ha saputo raggiungere i livelli più alti ed è stato premiato alla World Spirit Competition di San Francisco con la Double Gold Medal al Highland Single Malt Scotch Whisky Guranteed 12 Years in Oak Aberfeldy (affinato per 12 anni in botti di rovere). Lo stesso riconoscimento è stato attribuito al prezioso Highland Single Malt Scotch Whisky Guaranteed 21 Years in Oak Aberfeldy, il Single Malt ricco e corposo, invecchiato in botti ex-Bourbon e distillato in alambicco discontinuo. Si tratta di whisky preziosi e complessi, in cui il colore giallo dorato intenso anticipa il ricco ventaglio di fragranze aromatiche, che stupisce con sentori di frutta in confettura e miele che si avvicendano con note di tabacco, vaniglia e noce moscata e annuncia un gusto complesso e avvolgente, degno di distillati preziosi come l’oro. Aberfeldy nasce in Scozia? Aberfeldy nasce nel cuore della Scozia, e più precisamente nelle Highlands. Che premi ha ricevuto l’Aberfeldy 12? Aberfeldy 12 ha ricevuto la Double Gold Medal alla World Spirit Competition di San Francisco.

Aberlour

Il villaggio di Aberlour si trova nel centro dello Speyside, immerso nel leggendario e magnifico paesaggio delle Highlands di Ben Rinnes. Qui, lungo le sponde del fiume Spey si trova Aberlour, piccola e familiare distilleria, diventata ormai leggenda per gli amanti del malto. Già dal 1879, con il fondatore James Fleming la distilleria si è distinta per la qualità dei suoi whisky, prodotti utilizzando la purissima acqua di sorgente che scorre lungo il fiume Spey e lavorati dalla sapienza artigiana dei maestri di casa Aberlour, attraverso l’uso di botti selezionate, che hanno dato vita a single malt whisky di indiscussa qualità.

Absolut

Una realtà ormai già celebre e ben consolidata quella di Absolut, le cui origini risalgono a ben oltre 100 anni fa nel piccolo paese di Åhus, nella regione svedese della Scania. Forte legame con il territorio e con i suoi agricoltori è la fede portata avanti da Absolut, che produce la propria Vodka rifornendosi del grano invernale esclusivamente dalle famiglie di agricoltori della comunità della Scania di circa 300 aziende. In maniera cooperativa e sostenibile, attraverso l’uso di tecniche agricole non invasive, l’uso di lieviti selezionati e riciclando tutto il possibile dal processo produttivo - dallo spirito grezzo al vetro delle bottiglie - ne risulta una qualità di indiscusso valore, caratteristica di un brand che ormai non ha bisogno di presentazioni.

Accornero

Adler von Klausen

Adler Von Klausen nasce nella suggestiva località di Klausen, Chiusa, in provincia di Bolzano, nella magica Valle Isarco, cuore pulsante dell’alto Adige, terroir tradizionalmente estremamente vocato alla viticoltura, una delle regioni tra le più interessanti d’Europa per la produzione di vini bianchi, con una varietà di vitigni e di microclimi declinata su pendii aspri e versanti scoscesi, che rendono la viticoltura quasi un’impresa eroica. Adler von Klausen, letteralmente, “aquila di Chiusa”, è il simbolo della cantina che campeggia anche in etichetta e raffigura l’aquila, un animale che nella simbologia rappresenta la potenza cosmica, la libertà assoluta e, quindi, la vita. I vini non tradiscono questa aspettativa e incarnano pienamente la varietà di terroir della Valle d’Isarco.

Agripunica

Agripunica, uno dei marchi più noti e rinomati nel panorama della produzione di vino in Sardegna e in Italia, sorge a Santadi, nella zona sud-occidentale dell'isola. Quest'area, nota come Sulcis Meridionale, rappresenta l'ambiente ideale per la produzione di grandi vini, grazie a un clima particolarmente favorevole e a una grande luminosità che permette all'uva di raggiungere un grado di maturazione ottimale. L'azienda coltiva esclusivamente uve tipiche del territorio. I due vini rossi di Agripunica sono morbidi ed eleganti, con un corredo tannico delicato e rotondo. Il vino bianco è fresco e minerale, con note fruttate che lo rendono particolarmente piacevole da bere.

Agustí Torelló Mata

Alain Michelot

Alain Voge

Alamos

Alamos è una stimata realtà argentina conosciuta soprattutto per la produzione di vini da uve Malbec, varietà d’uva a bacca rossa portata a Mendoza nel 1852 dal viticoltore francese Pouget che ha dimostrato straordinarie capacità di adattamento in questo territorio. Sono vini che nascono da giovani vigneti situati ad alta quota, nelle regioni di Luján de Cuyo e Valle de Uco, ad altitudini comprese tra i 3.000 e i 5.000 metri sopra il livello del mare. Il clima che si respira qui è di tipo montano, con notti fresche che garantiscono lo sviluppo di una naturale acidità nei vini ottenuti e una favorevole esposizione solare che concentra aromi e sapori. I venti del paesaggio montano andino sono schermati da schiere di pioppi - in spagnolo álamos - che fiancheggiano i vigneti, da cui il nome della cantina.

Albert Meyer

Alberto Ballarin

Aldo Conterno

Aldo Conterno

Alfred Gratien

Alice Bel Colle

Alice Bel Colle è un’interessante realtà cooperativa dell’Alto Monferrato, che produce vini di qualità dal volto tipicamente territoriale. È stata fondata nel 1955 e ora può contare su un centinaio di soci e un parco vigne di circa 350 ettari, suddivisi in 200 ettari di moscato bianco, 60 di brachetto, 50 di barbera e i restanti 40 divisi tra dolcetto, chardonnay, cortese e altre uve del territorio. La tenuta si trova nella splendida zona collinare che circonda il borgo di Alice Bel Colle, pochi chilometri a nord di Acqui Terme. Le vigne sono coltivate a un’altitudine di oltre 400 metri sul livello del mare, su splendide esposizioni soleggiate, sempre ben ventilate. La ricchezza della cantina risiede in un mosaico di piccoli appezzamenti situati nelle aree più vocate del territorio, con esposizioni, terreni e microclimi diversi, in modo da poter coltivare ogni varietà nel luogo più adatto. I piccoli appezzamenti sono gestiti con cura e passione artigianale, direttamente dai proprietari, che conoscono benissimo le loro vigne e ne sanno trarre uve di ottima qualità. Tutte le vendemmie sono rigorosamente manuali, con selezione in vigna dei migliori grappoli, perfettamente maturi e sani.Le vinificazioni si svolgono nella moderna cantina attrezzata con celle frigorifere per criomacerazioni pre-fermentative e vasche in acciaio inox a temperatura controllata. Nei primi decenni, la produzione era soprattutto concentrata sulla barbera e sui vini dolci prodotti con vitigni aromatici. In seguito è stata creata una nuova gamma di vini che rappresenta molto bene il territorio, basata su tre vitigni storici del Monferrato: barbera, brachetto e moscato. Oggi le vigne di barbera sono coltivate solo nelle zone migliori. È diminuita molto la quantità e contemporaneamente è cresciuta di pari passo la qualità, con vini di grande ricchezza e concentrazione aromatica. La Collezione 360° è la punta di diamante della cantina, prodotta con le uve provenienti dai vigneti più vocati e realizzata con severi disciplinari, che prevedono basse rese per ettaro. L’attenzione della cantina è sempre più orientata verso la produzione di etichette di alto valore qualitativo, che possano valorizzare al meglio le varietà presenti da secoli nella zona e le caratteristiche tipiche del terroir. La supervisione della produzione è affidata alla consulenza di Beppe Caviola, uno degli enologi piemontesi più famosi ed esperti. Nascono così vini autentici genuini, vera espressione di un territorio meraviglioso e di antiche tradizioni.

Alipús

Alipús è il nome di una gamma di mezcal da agave espadin scelti e imbottigliati nella distilleria di Los Danzantes. Ma è anche il nome di un’iniziativa, di un’idea, quella di difendere e tutelare il mezcalero, al fine di mantenere la produzione di mezcal una prerogativa esclusiva della regione di Oaxaca. La sua peculiarità è di avere, per ogni edizione, il nome del piccolo paese in cui viene prodotto il distillato, in modo tale da rendere unico, riconoscibile e assolutamente esclusivo il suo terroir di provenienza. Qui, maestros dall’esperienza e perizia estrema, scelgono le agavi e, dopo averle cotte in forni interrati nella pietra, ne ottengono la molitura con ruote trainate da cavalli su un pavimento di pietra: questa lavorazione artigianale fa in modo che la fermentazione avvenga in modo del tutto naturale. La distillazione avviene poi nei tradizionali alambicchi di rame. Una lavorazione artigianale che, spinta a livelli estremi, garantisce l’autenticità del distillato, per preservarlo al meglio e renderlo inimitabile.

Allegrini

Azienda leader della Valpolicella Classica, Allegrini produce vino di altissima qualità da oltre 400 anni ed è considerata una protagonista assoluta nello sviluppo di quest’area vitivinicola. In seguito allo strenuo lavoro condotto da Giovanni, la famiglia Allegrini ha saputo raccoglierne lo spirito operoso e la passione, per intraprendere una strada di valorizzazione del patrimonio viticolo ed enologico che questa terra aveva da offrirle. Pur mantenendosi ancorata ad una rigorosa tradizione, l’azienda si è dimostrata da sempre una realtà vitivinicola lungimirante e vigile sull’evoluzione dei tempi e del gusto, riuscendo con Franco Allegrini, oggi ritenuto uno dei più grandi winemakers italiani, ad apportare delle innovazioni significative nella produzione dei vini chiave della Valpolicella Recioto ed Amarone: è stato adottato un metodo di appassimento più attento a preservare l’integrità degli acini, è stata rivista la tecnica del Ripasso che affianca alle tradizionali vinacce una parte di uve messe ad appassire che fermentano e arricchiscono il prodotto di complessità aromatica ed eleganza, è stato introdotto l’utilizzo della barrique accanto alla tradizionale botte di rovere di Slavonia e ridotto il periodo di invecchiamento al fine di preservare il sapore e il profumo fruttato. Negli ultimi anni, infine, vi è stata la creazione di una nuova linea più giovane e fresca, Corte Giara, con vini prodotti in prossimità del lago di Garda e in altre aree del veronese, di facile beva, più idonei per momenti di convivialità. Allegrini comprende anche altre aziende al suo interno: Villa della Torre, situata a Fumane, dove nel 1854 ebbe inizio l’avventura familiare, Poggio al Tesoro e San Polo, che rappresentano invece la trasposizione del know-how della prestigiosa realtà della Valpolicella, rispettivamente nei terroir di Bolgheri e Montalcino.

Alois Lageder

Fondata nel 1823 in Alto Adige, Alois Lageder è da sempre sinonimo di qualità eccellente e di sostenibilità. Oggi giunta alla quinta generazione, l'azienda spicca per la sua capacità di fondere, in completa armonia, tradizione e innovazione. Alois Lageder si dedica all'attività vitivinicola in regime biologico-dinamico, seguendo una filosofia ispirata all'approccio olistico. Ogni attività svolta nella tenuta è guidata da un grande rispetto per la natura e dalla volontà di sfruttare e valorizzare al meglio le caratteristiche e i pregi di ogni vigneto.

Alpha Estate

Alta Vista

L’azienda Alta Vista nasce dall’idea del conte Patrick d’Aulan, erede di una tradizione vitivinicola familiare di oltre 200 anni, di unire la sapienza francese con un nuovo e straordinario territorio per il vino, quello delle Ande argentine. I vigneti di Alta Vista si suddividono per ben 211 ettari nel terroir della provincia a ovest di Mendoza, a oltre 1000 metri di media di altitudine, con tecniche di viticoltura d’avanguardia studiate a fondo per non lasciare nulla al caso: dalla potatura diversificata per ogni vigneto allo studio sul clima e sulle caratteristiche del suolo. Vitigni internazionali come il Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, lo Chardonnay e il Pinot Nero, oltre al Malbec - vitigno che più di tutti si è radicato nel territorio argentino - compongono la linea di produzione di Alta Vista, sicuramente tra le espressioni più celebri e apprezzate del terroir di Mendoza.

Altemasi

Altemasi è una delle aziende più rappresentative nella produzione di Trentodoc Metodo Classico, il vino spumante trentino caratterizzato da finezza ed eleganza. All’origine di questa prestigiosa appartenenza alla denominazione Trentodoc c’è la lavorazione di Chardonnay e Pinot Noir che, con l’utilizzo di una sapiente arte vinicola e rispettando tempi di attesa prolungati, riesce a garantire vini spumanti dal sapore distinto e memorabile. Finezza ed eleganza dipendono infatti da condizioni climatiche tipiche della montagna e riconoscibili nei ‘masi più alti’ da cui Altemasi trae il nome. Terreni e altitudini di varia natura, oltre a rilevanti escursioni termiche giornaliere, permettono ai vini di sviluppare un ventaglio aromatico che nel bicchiere procede con puntualità, precisione gustativa e slancio. Con Altemasi il rispetto della viticoltura di montagna si fonde con tecniche di lavorazione d’avanguardia: la cantina nata nel 1993 e sviluppata su quattro livelli è un piccolo tempio per la creazione del gusto. I settori che la compongono sono stati progettati per lavorare in modo armonico alla creazione di spumanti Metodo Classico Trentodoc e Metodo Charmat. Queste sono le premesse per creare vini spumanti adatti a accompagnare i piatti della tradizione dagli aperitivi a primi raffinati, sempre contraddistinti da un tocco croccante e sapido, ottima cremosità e pienezza al palato. Il Trentodoc Altemasi Il Trentodoc Altemasi comprende cinque tipologie di vino spumante, ognuna contraddistinta da una riconoscibile identità e pensata per soddisfare più declinazioni del gusto. Con il Trentodoc Riserva Graal di troviamo di fronte al predominio dello Chardonnay con un lungo affinamento sui lieviti di 60 mesi: ne deriva uno spumante dal colore dorato e dal perlage persistente, con sentori di nocciola e miele, ideale per celebrare in grande stile un evento importante. Altro vino di riferimento è il Trentodoc Pas Dosé con identico affinamento ma capace di aromi fruttati e floreali con un tocco di maggior mineralità e molto adatto ad accompagnare pesce affumicato e crostacei in genere. Il bello di Altemasi è potersi perdere in tante fragranze sempre all'insegna di nuove sorprese per il palato. Quali sono le caratteristiche dell’Altemasi Blanc de Noirs? Con il Trentodoc Blanc de Noirs siamo di fronte a un vino spumante che affina oltre 36 mesi sui lieviti: sentori di frutti a polpa gialla sono finemente intrecciati a note di cioccolato bianco, entrambi rifiniti al palato da tocchi agrumati e fragoline rosse, denotando grande struttura e ottima persistenza. Quali sono le caratteristiche del Trentodoc Altemasi Rosé? Il Trentodoc Altemasi Rosé presenta caratteristiche di forte riconoscibilità come blend di uve Chardonnay e Pinot Noir. Si tratta di un vino spumante che affina dai 18 ai 24 mesi sui lieviti e presenta un color rosa tenute, sentori di fragola selvatica e ciliegia matura, grande cremosità al palato e un finale persistente. Vino perfetto per un aperitivo in grande stile, accompagna ottimamente taglieri di salumi e formaggi oltre a carni bianche. Perché assaggiare il Trentodoc Altemasi Brut Millesimato 2016? Il Trentodoc Altemasi Brut Millesimato 2016 è l’autentica espressione dello Chardonnay, il vitigno della freschezza e della purezza che contraddistingue un’annata importante. Con oltre 24 mesi di affinamento sui lieviti questo vino spumante di grana fine e tocco delicato, presenta al naso note di agrumi e pesca, grande slancio al palato con una croccantezza piacevole e moderata che definisce un vino non comune e di grande struttura.

Altesino

Altesino è un'azienda vitivinicola antesignana delle diverse e importanti innovazioni che hanno interessato nel tempo la produzione del Sangiovese di Montalcino e si è affermata come una realtà di spicco e punto di riferimento del settore. La filosofia che ispira l'azienda è basata sull'intenso rapporto creato con un territorio ricco di storia e di bellezza, i cui vini rappresentano un binomio perfetto tra tradizione e cultura. I vini di Altesino sono accumunati da un'altissima qualità, frutto di una grande e minuziosa cura di tutte le fasi del procecsso di produzione: dalla coltivazione dei vigneti alla vinificazione, fino alla maturazione e all'affinamento.

Alvaro Palacios

Alvaro Palacios

Alvi's Drift

Una proprietà di 7000 ettari, appartenente alla famiglia Van der Merve dal 1928, che sorge tra le montagne che delineano il paesaggio della valle di Breede, tra le città di Worcester e Villiersdorp, in Sud Africa. È la Cantina Privata Alvi’s Drift, con un nome che richiama il ponte omonimo costruito per accedere alla tenuta, che vanta una produzione vitivinicola di assoluto rilievo, con 500 ettari di terreno vitati a ben 19 varietà di uva, immerse in una cornice paesaggistica suggestiva e rigogliosa. Varietà di uva come Cabernet Sauvignon, Shiraz, Merlot, Pinot Noir, Bouschet e Petit Verdot, ma anche Chardonnay e Viognier. Vini semplicemente unici, come dimostra anche la nutrita serie di premi, nati dalla passione per la sperimentazione ma anche da un terroir straordinario.

Amara

Amazzoni

Ambrogio e Giovanni Folonari

La famiglia Folonari è legata al mondo vitivinicolo da oltre 2 secoli. A partire dal capostipite Lorenzo Folonari, che si trasferì in Val Camonica con la famiglia, si susseguirono generazioni di imprenditori dediti al commercio e alla produzione del vino. Verso la fine dell’Ottocento, i fratelli Italo e Francesco Folonari trasferirono la sede dell’azienda dalla Val Camonica a Brescia ed in seguito acquisirono anche la casa vinicola Ruffino, in Toscana. L’obiettivo dei fratelli era diventare produttori e distributori del pregiato Chianti Classico, sia in Italia che all’estero. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e i profondi cambiamenti che questa portò in Italia in termini di crescita economica, i Folonari acquisirono la Tenuta di Nozzole e del Cabreo, situate a Greve in Chianti, iniziando a produrre nuovi vini di alta qualità. Il 2000 vede la nascita delle Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari, ben cinque tenute di proprietà distribuite nelle zone a più alta vocazione vitivinicola della Toscana. Grazie alla ricerca, alla creatività e all’investimento nell’innovazione, il nome Folonari è ancora oggi associato a vini di qualità, di carattere ed eleganza. Vino Rosso Ambrogio e Giovanni Folonari Il vino rosso Ambrogio e Giovanni Folonari rappresenta l’eccellenza della Toscana: dal Chianti Classico della Tenuta di Nozzole al Brunello di Montalcino della Tenuta La Fuga, passando per il Bolgheri della Tenuta Campo al Mare ed al Montecucco Sangiovese della Tenuta di Vigne a Porrona. I pregiati rossi prodotti nella storica Tenuta di Nozzole, situata nella terra d’elezione del Sangiovese, sono il Chianti Classico d’Annata, Riserva e Gran Selezione, disponibili su Vino.com. Oltre al Sangiovese, l’azienda coltiva il Cabernet Sauvignon con cui produce Il Pareto, un Supertuscan pluripremiato dalla critica italiana e internazionale, disponibile su Vino.com. Altri Supertuscan dalla grande personalità nascono nella Tenuta del Cabreo: il Cabreo Il Borgo, un elegante blend di uve Sangiovese e Cabernet Sauvignon e il Cabreo Black, un Pinot Nero Toscana IGT. La Tenuta Campo al Mare, che si estende nel comune di Castagneto Carducci, dà vita ai migliori Bolgheri DOC dell’azienda: il Campo al Mare Bolgheri Rosso DOC e il Baia al Vento Bolgheri Superiore DOC, prodotti con uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Dal vitigno Sangiovese della Tenuta La Fuga, la famiglia Folonari ottiene i suoi migliori vini Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino DOCG, mentre dai vigneti dell’area vitivinicola del Nobile di Montepulciano hanno origine i rossi Torcalvano Nobile di Montepulciano DOCG, Nobile di Montepulciano Riserva DOCG e Rosso di Montepulciano DOC. Vino.com annovera nel suo catalogo un’ampia selezione dei migliori rossi Ambrogio e Giovanni Folonari, tutti da provare.

Amisfield

Andeluna

Il fascino dell’Argentina risuona nei prodotti firmati Andeluna, realtà che nata a metà degli anni ’90 per merito di Ward Lay. Ward, proveniente da una famiglia di imprenditori nord americani, decide di investire parte dei suoi profitti realizzando una cantina, unendosi in partnership con la famiglia di origini italiane Reina Rutini. La zona individuata per dare inizio alla produzione è quella della Valle di Uco, all’ombra della montagna di Tupungato, area tra le più vocate dell’intera nazione; a monitorare ogni fase del processo viene chiamato Michel Rolland, enologo di rinomata fama internazionale. Oggi Andeluna è una cantina che poggia su basi solidissime, e nella sua gestione è subentrata la famiglia Barale, già presente in Argentina con altre aziende vitivinicole. La filosofia produttiva è totalmente incentrata sul rispetto per il terroir, vero e unico interprete di ciò che la Valle de Uco è in grado di portare nel bicchiere. Tra i filari, che si sviluppano su una superficie vitata di circa 80 ettari, si coltivano diverse varietà, sia autoctone che internazionali, come Malbec, Cabernet Franc, Cabernet Sauvigon, Merlot, Torrontés, Chardonnay e Sauvignon Blanc. Vitigni che danno vita a una gamma di etichette variegata, da cui emerge il carattere roccioso e calcareo del terreno da cui nascono, regalandoci un sorso autentico, che, nel caso del Tupungato Malbec “Altitud” e del Valle de Uco Malbec “1300”, raggiunge livelli qualitativi riconosciuti a livello internazionale.

Angel's Envy

Angostura

Azienda leader nella produzione di amari e celebre quanto apprezzata nella produzione di Rum dei Caraibi, Angostura è al giorno d’oggi un brand essenziale per ogni cocktail bar che si rispetti. L’azienda risale al 1824, quando il dottor Siegert perfezionò la celebre formula per il bitter aromatico Amargo Aromatico, che all’epoca usava per pratiche chirurgiche militari nell’esercito di Simón Bolívar - nella località di Angostura in Venezuela. Capite le potenzialità di ciò che aveva creato, Angostura diventò un affare familiare e la sede si spostò a Trinidad, nel cuore dei Caraibi. Attraverso quasi tre secoli di perfezionamento e continua ricerca Angostura punta ancora oggi al continuo rinnovo e alla leadership del mercato degli amari e dei rum tanto da essere divenuto un marchio Royal Warrant della Regina Elisabetta.

Anselmi

Roberto Anselmi è ricordato tra i produttori vitivinicoli che meglio hanno saputo valorizzare e portare alla ribalta i vini da varietà Garganega. Pur operando a Monforte d'Alpone, zona veronese interamente compresa nei confini della denominazione Soave Classico DOC, e pur producendo vini in cui il Garganega raggiunge percentuali uguali o superiori al 90%, Anselmi promuove le sue etichette sotto il marchio Veneto IGT, in forma di protesta verso vincoli normativi da lui ritenuti troppo blandi e permissivi. I vini di Anselmi, scaturiti da vigne ubicate nell'alta collina veronese, su terreni ricchi di tufo vulcanico che donano una tipica impronta minerale, sono realizzati con mezzi innovativi perseguendo principi di misura e di sobrietà. Le vette qualitative più alte sono raggiunte dagli appezzamenti delle zone storiche del Soave, su tutti Capitel Croce e Foscarino.

Anselmo Mendes

Antica Fratta

La cantina Antica Fratta è situata a Monticelli Brusati, nel territorio della Franciacorta. Eleganza, piacevolezza ed esclusività sono le parole chiave su cui si basa la filosofia dell'azienda, che ha scelto di seguire la strada di una produzione limitata e molto curata, con la consapevolezza che sono proprio i dettagli a fare la differenza. Grazie a un grande lavoro in vigna (che include selezioni clonali, bassa produzione di uva per ceppo e raccolta manuale dei grappoli) e a un attento processo di vinificazione (dalla pressatura soffice fino alle prove di assemblaggio), Antica Fratta produce oggi vini ambiziosi ed eleganti, che incarnano la vera essenza della Franciacorta.

Antonella Corda

Antonelli

Nel 1881 una famiglia di Spoleto, gli Antonelli, acquistano la Tenuta di Montefalco, sita in provincia di Perugia, trasformandola in moderna e innovativa impresa vitivinicola. Antonelli è un’azienda che vanta oggi di 170 ettari di vigneto al centro della Docg di Montefalco e cura tutta la sua produzione in ogni singolo dettaglio, senza lasciare nulla al caso: una grande storia alle spalle ma uno sguardo sempre rivolto al futuro ne fanno una delle realtà di assoluto di rilievo dell’Umbria, con vini che esprimono appieno il carattere di una terra. Sangiovese, Sagrantino, Grechetto e Trebbiano Spolentino, sono queste le uve più rappresentative della tenuta, il cui tratto saliente è proprio l’eleganza e la ricercatezza. Non solo: la cantina ha intrapreso, ormai da anni, un percorso di ricerca, miglioramento della vite e sperimentazione in cantina alla ricerca dell’equilibrio perfetto, di quel gusto armonico e leggiadro più che del vigore, con estrazioni delicate e un uso parco del legno, per donare ai vini, una straordinaria freschezza e bevibilità.

Aperol

La storia dell’Aperol è indissolubilmente legata al nome dei fratelli Barbieri, che lo hanno inventato: era il 1919 e Silvio e Luigi Barbieri lo presentano alla fiera internazionale di Padova. È così che i fratelli Barbieri, dato il successo di Aperol, decidono di investire nelle campagne pubblicitarie: in questo modo il colore arancione diventa il tratto distintivo del prodotto, al punto che in tutti i bar iniziano a comparire i primi slogan che invitano a bere Aperol. Sarà poi negli anni ’30 che verrà ideata una campagna rivolta alle donne, con una sarta che, misurando il girovita di una donna, esclama: "Signora! L'Aperol mantiene la linea". Ma è negli anni che ’80 viene inaugurata una nuova stagione per Aperol grazie alla diffusione del leggendario aperitivo veneto, lo Spritz Aperol: oggi è l’aperitivo di colore arancio più iconico, peculiare e di tendenza, reso celebre anche dai grandi slogan pubblicitari, dai caroselli alle splendide pubblicità moderne, grazie a una particolare sensibilità artistica dei fratelli Barbieri. Leggero, fresco, bevibile ma con un gusto elaborato dato dall’unione di erbe e radici di altissima qualità. La ricetta originale è rimasta uguale e segreta fino a oggi. Semplicemente unico.

Appleton

Nascosta nel cuore della Giamaica, in un territorio impervio e vergine, Appleton Estate è un’antichissima distilleria che produce uno dei rum più eleganti al mondo fin dal 1749. Una storia che si dipana per più di 265 anni e si conosce al meglio attraverso l’unicità di un terroir e del processo di lavorazione. Tutti i rum sono prodotti sotto la supervisione speciale di Joy Spence, la prima Master Blender al mondo. In ogni calice di Appleton è nascosto un segreto, quello di una terra che in pochi conoscono.

Ardbeg

Storica quanto celebre azienda produttrice di whisky, Ardbeg ha radici profonde e travagliate nella costa meridionale dell’isola di Islay, in Scozia. Fondata nel 1815 da John McDougall, in questa terra selvaggia e arida, l’azienda ha una storia piuttosto travagliata, con continue chiusure e cambi di proprietà, fino al 1997 anno in cui viene acquistata dalla Glenmorangie. Non è però mai cambiata la qualità dei prodotti, che da sempre sono indice di assoluta eccellenza nel campo dei single malt whisky, prodotti dall’acqua dei laghi di Arigh Nam Beist e Uigeadail e che, insieme all’aroma deciso della torba usata nell’essiccazione del malto e ai sentori salmastri dovuti alla vicinanza del mare, donano al whisky Ardbeg le sue tipiche peculiarità che lo hanno contraddistinto nel tempo.

Ardbeg

Argiano

Argiolas

La storia della Cantina Argiolas comincia agli inizi del '900 a Serdiana, terra di vigne e ulivi nel sud della Sardegna. È qui che, nel 1906, nasce Antonio, il patriarca, che inizia a piantare i filari, a unire vigna a vigna e a produrre cercando sempre la qualità, con il massimo rigore e rispetto per il territorio. Oggi nella cantina lavora la terza generazione della famiglia Argiolas, i nipoti di Antonio, che continuano a produrre vini mantenendo un forte legame con la terra e con la tradizione, tramandata dai genitori ai figli.

Argiolas

Argyros

Argyros, fondata nel lontano 1903 nella meravigliosa Episkopi Santorini, è ora gestita da Matthew Argyros, appartenente alla quarta generazione di viticoltori della famiglia. L’azienda possiede ben 120 ettari di vigneti vitati, con viti dall’età media di 70 anni, alcune addirittura tra le più antiche dell’isola, con più di 200 anni di età. La filosofia su cui poggia l’azienda è quella di creare vini unici, eccezionali, dalle varietà autoctone di Santorini, come Assyrtiko, Aidani e Mavrotragano. Argyros, con i suoi due secoli di storia, è un’azienda ben proiettata verso il futuro: la cantina è stata recentemente ristrutturata, ora in un nuovo edificio collocato nel cuore dei vigneti. È così che nascono vini di carattere ed equilibrio, con un impegno costante che non cede sulla qualità.

Arianna Occhipinti

L’azienda agricola Arianna Occhipinti nasce dalla passione della sua omonima creatrice nella zona di Fossa di Lupo, a Vittoria, luogo antico e ricco di tradizioni, conosciuto al mondo della viticoltura per la produzione del Cerasuolo di Vittoria e del Frappato. E proprio sul Frappato, e sul Nero d’Avola è incentrata la produzione di Arianna, che si definisce una vignaiola naturale, rispettosa dell’uva e della sua pianta, così come del suo territorio. Questa filosofia si riflette sui vini, i quali oltre ad essere biologici sono a tutti gli effetti naturali, dove l’attenzione per il terreno è alla base di tutto il processo e per la cui produzione sono utilizzati lieviti indigeni selezionati. “Rispettare il vino come se fosse una persona” è il mantra di Arianna, che ormai da anni si è fatta conoscere e rispettare per le qualità e le peculiarità dei suoi prodotti.

Armand de Brignac

Armand de Brignac

Arnaldo Caprai

Arnaldo Caprai

La cantina Arnaldo Caprai nasce nel 1971 nel cuore di Montefalco, grazie alla passione per il territorio e per la cultura del vino di Marco Caprai. L'attenzione alla tradizione, l'orientamento all'innovazione ed alla sperimentazione ed il legame con il territorio sono i valori che guidano costantemente la cantina. I vini Arnaldo Caprai sono eleganti, raffinati e dotati di grande personalità, rappresentano perfettamente l'identità del grande patrimonio di cultura e tradizione conservato a Montefalco nei secoli. La cantina è riconosciuta come l’azienda leader nella produzione di Sagrantino di Montefalco, il grande vino rosso prodotto da uve Sagrantino, un vitigno unico che cresce solo nel territorio di Montefalco da più di quattrocento anni.

ArPePe

Arthur Metz

Astoria

Astoria è uno dei marchi più conosciuti e famosi della zona storica del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Si caratterizza per la sua veste innovativa, sempre al passo con i tempi e con i gusti di un pubblico giovane. L’Azienda è stata fondata nel 1987 da Paolo e Giorgio Polegato, figli di una storica famiglia di viticoltori della zona di Valdobbiadene e Conegliano. Un territorio da sempre vocato alla coltivazione della vite, che rappresenta il vertice qualitativo del vasto mondo del Prosecco. Le vigne sono coltivate sui ripidi pendii delle splendide esposizioni collinari a ridosso delle Prealpi. Sono circa quaranta gli ettari gestiti dalla cantina Astoria in questo straordinario territorio del Veneto. Un mosaico di vigneti incastonati tra i boschi, che formano un paesaggio unico per bellezza e integrazione tra la paziente opera dell’uomo e la natura. Il clima fresco e ventilato e i terreni di matrice prevalentemente calcarea, si sono rivelati perfetti per le esigenze della Glera, l’uva più tipica del territorio. Si tratta di una viticoltura eroica, difficile, faticosa, che richiede grande impegno in termini di tempo ed energie, ma ripaga con uve dall’intenso profilo aromatico e dalla grande freschezza, perfette per essere spumantizzate in autoclave. Il Metodo Martinotti o Charmat, infatti, permette di ottenere spumanti che conservano intatti i profumi e gli aromi primari dell’uva, regalando un sorso piacevolmente fragrante e fruttato. Sono proprio queste caratteristiche d’immediatezza e semplicità di beva, che hanno reso il Prosecco così famoso e amato in tutto il mondo. Ma Astoria non è solo Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene, produce Prosecco DOCG anche sui Colli Asolani, altra zona di spumanti di alta qualità che si sta affermando tra le migliori eccellenze del settore. A completare la gamma dei vini, non potevano mancare i rossi, altra specialità della regione Veneto. Astoria produce vini rossi sui Colli di Conegliano con i più classici vitigni internazionali e in Valpolicella con i vitigni autoctoni del territorio: Corvina, Convinone e Rondinella. Nascono nella tenuta della Valpolicella le etichette di grandi vini come il Ripasso e l’Amarone, tra i più amati in assoluto dai consumatori stranieri.

Astrale

Attems

Attems nasce da una tradizione dalle origini antichissime, da quando nel 1964 il Conte Douglas Attems fonda il Consorzio dei Vini del Collio. La tenuta oggi si estende per 79 ettari sui declivi terrazzati a ovest di Gorizia, in un territorio particolarmente vocato alla viticoltura. Attems raccoglie i frutti di un'impagabile combinazione di fattori: un’antica tradizione familiare, un territorio ideale alla produzione di grandi bianchi e una tecnologia avanzata. Così può garantire l’eccellenza dei suoi vini pregiati, caratterizzati da grande ricchezza di profumi, gusto complesso, eleganza e lunga persistenza: espressioni perfette di questo territorio.

Aubert et Fils

Augier

Fondata nel 1643 da un commerciante di vini, Augier è la più antica delle case Cognac. La sua storia è quella di un’azienda avveniristica che ha valorizzato il terroir e l’uva della regione del Cognac. Motto di casa Augier è: "Cercare la tipicità, coltivare i terroir e le uve, creare Cognac di carattere singolare”. La filtrazione non si avvale della refrigerazione e tutto il processo di produzione avviene senza l’aggiunta di agenti esterni, additivi o sostanze chimiche che siano. È così che nascono Cognac sinceri e peculiari, con un metodo di distillazione tradizionale e un profondo rispetto verso la terra.

Aultmore

Avanzi

Presente sul territorio attorno al Lago di Garda, in quattro diverse tenute nei comuni di Sirmione, Desenzano del Garda e Polpenazze del Garda, l’azienda Avanzi produce con grande passione i suoi vini dal 1931, principalmente sotto le denominazioni di Lugana DOC, Garda Classico DOC e Valtènesi DOC. Con oltre 60 ettari di proprietà, divisi tra vigneti e oliveti, Avanzi produce tra le migliori espressioni di spumanti, vini bianchi e vini rossi della zona. I vigneti sono divisi in ben 11 varietà di uve, tra varietà internazionali come lo Chardonnay e il Cabernet e vitigni autoctoni come il Trebbiano di Lugana.

Averna

L'Amaro Averna è un must del dopocena italiano, iconico digestivo dal gusto intenso e dolce-amaro ottenuto da erbe, radici e spezie naturali che intraprendono un lento processo di infusione in grado di sprigionare tutta la sua carica aromatica. L'anima più autentica della Sicilia, da servire con foglie di salvia e rosmarino e miscelando il tutto ruotando il caratteristico bicchiere womb. La storia narra che il priore Frà Girolamo dell'Abbazia di Santo Spirito di Caltanissetta volle condividere con il mercante di tessuti Salvatore Averna la ricetta segreta del suo digestivo come ringraziamento per il suo impegno nella comunità, cosicché Salvatore iniziò a produrre l'amaro per i propri ospiti della sua dimora estiva, Villa Xiboli. Grazie al significativo contributo del figlio Francesco Averna il suo amaro conobbe una rapida diffusione e successo, tanto da poter apporre in etichetta per concessione del re Vittorio Emanuele III lo stemma reale di casa Savoia con la scritta "Brevetto della Real Casa".

Aviation

Avignonesi

L'azienda vinicola Avignonesi sorge sulle dolci colline di Valiano di Montepulciano, in provincia di Siena, e il suo nome è quello della famiglia fondatrice della tenuta. Azienda tra le più rappresentative in Toscana, svolge una costante attività di ricerca e sviluppo finalizzata ad esprimere al meglio le peculiarità di un grande territorio. I vini di Avignonesi rispettano la tradizione e la cultura enologica di Montepulciano; ogni fase di produzione, dalla vigna alla cantina, viene svolta con la massima cura e nel modo più naturale possibile, per mantenere intatto il carattere di ogni vitigno ed esaltare le caratteristiche specifiche di ogni terroir.

Avondale

Ayala

Fondata nel 1860 da Edmond de Ayala, la maison Ayala è situata ad Aÿ, nel cuore dei vigneti della zona francese dello Champagne. Da sempre indipendente e a conduzione famigliare, questa azienda produce da sempre vini equilibrati, delicati ed eterei, perfettamente in linea con il proprio stile ricercato. Oggi, a oltre 150 anni dalla sua fondazione, Ayala prosegue la sua missione di produzione di Champagne di altissima qualità, amati in tutto il mondo per la loro grande freschezza e raffinata eleganza.

Azelia

Nel cuore delle Langhe, a Castiglione Falletto, nel 1920 il Cavalier Lorenzo Scavino inizia a vinificare parte delle uve prodotte dai vigneti di famiglia, con l’aiuto del figlio Alfonso e di Luigi che iniziano a imbottigliare ed esportare il vino: una storia semplice, familiare, quella della cantina Azelia, che oggi dispone di 16 ettari vitati e produce in media 80.000 bottiglie all’anno. Luigi è affiancato dalla moglie Lorella e dal figlio Lorenzo, che rappresentano ormai la quinta generazione di produttori di vino. Grande cura profusa nel lavoro della vigna è il caposaldo su cui poggia l’azienda come anche l’assoluto rispetto verso la natura: le basse rese vengono ulteriormente diminuite tramite la vendemmia verde, necessaria per scegliere i frutti e portarli a perfetta maturazione. Tradizione incontra la modernità in cantina, grazie all’utilizzo di tecniche di ultima generazione.

Azienda Agricola Eraldo Viberti

Babich

Badel 1862

Badenhorst Family Wines

Badia a Coltibuono

L'azienda vitivinicola Badia a Coltibuono è situata a Gaiole in Chianti, in provincia di Siena. L'azienda, il cui nome significa "abbazia del buon raccolto", fu fondata dai monaci vallombrosani circa mille anni fa, come luogo di meditazione e culto; già allora vennero piantati i primi vigneti, dando inizio alla lunga tradizione che caratterizza ancora oggi la cantina. Dopo 10 secoli di storia, Badia a Coltibuono attua una filosofia basata sulla sostenibilità e sul rispetto del territorio, coltivando le proprie terre in regime di agricoltura biologica. I vini dell'azienda sono prodotti con passione e dedizione e sono perfette espressioni del territorio in cui nascono.

Baglio di Grìsi

Baileys

Baileys è una azienda che non ha bisogno di presentazioni. Il brand è noto a livello internazionale da decenni ormai e produce la crema di whisky più famosa nell’immaginario collettivo, presente in ogni bar e nelle case di tutto il mondo, in oltre 150 paesi. La storia di Baileys inizia a Dublino nel 1974, dall’intuizione di David Dand, che seppe anticipare le tendenze di quel periodo e creare un prodotto assolutamente nuovo: una miscela di raffinato whiskey irlandese e crema di latte, che si adattasse anche ai palati più delicati. Dopo ben tre anni di tentativi Dand e il suo team arrivarono alla miscela perfetta, la stessa che si ritrova oggi in ogni bottiglia di Baileys: whisky invecchiato, crema di latte di mucche irlandesi, baccelli di vaniglia e semi di cacao.

Bailly Lapierre

Balter

Banfi

Banfi nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani, che sin dall’inizio avevano progetti ambiziosi, con l’intento di integrare una produzione viticola di qualità con una cantina moderna. Coscienti del fondamentale ruolo che un enologo ha nella creazione dei vini i due fratelli hanno scelto da subito Ezio Rivella, uno dei più grandi enologi italiani, il quale ha subito intuito le grandi potenzialità di sviluppo del territorio. L’avventura dei fratelli John e Harry è continuata in Piemonte, con l’acquisizione della storica cantina Bruzzone, attiva fin dal 1860 e specializzata nella produzione di spumanti, per farne il marchio piemontese del gruppo, oggi Banfi Piemonte. Vino rosso Banfi: emozione, esperienza, passione in ogni bottiglia Il vino rosso Banfi nasce con un obiettivo ambizioso: trasferire l’esperienza, l’emozione e la passione dei fratelli Mariani in ogni bottiglia. Per questo motivo, oltre ai grandi vini di Montalcino (Brunello, Rosso e Moscadello di Montalcino), la produzione Banfi si estende anche alle più pregiate denominazioni toscane, dal Chianti, a Bolgheri, al Chianti Classico, e ad alcune tra le più rinomate denominazioni piemontesi, fino ad arrivare ai vini cileni di Concha y Toro, una tra le più rinomate cantine cilene nel mondo, e Emiliana, conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo per la sua produzione biologica e biodinamica. Banfi: dopo la Toscana, il Piemonte Banfi Piemonte è il risultato dell’incontro tra la secolare tradizione viticola e spumantistica piemontese e l’esperienza enologica montalcinese; il sogno dei fratelli Mariani di portare avanti un progetto teso alla valorizzazione delle più pregiate denominazioni del basso Piemonte. Anche in Piemonte, proprio come è avvenuto in Toscana, la vocazione dell’azienda per l’altissima qualità e il forte legame con il territorio danno vita ad una ampia produzione, con una gamma variegata e completa che mira a valorizzare i principali vitigni piemontesi, quali il Cortese, il Brachetto e il Dolcetto. Inoltre, Banfi Piemonte è riuscita a distinguersi nella produzione di spumanti di altissima qualità, riuscendo in breve tempo a diventare una dei protagonisti della denominazione Alta Langa DOCG. Quale affinamento segue il vino banfi brunello di montalcino? Il vino Banfi Brunello di Montalcino affina per l’80% in botti di rovere francese da 60 e 90 hl. e per il 20% in barrique di rovere francese da 350 litri per 2 anni. Che tipo di vino spumante produce Banfi? In Piemonte Banfi produce il vino spumante dolce della tradizione locale, con l’Asti Spumante e il Brachetto (oltre al Moscato d’Asti DOCG naturale), oltre a spumanti metodo classico Alta Langa DOCG di altissimo livello. Cosa differenzia il Banfi rosso di montalcino dal Brunello? Il Banfi rosso di Montalcino ha un affinamento in legno di durata più breve rispetto al Brunello, in botti di rovere francese da 60 e 90 hl e in barrique di rovere francese da 350 l. per 3-6 mesi e per questo motivo ha una bevibilità immediata, tannini meno potenti e una minore longevità.

Barbalonga

L'azienda Barbalonga nasce da un sogno e dalla passione di un uomo, Angelo Martinazzi, ingegnere-architetto dalla barba lunga – da cui, appunto, il nome – che nel 1988 acquista un appezzamento alle pendici del Monte Orfano, nel bresciano. E dall’amore per un territorio che Angelo ha voluto valorizzare, contribuendo alla tradizione franciacortina con profonda dedizione e rispetto. Cantina emergente della Franciacorta merita di essere conosciuta e riconosciuta per le sue bollicine che divengono espressione assoluta di gusto ed eleganza, un Metodo Classico dal tratto inconfondibile.

Barbanera

La Cantina Barbanera si trova nella campagna di Cetona, nel cuore della Toscana, quasi al confine con l’Umbria. La tenuta è stata fondata nel lontano 1938 da Altero e Maria Franceschini con il desiderio di dar vita a una piccola azienda agricola dedicata alla viticoltura. A distanza di più di ottant’anni, Barbanera ha saputo conservare una dimensione familiare, custodita gelosamente da ben quattro generazioni, che si sono succedute alla guida della tenuta tramandando conoscenze, esperienza e amore per la terra. Dalla vendita del vino sul mercato locale, ai primi contatti commerciali con la realtà della ristorazione romana degli inizi dell’avventura, si è passati a una dimensione nazionale e poi internazionale dell’azienda, che oggi è presente con successo su numerosi mercati esteri. Un progressivo processo di crescita ed evoluzione, che ha condotto nel 2007 a dare il nome di Barbanera all’azienda di famiglia, per farne un marchio con una sua precisa identità. La tenuta si estende ai piedi del Monte Cetona, con vigne coltivate su splendidi pendii soleggiati, caratterizzate dalla presenza di suoli molto vocati per la viticoltura.La filosofia della cantina ha sempre avuto come obiettivo la produzione di vini di qualità, capaci di valorizzare le migliori eccellenze del territorio. La grande passione e il desiderio di migliorarsi sempre, hanno condotto l’azienda a intraprendere un percorso virtuoso per cercare di proporre vini sempre più autentici e capaci d’esprimere le migliori qualità dei vitigni e del territorio. Il clima fresco e le buone altitudini, che garantiscono buone escursioni termiche, consentono alle uve di maturare in modo lento e progressivo, accumulando un ricco corredo di profumi e aromi. Oggi l’azienda propone tre diverse collezioni di vini, contraddistinte da diversi marchi, con etichette che provengono dalla tenuta toscana e dalla Puglia. La Collezione di famiglia raccoglie le migliori etichette della tenuta, i vini più prestigiosi e identitari, frutto delle migliori vigne coltivate nella zona di Cetona. La linea “Barbanera” è nata nel 2007 per celebrare il forte legame tra la famiglia Franceschini e le più antiche tradizioni di territori da sempre vocati alla viticoltura come l’area del Chianti Classico, del Nobile di Montepulciano e dei grandi vini pugliesi. Infine, la linea Duca di Saragnano è stata creata per ricordare il legame familiare con la nobile famiglia proveniente dell’entroterra dl Salerno, che si stabilì in Toscana. In questa collezione sono raccolte le etichette che provengono dalla Toscana, dalla Puglia e dalla Sicilia, caratterizzate da un profilo schietto e tipicamente territoriale.

Barcelona Beer Company

Baricci

Baricci

Barista

Baron de Ladoucette

Una delle cantine più celebri della Valle della Loira, i cui primi vigneti furono acquistati dalla famiglia Comte Lafond nella Pouilly-Fumé alla fine del XVIII secolo, dalla figlia illegittima del re di Francia Luigi XV. Baron Patrick de Ladoucette, un discendente del Comte Lafonde ed attuale proprietario ebbe il compito di perpetuare una stimatissima tradizione di eccellenze tra i vini bianchi. Egli volle in seguito ampliare le sue proprietà vinicole, estendendosi alle regioni del Sancerre, della Pouilly-Fuissé, dello Chablis, della Champagne, del Vouvray e dello Chinon. La fama di Baron de Ladoucette si consacra con il nobile Pouilly-Fumé Baron de L, riconosciuto universalmente come il miglior Sauvignon al mondo, una perla enologica dotata di grande finezza e ampiezza nei profumi. Il nome Comte Lafond invece viene portato alto nei bianchi Sancerre che realizza seguendo principi di eccellenza ed estrema eleganza. Alla base dei principi di tutti i domaines vi sono il rispetto del patrimonio di uve e del terroir, esaltato da parcelle vinificate separatamente, con una meticolosa attenzione ad ogni singolo cru.

Baron de Marck

Baron de Sergolle

Baron de Sigognac

In casa Armagnac si racconta che il barone di Sigognac, affascinato dall’idea del tempo e del suo scorrere, apporta una modifica a tutti gli orologi che trova in cantina: su questi orologi, il quadrante aveva dieci divisioni invece che dodici. Così, i secondi erano diventati anni, la lancetta dei minuti si muoveva solo una volta ogni due lustri e la lancetta delle ore segnava i secoli. È così che il Barone scopre il rito, quasi esoterico, dell’invecchiamento di Armagnac: il lento scorrere del tempo e la pazienza. La leggenda narra inoltre che il barone era uso separare ogni vendemmia in botti diverse ed è stato il primo a intuire di volere vendere i suoi brandy come veri e propri armagnac vintage. Oggi, Armagnac, è una distilleria di assoluto rilievo, basata su due principi fondamentali: l’esclusivo utilizzo di metodi di produzione affidabili e tradizionali e la scelta della qualità in ogni fase di produzione, a cominciare dalla cura dei vigneti e dal rispetto delle tradizioni. Così, degustare un Armagnac è un’esperienza di vita, la scelta deliberata e consapevole di sorseggiare un distillato dalla qualità senza confini.

Baron Edmond de Rothschild

La storia dell’azienda Baron Edmond de Rothschild nasce dall’omonimo barone, pronipote del celebre James Rothschild, il patron di Château Lafite. Edmond, intenzionato a proseguire la leggendaria tradizione vinicola della famiglia, acquistò nel 1973 due Cru Bourgeois a Listrac e Moulis-en-Médoc: Château Clarke e Château Malmaison, creando così la Compagnie Vinicole Baron Edmond de Rothschild, che in poco tempo ha acquisito altre proprietà a Bordeaux, così come in Argentina, Sud Africa, Spagna e Nuova Zelanda. Attraverso la sapienza e la grande tradizione familiare, l’azienda si è da subito ritagliata un posto importante nel già affollato e complesso mondo vitivinicolo bordolese, grazie ovviamente alle due varietà di Merlot e Cabernet Sauvignon.

Baron Longo

Baron Samedi

Barone di Serramarrocco

Barone Montalto

Barone Pizzini

Fondata nel 1870, Barone Pizzini è una delle più antiche aziende vitivinicole della Franciacorta e la prima a produrre vini Franciacorta da uve coltivate in regime di agricoltura biologica, lasciando ad ogni vigna la possibilità di esprimersi, in un armonioso sodalizio tra natura e tecnologia. 140 anni di tradizione, sapienza ed esperienza, un lungo percorso fatto di ricerca, impegno, fatica, studio e grandi soddisfazioni, che culmina nel traguardo di produrre vini puri, privi di ogni residuo estraneo alla natura e creati nel pieno rispetto di ogni terroir e delle sue peculiarità.

Barone Ricasoli

Il nome Ricasoli è legato al vino fin dal 1141, anno in cui il Castello di Brolio, situato a Gaiole in Chianti e oggi sede dell'azienda, divenne proprietà della famiglia. Fu proprio il Barone Bettino Ricasoli, nel XIX Secolo, il fautore di uno dei vini più famosi al mondo: il Chianti. La Barone Ricasoli è oggi l'azienda vitivinicola più grande del Chianti Classico. Nelle sue cantine all'avanguardia, situate sulle colline nei pressi del castello, si persegue la stessa ricerca dell'eccellenza iniziata nell'800, sperimentando e innovando, con la missione di valorizzare le caratteristiche uniche di questo territorio.

Barone Ricasoli

Barramundi

Bartolo Mascarello

Bartolo Mascarello

Basilisco

Tra le cantine più affascinanti del panorama enologico lucano, Basilisco si sviluppa all’interno delle antiche grotte laviche dello “Shesh”, lo storico Parco delle Cantine di Barile, che l’azienda Feudi di San Gregorio ha voluto ri-valorizzare attraverso un coraggioso progetto di recupero. Un luogo talmente suggestivo e scenografico da essere stato scelto da Pasolini per ambientare “Il Vangelo Secondo Matteo”. I vigneti situati alle pendici del Vulture, tutti a conduzione biologica, risentono dell’influsso del vulcano ormai spento che segna le caratteristiche di un terroir, caratterizzato da un suolo di origine vulcanica che si arricchisce di strati di tufo e di flysch. I processi di vinificazione si svolgono sul lato nord della grotta ad una temperatura ideale di 16-18°C, al termine dei quali il vino viene lasciato riposare nei silenziosi meandri del vulcano.

Bastianich Winery

Bastianich Winery nasce nel 1997 in Friuli con l’obiettivo di creare vini dal gusto unico e inconfondibile, che sappiano raccontare la storia di questa terra. Il desiderio di riscoprire le proprie origini era già vivo nella famiglia Bastianich ancor prima della fondazione dell’azienda, quando i migliori vini Friulani venivano promossi nei loro ristoranti negli Stati Uniti. A seguito degli incontri con i più importanti viticoltori locali, nel 1997 la famiglia Bastianich decide di dare forma alla propria passione per il vino e inizia a coltivare i primi vigneti a Buttrio e a Cividale del Friuli, zone storicamente vocate per la produzione di bianchi di qualità. Oggi, l’azienda possiede 35 ettari di vigneto distribuiti su queste due aree appartenenti alla DOC Colli Orientali: dalle colline di Buttrio e Premariacco ottiene vini più corposi e strutturati, come il Vespa Bianco, Vespa Rosso e il Calabrone; dai vigneti di Cividale del Friuli nascono invece i vini più aromatici. Pratiche colturali sostenibili, rispetto dei ritmi della natura e valorizzazione dei vigneti autoctoni sono le parole d’ordine di Bastianich Winery ed è per questo che i suoi vini sono così ampiamente apprezzati. Vino bianco Bastianich Winery Il vino bianco Bastianich Winery nasce a partire da un’attenta cura del terreno d’origine e del luogo di produzione. La zona del Collio, infatti, è caratterizzata da un suolo ricco di marna argillosa (chiamata "ponca" in lingua friulana) alternata a strati di arenaria. La marna è facilmente disgregabile in presenza di agenti atmosferici e, alternata all’arenaria, crea un sistema naturale per trattenere l’acqua e regolarne la disponibilità per le piante. In base a dove sono piantati i vigneti, si ottengono vini molto diversi tra loro per aroma e corposità: le colline di Buttrio e Premariacco, nell’area più a sud della DOC Colli Orientali, godono del calore proveniente dal mare e danno vita a vini bianchi morbidi, come il Vespa Bianco e di carattere, come il Bianco Plus, entrambi disponibili su Vino.com. Sui colli di Cividale del Friuli, invece, soffia la bora, il vento freddo proveniente dal nord, che conferisce ai vini bianchi una maggiore aromaticità, come si può sentire nel Ribolla Gialla Vigne Orsone, disponibile su Vino.com. Come nasce il vino Bastianich Vespa? Il Vespa Bianco Venezia Giulia IGT di Bastianich è il risultato di un sapiente lavoro di assemblaggio di uve Chardonnay, Sauvignon Blanc e Picolit, raccolte a mano e selezionate già in vigna. Fermentano separatamente in botti di acciaio e di rovere a temperatura controllata, dopodiché, il vino affina in rovere e acciaio sulle fecce fini. Il processo si conclude con un ulteriore affinamento in bottiglia. Si ottiene così un vino dal colore giallo paglierino intenso, che si apre al naso con profumi di fiori selvatici e agrumi, accompagnati da note minerali e di miele. È indubbiamente un bianco di ottima qualità, che negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti, come il premio Cinque Grappoli Bibenda. Per cosa si caratterizza il vino Bastianich Calabrone? Il vino Calabrone Venezia Giulia IGT Rosso di Bastianich nasce dalle colline di Manzano, Buttrio e Cividale. È composto in prevalenza da uve Refosco dal Peduncolo Rosso, in assemblaggio con uve Schioppettino, Pignolo e Merlot e presenta un bouquet di profumi ricco e complesso: i sentori di cioccolato e caffè sono arricchiti da note speziate e fruttate. Un vino elegante e ben strutturato, da abbinare a piatti robusti di carne rossa e portate a base di cinghiale. Quali sono le caratteristiche del vino Bastianich Ribolla Gialla? Il vino Ribolla Gialla Vigne Orsone Bastianich Winery ha origine da uve Ribolla Gialla in purezza coltivate nei vigneti di Cividale, nella zona dei Colli Orientali del Friuli DOC. Si caratterizza per le sue intense note minerali e fruttate, ma anche per la sua freschezza e acidità. Perfetto in abbinamento con fritture di verdure e di pesce, accompagna anche i piatti a base di frutti di mare e il sushi. Lo Spumante Brut Ribolla Gialla Plus, invece, è un vino secco, strutturato ed elegante, che si apre al naso con note di agrumi e mela verde e in bocca risulta fresco e pulito.

Batzella

Bava

Beatesca

Beaulieu Vineyard

Beefeater

La storia di Beefeater ha inizio nel 1863, quando James Burrough acquista una distilleria la cui specialità era proprio quella di produrre liquori "Taylor & Son", in Cale Street, nel distretto di Chelsea. Dopo anni di studio e sperimentazioni, James Burrough arriva a comporre il catalogo, che nel 1876 comprendeva il James Burrough London Dry, lo Ye Old Chelsea e l'Old Tom Style gin. Decide di aggiungere un nuovo marchio: il Beefeater London Dry gin. Il Beefeater riscuote un successo immediato, tanto che nel 1895 ne viene redatta la ricetta ufficiale e viene dichiarato prodotto di riferimento dell’azienda. Oggi la distilleria è in mano ad Allied Domecq, che dal 2005 è parte del gruppo Pernod Ricard, che con grande intuito imprenditoriale ha investito molto sul marchio, facendo di Beefeater il gin di punta della società. Beefeater è un gin puramente londinese che strizza l’occhio alle nuove generazioni, senza dimenticare l’eredità del suo grande passato.

Bel Colle

Belhaven Brewery

Belisario

Creare uno stile, non una moda: è questo il vessillo di Cantine Belisario, nata nel 1971 a Matelica, nella provincia di Macerata. Oggi è un’azienda che può disporre di ben 300 ettari vitati e può a buon conto essere considerata il più grande produttore di Verdicchio di Matelica DOC, dove ogni etichetta ha il suo apposito vigneto. Con un team composto da un enologo, quattro tecnici viticoli, quattro maestri cantinieri e vari uffici, Cantine Belisario può dirsi una solida realtà nel panorama marchigiano. Un microclima benevolo, particolarmente mite e soleggiato, consente una produzione limitata e una piena maturazione dei frutti. Caratteristiche che ritroverai nei loro straordinari vini, riconosciuti e premiati da importanti guide e autorevoli sommelier.

Bellavista

Il Bellavista è il Franciacorta di riferimento per chi ama la classe e l’eleganza. Bellavista è uno dei nomi di maggior prestigio della Franciacorta. Rappresenta non solo un’eccellenza di livello assoluto, ma anche un pezzo di storia di questa celebre Denominazione deputata alla produzione di Metodo Classico. L’azienda Bellavista nasce nel 1977 grazie a Vittorio Moretti che decide di recuperare alcuni vigneti di famiglia portando nel tempo l’azienda a un’estensione di più di 200 ettari vitati. I vigneti sono coltivati su i rilievi delle dolci colline create dalla morena di un antico ghiacciaio alpino. Il clima mite, i terreni drenanti e ricchi di ciottoli, si sono rivelati un habitat perfetto per lo Chardonnay e per il Pinot Nero da spumantizzare. Grande attenzione in vigna, vendemmie rigorosamente manuali e vinificazione delicate con una pressatura soffice delle uve, garantiscono mosti di ottima qualità. Con vitigni che abbracciano il lago d’Iseo fino a lambire le Alpi, Bellavista è l’azienda che pone particolare attenzione ai metodi produttivi per di creare cuvée riconoscibili nel gusto e nella sensibilità dei suoi ideatori. Con circa novanta selezioni, Bellavista persegue massima naturalità, rispettando il vigneto ed esaltando le particolarità della Franciacorta, distinguendosi per costanza qualitativa e grande riconoscibilità. La continua ricerca dell’eccellenza nel binomio Chardonnay e Pinot Grigio è ulteriormente rifinita da Bellavista con la cura attenta di appezzamenti distanti tra loro e dotati ognuno di un proprio nome. Questa la coerenza rinnovata da una sfida qualitativa per le tante proposte di Metodo Classico come la riconoscibile bottiglia di Franciacorta Brut DOCG Grande Cuvée Alma Bellavista con affinamento sui lieviti di 40 mesi o il Bellavista Alma Non Dosato che impiega nove vini riserva nella cuvée. La varietà del Franciacorta Bellavista La varietà del Franciacorta Bellavista dipende da innumerevoli fattori che intervengono nella creazione delle cuvée. Il Franciacorta Bellavista è inizialmente creato con uve Pinot Nero, Pinot Bianco e Chardonnay che provengono da centosette vigneti dislocati nei pressi del Lago d’Iseo. La raccolta e la selezione manuale dei grappoli è uno dei momenti più importanti nel processo di creazione del Franciacorta Bellavista. Come Metodo Classico, il vino base ottenuto per il Franciacorta Bellavista viene assemblato in cuvée destinate a rifermentare in bottiglia per alcuni mesi. La selezione dei vini, l’affinamento in rovere di alcuni di questi e la possibilità di attingere a vini riserva sono fattori in grado di garantire complessità al Franciacorta Bellavista prima che la presa di spuma abbia inizio. Tra i Franciacorta Bellavista spiccano senz’altro il Franciacorta Brut Satèn DOCG 2016 Bellavista con affinamento di almeno 5 anni in cantina e il Millesimato Bellavista Teatro alla Scala Brut, blend di Chardonnay e Pinot Nero da vecchie vigne con più di un quarto dei vini affinato in rovere. Il Bellavista è un Prosecco? Il Bellavista è prodotto in Franciacorta mentre il Prosecco è prodotto nelle province del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Come Metodo Classico il Bellavista fermenta una seconda volta in bottiglia mentre il Prosecco affronta in autoclave la presa di spuma. Inoltre il Bellavista non può essere un Prosecco perché creato con uvaggi diversi dal Glera come Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Da cosa è ottenuto il Bellavista Rosé? Il Bellavista Rosé è ottenuto da uve Chardonnay al 55% e Pinot Nero al 45%. Il colore rosato del Bellavista Rosé è dovuto principalmente ai pigmenti presenti sulle bucce del Pinot Nero mentre la particolarità di questo vino spumante consiste nella realizzazione di un blend da più di 30 differenti selezioni e dall’affinamento di alcuni di questi vini di base in rovere. A cosa si abbina il Bellavista Brut? Sono molte le etichette di Bellavista Brut cioè di vino spumante Metodo Classico vinificato per avere un residuo zuccherino finale compreso tra 0 e 12 g/l. È ideale per accompagnare antipasti e primi piatti di mare ma si presta benissimo come vino da aperitivo ricercato o informale.

Bellussi

Belsazar

Il Vermouth a Berlino ha il volto di Belsazar, l’azienda fondata nel 2013 da Sebastian Brack e Maximilian Wagner, entrambi provenienti dalle alte schiere degli spirits che può contare sull’aiuto della Schladerer House Distillery, ubicata nel cuore della Foresta Nera, nella regione di Baden-Wurttemberg. Acquavite alla frutta, mosto di vino invecchiato, botaniche altamente selezionate e vini scelti tra le produzioni autoctone: sono questi i quattro ingredienti fondamentali che costituiscono la chiave del loro successo. Una novità assoluta nel panorama tedesco, forse per questo meno conosciuta della realtà torinese o del Vermouth di Chambéry, ma certamente non per questo meno degna di nota, tutt’altro. A noi è piaciuta proprio tanto.

Belvedere

Belvedere rappresenta 600 anni di tradizione polacca nella produzione della vodka. Il nome stesso è un riferimetno al palazzo presidenziale polacco Belweder sito a Varsavia. Viene ottenuta esclusivamente da segale Dankowskie Gold, altre materie prime locali e da acqua pura estratta dai profondi pozzi artesiani situati nell'area intorno alla distilleria. La vodka Belvedere è il risultato di una distillazione in quattro passaggi, secondo il metodo tradizionale. Oggi disponibile in varie versioni, è diventata icona del lusso, legata al mondo dello spettacolo e dell'eccellenza.

Ben Glaetzer

Benanti

Benito Ferrara

L'Azienda Agricola Benito Ferrara ha una lunga storia, risalente all'inizio dello scorso secolo. La cantina è situata a San Paolo, frazione del comune di Tufo, terroir tradizionalmente vocato alla viticoltura, noto per la coltivazione del Greco di Tufo e dell'Aglianico. L'azienda viene gestita da generazioni dalla famiglia Ferrara, che con abilità e dedizione ha raggiunto nel corso del tempo un ruolo di prestigio tra le cantine campane. La tradizione e l'esperienza tramandata da generazioni, la passione per il mondo del vino e l'utilizzo di attrezzature all'avanguardia sono i punti di forza della cantina. I vini Benito Ferrara esprimono perfettamente la vera essenza del territorio d'origine e la passione della famiglia Ferrara.

BenRiach

Benvenuti

Bera

Sulle colline ricoperte di vigneti che da Neive conducono sino a Neviglie ci si può imbattere nell'azienda della famiglia Bera. I terreni sono a base di argilla e tufo, con una buona presenza di calcare, la zona è ventilata, con esposizione sud, sud-ovest. Focus della produzione sono senz'altro gli spumanti a base di uva Moscato come il Moscato d'Asti, ma nella gamma di Bera c'è posto anche per Barbaresco e Dolcetto, per vini Barbera e spumanti Alta Langa.

Bereche et Fils

Bereche et Fils

Bergia

Berlucchi

La storia dell’azienda Berlucchi è così strettamente connessa a quella della Franciacorta da farne una delle realtà vinicole più interessanti e prestigiose dell’area. Risalgono al 1961 i primi tentativi di Guido Berlucchi di creare un vino spumante su indicazioni di Franco Ziliani. Non sarebbe bastata l’intuizione o la fascinazione per i vini spumanti francesi se non non vi fosse stata anche una giusta combinazione di fattori climatici e di sapienti interventi in vigna e cantina per permettere a Berlucchi di presentare i suoi Franciacorta Metodo Classico come prodotti distintivi e unici. La tradizione produttiva Berlucchi prosegue oggi senza sosta con i discendenti diretti di Guido Berlucchi e a loro è affidato il compito di continuare a presentare al mondo un Franciacorta unico ed espressivo. Con certificazione biologica dal 2016, la Berlucchi ha scelto di percorrere la strada della sostenibilità ambientale, curando la qualità prima della quantità. A questa scelta produttiva la Berlucchi affianca la classificazione dei vigneti e la mappatura dei terreni per approvvigionare la vigna con cure dedicate e mirate. Sperimentazione e forte radicamento nel contesto produttivo compreso tra il Lago d’Iseo e la Val Camonica, hanno permesso a Berlucchi di lanciare la linea ‘61 con vini spumanti di punta come il Franciacorta Brut Satèn o il Franciacorta Rosé Nature e di evocare la storica dimora di Palazzo Lana nel Franciacorta Riserva DOCG Palazzo Lana Brut Satèn. Il Franciacorta Berlucchi Quando si parla di Franciacorta Berlucchi ci si confronta con una vera autorità in fatto di Metodo Classico Franciacorta. Considerata l’estrema versatilità e maestria con cui è prodotto, il Franciacorte Berlucchi può essere indicato per occasioni disimpegnate come rivelarsi il vino da collezione. Tutta la produzione di Franciacorta inizia da un attento monitoraggio dei vigneti con sistemi avanzatissimi che consentono il risparmio di risorse e l’ottimizzazione della qualità. La vendemmia condotta a mano è un’altra espressione di cura seguita da un trasporto in cassette di piccole dimensioni e dalla spremitura soffice dei grappoli. Il frazionamento dei mosti permette di ripartire gli uvaggi e di assegnarli a tini di acciaio o barrique di rovere dopo la decantazione a freddo. Il vino che ne risulta è pronto per una seconda fermentazione dopo che la scelta tra 150 basi di spumante aiuta a definire la cuvée da cui dipenderà tutto il sapore del Franciacorta. Dopo aver assemblato la cuvée, viene aggiunta una miscela di lieviti e zucchero per permettere alla seconda fermentazione in bottiglia di iniziare: da questa fermentazione l’anidride carbonica prodotta rimane imprigionata nella bottiglia consentendo lo sviluppo del perlage. L’attività dei lieviti destinata a esaurirsi nel tempo è strettamente legata a un processo di affinamento che consente al Franciacorta Berlucchi di impreziosirsi di ulteriori qualità organolettiche grazie a un riposo in cantina, lontano da fonti luminose e a temperatura controllata. Con un periodo di affinamento minimo di diciotto mesi, che nel caso del Berlucchi Riserva Palazzo Lana raggiunge i dieci anni, il Franciacorta è pronto per l’ulteriore fase del remuage che consente, grazie alla progressiva rotazione della bottiglia di avvicinare i lieviti estinti verso il collo della bottiglia e di facilitare la sboccatura: questo delicato processo prevede l’immersione della parte iniziale della bottiglia in una soluzione a 25 °C sotto zero per quindici minuti. La stappatura della bottiglia consente poi la successiva eliminazione di questo corpo solidificato e anticipa la ricolmatura della bottiglia con una miscela di vino che determinerà il relativo grado zuccherino. La chiusura con il tappo in sughero rende la bottiglia pronta per l’etichettatura e la distribuzione in commercio. Come è prodotto il Berlucchi Rosé? Il Berlucchi Rosé, di cui restano grandi esempi la Cuvée Imperiale Max e il Berlucchi ‘61 Rosé ottengono il colore rosato grazie all’utilizzo di uve a bacca rossa Pinot Nero, responsabili anche di un corpo maggiore rispetto allo Chardonnay e adatte a dare consistenza al prodotto finale. Quali sono le caratteristiche del Franciacorta Berlucchi? Il Franciacorta Berlucchi è un vino spumante rappresentativo per eleganza e pregio. I tipici sentori di crosta di pane e lievito ottenuti durante il lungo affinamento sono perfettamente integrati agli aromi fruttati e floreali che, in modo elegante e misurato, contraddistinguono vini di classe, autenticamente realizzati per offrire un gusto misurato e sorprendente, senz’altro di lunga durata. Cosa contraddistingue il Franciacorta Berlucchi ‘61? La linea Franciacorta Berlucchi ‘61 è dedicata all’anno di produzione del primo vino spumantizzato che rievoca la collaborazione tra l’enologo Franco Ziliani e Guido Berlucchi. Il 1961 fu il primo anno in cui, dopo tentativi meno riusciti, nasceva la prima cuvée Berlucchi destinata a segnare la storia del Franciacorta negli anni a venire.

Bernard Baudry

Bernard Baudry

Bernard Burgaud

Berta

Le distillerie Berta nascono da una curiosa collaborazione tra i figli del cantiniere Francesco Berta, Giovanni e Michele. Il primo seguì le orme del padre mentre Michele studiò per laurearsi in farmacia: Giovanni forniva a Michele la Barbera chinata e l'elisir di Moscato passito per realizzarne dei liquori con proprietà terapeutiche di produzione artigianale. Da qui nacque l'idea di mettere in piedi una vera e propria distilleria, fondata nel 1947 a Nizza Monferrato. I prodotti della distilleria, distribuiti all'estero all'interno di speciali bottiglie di ceramica e di particolarissimi cristalli, riscossero lo sperato successo. La tradizionale grappa, distillato forte e allo stesso tempo gentile, si arricchiva della complessità aromatica e della finezza che scaturivano da un approccio alla distillazione di tipo artigianale improntata totalmente alla ricerca della qualità. Berta: l’importanza dell’affinamento Tutte le grappe della distilleria Berta nascono in acciaio e solo le migliori invecchiano nella Cantina dei Tini. Questa cantina ospita 13 tini di rovere Slavonia, legno particolarmente indicato per la maturazione dei distillati in botti di grandi dimensioni. Le Riserve, invece, dopo aver trascorso il primo anno nei Tini, vengono poste nelle barrique o nei tonneaux per completare l’invecchiamento. La Cantina delle Barrique ospita per otto, dieci, vent’anni la grappa e con un gioco di luci e il suono della musica classica, la accompagna nel suo percorso. Grazie alla media tostatura, le grappe acquisiscono un colore ambrato, un sentore inebriante di vaniglia e tabacco, accompagnato da un aroma fruttato inconfondibile. Grappa Berta La qualità di Grappa Berta dipende soprattutto dall’alta qualità della vinaccia utilizzata per la distillazione, che deve essere assolutamente fresca e sana. Per questo motivo la famiglia Berta ha introdotto un innovativo sistema di ritiro in speciali contenitori ermetici di plastica alimentare da 200 chilogrammi, dove si genera un processo naturale di fermentazione durante il quale lo zucchero si trasforma in alcol generando anidride carbonica. Segue la distillazione, che grazie alla maestria dei distillatori e ai sistemi di controllo all’avanguardia, permette di estrarre al meglio il cuore, quella parte di prodotto che per caratteristiche di aroma e morbidezza, e di estrarre pregiate acquaviti anche dal vino e direttamente dall’uva. Qual è il prezzo medio di Grappa Berta? Il prezzo di Grappa Berta varia dai 20-25€ per le grappe base fino agli 80-90€ per le grappe invecchiate, ma su Vino.com potrai sempre trovare la Grappa Berta al miglior prezzo grazie alle offerte e ai coupon.. Qual è la migliore Grappa Berta? La migliore Grappa Berta, o senza dubbio una delle migliori, è la Grappa di Moscato invecchiata Bric del Gaian, che ha un bel colore ambrato, preludio di un profumo complesso ma delicato, avvolgente e dal carattere deciso, tra cui spiccano note di salvia sclarea, piccoli frutti di bosco, pompelmo e vaniglia. Si possono visitare le distillerie Berta? Le distillerie Berta si possono visitare su prenotazione, ma puoi ricevere comodamente le loro migliori grappe a casa tua ordinandole su vino.com.

Bertani

La casa vinicola Bertani nasce nel 1857, fondata dai due fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani, con un comune entusiasmo e spirito d'avanguardia nel produrre vini ricercati, dal temperamento deciso. Due anni fondamentali per l’azienda sono sono il 1922, che vede i fratelli Bertani in Francia dal professor Guyot per imparare tecniche di viticoltura avanzata, e il 1923 che vede il brevetto della Real Casa, con il Soave che viene versato alla cena di insediamento del re Giorgio VI, il re balbuziente d’Inghilterra del film “Il discorso del Re”. Una storia di successo che continua con la presentazione del primo Amarone, annata 1958, che negli anni sa mantenere la sua identità profondamente tradizionale, nonostante il fenomeno della “parkerizzazione” nel 1995 che vuole vini rossi più robusti e concentrati. Bertani Oggi l’azienda possiede vigneti e cantine in Valpantena, nella tenuta di Villa Novare in Valpolicella, e tenute nel Soave e nella zona del Lago di Garda, nella denominazione Lugana. La filosofia dell’azienda coniuga il rispetto della tradizione con uno spirito innovativo che spinge ad usare tecniche avanzate di produzione, sia in campo viticolo che enologico. Professionalità, nuovi sistemi di allevamento e una grande attenzione alla qualità sono le linee di sviluppo che Bertani ha saputo mantenere costanti nel tempo. Vino rosso Bertani La tenuta storica del vino rosso Bertani è in Valpolicella, dove tutto è iniziato. I fratelli Bertani divennero i primi nella regione ad imbottigliare e vendere vini veronesi quali il Valpolicella Ripasso e sono tra i produttori storici di Amarone. L’Amarone Bertani è il vino più famoso di questa cantina: nato nel 1958, annata dopo annata ha scalato ogni classifica mondiale, della critica e del pubblico, arrivando in maniera sorprendente ad un blasone di livello vicino a Barolo e Brunello. Bertani in Valpolicella produce il Valpolicella, il Valpolicella Ripasso, il Valpolicella Ripasso Superiore ma soprattutto è famosa per l’Amarone, presente sia nella versione classica sia nella sottodenominazione Valpantena. Quali caratteristiche ha il vino Bertani Amarone? L’Amarone Bertani ha un intenso colore rosso, con sfumature granato. Al naso si apre con profumi di prugna, di ciliegia e di marasca, arricchiti da sentori di frutta secca, tè verde e liquirizia. Al palato risulta fresco e morbido, con inconfondibili note di frutti a bacca rossa, addolcite da aromi di vaniglia. Cosa differenzia il vino Bertani Valpolicella Ripasso dal Valpolicella? Il Valpolicella Ripasso Bertani si differenzia dal Valpolicella in quanto, come dice il nome, fa una sosta sulle bucce dell’Amarone.

Bibi Graetz

Bibi Graetz

La cantina Testamatta di Bibi Graetz situata sulle colline di Fiesole, che si affacciano sulla città di Firenze, rappresenta uno degli astri nascenti della Toscana. Bibi Graetz è un pittore che ha affiancato alla sua attività quello di produttore di vino. Da circa dieci anni si dedica costantemente alla ricerca ed alla coltivazione delle vigne, con l'obbiettivo di produrre vini di qualità. I vini Testamatta seducono il palato, rappresentando la Toscana in ogni assaggio.

Billecart-Salmon

Nel piccolo quanto grazioso villaggio di Mareuil-sur-Aÿ, nel cuore dello Champagne, nasce nel 1818 l’azienda , dall’unione di Nicolas Billecart ed Elisabeth Salmon. Da sei generazioni, l’azienda, si è contraddistinta nel tempo per il particolare stile e autenticità portati avanti ad oggi da Francois e Antoine Roland-Billecart. Billecart-Salmon produce lo Champagne dai propri vigneti che ricoprono un’area di 220 ettari. Suddivise esclusivamente in Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, le uve più pregiate provengono da un raggio di 20km attorno a Epernay, dove si trovano molti tra i più prestigiosi Cru della zona.

Bindi Sergardi

Bindi Sergardi nasce dall’unione di due antiche famiglie, i Bindi, dalla zona di Chiusi, e i Sergardi, da Siena, e rappresenta oggi la simbiosi di esse. Azienda a conduzione familiare, è rimasta nella stessa proprietà, che si è trasmessa per successione naturale, già dal 1349. Grazie a una lunga esperienza, la Bindi Sergardi ha potuto ottimizzare e innovare le tecniche di vinificazione, con il risultato di produrre un vino fresco e moderno, che al contempo rispetta la grande tradizione famigliare e le peculiarità del territorio in cui prende vita.

Biondi-Santi Tenuta Greppo

Alla famiglia Biondi Santi è riconosciuta la paternità del Brunello di Montalcino, prodotto sin dal 1888 nella storica Tenuta Greppo, a Montalcino. Furono Clemente Santi e il nipote Ferruccio Biondi Santi ad iniziare questa tradizione, vinificando le uve Sangiovese conosciute localmente con il nome di “Brunello”, per il colore scuro dei suoi acini. Oggi, il primo Brunello Biondi Santi è conservato insieme a tutti i vini Biondi-Santi Riserva ne “La Storica”, all’interno dell’antica cantina di Tenuta Greppo, in una stanza ben riparata dal sole e dai rumori. Il successo che il marchio Biondi Santi ha ottenuto nel corso degli anni è dovuto non solo all’invenzione di uno dei vini più ricercati al mondo, ma anche alla grande cura che l’azienda ha sempre riservato alla produzione vitivinicola: con vigneti ad altissima vocazione, tecniche di coltivazione rigorose e operazioni in cantina mirate all’esaltazione dell’espressività del Sangiovese, i suoi prodotti non possono che essere di eccellente qualità. Vino.com vanta nel suo catalogo una selezione di Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino e Brunello di Montalcino Riserva della celebre cantina Biondi-Santi. Biondi Santi Tenuta Greppo I vini Biondi Santi Tenuta Greppo hanno tutti origine da uve Sangiovese Grosso accuratamente selezionate e si distinguono per la loro raffinatezza e longevità. Dalle vigne più vecchie, con oltre 25 anni di età, l’azienda ricava i suoi pregiati Brunello di Montalcino Riserva, che dopo gli anni di invecchiamento in botte previsti dal disciplinare di produzione, continuano l’affinamento in bottiglia nella quiete della Storica, nella cantina di Tenuta Greppo. Il Rosso di Montalcino Biondi Santi, invece, viene prodotto con le uve delle vigne più giovani ed è ottimo anche in giovane età. Quali sono le caratteristiche del Brunello Biondi Santi? Il Brunello Biondi Santi è un vino nobile e maestoso, ottenuto da uve 100% Sangiovese coltivate in alcune vigne di proprietà della famiglia che hanno dai 10 ai 25 anni. Dopo la raccolta manuale e una meticolosa selezione, il mosto fermenta in tini di cemento a temperatura controllata e invecchia in botti di rovere per almeno 3 anni, per poi continuare la sua evoluzione in bottiglia. Struttura, eleganza e freschezza, nonché straordinaria attitudine all’invecchiamento, sono i tratti distintivi del Brunello Biondi Santi, un vino che ha fatto la storia della denominazione. Come nasce il Biondi Santi Riserva? Il Biondi Santi Riserva è un vino raro ed eccezionale, prodotto con le uve delle vigne più vecchie della Tenuta Greppo, quelle con oltre 25 anni d’età. Prodotto per la prima volta nel 1888, il Biondi Santi Riserva è il primo Brunello della storia e, da quella prima annata, è stato prodotto solo altre 40 volte. Si tratta quindi di un vino estremamente pregiato e ricercato: basti pensare che è stata riservata una stanza nella cantina di Tenuta Greppo solo per la conservazione dei vini Biondi Santi Riserva delle varie annate. Quali sono le caratteristiche del Biondi Santi del 2012? Il Brunello di Montalcino Riserva 2012 è un’annata particolarmente importante per la famiglia Biondi Santi, in quanto è stata dedicata a Franco Biondi Santi, uno dei pilastri dell’azienda. Delle 39 vendemmie di Biondi Santi Riserva, ben 24 di queste portano la firma di Franco Biondi Santi, non a caso definito come il gentleman del Brunello. La Riserva del 2012 è il vino più rappresentativo della visione enologica del suo creatore: fresco e raffinato, si apre al naso con piacevoli sentori fruttati che evolvono in note balsamiche, erbe aromatiche e liquirizia. Al palato risulta sapido e persistente, con un finale pulito e fragrante.

Birrificio Agricolo Zago

Biscayne Bay

Bisleri

Bisol

Presente con continuità all’interno del territorio di Valdobbiadene da più di 5 secoli, Bisol è un’azienda a forte dimensione familiare che tramanda la sua storica esperienza di generazione in generazione. In seguito al primo conflitto mondiale, unico evento che arrestò temporaneamente lo sviluppo di questa cantina, il primo riferimento per questa realtà fu Eliseo Bisol, con il quale, nel 1542, riprese florida la viticoltura e si diede inizio ad un percorso di crescita teso alla qualità assoluta, ispirato dal prestigio dello Champagne. Oggi Bisol si estende su 20 poderi immersi nelle aree più vocate della DOCG Valdobbiadene Prosecco Superiore, con appezzamenti a volte molto scoscesi e difficili da lavorare, ma sicuramente i migliori per la coltivazione del Glera, per esposizione e composizione del suolo. Il podere situato in cima alla collina di Cartizze, il vigneto più prezioso d’Italia, rappresenta l’apice per la qualità del Prosecco, che trova con la linea Desiderio Jeio, ispirata all'affettuoso nomignolo “Jeio” con cui la moglie era solita chiamare suo marito Desiderio Bisol, il picco più alto, risultato di un’accurata selezione dai migliori vigneti di tutti i poderi. Nella gamma di prodotti Bisol troviamo anche una linea Cru, composta da etichette ottenute da un solo podere, selezionate e vinificate con cura, in grado di rivelare nel calice l’unicità e il carattere di ogni microzona.

Bisson

Un destino curioso quello di Pierluigi Lugano, il patron di Bisson, che compone il suo primo vino all’età di sei anni: durante l’esperienza della sua prima vendemmia, nella cantina di un amico, impara l’arte della pigiatura e si diletta a imbottigliare. Una sorta di predestinazione, che lo vedrà ormai maestro d’arte e sommelier nel 1978, quando decide di valorizzare le uve della Riviera ligure del Levante, con ottimi risultati. Pensiamo per esempio ad Abissi, uno spumante che nasce a Trigoso di Sestri Levante, in provincia di Genova, la cui presa di spuma avviene in immersione all'interno di gabbie di acciaio inox, ad una profondità di 60 metri nei fondali della Baia del Silenzio di Sestri Levante. Uno spumante particolarissimo.

Black Cottage

Bloom

Blumenfeld

I vini Blumenfeld hanno origine nel terroir di Gries, anticamente conosciuto come Keller, “cantina” in tedesco. Questa località di Bolzano storicamente vocata per la viticoltura era una delle più apprezzate dall’aristocrazia asburgica, tanto che l’Arciduca Enrico decise di crearvi la Guntschnapromenade, un sentiero panoramico tra i vitigni e la vegetazione autoctona. Grazie alla sua varietà di microclimi, questa vallata è oggi terra d’elezione per vini autoctoni come il Gewürztraminer, ma anche per varietà internazionali, come il Pinot Nero, il Pinot Bianco e il Sauvignon. Vino Bianco Blumenfeld Blumenfeld si distingue per la produzione di un’ampia varietà di vini bianchi, primo fra tutti il Gewürztraminer, bianco icona del territorio altoatesino, ma anche il Pinot Bianco, il Moscato Giallo, il Kerner, il Sauvignon e il Solaris. Il Gewürztraminer di Blumenfeld nasce dai terreni di origine glaciale dei pendii altoatesini, altamente vocati alla coltivazione di queste uve. Altro fiore all’occhiello della cantina Blumenfeld che propone Vino.com, è la Cuvée Weiss Vigneti delle Dolomiti IGT, un blend di uve Gewürztraminer, Moscato Giallo e Sauvignon coltivate nel cuore della Strada del Vino, nella Val d'Adige. Per cosa si caratterizza l’Alto Adige Blumenfeld? Il Gewürztraminer Südtirol - Alto Adige DOC Blumenfeld nasce dalle uve Gewürztraminer in purezza coltivate sui pendii scoscesi del comune di Bolzano. Pur mantenendo il sapore fresco e morbido tipico del Gewürztraminer, l’Alto Adige DOC di Blumenfeld si distingue per la sua grande consistenza e complessità. Esordisce al naso con sentori di rosa, pompelmo e litchi, che si uniscono a note di lime, cannella e chiodi di garofano. Vino.com lo suggerisce in abbinamento con piatti speziati tipici della cucina asiatica, ma anche con formaggi freschi o di media stagionatura. Quali sono le caratteristiche del Pinot Nero Blumenfeld? Al contrario del Gewürztraminer, il Pinot Nero di Blumenfeld ha origine dalle uve dei vigneti coltivati su terreni ben ventilati. Si tratta di un rosso tipico dell’Alto Adige, ottenuto da uve 100% Pinot Nero, raccolte nel mese di settembre e lasciate fermentare in acciaio a temperatura controllata. Il processo di vinificazione si completa con un ulteriore periodo di maturazione in botte. Si apre al naso con un profumo di ciliegia, prugna e lampone che si combina perfettamente con sentori di liquirizia e di viola. Disponibile a catalogo su Vino.com, questo Pinot Nero elegante e vellutato si presta agli abbinamenti con piatti a base di carne e con formaggi di media stagionatura. Con cosa si abbina il Sauvignon Blumenfeld? Il Sauvignon Blumenfeld si presta ad una grande varietà di abbinamenti. Per il suo sapore fresco e delicato, è perfetto da gustare come aperitivo. Inoltre, grazie ai suoi profumi vegetali di foglie di pomodoro, salvia e ortica e ai suoi sentori di acacia, pesca e lime, accompagna egregiamente i piatti di verdure o di pesce. Infine, essendo un bianco di buona struttura e dal finale persistente, si sposa anche con le portate più complesse, come i canederli, la zucca e il porro.

Bodega 4 Kilos

Bodega Chacra

Bodega del Fin del Mundo

La Bodega del Fin del Mundo è situata a San Patricio del Chanar, nel cuore della Patagonia Argentina, in uno straordinaio territorio dominato da un magico paesaggio desertico, dove i vigneti offrono uve di grande pregio. L'utilizzo di una tecnologia all'avanguardia, il forte legame con lo spettacolare terroir della Patagonia e la continua ricerca di eccellenza dei prodotti e delle materie prime, sono i valori che guidano costantemente la cantina. I vini della Bodega del Fin del Mundo sono freschi e pieni di potenziale aromatico, con una perfetta armonia tra zuccheri ed acidità.

Bodega La Quinta

Bodega Otronia

Bodega Septima

La Bodega Septima sorge nel territorio di Agrelo, nella splendida provincia di Mendoza, situata ai piedi delle Ande. In queste terre altamente vocate, la cantina lavora ogni giorno con impegno e passione, curando nel dettaglio ogni fase della lavorazione, dal vigneto alla cantina, per creare etichette dall'ottimo rapporto qualità prezzo, perfette per essere gustate ogni giorno o in occasione di eventi speciali. I vini di Septima presentano una struttura importante e solida e profumi decisi e concentrati; conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, si distinguono per la storia, la qualità e l'eleganza che li caratterizzano, proponendosi come ambasciatori privilegiati della cultura vitivinicola argentina.

Bodegas Artuke

Bodegas Bilbaínas

Bodegas Carrau

Bodegas Faustino

La storia di una famiglia, quella di Bodegas Faustino, che si tramanda di generazione in generazione, dal 1861, senza mai cedere sulla qualità dei vini, che rappresentano la quintessenza di un territorio. Siamo a Oyón, in Spagna, nella rinomata regione vitivinicola della Rioja e qui questa famiglia spagnola dispone a oggi di ben 2000 ettari di vigneto, tutti di altissima lignaggio. Sono 5 le denominazioni di origine: Rioja, Ribera del Duero, Navarra, La Mancha e Cava, con vini che spiccano per inimitabilità anche nelle etichette, come il Faustino I, nato nel cuore della DOC Rioja, un vino indimenticabile.

Boekenhoutskloof

Bolla

Con oltre 125 anni di esperienza, tramandata da quattro generazioni, Bolla è una cantina che produce vini classici veneti, nel rispetto della tradizione e del territorio. L'azienda sorge in un territorio ricco di storia, dalla fortissima vocazione vitivinicola, e gestisce ogni fase di lavorazione, dalla vigna alla cantina, con grande cura e passione. I vini di Bolla sono autentici e piacevoli, apprezzati in tutto il mondo per la loro eccellente qualità. In ogni bottiglia si riscontrano un religioso rispetto per le tradizioni e la volontà di salvaguardare la genuinità e i gusti inconfondibili di un grandissimo territorio.

Bollinger

Bollinger è il nome della prestigiosa Maison produttrice di Champagne fondata nel 1829. L’avventura di Bollinger ha inizio con Athanase de Villermont giovane nobile che, dopo la Guerra d'Indipendenza Americana, riceve in eredità dalla famiglia una proprietà nella zona di Aÿ. Avendo riconosciuto immediatamente la capacità espressiva dei grandi vini della regione e considerando l’impossibilità di occuparsi direttamente dell’azienda, decide di coinvolgere Joseph Bollinger e Paul Renaudin, entrambi accomunati dalla passione per il vino e per lo Champagne. Il 6 febbraio del 1829 prende forma l’azienda Renaudin-Bollinger & Cie con una sinergica distribuzione di compiti tra attività di vinificazione e vendita. La storia prosegue con i discenti di Joseph tra cui Jacques che affronta il duro compito di superare il difficile periodo della Grande Guerra d’inizio secolo. In particolare Elizabeth de Lauriston-Boubers, moglie di Jacques e soprannominata ‘Madame Bollinger’, sarà alla guida dell’attività dopo la morte del marito. Grandi successi accompagnano la traversata della Maison Bollinger fino al 1994 con un altro discendente di Joseph Bollinger, Ghislain de Montgolfier, che dal 2007 è a capo del Board of the Union des Maisons de Champagne. Champagne Bollinger L’azienda Bollinger dispone di 178 ettari con l’85% di vigneti classificati come Grand Cru e Premier Cru. Quelli coltivati a Pinot Noir sono dislocati nelle zone di Aÿ, Avenay, Tauxières, Louvois et Verzenay; a Cuis troviamo lo Chardonnay e a Champvoisy il Pinot Meunier. Nella creazione di Champagne raffinati ed eleganti Bollinger vanta anche due terreni particolari, il Clos Saint-Jacques e il Chaudes Terres, mai colpiti dalla fillossera e patrimonio molto rappresentativo per la memoria storica della Maison. Grande attenzione è dedicata anche alla sostenibilità con pratiche di riutilizzo degli scarti di lavorazione e con la riduzione nell’uso dei pesticidi. Gilles Descôtes, attuale chef de cave, è responsabile di individuare le uve migliori da vinificare per mantenere lo stile produttivo e rivelare le specifiche caratteristiche delle varietà impiegate. È lui a decidere i vini da vinificare in vecchie botti di rovere secondo una pratica che tende sempre più a scomparire nella regione e che aiuta i vini a esprimere al massimo la loro longevità. Questo in accordo con l’impiego di vini riserva e nella scelta di corrette proporzioni per esaltare complessità ed eleganza che dovranno rimanere nel tempo. Uno tra tutti, lo Champagne Special Cuvée può ben descrivere lo spirito che ancora anima la Maison: si tratta di un nome espressivo, pensato nel 1911 in sostituzione di ‘Brut sans année’ perché non così espressivo per questo Champagne: una cuvée di grande struttura con il 60% di Pinot Noir che affina più di 30 mesi prima di essere immesso sul mercato. Cosa contraddistingue lo Champagne Bollinger Special Cuvée? Il nome Special Cuvée fu proposto da un agente della Maison Bollinger nel 1911 in sostituzione della dicitura ‘Brut sans année’. Oltre alla particolarità relativa all’origine del nome, questo Champagne invecchia il doppio degli anni previsti dal disciplinare e conserva un gusto così trasversale da non poter passare inosservato. Qual è il prezzo dello Champagne Bollinger? In linea con tutti gli altri Champagne il prezzo del Bollinger può oscillare tra i 50 € e i 200 € a seconda dell’annata, se millesimato, e della tipologia.

Bollinger

Bombay Sapphire

Gin Bombay Sapphire Sunset è un’edizione speciale ispirata alla luce calda del tramonto, per accompagnare il momento magico in cui il giorno si trasforma in sera, ispirando i consumatori a consumare il Gin Tonic anche nel momento aperitivo. L’aroma vivace delle spezie e le avvolgenti note di mandarino della Murcia rendono unica l’esperienza di degustazione e fanno del Bombay un Gin unico e inimitabile, da oggi ancora più irresistibile. Gin Bombay: una combinazione unica dal tocco esotico Il Gin Bombay è un distillato prezioso creato dal master of botanicals Ivano Tonutti, con una combinazione unica di botanicals naturali che si uniscono perfettamente ai dieci ingredienti esotici che conferiscono a Bombay Sapphire il suo sapore caratteristico, in un esclusivo processo di distillazione a vapore applicato nella realizzazione di ogni bottiglia della gamma Bombay, salvaguardando i sapori più delicati che altrimenti sarebbero andati persi. Gin Bombay Sapphire: scopri l’esclusiva Sunset Edition Sunset edition è l’edizione esclusiva di Gin Bombay Sapphire, nata dall'infusione di botaniche dai toni caldi e speziati, come cardamomo bianco indiano, curcuma e scorza di mandarino essiccata al sole di Murcia. I profumi speziati si alternano a fresche note agrumate, per un gin di carattere che si distingue per l'eleganza. Perfetto per godersi un Sunset & Tonic durante l'estate al tramonto, guardando il rosso del cielo confondersi con il blu del mare. Come nasce il nome del Gin Bombay Sapphire? Il Gin Bombay Sapphire deve il suo nome alla “Stella di Bombay”, uno zaffiro di 182 carati trovato in Sri Lanka e attualmente custodito allo Smithsonian. La sua bottiglia azzurra ha sull’etichetta l’effigie della Regina Vittoria, Imperatrice d'India, perché il gin era un distillato molto popolare nel periodo di dominazione coloniale britannica dell'India (il Raj Britannico). Il packaging originale rimanda la partnership costante del Brand con artisti, designers e architetti di tutto il mondo. Esiste il Bombay Gin da 1l? Il Bombay Gin non è in confezioni da 1l ma in confezioni da 0,7 nelle diverse versioni English Estate London Dry Gin Bombay Sapphire, Bramble Distilled Gin Bombay Sapphire, Bramble Distilled Gin Bombay Sapphire, Star of Bombay London Dry Gin Bombay Sapphire, e ovviamente il nuovo esclusivo Gin Bombay Sapphire Sunset Edition. Gin Bombay: i cocktail più indicati Gin Bombay è l’ingrediente ideale per cocktail come il mitico Sunset & Tonic (con il nuovo Bombay Gin Sunset Edition), il Gin Tonic Ian Fleming, aromatizzato con finocchio fresco e pepe rosa, il Gin Tonic Regina Madre (che si dice fosse il preferito di sua maestà, fresco ed entusiasmante grazie a scorza di limone e menta fresca) e il Gin Tonic William of Orange, con scorza di pompelmo e zenzero. Queste sono solo alcune delle possibilità, tu libera la tua immaGINazione!

Bonacchi

Bonaventura Maschio

Un secolo di storia e di passione, che si tramanda da ben cinque generazioni: Bonaventura Maschio nasce a Cismon del Grappa fra le sponde del Brenta e le cime rocciose del Monte Grappa. Nei loro vigneti, che si estendono tra i fiumi Piave e Tagliamento, dimorano paesaggi maestosi, da cui nascono i migliori distillati. Una famiglia di viaggiatori, che dopo avere esplorato l’Est Europa, torna in Italia “armata” di alambicchi, con nel cuore il segreto della distillazione, pronto per essere dischiuso nei nobili distillati.

Bonconsey

Bonollo

Azienda tra le 100 italiane premiate a Montecitorio come eccellenze italiana per prestigio e creatività, Bonollo crea la sua prima distilleria a Mestrino negli anni 1951-1964, dove tuttora ha sede l’azienda. È nel 1995, con l’avvento della quarta generazione che vengono messe a punto le tecnologie più avanzate per ottenere tra i migliori distillati presenti sul mercato. Da quel giorno, Bonollo non smette mai la ricerca della qualità assoluta, associata a un profondo rispetto delle radici e delle tradizioni.

Boodles

Boodles gin si può dire che sia il vero e proprio gin londinese, prodotto, distillato e imbottigliato interamente nel Regno Unito. Deve il suo nome al celebre e prestigioso club londinese per dandy dell’epoca (metà Ottocento), frequentato, fra gli altri altisonanti nomi, dal Primo Ministro inglese Winston Churchill e dallo scrittore Ian Fleming. È stato prodotto per la prima volta nel 1845 e, diventato nei secoli sempre più raro, prezioso e di difficile reperibilità, è stato rilanciato nel 2013. La ricetta è unica e contiene una serie di spezie ed erbe tradizionali, tra cui salvia, rosmarino e noce moscata. Dal sapore piacevolmente erbaceo, non contiene agrumi: è un gin da molti riconosciuto come “un infuso di inglesità”, un distillato per veri gentleman, che racconta i fasti del nobile club da cui prende il nome.

Bordiga

Nel 1888, il cavalier Pietro Bordiga, conoscitore esperto di erbe alpine e spezie orientali, mise a punto la ricetta di un Vermouth di Torino esclusivo che provò a proporre al Caffè Dilei, un piccolo ma rinomato bar di Torino gestito da sua nuora, luogo di passaggio di persone illustri dell'epoca. Il successo che raccolse lo spinse ad aprire una sua distilleria, strategicamente collocata a Cuneo, nelle valli occitane, dove poteva facilmente reperire gli ingredienti necessari per la produzione di un Vermout di Qualità Superiore. Da allora la distilleria Bordiga conobbe un importante crescita sia nella capacità produttiva che nella dotazione tecnologica, ma sempre mantenendo intatte la storica ricetta, il lavoro di ricerca e di selezione delle erbe, dei fiori e delle radici alpine, ma anche il metodo di distillazione a bagnomaria, in alambicchi a fuoco di legna, per essere sicuro di ottenere prodotti genuini racchiudenti i sapori tipici delle Alpi e la genuinità di una lavorazione artigianale. Il motto dei Bordiga è fare liquori "partendo dall'erba": è per questo che la selezione delle materie prime è affidata ad esperti montanari e i maestri distillatori le valutano attentamente prima di includerle nel processo di produzione.

Borghetti

Borgo Conventi

Borgo del Mandorlo

Borgo Salcetino

Borgo Salcetino è situata nel cuore della DOCG Chianti Classico, a Radda in Chianti. L'azienda nasce nel 1996 quando Valneo e Tonino Livon, viticoltori nel Friuli, decidono di allargare la propria esperienza vitivinicola nella zona storica toscana. La proprietà misura interamente 30 ettari, di cui 15 coltivati a vigneto e sui quali è stata effettuata un’opera di rinnovamento graduale ma completa, integrando a vitigni autoctoni come Sangiovese e Canaiolo anche presenze sperimentali di Merlot. Borgo Salcetino rappresenta, quindi, un interessante connubio tra due culture diverse, che, grazie alle caratteristiche territoriali del Chianti e all'esperienza della famiglia Livon, porta alla nascita di prodotti di grande qualità.

Borgogno

La Borgogno è una delle più antiche case vinicole del favoloso territorio della Langa, fondata nel lontano 1761 da Bartolomeo Borgogno. La cantina è situata nel cuore del magico paese di Barolo, noto per la produzione di uno dei più grandi vini del mondo. Borgogno coltiva le uve nel migliore dei modi, con trattamenti sostenibili, nel totale rispetto dell'ambiente, senza l'utilizzo di concimi chimici e diserbanti. Una lunga tradizione ed esperienza vitivinicola, l'utilizzo di processi di vinificazioni tradizionali e naturali ed il forte legame con il territorio, sono i valori che guidano costantemente questa realtà. Borgogno Nel 1861 il Barolo Borgogno entra nella storia: è l’anno di realizzazione dell’unità d’Italia ed è proprio il re dei vini, e il vino dei re, creato da Borgogno a sigillare il patto al pranzo celebrativo. Una storia che va a pari passo con l’estensione delle proprietà di Borgogno con l’acquisizione dei vigneti nei migliori cru come Fossati, Cannubi, Liste e Cannubi San Lorenzo. Vino rosso Borgogno Borgogno è famoso soprattutto per il suo vino rosso, in primis il Barolo, con grandi annate premiate e conosciute in tutto il mondo, ma anche con i classici della tradizione piemontese come Dolcetto, Barbera, Nebbiolo e Freisa. Unico nel suo genere il famoso No Name, che è quasi un Barolo perché è ottenuto dalle uve di Nebbiolo e affinato prima per per 3 anni in grandi botti di rovere e poi per 6 mesi in bottiglia. Non mancano però risultati interessanti per Borgogno nell’ambito dei bianchi, con il Riesling delle Langhe, e nell’ambito dei vini dolci, con il classico Barolo Chinato. Cosa differenzia il Barolo Borgogno Riserva dal Barolo Borgogno? Il Barolo Borgogno Riserva ha un maggiore affinamento del Barolo Borgogno. Questa cantina è famosa soprattutto per i suoi cru di Barolo come il Liste e il Cannubi.

Borsci

Bortolomiol

L’azienda spumantistica Bortolomiol è stata fondata nel 1949 da Giuliano Bortolomiol: è lui che si è occupato della valorizzazione dei vigneti abbandonati sulle colline di Valdobbiadene, contribuendo, se non istituendo, una rivalutazione del Prosecco, che diventa nelle sue mani, da prodotto locale poco apprezzato a un prestigioso spumante tutto italiano, amato e apprezzato in tutto il mondo. “Figlio d’arte” con l’innato talento per lo spumante che coltivò nella famosissima Scuola di Enologia di Conegliano, Giuliano Bortolomiol diventò un vero maestro nell'applicazione del metodo Martinotti-Charmat e la sua vena sperimentatrice lo portò a produrre il primo Prosecco Brut. Il sogno di Giuliano Bortolomiol si avverò nel 2009, con l’istituzione della DOCG Prosecco Superiore e la diffusione e il successo di questa bollicina a livello internazionale. Oggi l’azienda è nelle mani delle 4 figlie di Giuliano, un management tutto al femminile che ai saldi principi di qualità del prodotto e di legame con il territorio in senso tradizionale, aggiunge una particolare sensibilità nei confronti dell’ambiente e delle persone, che si concretizza in progetti in ambito ecologico ed umanitario. I suoi vini sono tra i più iconici, premiati, ricercati e bevuti del mondo, basti pensare al Prosecco Bandarossa, un delicato spumante dal colore giallo paglierino, prodotto secondo metodo Charmat dal delicato bouquet di fiori bianchi, che prende il nome da un’abitudine di Giuliano Bortolomiol, che tracciava un segno sulle bottiglie della migliore selezione annuale di Prosecco Extra Dry, da godere con i suoi amici più cari. E poi ancora Il Filanda Rosé, un prestigiosissimo spumante in rosa che celebra le donne delle filande di Valdobbiadene, il cui duro impegno ha contribuito al coronamento del successo per questa zona di origine.

Boscarelli

Nata nel 1962 per volontà di Egidio Corradi, grande appassionato di vino e conoscitore del territorio, l'azienda vitivinicola Poderi Boscarelli è situata in una zona storica della DOCG Vino Nobile: Cervognano, frazione di Montepulciano. In questo territorio, dal microclima particolarmente adatto a una viticoltura di qualità, la terza generazione della famiglia Corradi mantiene vivo lo spirito originario dell'azienda, fatto di dedizione e amore per la terra, dedicandosi quotidianamente con passione alla produzione di vini in cui si ritrovano, in ogni bottiglia, i profumi e i sapori tipici della tradizione di famiglia.

Bosco del Merlo

Al confine tra Veneto e Friuli, in una zona riconosciuta come altamente vocata per la coltura viticola dal tempo degli antichi romani, gli splendidi vigneti di Bosco del Merlo sono coltivati con ogni cura. Supportati dall’amore per la natura, impieghiamo il meglio delle più avanzate conoscenze, consapevoli che un vino eccellente è fatto per il 90% in vigna. La ricerca della qualità senza compromessi è il fine che guida ogni passo e la passione che anima quest'azienda. La produzione, votata alla ricerca della tipicità e della qualità, si dispiega in una lista selezionata di vini, premiati in tutto il mondo e destinati ai tavoli dell’alta ristorazione italiana e internazionale. Bosco del Merlo è un’azienda agricola e vitivinicola eco-compatibile che ogni giorno migliora le proprie performance nei confronti dell’ambiente, aderendo attentamente ai principi di viticoltura ragionata.

Bosteels Brewery

Botran

Da famosi coltivatori di canna da zucchero in Guatemala a noti produttori di rum, tra i più pregiati al mondo: è la storia della famiglia Botran, di cinque fratelli che dopo aver viaggiato a lungo decidono di stabilirsi a Quetzaltenango e lì fondano l’azienda di famiglia. È considerata la prima famiglia che produce rum guatemalteco, con prodotti che spiccano per complessità, profondità e appartenenza territoriale.

Bottega

La storia di Bottega inizia nel XVII secolo con la figura di un personaggio di Andrea che già nel 1635 coltivava la vite nella zona di Treviso. Il nome Bottega era da riferire a una famiglia composta da fittavoli dei Conti di Collalto fino a quando il tentativo dei componenti di mettersi in proprio come coltivatori diretti gli permette di guadagnare l’indipendenza. Negli anni ‘20 del secolo XX Domenico Bottega dà lustro alla cantina in qualità di esperto enologo e negli anni ‘50 inizia la produzione di grappa con Aldo Bottega. Nel 1977 a Pianzano di Godega (Treviso) viene fondata la Distilleria Bottega con cui si manifesta subito un nuovo slancio imprenditoriale. Oggi la distribuzione dei vini e dei liquori Bottega ha varcato i confini nazionali e rappresenta un vero riferimento per appassionati di vino e distillati. Grande attenzione è riservata a ogni momento produttivo, con cure verso il territorio e una lavorazione artigianale. Le fasi di produzione sono pensate in funzione della sostenibilità confermando l’interesse per la tutela dell’ambiente attraverso pratiche come il risparmio di acqua, la riduzione delle emissioni di CO2 e di sostanze chimiche, il riciclo dei materiali di scarto. Con sede principale in Veneto a Bibano di Godega, tra la laguna di Venezia e le Dolomiti, Bottega ha ampliato i propri orizzonti con la gestione di una cantina in Valpolicella e a Montalcino, integrando la propria identità con la produzione di grandi rossi come l’Amarone e il Brunello. Il Prosecco Bottega Il Prosecco Bottega rappresenta il tentativo di esaltare la qualità made in Italy esportando il contesto e i suoi valori in tutto il mondo. Non è un caso che il Vino dei Poeti Prosecco DOC sia uno dei vini spumante più apprezzati con i suoi richiami alla cultura classica e alla bellezza dei paesaggi collinari che dominano nella provincia di Treviso. Anche il Bottega Pink Gold Prosecco Doc Rosé è uno spumante Prosecco rosato Brut che, oltre a una bottiglia di indiscussa eleganza, sperimenta un blend di uve Glera e Pinot Nero coltivate nell’area del Prosecco DOC. Insomma il Prosecco Bottega è gustoso da bere e bello da guardare grazie alla metallizzazione che rende inconfondibile la bottiglia. L’azienda Bottega produce un vino spumante millesimato? L’azienda Bottega produce tre vini spumanti millesimati: il Millesimato Brut, il Millesimato Brut Stefano Bottega, blend di uve Glera e Chardonnay, di grande carica aromatica e presente anche nella versione Extra Dry.

Botter

Bouchard

Boulard

Un famoso distillato prodotto da secoli nel Nord della Francia, da un’antica distilleria a conduzione familiare: il suo nome è Boulard e da ben cinque generazioni il suo lavoro è quello di esprimere il territorio da cui proviene, Coquainvilliers. Immense distese coltivate a mele, mele dolci, amare, acidule, dolci-amare, regalano questo sidro che costituisce la base per il meraviglioso Calvados. Da provare.

Boutinot

Bouvet Ladubay

Bowmore

Nell’isola di Islay, famosa per essere la Patria scozzese del whisky, sorge la città di Bowmore, che dà i natali all’omonima distilleria, la più antica dell’isola. Fondata nel 1779 da John Simpson, l’azienda si staglia nitida tra golfi rocciosi e baie desolate, sulla riva del Loch Indaal, dove le gelide onde del Mare del Nord imprimono un carattere lievemente salmastro a questi whisky. Frutto della miscela dell’adamantina acqua del fiume di Laggan con l’orzo affumicato sul Malting Floor, il whisky Bowmore affina in pregiate botti di rovere. Un’ulteriore nota di pregio è data dalla stagionatura, che avviene nel più antico magazzino di whisky del mondo, il leggendario "N°1 Vaults", l'unico sotto il livello del mare. Qui, dove il buio e il freddo regnano perenni, maturano gli Scotch Whisky di Bowmore.

Braida

Un tassello importante per la storia della viticoltura piemontese, quello che ha aggiunto nel 1961 Giacomo Bologna, il noto vignaiolo che porta alla ribalta il Barbera d’Asti, conferendogli la dignità che merita. La grande innovazione introdotta è stata quella di utilizzare barrique francesi per l’affinamento del vino, pratica allora poco conosciuta in Italia. Con 56 ettari di vigneti vitati, disseminati tra i comuni di Castelnuovo Calcea, Costigliole d’Asti, Mango d’Alba e Trezzo Tinella, e vitigni di Barbera, Chardonnay, Brachetto e Grignolino oggi Braida è produttore di vini particolarissimi ed evocativi, con etichette che non si dimenticano.

Branca

Siamo nel 1845 e Bernardino Branca, un noto speziale italiano, con Fernet, un medico svedese, inventano a Milano un preparato di erbe per curare le malattie dell’epoca, colera e malaria: il distillato che si viene a delineare possedeva veramente delle proprietà curative, ma era talmente buono, con un sapore così pungente ma gustoso, che in poco tempo diviene famoso. Al distillato originale viene diminuita la gradazione alcolica e, nel 1859, nasce in Viale di Porta Nuova il primo stabilimento di Fernet Branca. Da quegli anni molto è cambiato, ma non la sua vocazione alla qualità: oggi Fernet Branca è considerato un’eccellenza, ambasciatore di italianità nel mondo.

Brancaia

Produrre vino di una qualità senza compromessi, che doni il massimo piacere nel degustarlo, è ciò che sta alla base della filosofia Brancaia. Proprio per questo, l'azienda si impegna giorno dopo giorno nella ricerca di modi per migliorare sia la conduzione dei vigneti che la gestione della cantina. Fondata nel 1981 a Castellina in Chianti, in provincia di Siena, la cantina è stata nel tempo ampliata e oggi è annoverata tra le più importanti aziende vitivinicole toscane, ricevendo anno dopo anno importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

Brasserie Dubuisson

Braulio

Una storia che ha inizio a Bormio 140 anni fa: la famiglia Bràulio, produttrice dell’omonimo amaro, produce con la stessa cura e dedizione di allora un amaro direttamente dalla Valtellina. Tutto inizia nell’Ottocento nella farmacia del dottor Giuseppe Peloni, che tramanda la sua passione di esperto conoscitore di erbe al figlio Francesco, che inizia a sperimentare la produzione di infusi e bevande. Da questa passione nasce l’Amaro Bràulio: la ricetta è segreta ancora oggi, ma ci è dato sapere soltanto che nella sua forma originale sono contenute erbe e piante officinali tra le più particolari, tra cui achillea moscata, bacche di ginepro, assenzio e radici di genziana. Una storia di passione e artigianalità.

Brewdog Brewery

Brigaldara

L'azienda agricola Brigaldara viene fondata nel 1929 dalla famiglia Cesari, che conduce l'azienda con grande passione di padre in figlio da generazioni. La cantina è situata nel paese di San Floriano, nella straordinaria Vallata di Marano, una delle quattro valli che costituiscono il magico terroir della Valpolicella. I vini Brigaldara grazie alle loro caratteristiche, rappresentano la vera essenza della Valpolicella. La costante ricerca dell'equilibrio vegeto-produttivo di ogni vigneto, il forte legame con il territorio d'origine e l'obiettivo di produrre vini di alta qualità, sono i valori che guidano questa fantastica realtà.

Brilla!

Broglia

Brovia

Brovia

Brugal

Don Andrés Brugal Montaner fonda la sua azienda a Puerto Plata nel 1888, avendo un unico obiettivo in testa: fare un grande rum nella Repubblica Domenicana. Da 130 anni di storia, la Brugal perfeziona le sue tecniche e i suoi rum: dal primo rum invecchiato domenicano nel 1920 passando all’ Extra Viejo - il loro primo premium - attraverso il Brugal Siglo de Oro, per celebrare il centenario, fino ad arrivare nel 2008 alla fusione con l’Edrington Group. La costante in tutti questi anni di storia è la qualità, che la famiglia tramanda di generazione in generazione grazie ai Maestri Ronero - un titolo che spetta soltanto ai membri della famiglia - e che con passione custodiscono i segreti della ricetta Brugal e mandano avanti il lavoro iniziato più di un secolo fa da Don Andrés.

Brundlmayer

Bründlmayer è una azienda di Langenlois, nella regione austriaca della Bassa Austria. L’azienda condotta da Willie Brundlmayer è a conduzione familiare con anche l’aiuto dell’amico e Master of Wine Andreas Wickhoff. L’azienda è una cantina ormai storica della classificazione di prima classe DAC Kamptal - riservata solo a vini prodotti da uve di Grüner Veltliner o di Riesling secchi - e tra i membri fondatori di “cantine tradizione austriaca”, ad evidenziare il profondo legame con il territorio della famiglia. Ed è proprio il territorio il valore aggiunto nei vini Bründlmayer: uno splendido terroir collinare, composto di pietra arenaria e argillosa che sommato ad un clima unico, dalle grandi escursioni termiche durante la bella stagione, consente alle uve di maturare tardivamente in autunno inoltrato. I vini Bründlmayer sono da sempre prodotti in maniera sostenibile e dal 2015 hanno ottenuto la certificazione LACON di vini biologici ed organici.

Brunnenhof

Una tenuta a conduzione familiare, un distillato di amore per la terra e tradizioni antiche: Brunnenhof, viticoltori da più di 200 anni, situato in una zona rigogliosa, protetta da una parte dalle montagne di Königswiese e dall’altra circondata da morbide colline che si espandono verso la Bassa Atesina e l’Oltradige, meglio nota come Grand Cru altoatesino del Pinot Nero, in provincia di Bolzano. Una famiglia che coltiva la vite ascoltando la natura e assecondandone i ritmi, nel suo più totale rispetto: il loro obiettivo, quello di produrre uve perfettamente sane e mature, per vini di gran pregio. Vale la pena provarli.

Bruno Giacosa

Bruno Giacosa

Bruno Paillard

Bruno Paillard

Bruno Paillard inizia la sua attività di courtier nel 1975. Nato a Reims nel 1953, decide nel 1981 di fondare la sua Maison, chiamandola con il suo stesso nome: Champagne Bruno Paillard. I vigneti coprono circa 32 ettari di terreno e sono situati nel cuore pulsante dei migliori Cru di Champagne. La Maison produce circa 500.000 bottiglie all' anno utilizzando esclusivamente le migliori uve. Gli assemblaggi utilizzati, le tecniche di produzione eccelse e la passione con cui l'intero processo produttivo avviene, fanno si che gli Champagne Bruno Paillard siano di primissima qualità, rari ed autentici.

Bulas

Bulldog

Nasce in Inghilterra e diventa, dopo pochi anni, tra i 50 prodotti alcolici nel mondo secondo Wine Enthusiast. Frutto di un’idea di Anshuman Vohra, che nel 2007 lo lancia sul mercato, ne rappresenta e reinterpreta l’audacia: un gin innovativo, si potrebbe dire, un trad-innovatore, non solo nel look. Oggi fa parte del Gruppo Campari ed è prodotto con le migliori, scelte, selezionate botaniche da ben quattro continenti ed è sottoposto a ben quattro processi di distillazione. La sua storia è recente e si scrive ogni giorno nei bicchieri dei suoi più sopraffini estimatori: oggi, questo gin dall’animo moderno, aggressivo e minimalista è tra i più apprezzati del mondo.

Bunnahabhain

Buscareto

Bushmills

La storia di questa distilleria attraversa svariate epoche storiche e inizia nel lontano 1608, quando Re Giacomo I concede al già latifondista Sir Thomas Phillips la sua licenza per la distillazione. Più di un secolo dopo, nel 1784 la Old Bushmills Distillery diventa realtà: da allora molte cose sono cambiate, ma non il pregio e l’autenticità del whisky. Tra i distillati più premiati al mondo, con alcuni dei più noti ambasciatori del marchio: attori famosi dal mondo del cinema, della musica, del design e della fotografia come Bon Iver, Elijah Wood e Chromeo sono testimonial e amici fedeli del brand, che a oggi si contraddistingue per il suo stile unico e inconfondibile.

C. & A. Veltins

Ca' dei Frati

L'azienda vitivinicola Cà dei Frati sorge a Lugana di Sirmione, sulla sponda meridionale del Lago di Garda, ed è nota sin dalla fine del 1700 come "casa con cantina sita in Lugana nel tener di Sermione detta il luogo dei Fratti". Nel 1969, la cantina partecipa attivamente alla nascita della DOC Lugana, iniziando a imbottigliare la sua prima etichetta. Un grande rispetto per la tradizione e un forte legame con il proprio territorio rappresentano i veri punti di forza dell'azienda. Oggi, dopo lunghi anni di storia e tradizione, Cà dei Frati fa tesoro del suo grande passato e guarda fiduciosa al futuro, percorrendo una strada fatta di ricerca, innovazione e valorizzazione del grande patrimonio costruito nel tempo. Con il tempo Ca’ dei Frati ha saputo diventare leader dell’intera denominazione del Lugana, facendo conoscere questo vino bianco intenso e complesso in tutto il mondo. Ca’ dei Frati: attenzione per ogni vigneto. Ca’ dei Frati è una delle aziende storiche del Lugana, che guarda al futuro con l’utilizzo delle tecnologie più all’avanguardia. Una cantina che si distingue nel panorama della denominazione perché da sempre punta a valorizzare le uve del territorio, per questo vinifica le uve di ogni vigneto separatamente, per esaltare le espressioni del “terroir”. Il rispetto per la materia prima è alla base di vini integri e longevi, proiettati nel tempo, sinonimo di uno stile unico che è stato influenzato dall’amicizia con uno dei pilastri del vino, Luigi Veronelli, amico della famiglia Dal Cero. Ca’ dei Frati è soprattutto Lugana, con il Lugana, il Brolettino, e il Lugana Brut ma non solo: da questa azienda sono nati un ottimo rosé, rossi di carattere come il Ronchedone, e grandi vini come il Ca’ dei Frati Amarone Pietro dal Cero. Ca’ dei Frati: vino bianco e non solo. Il Trebbiano di Lugana è alla base della maggior parte dei vini di Ca’ dei Frati, ma non dà vita soltanto ad un fantastico vino bianco, come si potrebbe pensare. Infatti, il vino ottenuto è perfetto come base per una cuvée spumantizzata con metodo classico, la Cuvée dei Frati Brut. Interessante anche il blend del Trebbiano di Lugana con Sauvignon e Chardonnay: le uve surmature sono alla base del mirabile e dolcissimo Tre Filer, e dell’interessante Pratto, in cui l’aromaticità del Sauvignon vinificato in acciaio, la morbidezza dello Chardonnay e la finezza del Turbiana si incontrano armonicamente. Interessanti però anche i risultati ottenuti da Ca’ dei Frati con i blend di uve rosse: Marzemino, Sangiovese e Cabernet danno vita al piacevolissimo Ronchedone, mentre Corvina, Rondinella e Molinara sono alla base del complesso e longevo Amarone Pietro Dal Cero di Ca’ dei Frati. Da quali uve nasce il Ca’ dei Frati Rosé? Il Ca’ dei Frati rosé nasce da un blend di Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera. Si tratta di un vero e proprio esercizio di stile della cantina perché è uno spumante rosato metodo classico, che affina per 24 mesi minimo sui lieviti e riposa per 4 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Come abbinare al meglio il Ca’ dei Frati Brolettino? Il Ca’ dei Frati Brolettino, grazie all’affinamento per 10 mesi in barrique e 8 mesi in bottiglia, è un Lugana complesso ed evoluto, che si adatta a molteplici abbinamenti: da provare con le zuppe invernali, i legumi e le paste con sughi bianchi, sa esaltare al meglio anche carni bianche e pollame cucinati con salse complesse, ma anche formaggi di media stagionatura accompagnati da mostarde e miele, e pesce in cotture lunghe e ricche. Impagabile poi, l’abbinamento con i crostacei, siano essi in bellavista oppure grigliati. Cosa ha di speciale il Pratto Ca’ dei Frati? Il Pratto Ca’ dei Frati, grazie alla raccolta delle uve a vendemmia tardiva, consente di esaltare l’aromaticità del Sauvignon, la morbidezza dello Chardonnay e la mineralità del Turbiana, in un turbinio di profumi di frutta tropicale che anticipano un palato ricco, in perfetto equilibrio tra sapidità e morbidezza. Un vino ricco e opulento, perfetto in abbinamento con piatti arricchiti da erbe e spezie, con formaggi affinati accompagnati da mostarda di frutta e con i formaggi blu.

Ca' del Bosco

Ca’ del Bosco è la realtà vitivinicola che in Franciacorta interpreta la passione e il sogno di creare spumanti guardando alla celebre storia vinicola della regione Champagne. Proprio da un’intuizione di Maurizio Zanella proviene il primo tentativo di esaltare la zona morenica collocata a sud del lago d’Iseo attraverso la produzione di vini unici e di grande autenticità. Una regione che ha visto premiata l’intraprendenza della classe contadina e che nei primi adattamenti dell’etimo ‘franchae curtes’ ricorda l’antico affrancamento dal pagamento di tributi locali. La stessa intraprendenza segna il successo di Ca’del Bosco già agli albori della sua storia produttiva. Così Ca’del Bosco ha riconosciuto e personalizzato un territorio muovendo da una grande passione per la più rinomata cultura della spumantizzazione e arrivando a conquistare eccellenza e forte identità. Verso la metà degli anni ‘60 ha inizio questa grande avventura ad opera di Annamaria Clementi Zanella che, acquistando a Erbusco una piccola casa in collina circondata da un bosco di castagni, recupera il nome ‘Ca’ del bosc’ che sarebbe divenuto negli anni ‘70 il simbolo di una prestigiosa realtà vinicola. Un metodo produttivo meticoloso prevede l’attenta selezione e classificazione delle uve raccolte, poi lavorate per rimuovere ogni impurità e garantire un risultato perfetto. In assenza di ossigeno, le uve vengono pigiate prima che venga avviata la fermentazione in botti di rovere. Ogni passaggio è realizzato con cura per preservare il prodotto da contatti con l’ossigeno. Lunghi affinamenti, cantine in pietra e tracciabilità delle bottiglie sono alcuni degli accorgimenti utilizzati in cantine d’avanguardia per mantenere elevatissimi standard qualitativi. Il 1976 è l’anno di produzione dei primi tre spumanti: il Pinot di Franciacorta Brut, il Pinot di Franciacorta Dosage Zéro e il Pinot di Franciacorta Rosé pronti per la vendita nel dicembre del 1978. Molti anni di ricerca e sperimentazione permettono di giungere durante il 2007 alla presentazione della prima Cuvée Prestige di Ca’del Bosco. Il Franciacorta Ca’ del Bosco Il Franciacorta Ca’ del Bosco è l’emblema più rappresentativo dell’enorme successo ottenuto nella produzione di vini spumante italiani di altissima qualità con l’utilizzo del Metodo Classico. Attenzione ai dettagli produttivi e impiego di tecniche di avanguardia hanno permesso a Ca’ del Bosco di ottenere Franciacorta unici e distinti, capaci di evocare lo stile tradizionale ma con sguardo attento al continuo superamento di sfide e risultati. Queste le premesse del successo delFranciacorta Extra Brut DOCG Cuvée Prestige Edizione 43, il Franciacorta nato nel 2007 da un blend di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco assemblate da 134 vigne. Lungo affinamento sui lieviti della durata di 28 mesi per un vino con profumi di pesca e agrumi, arricchiti da piacevoli note di mandorla, per un palato elegante e fruttato. Altro gioiello di casa Ca’ del Bosco, il Franciacorta Riserva Extra Brut DOCG Cuvée Rosé Annamaria Clementi ottenuto da uve Pinot nero vinificate in purezza e fermentate in botti di rovere per 7 mesi; con rifermentazione in bottiglia e affinamento sui lievi di 7 anni si ottiene un vino ricco di sentori di nocciola e marzapane, armonico al palato e con una trama complessa, di elegante sapidità. Dove posso acquistare le magnum Ca’ del Bosco? Nella nostra enoteca Vino.com potrai acquistare i prodotti Ca’ del Bosco scegliendo tra i prodotti sempre disponibili al miglior prezzo e tra formati diversi. Un ottimo esempio è il Franciacorta Extra Brut DOCG Cuvée Prestige Edizione 43 Ca' del Bosco rifinito da un elegantissimo astuccio e presente anche in versione non astucciata. È possibile visitare la cantina Ca’ del Bosco’? Visitare la cantina Ca’ del Bosco è un’esperienza unica e offerta per garantire una completa immersione nelle atmosfere più autentiche della Franciacorta. Opera d’arte contemporanea, barricaie e vigneti sono il complemento dell’esperienza di degustazione che Ca’ del Bosco offre a tutti gli appassionati di vino. Da cosa dipendono i prezzi di Ca’ del Bosco? Certamente i prezzi di Ca’ del Bosco sono allineati ai prezzi di vendita di spumanti di alta qualità prodotti in Franciacorta e dipendono da numerosi fattori. Tra questi, l’attenta selezione delle uve e le scrupolose pratiche di cantina, il lungo affinamento del prodotto. Senz’altro il Metodo Classico utilizzato per la produzione di questi vini spumante resta in sé un metodo produttivo richiedente alti investimenti e lunghe attese.

Ca' del Diavolo

Se lo Champagne rappresenta la Francia, il primato dei vini spumanti italiani appartiene di diritto alla Franciacorta. Tra le tante aziende che ne raccontano il successo, Cà del Diavolo è un omaggio al lato più affascinante e sensuale di quest'area. Deve il nome alla frazione Cà del Diaol, nel comune di Cazzago San Martino, nel cuore della denominazione, e ne rievoca tutta la dirompenza che si fa subito slancio e seduzione. Una bollicina che rapisce agendo in velocità, che ristora e vivifica, che seduce senza indulgenza tutti i nostri rimpianti per trasformare ogni paura in volontà di osare. Un successo dovuto in parte alle tradizioni culinarie che accompagna, in parte a quell'immaginario proibito e irriverente che questo perlage si porta dietro. È in fondo questa la natura trasversale delle bollicine, ancor più se rievocata da etichette eleganti ma non incapaci di alludere, come farebbe un vero diavolo, al nostro universo privato, fatto di divieti e proibizioni. E poi una veste impeccabile, un'etichetta galante e raffinata: un velato richiamo alle atmosfere anni '30, con gli elementi della seduzione femminile, come il pizzo e la lingerie per rievocare i peccati di gola, la lussuria, la voluttà.

Ca' di Rajo

Ca’ di Rajo è una cantina storica della Marca Trevigiana. Si trova a San Polo in Piave, nella campagna trevigiana che si estende da Conegliano a Oderzo, in un’area caratterizzata da terreni di matrice prevalentemente alluvionale, in cui la vite dimora da secoli. Si tratta di una realtà familiare, che gestisce un’azienda agricola da sempre impegnata a valorizzare le tradizioni del territorio con una particolare attenzione per i vitigni storici del luogo e per i più antichi sistemi di allevamento della vite. Il vino di punta della cantina è senza dubbio il Raboso del Piave. È prodotto con un’uva autoctona a bacca rossa, che dona vini di grande struttura, con tannini e acidità importanti. Si tratta di rossi potenti e longevi, che necessitano di lunghi affinamenti in legno per raggiungere la piena maturità espressiva. Proprio per queste sue caratteristiche, in passato era stato accantonato in favore di vitigni internazionali più remunerativi. Si deve al alcuni tenaci produttori la sua riscoperta e valorizzazione, che lo hanno trasformato in un’eccellenza del territorio. Tra le uve a bacca bianca il focus aziendale è sul manzoni bianco, una varietà creata dal professor Luigi Manzoni della Scuola Enologica di Conegliano, incrociando il riesling renano con il pinot bianco.È un’uva di alta qualità, che produce vini eleganti e raffinati, caratterizzati da una vibrante freschezza. Oltre ai due vitigni simbolo del territorio Ca’ di Rajo coltiva: pinot grigio, chardonnay, traminer, sauvignon blanc, cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot. Ca’ di Rajo è famosa per aver conservato all’interno dell’azienda 15 ettari coltivati con l’antico metodo della Bellussera, uno storico sistema d’allevamento della vite ormai andato perduto. Si tratta di un vero e proprio esempio di archeologia della vite, che costituisce una preziosa memoria storica del passato. Il modello è stato creato verso la fine dell’Ottocento dai fratelli Bellussi di Tezze di Piave per combattere la peronospora. Le viti sono piantate a filari distanti 3 o 4 metri. Vengono maritate a pali o ad alberi da frutto e fatte salire fino due metri e mezzo d’altezza. I lunghi tralci sono fatti sviluppare in diagonale rispetto all’interfilare, collegati con fili di ferro disposti a raggera. Si crea cosi una sorta di volta, che tiene i grappoli molto distanti dal terreno e scongiura il pericolo di eccessi di umidità, che favoriscono la diffusione della peronospora. Il largo interfilare veniva coltivato con ortaggi e le piante che sostenevano le viti erano spesso gelsi, le cui foglie venivano utilizzate per l’allevamento dei bachi da seta. Oggi i vecchi impianti a Bellussera di Ca’ di Rajo sono ancora in produzione e rappresentano la storia dell’azienda con viti di oltre 70 anni d’età.

Ca' La Bionda

Ca' Lojera

Ca’ Lojera - letteralmente “casa dei lupi”- è l’azienda vitivinicola della famiglia Tiraboschi, nata sulle rive del Garda, precisamente a Peschiera del Garda - in provincia di Verona. La cantina, che vinifica solo uve proprie, si estende per un territorio di 18 ettari di vigneti, divisi in Turbiana, Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon. Franco Tiraboschi porta avanti da anni, con esperienza e dedizione, la sua produzione di 120 mila bottiglie l’anno e, mantenendo sempre un profilo basso, si è ritagliato un posto importante tra i produttori della DOC Lugana, della quale produce una delle varietà senz’altro più interessanti.

Ca' Maiol

Ca’ Maiol sorge nel cuore della Lugana, a due passi dal Lago di Garda da cui trae notevoli benefici climatici ed ambientali. L’azienda Ca’ Maiol nel corso degli anni ha saputo creare uno straordinario legame con la natura circostante, riuscendo ad esaltare con i suoi vini le caratteristiche uniche del vitigno tipico di queste terre: il Turbiana. La nascita di Ca’ Maiol si deve a Walter Contado, un uomo lungimirante, che nel 1967 ha fondato l’azienda focalizzando la sua produzione sul famoso vino bianco tipico di questa zona: il Lugana e successivamente ha dato vita al Consorzio Tutela Lugana DOC. La filosofia produttiva di Ca’ Maiol è tutt’ora incentrata sul territorio e sulla tradizione vitivinicola della zona, gli eredi di Walter Contado continuano a seguire la visione paterna puntando all’evoluzione costante. Ca’ Maiol sorge all’interno di un edificio del 1710 e si estende per 110 ettari su un territorio estremamente fertile a ridosso del Lago. I vini prodotti esprimono lo stretto legame tra il vitigno Turbiana e il territorio pianeggiante situato tra la costa sud del Lago di Garda e le Colline Moreniche. Il clima mite e ventilato e il suolo calcareo-argilloso permettono al vitigno autoctono di raccontare al meglio le sue caratteristiche varietali, che si manifestano in un vino bianco dal colore dorato, dalla struttura delicata ed intensa allo stesso tempo. Il Lugana è un vino prodotto in un’area geografica non molto estesa, la denominazione infatti racchiude solo pochi comuni tra le provincie di Brescia e Verona: Desenzano del Garda, Sirmione, Pozzolengo, Lonato e Peschiera del Garda. Vino Bianco Ca’ Maiol Ca’ Maiol è famosa per la produzione di vino bianco a base di Turbiana, conosciuto anche con il nome di Trebbiano di Lugana. Il Lugana Prestige, ad esempio, è un vino bianco ottenuto da uve Turbiana in purezza selezionate accuratamente dai vigneti della tenuta Maiolo. Il Lugana Riserva Fabio Contado, dal nome del figlio del fondatore è un’altissima espressione di qualità, dal momento che le uve selezionate per la sua produzione vengono raccolte manualmente dalle viti più vecchie ed è caratterizzato da una notevole struttura e da un’ottima longevità. Un altro vino bianco Ca’ Maiol molto interessante è il Sirmiolino, ottenuto dai vigneti di Turbiana a sud del Lago di Garda, un vino fresco e fruttato, morbido e con sentori di mandorla, adatto per l’aperitivo e perfetto da abbinare alla cena a base di pesce che stai pianificando. Se quello che stai cercando è un vino bianco Ca’ Maiol adatto a piatti a base di carne cruda, rimarrai stupito dal Molin, un vino bianco ottenuto vinificando una parte delle uve in legno, tratto che dona al vino una più alta concentrazione aromatica e una maggiore complessità olfattiva. Scopri i dettagli dei vini bianchi Ca’ Maiol su Vino.com. Ca’ Maiol produce vino rosso? Ca’ Maiol produce il Fabio Contato Valtènesi Riviera del Garda Classico DOP, un vino rosso proveniente dalle terre della Valtènesi, un’area tra Desenzano e Salò, situata nei pressi del Lago di Garda e caratterizzata dal punto di vista climatico da estati calde ed inverni brevi. La denominazione Valtènesi può essere prodotta solo nei comuni di Salò, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Gavardo, San Felice del Benaco, Puegnago del Garda, Muscoline, Manerba del Garda, Polpenazze del Garda, Moniga del Garda, Soiano del Lago, Calvagese della Riviera, Padenghe sul Garda e Bedizzole, incluso alcuni territori di Lonato del Garda e Desenzano del Garda. Si tratta di un vino rosso ottenuto selezionando le uve Groppello, Barbera, Sangiovese e Marzemino dei vigneti storici di Ca’ Maiol situati nella Valtènesi, vendemmiando manualmente e lasciando appassire le uve per circa 1 mese. Il risultato è un vino rosso corposo, strutturato e persistente con note di frutta a bacca nera, more e alloro. È un vino rotondo, sapido e perfetto per piatti a base di carne rossa e selvaggina. Un altro famoso vino rosso prodotto dall’azienda è il Negresco, il primo "vino rosso" di Ca’ Maiol. Quali sono le caratteristiche del Negresco Ca’ Maiol? Il Negresco Ca’ Maiol è stato il primo "vino rosso" prodotto dall’azienda. Si tratta di un vino nato da un complesso processo di lavorazione, sia per le differenti uve vinificate, sia per l’appassimento di una parte di queste, sia per la maturazione in barrique di rovere francese. Il nome richiama l’omonimo hotel della Costa Azzurra e come per questo luogo fiabesco, anche questo vino si presenta raffinato e setoso al palato, con sentori balsamici e speziati. Quali sono le caratteristiche del Rosato Ca’ Maiol? Il Rosato Ca’ Maiol appartiene alla denominazione Valtènesi Riviera del Garda Classico D.O.P Chiaretto. Il suo nome Roseri deriva dal delicato profumo simile al bocciolo di rosa che lo caratterizza. Si ottiene dalle uve a bacca rossa Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera lasciate a macerare per pochissimo tempo con le bucce. Il Chiaretto viene tradizionalmente chiamato "il vino di una notte" proprio perché era previsto che il contatto del vino con le bucce durasse solo 24 ore. È un vino elegante e delicato, che sprigiona sentori di fiori di pesco e melograno, sapido con note finali di salvia, perfetto per accompagnare i piatti a base di pesce di lago.

Ca' Nova

Ca' Nova

Ca' Rossa

Ca' Viola

Caccia al Piano

La Società Agricola Caccia al Piano nasce nel 1868 a Castagneto Carducci, nello straordinario territorio di Bolgheri, dove nascono alcuni dei migliori vini della Toscana. La cantina produce circa 100.000 bottiglie, vini di gran struttura, piacevolmente equilibrati e longevi. Caccia al Piano dedica i suoi vini Ruit Hora e Levia Gravia al poeta Giosue Carducci, che trascorse parte della sua vita a Castagneto. I nomi di questi vini derivano infatti dal titolo di una poesia e dal nome di una raccolta di poesie del poeta.

Caffo

Una storia imprenditoriale antica, che affonda le proprie radici nell’800, quando Giuseppe Caffo inizia a distillare vinacce alle pendici dell’Etna e, in un secondo momento, acquista una distilleria a Santa Venerina, realizzando il suo sogno. Trasmette questa passione di Antico Maestro Distillatore alla sua discendenza che di anno in anno, potenzia l’attività di famiglia fino a fondare l’azienda “Fratelli Caffo - Distillerie di alcole, brandy e tartarici”, formata da Sebastiano, Santo e Giuseppe Caffo, i quali decidono di rilevare uno stabilimento esistente in Calabria a Limbadi, località all’epoca famosa per la produzione di vino rosso di pregio. Nel 1966 l’azienda verrà totalmente acquisita da Sebastiano Caffo con il figlio Giuseppe Giovanni, che è ancora oggi a capo del gruppo, perpetuando la tradizione di famiglia insieme al figlio Sebastiano Giovanni. Una storia il cui fil rouge è proprio la passione per il proprio lavoro, e i loro prodotti ne sono autentici esempi.

Caggiano

Un capolavoro di architettura artistica si offre allo spettatore tra grandi massi di pietra viva, archi e ampi soffitti a volta: è la volontà di Antonio Caggiano, che nel 1990 fa una scommessa: riportare in auge gli antichi profumi e i sapori svaniti del vino Taurasi, che rivive in barrique circondato da cimeli della viticoltura, si può dire, un museo enologico. Oggi l’azienda, è condotta da Giuseppe, Pino per gli amici, figlio di Antonio, che aiutato dal padre, attraverso un certosino lavoro in vigna, e un’appassionata quanto rigorosa rivisitazione enologica, ha innalzato lo spirito qualitativo del vino irpino.

Caiarossa

Caiarossa

Calatroni

Tradizione, esperienza, passioni di qualità. Sono questi i principi su cui si basa la filosofia di produzione dell'Azienda Agricola Calatroni. Nata nei primi anni settanta tra le colline della Valle Versa, nel cuore dell'Oltrepò Pavese, l'azienda è immersa nei suoi vigneti, che grazie alla composizione dei terreni garantiscono la produzione di uve ottime sia per freschi vini bianchi che per rossi di ottima struttura. I vigneti sono coltivati mantenendo l'integrità e la rusticità delle piante, nel completo rispetto della natura. La conduzione è totalmente familiare e la terra e la vinificazione sono gestite sulla base dell'esperienza tramandata dalle generazioni passate, arricchita grazie a continui studi eno-agronomici.

Cameronbridge

Cameronbridge è la più antica distilleria di cereali in Europa, con una tradizione nella distillazione del whisky, rappresentata dalle famiglie Haig e Stein, che si può definire plurisecolare. La prima traccia della produzione di whisky si ha nel 1655, quando Robert Haig, esponente dell’omonima famiglia, contrariamente al divieto ecclesiastico corrente, inizia a distillare di sabato. Nel 1751 il suo pronipote John si unisce in matrimonio con Margaret Stein, la cui famiglia stava già producendo whisky nelle loro distillerie di Kilbagie e Kennetpans. Dei loro figli, quattro sono diventati distillatori, e il figlio maggiore, John, fonda Cameronbridge nel 1824. A oggi, la distilleria è famosa per essere la fornitrice del whisky per il marchio monograno David Beckham / Diageo Haig Club.

Camigliano

Campari

È nel 1904 che viene aperto, a Sesto San Giovanni, il primo stabilimento produttivo dell’azienda Campari, che diventerà poi il fulcro di tutta la sua attività. Ambasciatore di stile ed eleganza, il Gruppo Campari è uno dei simboli della città di Milano, divenuto poi icona di italianità in tutto il mondo, grazie anche alle splendide pubblicità, da futuriste a pop, da moderniste a post contemporanee. Ma è negli anni ‘80 che questo drink si consacra nell’Olimpo degli aperitivi milanesi, grazie al celebre cocktail Negroni. Sarà poi negli anni ‘90 che Campari lancerà la celeberrima campagna pubblicitaria “Red Passion”, che punta su quelli che poi diventeranno gli odierni capisaldi dei valori dell’azienda: passione, approccio cosmopolita, unicità e prestigio. Semplicemente Campari.

Campinovi

Campo al Faro

I vini Campo al Faro nascono sulla costa della Maremma toscana, all’interno di un paesaggio caratteristico e suggestivo, reso celebre dai versi di Giosuè Carducci. Le brezze marine che provengono dalla costa tirrenica e le aree boschive dell’entroterra creano il microclima perfetto per la produzione di grandi vini rossi in stile bordolese, così come di rosati delicati e di pregevoli bianchi a base di uve Vermentino. Campo al Faro ha colto le potenzialità di questa terra e l’ha saputa valorizzare con i suoi vini: il faro è infatti il simbolo della solidità, perché radicato alla terra, ma anche delle aspirazioni, per la luce che emana. È questa la filosofia alla base delle eccellenze del marchio Campo Al Faro: dai pregiati Bolgheri Superiore DOC e Bolgheri Rosso DOC, al Vermentino e al Rosato Costa Toscana IGT, tutti disponibili su Vino.com. Vino Rosso Campo al Faro Il vino rosso Campo al Faro ha origine all’interno di una delle denominazioni italiane più prestigiose, la Bolgheri DOC. Qui, nel 1944 il Marchese Incisa Rocchetta piantò le prime vigne di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, da cui ottenne uno dei vini ancora oggi più apprezzati al mondo. Campo al Faro si inserisce in questa tradizione con i suoi pregiati Bolgheri Superiore DOC e Bolgheri Rosso DOC, ottenuti da uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, raccolte e selezionate a mano. Vino Bianco Campo al Faro Il vino bianco Campo al Faro è un vero e proprio omaggio alla costa maremmana e al suo clima caldo ma ventilato dalle brezze che arrivano dal mare. Non stupisce quindi il gusto fresco e intenso che ritroviamo sia nel Bolgheri Bianco Campo al Faro, sia nel Vermentino Campo al Faro. Il Bolgheri Bianco è un blend di Vermentino e Viognier, con una netta prevalenza della prima varietà. Al naso sprigiona un profumo intenso di frutta a polpa bianca, come banana e pera, accompagnato da note floreali e agrumate. In bocca spicca la sua piacevole sapidità e mineralità. Il Vermentino, invece, ha un gusto rotondo e minerale, con un finale quasi salino. Due vini entrambi da provare, disponibili su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Bolgheri Superiore Campo al Faro? Il Bolgheri Superiore Campo al Faro viene prodotto nello splendido terroir della DOC di riferimento, a partire dalla coltivazione delle uve fino all’affinamento in bottiglia. Si tratta di un blend raffinato di Cabernet Sauvignon e Merlot: dopo la raccolta e la selezione manuale delle uve, inizia la fermentazione in acciaio a temperatura controllata, cui segue una lunga macerazione sulle bucce. L’affinamento in barriques dura 16 mesi e continua per un ulteriore periodo in bottiglia. Questo lungo processo di vinificazione dà al Bolgheri Superiore Campo al Faro una struttura complessa, nonché un aroma intenso di frutti di bosco e spezie. Vino.com lo consiglia in abbinamento a piatti a base di carne rossa, cacciagione o formaggi di medio-lunga stagionatura. Quali sono le caratteristiche del Vermentino Campo al Faro? Il Vermentino Campo al Faro nasce da uve Vermentino in purezza, raccolte rigorosamente a mano e lasciate affinare in acciaio. È un vino fresco, sapido e compatto, con un finale persistente. Il profumo è inconfondibile: un bouquet floreale a cui si aggiungono note di chinotto e pompelmo rosa, insieme a sentori di erbe fresche. In altre parole, un vino che sa di estate, perfetto da degustare sia nel momento dell’aperitivo, sia in abbinamento a piatti a base di pesce.

Campo al Pero

Recente ma ormai affermata realtà del bolgherese, Campo al Pero nasce dalla volontà dei coniugi Maurizio Piccoli e Doriana Cerbaro: due avvocati trentini i quali, estasiati dalle bellezze e dal prestigio di Bolgheri, decisero di acquistare gli allora 4 ettari vitati attraverso cui esprimere la loro passione per il vino, fatta di ricerca, ansie, ma anche tante gioie riservate dai successi della loro produzione che sono valsi alle loro etichette numerosi riconoscimenti. Il brand Campo al Pero nasce dallo stesso toponimo della zona, favorevole sia dalla mitezza del clima che per la vicinanza al Mar Ligure, da cui sono ottenute uve ottimali per la realizzazione di rossi equilibrati e strutturati ma al contempo eleganti. Questa ricchezza viticola viene valorizzata ulteriormente dal sapiente lavoro dell’enologa Laura Zuddas e da un uso misurato e consapevole della barrique.

Campo alla Sughera

Situata nel rinomato territorio di Bolgheri, Campo alla Sughera si dedica alla produzione di vini con un unico scopo: raggiungere sempre e comunque l'eccellenza. Un obiettivo ambizioso, che si realizza grazie a un legame stretto e autentico con il territorio e alla grande passione ed energia che contraddistinguono ogni attività dell'azienda. Le grandi etichette di Campo alla Sughera rappresentano nuove espressioni di grandi vitigni e rispecchiano l'elevata vocazione e il carattere unico di un grande territorio, offrendo al tempo stesso intensità, eleganza e longevità.

Campo alle Comete

Nel cuore di un luogo evocativo e affascinante come il territorio di Bolgheri, nasce Campo alle Comete, azienda del gruppo Feudi di San Gregorio estesa su 15 ettari di terreno. L’azienda nasce non solo con l’intenzione di produrre dei grandi vini ma anche per dare una dimensione poetica alla viticoltura di un terroir sublime, ormai noto in tutto al mondo. I suoi vigneti sono composti prevalentemente dalle grandi uve che hanno reso celebre nel mondo Bolgheri: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Petit Verdot. Clima temperato con ottima esposizione, terreni ricchi ed equilibrati, e non ultima la saggezza dei produttori, sono il punto di partenza per la creazione dei vini di Campo alle Comete.

Canaima

Canalicchio di Sopra

Canalicchio di Sopra

Canneto

Fondata nel 1987, da un gruppo di amici che condivideva la passione per il vino, Canneto rappresenta oggi un nome di eccellenza nel panorama enologico italiano. La tenuta Canneto è situata sulle colline occidentali di Montepulciano, comune senese che conserva ancora i caratteri tipici del paesaggio toscano. L’azienda lavora con estrema cura e attenzione per raggiungere elevati standard qualitativi e protegge l’esclusività delle proprie produzioni occupandosi personalmente della sua distribuzione. Canneto è oggi riconosciuta a livello internazionale grazie ai premi ottenuti, in particolare dal suo Cru, il Vino Nobile di Montepulciano, ma nonostante ciò, continua imperterrita nella sua missione di innovazione e miglioramento continuo, seppur nel rispetto del passato e della tradizione.

Cantele

Cantina Andriano

Cantina di Carpi e Sorbara

Cantina storica di Lambrusco quella Sociale di Carpi e Sorbara, che affonda le sue origini agli inizi del ‘900, quando il dottor Alfredo Molinari propose l’istituzione di una cooperativa di agricoltori, sotto il nome di Cantina sociale di Carpi, per far fronte alla crisi vitivinicola di quel periodo. La cantina via via si incorporò ad altre realtà e cooperative dell’areale di produzione del Lambrusco e nel 2011 si unisce alla Cantina di Sorbara. Ad oggi la cantina possiede ben 6 stabilimenti dai quaie produce non solo le 8 differenti varietà di Lambrusco ma anche altri vini, oltre al vino sfuso, con una capacità annua di 450 mila ettolitri. Ma è con il Lambrusco di Sorbara che l’azienda si è distinta sul mercato producendo uno tra i vini più ricercati ed apprezzati dagli amanti di questa varietà.

Cantina di Montalcino

In un fazzoletto di terra che si dipana tra il monte Amiata e le valli dell’Orcia, dell’Asso, e dell’Ombrone, dalle origini antichissime e dagli illustri antenati etruschi, sorge Montalcino, un affascinante Borgo senese immerso nella storia. I vigneti sono circondati da un panorama davvero suggestivo, che affaccia su un colle tra boschi di lecci. Qui è nata Cantina di Montalcino, una realtà che con i suoi 60 ettari di Sangiovese, produce con dedizione il Brunello, uno dei vini più rinomati del mondo. Una realtà davvero interessante, che ci ha stupito per la passione con cui cura questo vitigno.

Cantina di Santadi

La Cantina di Santadi si trova nel cuore del Sulcis, zona sud-occidentale della Sardegna a pochi chilometri dalle spiagge a dune bianche di Porto Pino. Nasce nel 1960 per volontà di un gruppo di produttori di uva, con un ambizioso obiettivo: dare visibilità e identità ai prodotti del territorio. Lo spirito di innovazione, con il rispetto della tradizione territoriale, è per i produttori della Cantina di Santadi un impegno assiduo e costante, per onorare la Cantina stessa e, al contempo, salvaguardare un vero e proprio patrimonio di cultura, gusto, stile e storia, che sono la vera essenza della realtà del territorio.

Cantina Gallura

Cantina Roccafiore

Cantina Tani

Cantina Tollo

Cantina Valpantena

Cantina Valpantena

Cantine Birgi

Cantine Ceci

Dal 1938 Cantine Ceci porta il Lambrusco della Bassa Parmense sulle tavole di tutta Italia e, ad oggi, di tutto il mondo. Inizialmente, il Lambrusco prodotto da Otello Ceci veniva servito come accompagnamento ai piatti della sua osteria, ma in poco tempo è diventato protagonista della tavola degli italiani. Otello ha quindi deciso di trasformare la sua trattoria in cantina e da qui è iniziata la storia di successo di Cantine Ceci. A diffondere il nome di Cantine Ceci in tutta Italia e all’estero sono stati i figli di Otello: Bruno e Giovanni, con “Terre Verdiane”, vino che vanta la denominazione IGT di Lambrusco dell’Emilia e che in poco tempo ha riscosso successo in tutto il mondo, non solo per la sua ottima qualità, ma anche per la sua inconfondibile confezione, una bottiglia dal profilo alto e slanciato, con tappo a raso. Altro vino tipico della tradizione Ceci è il Lambrusco Otello, in omaggio al fondatore delle Cantine, che si distingue per il suo gusto intenso e le sue note fruttate. Considerato il capolavoro dell’azienda, ha vinto numerosi premi, tra cui i Cinque Grappoli di Bibenda. La cultura del territorio, l’attenzione alla qualità e la passione per il buon vino è stata tramandata anche ai nipoti e ai pronipoti di Otello: Alessandro, Maria Paola, Elisa, Chiara e Maria Teresa, che dal 1996 conducono quella che è diventata una realtà solida e strutturata, mantenendo la stessa atmosfera conviviale che si percepiva nella trattoria di Otello. Vino Rosso Cantine Ceci Il vino rosso per eccellenza delle Cantine Ceci è il Lambrusco, tipico della provincia di Parma. Tra i vini più importanti delle Cantine Ceci troviamo la linea Otello Ceci, i vini Terre Verdiane e il Bruno Lambrusco Brut. I vini delle Cantine Ceci sono caratterizzati da un gusto intenso, raffinato e fresco, in grado di giocare con svariati abbinamenti. L’Otello Nero di Lambrusco 1813 è uno tra i più importanti vini dell’azienda, che ha avuto un tale successo da cambiare l’immagine del Lambrusco nel mondo, trasformandolo da vino popolare a vino di alta qualità. Dall’inconfondibile colore rosso rubino intenso, il Lambrusco Otello si presenta come un vino appagante sia all’olfatto che al gusto: le sue note di frutti di bosco e di ciliegia, così come i richiami floreali di viola vengono esaltati in un finale lungo e speziato. Un vino di tale personalità proviene dalla varietà più intensa dei Lambruschi, il Lambrusco Maestri. Le sue uve vengono poi fatte fermentare in acciaio con lieviti selezionati. Dal Lambrusco Maestri proviene anche lo Spumante Brut Bruno Emilia IGT Cantine Ceci, che richiama fortemente l’originale Lambrusco di Bruno Ceci e si distingue non solo per la sua freschezza e la sua buona sapidità, ma anche per l’etichetta realizzata da Riccardo Guasco che ritrae Bruno Ceci in sella alla sua moto. Un tocco di originalità che puoi trovare su Vino.com. Terre Verdiane, il vino che Cantine Ceci ha dedicato a Giuseppe Verdi, è un rosso da colore denso prodotto da uve Lambrusco Maestri e Lambrusco Marani. Ha un profilo olfattivo fruttato e floreale con richiami erbacei ed un profilo gustativo dal finale speziato e minerale. Un vino sicuramente da provare, disponibile su Vino.com. Quali sono gli abbinamenti ideali con il Lambrusco Otello? Il Lambrusco Otello, in base alla temperatura in cui viene servito, può essere abbinato sia con i tipici piatti della tradizione Emiliano-Romagnola come lo zampone, il cotechino o i bolliti, ma anche con antipasti a base di formaggi, come il Parmigiano Reggiano e i salumi. Allo stesso modo, può accompagnare primi piatti a base di carne (come la pasta al ragù o la pasta al forno) e zuppe o minestre in brodo. Ottimo anche come vino da meditazione. Provalo acquistandolo su Vino.com!

Cantine del Notaio

Cantine del Notaio

Cantine Fina

Cantine Fina è un’azienda vitivinicola siciliana a conduzione familiare, guidata da Bruno Fina e dai suoi figli. I vini delle Cantine Fina hanno "carattere", perché nascono in una terra difficile e sono frutto di una grande passione per la viticoltura. Fina produce vini che raccontano il territorio e i valori tradizionali della Sicilia. A livello storico, in Sicilia la coltura della vite è iniziata al tempo dei Greci e dei Fenici, i quali hanno influenzato soprattutto la viticoltura della Sicilia Occidentale. Le Cantine Fina si trovano a Marsala, in un territorio unico, dove coesistono biodiversità, microclimi e terroir differenti. Per le Cantine Fina produrre vino significa garantire l’integrità del frutto e il rispetto del terreno. I vigneti dell’azienda sono situati lungo la collina nei pressi della cantina e sono coltivati seguendo i protocolli dell’agricoltura biologica. Tra i vitigni principalmente coltivati troviamo gli autoctoni: Grillo, Zibibbo, Nero d’Avola e Perricone e gli internazionali Chardonnay, Sauvignon Blanc, Traminer e Viognier. Per quanto riguarda i vitigni internazionali a bacca rossa troviamo il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Petit Verdot e il Syrah. Il focus produttivo di Cantine Fina sono i vini ottenuti da uve autoctone, Bruno Fina e i suoi figli amano infatti seguire la tradizione e la cultura vitivinicola siciliana. Vino Bianco Cantine Fina Cantine Fina produce una notevole selezione di vini bianchi. Tra i più famosi troviamo il Kebrilla, un bianco ottenuto dal vitigno autoctono Grillo, uno dei più antichi della Sicilia. È un vino fresco, floreale ed elegante, dal gusto agrumato e maturo. Parte delle uve utilizzate per produrre questo vino proviene dai vigneti vicino alla costa, situati di fronte all’isola di Mozia. È un vino sapido, ottimo da degustare come aperitivo e in abbinamento a piatti a base di pesce, formaggi e salumi. Oltre al Kebrilla, non possiamo non menzionare il Taif, prodotto con uve Moscato d’Alessandria, conosciute in Sicilia con il nome di Zibibbo. Pare che questo vitigno sia originario dell’Egitto e che il suo nome si sia tramutato in Zibibbo, dall’arabo zabib "uva passita", in Sicilia. Di solito lo Zibibbo è un vitigno utilizzato per produrre vini dolci ma il Taif è un vino bianco secco, perfetto da abbinare ad antipasti di pesce e crostacei, carni bianche e formaggi, per le sue straordinarie note di pesca e mandarino. Se ami i vini siciliani ma preferisci quelli prodotti con uve internazionali ti suggeriamo il Vola Vola e il Mamarì. Il primo, il Vola Vola, è un vino bianco ottenuto da uve Viognier, un vitigno francese poco coltivato in Italia e in grado di dare origine a dei vini estremamente eleganti. È un vino dalle note esotiche ed agrumate, intenso e sapido, ottimo da abbinare a piatti di pesce come l’aringa, lo sgombro, il salmone, l’anguilla o il capitone, così come al Sushi e al Sashimi. Il secondo, il Mamarì, è un vino bianco ottenuto da uve Sauvignon Blanc, un vitigno francese giunto in Sicilia intorno agli anni novanta. È un vino dalle note erbacee e vegetali, risulta molto fruttato, con sentori esotici come l’ananas e floreali come la ginestra. Ottimo da abbinare ad antipasti caldi o freddi si abbina bene anche ai piatti a base di pesce, sia crudi che cotti al vapore. Questi sono solo alcuni dei grandi bianchi, scopri la selezione Cantine Fina su Vino.com.

Cantine Leonardo da Vinci

Caol Ila

Nella costa nord-orientale dell’isola di Islay, in Scozia, nasce Caol Ila, storica azienda di whisky fondata nel 1846 da Hector Henderson, già proprietario di una distilleria di Glasgow. L’azienda ha subito frequenti chiusure e cambi di proprietà nella sua storia, che però non ne hanno compromesso la capacità produttiva: resta infatti ad oggi la distilleria che produce più whisky sull’isola di Islay. Recentemente Caol Ila è entrata a far parte del gruppo Diageo. Da sempre sinonimo di qualità, i whisky Caol Ila sono prodotti dall’acqua del lago Nam Ban e dall’orzo maltato di Port Ellen e con una produzione di 3 milioni e mezzo di litri all’anno costituisce una base essenziale anche per i blend di altri whisky dell’isola, quali Bell’s, White Horse e Johnnie Walker. Caol Ila Una curiosità: il nome Caol Ila è in realtà pronunciato "Cull Eela", ed è il nome gaelico del Sound of Islay, che separa l'isola dal Giura. Per alcuni, la pronuncia della distilleria è remota quanto la sua posizione, situata come fa sulla frastagliata costa orientale, dove è rimasta nascosta alla vista dal 1846. Whisky Caol Ila La gamma di Whisky Caol Ila è molto ampia e comprende whisky con diverse età, da 12 anni fino a 17 e 18, passando per eccellenze come il Caol Ila Islay Single Malt Scotch Whisky 2007 Samaroli e whisky torbati come lo Scotch Whisky Moch di Caol Ila è un whisky a singolo malto di produzione limitata. Un altro whisky molto particolare è il Distillers Edition, una Special Release di Caol Ila in cui un tipico single malt, dai toni di malto e affumicati, si arricchisce di una finitura data da una ulteriore maturazione in botti che in precedenza contenevano vino Moscatel. Qual è il Caol Ila migliore? Il migliore Caol Ila è senza dubbio il Caol Ila Islay Single Malt Scotch Whisky 2007 Samaroli, selezionato con cura da Silvano Samaroli, profondo conoscitore e sostenitore dei whisky single malt al punto che attirò l'attenzione su questa tipologia che venne alla ribalta in un periodo di forte diffusione della tipologia blended. Cosa distingue il Caol Ila Torbato? Il Caol Ila Torbato è abbastanza persistente e si caratterizza per le sue piacevoli note affumicate. Che prezzo ha il Whisky Caol Ila? Il Whisky Caol Ila ha un prezzo variabile dai 40€ ai 300€ a seconda della tipologia, ma su Vino.com potrai trovare sempre il tuo Caol Ila preferito al prezzo migliore.

Caorunn

Caorunn Balmenach Distillery è una distilleria che sorge nel cuore delle lande scozzesi, al centro del Cairngorm National Park e le colline di Cromdale, vicino a una sorgente di acqua pura e cristallina, ideale per la produzione di distillati. Il gin nasce dal progetto ambizioso di Simon Buley, esperto e noto estimatore di gin, il quale ha voluto sperimentare la produzione di un gin scozzese in una distilleria di whisky di malto. Il risultato è un gin esclusivo e di pregio in produzione limitata, ottenuto dalla lavorazione di cinque botaniche autoctone scozzesi. Ne ammiriamo senz’altro l’audacia e il coraggio e, per questo, ve lo consigliamo assolutamente.

Capanna

Capannelle

L'Azienda vinicola Capannelle di Gaiole in Chianti, situata in provincia di Siena, nasce nel 1974 quando allora quarantenne, Raffaele Rossetti decide di acquistare un vecchio casale nel cuore del Chianti. Ad oggi l'azienda si estende su circa 20 ettari di cui 16 di vigneto. I valori di alta qualità ed esclusività dell'azienda, si concretizzano, oltre che negli ottimi vini, anche nello stile degli ambienti dove Capannelle ospita regolarmente grandi chef e ristoratori amici ed appassionati dei suoi vini. Capannelle produce un numero limitato di bottiglie, 80.000 all'anno, suddivise fra Chianti Classico Riserva DOCG, Solare IGT, 50&50 IGT, Chardonnay IGT e un Rosato IGT.

Caparzo

Caparzo rappresenta da oltre quarant’anni un pezzo importante della storia del Brunello di Montalcino e una tradizione legata a una produzione di vini dallo stile classico ed elegante. Le sue etichette rientrano tra le migliori eccellenze di questo famoso angolo della toscana del vino, conosciuto dagli appassionati di tutto il mondo per i suoi straordinari rossi a base di sangiovese. La tenuta prende il nome proprio dalla località Caparzo, che si trova sul versante rispetto all’antico borgo medioevale di Montalcino. La proprietà copre complessivamente 200 ettari, di cui circa la metà destinati alla coltivazione della vite e il resto a oliveti e boschi, che contribuiscono a garantire una ricca biodiversità dell’ecosistema naturale. I vigneti sono stati piantati nelle zone più vocate a un‘altitudine compresa tra i 250 e i 300 metri sul livello del mare, con esposizione rivolta a sud e sud-est. Il clima fresco e continentale, sempre ben ventilato e con notevoli escursioni termiche tra le temperature del giorno e della notte, è perfetto per portare a maturazione uve di qualità.Le viti affondano le radici in terreni di matrice argillosa e sabbiosa, ma con notevoli differenze tra le singole parcelle. Il Sangiovese destinato a produrre le uve per il Brunello è coltivato in aree che presentano suoli e microclimi diversi, in modo che, al momento dell’assemblaggio, si possa ottenere ogni anno un rosso equilibrato, somma di caratteristiche complementari, che contribuiscono a donare armonia e complessità. Nella zona “La Casa”, le vigne si trovano su terreni ricchi di scisti e galestro; in località “La Caduta” i suoli sono rocciosi, prevalentemente composti da arenarie e scisti; le vigne de “Il Cassero” sono caratterizzate da terre composte da sabbie con presenza di scisti, simili a quelle della parcella di “San Pietro-Caselle”. L’attenzione della cantina è ovviamente focalizzata sulla coltivazione del sangiovese, tuttavia tra i filari non mancano altri vitigni: lo storico moscadello e le uve internazionali cabernet sauvignon, syrah, petit verdot chardonnay, sauvignon blanc e traminer. I vini Caparzo sono conosciuti per aver mantenuto la loro identità nel corso del tempo, senza facili concessioni alle mode del momento. Sono etichette dal volto raffinato e tradizionale, che permettono di conoscere il volto autentico di Montalcino e dei suoi grandi rossi.

Cape Dreams

Cape Dreams è sinonimo di una terra straordinaria, diversa, ma sempre e profondamente unita. La mission dell’azienda è quella di sviluppare la forza del brand attraverso la produzione di vini premium. I vini sono prodotti nella valle di Robertson, a 140 km da Città del Capo, lungo il fiume Breede e la catena montuosa di Langeberg. Conosciuta in tutto il mondo è apprezzata per essere la valle del vino e delle rose. La cantina è tra le più moderne e innovative e si avvale di un team di vinificatori conosciuti e acclamati che sperimenta continuamente nuovi vini, così da avere un’offerta sempre ampia e variegata.

Capezzana

La tenuta di Capezzana è situata al confine nord del comune di Carmignano, in provincia di Prato, su uno dei contrafforti che si staccano dal Montalbano, vicino all’Alto Appennino Tosco-Emiliano. Qui si coltiva la vite già dall’epoca preromana, perché l’altitudine non troppo elevata crea le condizioni per una buona maturazione delle uve e la produzione di qualità che rispecchiano le peculiarità del territorio. Capezzana appartiene alla famiglia dei Conti Contini Bonacosi che, guidata da un forte legame con il territorio e una grande passione per la qualità, coltiva vigneti in modo semplice e sano, in regime di agricoltura biologica per garantire il massimo rispetto del territorio.

Capichera

Capovilla

Cappellano

Cappellano

Capri Moonlight

Caprili

Captain Morgan

Caravaglio

Cardhu

La distilleria Cardhu, che in origine era chiamata Cardow, si trova in cima alle colline sul lato nord della Spey Valley, nella regione scozzese di Moray nelle Highlands. L’attività nasce nel 1824 da John e Helen Cumminmgs e in quasi due secoli di storia passa di proprietà più volte: acquistata anche dalla compagnia Johnnie Walker, è recentemente entrata a far parte del gruppo Diageo. Attualmente la distilleria possiede 10 tini per l’affinamento del whisky, di cui 8 in legno e 2 in acciaio, oltre a 3 paia di alambicchi che le permettono di distillare ben oltre 3 milioni di litri di whisky all’anno, rendendo la distilleria, una tra le più prolifiche in Scozia.

Carlo Alberto

Carlotto

Carpano

Carpano è uno dei marchi storici del nostro Paese, vero e proprio simbolo e ambasciatore dello stile di vita italiano nel mondo. Le sue origini risalgono alla Torino del lontano 1786. Dopo aver completato gli studi in erboristeria, Antonio Benedetto Carpano dimostra il suo talento creativo inventando la ricetta originale del Vermouth. Partendo dalle antiche tradizioni storiche dei vini aromatizzati, decide di utilizzare una base di vino Moscato piemontese, a cui aggiunge per infusione una selezione di botaniche e spezie. Il suo piccolo laboratorio artigianale si trovava proprio nel cuore di Torino, di fronte al Palazzo Reale. Sicuro della bontà della sua nuova creazione e grazie a uno spirito molto intraprendente, Antonio Benedetto Carpano decide di inviare in omaggio alla Casa Reale una cassa del suo vino aromatizzato. Il Vermouth incontra subito il gusto di Vittorio Amedeo III e da quel momento diventa bevanda alla moda, che conquista le abitudini dell'aristocrazia torinese.Ben presto la notorietà e il successo del Vermouth si diffondono in tutta Torino tanto da diventare l’aperitivo più ricercato in città. Nel 1820, Giuseppe Bernardino Carpano, nipote di Antonio, trasforma la piccola bottega artigianale in una vera e propria azienda, creando la “Fabbrica di Liquori e Vermouth Giuseppe Carpano". Nel giro di pochi anni, il Vermouth Carpano si afferma in tutta Italia grazie al suo gusto originale, ai suoi profumi e aromi intensi ed eleganti. Dopo l'interruzione dovuta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l'attività riprende con rinnovato slancio con l'acquisizione dell'azienda da parte della famiglia d’industriali torinesi Turati. L'espansione della società Carpano coincide con la creazione di alcune pionieristiche campagne pubblicitarie, che sono ormai entrate nella storia della nostra società. Grazie alla creatività di artisti come Mauzan e Dudovich, l’immagine del Vermouth diventa una vera e propria icona di uno stile di vita. L'espansione dell’azienda prosegue nel secondo dopoguerra con l'acquisizione del marchio storico Caffè Sport Borghetti e con il successivo acquisto del gruppo Carpano da parte delle Distillerie Branca. Nonostante una lunga storia e i molti cambiamenti di proprietà, Carpano è sempre rimasta fedele alle antiche tradizioni e alle sue preziose ricette originali. Le etichette di Casa Carpano rappresentano ancora oggi la storia dell'aperitivo italiano per eccellenza, con Vermouth e Bitter dal gusto inconfondibile.

Carpineto

Casa d'Ambra

Casa d'Ambra

Casa d'Ambra è una piccola realtà familiare che produce vini dal volto tipicamente artigianale nel meraviglioso e affascinante scenario naturale dell'isola di Ischia. Da oltre mezzo secolo, la cantina è un saldo punto di riferimento per i vini ischitani e le più antiche tradizioni sono state tramandate di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Grazie a una profonda conoscenza del territorio e a un antico saper fare, Casa d'Ambra è in grado di proporre una gamma di etichette che rappresentano la migliore espressione della viticoltura di Ischia. Le origini della cantina risalgono alla fine del XIX secolo, quando Francesco d'Ambra comincia a dedicarsi alla coltivazione della tenuta di famiglia con grande passione e competenza. I suoi vini conquistano ben presto il mercato di Napoli e si fanno apprezzare in Italia e sui mercati esteri. Ancora oggi l'azienda ha conservato lo spirito delle origini, puntando solo sui vitigni tipici del territorio.Tra i filari si coltivano gli autoctoni a bacca bianca biancolella, forastera, falanghina e i vitigni a bacca rossa per' 'e palummo o piedirosso, aglianico e guarnaccia. L'amore per le varietà storiche dell'isola e il desiderio di conservarne memoria, ha condotto alla creazione di un vigneto sperimentale, che rappresenta una sorta di "banca dati genetica", dove sono state piantate varietà ormai estinte come: garnaccello, coda di cavallo, streppa rossa, rillottola, uvarilla don lunardo, catalanesca, uvaromana, uva procidana e uva coglionara. La coltivazione della vite sull'isola d'Ischia ha origini antichissime, che risalgono alla prima colonizzazione ellenica dell'VIII secolo a.C. Il clima mite e ventilato, tipicamente mediterraneo e i terreni d'antica matrice vulcanica, si sono da sempre rivelati un habitat perfetto per la vite. Le vigne sono coltivate a un'altitudine compresa tra i 100 e i 500 metri sul livello del mare, spesso su ripidi pendii terrazzati con muretti a secco, su terreni composti da tufo e altri componenti minerali derivanti dal disfacimento di rocce vulcaniche, sabbie e lapilli. Si tratta di una viticoltura faticosa, che richiede lavorazioni manuali, con il trasporto delle uve su piccole monorotaie a cremagliera. La Tenuta Casa d'Ambra possiede 4 ettari di vigna in località Frassitelli, un ettaro in località Montecorvo e acquista uve da piccoli agricoltori locali con cui esiste un consolidato rapporto di collaborazione. Le sue etichette sono il frutto di un accurato lavoro in vigna e di vinificazioni delicate tese a conservare il gusto autentico del territorio.

Casa di Terra

La Fattoria Casa di Terra si trova nel cuore dell'anfiteatro di Bolgheri, una splendida area collinare che scende dolcemente verso il litorale della costa toscana. Si tratta di un territorio che ha una storia abbastanza recente nell'ambito della tradizione del vino, ma che ha saputo imporsi in pochi decenni all'attenzione nazionale e internazionale con alcuni rossi di grande valore e personalità. La Tenuta è nata negli anni '50 e si trova all'interno del territorio comunale di Castagneto Carducci. Le vigne possono godere di condizioni climatiche eccellenti. La catena di colline, che corre parallela alla costa, costituisce una vera e propria barriera naturale contro le correnti d'aria fredda che scendono da nord-est, tenendo al riparo la zona costiera dalle perturbazioni. La vicinanza del mar Tirreno, con il suo regime di dolci brezze, contribuisce a mitigare le temperature. L’area di Bolgheri, inoltre, può contare su una luminosità eccezionale, dovuta alla naturale esposizione solare e al riflesso del mare antistante, che crea una sorta di effetto specchio. Grazie a queste fortunate condizioni pedoclimatiche, le viti producono grappoli con profili aromatici particolarmente ricchi e intensi. I suoli sono piuttosto eterogenei, con presenza di depositi alluvionali ricchi di ciottoli e ghiaie, sabbie marine, vene calcaree e rocce di antica matrice vulcanica.In questo particolare terroir, hanno trovato una seconda casa i famosi vitigni bordolesi: cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, petit verdot e la syrah della Valle del Rodano. Tra le varietà a bacca bianca spicca soprattutto il vermentino, da sempre presente lungo la costa toscana. La tenuta Fattoria Casa di Terra si estende complessivamente su 45 ettari, suddivisi in diversi appezzamenti, che si trovano in varie zone del comprensorio bolgherese: lungo la via Bolgherese, in località Sondraie, Ferrugini, Guado de’Gemoli e presso il podere Ladronaia nel territorio comunale di Cecina. Ogni vitigno può essere così coltivato nella zona più adatta alle sue esigenze, in modo da raggiungere i migliori risultati espressivi. La cantina, perfettamente integrata nel paesaggio circostante, si trova al centro della tenuta e si inserisce in un contesto naturale di rara bellezza. I vini della Fattoria Casa di Terra sono una fedele interpretazione del territorio, con una gamma di rossi dal volto armonioso e mediterraneo, elegante e intenso, che rappresentano perfettamente il carattere delle terre di Bolgheri.

Casa E. di Mirafiore

La storia di Casa E. di Mirafiore è situata sulle colline di Serralunga d'Alba, in Piemonte, in un territorio ad altissima vocazione vitivinicola e dalla lunga tradizione. L'azienda ha origine nel lontanto 1858 per volontà di Emanuele Alberto, conte di Mirafiore e figlio naturale di Vittorio Emanuele II e Bela Rosin. La cantina ottenne grande fama internazionale alla fine dell'Ottocento, contribuendo in modo determinante all'affermazione del Barolo. Oggi, Casa E. di Mirafiore rappresenta un punto di riferimento per la produzione di vini di altissima qualità, molto apprezzati da intenditori e appassionati.

Casa Grazia

Casale del Bosco

La cantina Casale del Bosco si trova sulle splendide colline di Montalcino. Il vino è da secoli il prodotto più prezioso di queste terre, in cui un forte legame con la tradizione e un altrettanto forte spinta all'innovazione hanno permesso di esaltarne e valorizzarne le caratteristiche, dando vita al Brunello. Il principio che guida Casale del Bosco è il desiderio di esprimere, con i propri vini, l'essenza di ogni vigneto, con la consapevolezza di poter contare su una terra unica e inconfondibile e su un territorio intatto, coltivato con amore e passione.

Casale del Giglio

Casaleta

Casalfarneto

La cantina Casalfarneto si trova nelle Marche, nel cuore dello splendido paesaggio dei Castelli di Jesi. È stata fondata nel 1995 da quattro soci con precedenti esperienze nel mondo del vino, che hanno deciso di unire le loro forze e cominciare insieme una nuova avventura. Il progetto ha preso vita con l’acquisto di un casolare e di un vigneto, con l’intento di coltivare e valorizzare le qualità del verdicchio, il vitigno classico del territorio. Il gruppo Togni ha acquistato la Cantina nel 2005 e nel 2017 Casalfarneto si è separata dall’azienda di famiglia per proseguire il suo cammino indipendente, con l’obiettivo di continuare a produrre vini di qualità fedeli al territorio. Casalfarneto si trova nella meravigliosa area collinare, che dalla dorsale appenninica digrada dolcemente verso il litorale della costa adriatica. Il clima mediterraneo, caldo e sempre ventilato, grazie alla presenza delle brezze marine, e i terreni di calcare e argilla, costituiscono da secoli un habitat ideale per coltivare le uve a bacca bianca. Le vigne sono si trovano a un’altitudine di circa 300 metri sul livello del mare, in una zona di confine tra la Valmisa e la Vallesina da sempr culla del vitigno verdicchio, una delle uve più interessanti del nostro patrimonio ampelografico per equilibrio espressivo e longevità. La tenuta si estende complessivamente su una superficie di 60 ettari, di cui 28 coltivati a verdiccio e 7 riservati alle uve a bacca rossa, in particolar agli autoctoni montepulciano, sangiovese e agli internazionali merlot, cabernet sauvignon, petit verdot, che si sono ambientati particolarmente ben nelle Marche. Le vigne sono condotte con particolare cura e attenzione e una parte del patrimonio vitato è già gestito in regime di agricoltura biologica certificata, nel pieno rispetto del territorio. La Cantina era originariamente composta da tre Casali, che sono poi stati trasformati in una nuova architettura perfettamente inserita nel verde. Si tratta di uno spazio ampio e funzionale, dotato delle più moderne tecnologie, messe al servizio della tradizione. Nonostante i lavori di ammodernamento, le vinificazioni si svolgono ancora cercando di intervenire il meno possibile, in modo da mantenere l’integrità di una materia prima di ottimo livello e l’identità varietale di ogni uva. Lo sforzo principale è stato fatto sul verdicchio, vero è proprio vitigno icona delle Marche. È un’uva che riesce a farsi interprete delle migliori caratteristiche del luogo e ad esprimere nel calice il volto autentico e mediterraneo di un grande terroir con bianchi intensi, fruttati, sapidi e molto longevi.

Casalforte

I vini Casalforte vengono prodotti nel cuore della Valpolicella. Casalforte fa parte di Cantine Riondo, che produce i suoi vini collaborando con 2000 soci viticoltori, i cui vigneti sono distribuiti su un territorio di 6000 ettari tra Verona, Vicenza e Padova. La caratteristica principale di Cantine Riondo è il valore della cooperazione, un sentimento condiviso da tutti i soci e parte integrante della filosofia produttiva aziendale. Attenzione per il territorio e per le origini, condivisione, collaborazione e produzione sostenibile sono i principi che guidano i soci di Cantine Riondo. Alla base di ogni fase produttiva c’è l’attenzione per l’economia circolare e l’ottimizzazione dei processi, con lo scopo di ridurre gli sprechi e rispettare la terra. I vini Casalforte vengono prodotti seguendo pratiche agronomiche finalizzate alla massima valorizzazione dei vitigni, nel rispetto della natura e della tradizione. La Valpolicella, dove vengono prodotti i vini Casalforte, è una terra storicamente votata alla viticoltura. In questa regione, già in epoca preromana veniva prodotto il vino retico, cioè il vino dei Reti, la popolazione preromana che viveva tra le colline intorno Verona. La zona della Valpolicella è un’area pedemontana situata ai piedi delle Prealpi veronesi, delimitata dai Monti Lessini e dal Lago di Garda. È caratterizzata da un insieme di valli che partono da Verona e si estendono fino alla Valpantena, in un paesaggio di tipo collinare coltivato con vigneti a pergola. I vitigni principalmente coltivati in questa regione sono il Corvina, il Corvinone e la Rondinella, con i quali vengono prodotti l’Amarone, il Ripasso e il Valpolicella. I vini Casalforte vengono prodotti nella Valpolicella Orientale, tra le valli di Mezzane, Marcellise e Tregnago/Illasi. Sono raffinate ed eleganti interpretazioni delle uve tipiche della Valpolicella. Scopri la migliore selezione Casalforte su Vino.com. Acquistare vino Casalforte Su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di vino Casalforte ed acquistare quello più adatto ai tuoi gusti. Il nome Casalforte deriva dai tipici "casali" presenti nelle tenute dei soci viticoltori, i quali coltivano con costanza e "fortezza" d’animo le terre tramandate da generazione in generazione. I vini Casalforte sono corposi e strutturati, perfetti per i piatti più importanti della tradizione gastronomica italiana ed internazionale. Per aiutarti a scegliere tra le varie tipologie di vino Casalforte possiamo commentarti alcune delle caratteristiche uniche della selezione Casalforte presente su Vino.com. Tra le proposte puoi trovare il Prosecco Casalforte DOC, un extra dry molto fresco, prodotto con un blend di Glera con altre uve, caratterizzato da sentori fruttati di mela golden e pera, profumi floreali d’acacia e un palato vellutato e morbido. È perfetto per i tuoi aperitivi, potrai inoltre abbinarlo agli antipasti e a piatti a base di pesce. Un altro vino Casalforte che non puoi perderti è l’Amarone della Valpolicella, un vino rosso corposo e strutturato, dall’elevata complessità aromatica, con sentori di ciliegia, cannella, frutti di bosco, spezie, vaniglia e caffè. Viene prodotto con uve Corvina, Rondinella e Corvinone ed è perfetto per il pranzo o la cena della domenica, da abbinare ai primi piatti con sughi elaborati, alla selvaggina, ai brasati, agli arrosti e ai formaggi ben stagionati. Un altro must Casalforte è il Pinot Nero, un vino rosso raffinato ed elegante, caratterizzato da una straordinaria freschezza e da una persistenza avvolgente. Ottenuto da un blend di Pinot nero con altre uve, si caratterizza per i sentori di cannella, le note di frutti di bosco e lampone, il sapore speziato e vanigliato. Perfetto per accompagnare antipasti a base di salumi e carni rosse. Parlando di Valpolicella non possiamo non consigliarvi il Ripasso Casalforte, un vino secco, strutturato e corposo, ottenuto da uve Corvina e Rondinella. Il profilo aromatico è molto intenso, caratterizzato da note di ciliegia, frutti di bosco e spezie, perfetto da abbinare alla carne stufata e alla brace. Infine, se quello che stai cercando è un vino fresco, vivace e alla moda dovresti lasciarti affascinare dalle bollicine del Prosecco Rosé Casalforte, uno spumante brut millesimato molto cremoso, ottenuto da uve Glera e Pinot Nero, caratterizzato da note di lamponi e fragoline di bosco, sentori fruttati di mela golden e pesca e profumi floreali di rosa e viola. È il vino ideale per piatti estivi e freschi, come aperitivo o in abbinamento ad antipasti e secondi piatti di pesce e carni bianche. Scopri la selezione Casalforte su Vino.com.

Casalino

Casamigos

Casamigos, tequila ultra premium prodotta nello Stato di Jalisco in piccoli alambicchi dalle migliori agavi 100% Blue Weber selezionate a mano, nasce dalla collaborazione tra George Clooney e il suo compagno di bevute Rande Gerber, che per anni hanno inseguito l’idea di produrre “la miglior tequila possibile” per sé stessi e per una ristretta cerchia di amici. La forte impronta artigianale e la lunga lavorazione rappresentano l’arma vincente di questo distillato che ne fanno un prodotto unico ed inimitabile. Niente più sale e limone, il gusto morbido della bevanda la rende perfetta in tutte le sue sfumature: la versione Blanco, fresca con note di agrumi, vaniglia e agave dolce contraddistinta da un finale lungo e piacevole; la Reposado, invecchiata 7 mesi, morbida, leggermente barriccata con note di caramello e cacao; la Anelo, invecchiata 14 mesi, con un aroma franco e complesso di caramello e vaniglia è il perfetto equilibrio tra la dolcezza dell’agave Blue Weber e le note speziate del legno

Casanova di Neri

A Montalcino la viticoltura ha origini antiche, che risalgono alla civiltà etrusca, e le prime notizie scritte di questa tenuta sono datate 814, quando un documento scritto del Sacro Romano Impero attesta la proprietà della tenuta all’Abate di Sant’Antimo. La storia attuale della cantina Casanova di Neri nasce nel 1971 dal sogno di Giovanni Neri, che abbandona la sua attività di mercante di grano a Montevarchi per seguire la sua passione per il vino. La buona sorte lo aspetta a Montalcino, dove è in vendita il podere Casanova, una tenuta di 200 ettari, il cui vino rosso rappresenta una parte marginale dell’attività ed è venduto sfuso. Un’occasione unica che Giovanni non si lascia sfuggire, intuendo da subito la grande potenzialità del territorio per la creazione di vini longevi e profondi e iniziando immediatamente ad impiantare nuove vigne di Sangiovese. La proprietà si arricchisce di nuovi vigneti come il Cerretalto, il Cetine (che dà vita al famoso Tenute Nuove) e il Podernuovo. Brunello di Montalcino Casanova di Neri Casanova di Neri è famosa in tutto il mondo per il suo Brunello di Montalcino premiato, e raggiunge il culmine del suo successo nel 2007, quando il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 è premiato come Wine of the Year da Wine Spectator con il punteggio di 100/100. Un traguardo sensazionale, se si considera che questa è la terza cantina italiana a poter annoverare l’ambito premio, dal 1988. Questo però è il primo successo di una lunga serie: l’anno successivo a ricevere i 100 punti da Wine Spectator è il Brunello Cerretalto, a cui seguono i 100 punti di James Suckling – per il Tenuta Nuova 2006, Cerretalto 2010 e il Cerretalto 2015 –, di Robert Parker – con il Tenuta Nuova 2010 e Cerretalto 2010 – di Wine Enthusiast – con il Cerretalto 2007 e infine anche di Falstaff - con il Cerretalto 2012. Vino rosso Casanova di Neri Il vino rosso di Casanova di Neri nasce oggi da 7 vigneti magnifici dislocati nelle varie aree della denominazione di Montalcino: Fiesole, Cerretalto, Collalli, Podernuovo, Pietradonice, Giovanni Neri e Cetine. Le uve di Casanova di Neri sono il prodotto di una selezione massale del Sangiovese Grosso ricavata dal vigneto di Cerretalto e di un lungo processo di riproduzione. Questo clone, impiantato in ciascuno dei nostri vigneti, su ogni versante dà risultati diversi, che con l’affinamento in cantina in grandi tini di legno e il riposo in bottiglia, si trasforma in capolavori unici al mondo. Qual è il prezzo del Casanova di Neri Brunello 2010? Il Casanova di Neri Brunello 2010 è considerato come una delle annate più importanti di questa azienda e ha prezzi che spesso superano i 300€: la rarità delle bottiglie lo rende un vino da collezione. Qual è il miglior vino di Casanova di Neri? Uno dei migliori vini di Casanova di Neri è il Tenuta Nuova, che così come il Cerretalto è stato premiato con il massimo dei riconoscimenti dalle guide internazionali.

Casanova di Neri

Casata Monfort

Cascina Fontana

Cascina Fontana

Casebianche

L'azienda agricola Casebianche è un'interessante realtà del Cilento, che propone una gamma di vini connotati da un legame profondo con il territorio. La tenuta si trova in Contrada Casebianche, nel territorio comunale di Torchiara, in provincia di Salerno, una splendida zona collinare vicino al mare. Si tratta di un'azienda abbastanza giovane, nata nel 2000 con il desiderio di dar voce a un territorio dalle grandi potenzialità e non ancora pienamente valorizzato. La proprietà si estende complessivamente su 14 ettari, di cui solo cinque dedicati alla viticoltura e il resto destinati alla coltivazione di olivi, agrumi e altri alberi da frutto. Per la coltivazione della vite sono state scelte solo le parcelle più vocate, le meglio esposte, in modo da poter ottenere uve di alta qualità. La conduzione agronomica segue i principi dell'agricoltura biologica, con utilizzo anche di pratiche biodinamiche. Una scelta fatta per preservare intatto e incontaminato lo splendido contesto paesaggistico e la ricca biodiversità ambientale.Tra i filari si utilizza la pratica del sovescio, cercando di favorire e stimolare la naturale fertilità della terra, senza ricorrere a concimazioni. La zona è particolarmente vocata e può contare su un clima tipicamente mediterraneo, caldo e soleggiato, sempre ventilato per la presenza costante delle brezze marine. I terreni sono costituiti dal famoso flysch cilentano, una sedimentazione di marne e arenarie, con presenza di depositi alluvionali, particolarmente drenante e ricco di sostanze minerali. Seguendo le consuetudini del territorio, nella tenuta sono stati piantati i vitigni che da sempre dimorano in queste terre, l'aglianico, il piedirosso, il fiano, la malvasia, il trebbiano e la barbera. Le lavorazioni in vigna e le operazioni di vendemmia sono svolte manualmente e le uve, raccolte a piena maturazione, sane e genuine, sono avviate alle fermentazioni rapidamente. Le vinificazioni si svolgono utilizzando un'enologia leggera e poco invasiva, in modo da lasciare sempre in primo piano le note varietali dei vitigni. I vini sono imbottigliati con un utilizzo minimo di solforosa. La gamma dei vini di Casebianche rappresenta il volto autentico del Cilento, con etichette di ottimo livello qualitativo.

Casisano

Castagner

Castellare di Castellina

Castellare di Castellina è un'azienda vitivinicola nata nel 1968 e dalla fine degli anni Settanta di proprietà di Paolo Panerai. Egli, grazie a un attento censimento delle viti e a un rinnovamento della gestione sia dei vigneti che della cantina, l'ha resa un importante elemento nel panorama della viticoltura italiana. Situata nel cuore del Chianti Classico, a Castellina in Chianti, Castellare di Castellina gode dei benefici di una zona ad alta vocazione vitivinicola, in cui l'esposizione ottimale e le caratteristiche particolarmente favorevoli del terreno permettono la produzione di vini, sia rossi che bianchi, molto ben strutturati e intensi, adatti a un lungo invecchiamento in bottiglia.

Castellare di Castellina

Castelli del Grevepesa

L'azienda vitivinicola Castelli di Grevepesa nasce nel 1965 da un gruppo di viticoltori della Toscana su iniziativa del Cavalier Gualtiero Armando Nunzi, con l'intento di creare una solida realtà all'interno della quale riunire persone provenienti dalle varie aree del Chianti Classico Fiorentino per mantenere intatte le tradizioni secolari della viticoltura e del territorio toscano. La mission aziendale è quella di valorizzare i territori agricoli attraverso la produzione di vini qualitativamente eccellenti con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Situata a San Casciano Val di Pesa, Castelli di Grevepesa produce vini con uve provenienti dai vigneti di tutti gli associati ed è la prima produttrice per quantità e terroir di Chianti Classico.

Castello Bonomi

Castello Bonomi, unico château della Franciacorta, sorge a circa 300 m sul livello del mare, sulle pendici del monte Orfano, nel comune di Coccaglio. Dal 1915, con i suoi ettari di splendidi vigneti sviluppati a gradoni, Castello Bonomi rappresenta una delle eccellenze di questi luoghi, grazie ad una tradizione e ad uno studio ben ponderato sullo sviluppo delle tecniche di lavorazione in vigna e cantina. Un'azienda unica che si vuole far specchio e fedele riproduzione di un terroir inimitabile. Il risultato del lavoro di Castello Bonomi è una gamma di bollicine pluripremiate e di grande prestigio.

Castello dei Rampolla

L’Azienda Agricola Castello dei Rampolla nasce nel 1965 a Santa Lucia in Faulle e da allora è conosciuta come un’eccellenza vitivinicola della Toscana. I primi vini Chianti Classico vengono imbottigliati nel 1975 e dagli anni ‘80 il fondatore dell’azienda Alceo di Napoli Rampolla decide di piantare il Cabernet Sauvignon in una terra vocata al Sangiovese. Una scelta inusuale che darà vita a uno dei vini più famosi dell’Azienda, il Sammarco. La seconda importante innovazione è avvenuta alla fine degli anni ‘90, con il passaggio all’agricoltura biodinamica, un metodo che presta maggiore attenzione a tutti gli elementi della natura ed elimina l’impiego di sostanze chimiche per la coltivazione delle piante. Il primo frutto di questa evoluzione è stato il vino rosso D’Alceo, un vino biodinamico che ha origine da uve Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. Oggi, l’Azienda continua a operare in quest’ottica, adottando pratiche agricole più sostenibili, come il sovescio, che rende il terreno più ricco ed equilibrato. Grazie al continuo investimento nella ricerca e nell’innovazione, il nome Rampolla è da anni associato a vini di altissima qualità, pluripremiati dalla critica internazionale. Vino rosso Rampolla Il vino rosso Rampolla ha origine nella località di Santa Lucia in Faulle, a sud di Panzano in Chianti. Qui si trova la vallata della “Conca d’Oro”, così chiamata perché in epoca medievale risultava estremamente favorevole alla coltivazione del grano. Oggi è diventata una terra ottimale per il vino ed è stata ulteriormente valorizzata dall’Azienda Rampolla, che coltiva i vigneti in maniera del tutto sostenibile, con trattamenti a basso impatto e macchinari leggeri. La vendemmia avviene manualmente e i processi di vinificazione ed affinamento sono svolti nell’ottica di preservare le caratteristiche originarie delle uve. Alla fermentazione in cemento o in anfore di terracotta segue l’affinamento in botte, per un periodo che varia dai 12 ai 18 mesi, in base al tipo di vino. Si ottengono così vini dalla grande personalità, come il D’Alceo, un rosso intenso e raffinato, dai sentori di frutti rossi, che chiude con note delicate di sigaro e tabacco. Altro vino iconico della produzione Rampolla è il Sammarco, ottenuto da uve Cabernet Sauvignon, a cui vengono aggiunte uve Sangiovese e Merlot. Un vino fresco ed elegante, che al palato esprime al meglio gli aromi tipici del terroir di provenienza. I migliori vini rossi dell’Azienda Agricola Castello dei Rampolla sono disponibili su Vino.com!

Castello del Terriccio

La cantina Castello del Terriccio nasce nel cuore de territorio collinare toscano, con una storia millenaria, che risale ai tempi degli Etruschi, tra l'800 e il 500 a.C. Il castello da cui deriva il nome dell'azienda, è stato costruito in epoca medievale ed è situato in cima alle colline da cui i Pisani potevano scorgere in tempo l'arrivo dei nemici. I vini Castello del Terriccio grazie alle loro caratteristiche uniche, rappresentano la vera essenza del terroir toscano. Il forte legame con la storia e la tradizione del passato, il massimo rispetto delle caratteristiche originarie delle uve e l'utilizzo di moderne tecniche di vinificazione sono i punti di forza che guidano costantemente questa straordinaria realtà.

Castello del Terriccio

Castello di Albola

Il Castello di Albola, che si trova nei pressi di Radda in Chianti, nel cuore del territorio del Chianti Classico, ha origini antiche risalenti ai primi anni dell’XI secolo. La tenuta è stata a lungo contesa da molte famiglie nobiliari toscane, dagli Acciaioli ai Samminiati, dai Pazzi ai Ginori Conti. Dal 1979 la tenuta è proprietà della famiglia Zonin, che ne ha ristrutturato sia la costruzione di origine medioevale del castello, sia tutti i terreni circostanti, comprese le vigne, che sono state portate ad un livello qualitativo superiore. Ad oggi i terreni del Castello di Albola si estendono per oltre 900 ettari, di cui 150 coltivati a vite, sopra ad un suolo tipicamente toscano costituito in prevalenza da pietra alberese e galestro. Le varietà coltivate sono ovviamente il Sangiovese, che costituisce il 90% della produzione del Chianti Classico dell’azienda, oltre al Cabernet Sauvignon, il Canaiolo e a una piccola parte di Chardonnay e Malvasia del Chianti - quest’ultima destinata alla produzione del Vinsanto. Da vigne ormai storiche come la Vigna il Solatio, Ellere o l’Acciaiolo, nascono così i Chianti Classico del Castello di Albola, che sono diventati ormai sinonimo di qualità per molti appassionati di questo vino.

Castello di Ama

Ama è un piccolo borgo, un gioiello di origini medievali posto sulle colline tra Gaiole e Radda in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. In questi luoghi, alla fine del XII secolo, si insediò una nobile famiglia locale, alla quale si attribuisce la costruzione del Castello, poi distrutto sul finire del medioevo. La cantina Castello di Ama venne fondata nel 1972 da quattro famiglie di diversa origine e ancora oggi è la discendente di una di queste famiglie, di origine romana a guidare l’azienda. I vitigni del Castello di Ama Castello di Ama ottiene i propri vini esclusivamente dalle vigne di proprietà. La vigna più famosa è senza dubbio quella antistante alla cantina, detta "L’Apparita" perché alla sua sommità appare in lontananza la torre del Palazzo Comunale di Siena. Da queste uve, con un accurato lavoro artigianale, è ottenuto il vino omonimo, prodotto in un numero limitatissimo di bottiglie. L’altro importante vigneto di Castello di Ama, il San Lorenzo, si trova nella splendida vallata di fronte alla ville settecentesche e prende il nome dalla chiesetta quattrocentesca situata al centro del paese di Ama. Fu acquisito dalla proprietà nel 1972 ed oggi è il nucleo centrale del Sangiovese che origina la Gran Selezione Castello di Ama San Lorenzo. In direzione nord rispetto al borgo di Ama si trova invece lo splendido terrazzamento con “muri a secco” del Vigneto La Casuccia. Completano la proprietà i bellissimi vigneti Bellavista e Montebuoni, situati sulle colline una di fronte all’altra. Castello di Ama vino rosso Castello di Ama produce quasi esclusivamente vino rosso, ed è famosa soprattutto per L’Apparita, capostipite dei Merlot toscani in purezza e divenuto fin dal 1985, anno del suo esordio, un importante vino culto. Di grandissimo livello anche la Gran Selezione di Chianti Classico Castello di Ama Vigneto Bellavista, che è tra le più antiche del Chianti Classico ed è prodotta dal 1978 con uve Sangiovese (80% circa) con il complemento della Malvasia Nera solo in pochissime bottiglie e soltanto in annate straordinarie. Gli altri Chianti Classico Gran Selezione, il San Lorenzo e il La Casuccia provengono dai vigneti omonimi, e completano la gamma dei numerosi Chianti, arricchita anche da un rosé, dall’immancabile Vin Santo del Chianti Classico e da un’interessantissima grappa. Quali sono i vini Castello di Ama Riserva Chianti Classico? Ci sono due vini Castello di Ama Riserva Chianti Classico, il Montebuoni e il Castello di Ama. Da quali vigneti è ottenuto il Castello di Ama San Lorenzo? Il Castello di Ama San Lorenzo è ottenuto dalle migliori uve provenienti esclusivamente dai vigneti storici, Bellavista, Casuccia, San Lorenzo e Montebuoni. Quali caratteristiche ha il Castello di Ama Chianti Classico? Il Castello di Ama Chianti Classico è fruttato, armonico, e pieno al palato ed esprime tutta l’eleganza dei vini della nostra azienda.

Castello di Bolgheri

L'azienda Castello di Bolgheri si estende intorno all'omonimo borgo, nel cuore della straordinaria area di produzione della DOC Bolgheri. Dalle sue radici storiche antichissime, ricolme di tradizione enologica, scaturiscono vini di altissima qualità, figli di peculiari caratteristiche naturali, clima e suolo su tutti, che interessano questo pregevole terroir. Lo stile della cantina si caratterizza per la produzione di vini eleganti, ottenuti grazie alla sapiente guida dell'agronomo ed enologo dell'azienda, Federico Zileri Del Verme ed Alessandro Dondi.

Castello di Buttrio

Castello di Cigognola

Castello di Spessa

Castello di Verduno

Le cantine del Castello di Verduno hanno una lunga storia, che ha inizio nel 1838. In questo anno il castello fu acquisito da Re Carlo Alberto di Savoia, che diede al Generale Staglieno, enologo esperto, il compito di ottenere dai migliori vigneti a uve Nebbiolo un grande vino: il Barolo del Castello di Verduno. Da allora le cantine non hanno mai smesso di dare vita a vini rossi nobili, anche all'inizio del Novecento quando la famiglia Burlotto, divenuta proprietaria del castello, decise di continuare la tradizione produttiva dei Savoia. Oggi il Castello di Verduno vanta, grazie ai terreni tra le colline di Verduno e Barbaresco, i due più pregiati gioielli enologici di Langa: il Barolo e il Barbaresco.

Castello Monsanto

Dopo aver trascorso diverso tempo nel nord Italia, Aldo Bianchi fece ritorno nella sua regione natale, la Toscana, e affacciatosi dalla terazza del Castello di Monsanto per ammirare il paesaggio circostante della Val d’Elsa e di San Gimignano, ne rimase affascinato a tal punto da decidere di acquistare la proprietà nel 1961. Il castello fu ceduto al figlio Fabrizio, in occasione delle nozze con la sua futura moglie Giuliana, il quale nutriva una passione intensa per il vino che lo portò alla decisione di impiantare nuove vigne e ristrutturare i casali. Fiducioso nel valore che aveva il territorio, Fabrizio vinifica per la prima volta all’interno della denominazione le uve del vigneto Il Poggio, dando vita nel 1962 al Primo Cru del Chianti Classico. Seguirono una serie di innovazioni e sperimentazioni che lo portarono ad esplorare le potenzialità intrinseche al vitigno che per lui rappresentava la “vera ricchezza di questa terra”, il Sangiovese: la sfida era quella di ottenere un vino complesso ed equilibrato, ricco di estratto, in grado di sostenere lunghi periodi di invecchiamento, forte delle condizioni favorevoli di clima e di suolo, delle escursioni termiche e dell’acqua offerte dal territorio. Alla terza generazione dei Bianchi, la figlia Laura tramanda l'identità, la riconoscibilità e la piacevolezza dei vini concepiti dal padre, trasformando le sue scelte rivoluzionarie in una solida tradizione.

Castello Romitorio

L'azienda vitivinicola Castello Romitorio prende il nome dalla solida fortezza risalente al XII Secolo che si erge su una collina vicino a Montalcino, Siena. I vigneti aziendali sono situati in due zone distinte di Montalcino, a nord-ovest e a sud-est, godendo di quelli che sono tra i migliori microclimi montalcinesi, e una terza tenuta è stata recentemente acquisita nel territorio di Scansano. Nella cantina di Castello Romitorio, recentemente ristrutturata, tra botti di rovere e opere d'arte riposano e maturano eccellenti vini toscani, frutto di un lavoro che fa della qualità la propria filosofia produttiva e della passione la propria linea guida.

Castello Romitorio

Castellucci Miano

Castelveder

Castiglion del Bosco

Castiglion del Bosco

Cataldi Madonna

L'azienda agricola Cataldi Madonna è situata nel territorio del Forno d'Abruzzo, il piccolo altipiano a forma di anfiteatro al cui centro si trova il comune di Ofena, L'Aquila. Situato sotto il ghiacciaio Calderone, l'unico degli Appennini, è accarezzato durante l'estate dall'aria che spira dalla montagna e rifresca i vigneti. La Cataldi Madonna venne fondata nel 1920 e da sempre l'obiettivo dell'azienda è creare vini che esprimano al meglio le caratteristiche del territorio. I vini di Cataldi Madonna sono grintosi, sapidi e freschi e rispecchiano la grande armonia che pervade la gestione dell'azienda in generale.

CATH

Cavalleri

La cantina Cavalleri nasce grazie alla storica passione della famiglia Cavalleri, che per generazioni ha coltivato terreni ad Erbusco, nel cuore del magico terroir della Franciacorta. I vigneti autoctoni sono la grande ricchezza della Cavalleri, espressione imprescendibile di qualità, fondamentali per ottenere vini di grande pregio e qualità. La filosofia della cantina si basa sulla perfetta unione tra il lavoro della natura e il lavoro dell'uomo, rendendo ogni vino una creazione unica. I Vini Cavalleri raccontano le diverse scelte produttive in vigna e in cantina, esprimendo al meglio le potenzialità dell'annata e il loro stile inconfondibile.

Cavallotto

Cave Mont Blanc

Inizialmente il Blanc de Morgex et de la Salle veniva commercializzato da vari vignaioli, i quali non riuscivano garantire una costante presenza sul mercato e al tempo stesso producevano modesti quantitativi. Successivamente nel 1971, grazie all'iniziativa di Don Bougeat, viene fondata la "Association des Viticulteurs", così da potere gestire efficacemente la cantina. Cave Du Vin Blanc, l'attuale nome dell'azienda, è situata nei comuni di Morgex e La Salle, nella straordinaria Valdigne, nell'estremo nord della Valle d'Aosta. Ottenere vini di alta qualità, esprimere la massima autenticità ed originalità del Priè Blanc, vitigno autoctono della Valdigne, e riuscire a mantenere sempre viva l'antica tradizione enologica valdostana, sono i valori che guidano questa realtà.

Cavicchioli

L'azienda vitivinicola Cavicchioli sorge a San Prospero, un piccolo paesino vicino a Modena, e dal 1928 si dedica alla produzione di vino con grande rispetto e piacere. Da allora, l'esperienza e la passione si sono tramandate di padre in figlio e di generazione in generazione, tanto da rendere la cantina un vero e proprio punto di riferimento nel panorama enologico italiano. Cavicchioli è ormai sinonimo di Lambrusco; i suoi vini sono schietti, esuberanti e versatili, perfette espressioni del territorio in cui nascono e capaci di sedurre e soddisfare tutti i palati.

Cavit

Cavit, Cantina Viticoltori del Trentino, nasce nel 1950 grazie alla passione per la propria terra e al desiderio di valorizzare i prodotti del Consorzio di Cantine Sociali. Cavit è una cooperativa che unisce 11 cantinesociali trentine con 4500 viticoltori associati. La cantina è situata a Maso Toresella, sul lago di Toblino, storica e magica villa circondata da vigneti. Oggi Cavit raccoglie, esamina e seleziona le materie prime prodotte dalle cantine associate, controllando ogni fase: dall’affinamento all’imbottigliamento, il tutto nel rispetto dell’ambiente. I vini Cavit sono raffinati e di grande prestigio, esprimono perfettamente la vera essenza dei Masi trentini, veri e propri cru.

Cellier des Princes

Cellier des Princes produce vini a Châteauneuf du Pape dal 1925, quando un gruppo di vigneron decise di associarsi per affrontare insieme un periodo particolarmente difficile, che aveva visto prima la devastazione delle vigne causata dalla fillossera e poi le tragiche conseguenze dell’abbandono delle campagne per la Prima Guerra Mondiale. La cantina si è affermata ben presto grazie all’eccezionale qualità degli appezzamenti di Châteauneuf du Pape e della zona della Côtes-du-Rhône. Lo sforzo dell’ultimo decennio, ha portato le vendite del vino in bottiglia dal 20% al 96% e ha ripagato il grande lavoro fatto in vigna e in cantina per orientare tutta la produzione verso l’eccellenza. Oggi il marchio Cellier des Princes è un importante punto di riferimento per l’area del basso Rodano e produce vini che offrono un ottimo rapporto qualità prezzo. Un ulteriore passo in avanti è stato compiuto negli ultimi anni con la collaborazione di Philippe Cambi, un enologo particolarmente esperto dei vini della Valle del Rodano, che ha contribuito a elevare ancora di più il livello delle etichette. Châteauneuf du Pape è famosa da secoli per i suoi vini e nel 1936 è stata la prima AOC riconosciuta in Francia. L’area dell’Appellation si trova tra Avignone e Orange e i suoi terreni hanno una storia antichissima. Durante l’era secondaria e terziaria, il mare interno ha depositato strati di sedimenti di sabbie e argille, che costituiscono gli strati profondi del suolo. Durante le glaciazioni del quaternario, il Rodano ha trasportato a valle una straordinaria quantità di ciottoli levigati dai ghiacciai alpini e dall’acqua che si sono depositati nella zona di Châteauneuf du Pape, creando uno strato profondo di sassi: i famosi galets roulé. Sono terreni molto drenanti, che costringono le radici a scendere in profondità per raggiungere l’acqua e i nutrimenti. Inoltre, i sassi si scaldano molto durante il giorno e restituiscono calore di notte, permettendo così una perfetta maturazione delle uve. Oggi il vigneto di Châteauneuf du Pape si estende su circa 3200 ettari, nei comuni di: Châteauneuf-du-Pape, Bédarrides, Courthézon, Orange et Sorgues. Cellier des Princes coltiva vigne in varie zone della denominazione, su un mosaico di parcelle con suoli differenti: i galets roulés che conferiscono ai vini potenza e concentrazione, i suoli sabbiosi che donano eleganza e finezza e i terreni di scaglie di calcare duro, che contribuiscono a dare ai vini un profilo minerale. Oltre che nell’area di Châteauneuf-du-Pape, Cellier des Princes produce numerosi vini in altri famosi territori della regione del basso Rodano: Côtes-du-Rhône & Côtes-du-Rhône Villages, Vaucluse, Vacqueyras e Gigondas. Le etichette sono perfette interpreti dei vari terroir e si fanno apprezzare per un carattere schietto e autentico.

Centenario

Cerbaiona

Ceretto

Ceretto nasce come azienda familiare nei primi anni '30 per mano di Riccardo Ceretto. Grazie ai suoi figli, Bruno e Marcello, i vigneti dell'azienda si espandono nelle Langhe e nel Roero, dando origine a quelli che oggi sono riconosciuti come i grandi cru di Barolo e Barbaresco della azienda. Marcello in particolare porta al successo questa cantina con la concretezza e la semplicità di un vero viticoltore, tanto da dichiarare anni dopo: “Tutto ciò che so è un regalo degli anni passati ad aspettare gemme e frutti, a temere per delle nuvole in arrivo a ridosso della vendemmia, ad ascoltare il vento che annuncia la grandine, a guardare il sole che batte sul ceppo, a potare e veder potare, a prendere in mano un pugno di terra, chiudere il pugno, aprirlo per vedere come la terra si sfarina, o resta addensata.” Ceretto Oggi l'azienda conta circa 160 ettari di vigneti di proprietà disposti tra la DOCG Barolo, la DOCG Barbaresco e vigneti del Blangé. L'indiscusso padrone è il Nebbiolo, che dal 2010 segue i dettami dell'agricoltura biodinamica insieme al Barbaresco, mentre per gli altri vitigni Ceretto segue l'approccio biologico, con l'intenzione però, di estendere alla biodinamica tutta la produzione. Dai grandi cru come il Bricco Rocche - la più piccola vigna di tutta la denominazione del Barolo - o Asili per quanto riguarda il Barbaresco, nascono vini che sono ormai dei veri e propri cult di questo terroir, apprezzati e ricercati da appassionati e critici di tutto il mondo. Vino bianco Ceretto Il vino bianco più famoso della cantina Ceretto è il Ceretto Blangé Roero Arneis, ottenuto esclusivamente da una varietà autoctona piemontese, l’Arneis, vinificata in purezza in acciaio per mantenere i profumi primari delle uve. Come capita spesso inPiemonte, anche per Ceretto l’Arneis è l’unico bianco in un universo di vini rossi e proprio per questo rappresenta una continua sfida per la famiglia Ceretto. Qual è la particolarità del Barolo Ceretto Bricco Rocche? Il Barolo Ceretto Bricco Rocche nasce da un unico vigneto, che è il più piccolo appezzamento dell’intera denominazione del Barolo. Il Blangé Ceretto esiste anche in formato Magnum? Il Blangé Ceretto esiste in vari formati, anche magnum.

Cesari

Cantina simbolo della tradizione enologica veronese, la Gerardo Cesari nasce nel 1936 spinta dal desiderio e dall’ambizione di produrre vini in grado di competere con i grandi rossi di tutto il mondo. L’obiettivo aziendale è più in generale quello di produrre vini di territorio, consapevoli del fatto che soltanto laddove sussistono le condizioni necessarie è possibile ottenere vini di elevata qualità: per questioni legata alla tipologia di suolo, al clima, ma anche ad una tradizione che si tramanda da secoli. Dai Cru di Bosan e Il Bosco prendono vita i relativi Amarone Classico Il Bosco e Amarone Classico Riserva Bosan (93 pt. Veronelli), due Monovigneti prodotti di punta di Cesari acclamati dalla critica internazionale: Decanter, International Wine Challenge, Concours Mondial de Bruxelles, International Wine & Spirit Competition. La proposta di Cesari si articola inoltre con vini classici che rappresentano la tradizione più pura della provincia di Verona che la cantina si impegna a preservare di anno in anno con grandissimo impegno.

Cesarini Sforza

Nata nel 1974 grazie alla volontà di alcuni imprenditori del settore vitivinicolo trentino, l'azienda Cesarini Sforza è situata a Trento. Il suo percorso inizia con un ambizioso progetto di selezione delle migliori zone del Trentino per la coltivazione di uve Chardonnay e Pinot Nero per la produzione di vini spumanti di grande qualità. Guidata da una sapiente ricerca enologica e da una forte passione, la Cesarini Sforza produce da sempre pregiati vini spumanti da uve coltivate fra i 350 e i 650 metri d'altitudine, guidata da una filosofia che si fonda su tre linee guida principali: qualità, immagine e cultura.

Champalou

Chandon

Chapoutier

Chapoutier è una Maison francese d’eccezione con base a Tain l’Hermitage, nella Valle del Rodano. In questa terra ricca di storia e tradizione, la famiglia Chapoutier intraprende la sua attività vitivinicola già nel 1808. Con Polydor Chapoutier, un lontano antenato della famiglia, vengono acquistati i primi vigneti di proprietà e alla fine dell’Ottocento la società, allora chiamata "Delépine et Chapoutier" esporta i suoi vini in Olanda, Svizzera e Germania. Nel corso del secolo successivo, l’azienda assiste a notevoli cambiamenti: viene acquistata una nuova proprietà e realizzata una nuova cantina, il nome cambia in “M. Chapoutier” ed entra in scena Michel Chapoutier, l’attuale Patron dell’azienda. Con la sua visione non convenzionale delle cose, Michel dà avvio a un percorso di cambiamento nella produzione del vino: alle antiche tradizioni del passato unisce il suo credo nella coltivazione biodinamica. Secondo Michel, infatti, è la natura ad avere sempre l’ultima parola e il viticoltore deve avere cura di ascoltarla. Questa filosofia è stata poi esportata al di fuori della Francia, quando nel corso degli ultimi 20 anni, sono state acquistate nuove tenute e vigneti in Australia, in Portogallo e in Spagna. Oggi, ad affiancare Michel e Corinne ci sono Mathilde e Maxime, la nuova generazione della famiglia Chapoutier, che si impegna a far emergere nei propri vini le caratteristiche specifiche di ogni singolo terroir: dai vini della linea Fac&Spera, che hanno origine da singoli vigneti accuratamente selezionati, ai classici Grand Cru della Maison, fino ai vini base di più facile degustazione della linea Tradition. Vino rosso Chapoutier Il vino rosso Chapoutier nasce nel rispetto del terroir di provenienza, dell’uva e del consumatore. Questo, per la Maison Chapoutier, significa dare ascolto alla terra e lasciarla esprimere liberamente, principio alla base della coltivazione biodinamica. Vuol dire anche dare specifiche attenzioni a ogni singola parcella e produrre tutti i vini, da quelli più semplici fino alle selezioni più prestigiose, con la stessa passione e dedizione. I fiori all’occhiello della cantina Chapoutier sono i vini rossi della linea Fac&Spera ("fare e sperare", che è anche il motto della Maison): vini rari ed estremamente pregiati, nati dai vitigni più antichi. Considerata una fotografia di una determinata annata e di un preciso terroir, questa selezione è l’emblema per eccellenza del vino biodinamico. I vini della linea Excellence sono vini per intenditori, considerati la quintessenza di diversi vigneti di proprietà: un esempio è il Monier de la Sizeranne, disponibile su Vino.com. Si tratta di un rosso elegante e rotondo, prodotto con uve Syrah in purezza provenienti dai vigneti di Tain l’Hermitage, a nord della Valle del Rodano. Della linea Prestige, invece, fanno parte i Grand Cru classici, rappresentativi delle varie denominazioni della Valle del Rodano: alcuni esempi sono il Cornas Les Arènes, ottenuto con uve Syrah raccolte e selezionate interamente a mano, che si distingue per i suoi aromi fruttati di lampone e ribes nero in confettura; oppure, il Côte-Rôtie Les Bécasses, vino dalla forte personalità, a partire dal suo colore inconfondibile: un rosso porpora, intenso e profondo. Questi e altri Grand Cru della Maison Chapoutier sono disponibili su Vino.com.

Charles Ellner

Champagne Charles Ellner è una Maison indipendente di carattere familiare, che ha la sua sede a Epernay, vera capitale della regione della Champagne. La famiglia Ellner si occupa di viticoltura da oltre un secolo e ha tramandato la cultura e l’antico savoir-faire di generazione in generazione, fino ai giorni nostri. Ancora oggi, all’interno della Maison, si seguono le antiche consuetudini, in modo da poter proporre etichette caratterizzate da una cura e un’attenzione artigianale. Gli Champagne Ellner sono la pura espressione uno stile classico, capace di raccontare in un calice un territorio e la sua storia. La Maison può contare su un parco vigne di particolare prestigio, gestite con grande cura e in armonia con il contesto naturale. I vigneti coprono complessivamente una superficie di circa 50 ettari, suddivisi in molte parcelle, che si trovano in diverse aree della regione della Champagne: Côtes d’Epernay, Côte des Blancs, Montagne de Reims, Côte de Sézanne, Vallée de la Marne e Bar sur Aubois. La presenza di vigne coltivate in zone con microclima e suoli diversi, permette di avere a disposizione una vasta gamma di vins clairs con caratteristiche diverse. Una ricchezza che consente ogni anno di creare delle cuvée armoniose ed equilibrate. Ogni parcella viene, infatti, vinificata separatamente e solo al momento dell’assemblaggio lo Chef de Cave, sceglierà i vini da utilizzare per la creazione delle varie etichette della vasta gamma della Maison. La possibilità di avere a disposizione vigneti in tutte le aree della Champagne, garantisce di poter coltivare il pinot noir, il meunier e lo chardonnay, nei luoghi storicamente più adatti. Una garanzia di avere uve, non sono di ottimo livello qualitativo, ma anche perfettamente mature, aromaticamente ricche e dotate di un’elevata dose di acidità, indispensabile per la spumantizzazione con Metodo Champenoise. Il risultato di un meticoloso lavoro in vigna e di pratiche di cantina attente e molto rispettose della materia prima, è una gamma di etichette di grande fascino, intense, fresche e minerali. L’offerta degli Champagne della Maison si divide in due diverse categorie, la Collezione Classica, che comprende le etichette: Extra-Brut, Grand Réserve Brut, Blanc de Blancs Brut, Rosé Brut, Premier Cru Brut, Integral, Carte d’Or Brut e la prestigiosa Collezione di Millesimati., che rappresenta la punta di diamante della Maison, con bottiglie caratterizzate da lunghi affinamenti sui lieviti. Gli Champagne Ellner sono esempi di raffinata eleganza, sintesi di antiche tradizioni, che vengono rinnovate e portate avanti con grande passione e competenza.

Charles Heidsieck

Charles Heidsieck

Lo Champagne Charles Heidsieck prende il nome dal suo inventore, uomo intraprendente e carismatico, autentico viaggiatore e imprenditore di successo. Charles-Camille Heidsieck nasce nel 1822, 37 anni dopo che lo zio paterno fonda la nota Maison Champagne Heidsieck & Cie. Ispirato dalla guida della madre e della sorella ed educato con una solida educazione prussiana, a 29 anni decide di fondare la propria azienda mostrando una levatura imprenditoriale senza pari. L’intraprendenza lo conduce nel 1852 in America con il desiderio di conquistare un nuovo mercato ed esportare il gusto dello Champagne. La costruzione del brand ha trovato nel fondatore e nella sua abilità nel trasmettere il temperamento e lo stile di vita affine al consumo di Champagne un momento chiave di questa fortunata vicenda imprenditoriale. Altra dimostrazione di questa spinta a istituire un forte legame tra la persone e il prodotto è l’idea di acquistare nel 1867 le Crayeres, gallerie calcaree a 30 metri di profondità, quasi monumentali cattedrali sotterranee risalenti al III secolo e ideali per lo stoccaggio del prodotto: luoghi ottimali per la conservazione, con il costante mantenimento delle temperature e di condizioni di luce stabili. Lo Champagne Charles Heidsieck Lo Champagne Charles Heidsieck continua oggi ad occupare un posto di primo piano nel rispetto della tradizione produttiva riguardante una delle regioni vinicole più importanti di Francia. La Maison possiede 60 ettari suddivisi tra i dipartimenti della Marne e d’Aube. Affidandosi a un rapporto di lunga durata con i propri collaboratori, la Maison riesce a mantenere alti standard qualitativi riguardanti la conservazione dei vigneti e le corrette pratiche di vinificazione che diventano momenti di orgoglio per portare il lavoro dei viticoltori sulle tavole più importanti del mondo. Figura chiave per la Maison è lo Chef de cave responsabile di orchestrare le qualità organolettiche delle singole annate rintracciando la combinazione perfetta tra aromi e sapori in continuità con lo stile produttivo che contraddistingue la Maison. C’è da dire che una figura così carismatica come quella del fondatore non poteva non riscuotere un successo così straordinario tanto da rimanere al di fuori di una possibile identificazione con il prodotto. Dopo la canzone di Alfred Lee a lui dedicata, un’altra prova di gratitudine provvederà nel 1979 a ricordare il successo di Charles: un’etichetta porterà il suo nome identificando uno Champagne speciale e commemorativo. Qual è il prezzo di uno Champagne Charles Heidsieck? Il prezzo di uno Champagne Charles Heidsieck varia dai 50 € ai 200 € a seconda del millesimo e della tipologia. È possibile trovare lo Champagne Charles Heidsieck 1994? Lo Champagne Charles Heidsieck 1994 appartiene a una serie voluta dallo Chef de cave Daniel Thibault che decise di creare assemblaggi con molti vini di base e vini riserva per affinamenti fino ai 6 anni. Una dicitura che identifica la durata dell’affinamento e che inizialmente venne confusa con l’anno di appartenenza degli Champagne millesimati. Quali sono le caratteristiche di uno Champagne Charles Heidsieck Brut Réserve Lo Champagne Charles Heidsieck Brut Réserve è frutto di un blend di 60 crus vinificati per singolo vitigno in acciaio. Nella cuvée è utilizzato il 40% di vini riserva, che affinano almeno 10 anni prima di entrare a far parte del blend. Di colore dorato molto intenso, presenta un perlage molto persistente e frutto del lungo affinamento. Al naso presenta aromi di frutti canditi, mandorla e un cremoso gusto di crosta di pane che si fonde con pasticceria fine, frutti rossi sul fondo come prugna e ciliegia matura. Il finale, impeccabilmente lungo, presenta note di vaniglia e crema.

Charles Melton

Charles Smith Wines

La storia di Charles Smith Wines è una di quelle che potrebbero ispirare la trama di un film. Nato a poche ore dalla Napa Valley, una delle zone iconiche del vino della California, si appassionò a questa bevanda solamente dopo essersi trasferito in Danimarca per amore. Qui fu manager di diverse band rock, tra cui il duo danese The Raveonettes; il suo lavoro gli permetteva di partecipare a feste, mangiare del buon cibo e bere del buon vino. Il passo decisivo fu il viaggio che intraprese nel 1999 per Walla Walla, "sottozona" della Columbia Valley, dove incontrò un produttore di vino che lo convinse a realizzare un vino che rispecchiasse la sua personalità, la sua storia, la sua visione. Cominciò a produrre vino da autodidatta nel 2001 e già 8 anni dopo fu nominato "Miglior enologo dell'anno" dalla rivista Food & Wine, e nel 2014 anche dalla prestigiosa rivista internazionale Wine Enthusiast. Il suo stile mira alla produzione di vini ricchi di sostanza, frutto di lunghe macerazioni, nel caso dei rossi, e dal gusto moderno. Le etichette artistiche dal design molto americano, opera dell'artista Rikke Korff che ha lavorato anche per alcune linee della Levi's, vogliono trasmettere l'anima rock di Charles e il carattere di ciascun vino.

Chartreuse

La Chartreuse è il liquore creato dai frati dell'ordine Certosino, fondato nel 1084 da Padre Bruno (e uno dei più vecchi ordini del cristianesimo) e con la sua prima sede storica a San Pierre de Chartreuse vicino a Grenoble a 1190 metri di altitudine ai piedi delle Alpi. La storia di questo liquore risale al 1605, quando il Maresciallo d’Estrées regala ai monaci della Certosa di Vauvert a Parigi un manoscritto che rivela la formula di un elisir di lunga vita di sconosciuta provenienza. Cento anni dopo, grazie ad un farmacista certosino, la formula dell'Elixir Végétal dell Grande Chartreuse vede la sua versione definitiva, salvo un adattamento del 1838 con l’intenzione di produrre un liquore più dolce e meno alcolico. Comprare la chartreuse online è facile. Oggi è possibile comprare la Chartreuse online in modo facile e veloce grazie a Vino.com. Cercala tra i liquori o scrivi Chartreuse nella stringa di ricerca e la troverai in pochi click, e potrai averla in pochi giorni a casa tua. Se non conosci la differenza tra Chartreuse verde e Chartreuse gialla le schede prodotto ti guideranno alla scoperta di aromi, profumi e caratteristiche di questi liquori secolari di importanza storica fondamentale. La ricetta della Chartreuse: segreta da centinaia di anni Oggi come ieri la formula resta un mistero che i moderni metodi d’indagine non possono penetrare, quello che è certo è che tutti i liquori prodotti dai Padri Chartreux non contengono additivi chimici, ma devono i loro colori alle piante utilizzate. Una piccola curiosità: dall'elisir Chartreuse, invecchiato in grandi botti di legno, i monaci ottengono un liquore di qualità particolarmente degna di nota; denominata “Chartreuse Vep”. Si tratta di una produzione estremamente limitata, presentata in bottiglie fedelmente simili a quelle originali del 1840. E se ve lo state chiedendo, le cantine della Chartreuse sono aperte al pubblico, e visitarle è come tornare indietro nel tempo: sembra di essere nelle cantine di un grande produttore di vino. Quali sono gli ingredienti della Chartreuse? Gli ingredienti della Chartreuse non si conoscono con precisione, si sa però che per ottenerla i monaci mettono fino a 130 piante e fiori in macerazione con l’alcool prima di ottenere il liquore con l’aggiunta di acqua e zucchero. Quali sono le caratteristiche della chartreuse verde? La chartreuse verde ha un bouquet pungente e complesso, con note erbacee di angelica, pino, lime cordial, menta, cumaru, anice e cacao. Al gusto risulta di ottima stoffa e caldo, con sentori di limone grattuggiato, anice e tabacco. Come è consigliato servire la Chartreuse gialla? La Chartreuse gialla ha una gradazione alcolica più blanda (circa 40°) rispetto a quella verde e per questo motivo è perfetta come digestivo o da servire con ghiaccio, questo liquore entra sempre più frequentemente a far parte di cocktail e long drink.

Château Ausone

Château Beychevelle

Château Branaire-Ducru

Château Brane-Cantenac

Château Calon-Segur

Château Canon

Chateau Canon Premier Grand Cru Classe B

Château Cantemerle

Château Carbonnieux

Château Cazeau

Chateau Certan de May

Château Chasse-Spleen

Chateau Climens Premier Cru Classe

Château Cos d'Estournel

Château Cos Labory

Chateau d'Armailhac 5eme Cru Classe

Château d'Issan

Château d'Yquem

Lo Château d’Yquem è il Sauternes che ha fatto la storia della denominazione, primo ed unico vino dolce bianco ad ottenere il riconoscimento di Premier Cru Supérieur nella storica Classificazione di Bordeaux del 1855. Viene prodotto da uve Sémillon e Sauvignon Blanc, provenienti da vigneti situati nella parte sud-ovest di Bordeaux, una zona in cui sussistono le condizioni ideali per lo sviluppo della Botrytis cinerea, o “muffa nobile”, che conferisce al vino quegli aromi setosi che fanno di Château d’Yquem un’esperienza gustativa unica, frutto di un terroir inimitabile, un savoir-faire ancestrale, una cura minuziosa e appassionata. Lo Château d’Yquem è infatti prodotto soltanto nelle migliori annate e ogni annata è una storia a sé, fatta di micromomenti e microfattori che si riflettono sulla composizione di uno dei vini più pregiati della storia, rendendolo unico e irripetibile.

Château Dauzac

Château de Fargues

Château de La Chaize

Château de Lalande-Borie

Château de Laubade

Château de Malle

Château de Tracy

Château de Tracy è un domaine ricco di storia e tradizioni, che si trova nel territorio della celebre Appellation francese Pouilly Fumé, nel cuore del vigneto della Valle della Loira. Le sue origini sono molto antiche e risalgono addirittura al XIV secolo. Château de Tracy rappresenta ancora oggi un punto di riferimento importante per tutta l’area e i suoi vini sono riconosciuti come un’eccellenza di livello assoluto. La tenuta si trova ai piedi dall'antico Château, costruito su uno sperone di roccia a strapiombo sulla Loira. Il Domaine ha attraversato i secoli conservando il suo carattere familiare, legato alla dinastia dei Conti d'Assay. Oggi al timone dell'azienda c'è Juliette d'Assay che porta avanti l’attività seguendo le più antiche tradizioni. La filosofia del domaine è orientata alla produzione di vini fedeli al terroir, attraverso una viticoltura curata con passione e vinificazioni che permettono di esaltare il carattere particolare del Sauvignon Blanc di questo celebre territorio. Il Pouilly Fumé di Château de Tracy è prodotto solo con le uve provenienti dalle vigne di proprietà, coltivate in una zona dalle caratteristiche uniche.Il vigneto di Pouilly Fumé si estende complessivamente su 1.200 ettari, proprio nel cuore della Francia. Il clima è fresco e continentale, mitigato dalla presenza della Loira. I terreni sono particolarmente pregiati, prevalentemente composti da argille ricche di pietre di silice, ciottoli e marne calcaree formate dalla sedimentazione dei gusci di piccole ostriche del kimméridgien. Si tratta di suoli che permettono al vitigno sauvignon blanc di esprimersi con straordinaria finezza, eleganza e con una particolare nota di freschezza minerale, che ricorda la pietra focaia e le sensazioni fumé. I vini di Chateau de Tracy possiedono una spiccata personalità, che rispecchia le caratteristiche dei vari luoghi di provenienza. Quelli delle zone di silex sono verticali, tesi e profondi, quelli delle aree calcaree sono intensi, ricchi ed eleganti. L'assemblaggio dei due vini, con caratteristiche complementari, permette di ottenere un Sauvignon Blanc di grande complessità e fascino. Le vigne sono condotte nel rispetto della natura, con interfilari inerbiti, trattamenti ridotti al minimo e senza ricorrere a insetticidi o erbicidi. La coltivazione con basse rese permette di ottenere uve di ottima qualità, mature e con aromi molto ricchi e concentrati. Nascono così etichette di alta gamma, autentica espressione di un grande terroir.

Château Deville

Château du Breuil

Siamo in Normandia, terra dalla invidiabile tradizione culinaria, basata prevalentemente sui prodotti locali: burro salato, formaggi, molluschi, mele. Da quelle di migliori qualità prende vita il Calvados Pays d'Auge AOC, un calvados che a differenza di quello comune si ottiene dal sidro prodotto esclusivamente nella zona di Pays d'Auge, e mediante una doppia distillazione. La Normandia è anche la terra delle pittoresche case a graticcio e dei castelli. Quello di Château du Breuil fu costruito tra il XVI e il XVII secolo ed è appartenuto a grandi famiglie della nobiltà normanna come i Bouquetots, i Montgommerys, il giovane Tancrède de Rohan e il Bences. Dopo una sapiente attività di restauro, il castello divenne luogo per la distillazione da tre generazioni. Il sidro di mele impiegato per la produzione del Calvados Pays d'Auge di Château du Breuil si ricava dalle mele dei frutteti di proprietà, che per merito di un clima mite e umido e del terreno argilloso ideale per la coltivazione, raccoglie mele della migliore qualità al perfetto stadio di maturazione. L'invecchiamento si attua unicamente in botti di rovere selezionate con cura per l'effetto importante che queste riservano sulla qualità del prodotto finito.

Château du Cléray

Château du Tariquet

Château Ducluzeau

Château Ducru-Beaucaillou

Chateau Duhart-Milon 4eme Cru Classe

Château Figeac

Château Gazin

Château Gigery

Château Giscours

Château Grand Corbin

Chateau Gruaud Larose 2eme Cru Classe

Château Guillaume Blanc

Château Haut-Brion

Château Haut-Brion, edificato nel 1525 da Jean de Pontac, poco distante da Bordeaux, è probabilmente l’azienda al quale si deve la nascita del fenomeno dei vini bordolesi: nel 1666 Arnaud De Pontac, che produceva vino già noto all’aristocrazia francese nella sua tenuta a Pessac, decise di imbottigliare i suoi vini con il nome della sua tenuta e del luogo da dove provenivano, per venderli a Londra, da prima in un ristorante di proprietà della famiglia. Acquisendo sempre maggior fama, il vino di De Pontac si diffuse rapidamente tra l’aristocrazia londinese che ne richiedeva grandi quantità, contribuendo così a sviluppare il concetto di terroir: con i vini di De Pontac si sviluppò la conoscenza del territorio bordolese a Londra, che fin da subito divenne sinonimo di qualità.Quando nel 1855 fu istituita la classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux, lo Château Haut-Brion fu uno dei primi quattro ad essere inserito nei Premier Grand Cru e il solo della denominazione Pessac-Léognan. Nel 1935 il banchiere americano Clarence Dillon comprò la tenuta, a seguito del fallimento della proprietà. Oggi l’azienda possiede più di 50 ettari di vigneti, di cui 48 divisi tra Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con una minima parte di Petit Verdot e circa 3 ettari di uve bianche, quali il Sèmillon e il Sauvignon. Tutti i processi di vinificazione sono seguiti meticolosamente, dalla selezione delle uve a mano, alla diraspatura e pigiatura, dalla fermentazione tramite lieviti indigeni selezionati, fino all’affinamento in barrique di rovere, per ottenere vini di culto che non hanno più bisogno di essere presentati.

Château Kefraya

Château L'Oiseliniere

Château La Commanderie

Château La Conseillante

Château La Croix St. Vincent

Château La Lagune

Château La Louvière

Château Labadie

Château Lafite-Rothschild

Château Lafite - Rothschild è un marchio leggendario del mondo del vino, simbolo d’eccellenza e lusso. Si tratta di un Domaine antichissimo. Le prime tracce del nome Lafite a Pauillac risalgono al 1234 e si trovano testimonianze della Signoria Medioevale sulle terre del Médoc già nel XIV secolo. Nel XVII secolo il vigneto comincia ad acquisire importanza e i suoi vini a conquistare una certa reputazione. Nel secolo successivo i vini di Bordeaux si vendono soprattutto a Londra e sono conosciuti come “News French Clarets”, assai diversi dai rossi intensi e corposi che ancora oggi sono alla base della fama dei grandi vini di Bordeaux. Una tappa importante nella storia del Domaine Lafite risale al 1700, con il riconoscimento di vino preferito alla Corte di Versailles, tanto da essere conosciuto come “Vin de Roi”. Luigi XV, Richelieu, Madame Pompadour e più tardi Madame du Berry, sono stati tra i maggiori estimatori di Château Lafite. Tra i grandi appassionati di questo grande vino, bisogna ricordare anche Thomas Jefferson, ambasciatore in Francia della Repubblica degli Stati Uniti e appassionato di viticoltura. Durante un soggiorno a Bordeaux, nel 1787, s’innamoro del vino di Lafite, ponendolo al vertice della produzione della regione. Dopo il turbolento periodo della Rivoluzione, il Domaine era ancora saldamente ai vertici qualitativi della produzione del territorio e la classificazione fatta nel 1855, anno dell’Esposizione Universale di Parigi, consacrò ufficialmente Château Lafite tra i Premier Cru Classée. Nel 1868 il Barone James de Rothschild acquistò la proprietà, aggiungendo il suo cognome allo storico marchio. Château Lafite – Rothschild si estende su una superficie complessiva di 112 ettari, caratterizzati da pregiati suoli costituiti dalle classiche “terre des graves” terreni ricchi di ciottoli con presenza di sabbie, che insistono su un substrato di matrice calcarea. Sono terreni molto drenanti, poveri, che trattengono le riserve d’acqua in profondità, permettendo alla vite di affrontare anche i periodi caldi e siccitosi senza soffrire. La vicinanza dell’Atlantico, contribuisce a mitigare il clima e l’estuario della Gironda funge da termoregolare naturale, evitando il pericolo di gelate primaverili e consentendo all’uva di maturare perfettamente fino all’epoca della vendemmia. Il vigneto è composto da cabernet sauvignon per il 70%, merlot per il 25%, cabernet franc per il 3% e petit verdot per il 2%. L’età media delle vigne è attorno ai 40 anni e la parcella più anziana è stata piantata nel 1886. L’assemblaggio del vino Château Lafite – Rothschild è generalmente composta da cabernet sauvignon 80-95%, merlot 5-20%, cabernet franc e petit verdot in piccole percentuali. Hanno fatto eccezione alcuni millesimi, ad esempio il 1994: cabernet sauvignon 99% e petit verdot 1% e il millesimo 1961: 100% cabernet sauvignon.

Château Lafon-Rochet

Château Lagrange

Château Landion

Château Langoa-Barton

Château Lascombes

Château Latour

Château Latour è uno dei nomi più celebri di Bordeaux. La sua storia è antichissima. Ritroviamo tracce della tenuta già in documenti dell’inizio del 1300, ma è all’inizio del XVIII secolo che i vini di Bordeaux cominciano a diventare richiesti al pari di quelli di Porto e Jerez da parte della ricca borghesia dell’epoca, anche a causa dei continui conflitti tra i paesi europei, che rendono difficili i commerci. Bordeaux cresce così d’importanza e i Domaine si ingrandiscono rapidamente, attraendo l’interesse della borghesia e dell’aristocrazia del Parlamento locale. I vini dei migliori Domaine, tra cui Latour, cominciano ad aumentare notevolmente di prezzo. Alla fine del 1700, l’estensione del vigneto Latour raggiungeva i 47 ettari e le botti del Domaine erano tra le più care di Bordeaux. Classificato come Premier Grand Cru nel 1855 insieme a Château Lafite, Château Margaux, Haut-Brion e Mouton, rappresenta ancora oggi una delle migliori eccellenze a livello mondiale. Il Domaine Château Latour si trova nel cuore della zona del Medoc, circa 50 chilometri a nord-ovest della città di Bordeaux. La sua posizione, in prossimità dell’estuario della Gironda, dona all’area un microclima particolarmente favorevole. La vicinanza dell’Atlantico garantisce un influsso temperato e la presenza dell’estuario rende le temperature miti, scongiurando il pericolo delle gelate e favorendo la piena maturazione delle uve prima della vendemmia. Le vigne di Château Latour sono coltivate sui pregiati terreni delle graves del Médoc. Si tratta di suoli alluvionali caratterizzati da una presenza molto alta di ciottoli, che poggiano su un substrato di marne argillose. Sono terreni sciolti e molto drenanti, che fanno scorrere l’acqua in profondità fin quando non si deposita nelle argille, creando una preziosa riserva per i periodi più caldi e secchi. Le radici sono costrette a scendere diversi metri per trovare le risorse necessarie alla vite e con il passare del tempo le piante diventano forti, vigorose e poco sensibili alle variazioni climatiche stagionali. Sono terreni che si sono formati circa 2 milioni d’anni fa con sedimenti trasportati dai Pirenei e dal Massiccio Centrale. Le zone con presenza di ciottoli e sabbie sono geologicamente più recenti e costituiscono l’habitat naturale per il Merlot. Le vigne sono piantate con una densità molto alta di circa 8.000 piante per ettaro, in modo che ogni pianta produca naturalmente una quantità limitata di grappoli. I grandi vini di Château Latour nascono solo da vecchie vigne che hanno un’età di circa 60 anni. L’assemblaggio è costituito per circa il 90% da cabernet sauvignon, integrato da merlot e da una piccola percentuale di petit verdot. Sono vini eleganti, complessi e potenti, che esprimono grande armonia ed equilibrio. I vini di Bordeaux raggiungono la maturità dopo alcuni anni in bottiglia e possiedono una straordinaria longevità.

Château Latour-Martillac

Château Le Bocage

Château Le Vieux Fort

Château Leoville Las Cases

Château Leoville Poyferre

Château Leoville-Barton

Château Les Carmes Haut-Brion

Château Les Landes de Cach

L'impianto produttivo di Château Les Landes de Cach risale al 1800. 55 anni dopo, con la cessione dell'azienda a Gustave Claudon, il livello qualitativo dei vini si è incrementato notevolmente permettendo a Château de Cach di classificarsi come "Cru Bourgeois". Dopo l'abbandono dei vigneti, a seguito della crisi finanziaria del 1929, questi furono ripristinati da Henri Musso, l'attuale proprietario che produsse il suo primo vino nel 1982 e dovette ripartire da zero a ricostruire l'immagine di questo prestigioso brand. Con l'assistenza del consulente enolog Cedric Moreau , Henri Musso è riuscito a riportare i vini alla qualità conosciuta in passato e oggi produce vini regolamente premiati, all'interno delle importanti denominazioni francesi di Haut-Médoc, Moulis e Pauillac.

Château Les Maurberts

Château Leydet-Valentin

Château Lynch-Bages

Château Malartic-Lagraviere

Château Malescasse

Château Malescot-Saint Exupéry

Château Margaux

Chateau Meyney

Château Meyney

Château Minuty

Lo Château Minuty si pone tra i maggiori esponenti del vino rosato provenzale. Situata nella lussuosa cornice di Saint-Tropez, in Costa Azzurra, sulle colline dei villaggi di Gassin e Ramatuelle, vanta una produzione di alta gamma che la posiziona tra i Cru Classé della Côtes de Provence. 80 anni di know-how della famiglia Matton-Farnet si traducono in emblematiche etichette di potenza e finezza, con una forte attitudine alla territorialità. È notevole pensare che questa fase di ascensione è stata raggiunta dopo un lungo e laborioso lavoro ricostruzione che ha pazientemente atteso la risoluzione del secondo conflitto mondiale: la tenuta è stata acquisita da Gabriel Farnet nel 1936. Si è inoltre avuto una intensa attività di recupero dei vitigni provenzali tradizionali, Tibouren, Rolle e Grenache, che in questo territorio riescono a trovare le condizioni migliori.

Château Miraval

Château Montrose

Château Mouton-Rothschild

Château Mouton Rothschild è una delle maison più prestigiose in assoluto di Bordeaux e uno dei soli 5 Premier Cru Classé. L’azienda nasce nel 1853 quando il barone Nathaniel de Rothschild acquista i terreni dell’allora Château Brane-Mouton a Pauillac, nel cuore del Médoc, che da allora diverrà appunto Mouton Rothschild. Nel 1924, il barone Philippe de Rothschild, pronipote di Nathaniel, chiede al grafico e artista Jean Carlu. Da allora artisti contemporanei del calibro di Bacon, Picasso, Mirò e Dalì, firmano ogni anno le etichette di Château Mouton Rothschild. Nel 1973 grazie alla tenacia del barone Philippe lo Château ottiene la classificazione di Premier Cru Classé, del quale era stato ingiustamente privato nella classificazione del 1855. Ad oggi la superficie vitata dell’azienda si estende per circa 90 ettari a Pauillac, a nord-ovest di Bordeaux, dove l’uva di Cabernet Sauvignon raggiunge le sue espressioni probabilmente migliori. Oltre al Cabernet Sauvignon sono coltivate anche le altre varietà tipiche del terroir bordolese, quali il Merlot (15%), il Cabernet Franc (3%) e Petit Verdot (1%), per una produzione di vini di qualità assoluta, entrati ormai nell’immaginario collettivo come sinonimo di eccellenza e di lusso.

Château Nenin

Château Palmer

Proprietà dal 1852 dei banchieri ebrei Pereire, noti rivali in affari della famiglia Rothschild, Château Palmer deve il suo nome al generale inglese Charles Palmer che ribattezzò la tenuta nel 1814, una volta acquistata da Marie de Gascq. Ci troviamo all’interno del comune di Margaux, nel cuore della regione vitivinicola di Bordeaux, terra di vini eccellenti contraddistinti da un elevato grado di raffinatezza ed eleganza. All’interno dei suoi 52 ettari, Château Palmer coltiva con successo le varietà tipiche del taglio bordolese (Cabernet Sauvignon e Merlot) e Petit Verdot che, anche grazie al lavoro dell’enologo di fama mondiale, Thomas Duroux, danno vita a produzioni di indiscussa qualità e personalità. L’espressione della complessità da parte delle uve viene favorita dal metodo di produzione adottato che non prevede aggiunta di solforosa.

Château Pape Clément

Château Pape Clément può vantare ben sette secoli di storia ed è dal 1953 è un Grand Cru Classé de Graves. Le prime vendemmie risalgono al 1252, quando la tenuta si chiamava ancora Domaine de la Mothe. La proprietà venne acquistata nel 1299 dal Gaillard de Goth, esponente di una famosa famiglia del bordolese. Il fratello, Bertrand de Goth diviene prima Arcivescovo di Bordeaux e nel 1305 viene nominato Papa con il nome di Clemente V. L’anno seguente Clemente V si fa donare dal fratello agonizzante il Domaine, che assume così il nome altisonante di Château Pape Clément. Grande appassionato di viticoltura, il Papa sosterrà lo sviluppo della viticoltura non solo nel suo Domaine di Bordeaux, ma anche nella regione di Avignone, in particolare nei territori di Châteauneuf-du-Pape, Gigondas e Beaumes-de-Venise. Nel 1314, alla morte di Clemente V, la proprietà entrerà a far parte dei possedimenti dell’Arcivescovo di Bordeaux fino alla confisca dei beni ecclesiastici operata durante la rivoluzione francese. Nel corso dei decenni successivi, una delle figure di spicco è sicuramente quella di Jean-Baptiste Clerc, che verso la metà dell’800 acquistò la proprietà, rinnovò le vigne e cominciò la costruzione dello Château, che ancora oggi contraddistingue il Domaine. Sotto la sua direzione, i vini di Château Pape Clément sono conosciuti per l’eccellente qualità e il Domaine diventa uno dei più famosi della zona di Pessac. Nel 1959, al momento della classificazione del territorio delle Graves, Château Pape Clément è inserito nell’elenco dei 16 Domaine riconosciuti Grands Crus Classés de Graves. La Classificazione delle Graves contempla un solo livello, senza nessuna distinzione gerarchica e non è soggetta a revisione periodica. Tutti i 16 Crus Classés appartengono all’AOC Pessac-Léognan: 7 Cru producono solo vino rosso, 3 solo vino bianco e 6 entrambe le tipologie. Château Haut-Brion è l’unico vino di Bordeaux presente sia nella classificazione dei Crus Classés de Graves, che in quella dei Grands Crus Classés del 1855. Oggi Bernard Magrez gestisce Château Pape Clément nel solco della tradizione, producendo vini di grande eleganza e finezza, che rappresentano un punto di riferimento per tutto il territorio di Pessac. La prestigiosa etichetta Château Pape Clément è realizzata con un assemblaggio di cabernet sauvignon 56%, merlot, 40 e cabernet franc 4%. Si tratta di un vino di straordinaria qualità, in cui le note fruttate si arricchiscono di sentori speziati e sensazioni fumé. Armonioso, profondo e di straordinario equilibrio gustativo, rappresenta un’etichetta leggendaria.

Château Pavie

Château Pavie Macquin

Château Pedesclaux

Château Pericou

Château Pesquié

Château Pesquié è una tenuta familiare situata nella denominazione di Ventoux, a sud della Valle del Rodano, di cui è riconosciuta tra i primi pionieri. I suoi vini colorati, eleganti e complessi scaturiscono dalle particolari condizioni microclimatiche di questo terroir che uniscono ad una maggiore altitudine rispetto ad altre cantine della Valle del Rodano meridionale un clima conseguentemente più fresco. E dalla varietà minerale del suolo su cui trovano dimora i vigneti, caratterizzata da una felice alternanza di diversi tipi di argilla. I principali vitigni della Valle del Rodano, specialmente Grenache e Syrah, godono di maturazioni più lente e prolungate nel tempo con ricadute benefiche sulla ricchezza e l'espressività del frutto. Viene posta una particolare attenzione al patrimonio naturale in termini di biodiversità e all'ambiente, con una cantina ben integrata nel paesaggio su cui è possibile accedere per il conferimento delle uve dal tetto e far discendere ai piani inferiori le uve unicamente per gravità.

Château Petit Mouta

Château Peyrassol

Château Phélan-Ségur

Chateau Pichon Baron 2eme Cru Classe

Château Pichon-Longueville Comtesse de Lalande

Château Picon

Château Pontet-Canet

Chateau Pontet-Canet 5eme Cru Classe

Château Rauzan-Segla

Château Redon

Château Rieussec

Chateau Rol Valentin

Château Sainte-Marie

Immersa nella splendida terra di Bordeaux, in Francia, Chateau Sainte-Marie propone due grandi vini che seguono lo stile bordolese e stupiscono per il loro prezzo. Seguendo fedelmente il regime biologico, questa piccola Maison ha avuto un grande impatto sul mercato, rendendosi parte importante per la valorizzazione di uno dei terroir più prestigiosi al mondo.

Chateau Smith Haut Lafitte

Château Sociando-Mallet

Château Sociando - Mallet è un Domaine che si trova sulla riva della Garonna, nel territorio comunale di Saint-Seurin-de-Cadourne, una decina di chilometri a nord di Pauillac, nel cuore del Haut-Médoc. Le origini del Domaine risalgono a 1633, un documento attesta l’appartenenza delle terre a un aristocratico d’origine basca di nome Sociondo, che nel corso di successive trascrizioni è diventato Sociando per un errore d’ortografia. Nel 1793 la tenuta è messa sotto sequestro, venduta come Bene Nazionale e acquistata da Jean Lamothe. Nei decenni successivi il Domaine passa in diverse mani fino al momento in cui incrocia il destino di Jean Gautreau, figlio di un assicuratore, che all’età di 18 anni arrivò alla semifinale junior del torneo di tennis del Roland Garros. Terminato il servizio militare in Marocco, Jean comincia a lavorare nel settore del commercio del vino per poi aprire una sua società, che comincia ed esportare i vini di Bordeaux in Belgio e in Olanda. Nel 1969, mentre è alla ricerca di un Domaine in vendita per i suoi clienti del nord Europa, scopre la tenuta Sociando-Mallet. È un vero e proprio colpo di fulmine. S’innamora immediatamente delle magnifiche vigne affacciate sull’estuario della Gironda e acquista subito la proprietà. Si tratta di un piccolo Domaine di soli 5 ettari con un vecchio edificio in cattivo stato, ma Jean, da conoscitore del territorio, ne intuisce subito le potenzialità. Le prime annate sono molto incoraggianti e Gautreau comincia a ingrandire progressivamente la tenuta acquistando gli appezzamenti dai sui vicini. Oggi Château Sociando – Mallet si estende su una superficie complessiva di 120 ettari di cui 83 di vigneto e produce circa 450.000 bottiglie all’anno. Jean Gautreau, all’alba dei 90 anni ha lasciato il timone del Domaine nelle mani della figlia Sylvie. Il Domaine si trova in uno dei territori più belli dell’Haut Médoc. I terreni sono costituiti da graves con un profondo strato sottostante argillo-calcareo. Sono suoli poveri e molto drenanti, perfetti per le uve a bacca rossa tipiche del territorio. Le belle esposizioni soleggiate, ventilate e il clima dolce, mitigato dalla presenza dell’estuario della Gironda, consentono alle uve di maturare perfettamente con aromi ricchi e intensi. Le vigne sono coltivate per il 42% con cabernet sauvignon, per il 54% con merlot e per il 4% con cabernet franc. L’età media delle viti è di circa 35 anni e sono state piantate con una altissima densità per ettaro, superiore agli 8.000 ceppi, in modo che le piante producano naturalmente pochi grappoli con una grande concentrazione aromatica. I vini di Château Sociando – Mallet sono eleganti, ricchi, profondi e molto longevi, perfetti ambasciatori di un grande terroir.

Chateau Talbot 4eme Cru Classe

Château Troupian

Château Vieux Clos

Château Vieux Lesnier

Château Yon-Figeac

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Cheval Blanc & Terrazas de Los Andes

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Chimay

Chivas Regal

L’origine dello Scotch Whisky Chivas Regal risale al XIX secolo e si deve ai fratelli Chivas. James e John Chivas erano cresciuti in una remota fattoria della Scozia, ma conoscevano bene il mondo ed erano certi che per avere una vita piena di successi, sarebbe stato fondamentale ampliare i propri orizzonti e intraprendere nuove sfide in territori sconosciuti e lontani dal loro luogo d’origine. Così partirono e giunsero ad Aberdeen, una città dove avrebbero potuto mettersi in gioco, tentando di cambiare il corso del loro futuro. James iniziò a lavorare in un emporio e insieme al fratello John riuscirono sin da subito a farsi apprezzare da tutta la comunità di Aberdeen. Erano due artigiani visionari, in grado di fiutare le migliori opportunità per cambiare il loro destino. La dimostrazione fu l’invenzione del primo Whisky Blended, ottenuto lasciando invecchiare miscele di Whisky di tipo diverso. Di fronte alle ripetute richieste di un distillato più corposo e morbido, i fratelli Chivas decisero di offrire ai propri clienti i blend di scotch whisky che avevano lasciato invecchiare nella cantina dell’emporio. Così nacque l’arte del blending, grazie agli intraprendenti James e John Chivas. Un secolo dopo, nel 1909, i Master Blender Charles Howard e Alexander Smith crearono il primo Whisky di lusso del mondo, lo Scotch Whisky Chivas Regal, un blend invecchiato 25 anni, che rendeva onore all’eredità dei fratelli Chivas. In questo momento Chivas Regal si affacciava al mondo, raggiungendo anche New York. Ben presto arrivò l’epoca del proibizionismo e lo Scotch Whisky Chivas Regal fu destinato a scomparire. La fortuna di Chiva Regal però non era del tutto svanita e nel 1938 riapparve con un blend invecchiato 12 anni, il famoso Scotch Whisky Blended che degustiamo ancora oggi. Dove viene prodotto il single malt da cui si ottengono i blend Chivas Regal? A Strathisla, la più antica distilleria delle Scottish Highlands, fondata nel 1786 nella regione di Speyside, in Scozia. L’obiettivo principale di Chivas Regal è rimasto immutato nel tempo: mantenere intatta la qualità dei distillati prodotti, curando con attenzione i dettagli e la materia prima. Whisky Chivas Regal Il Whisky Chivas Regal Blended è un distillato corposo, vellutato e ricco, con un gusto e delle caratteristiche uniche. Ogni Whisky Chivas Regal Blended è un universo di profumi, sentori e sapori, che dipendono da numerosissimi fattori: la materia prima utilizzata, il processo di affinamento, l’età e la qualità delle botti di rovere utilizzate, la cantina, il suo clima e la disposizione delle botti al suo interno. Il contributo di tutte queste variabili è fondamentale per garantire un blend di eccellenza, una simbiosi armoniosa di sapori diversi. Su Vino.com potrai trovare diverse tipologie di Scotch Whisky Chivas Regal Blended. Dalla variante morbida, lo Scotch Whisky Chivas Regal 12 (invecchiato 12 anni), alla variante più complessa, lo Scotch Whisky Chivas Regal 25 (invecchiato 25 anni). Scopri la selezione Chivas Regal su Vino.com. Qual è il prezzo del Whisky Chivas Regal? Su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di Scotch Whisky Chivas Regal a prezzi competitivi. I prezzi dei Whisky Chivas Regal sono variabili, dipendono soprattutto dalla tipologia di botte di rovere utilizzata e dagli anni di invecchiamento. Sulla tua enoteca online preferita potrai trovare il Blended Scotch Whisky Aged 12 Years Chivas Regal, il Blended Scotch Whisky Aged 15 Years Chivas Regal, il Blended Scotch Whisky 18 Year Old Gold Chivas Regal e il Blended Scotch Whisky Aged 25 Years Chivas Regal. Scopri i prezzi e i dettagli su Vino.com e scegli quello più adatto a te. Quali sono le caratteristiche del Whisky Chivas Regal 12 anni? Nato dall’equilibrio perfetto tra i malti e i cereali utilizzati, il Chivas Regal 12 è un blend vellutato e armonico, invecchiato per 12 anni, che si caratterizza per il colore ambrato deciso, i sentori di miele, vaniglia e mela matura, il gusto pieno e cremoso e il finale lungo e persistente. Se ami i whisky più complessi e raffinati, su Vino.com potrai inoltre trovare lo Scotch Whisky Chivas Regal 18, nato da una miscela di 85 aromi diversi, caratterizzato da sentori di frutta secca e caramello e dal sapore di cioccolato fondente. Quale fu il primo anno di produzione del Whisky Chivas Regal? Il primo Whisky Chivas Regal fu prodotto nel 1909, si trattava di un blended scotch whisky con un invecchiamento di 25 anni. Il primo Whisky Chivas Regal divenne il simbolo della ricca società newyorkese dei primi del 1900, attestandosi come il primo whisky di lusso ed affermandosi nei decenni. Il Whisky Chivas Regal 25 è sopravvissuto a ben due guerre mondiali e al proibizionismo e ancora oggi si identifica come lo scotch whisky più iconico che esista, un distillato di eccellenza, complesso, strutturato e aromatico. Scopri le sue caratteristiche su Vino.com.

Ciacci Piccolomini d'Aragona

La Tenuta Ciacci Piccolomini d'Aragona, situata nel territorio di Montalcino, vanta una lunga storia, le cui origini risalgono al XVII Secolo. I vigneti della tenuta, situati in un territorio particolarmente vocato alla viticoltura, sono coltivati secondo l'antica tradizione contadina, unita a tecniche aggiornate, per mantenere alta la qualità e la modernità dei vini. Per essere sempre al passo con le continue evoluzioni del settore, la Ciacci Piccolomini dispone di 3 cantine: una cantina storica adibita al lungo invecchiamento dei vini più pregiati, una nuova e moderna cantina con locali destinati alla vinificazione, all'invecchiamento e all'affinamento dei vini e una cantina di recente acquisizione utilizzata esclusivamente per la produzione della nuova DOC Montecucco Sangiovese.

Ciacci Piccolomini d'Aragona

Ciavolich

Cinzano

Citadelle

Clarendon Hills

Clark Estate

Claudio Cipressi

Claudio Cipressi rappresenta un vero e proprio simbolo del vino del Molise. La cantina si trova in Contrada Montagna a San Felice del Molise, nell'entroterra collinare tra Vasto e Termoli, a una ventina di chilometri dal mare. La scelta di dedicarsi al mondo del vino è nata dal desiderio di valorizzare la sua terra e di farne conoscere le eccellenze. Il Molise è una piccola regione che conserva un territorio dalla natura ancora incontaminata e storicamente molto vocato per la coltivazione della vite. In queste terre la viticoltura è praticata fin dal tempo degli antichi romani e la consuetudine è stata tramandata fino ai giorni nostri come una preziosa eredità, fondata su un antico saper fare contadino. È in questo meraviglioso contesto paesaggistico, che Claudio Cipressi ha dato vita al suo progetto. La tenuta si estende complessivamente su una quindicina di ettari, a un'altitudine di circa 600 metri sul livello del mare. Il clima è fresco e ventilato, sempre mitigato dal benefico influsso delle brezze del mare. In vigna sono state privilegiate le varietà storiche della regione, prima tra tutte la tintilia, che copre ben 12 ettari e a seguire montepulciano, falanghina e trebbiano.La tintilia è un antico vitigno a bacca rossa da secoli coltivato in Molise, soprattutto nelle zone più interne della regione. Progressivamente abbandonata in favore di varietà più conosciute e remunerative da un punto di vista commerciale, è stata riscoperta negli ultimi decenni, grazie al rinnovato interesse nei confronti delle uve autoctone e alla tenacia di alcuni viticoltori del territorio. Si tratta di un vitigno piuttosto vigoroso, che ama il clima fresco e le forti escursioni termiche. Di media produttività, regala vini intensi e strutturati, caratterizzati da aromi di frutta rossa, sottobosco e spezie. Claudio Cipressi gestisce le sue vigne in regime di agricoltura biologica, nel pieno rispetto di un ambiente naturale ricco di biodiversità. L'obiettivo del suo lavoro in campagna è portare a maturazione uve sane e genuine, presupposto indispensabile per realizzare grandi vini. Le vendemmia si svolgono con raccolta manuale e selezione in vigna dei migliori grappoli. Le pratiche di cantina si limitano ad accompagnare le uve alla trasformazione in vino nel modo più naturale possibile, con l'obiettivo di produrre etichette fedeli alle caratteristiche delle uve e del territorio. Nasce così una gamma di vini di alta qualità, in cui spiccano alcune versioni di Tintilia, tra le migliori in assoluto.

Clément

Dopo una trentina di anni dedicati alla produzione dello zucchero di canna, e precisamente dal 1887, anno in cui il medico e sindaco Le François, Homère Clément, acquistò l'Habitation e la piantagione del domaine de l'Acajou, nacque la distilleria Clément, un punto di riferimento per il rum agricolo. Alla morte di Homère, la proprietà fu rilevata dal figlio Charles, al quale fu assegnato il compito di perfezionare il rum di famiglia, forte degli studi sulla distillazione compiuti presso la celebre scuola francese Louis Pasteur. La distilleria fu acquistata dal gruppo Bernard Hayot nel 1986 che contribuì alla diffusione del marchio preservando il patrimonio produttivo e di beni culturali della famiglia Clément. Il rum agricolo, prodotto impiegando il succo fresco della canna da zucchero invece della tradizionale melassa, dal 1996 si produce a Clément nel pieno rispetto dei rigidi paletti imposti dal disciplinare Martinique AOC. Il maestro distillatore Emanuel Becheau, coadiuvato nella produzione da Robert Peronet, personaggio iconico della Martinica, cura l'intero processo che si conclude con un affinamento in pregiati barili di rovere bianco americano spesso precedentemente usati per l'invecchiamento del Bourbon whiskey del Kentucky.

Clos des Jacobins

Stabilitisi a Clos des Jacobins nel 2004, Magali e Thibaut Decoster, si sono occupati della ristrutturazione di vigneti e strutture di produzione e in poco tempo hanno reso questo château uno dei più noti della regione vitivinicola francese di Saint-Emilion. L’attenzione esclusiva rivolta all’unico loro vino prodotto ha permesso a Clos des Jacobins di raggiungere risultati notevoli: il suo Grand Cru Classè si è aggiudicato per ben 6 annate consecutive un punteggio sempre superiore a 90/100 su Wine Spectator, una delle più prestigiose riviste mondiali del vino.

Clos des Papes

Clos des Papes

Storia lunga quanto importante quella di Clos De Papes, che si trova nella zona dell’AOC Châteauneuf-du-pape, nella valle del Rodano meridionale. Paul Avril infatti, che iniziò a vendere i suoi vini sotto il nome di Clos de Papes nel 1896, fu anche una delle figure intorno alle quali nacque la denominazione Châteauneuf-du-pape. Con una tradizione tramandata di padre in figlio, l’azienda si è distinta nella regione come una delle più prolifiche e ancora oggi produce tra gli Châteauneuf-du-pape rouge di maggior qualità. I vigneti si estendono su 34 ettari di proprietà, in 24 parcelle separate, tutte nel comune dell’omonima denominazione: 4 ettari sono destinati al Close de Papes Blanc, mentre i restanti sono per la produzione di uve quali il Grenache, il Syrah, il Mourvèdre ed altri vitigni consentiti dal disciplinare. Tutti i vigneti sono certificati biologici dal 2011. La diversità dei terreni e dei vigneti sono la forza e la caratteristica distintiva dello Châteauneuf-du-pape rouge, un vino ed un brand che ormai sono celebri ed apprezzati in tutto il mondo.

Clos du Mont-Olivet

Clos du Mont-Olivet

Cloudy Bay

Cloudy Bay

La Cloudy Bay nasce nel 1985 nella Valle di Wairau, nella regione di Marlborough, nello straordinario panorama dell'estremo nord della Nuova Zelanda. Questa regione ad alta vocazione vitivinicola, grazie al benefico influsso del Oceano Pacifico e del clima marino, riesce a produrre vini di grande pregio e qualità. Questa celebre cantina della Nuova Zelanda fa parte del grande gruppo LVMH, famoso per la produzione di beni di lusso. I vini Cloudy Bay sono freschi e raffinati, esprimendo perfettamente l'essenza del terroir unico di Marlborough.

Cocchi

La Cocchi di Cocconato d’Asti è un’azienda specializzata nella produzione di vini aromatizzati, specialmente aperitivi e vermouth, che si rivelano particolarmente indicati per la preparazione di cocktail, o polibibite, nome con cui furono ribattezzati dai futuristi italiani. Giulio Cocchi, fondatore e ideatore delle ricette originali con cui vengono elaborati tutti i prodotti della casa subì le influenze futuriste - come testimonia il galletto presente sull’etichetta del suo Aperitivo Americano - che lo spinsero ad una reinterpretazione creativa delle ricette classiche e delle modalità di servizio.

Coffele

L'azienda agricola Coffele nasce da una grande passione per la terra, per la vite e per la ricerca dell'eccellenza. Situata in uno dei cru più vocati della zona del Soave Classico, in Veneto, l'azienda adotta sistemi di coltivazione con il minor impatto ambientale possibile, per mantenere intatte le peculiarità del territorio. I vini di Coffele sono creati con il supporto di una lunga storia vitivinicola e custoditi dietro l'antico portale che ospita la cantina risalente al 1600, situata nel pieno centro di Soave. In questo luogo si uniscono antiche tradizioni alla vivacità e alla creatività dei giovani, dando vita a vini dagli aromi inconfondibili e senza tempo.

Col d'Orcia

Situata a Montalcino, in provincia di Siena, Col d'Orcia è una cantina storica del territorio e la terza produttrice di Brunello. Da sempre, l'azienda attribuisce un grande valore all'ambiente in cui opera; per questa ragione, nel 2010, è iniziato il processo di conversione all'agricoltura biologica, tanto che Col d'Orcia è divenuta oggi una vera e propria oasi biologica a Montalcino ed è l'azienda vinicola biologica più grande di tutta la Toscana. I vini che produce sono fortemente legati al territorio e alla sua cultura, anche se una forte attenzione è posta sulla ricerca e sull'innovazione, come mezzi per mantenere vive un'importante tradizione. Ogni etichetta creata da Col d'Orcia racchiude il carattere unico e riconoscibile dello straordinario terroir di Montalcino.

Col d'Orcia

Col Vetoraz

Col Vetoraz sorge sull’omonima collina veneta a fianco del “Mont” di Cartizze in S. Stefano di Valdobbiadene, sulla cima del monte, in un’area delimitata ad est dalla località Fol e ad ovest da Sacol. Fu la famiglia Miotto a fondare l’azienda nel 1993, portando avanti una tradizione lunga oltre un secolo: la coltivazione delle viti Prosecco Superiore e Cartizze Superiore che hanno portato l’azienda ai vertici del mondo delle bollicine italiane. Le colline di Valdobbiadene sono la patria indiscussa di queste DOCG, dove la composizione fisico-chimica del suolo e le benèfiche escursioni termiche del giorno e della notte consentono di produrre lo spumante metodo Charmat più riconosciuto e richiesto al mondo. “Conservare, rispettare e non alterare”, queste sono le regole della filosofia produttiva di Col Vetoraz.

Collemassari

Collemassari è ormai un nome ben noto in Italia e non solo, un sinonimo di qualità ed esperienza, profondamente legato al territorio toscano e alle sue straordinarie evoluzioni. L’azienda, nata dai fratelli Maria, Iris e Claudio Tipa, costituisce un vero e proprio “domaine”, distribuito su tre tenute: Il Castello di Collemassari dal 1998 nell’areale del Montecucco in Alta Maremma; il podere Grattamacco a Bolgheri dal 2002; e, dal 2011, la fattoria Poggio di Sotto, vero e proprio classico del Brunello di Montalcino.Supertuscans e vini pluri-premiati compongono la linea di Collemassari, che si è distinta negli anni per la produzione sia del vitigno principe della regione, il Sangiovese - che trova massima espressione nel Brunello Poggio di Sotto e nel Montecucco DOC - sia anche nelle tipiche varietà francesi presenti sul territorio di Bolgheri. Grattamacco e Brunello Poggio di Sotto compongono le due icone di Collemassari, vini da collezione, che hanno riscosso l’apprezzamento internazionale da parte di amanti e critici di tutto il mondo.

Colli Vicentini

Fondata nel 1955, da 33 viticoltori mossi da una forte passione per il mondo enologico, la Cantina Sociale dei Colli Vicentini si trova nei pressi di Montecchio Maggiore, nel cuore del Veneto. Le peculiari caratteristiche pedo-climatiche di queste zone, tra cui la struttura del suolo e l’esposizione al sole, garantiscono le condizioni ideali per la coltivazione della vite. Nel corso degli anni, l’azienda si è evoluta, in un impegno costante volto alla ricerca e alla sperimentazione, adottando dei moderni sistemi di controllo dei vigneti e del processo di vinificazione, migliorando così la gestione del territorio e innalzando al medesimo tempo il livello qualitativo delle proprie produzioni.

Colognole

Situata tra gli splendidi colli toscani, in provincia di Firenze, l'Azienda Agricola Colognole è un'attività storica a conduzione familiare. I vigneti, di proprietà della famiglia Spalletti Trivelli da generazioni, si estendono nel territorio di Colognole e di Poggio Reale. La produzione vinicola, dalla vendemmia alla vinificazione, si svolge interamente secondo i canoni di qualità e di tradizione a cui la famiglia Trivelli è legata. L'impegno massimo nella continua evoluzione tecnica ed enologica, unita al desiderio di portare avanti una fiera tradizione territoriale, danno vita a vini eccellenti e dalla forte personalità.

Colombaio di Cencio

Colonial Estate

Colosi

Colosi è uno dei nomi più importanti tra i produttori di Salina, la piccola isola dell’arcipelago siciliano delle Eolie, che può vantare una tradizione millenaria nel campo della viticoltura. Da oltre quarant’anni Colosi coltiva meravigliose vigne affacciate sul mare, in uno degli scenari più suggestivi di tutto il Mediterraneo. Nel corso degli anni ’70, Pietro Colosi ha fatto esperienza lavorando a fianco di Hauner, un altro grande vignaiolo di Salina, è ha creato una cantina con il desiderio di far conoscere le eccellenze del territorio di Salina. Oggi il timone dell’azienda è nella mani della terza generazione, che continua a lavorare con la stessa passione e lo stesso amore per la terra. La tenuta si estende su una decina di ettari situati tra Capo Faro e Porri, in un ambiente ancora selvaggio, dominato dagli arbusti delle piante spontanee della macchia mediterranea. Le vigne sono coltivate in piccoli appezzamenti, su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, sospesi tra il mare e il cielo. I suoli sono d’antica origine vulcanica, composti da sabbie e pietre laviche, molto drenanti e ricchi di sostanze minerali. La conformazione dei terreni costringe a una viticoltura eroica, faticosa e dispendiosa con lavorazioni in vigna quasi esclusivamente manuali. Gli impianti non sono irrigati e le viti sono costrette a scendere molto in profondità per trovare l’acqua e superare i periodi di siccità estiva. Il clima di Salina è, infatti, caldo e secco, sempre molto ventilato, ideale per coltivare uve sane dagli aromi ricchi e intensi. Le estati lunghe e gli autunni caldi, sono perfetti per far appassire i grappoli al sole e realizzare straordinari vini passiti. Tenendo fede alle più antiche tradizioni del territorio, Colosi ha scelto di puntare sui vitigni storicamente presenti sull’isola: in primis la malvasia e a seguire corinto nero, nerello cappuccio, nerello mascalese, inzolia e catarratto. La malvasia è il vitigno identitario si Salina. È stata probabilmente introdotta nell’arcipelago delle Eolie attorno al 600 a.C dai colonizzatori greci e da allora è sempre stata coltivata, sia per realizzare vini bianchi secchi, che vini dolci da uve appassite. Tuttavia la tradizione della malvasia era quasi scomparsa e solo nel secondo dopoguerra alcuni tenaci vignaioli hanno cominciato a piantare nuovamente il vitigno. Negli ultimi decenni, grazie a un vero e proprio rinascimento del vino siciliano, anche gli ettari vitati a Salina sono aumentati e un numero sempre crescente di produttori si è impegnato nel recupero del vitigno. Colosi è una delle cantine che ha puntato di più sulla valorizzazione della Malvasia e realizza diverse versioni, che ne esaltano le migliori qualità. Le etichette Colosi sono considerate tra le migliori dell’isola per la loro capacità di restituire i profumi e gli aromi più autentici di questo meraviglioso angolo di Mediterraneo.

Còlpetrone

Colterenzio

La Cantina Produttori Colterenzio è una delle principali aziende vitivinicole della provincia di Bolzano, situata ai margini di Cornaiano sulla Strada del Vino. Quest’area è storicamente vocata per la viticoltura, tant’è che già nel 1200 circa i suoi poderi e vini erano menzionati con la dicitura “vinum schrechpuhlensis”. La Cantina, fondata nel 1960 da 26 vignaioli, conta oggi 300 soci, che coltivano con passione i 300 ettari di vigneto conferendo uve pregiate, autunno dopo autunno. La storia della Cantina Colterenzio vede come protagonista Luis Raifer, viticoltore che nel 1979 è diventato direttore dell’azienda e ha saputo riconoscere il potenziale dei vignaioli di questa area vitivinicola e del terroir dell’Alto Adige. Così, nel suo podere Lafóa, ha sostituito le viti di Schiava – da cui si otteneva un vino popolare ma mediocre – con quelle di Cabernet Sauvignon e Sauvignon Blanc, alzando nettamente gli standard di qualità. Da quel momento, preferire la qualità alla quantità è diventato il principio base del suo lavoro, che ha trasmesso a tutti i soci. Si è poi aggiunto un altro obiettivo fondamentale per l’azienda: una maggiore autosufficienza energetica. Dal 2009, infatti, è stato introdotto un impianto fotovoltaico che copre la maggior parte del fabbisogno energetico dell’azienda. Il clima unico dell’Alto Adige, combinato con l’attenzione che i vignaioli riservano alla qualità e all’ambiente circostante, danno origine a dei vini eccellenti, piena espressione del terroir di provenienza. Vino bianco Colterenzio I vini bianchi Colterenzio provengono da vigneti distribuiti lungo un’area molto vasta, che comprende non solo Colterenzio, Cornaiano e Appiano, ma anche Bolzano e dintorni e Salorno, al confine con il Trentino. In un territorio così ampio le altitudini variano tra i 230 e 650 metri e si alternano diversi tipi di terreno: si ottengono, così, 14 varietà di uva, con una prevalenza di vini bianchi (che rappresentano il 65% a fronte di un 35% di vini rossi prodotti dall’azienda). Tra i più importanti vitigni a bacca bianca coltivati dalla Cantina Colterenzio ricordiamo il Sauvignon, lo Chardonnay e il Sauvignon. Il Sauvignon è originario della zona di Bordeaux, ampiamente diffuso anche in Alto Adige, da cui si ottengono vini dall’aroma erbaceo con note di frutta esotica. Ottimi esempi sono il Sauvignon Prail Südtirol - Alto Adige DOC e il Lafóa Sauvignon della Cantina Colterenzio, disponibili su Vino.com. Lo Chardonnay, come il Sauvignon, è un vitigno nato in Francia, che si è saputo adattare perfettamente al microclima e al suolo alto atesino, tanto che viene coltivato in queste zone da ormai un secolo. La Cantina Colterenzio produce sia un ottimo Chardonnay Altkirch con note di ananas e mango, che uno Chardonnay Lafóa con sentori di noce, mango e melone e una leggera nota di legno. Infine, il Gewürztraminer, uno dei vitigni più emblematici dell’Alto Adige, è ampiamente coltivato anche dalla Cantina Colterenzio: ne ricordiamo il Gewürztraminer Südtirol - Alto Adige DOC, che si distingue per il suo aroma di rose gialle, litchi e chiodi di garofano. Quali sono le caratteristiche del Sauvignon Colterenzio? Il Sauvignon Prail Colterenzio ha un colore giallo luminoso con riflessi verdolini, si presenta come un vino fresco, con note fruttate di sambuco. Il retrogusto minerale deriva dal fatto che le uve utilizzate per produrlo vengono coltivate a un’altitudine tra i 400 e 500 metri s.l.m., su terreni morenici ricchi di minerali. La fermentazione avviene in botti di acciaio a 18° C per circa due settimane. Solamente una parte del mosto fermenta in grandi tini di legno. L’assemblaggio e l’imbottigliamento avviene dopo 6 mesi di maturazione. In quanto Sauvignon, questo vino si abbina perfettamente ai piatti di pesce preparati con erbe aromatiche. È particolarmente indicato anche per i piatti a base di asparagi, nonché ottimo come aperitivo. Questo pregiato Sauvignon è uno dei vini della Cantina Colterenzio che potrai trovare su Vino.com. Non perdertelo! Quali sono le caratteristiche del Gewürztraminer Colterenzio? Il Gewürztraminer Colterenzio proviene da vigneti collocati a un’altitudine di circa 400 – 460 metri s.l.m., posti su terreni costituiti da argilla e ghiaia porfirica. È un vino dal colore giallo dorato, che si apre al naso con note di rosa gialla, lychee, chiodi di garofano e noce moscata. Si tratta di un vino pieno, che con il suo finale speziato è particolarmente indicato per gli aperitivi e per antipasti speziati, ma anche come abbinamento alla pasta ai frutti di mare e al pesce al forno. La fermentazione avviene in acciaio dopo alcune ore di macerazione a bassa temperatura e una leggera pressatura. Il vino sosta poi sulle fecce fini sino all'imbottigliamento. Puoi trovare il Gewürztraminer Colterenzio su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Lafoa Colterenzio? I Lafóa Colterenzio sono una selezione di quattro vini bianchi e rossi particolarmente raffinati ed eleganti, dalla struttura importante e dal grande potenziale di invecchiamento. “L’idea Lafóa” è partita proprio da Luis Raifer, che, negli anni Ottanta, ha iniziato a piantare nel suo vigneto Lafóa le uve di Cabernet Sauvignon e di Sauvignon blanc. Seppur con una resa bassa, la qualità delle uve e dei vini è risultata altissima sin dal primo anno di vinificazione e la sua reputazione è rimasta immutata nel tempo. Il primo dei quattro vini Lafóa è stato il Cabernet Sauvignon, uscito con l’annata 1989. Dopodichè, sono arrivati il Lafóa Sauvignon blanc e, negli ultimi anni, il Lafóa Chardonnay e il Lafóa Gewürztraminer. Il Sauvignon Lafòa è ottenuto da uve Sauvignon blanc e per questo presenta al naso ricordi di sambuco, di fiori di acacia e salvia ed al gusto sentori di legno. È un vino unico, che si distingue per la sua gustosa acidità e il finale lungo. Il terreno dove vengono coltivate le uve è ben esposto ed ha una natura sabbiosa e ghiaiosa. A seguito della macerazione e della pressatura delle uve, il mosto fermenta per metà in acciaio e per il resto in barriques dove viene sottoposto a fermentazione malolattica. La maturazione sui lieviti dura circa 8 mesi dopodichè si passa ad un accurato imbottigliamento.

Columbia Crest

Comte Armand

Concha y Toro

La Concha y Toro nasce nel 1883 a Santiago del Cile, nel cuore dello straordinario panorama vitivinicolo dell'America Latina. La cantina è stata fondata da Don Melchor de Santiago Concha y Toro, che propose la valorizzazione dei vitigni internazionali provenienti da Bordeaux, come il Cabernet Sauvignon, il Sauvignon Blanc e il Semillon. Le tenute Concha y Toro sono dislocate nelle zone vocate alla produzione di vini di qualità, con lo scopo di rinnovare l'importanza ed il valore enologico delle principali regioni del Cile. I vini Concha y Toro offrono sensazioni organolettiche uniche e di altissima qualità, portando alla scoperta del meraviglioso terroir cileno.

Concilio

Contadi Castaldi

L’azienda Contadi Castaldi prende il nome dagli antichi ‘contadi’ ossia le contee della Franciacorta assegnate alla gestione dei ‘Castaldi’, i signori che ne possedevano il controllo occupandosi del loro mantenimento. Oggi, in un ideale impegno di custodia di queste terre e dei loro prodotti, Contadi Castaldi resta una delle aziende più rappresentative della Franciacorta. Rispetto alla conoscenza del territorio, Contadi Castaldi esprime con fierezza una passione per i dettagli climatici e geologici che, attraverso pratiche di zonazione, riescono a restituire in sei distinte zone le peculiarità dei tre vitigni impiegati nella produzione del prezioso Franciacorta: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco dialogano così nella costruzione di vini spumanti dal tocco unico e appassionato, fondendo peculiarità e tradizioni antiche con le più moderne tecniche di vinificazione. Un esempio è anche rappresentato dalla forma della bottiglia ideale scelta per i Franciacorta: una bottiglia dal collo più corto e con un raggio di curvatura più ampio che permette di dilatare la superficie di contatto dei lieviti e di esprimere un gusto intenso e ricercato. Proprio alla prolunga e diffusa interazione dei lieviti si deve un risultato armonico ed evidentemente più marcato. Rispetto all’impegno produttivo, diversi metodi di lavorazione dei vigneti identificabili grazie a peculiarità geologiche differenti restano all’origine della costruzione delle cuvée. A dominare su tutte le varietà, lo Chardonnay è il vitigno in grado di imprimere eleganza e freschezza con una maturazione regolare e un ottimo effetto di bilanciamento. A tutte queste pratiche si aggiunge anche l’intervento conservativo con cui Contadi Castaldi recupera radici autentiche e solide rispetto al territorio: spettacolare la sede della cantina ristrutturata nella seconda metà del novecento sulle fondamenta della fornace Biasca che Vittorio Moretti decise di rilevare su impulso di un forte ricordo familiare. Sono circa 7.000 mq quelli che ospitano oggi le gallerie recuperate con attenzione per l’affinamento del Franciacorta. Il Franciacorta Contadi Castaldi La Franciacorta è una regione così speciale per la viticoltura italiana che l’azienda Contadi Castaldi ha scelto di contribuire al suo fascino potenziandone il nome e il prestigio attraverso la creazione di cuvée uniche. La familiarizzazione con la Franciacorta ha inoltre coinvolto l’azienda in un attento studio del territorio attraverso pratiche di zonazione capaci di rispettare stili e condizioni pedoclimatiche molto diverse da zona a zona. Dalla seconda metà del secolo scorso, la Contadi Castaldi ha avviato un processo di intervento che ha previsto, oltre alla ristrutturazione della fornace Briasca, finalizzata alla conservazione dei vini spumante, la ridefinizione del volume delle bottiglie impiegate nella spumantizzazione con l’obiettivo di migliorare la superficie di contatto con i lieviti durante la seconda fase di rifermentazione. Un intervento conservativo che ha previsto la costituzione di vari ambienti tra cui un ampio spazio per eventi e la progettazione di visite in cantina su misura per far conoscere e apprezzare questi meravigliosi Franciacorta. Quali sono le caratteristiche del Contadi Castaldi Satèn? Tra le principali caratteristiche del Contadi Castaldi Satèn abbiamo la grande freschezza che emerge attraverso profumi distinti e una grande pulizia. Di colore giallo paglierino e con un perlage fine e persistente, offre al naso note di mela, fiori bianchi, fichi e crosta di pane. Grande morbidezza al palato, mantiene grande struttura nel sorso e un finale decisamente lungo. Quali sono le caratteristiche del Franciacorta Contadi Castaldi Rosè? Il Contadi Castaldi Rosé presenta caratteristiche di grande piacevolezza capaci di rivelare la freschezza e la pienezza del frutto. Dominano al naso le note di frutti di bosco con qualche accenno al frutto tropicale, mentre grande spessore gustativo e ottima struttura anticipano un finale gradevolmente lungo.

Conte Collalto

È una lunga tradizione fatta di passione, è la voglia di costruire qualcosa per la famiglia, è l'amore per la terra d'origine e per la vita che ha fatto diventare la famiglia Collalto importante. È da oltre 1000 anni che il nome dei Collalto viene associato alla terra trevigiana e ad uno dei suoi frutti più preziosi e universali: il vino. La loro è una storia di un'antica ed indiscussa nobiltà terriera, di un infinito rispetto per la terra e per i suoi frutti, di determinazione e voglia di lavorare e di migliorare. Questi sono valori che si rinnovano ogni giorno nella splendida tenuta di Susegana, situata sulla riva del fiume Piave. La famiglia Collalto è un esempio da seguire, è il simbolo di contadini appassionati, di attenti vignaioli, di tutori del paesaggio e di amanti del bello e del buono.

Conte di Provaglio

Conte Emo Capodilista

L’azienda storica del Conte Giordano Emo Capodilista è situata sulla collina della Montecchia, ai confini del Parco Regionale dei Colli Euganei. La vicinanza a questo tesoro naturale ha spinto l’azienda a perseguire una filosofia produttiva volta alla viticoltura naturale, riducendo al minimo i trattamenti in vigna per salvaguardare al meglio un terroir di valore unico. Per questa ottica di sostenibilità ambientale, l'azienda ha scelto di implementare diverse alternative tecnologiche per dinuire l'impatto lavorativo sulla natura. Apprezzati in tutto il mondo e premiati dalle più importanti guide enologiche, i vini Capodilista rappresentano oggi un vanto per le colline euganee.

Conte Vistarino

Nel comune pavese di Rocca de’ Giorgi, intorno alla spettacolare residenza ottocentesca Villa Fornace, si estendono gli 826 ettari di Conte Vistarino, cantina tra i più prestigiosi esponenti della viticoltura dell’Oltrepò Pavese e massima interprete del Pinot Nero. Nel XIX secolo, tale varietà fu importata dal conte Carlo Vistarino, dalla Borgogna, gettando le basi per una tradizione legata a questo vitigno che è proseguita fino all’attuale generazione rappresentata da Ottavia Giorgi Vistarino. La dimensione e la conformazione del paesaggio hanno consentito un ottimo lavoro di zonazione atto a valorizzare le molteplici espressioni che il territorio era in grado di offrire, da cui la scelta di piantare le diverse varietà negli appezzamenti più adatti per ottenere vini fedeli al territorio e godibili: Riesling, Bonarda, Croatina ma soprattutto Pinot Nero, maggiore costituente dei vini della tenuta, a cui vengono destinati ben 140 ha e 3 cru. Ottavia Giorgi Vistarino sta guidando un percorso di crescita qualitativa senza fine

Conterno Fantino

La cantina Conterno Fantino nasce negli anni '80 grazie alla passione per il mondo vitivinicolo della famiglia Fantino, che per anni ha tramandato di generazione in generazione, di padre in figlio. La Conterno Fantino è una delle realtà storiche e note delle Langhe. I vigneti sono coltivati in regime di agricoltura biologica, con il massimo rispetto del territorio, senza l'utilizzo di sostanze dannose per l'ambiente. Il rispetto della tradizione vinicola del territorio, la scelta ecologica, la maturazione in legno e i lunghi affinamenti, sono i valori che guidano costantemente questa straordinaria realtà.

Conterno Fantino

Conti Bossi Fedrigotti

Conti Costanti

La cantina Conti Costanti rappresenta la tradizione vitivinivola nell'originaria terra montalcinese dei Costanti, che coltivavano vigne in quest'area già dal VII secolo. Nel 1869 Tito Costanti fu tra i primi produttori che presentò un primo vino vecchio di 5 anni, denominato Brunello, le prime tracce del celebre nome "Brunello" per i vini di Montalcino. La cantina è gestita con amore e passione da generazioni; oggi è condotta da Andrea Costanti, che prosegue la quadricentenaria tradizione vinicola. La Conti Costanti attraverso il legame con il territorio e il perfezionamento delle sue antiche etichette di famiglia incarna l'immagine di una cantina storica del Brunello di Montalcino.

Conti Costanti

Conti Riccati

L'azienda Conti Riccati si trova a Castelfranco Veneto, nel cuore del Veneto. Lasciandosi guidare da tradizioni e valori che si tramandano da oltre 700 anni, la Conti Riccati si occupa di produrre vino con passione, fondendo nuovo e antico, nobiltà e ruralità. I terreni coltivati appartegono alla famiglia Riccati già dal 1300; gli attuali proprietari ne sono i diretti discendenti e mantengono lo stesso rispetto e lo stesso amore per la terra. Convinta che il vino sia prima di tutto emozione, la Conti Riccati ha come obiettivo quello di portare in Italia e nel mondo la territorialità e le tipicità della propria regione, dal Prosecco al Pinot Grigio, fino al Pinot Nero.

Conti Thun

Conti Zecca

Conti Zecca è una delle realtà più famose e importanti di Puglia. Da oltre cinque secoli coltiva terre nell’agro di Leverano. La tenuta si trova nel cuore del Salento, nell’estremo sud della regione. Nata come classica azienda agricola, nei primi anni del ‘900 si è orientata in modo più specifico verso la viticoltura, con la creazione di una cantina di vinificazione. Fedeli alle più antiche tradizioni, i Conti Zecca hanno sposato una filosofia votata alla valorizzazione delle caratteristiche del Salento, cercando di restituire nel calice le atmosfere mediterranee e il calore tipico di questa meravigliosa terra. Grazie a un attento lavoro in vigna e ad accurati processi di vinificazione, oggi le etichette Conti Zecca si collocano tra le eccellenze dei vini pugliesi. Il profondo senso di appartenenza al territorio e il legame con le antiche consuetudini locali, ha orientato le scelte in vigna verso la coltivazione delle varietà da secoli presenti in Salento, privilegiando soprattutto il primitivo il negroamaro, la malvasia nera, la malvasia bianca e il moscato bianco. Non mancano tuttavia vigne di fiano, chardonnay, vermentino, aglianico e dell’immancabile cabernet sauvignon.Il clima tipicamente mediterraneo, sempre mitigato dalle dolci brezze del mare che circonda tutta la penisola salentina, è perfetto per le esigenze della vite. Le estati, calde e assolate, permettono un’ottima maturazione delle uve con profili aromatici molto ricchi. La costante presenza del vento, tiene i grappoli sempre asciutti, con scarsissima incidenza di attacchi parassitari e con la possibilità di portare in vendemmia uve sempre sane. I terreni sono di natura prevalentemente argillosa, ma in alcune zone sono presenti suoli di matrice calcaree e componenti sabbiose, o suoli di terre rosse ricche di ciottoli. Questa varietà di terreni all’interno della tenuta, ha permesso realizzare un lavoro di zonazione, in modo da poter coltivare ogni varietà nel luogo più adatto.La proprietà è divisa in quatto tenute: Cantalupi, Donna Marzia, Santo Stefano e Saraceno, ciascuna caratterizzata da condizioni pedoclimatiche uniche e particolari. In questo modo ogni vitigno si esprime sempre sui migliori livelli qualitativi, fornendo vini di assoluta eccellenza. Conti Zecca ha suddiviso la sua produzione in diverse linee, in modo da poter offrire una gamma di vini ampia e diversificata, che possa andare incontro ai gusti di tutti i consumatori. Il catalogo Conti Zecca spazia dalle bottiglie più semplici e quotidiane, alle espressioni più tipiche dei principali vitigni pugliesi in purezza a blend d’ispirazione più internazionale, fino alle grandi etichette di maggior prestigio, che sono ormai diventate dei veri e propri ambasciatori della meravigliosa e affascinante terra del Salento.

Contini

Coppi

Tutto ebbe inizio da un sogno: quello di Antonio Coppi, enologo pugliese, animato dal desiderio di riportare agli allori la produzione vinicola della sua regione, ai tempi fortemente bistrattata. Mettendoci anima e corpo e lasciandosi ispirare dalla stessa natura, dalla freschezza del vento di costa e dal calore del sole del sud, la Casa Vinicola Coppi ha intrapreso un percorso di riscoperta e valorizzazione dei vitigni autoctoni, Primitivo, Negroamaro e Aleatico, da cui estrarre i migliori profumi. La passione, la costanza dell’impegno e l’innovazione, unite ad una visione lungimirante hanno permesso all’azienda pugliese di raggiungere importanti traguardi, divenendo nota in tutto il mondo.

Coppo

Nata nel 1892 nel comune piemontese di Canelli, l’azienda Coppo è oggi una delle più antiche realtà vitivinicole d’Italia. Le origini dell’azienda si legano alla figura di Piero Coppo, capostipite della famiglia, fondatore dell’azienda e sposo di Clelia Pennone, erede delle antiche cantine dell’omonima azienda famigliare, che permette al marito di espandere la cantina di Canelli, fondendo le due strutture. È il 1913 e Coppo diventa proprietaria delle famose “Cattedrali Sotterranee”, così chiamate per essere scavate nel tufo sotto terra e per le caratteristiche volte a botte che richiamano quelle delle chiese, riconosciute nel 2014 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’azienda, oggi affidata alla quarta generazione della famiglia, con Massimiliano e Luigi, vanta la produzione dei vini rossi più tipici del Piemonte.

Coquard Loison Fleurot

Coral Reef

Coravin

Cordero di Montezemolo

Cordero di Montezemolo, con la sua tenuta Monfalletto, ha oltre sei secoli di storia, appartenuta alla nobile famiglia Falletti e ora di proprietà di Giovanni Cordero di Montezemolo e della sua famiglia. La cantina è situata nel favoloso terroir delle Langhe, al centro delle terre del Barolo, noto per la produzione dei vini che hanno reso il Piemonte famoso in tutto il mondo. Una continua ricerca e sperimentazione di moderne tecniche di vinificazione, il rispetto per l'ambiente e la biodiversità del territorio, sono i valori che guidano costantemente questa realtà. I vini Cordero di Montezemolo nel corso degli anni sono stati esportati ed apprezzati in tutto il mondo, rappresentando perfettamente la realtà della zona del barolo.

Cordero di Montezemolo

Cormòns

La Cantina Produttori Cormòns è nata alla fine degli anni Sessanta, dall’incontro di alcuni viticoltori cormonesi desiderosi di traghettare verso il futuro la tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia. Oggi Cormòns racchiude più di 120 famiglie di vignaioli che continuano a produrre vino rispettando e valorizzando il territorio. Sotto il segno dell’incontro e dell’armonia, i soci produttori Cormòns hanno concepito una filosofia produttiva attenta alla sostenibilità ambientale e al valore della qualità. I vini Cormòns sono prodotti seguendo i disciplinari di produzione di diverse denominazioni d’origine: Collio DOC, Friuli DOC, Friuli Isonzo DOC e Friuli Colli Orientali DOC. I vini Collio DOC vengono prodotti nella zona del Collio, un’area a forma di mezzaluna che si estende da Gorizia a Dolegna ed è delimitata a nord dal confine con la Slovenia. Il cuore del Collio è Cormòns, considerata la capitale del vino friulano. I vini del Collio sono apprezzati sin dal Medioevo, quando venivano degustati nelle corti più importanti d’Europa: a Vienna, a Mosca e in Inghilterra. Il terreno della zona del Collio è denominato Flysch, si caratterizza per la presenza di arenaria, marna, calcare, potassio e fosforo, elementi che lo rendono sgretolabile e che hanno consentito lo sviluppo di una vera e propria viticoltura a terrazzamenti, che oggi caratterizza il paesaggio del Collio. L’area produttiva che rientra nella DOC Friuli si estende, invece, su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, mentre la zona dove vengono prodotti i vini Friuli Isonzo DOC è una pianura fertile attraversata dal fiume Isonzo, che ha origine tra le Alpi Giulie e scorre fino al mare di Grado. Qui vengono prodotti vini bianchi e rossi di grande qualità. Per quanto riguarda la denominazione Friuli Colli Orientali DOC, la zona di produzione si identifica con una striscia di terra appartenente alla provincia di Udine, con una tradizione vitivinicola millenaria e con al centro la città di Cividale, dal passato storico e glorioso. I terreni di questa zona si caratterizzano per la marna e l’arenaria, fondamentali per un eccellente sviluppo della vite, grazie all’elevata presenza di calcare, potassio e fosforo. Su Vino.com potrai trovare la migliore selezione di vino Cormòns. Vino Bianco Cormons La Cantina Produttori Cormòns produce diverse tipologie di vino bianco. Il Friuli Venezia Giulia è una terra prediletta per la produzione di bianchi eleganti e sofisticati, che in base alla zona di coltivazione e produzione rientrano nelle differenti denominazioni d’origine della regione. Su Vino.com potrai trovare la migliore selezione di vino bianco Cormòns, dal setoso Sauvignon Friuli DOC, all’avvolgente Chardonnay Friuli DOC, passando per la vivace Ribolla Gialla Collio DOC e per il morbido Friuliano Collio DOC. C’è l’imbarazzo della scelta, su Vino.com senza dubbio troverai il vino bianco Cormòns perfetto per i tuoi gusti. Quali sono le caratteristiche del Prosecco Cormons? I soci Cormòns producono 4 tipologie di Prosecco: il Prosecco Brut Cormons DOC, prodotto con uva Glera e spumantizzato con metodo Charmat; il Prosecco Brut DOCG, anche questo prodotto con uve Glera e spumantizzato con Metodo Charmat; il Prosecco frizzante e infine il Prosecco Extra Dry, ottenuto da uva Glera e spumantizzato con Metodo Charmat. I vini prosecco Cormòns si caratterizzano per il colore giallo paglierino tenue, il perlage fine e persistente, le note fresche, sapide e armoniose. Quali sono le caratteristiche del Pinot Grigio Cormons? Il Pinot Grigio Cormòns appartiene alla denominazione d’origine Friuli DOC. Si caratterizza per un colore giallo paglierino con riflessi ramati e note fruttate di banana e miele d’acacia. Al palato è morbido e delicato, con note vellutate di nocciola. È perfetto da abbinare ai salumi, agli antipasti e alle fritture di pesce. Si sposa bene anche con gli gnocchi, con risotti delicati e con carni bianche. Quali sono le caratteristiche del vino Collio DOC Cormons? I vini a denominazione Collio DOC provengono da uve coltivate rigorosamente nella zona di produzione del Collio e possono essere sia bianchi che rossi. I vini bianchi Collio DOC si caratterizzano per il colore giallo paglierino, per i profumi fruttati e intensi e per il palato morbido e mandorlato. Tra i vini bianchi Cormòns Collio DOC, su Vino.com potrai trovare il Collio Bianco DOC, prodotto con le uve autoctone Friulano, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla. È un blend dal colore giallo dorato, limpido e cristallino, che si caratterizza per i sentori di fiori di campo, le note di ananas e un gusto secco e setoso, leggero ed elegantemente tannico. È un vino bianco molto apprezzato per le gradevoli sensazioni speziate ed è perfetto per accompagnare antipasti di pesce e fritto di mare. Grazie al suo stile fresco e piacevole è perfetto per piatti di pesce come la triglia, la pasta e la grigliata di pesce. Oltre al Collio Bianco DOC, su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di Vino Cormòns Collio DOC: Ribolla Gialla, Pinot Grigio, Friulano, Sauvignon, Chardonnay e Pinot Bianco. Scopri il Collio DOC più adatto a te!

Cornonero

Corte alle Stelle

Corte alle Stelle è un poetico omaggio alla volta notturna del cielo che si può ammirare dai vigneti della Franciacorta, punteggiata da file di stelle che disegnano le costellazioni in un’atmosfera romantica e incantata: dal Cancro al Capricorno, dal Sagittario all’Acquario, queste proiezioni fantastiche raccontano il desiderio umano e ancestrale di elevazione, la fuga per poter guardare il mondo dalla volta celeste. Con la suadente carica aromatica e il perlage intrigante, i Franciacorta di Corte alle Stelle riportano il vino alle sue altissime glorie, ritrovandovi il simboli dello slancio e dell'evasione, ma anche il raccoglimento e l'intimità. Il tutto in una forma appassionata e riservata, la stessa che solo un vino autentico trasforma nel dialogo silenzioso con ciò che sta in alto, molto in alto.

Corte Bravi

Costa di Bussia

Cottanera

La cantina Cottanera si trova nel territorio comunale di Castiglione di Sicilia, sul versante nord dell’Etna. Si tratta dell’area del vulcano storicamente più vocata, soprattutto per la coltivazione delle uve a bacca rossa: nerello mascalese e nerello cappuccio. Dal 1960 Cottanera è presente in queste terre uniche al mondo, caratterizzate da forti contrasti e da condizioni estreme per la viticoltura. L’Etna è un vulcano di oltre 3.350 metri, che si trova nel cuore del Mediterraneo, circondato dal mare. Il clima caldo e secco della costa, diventa sempre più fresco e ventilato salendo in quota. Le vigne sono coltivate fino a un’altitudine di circa 1200 metri sul livello del mare. Si tratta di una vera viticoltura di montagna, praticata al bordo del mare. Il clima è caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra le ore più calde del giorno e le fredde nottate. Una condizione che favorisce una maturazione delle uve particolarmente lenta, con profili aromatici ricchi di profumi e con aromi molto intensi. Gli autunni soleggiati e miti, sono ideali per portare in vendemmia uve a maturazione tardiva perfettamente sane. Oltre a condizioni climatiche particolarmente favorevoli e uniche al mondo, il territorio dell’Etna è caratterizzato da suoli derivanti dal disfacimento di sciare laviche di varie epoche, composte da rocce vulcaniche, sabbie e lapilli. Si tratta di suoli sciolti, molto drenanti e particolarmente ricchi di sostanze minerali. Nelle vigne più vecchie, le viti sono coltivate secondo l’antico sistema greco ad alberello, mentre sono spesso a spalliera negli impianti più moderni. Le ripide esposizioni sul fianco della montagna, costringono a utilizzare terrazzamenti con muretti di contenimento a secco.Il paesaggio dei vigneti Cottanera è affascinante. Le vigne si trovano nella zona di Castiglione di Sicilia e sono divise in varie parcelle, alcune in Contrada Cottanera e Diciassettesalme, a circa 700 metri d’altitudine sul livello del mare, altre in Contrada Calderara a quasi 800 metri, alcune in Contrada Feudo di Mezzo a 750 metri e infine in Contrada Zottorinoto tra i 750 e gli 800 metri, che costituisce una vera e propria punta di diamante della cantina. Le vigne Cottanera sono gestite con cura artigianale, nel rispetto di un territorio particolare, che si trova all’interno di un contesto naturalistico ancora intatto e caratterizzato da una ricca biodiversità ambientale. Tutte le operazioni di vendemmia si svolgono manualmente, con selezione dei migliori grappoli in vigna, in modo da salvaguardare la qualità delle uve. Nascono così etichette che esprimono il carattere peculiare delle singole contrade, portando nel calice tutte le più piccole sfumature del terroir dell’Etna.

Cottini

Craigellachie

Crane Lake

Craneford

Crociani

Cusumano

L'azienda Cusumano rappresenta una delle cantine più importanti di tutta l'isola siciliana, non chè una delle più belle realtà enologiche italiane. Con i suoi 500 ettari di terreno sparsi nelle principali regioni della Sicilia - da Ficuzza a San Giacomo, fino a Pachino -, Cusumano ripropone con un'eleganza unica i vitigni autoctoni dell'isola, valorizzando il territorio e la cultura di una tradizione importantissima. L'amore per il territorio siciliano viene proposto con qualità e abilità in bottiglie dal design moderno ed essenziale: vini rossi e bianchi incredibilmente gradevoli e di enormi potenzialità.

Cuvage

Cœur de Lion

D'Araprì

La cantina d’Araprì nasce nel 1979 dalla passione comune di tre amici per il vino ed i vitigni autoctoni del Tavoliere, nel cuore della Capitanata di Puglia. Una terra dalla grande vocazione vitivinicola, che grazie alla sua composizione, all'esposizione e al clima, consente di coltivare uve di grande qualità. D'Araprì è l’unica realtà pugliese che produce esclusivamente spumanti con il metodo Champenoise, anche detto Classico. Tradizione artigianale, attenta cura di tutte le fasi della produzione e fermentazione classica sono i principi fondamentali che hanno contribuito a creare l’apprezzata e rinomata produzione di spumanti d’Araprì.

D'Arenberg

D'Esclans

D. E. Williams

Dal Cero

La Cantina Dal Cero è di proprietà dell'omonima famiglia, che da oltre tre generazioni produce vino seguendone tutti i processi produttivi, dalla vite fino all'imbottigliamento. Il grande rispetto per la tradizione è il principio che da sempre guida l'azienda, ed è oggi accompagnato da una continua ricerca della massima espressione del territorio. La produzione della Dal Cero si estende su due tenute: la Tenuta Montecchiesi, situata in Toscana, e la Tenuta Corte di Giacobbe, che si trova in Veneto. Le cantine delle tenute, entrambe ristrutturate da poco, sono dotate delle più moderne tecnologie, necessarie a garantire una produzione di vini eccellenti, di grande qualità.

Dal Moro

I vini Dal Moro hanno origine nella Valpolicella, terra che vanta una tradizione vitivinicola secolare. Dal latino Vallis polis cellae, ossia “valle dalle molte cantine”, questa località in provincia di Verona è oggi una delle più rinomate a livello nazionale e internazionale per i suoi vini rossi di qualità, primo fra tutti l’Amarone della Valpolicella, ma anche il Recioto della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso. È proprio qui che Tiberio Dal Moro ha iniziato a coltivare negli anni ’50 le uve Corvina e altri vitigni autoctoni, da cui ha ottenuto il suo vino rosso più importante, l’Amarone Valpolicella DOCG Dal Moro. Altre specialità della cantina Dal Moro, tutte disponibili su Vino.com, sono il Valpolicella Ripasso, un rosso dal corpo morbido e vellutato e i vini bianchi autoctoni, come il Lugana Dal Moro. Vino Rosso Dal Moro Il vino rosso Dal Moro proviene dalle zone più vocate della Valpolicella e del Lago di Garda, dove vengono coltivate principalmente uve a bacca nera dei vitigni Corvina, Corvinone e Rondinella. Questi vitigni sono alla base di una gamma di vini che vanno dall’Amarone della Valpolicella DOCG Dal Moro, ottenuto con uve raccolte prima della piena maturazione e lasciate appassire per sviluppare un aroma inconfondibile, al Valpolicella Ripasso, così chiamato perché dopo la prima fermentazione il vino Valpolicella base viene “ripassato” sulle vinacce dell'Amarone. Il Verona Rosso Dal Moro nasce invece da un blend di uve Merlot e Syrah raccolte a metà settembre, una volta raggiunta la completa maturazione e uve Corvina parzialmente appassite, raccolte a ottobre. Quali sono le caratteristiche dell’Amarone Dal Moro? L’Amarone della Valpolicella, uno dei rossi più apprezzati in Italia, nasce nel 1936, da una botte di Recioto dimenticata, il cui contenuto aveva proseguito la fermentazione fino a diventare quasi secco. Il cantiniere che lo assaggiò per la prima volta decise di dargli il nome di Amarone. Oggi, la cantina Dal Moro produce il suo Amarone della Valpolicella nel Negrar, zona di produzione della denominazione Valpolicella, a un'altitudine di 150-450 metri sul livello del mare. Le sue uve Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella appassiscono in fruttaio per 120 giorni, per poi essere sottoposte a fermentazione alcolica ed affinamento in legno. Il vino ottenuto è un rosso granato denso e compatto, che si apre al naso con un profumo persistente di etere e frutta rossa matura e chiude con note di amarena e prugna secca. Si tratta di un vino di gran corpo e struttura, morbido e piacevole, che si abbina con tutte le carni rosse alla griglia, con i brasati e i formaggi stagionati. Per cosa si caratterizza il Lugana Dal Moro? Il Lugana DOC della cantina Dal Moro è un vino bianco ottenuto dai vigneti situati al confine tra il Veneto e la Lombardia. Più precisamente, nasce nei comuni di Peschiera del Garda, Desenzano e Sirmione, situati lungo la sponda meridionale del Lago di Garda, dove grazie a un clima mite e agli influssi dei venti che provengono dal Lago, le uve Trebbiano di Lugana hanno modo di raggiungere la perfetta maturazione. Il vino che ne deriva è un bianco elegante e fresco, dall’aroma floreale, che vira verso la frutta e il fieno appena tagliato. In bocca risulta sapido e appagante, con un retrogusto minerale. Perfetto per gli aperitivi, il Lugana DOC Dal Moro accompagna anche i piatti a base di pesce. Come nasce il Ripasso della cantina Dal Moro? Il Valpolicella Ripasso Dal Moro nasce nel cuore della Valpolicella, su terreni argillosi e calcarei, situati a un'altitudine di 250-450 metri sul livello del mare. Si tratta di un blend di uve Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella, raccolte a mano e fatte fermentare. In seguito, il mosto viene lasciato macerare sulle vinacce dell'Amarone Dal Moro per acquisirne gli aromi. Il processo di vinificazione si conclude con l’affinamento. Il Ripasso della cantina Dal Moro si distingue per il suo colore rosso rubino intenso e per il profumo complesso, con sentori vinosi e di frutta rossa, accompagnati da note speziate. In bocca è armonico, vellutato, fresco e con un’equilibrata trama tannica. Ideale in abbinamento con i piatti della tradizione veronese e con i formaggi stagionati.

Dalmore

Damijan Podversic

Damijan Podversic

Damijan Podversic produce vini nell'affascinante cornice del Friuli Venezia Giulia, in vigneti situati sui pendii del Monte Calvario, alle porte di Gorizia. A soli quarant'anni, Damijan ha già maturato una grandissima esperienza, occupandosi dei vigneti di famiglia fin da giovane e imparando tutto ciò che c'è da sapere sul vino dal suo unico maestro, Josko Gravner. Nei suoi terreni coltiva la vite in regime di agricoltura biologica, con una grande attenzione alla salute e all'equilibrio delle piante, per ottenere uve sane e ricche di gusto. I suoi vini, creati seguendo le tecniche di vinificazione naturali imparate dal maestro Josko, sono unici e sorprendenti, grandi espressioni del territorio in cui prendono vita.

Damilano

De Bortoli

De Grendel

De Kuyper

De Kuyper Royal Distillers è il produttore leader di liquori per cocktail. Fondata nel 1695 come business a conduzione familiare, ha mosso i primi passi nella produzione di gin olandese con una cooperativa diretta da Petrus de Kuyper ad Horst. Negli anni a seguire ha visto un significativo ampliamento strutturale, con l’apertura di una distilleria a Schiedam e un’altra a Rotterdam, consentendo alla famiglia di divenire ben presto i più grandi distillatori della città. L’attività ha continuato ad espandersi, con esportazioni nel Regno Unito e in Canada, fino a raggiungere le dimensioni di azienda globale con al timone Mark de Witte, che guida l’undicesima generazione. I liquori e spiriti per cocktail De Kuyper sono il risultato di grande competenza, ingredienti accuratamente selezionati e processi controllati. Il Maestro Distillatore arricchisce costantemente la gamma di nuovi gusti e prodotti, creati a partire da bacche e frutta, semi, fiori e radici. Alcuni esempi sono la Crème de Menthe, il Cherry Brandy e il Lychee “Kwai Feh”. Non mancano ovviamente classici della mixology come il Triple Sec, il Curaçao e l’Apricot Brandy.

De Sousa

De Sousa

De Stefani

De Venoge

De' Ricci

Dead Man's Fingers

Del Maguey

Delamotte

Delas Frères

Nata nel 1835, Delas Frères è un nome imprescindibile della Valle del Rodano. Dopo una fase iniziale non molto propizia, seguì una importante fase di rinascita grazie al lavoro compiuto da Michel Delas, la terza generazione della famiglia Delas, intorno al 1966, il quale si guadagnò un'ottima reputazione nell'intera regione che determinò una fase di espansione dei vigneti. Nel 1977 la cantina confluì in una società insieme a Deutz, una delle più importanti maison della Champagne. Venti anni dopo entrambe furono assorbite dal gruppo Roederer che contribuì a tenere alto il nome di Delas Frères e a perpetuarne il successo. La fama di Delas Frères si consolidò ulteriormente sotto la guida di Fabrice Rosset, il quale convocò Jacques Grange per occuparsi della direzione tecnica del vigneto e della produzione dei vini, con cui fu data nuova linfa alle potenzialità qualitative di questa realtà rodanese, grazie all'apporto di innovazioni significative e alla visione di Jacques che fece propria la filosofia di valorizzazione dei singoli terroir che caratterizza Delas Frères. Da qui la scelta di adottare pratiche di coltivazione dedicate per ciascun appezzamento, di sostituire le grandi vasche in acciaio con piccole vasche di cemento per consentire una vinificazione separata terroir per terroir, di acquistare botti per affinamento solamente da bottai di fiducia in modo che i sentori di quercia non sovrastassero mai le caratteristiche del vino, e tutte le attenzioni alle fasi di trasporto - che avvengono unicamente per gravità - e all'ossigenazione per lasciare intatto la diversità e il carattere unico di ogni suolo e di ogni microclima.

Delheim

Demonge

Descendientes de Jose Palacios

Descendientes de Jose Palacios

Dettori

Deutz

La Maison Deutz produce i suoi champagne con uve provenienti da alcuni dei villaggi più prestigiosi di Aÿ e della Côtes de Blancs, da vigneti classificati esclusivamente Grand Cru e 1er Cru. Nasce così una gamma molto ampia di sofisticati Champagne di piacere e al contempo di grande bevibilità che affinano a lungo all’interno delle cantine scavate nel gesso a 30 metri di profondità, acquisendo un’eleganza e una raffinatezza impareggiabili. Già membro del Sindacato delle Grandi Marche fin dalla sua fondazione, Deutz conobbe un incremento del livello qualitativo nel 1966, quando Louis Roederer divenne primo azionista della Maison, il quale portò avanti un progetto di ammodernamento delle tecnologie produttive ma senza intaccare minimamente, anzi consolidando, lo stile che rende Deutz una tra le case produttrici di champagne più note tra gli appassionati.

Devaux

Devaux

Deveron

Di Lenardo

L'azienda agricola Di Lenardo produce vini di qualità dalle uve coltivate dai propri vigneti situati a Ontagnano, in provincia di Udine, nel cuore del Friuli Venezia Giulia, sostenuta da una tradizione famigliare risalente già ai primi dell'Ottocento. La filosofia aziendale è quella di sottolineare ed enfatizzare il profumo e il gusto fruttato delle uve e la loro acidità, senza mascherarli con i sentori derivaneti dalla maturazione in botte. Uve raccolte rigorosamente a mano, metodi raffinati di vinificazione e sistemi tecnologicamente avanzati consentono a Di Lenardo la creazione di vini subito riconoscibili, dal gusto unico.

Di Majo Norante

La masseria Di Majo Norante nasce nel 1800 a Nord del Gargano in contrada Ramitello, in agro di Campomarino, nel cuore del Molise. Questa cantina è uno dei nomi più significativi del panorama vinicolo del Meridione. La dedizione alla coltura della vite in regime biologico, l'adozione di tecnologie moderne, la passione per la ricerca e la sperimentazione sono i principi fondamentali che guidano l'azienda. I vini Di Majo Norante grazie ai suoi sapori ricchi di personalità delle antiche culture contadine svelano le grandi potenzialità del terroir molisano.

Dictador

Diemersdal

Diemersfontein

Dievole

Dievole è presente da mille anni nella storica zona di produzione del Chianti Classico e ha conosciuto l’evoluzione della tradizione vitivinicola toscana. In questi luoghi vengono coltivate le varietà autoctone tipiche , a partire dal re del Chianti, il Sangiovese, di cui l’azienda si prefigge di preservarne l’identità e valorizzarle il più possibile. In questo incredibile terroir, i vigneti della tenuta sono suddivisi in 16 appezzamenti come i 16 poderi in cui era divisa la proprietà e ciascuno di questi è caratterizzato da diverse condizioni pedoclimatiche che danno vita ad una gamma di vini che costituisce un “prezioso mosaico di sfumature”. Dievole produce vini famosi in tutto il mondo per la loro eccellenza qualitativa.

Diplomatico

Diplomatico è uno dei più prestigiosi brand di distillati del Venezuela, ed è da sempre un marchio indipendente, a conduzione familiare, che controlla l’intera filiera produttiva dal campo alla bottiglia, con pratiche di produzione sostenibile, per creare rum di qualità superba. I più conosciuti rum dell’azienda sono il Diplomatico Ambassador, affinato per 12 anni in botti di rovere bianco di ex Sherry e il Rum Diplomático Mantuano prodotto ai piedi delle Andeda un blend di rum distillati in alambicco a colonna e pot still. Notevoli anche i Rum della prestigiosa linea Distillery Collection, che presenta singolarmente e in edizione limitata i rum in che compongono i celebri Rum Diplomático, come il n°3 o Pot Still, che è l'espressione più classica a e rara, realizzato con alambicco in rame con metodo discontinuo alla pari di alcuni whisky scozzesi. Diplomatico: una gamma di Rum per tutti i gusti Diplomatico comprende tre diverse linee di Rum, in grado di accontentare i palati più esigenti: la linea Tradition Range, la linea Prestige Range e infine la Distillery Collection. La linea Tradition Range è il risultato di un esclusivo stile di produzione del rum, che associa ai metodi di distillazione tradizionali la competenza dei maestri roneri, per rum versatili e ricchi di carattere. La linea Prestige Range consente di scoprire l’essenza dei rum Diplomático, grazie a preziosi distillati creati dalle riserve più esclusive e prodotti in quantità limitate, ideali per i palati più esigenti. Ancor più preziosa e limitata la produzione dei Rum Distillery Collection che rappresentano il meglio della distilleria Diplomatico. Rum Diplomatico: sostenibile al 100% Il rispetto e la protezione dell’ambiente sono sempre stati per la distilleria familiare Diplomatico uno degli obiettivi principali, ecco perché sin dall’inizio è stato istituito un sistema per gestire i sottoprodotti, riciclare i rifiuti e ottimizzare le risorse. Una produzione virtuosa che mira a valorizzare qualità e autenticità, prendendosi cura dei collaboratori e della comunità locale e proteggendo l’ambiente con pratiche di produzione sostenibile. Ecco perché i distillati Diplomatico, oltre ad essere famosi per la loro qualità indiscussa, sono soprattutto sostenibili. Quanti gradi fa il Rum Diplomatico? I distillati Diplomatico hanno di solito una gradazione intorno ai 40° per Rum Diplomatico come come per il Reserva Exclusiva, il Mantuano, il Single Vintage. I distillati dell’esclusiva linea Distillery Collection, che comprendono il N° 1 Batch Kettle, il N° 2 Barbet Rum, e il N° 3 Pot Still Rum, sfiorano invece i 50°.

Dirupi

District 7

Disznóko

Disznókö è un’antica e prestigiosa azienda vitivinicola ungherese facente parte del gruppo francese Axa Millesimes, che produce uno dei più celebri vini della zona. La varietà di uva principalmente coltivata dall’azienda è il Furmint, un vitigno autoctono dal quale è creato il più celebre vino della zona: il Tokaj, prodotto anche nella variante dolce, da uve passite, ovvero il Tokaj Aszú.Caratterizzato da freddi inverni ed estati miti, il clima di Disznóko è il perfetto presupposto per lo sviluppo della muffa nobile Botryris Cinerea, che attacca le uve di Furmint, grazie all’escursione termica e della fitta nebbia mattutina. Disznókö è un brand ormai noto alla critica e agli esperti di tutto il mondo, riconosciuto a livello internazionale.

Dolceriva

Al posto dell'acqua, c'è il sole a levigare la riva. Ma la riva di cui parliamo è qualcosa di diverso da quella marina o fluviale e in una zona in cui regna la pendenza non poteva passare inosservata l'importanza dell'irradiazione solare che così tanto giova alla vite. Dolceriva vuole ricordare nel nome la progressione graduale delle 'rive' che in dialetto veneto simboleggiano “un piccolo appezzamento di terra o un vigneto disposto sul fianco della collina”. Dolci pendenze per lo sviluppo delle uve Glera, che maturano in perfette condizioni e trattengono cariche aromatiche intense e perturbanti per vini spumanti adatti alla nostra 'dolce vita'. Dolceriva è tutto questo, un continuo rimando alla spettacolare configurazione paesaggistica che alimenta quotidianamente questo vitigno, che fa vibrare aromi e sapori, che veicola il senso di appartenenza a una terra e alle sue abitudini. Ma, al tempo stesso, è un inno alla vita, alla 'dolce vita', sintesi di spensieratezza che solo un vino spumante versatile poteva trattenere. Compagno ideale di cene raffinate in cui particolare riguardo va riservato alla forma o amico speciale per corteggiare il divertimento all'insegna della divagazione e della spensieratezza.

Dom Pérignon

Lo Champagne Dom Pérignon è forse il più celebre Champagne prodotto e consumato dagli appassionati nel tempo. Il nome Dom Pérignon è senz’altro legato a una storia recente e alla felice intuizione di Robert-Jean de Vogüé che nel 1936 decise di vinificare vini riserva di casa Moët & Chandon utilizzando vecchie annate. Tutti gli Champagne Dom Perignon sono millesimati cioè ricavati da uve provenienti dalla stessa annata. Parte della storia attuale dello Champagne Dom Perignon dipende dalla cultura della spumantizzazione sviluppata nel XVII secolo da Pierre Pérignon, il cellérier dell’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers che per primo comprese l’importanza della cura dei vigneti e che si occupò di controllare la produzione ottenendo basse rese e sperimentando i primi assemblaggi. Solo dopo il 1829 i resti dell’Abbazia vennero presi in custodia dai soci Pierre-Gabriel Chandon e Jean-Rémy Moët che decisero di preservare quanto restava di quel luogo prestigioso e riavviare l’attività di vinificazione. Bisognerà attendere il 1936 e la figura di Robert-Jean de Vogüé, presidente della Moët, prima di imbottigliare le cuvée de prestige datate 1921 così da formare il primo ufficiale Dom Pérignon. Con la presenza di Richard Geoffroy cambierà ulteriormente la filosofia produttiva della Maison ancora una volta incentrata sul costante superamento di altissimi livelli di esclusività, rarità ed eccellenza. A rendere questa unicità contribuiscono diversi fattori che includono l’utilizzo delle migliori uve Grand Cru, l’inserimento di una percentuale minima di Pinot Noir, l’utilizzo di Chardonnay e l’esclusione di Pinot Meunier. Idea dominante nel Dom Pérignon consiste nella costante ricerca di slancio per mancanza di stabilità, ossia nella ricerca di sapori superabili e non definitivi che possano sempre tradurre intraprendenza e impeto. Non meno importante è il fatto che il Dom Pérignon immesso in commercio deve garantire un invecchiamento potenziale di almeno 30 anni. Come tutti gli Champagne anche il Dom Pérignon, presente nelle versioni Vintage, Plénitude Deuxième e Rosé, è frutto di un assemblaggio di due vini base ricavati da uve Chardonnay e Pinot Noir che, messi a fermentare una seconda volta in bottiglia, raggiungono la presa di spuma prima di incontrare la fase di dosage. Importanti per l’alta qualità del Dom Pérignon sono fattori come la lunga permanenza a contatto con i lieviti, l’altissima qualità delle uve, una perfetta acidità e complessità aromatica tali da garantire vini longevi e di estrema finezza. Anche la nostra enoteca online Vino.com sarà a disposizione per un eccellente Vintage 2010 Dom Pérignon definito dalla Maison ‘frutto dell’intuizione e della maestria’ vista l’annata non facile. Potrai inoltre sorprenderti con il Plénitude Deuxième 2002 Dom Pérignon cremoso e ardito, perfetto per una cena indimenticabile. Non dimenticare il Rosé AOC Vintage 2006 magistrale e ardito, ben delineato dalla potenza del Pinot Noir dalla trama salina e dal sapore vibrante. Perché acquistare Dom Pérignon online Acquistare Dom Perignon online su Vino.com è un’esperienza significativa poiché permette di confrontare tipologie e annate e scegliere, soprattutto grazie all’utilizzo di schede descrittive dettagliate, la bottiglia che più corrisponde alla tue esigenze. Acquistare Dom Pérignon online significa anche affidarsi alla cura con cui le bottiglie sono state conservate per mantenere nel la massima qualità evitando possibili sbalzi termici. Cos’è lo Champagne Dom Pérignon Luminous? Lo Champagne Dom Pérignon Luminous è un’edizione limitata del prestigioso Champagne Dom Pérignon pensata per avere un’etichetta capace di illuminarsi con diverse intensità. La durata della luminescenza del Dom Pérignon Luminous a intensità massima è di circa tre ore, mentre con intensità media si arriva a nove. Quando sarà disponibile il Dom Pérignon 2011? La data di inserimento sul mercato del Dom Pérignon 2011 non è ancora dichiarata anche se è possibile stimare che, dopo i canonici otto anni di affinamento, questo Champagne sarà presto disponibile. Qual è il prezzo di un Dom Pérignon del 1921? È difficile conoscere il prezzo di un Dom Pérignon del 1921, attualmente il primo Millesimato a consacrare il nome e la fama delle successive edizioni Dom Pérignon. Di fatto la nascita di questa cuvée prestige risale al 1936 grazie all’utilizzo di vini riserva 1921 di casa Moët che vennero assemblati in una cuvée de prestige per creare il primo Dom Pérignon. Questa annata è considerata eccezionale per le basse rese e il conseguente livello qualitativo oltre che per la storicità che la contraddistingue.

Domaine A. Clape

Domaine André Vatan

Vignerons da 4 generazioni, i Vatan hanno una proprietà di 12 ettari di vigneto vicino a Sancerre, la zona più ad est della Valle della Loira, regno del Sauvignon Blanc. Le viti hanno un età media di 25 anni e crescono su terreni di natura diversa (calcarei – silicei – marnosi) favorendo una maggiore complessità del vino.

Domaine Aubert et Pamela Villaine

Domaine Bertagna

Domaine Bertagna

Domaine Billaud-Simon

Domaine Chatelain

Domaine de Chaude Écuelle

La Domaine de Chaude Ecuelle è un'azienda situata a Chemilly-sur-Serein, nei pressi di Auxerre, nel cuore della prestigiosa e splendida zona di Chablis, A guidare quest'azienda oramai da generazioni è la famiglia Vilain, che coltiva con passione ed estrema cura i propri vigneti nello Chablisien. Il vitigno principe su cui si fonda la Domaine de Chaude Ecuelle è ovviamente lo Chardonnay, che, in questi luoghi, trova senza alcun dubbio una tra le sue massime espressioni qualitative, rappresentando la base di tutti i vini prodotti in questa regione.

Domaine de Chevalier

Domaine de Chevalier

Domaine de la Romanée-Conti

Il Domaine de la Romanée-Conti, anche abbreviato come DRC, può essere considerato a tutti gli effetti il tempio del vino, da cui prendono vita leggendari e inarrivabili Pinot Nero e l’immenso Chardonnay affinato in legno di Montrachet. Icona internazionale di Borgogna, i suoi vigneti si estendono per 25 ha intorno al villaggio di Vosne-Romanée, nella mirabile cornice della Côte d’Or. La sua origine risale al 1451, anno in cui la famiglia Croonembourg acquistò il piccolo e primo vigneto della tenuta, Cros de Clou, dai monaci dell’Abbazia di Saint-Vivant, poi ribattezzato in Romanée perché appartenuto nei tempi passati al Prefetto di Roma. La seconda parte del nome, -Conti, fu aggiunta in onore del celebre proprietario del 1760, il principe Louis-François Bourbon de Conti, che si aggiudicò la vigna in seguito alla sua contesa con madame de Pompadour alla corte di Luigi XV. Con il passaggio di proprietà alla famiglia Duvault-Blochet, nel 1870, furono ampliati i confini del domaine, con le parcelle di Échezeaux, Grands-Échezeaux, La Tâche e Richebourg. Acquisendo, con i discendenti De Villaine, anche la parcella di Romanée-Saint Vivant.Con l’annessione dei primi appezzamenti di Montrachet si completa il ventaglio dei 7 Grand Cru, costituenti una denominazione a sé stante, da cui originano i 7 vini principali del Domaine de la Romanée-Conti, ciascuno recante in dote le caratteristiche uniche di ogni climat ma aventi come denominatore comune un’eleganza fuori dal comune. Si tratta di vini eccellenti, avvolti da un’aura di mistero e fascino, ma che devono in parte il loro successo ad alcuni fattori favorevoli quali: la minima estensione dei vigneti, di massimo 6 ettari, e quindi la conseguente scarsità di questi vini, l’età avanzata delle viti di 44 anni in media, le bassissime rese, la cura maniacale sia in vigna che in fase di vinificazione in cui il trasferimento delle masse avviene esclusivamente per gravità e l’affinamento è condotto unicamente in barrique nuove di rovere di Tronçais, costruite appositamente per le cantine di Romanée-Conti. Queste grandi etichette di Borgogna divengono ancora più espressive e raffinate con la conversione al biodinamico del 1996, con una conseguente riduzione delle rese da 25 a 18 ettolitri per ettaro, un primato assoluto tra i Grand Cru di Borgogna, la cui resa si attesta generalmente intorno ai 35 ettolitri per ettaro. Il rispetto della natura è uno dei capisaldi della filosofia produttiva del domaine. Sono rari vini dotati di questa concentrazione, di questa struttura, di questa persistenza ed equilibrio.

Domaine de la Ville de Colmar

Domaine de Mourchon

Domaine de Vauroux

Domaine de Vauroux nasce a metà degli anni ’50 grazie alla famiglia Tricon, che con i suoi vini ha contribuito alla crescita della regione vitivinicola di Chablis. I primi vigneti sono stati piantati nel 1972 da Jean-Pierre e Claude Tricon sulle colline attorno alla città di Chablis, nella Borgogna. Grazie a una sapiente combinazione di tradizione e innovazione, i vini Domaine de Vauroux hanno ottenuto ben presto un notevole successo e la famiglia Tricon ha acquisito sempre più appezzamenti, ampliando così la sua tenuta. Dal 1998 l’azienda di famiglia è stata ereditata da Olivier Tricon, l’attuale proprietario, uomo intraprendente e appassionato del proprio lavoro, che fin da subito si è impegnato nella ricerca della qualità e della raffinatezza di ogni singolo vino. I terreni del Domaine, infatti, sono coltivati secondo i principi della viticoltura sostenibile, non solo per rispettare l’ambiente, ma anche per valorizzare le caratteristiche del suolo e donare ai vini un carattere unico e inconfondibile. È così che nascono i migliori Chablis e Chardonnay Domaine de Vauroux, accuratamente selezionati dai sommelier di Vino.com. Vino Rosso Domaine De Vauroux La Maison Domaine De Vauroux non produce vini rossi, ma è specializzata in vini bianchi ottenuti da uve Chardonnay, come lo Chablis, lo Chardonnay e lo Chablis Premier Cru Montée de Tonnerre. Vino Bianco Domaine de Vauroux Il vino bianco Domaine de Vauroux è ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay, il vitigno a bacca bianca più famoso nella regione della Borgogna. Grazie al clima fresco e al suolo argilloso, ricco di marne millenarie kimmeridge, i vini Chablis e Chardonnay prodotti in quest’area non hanno eguali: a renderli unici sono proprio le spiccate note minerali che acquisiscono dal terreno. La famiglia Tricon si è sempre impegnata a valorizzare le potenzialità di questo terroir, coltivando le proprie uve in maniera del tutto sostenibile, raccogliendole a mano e selezionandole con estrema cura, per preservare al meglio il loro aroma naturale. Il risultato è evidente: vini di carattere e di estrema eleganza, dall’aroma inconfondibile. Quali sono le caratteristiche dello Chablis Domaine De Vauroux? Lo Chablis Domaine de Vauroux nasce su terreni argillosi e caratterizzati da un’alta percentuale di marne millenarie kimmeridge: pur essendo difficili da coltivare, donano alle uve un aroma e un gusto che le rende inconfondibili. La vinificazione avviene in acciaio, con fermentazione a bassa temperatura e affinamento in bottiglia per almeno 12 mesi. Il vino ottenuto si apre al naso con un profumo di mandorla e pietra focaia, chiude con note floreali. In bocca è pieno e potente, con una spiccata mineralità e freschezza. Un vino sicuramente da provare, disponibile su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Bourgogne Chardonnay Domaine de Vauroux? Il Bourgogne AOC Chardonnay Domaine de Vauroux ha origine da uve Chardonnay in purezza, vinificate solo in acciaio per preservarne la freschezza. Si tratta di un vino delicato e vellutato, dal profumo di fiori e di vaniglia, che ben si abbina a piatti a base di molluschi o escargot. Vino.com lo consiglia anche in accompagnamento a un plateau di ostriche.

Domaine Delaporte

Domaine des Lambrays

Domaine des Lambrays

Domaine des Remizieres

Domaine des Tourelles

Domaine des Tours

Domaine Faiveley

Domaine Faiveley è la celebre tenuta vitivinicola della Côte d’Or che da 7 generazioni produce alcune delle migliori etichette della Borgogna. Nato dalla lungimiranza del fondatore Pierre, il quale acquistò i primi vigneti di proprietà nel comune di Nuit-Saint-Georges nel 1825, oggi Domaine Faiveley è anche uno dei domaines più estesi, distribuito lungo un territorio che comprende al suo interno prestigiosi vigneti grand cru e premier cru. Basti pensare ai leggendari Clos de L'Ecu e Corton Clos des Cortons Faiveley, da cui hanno origine gli inestimabili vini Pinot Nero, o al Clos des Issarts, che è la culla di prestigiosi vini bianchi a base di uve Chardonnay. Come abiti dell'alta sartoria, i vini del domaine sono realizzati con un approccio fortemente artigianale, fatto di estrema cura e precisione. L’attuale proprietario dell’azienda, Erwan Faiveley, ha ereditato i valori e le tradizioni dell’attività di famiglia, introducendo al contempo nuove tecnologie, al fine di ottenere i vini più autentici e rappresentativi di ciascun terroir e annata. Vino Domaine Faiveley Ogni vino Domaine Faiveley è ottenuto dalle migliori uve, coltivate con pratiche razionali e sostenibili, raccolte rigorosamente a mano e selezionate prima di procedere alla vinificazione. Vengono poi depositate nei tini di fermentazione, usando un sistema a gravità; dopo la fermentazione alcolica, si procede con una pressatura lenta e soffice, con cui viene estratto un mosto fiore intenso e puro. I vini vengono poi lasciati invecchiare in botti di rovere francese dai 12 ai 18 mesi, per concludere l’affinamento in bottiglia. Si ottengono, così, vini dalla notevole capacità di invecchiamento, il cui potenziale si esprime distintamente fin dalla giovinezza. Dotati di potenza, eleganza e finezza, sono i compagni ideali per le occasioni più importanti: Vino.com dispone nel suo catalogo una accurata selezione dei più grandi Pinot Nero e Chardonnay della Maison. Quali sono le caratteristiche del Pinot Noir Domaine Faiveley? Il Pinot Noir Domaine Faiveley è considerato un’eccellenza del territorio borgognone. È ottenuto da uve Pinot Noir in purezza, raccolte una volta raggiunta la perfetta maturazione e selezionate a mano. Lo Chambertin-Clos de Beze Grand Cru si presenta al calice con un elegante colore rosso rubino intenso e apre al naso con note fruttate e tostate. Il palato è potente, ma morbido e con un finale piacevolmente persistente. Questo pregiato Pinot Noir è indicato in abbinamento a piatti a base di selvaggina, o con uova strapazzate al tartufo. L’Echezeaux Grand Cru è invece un rosso rubino chiaro, dal profumo seducente di frutta e note tostate. In bocca risulta liscio e fruttato, con un finale lungo e persistente. Un grand cru dall’eccezionale potenziale d'invecchiamento, disponibile su Vino.com

Domaine Faiveley

Domaine François Lamarche

Domaine Giraud

Domaine Leflaive

Domaine Leflaive

Domaine Leflaive è un marchio storico dei grandi vini di Borgogna. Da secoli coltiva vigne in alcune delle zone più pregiate della Côte d'Or. Le origini del Domaine risalgono alla fine dell’Ottocento, quando Joseph Leflaive sposa Camille Biétrix du Villars e decide di lasciare la carriera d’ingegnere per dedicarsi alle vigne di famiglia a Puligny Montrachet. Il periodo era particolarmente difficile. Il vigneto europeo aveva dovuto affrontare il terribile periodo della fillossera, il piccolo insetto arrivato dall’America, che aveva devastato le vigne attaccando le radici delle piante. L’antico patrimonio delle vigne era andato quasi completamente distrutto e bisognava rifare tutti gli impianti. In questi anni Leflaive vendeva i suoi vini ai principali commercianti della regione. Dal 1920 in avanti, con pazienza cominciava a realizzare nuovi vigneti per ridare un futuro alla tenuta di famiglia. Grazie alla collaborazione dell’amico François Virot, Laflaive comincia a selezionare i nuovi porta innesti ricavati dalle viti americane, scegliendo quelli più adatti alla composizione dei terreni e al clima della Borgogna. Dopo alcuni anni, inizia a imbottigliare il vino e a venderlo con la propria etichetta a una clientela privata, in un periodo in cui tutti i vigneron di Puligny vendevano ancora le uve ai negozianti di Mersault e di Beaune. Il Domaine ha continuato il suo percorso di modernizzazione e verso la fine degli anni ’70, sono stati rinnovati gli impianti di vinificazione e ampliati gli spazi della cantina. Il nuovo progetto ha tenuto conto della sostenibilità, con l’utilizzo di muri spessi, che garantiscono temperature e umidità ideali e costanti, senza dover utilizzare impianti d’aria condizionata.La tenuta è suddivisa in numerose parcelle, che si trovano in zone tra le più prestigiose e famose della Borgogna, in particolare nei Grand Cru di: Montrachet, Chevalier-Montrachet, Bâtard-Montrachet, Bienvenues Bâtard-Montrachet; nei Premier Cru di: Rully Blanc, Puligny-Montrachet Les Pucelles, Puligny-Montrachet Les Folatières, Puligny-Montrachet Les Combettes, Puligny-Montrachet Le Clavoillon, Meursault sous le Dos d'Âne; nelle Appellation Village: Auxey-Duresses Blanc, Puligny-Montrachet, Mâcon-Verzé Blanc; e nelle Appellation Regionali Pouilly-Fuissé e Bourgogne Blanc. Il clima della regione, fresco, soleggiato, e i terreni principalmente composti da marne calcareo-argillose si sono rivelati da secoli ideali per la coltivazione delle due uve principali della Borgogna: il Pinot Noir e lo Chardonnay. I due nobili vitigni francesi si esprimono sui dolci rilievi della Côte d'Or con particolare eleganza e raffinatezza. Le etichette del Domaine Leflaive sono interpretazioni classiche del territorio della Borgogna, fedeli alle più antiche tradizioni e allo stile rigoroso di un grande Domaine.

Domaine Marquis d'Angerville

Domaine Michaut

Domaine Rostaing

Domaine Rostaing

Domaine Serge Dagueneau & Filles

Domaine Ternynck

Domaine Vacheron

Domaine Vacheron

Domaines Barons de Rothschild (Lafite)

La storia vitivinicola della famiglia Rothschild ha radici secolari in Francia e non solo, attraverso molteplici possedimenti sparsi in tutto il paese oltre che in Cile e Argentina. Il domaine, che deriva dal termine guascone “la hite” (letteralmente “collinetta”), ha origini antiche, che risalgono al feudo medievale del XIV nel cuore del Médoc, dove già veniva prodotto del vino, ma divenne famoso nei secoli dopo quando venne riconosciuto come il migliore vino bordolese gustato alla corte di Versailles. Château Lafite fu eletto leader tra i vini di pregio raggruppati nella classificazione dei Grandi vini di Bordeaux del 1855. Fu nel 1868 che il barone James de Rothschild rilevò lo Château proseguendo la grande tradizione vinicola di Lafite. Ad oggi oltre alla produzione esclusiva e ormai iconica di vini bordolesi, l’azienda possiede varie cantine in svariati terroir vitivinicoli di tutto il mondo, tra i quali spicca quello cileno, nella Valle de Colchagua, in assoluto uno dei primi esperimenti di valorizzazione del territorio, che oggi produce uno dei migliori risultati di questa tipologia.

Domaines Ott

Domenico Clerico

Domenico Clerico

Domini Veneti

I vini Domini Veneti rappresentano il territorio della Valpolicella Classica del vino: la zona originale di produzione dei vini storici della Valpolicella. I vitigni, coltivati nella zona collinare della Valpolicella Classica, sono: la Corvina Veronese, il Corvinone, la Rondinella, la Molinara, la Dindarella, l’Oseleta, la Rossignola, la Negrara e la Forselina. Produrre vino per Domini Veneti equivale a rappresentare il territorio più autentico della Valpolicella, rispettando i ritmi della natura e lavorando la terra con attenzione e sensibilità. I vini Domini Veneti nascono da un accurato studio delle aree più vocate della Valpolicella al fine di ottenere vini di altissima qualità. Per questo motivo nel 1989 sono nati i pregiati cru Domini Veneti della Cantina Valpolicella Negrar. Il nome della selezione fa riferimento ai territori della Valpolicella che nel ‘500 facevano parte della Serenissima Repubblica di Venezia. I vigneti da cui nascono i vini Domini Veneti si trovano distribuiti tra la frazione di Jago, Moron, Torbe e La Casetta. Jago, sulla collina di Negrar è una delle zone più vocate della Valpolicella, ha un paesaggio originale, con i classici terrazzamenti a secco, un terreno argilloso-calcareo e delle condizioni climatiche ideali. I vigneti di Moron si trovano in un’altra eccellente microarea, perfetta per la produzione di Recioto. I vigneti di Torbe si trovano nella parte alta della collina, mentre quelli de La Casetta hanno un’esposizione molto favorevole per coltivare uve atte a produrre grandi vini rossi. Come affermato in precedenza le uve principalmente coltivate per la produzione dei vini Domini Veneti sono: il Corvina, il Corvinone, la Rondinella, la Molinara e l’Oseleta. Il Corvina è un’uva ideale per l’appassimento, dona struttura e corpo al vino ed è il vitigno principale dei vini della Valpolicella. Il Corvinone è una varietà soprattutto di collina, ha origini sconosciute e una buccia di colore blu scuro. La sua caratteristica principale è la capacità di conferire longevità e note speziate al vino. La rondinella è un vitigno ideale per l’appassimento, ha una struttura meno complessa e dà ottimi risultati in alta collina. La Molinara è un’uva dalla buccia color rosso violaceo ricoperta da una cera bianca molto simile alla farina, da qui il suo nome, derivante appunto da “mulino”. È un’uva perfetta per produrre vini delicati, particolarmente beverini e dal colore poco intenso. Vino Rosso Domini Veneti Il vino rosso più importante ed apprezzato di Domini Veneti è l’Amarone della Valpolicella, il vino più importante della regione, sulla cui origine aleggia un velo di mistero e leggenda. Si narra che uno dei fondatori della cantina, Gaetano Dall’Ora, si trovò ad assaggiare il vino proveniente da una botte di Recioto dimenticata. Il vino non era più dolce, gli zuccheri del Recioto si erano trasformati in alcool e il vino era mutato, era diventato “un amaro potente”: così nasceva l’Amarone, un vino sorprendente, robusto ed importante. Oltre al classico Amarone, Domini Veneti produce il Recioto, un vino rosso dolce, il cui nome deriva dai piccoli grappoli laterali che caratterizzano il vitigno, le “recie”, simili a delle orecchie. Si tratta di un vino passito, prodotto con uve Corvina, Corvinone e Rondinella, dal colore rosso intenso e dal gusto pieno e delicato. Un altro vino prodotto da Domini Veneti è il Ripasso, ottenuto con la tradizionale tecnica della rifermentazione delle vinacce dell’Amarone con il vino Valpolicella fresco. Con questa tecnica viene prodotto il Ripasso, un vino più alcolico del classico Valpolicella, più intenso e profumato. Quali sono le caratteristiche dell’Amarone Domini Veneti? L’Amarone della Valpolicella Classico Domini Veneti è un vino elegante e strutturato. Ottenuto da uve coltivate nella Valpolicella Classica su terrazzamenti a secco, raccolte a mano, appassite ed affinate in botti grandi di rovere. È un vino perfetto da abbinare alla carne alla brace, ai brasati e ai formaggi stagionati. Domini Veneti produce una seconda tipologia di Amarone, parte della Collezione Pruviniano. Si tratta di un vino ottenuto dai vigneti della valle di Marano, sempre nella Valpolicella Classica. Il nome, Collezione Pruviniano, deriva dalla denominazione di questi territori, che venivano appunto chiamati Pruviniano. È un amarone elegante, con profumi di amarena, spezie, vaniglia e cioccolato. Ha un tannino vellutato, una struttura morbida e una grande persistenza. Infine, Domini Veneti ha pensato di dedicare una parte della produzione alla viticoltura biologica, in questo modo è nato l’Amarone della Valpolicella biologico, con uve provenienti dalla Valpolicella Classica, appassite in fruttaio e affinato in botti grandi per 18 mesi. In questo vino dominano le note di amarena, la prugna secca e le spezie. È un rosso ideale per la selvaggina, la carne alla brace e i brasati. Questo vino biologico rappresenta il futuro della Valpolicella, un nuovo modo di seguire la tradizione nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Scopri la selezione Domini Veneti su Vino.com.

Dominio de Atauta

Don Papa

Le Filippine hanno una lunga tradizione di coltivazione della canna da zucchero, favorita dal clima caldo e umido di questa regione, e con essa la produzione del Rum. La canna da zucchero infatti, nasce nell’Est asiatico e solo in un secondo tempo è esportata nei caraibi; si può quindi dire che il primo rum del mondo nasca proprio qui, nelle Filippine, o in quella che per i locali è Sugarlandia. Il Rum Don Papa in particolare nasce come omaggio a Papa Isio, il leader di Negros carismatico e coraggioso che nel 1890 guidò la guerra di liberazione filippina, ed ebbe un ruolo fondamentale nel cacciare gli spagnoli dall'isola e far raggiungere l'indipendenza a Sugarlandia. Questo Rum leggendario incarna lo spirito stesso di Sugarlandia, il rapporto ancestrale con una natura selvaggia e lussureggiante e un quotidiano che sembra sospeso tra realtà e sogno. Don Papa: compralo facilmente online Comprare online il Don Papa rum è facilissimo su vino.com: puoi trovarlo tra i migliori rum del nostro assortimento, rintracciarlo digitando il nome don papa nella stringa di ricerca o trovarlo nel nostro spazio dedicato ai cocktail. Scegliere il tuo Don Papa preferito e riceverlo in pochi click sarà più veloce e semplice che ordinare un Cuba Libre e una volta a casa tua potrai sbizzarrirti con tutti i cocktail che vuoi! Rum Don Papa: uno dei più dolci e aromatici Rum del mondo Il Rum Don Papa è considerato uno dei più dolci e aromatici al mondo, e il suo segreto è proprio nel l'ingrediente fondamentale: la melassa di canna da zucchero. Infatti, grazie al clima particolare delle Filippine, la canna da zucchero cresce rigogliosa e piena di aromi, e la melassa che se ne ricava è una delle più ricche e dolci del mondo, così preziosa da essere definita “oro nero”. Don Papa seleziona la miglior canna da zucchero filippina e crea la melassa per il proprio rum con i mulini tradizionali del 1920. Il Rum, ottenuto diluendo con acqua di sorgente, affina in botti di ex Bourbon, alcune delle quali create e riservate appositamente a Don Papa e tostate per conferire a Don Papa il colore intenso che lo caratterizza. In queste botti, nella distilleria ai piedi del monte Kanlaon, il Rum Don Papa affina almeno 7 anni, prima della composizione del blend. A questo punto, una volta imbottigliato, il Don Papa può finalmente portare lo spirito di Sugarlandia a tutti gli amanti di Rum del mondo. La storia di Rum Papa è vera? La storia di Rum Papa si perde nella leggenda: è effettivamente esistito un eroe filippino chiamato Don Papa (si tratta di Dionisio Magbuelas, ex-caposquadra in una piantagione di canna da zucchero, protagonista delle rivoluzioni che portarono alla liberazione dalla dominazione spagnola). Sugarlandia, invece, terra elette di Don Papa, si perde nel mito, perché parte dalle Filippine ma va oltre e diventa sogno. Cos’ha di speciale questo Rum filippino? Il rum filippino Don Papa ha una lunghissima tradizione, molto più antica rispetto ai rum più famosi della zona caraibica, Cuba e Venezuela in testa, in quanto la coltivazione della canna da zucchero nasce nel sud est asiatico e solo in un secondo tempo è esportata nei Caraibi. Il Rum Papa Nero è il migliore della distilleria? Il Rum Papa Nero è considerato ancora oggi uno dei migliori distillati della Don Papa e si caratterizza per un lungo invecchiamento di 10 anni in botti tostate, che gli conferiscono un colore particolarmente scuro e un bouquet intenso e complesso.

Donato Angiuli

Donna Olimpia

La cantina Donna Olimpia prende il nome da Olimpia Alliata, Signora di Biserno e sposa di Gherardo della Gherardesca, che diede il nome alla Tenuta nel 1898 in occasione del 25° anniversario del loro matrimonio. L'azienda è nata da un’intuizione di Guido Folonari, erede di una delle storiche famiglie del vino italiane, che nei primi mesi del 2001 decide di sviluppare un progetto enologico ambizioso. La cantina è situata nel cuore della Maremma, tra Bibbona e Castagneto, nel cuore dello straordinario territorio di Bolgheri, in provincia di Livorno. La filosofia di Donna Olimpia si basa sull’eccellenza, la qualità del prodotto, la ricerca costante di migliorarsi, la tipicità di un prodotto legato ad un territorio ben identificabile.

Donnafugata

Il nome Donnafugata significa letteralmente donna in fuga e fa riferimento alla vicenda della regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV di Borbone, che all'inizio dell'Ottocento fuggì da Napoli per l'arrivo delle truppe napoleoniche e si rifugiò proprio nelle terre in cui oggi si trovano i vigneti aziendali. I vini di Donnafugata sono una grande espressione del territorio siciliano e ne raccontano con passione profumi, sensazioni e gusti. Bianchi freschi e minerali, bollicine raffinate e complesse, rossi autentici e sinceri, dolci solari ed eleganti caratterizzano la produzione della cantina e nascono da una grande cura dei particolari e dalla volontà di creare vini che rispondano appieno alle potenzialità del territorio. Donnafugata: autentico vino rosso siciliano Donnafugata da sempre crea vino rosso siciliano nelle zone più vocate nella regione come Etna Doc, Cerasuolo di Vittoria DOCG, e la Sicilia SudOccidentale, sia da uve tipiche del territorio quali il Frappato, il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese, sia da uve internazionali quali il Merlot, il Cabernet Sauvignon e il Syrah. Tra i vini rossi di Donnafugata, i più ricercati sicuramente sono il Mille e Una Notte, il Tancredi e lo Sherazade. Il Sedara è uno dei vini di Donnafugata più diffusi, creati per il consumo di tutti i giorni: piacevole, versatile negli abbinamenti, perfetto per tutti i giorni, tutti amano questo blend di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah. Donnafugata: vino bianco siciliano di carattere Il vino bianco di Donnafugata è ricco di romanticismo e freschezza, a partire da La Fuga, lo Chardonnay nato con i grappoli raccolti in piena notte per mantenere tutto l’aroma goloso e fruttato delle uve, al lievissimo Lighea da uve di Zibibbo, passando per il Prio, 100% Cattaratto affinato in acciaio. Freschi e leggeri come un battito d’ali di farfalla anche il Damarino, da un blend di uve Ansonica e altre uve, il Sursur Grillo Sicilia Doc e il Chiarandà, mirabile Chardonnay della Tenuta Contessa Entellina. Questi vini sono stati creati con l’intento di valorizzare i profumi delle uve, coltivando in ogni territorio le uve più adatte, per riuscire a dare la massima espressione in ogni vigneto. Qual è il miglior vino di Donnafugata? Il miglior vino di Donnafugata è senza ombra di dubbio il Mille e Una Notte, nato nei vigneti situati nella tenuta di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia sud-occidentale e affinato in barrique di rovere per un periodo di 15-16 mesi e successivamente in bottiglia per ulteriori 30 mesi, prima di essere immesso in commercio. Perché Donnafugata è Sicilia del vino autentica e sostenibile? Donnafugata in ognuna delle sue tenute in Sicilia presta la massima attenzione nei confronti dell’ambiente: nei vigneti aziendali non fa uso di diserbanti e concimi chimici e impiega tecniche di lotta integrata come il controllo degli insetti (tignola) tramite utilizzo di trappole a feromoni. Un sistema di produzione che assicura la gestione eco-sostenibile delle attività agricole (Good Agriculture Practices, GAP) dal 2011 e sostenibilità ed eccellenza si perseguono anche con il sovescio, la concimazione organica, l‘irrigazione di soccorso e i diradamenti. Come si abbina il vino Anthilia di Donnafugata? Il vino Anthilia di Donnafugata, così fresco e delicatamente profumato di fiori e pesca bianca, con una piacevole nota sapida in bocca, è perfetto sia con una semplice bruschetta al pomodoro e basilico sia con piatti come pasta ai frutti di mare, pesce azzurro, club sandwich al salmone. Vi suggeriamo inoltre di abbinarlo ad una gustosa Caesar Salad.

Donne Fittipaldi

L’azienda Donne Fittipaldi nasce nel 1992, nel cuore della Maremma livornese, dalla ristrutturazione di un’antica tenuta appartenuta ai Conti della Gherardesca, che si estende per 46 ettari intorno al casale “La Pineta”. Guidata da 5 donne della famiglia Fittipaldi Menarini, l’azienda si avvale delle più moderne attrezzature, pur mantenendo forti legami con la tradizione. L’obiettivo di Donne Fittipaldi è quello di esaltare il legame con il territorio di Bolgheri, intervenendo sulla produzione quel tanto che basta, in modo da poter offrire ai clienti un prodotto genuino, salubre, che sviluppa il più possibile i propri aromi.

Donnhoff

Dopff au Moulin

Dopff au Moulin è una storica cantina alsaziana, che si trova nel cuore dei più rinomati Grand Cru del territorio. Le origini del Domaine risalgono al 1574 e per secoli l’arte della coltivazione della vite e della vinificazione è stata tramandata di generazione in generazione, fino ai giorni nostri. Nel corso dei secoli, non si è mai persa l’originaria natura di vigneron e l’impegno rigoroso a produrre con il marchio Dopff au Moulin solo vini di alto livello qualitativo, realizzati con le migliori uve della tenuta e affinati nelle cantine con pazienza e rispetto delle antiche tradizioni. Un antico savoir-faire, basato sulla profonda conoscenza dei migliori terroir alsaziani che si trovano nei pressi dell’antica e affascinante città medioevale di Riquewihr. Oggi l’azienda è guidata da ben tre generazioni, Pierre Dopff, Presidente Onorario, suo figlio Pierre-Étienne, Presidente e Etienne-Arnaud direttore generale. La città di Riquewihr si trova a un’altitudine di 300 metri sul livello del mare, nei pressi della splendida zona collinare ai piedi della catena dei Monti Vosgi, che ripara le vigne dai venti freddi del nord e dalle perturbazioni piovose che arrivano da ovest. Una sorta di provvidenziale barriera contro il cattivo tempo, che crea un microclima del tutto particolare e molto favorevole alla viticoltura. Le esposizioni rivolte a mezzogiorno, con una perfetta insolazione, e i terreni molto vocati, consentono di portare a maturazione uve dai corredi aromatici intensi e ricchi. Il Domaine Dopff au Moulin si estende su una superficie complessiva di 70 ettari e rappresenta la tenuta più grande della celebre area dei Grand Cru. Le vigne si trovano nella zona di Schoenenbourg, conosciuta come uno dei migliori terroir per il Riesling, a Hunawihr, Mittelwihr, Hardt de Colmar e Eichberg-Brand de Turkheim. Oltre per la produzione di ottimi vini fermi, la cantina è famosa per un’antica tradizione nell’elaborazione del Crémant d’Alsace. Tutto nasce nel 1900. All’Esposizione Universale di Parigi, Julien Dopff assiste a una dimostrazione pratica sul Metodo Champenoise. Subito nasce l’idea di creare vini alsaziani sullo stesso stile. Dopo uno stage di due anni a Èpernay, per apprendere tutti i segreti dello Champagne, Julien Dopff inizia a produrre spumanti rifermentati in bottiglia in terra d’Alsazia. Cominciava cosi l’avventura del Crémant d’Alsace, che ancora oggi è una delle etichette di maggior successo della cantina. Dopff au Moulin è stata tra le prime cantine a imbottigliare il proprio vino e a conquistare così, prima il mercato di Parigi, in seguito della Francia e poi dell’Europa. Oggi i vini Dopff au Moulin sono tra le migliori eccellenze dell’Alsazia e restituiscono nel calice le caratteristiche di una straordinaria regione del vino.

Doppio Passo

Dos Almas

Dos Almas è la congiunzione di due anime in un'armonia perfetta: quella italiana rappresentata dalla tradizione plurisecolare della Casa Vinicola Zonin e quella cilena della pluralità di terroir che la famiglia Zonin ha voluto raggiungere per portare avanti il proprio desiderio di esplorare la biodiversità offerta dalle diverse regioni vinicole del mondo. Dalle aree più vocate del Cile si ottengono vini intrinsecamente cileni caratterizzati dal tratto distintivo italiano che si esprime attraverso le metodologie produttive. Stiamo parlando della Valle del Maipo, la regione cilena con la storia più antica, i cui vigneti risalgono al tempo dei Conquistadores del XVI secolo, culla di grandi Cabernet; della Valle de Colchagua, un mosaico di suoli che vanno dal granito all'argilla e allo scisto, da cui derivano vini ricolmi di mineralità; per finire con la Valle de Casablanca, i cui vigneti avvolti da nebbie e dalle fresche brezze saline date dalla vicinanza con l'Oceano Pacifico producono bianchi seducenti a base di uve Sauvignon Blanc e rossi freschi da uve Pinot Nero.

Dow's

Dow's

Dr. Fischer - Bocksteinhof

Martin Foradori Hofstätter ha iniziato a occuparsi dell’azienda di famiglia negli anni ’90 e dopo alcune acquisizioni in Alto Adige, ha cominciato a volgere il suo sguardo di vignaiolo attento e curioso anche all’estero, in particolare verso la Germania. Da sempre amante dei grandi Riesling, Martin ha pensato di trasformare la sua passione in una nuova avventura imprenditoriale. L’opportunità per realizzare il suo sogno si è concretizzata nel 2014, quando è riescito ad acquistare la storica tenuta Dr. Fischer, con meravigliose vecchie vigne in alcune delle migliori esposizioni della regione della Saar. La tenuta è un piccolo gioiello, che si trova sui ripidi pendii del fiume Saar, affluente della Mosella, e comprende i famosi cru di “Ockfener Bockstein” e “Saarburger Kupp”. La storica azienda Weingut Dr. Fischer è entrata così nell’universo delle proprietà gestite da dalla cantina J. Hofstätter. Martin Foradori ha intrapreso questa nuova sfida con grande rispetto per le tradizioni locali, consapevole di avvicinarsi a un vero e proprio santuario del Riesling. L’approccio è stato di grande rispetto per luoghi cosi ricchi di storia, che da secoli producono alcuni tra i vini bianchi più interessanti al mondo. Proprio lungo le sponde del fiume Saar e della Mosella, il Riesling esprime le sue migliori qualità. Il clima fresco, ventilato e le esposizioni ripide e soleggiate, permettono ottime maturazioni delle uve. La presenza del fiume funge da termoregolatore naturale delle temperature, mitigando il clima, che conserva comunque notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte. I terreni pietrosi, ricchi di rocce d’ardesia, si scaldano durante le ore diurne e cedono calore di notte, scongiurando il pericolo di gelate. I pendii vertiginosi garantiscono un ottimo drenaggio, che insieme al vento, limitano l’incidenza di muffe e di altre patologie.Il riesling da secoli dimora in questa regione e si è adattato benissimo alle caratteristiche del territorio, trovando una perfetta interazione con i suoli pietrosi e il clima. È proprio questo delicato ecosistema di un terroir straordinario, che permette di produrre alcuni dei vini bianchi più affascinanti in assoluto. La tenuta comprende due zone particolarmente vocate: Bockstein e Saarburger Kupp. Blockstein si trova nei pressi del villaggio di Ockfen, caratterizzato da un ripido anfiteatro naturale particolarmente vocato. Le vigne sono coltivate su pendii esposti a sud, sud-ovest, su suoli di ardesia grigia. I vini di questa zona hanno un profilo minerale e ricchi aromi fruttati. La vigna Saarburger Kupp si trova sopra il borgo di Saarburg, su un ripido pendio caratterizzato dalla presenza di ardesia rossa. Dona vini dal profilo vibrante, fresco, sapido e minerale, di grande carattere e personalità.

Dr. Loosen

Dr. Loosen

L’azienda vitivinicola Dr. Loosen è legata al terroir della Mosella da oltre 200 anni ed è conosciuta a livello internazionale per i suoi Riesling di prima qualità. Tramandata di padre in figlio per generazioni, la tenuta è stata ereditata nel 1988 da Ernst Loosen, che ha portato la produzione familiare a un livello superiore. In anni di crisi per il vino tedesco, considerato di bassa qualità e quindi meno richiesto, Ernst Loosen ha fatto tesoro dell’eredità ricevuta, ovvero di alcuni vigneti antichissimi situati negli storici Grand Cru della Mosella, per produrre nuovi vini che esprimessero al meglio le qualità del territorio. Il principio che lo ha sempre ispirato è che i grandi vini sono frutto della passione, della dedizione e di una visione chiara di quello che doveva essere il prodotto finito. “Un grande vino inizia nella tua mente”, questa è la sua filosofia ed è così che sono nati i Grosses Gewächse, 9 varietà di Riesling Dry dei vigneti Grand Cru della Mosella, o i GG Réserve, considerati la quintessenza del terroir di provenienza. Oggi il marchio Dr. Loosen è sinonimo di garanzia e qualità, tant’è che l’azienda nel 1993 è entrata a far parte della VDP (Verband Deutscher Prädikats und Qualitätsweinguter), associazione che raggruppa le 200 migliori aziende vitivinicole tedesche. Vino Bianco Dr. Loosen Il vino bianco Dr. Loosen nasce sui pendii lungo il fiume Mosella, in Germania, dove il clima fresco e la perfetta esposizione creano un habitat ideale per la produzione del Riesling. La luce del sole, infatti, permette alle uve di maturare lentamente, mantenendo la loro freschezza e acidità, mentre i terreni di pietre di ardesia costituiscono una fonte naturale di nutrienti per le piante, in quanto contengono potassio e altri minerali. Qui, l’azienda Dr. Loosen coltiva le sue uve da generazioni: le viti più vecchie hanno in media 70 anni e alcune raggiungono i 130 anni. Il segreto del successo dei vini Dr. Loosen non sta solo nel territorio in cui nascono, ma anche nell’attenzione impiegata da chi li produce: le uve, infatti, vengono coltivate in modo sostenibile, raccolte a mano e selezionate accuratamente. A partire dai vigneti che rientrano nelle aree designate come Grand Cru, a seconda delle condizioni specifiche dell’annata, l’azienda produce i suoi 9 Grosses Gewächse, Riesling dry di prima qualità; oppure, i classici Prädikat, dal Kabinett al Trockenbeerenauslese. Dal 2011 sono stati prodotti i primi GG Réserve con le uve più pregiate dei vigneti di Wehlener Sonnenuhr, Ürziger Würzgarten e Erdener Prälat. Oltre a questi, ricordiamo i Riesling provenienti da vigneti situati al di fuori dell’area dei Grand Cru, come i Gutsweine e gli Ortsweine, caratteristici dei terroir in cui nascono. Quali sono le caratteristiche del Riesling Dr Loosen? Dr. Loosen produce una vasta gamma di Riesling molto diversi tra loro per caratteristiche: dai vini più secchi e di spiccata acidità a quelli più dolci ed intensi. I 9 Grosses Gewächse sono Riesling dry che vedono un processo di fermentazione spontanea in botte e l’affinamento sulle fecce piene per almeno un anno. Sviluppano così aromi unici e una grande struttura, come nel caso dell’Ürziger Würzgarten Alte Reben Grosses Gewachs (GG), disponibile su Vino.com. Questo Riesling dry si apre al naso con note fruttate di pesca e di fragola selvatica, perfettamente combinate con un retrogusto minerale e di lievito. Altri, come i classici Prädikat, sono più dolci e avvolgenti: l’Ürziger Würzgarten Riesling Spätlese e l’Ürziger Würzgarten Riesling Auslese, disponibili su Vino.com, sono due esempi. Provengono da un unico vigneto noto per conferire caratteristiche speziate ai suoi vini e per questo chiamato “giardino delle spezie”. Non a caso, oltre alle note varietali e dolci della frutta, in entrambi emerge l’inconfondibile trama speziata. Dove nasce la cantina Dr Loosen? L’azienda tedesca Dr Loosen ha ben due cantine: Dr. Loosen, situata a Bernkastel, lungo il fiume Mosella e Villa Wolf nel Palatinato, a sud-ovest della Germania, sopra l’Alsazia. Ernst Loosen ha ereditato la cantina a Bernkastel nel 1988, iniziando il suo percorso volto a migliorare la qualità e la reputazione internazionale della regione della Mosella e del Riesling in generale. Nel 1996, ha acquisito anche la cantina J.L. Wolf (oggi Villa Wolf), dando nuova vita a un'azienda vinicola ricca di storia, ma che in quegli anni stava vedendo un rallentamento nella produzione. Ernst Loosen ha saputo cogliere subito il potenziale di questa regione circondata dalle montagne che garantiscono un clima mite e caldo, ideale per la maturazione delle uve. Qui, ha iniziato a produrre i suoi Riesling dry, ma anche il Pinot Bianco, il Pinot Grigio e il Gewürztraminer, a completamento dell’ampia gamma di vini prodotti nella cantina a Bernkastel.

Dr. von Bassermann - Jordan

La cantina tedesca Dr. Von Basserman è una storica realtà del Palatinato, che da secoli produce vini di alta qualità. Si tratta di uno dei produttori più antichi del territorio, che da oltre 300 anni tramanda di generazione in generazione l’arte della viticoltura e un prezioso patrimonio di conoscenze, che ha elevato i suoi vini tra le migliori eccellenze di questa importante regione del vino della Germania. La Regione del Palatinato, o Pfalz in tedesco, rappresenta una delle aree storiche del vino e si estende complessivamente su circa 5.000 ettari, coltivati prevalentemente con riesling. Non mancano tuttavia altri vitigni, come il gewürztraminer, il sauvignon blanc e i rossi dornfelder, portugieser, pinot nero, cabernet sauvignon, merlot e regent. Il clima è continentale, temperato, con estati molto calde. In un anno si contano oltre 2.000 ore di sole, con piovosità molto basse: condizioni ideali per la vite. Il Palatinato offre una notevole varietà di suoli, che permettono di coltivare ogni varietà nel luogo più adatto: dai terreni ricchi di arenaria e scheletro alle zone più sabbiose o ricche di calcare, scisti e basalti. Ancora oggi la cantina Dr. Von Basserman ha conservato un carattere familiare e una straordinaria cura e passione nel realizzare etichette, che interpretano alla perfezione il carattere del territorio le sue consuetudini. I suoi vini sono stati bevuti in importanti occasioni da molte personalità di spicco, dal cancelliere Otto von Bismarck e da Wilhelm Busch, dai Re bavaresi, all’Arcivescovo di Colonia, alla Famiglia Reale Inglese. Le etichette della cantina hanno suggellato la firma de trattato di Versailles dopo la guerra franco-tedesca nel 1871. Nei tempi più recenti, sono stati ospiti della tenuta i politici tedeschi Gerhard Schroeder e Helmuth Kohl. Gli antichi edifici ospitano una meravigliosa cantina storica, costruita con volte a mattoni, che conserva anche le vecchie annate fino al 1811.Ancora oggi le etichette Dr. Von Basserman sono un imprescindibile punto di riferimento per chiunque desideri conoscere il volto autentico e tipico dei grandi vini del Palatinato, grazie a un parco vigne di proprietà che ricomprende alcune delle parcelle più pregiate della regione, famose da sempre per regalare uve di qualità superiore. La storica etichetta che riporta la data del 1811, tra le più antiche di tutta la Germania, viene ancora utilizzata per la gamma "Geheimer Rat Dr. von Bassermann-Jordan GmbH". Si tratta di vini molto eleganti, dal carattere piacevolmente fruttato, come il Riesling e il Sauvignon Blanc. Per gli altri vini dell’azienda, invece, viene utilizzata l’etichetta Art Nouveau disegnata da Alois Balmer nel 1905, che mostra l'Imperatore Romano Probo. Questa collezione di vini rappresenta la ricerca di dare voce alle caratteristiche peculiari di ogni singolo terroir, in modo da esaltarne la personalità unica e inimitabile.

Drambuie

Il liquore Heather Honey Whisky di Drambuie è un liquore proveniente dall'Isola di Skye ottenuto da un singolare blend di scotch whisky invecchiato e miele di brugo, erbe e spezie. La leggenda narra che il Principe Carlo Edoardo Stuart, sconfitto nella battaglia di Culloden nel 1745 nel tentativo di riportare la propria famiglia sul trono d'Inghilterra, e inseguito dalle truppe del Re per tutta la Scozia, venne aiutato dal capo clan dei MacKinnon a fuggire dall'isola di Skye. In cambio del suo aiuto, il Principe donò a MacKinnon la ricetta segreta di un elisir da tramandare alle future generazioni. La ricetta giunse al Broadford Hotel di Skye, dove i clienti ai quali veniva servito lo definirono in gaelico "An Dram Buidheach", un drink che appaga, successivamente abbreviato in Drambuie.

Duc de Castellac

Duca di Salaparuta

Il Gruppo Duca di Salaparuta riunisce tre brand storici che rappresentano la Sicilia nel mondo: Corvo e Duca di Salaparuta, nati nel 1824, Florio nato nel 1833. Tre marchi, ognuno testimone di un territorio specifico e delle peculiarità che lo contraddistinguono, e una gamma di vini completa in grado di soddisfare ogni occasione di consumo e abbinamento. Duca di Salaparuta è espressione dei territori più vocati e di una lunga tradizione vinicola. Da sempre sinonimo di qualità, riesce ogni volta a raccontare in modo nuovo e seducente gli aspetti più appassionanti della Sicilia attraverso le sue tenute: Suor Marchesa a Riesi, Risignolo a Salemi e Vajasindi sulle pendici dell’Etna.L’azienda rappresenta un perfetto connubio tra novità e classicismo, tra vitigni autoctoni siciliani come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese e il Grillo e vitigni internazionali come il Merlot e il Pinot Nero. Una produzione variegata dunque, che mai rinuncia alla qualità, come dimostrato dai riconoscimenti ricevuti dalla critica a livello internazionale.

Duca di Saragnano

Duchessa Lia

Duckhorn

Due Palme

Cantine Due Palme nasce a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, grazie ad Angelo Maci, proveniente da una famiglia di vignaioli da tre generazioni. L’azienda cooperativa, costituita nel 1989, raccoglie oltre 100 soci conferitori per un totale di ben 2500 ettari di vigneti tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce. Ben 25 le referenze prodotte dalla cooperativa, soprattutto tra uve autoctone con qualche variante più internazionale, fortemente distinte e diversificate tra loro a seconda dei diversi terroir, delle posizioni e del lavoro dei produttori. Sono però uve indigene come il Negroamaro, il Primitivo e la Malvasia Nera che compongono i prodotti più ricercati e apprezzati dalla critica, le trasposizioni in vino di una terra profondamente espressiva ed evocativa come quella pugliese

Duval-Leroy

E. Pira & Figli - Chiara Boschis

Situata nel comune di Barolo, l’azienda Pira Boschis origina da un’antica famiglia di viticoltori attivi tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, che vedeva in Gigi Pira l’esponente principale di una vecchia scuola di produzione. I suoi principi erano la vinificazione di uve unicamente provenienti dai vigneti di proprietà e il lavoro in vigna, accurato e rigorosamente manuale, al fine di ottenere un vino di alta qualità, pur sacrificando le quantità prodotte, e allo scopo di salvaguardare l’ambiente. Dal 1980 Chiara Boschis garantisce la stessa passione che Gigi Pira sentiva per tutto ciò che atteneva il mondo enologico, seguendo la stessa filosofia produttiva ma apportando soluzioni innovative per quanto concerne la cantina e lo stile di produzione. Dal 2010 Chiara Boschis è affiancata dal fratello Giorgio che condivide con lei questa passione e dal 2011 è in conversione biologica.

Egon Müller

Un nome sul quale ormai c’è ben poco da dire quello di Egon Müller, sicuramente tra le cantine più annoverate della Germania e non solo, che ha scalato classifiche e conquistato moltissimi riconoscimenti internazionali dalla sua nascita nel 1797. Già all’inizio del XX secolo i Riesling della Mosella di Müller erano noti ed apprezzati in tutta Europa, raggiungendo già prezzi molto alti per l’epoca. L’azienda che si trova nella splendida tenuta familiare presso Wiltingen, possiede 16 ettari quasi totalmente a Riesling: circa 8 ettari di Scharzhofberg, 4 di Wiltinger e i restanti usati per il QBA - il corrispondente tedesco del nostro IGP. Alcune di queste viti, come in altre aziende della Mosella, hanno resistito all’epidemia di fillossera del XIX secolo e hanno oltre 100 anni, producendo una qualità di vini davvero rara, seppur con resa minima. Tramite il sapiente dosaggio della muffa nobile Botrytis - anche in Riesling solitamente più secchi come il Kabinet - risultano vini con residuo zuccherino, secondo quella che è la filosofia portata avanti dalla famiglia Müller. Questi Riesling sono dunque tra i bianchi più apprezzati e ricercati al mondo, delle vere e proprie icone della regione della Mosella, dei vini di culto, capaci di saper invecchiare come pochi altri Riesling.

Eisacktaler Kellerei

Eisacktaler Kellerei è una giovane realtà della Valle Isarco specializzata nella produzione di vini bianchi. Il terroir del Trentino Alto Adige dove nasce la cantina conta una lunga tradizione vitivinicola, tanto che i primi ritrovamenti di oggetti dedicati alla produzione del vino risalgono al 500 a.C. Grazie al suo clima piuttosto asciutto e ai terreni favorevoli alla viticoltura, la Valle Isarco si distingue per la produzione di vini bianchi di carattere e la Cantina Produttori Valle Isarco rimane su questa linea con i suoi cru Sylvaner e Kerner e con i suoi vini premium Müller Thurgau, Gewürztraminer e Pinot Grigio. Eisacktaler Kellerei nasce nel 1961 e nel tempo è diventata la più grande cooperativa vitivinicola dell’Alto Adige, con 130 soci produttori. Il suo successo è dovuto ai valori che guidano la Cooperativa: produrre vini di “qualità senza compromessi” e difendere il legame con i piccoli viticoltori locali che lavorano con passione per questa realtà. Vino Bianco Eisacktaler Kellerei I vini bianchi Eisacktaler Kellerei nascono a diverse altitudini su terreni ricchi di minerali, come i quarzofilliti, i dioriti, o le formazioni di origine vulcanica. Grazie alla particolarità del suolo, all’esposizione delle viti e a un microclima favorevole si ottengono vini con aromi particolari, perfetta espressione del terroir della Valle Isarco. I viticoltori soci della Cantina intervengono sui terrazzamenti nel corso di tutto l’anno, con trattamenti ecologicamente sostenibili che non modificano il carattere e le qualità delle uve. La Cantina Produttori Valle Isarco produce numerose varietà di bianchi, tra cui il Sylvaner, il Kerner, il Pinot Bianco e il Pinot Grigio, il Sauvignon, il Müller Thurgau e il Gewürztraminer. Scopri l’intera selezione di vini Eisacktaler Kellerei su Vino.com!

El Dorado

El Porvenir

Elderton

Elém

Elena Fucci

L’azienda Elena Fucci è situata nel comune potentino di Barile, ai piedi del Monte Vulture. Fondata nel 2000, allo stabile già esistente, è stata annessa una nuova cantina, collegata mediante un suggestivo tunnel scavato nella roccia vulcanica, costruita secondo principi di bioarchitettura e con tecnologie che riducono l’impatto ambientale e i consumi energetici. Tutti gli sforzi e le attenzioni della enologa Elena Fucci e il suo team sono rivolti alla cura dell’unico prodotto aziendale, il Titolo, curato con estrema attenzione in ogni fase della produzione, dalla vigna fino in cantina. Questo Cru viene premiato dalle più importanti guide di settore e permette al brand Elena Fucci di essere riconosciuto e apprezzato nel panorama enologico a livello internazionale.

Elena Walch

La storia della Cantina Elena Walch inizia 150 anni fa nel cuore del piccolo paese di Termeno sulla Strada del Vino, in Alto Adige. Ricavata dal sottosuolo in pietra naturale, la cantina nasce nel segno della sostenibilità e viene con gli anni modernizzata e trasformata in una delle cantine private più belle e ricche di tradizione della regione. I vini di Elena Walch sono creati ad arte dalle migliori uve seguendo un approccio sostenibile, nel pieno rispetto della natura e dell'ambiente. La notevole estensione dei vigneti di proprietà della famiglia contribuisce a rendere la cantina una tra le più produttive di tutto l'Alto Adige. Elena Walch: il terroir altoatesino La filosofia aziendale di Elena Walch è strettamente legata al suo terroir: da sempre infatti, tutti gli sforzi di questa cantina sono focalizzati allo scopo di ottenere vini che siano l’espressione unica del proprio terreno, del clima e del lavoro svolto in vigna. Proprio per questo la sostenibilità è una realtà concreta: in vigna si lavora senza compromessi, rispettando le caratteristiche individuali del singolo vigneto e valorizzandolo. Lo stesso rispetto nella natura continua in cantina, con la copertura del 45% del consumo energetico totale grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico, il riciclo parziale delle acque, e l’utilizzo della forza di gravità per i vari passaggi di vinificazione, e altresì nel packaging, con l’utilizzo parziale di capsule di origine vegetale, e al 100% riciclabili, e di vetro più leggero per avere una minore produzione di anidride carbonica. Elena Walch significa anche e soprattutto terroir, perché nei vigneti è stata fatta un'importante opera di selezione, con l’elezione di veri e propri Cru, tra cui spiccano i due vigneti VIGNA Castel Ringberg a Caldaro e VIGNA Kastelaz a Tramin, che hanno reso questa cantina una delle più importanti e conosciute dell’Alto Adige per l’alta qualità dei suoi vini. Vino bianco Elena Walch Il vino bianco di Elena Walch è il vero motore dell’azienda. Elena Walch ottiene vini bianchi eleganti e ricchi di profumi, dalle uve che in Alto Adige hanno trovato la loro isola felice, come Sauvignon e Pinot Bianco, ma soprattutto dal Gewürztraminer, grazie al quale questa azienda è riuscita a ottenere premi a livello internazionale, e che oggi è considerato probabilmente il migliore di tutto l’Alto Adige. La produzione di Elena Walch comprende i vini monovitigno dalle uve provenienti dalla tenuta di Castel Ringberg, sopra il Lago di Caldaro, diversi vini frutto di assemblaggi dei vigneti di proprietà e la linea grandi cuvée, nati dalla migliore selezione delle uve nel periodo vendemmiale. Vini bianchi freschi e fruttati, che si distinguono per carattere e personalità, lasciano spazio a rossi concentrati e morbidi, ottenuti da Pinot Nero, Merlot, Schiava e Lagrein. Come abbinare il Gewürztraminer di Elena Walch? Il Gewürztraminer di Elena Walch è eccellente come aperitivo ma non solo. È infatti perfetto anche per accompagnare molluschi e crostacei, specialmente gli scampi e le aragoste, oltre ad essere adatto anche in abbinamento con i piatti della cucina asiatica e con i formaggi erborinati. Quale vino rosso produce Elena Walch? Elena Walch produce vino rosso principalmente dalle uve tipiche dell’Alto Adige, come Pinot Nero, Lagrein e Schiava, ma è degno di nota anche il suo Merlot. Tutti i suoi rossi sono ricchi di carattere e di personalità, come si conviene, del resto, ai rossi altoatesini. Cosa rende l’Elena Walch Beyond the Clouds così speciale? L’Elena Walch Beyond the Clouds è così speciale grazie alla selezione maniacale delle uve da cui è tratto ma soprattutto grazie all’affinamento in barrique di rovere francese per circa 10 mesi e per ulteriori 6 mesi in bottiglia, che regala a questo vino una complessità di aromi straordinaria.

Elena Walch

Elephant

Elio Grasso

Elio Grasso

Elvio Cogno

L'azienda vitivinicola Elvio Cogno è situata sulla sommità della collina Bricco Ravera, a Novello, nel territorio delle Langhe piemontesi. La famiglia Cogno si dedica alla viticoltura ormai da quattro generazioni e i valori di questa lunga storia sono oggi sostenuti in modo armonico dalla freschezza e dall'innovazione apportate all'azienda dagli attuali eredi. Attraverso una gestione accurata e razionale dei vigneti, condotti senza forzature nel pieno rispetto dell'equilibrio biologico della vite, l'azienda Elvio Cogno continua a produrre vini che ripercorrono la storia famigliare, mantenendo inalterati lo stile, i sapori e la grande tradizione che la terra di Langa esprime attraverso i propri vitigni.

Elvio Cogno

Emidio Pepe

Un nome tra i più noti in Abruzzo quello di Emidio Pepe, che raccolse il testimone dai suoi avi già viticoltori e aprì la sua azienda nel 1964 a Torano Nuovo, in provincia di Teramo. Sono solo 15 gli ettari di vitigni dell’azienda, ma ognuno di questi conservato e coltivato maniacalmente per produrre vini di qualità superiore, nelle varietà rigorosamente autoctone di Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo e Pecorino.Emidio Pepe coltiva le sue vigne in maniera sostenibile e biodinamica, utilizzando solo prodotti naturali come i cristalli di rame, lo zolfo di miniera e altri preparati. In un terroir incontaminato come quello di Torano Nuovo, caratterizzato dal connubio delle correnti provenienti dal mare e quelle più fredde del Gran Sasso, nascono così vini naturali profondamente legati al territorio abruzzese, che sanno unire il carattere deciso del suo terroir e delle uve ad una finezza e morbidezza davvero raffinate. Sono vini ormai internazionalmente riconosciuti e discussi quelli di Pepe, prodotti da una sapiente mano artigiana e sinonimo di autenticità e raffinatezza assolute.

Emidio Pepe

Emiliana

Situata nelle principali valli del vino del Cile, la cantina Emiliana è caratterizzata da produrre solo vini biologici e biodinamici, in modo che aiuta a preservare l'equilibrio naturale della vita, gli esseri umani e l'ambiente. Emiliana coltiva i suoi vigneti in regime di agricoltura biologica, con il massimo rispetto del territorio, senza l'utilizzo di sostanze dannose per l'ambiente. La cura per la natura e la preoccupazione per i cambiamenti climatici sono i punti di forza della cantina, l'impegno e il rispetto per i suoi dipendenti e la comunità sono i nostri valori fondamentali di Emiliana.

Emilio Hidalgo

L’azienda Hidalgo nasce, nella seconda metà del XIX secolo nella città spagnola di Jerez de la Frontera, dalla omonima famiglia già proprietaria di vigneti e possedimenti nel territorio andaluso. All’inizio del XX secolo l’attività si espande prima a Londra, poi a partire dai primi anni ‘70 si espande in tutto il territorio europeo, diventando uno dei produttori più importanti di Brandy e Sherry. Al giorno d’oggi Emilio Hidalgo, portata avanti dalla quinta generazione di famiglia, è un’azienda leader nella produzione di Sherry e vini dolci, a testimonianza di ciò, il grande patrimonio di vecchie annate conservate nelle Soleras della cantina.

Emilio Moro

Emilio Moro

Engine

Enio Ottaviani

Enrico Gatti

L'azienda Enrico Gatti nasce nel 1975 nei territori italiani situati nella zona Nord Orientale della Franciacorta, in Lombardia. In quell'anno Il signor Enrico Gatti, da cui l'azienda prende il nome, acquista il suo primo appezzamento di terra per la realizzazione di un vigneto, da cui poi nascerà una produzione artigianale di vino. Pochi anni dopo, inizia una collaborazione con i figli Lorenzo e Paola insieme al marito di quest'ultima, tale unione porterà alla creazione del primo Franciacorta della famiglia Gatti nel 1986. Enrico Gatti utilizza il metodo di produzione dei Franciacorta, che prevede un'accurata e lunga selezione di vitigni nobili che hanno un età media di 25 anni. L'agricoltura utilizzata è quella convenzionale a basso impatto ambientale ed in forma organica.

Era

Errazuriz

Errazuriz

Erste Neue

Erste+Neue rappresenta una tra le più interessanti realtà del panorama enologico italiano. Situata a Caldaro, la cantina nasce dalla fusione tra la Prima Cantina Sociale di Caldaro (Erste) con la Nuova Cantina Sociale di Caldaro (Neue), dando luogo a una delle realtà più prestigiose della zona. Il nome Erste-Neue riassume perfettamente la simbiosi tra tradizione ed innovazione: un pezzo di storia in ogni bottiglia.

Escorihuela Gascón

Espolon

Etsu

Fabiano

La Cantina Fabiano nasce nel 1912 per mano di Francesco e Sergio Fabiano, i quali iniziarono a commercializzare i propri vini prima a Venezia e poi a Verona. Nel corso degli anni avviarono la costruzione di una nuova Cantina a Sona e parallelamente iniziarono una progressiva espansione commerciale che trasformò i Fabiano in una grande azienda esportatrice. La caratteristica principale della Cantina Fabiano è stata la capacità di innalzare il livello qualitativo dei vini nel corso degli anni. Da più di 100 anni, la Cantina Fabiano produce i grandi classici dell’enologia veneta, come l’Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso. Vino Rosso Fabiano Il vino rosso più importante di Fabiano è l’Amarone della Valpolicella, una denominazione storica il cui disciplinare di produzione prevede tre tipologie: Classico, Valpantena e Riserva e può essere ottenuto solo da uve Corvina Veronese, Corvinone e Rondinella. La zona di produzione dell’Amarone racchiude i territori dei comuni di Marano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara. L’etichetta Storica dell’Amarone della Valpolicella DOCG Classico è un vino rosso prodotto con uve selezionate con cura e poi lasciate appassire seguendo la tradizione. Nello specifico si tratta di un vino ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Croatina raccolte a mano e coltivate su terreni rossi ricchi di scheletro e calcare. La caratteristica principale dell’Amarone è l’appassimento, per un periodo di 4 mesi durante i quali le uve raccolte, prima di essere pigiate, vengono fatte appassire e successivamente vinificate in acciaio. L’Amarone Fabiano è un vino dal colore granata, con note di frutta rossa, un palato intenso ed elegante e una trama tannica equilibrata. L’Amarone Classico Fabiano è perfetto da abbinare ai brasati, alla selvaggina e ai formaggi stagionati. Un altro vino rosso Fabiano molto apprezzato è l’Amarone della Valpolicella DOCG Riserva "I Fondatori", un vino dedicato al fondatore di Fabiano ed ottenuto da uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara selezionate accuratamente tra i vigneti situati nei pressi dell’antico borgo di Negrar. Dopo la raccolta, le uve vengono fatte seccare per circa 4 mesi in stanze areate, vengono successivamente pigiate e poi vinificate. La caratteristica principale dell’Amarone Riserva è l’affinamento in botti grandi per 30 mesi, più altri 6 mesi in bottiglia. Si tratta di un vino secco, dal colore granata molto elegante e persistente, perfetto da abbinare alle carni alla griglia o agli arrosti. Se stai cercando un vino rosso molto intenso e tradizionale, ti suggeriamo il Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore, un vino rosso che nasce da uve Corvina, Rondinella, Molinare e Negrara, coltivate nei vigneti situati nella zona di Negrar e S. Pietro in Cariano. Il Ripasso è un vino unico, frutto di due fermentazioni, infatti dopo che il Valpolicella viene vinificato in acciaio, si sottopone ad una seconda fermentazione con le vinacce provenienti dalla svinatura dell’Amarone e del Recioto. Il vino così ottenuto viene fatto affinare 12 mesi in botti di Rovere di Slavonia e 3 mesi in bottiglia. Le sue note principali sono di ciliegia matura e mirtilli neri. È un vino dal colore rosso scuro, molto intenso e speziato, dai tannini morbidi e corposi. Perfetto da abbinare alle carni alla griglia, agli arrosti e ai formaggi stagionati. Stai ancora cercando il vino rosso perfetto per la cena della domenica in famiglia? Quelli di Fabiano sono i vini che fanno per te.

Fagnani

Falesco

Falesco, fondata nel 1979, sorge a Montecchio, in provincia di Terni. Una grande passione per la viticoltura e un forte senso di appartenenza spingono da oltre trent'anni l'azienda a valorizzare il patrimonio vitivinicolo del luogo e a realizzare vini di altissima qualità, seguendo una filosofia produttiva incentrata sul territorio, sulla scientificità e sulla dinamicità. I vini di Falesco dimostrano una grande attenzione ai vitigni sia autoctoni che internazionali e sono perfetta espressione di due territorio ad alta vocazione vitivinicola: l'alto Lazio e la zona di Montecchio e Orvieto in Umbria.

Falkenstein

L'azienda vitivinicola Falkenstein sorge sulla Rocca del Falco, che dall'alto domina Naturno, in provincia di Bolzano. In questa zona, caratterizzata da un clima difficile e duro e da pendenze notevoli, Bernadette e Franz Pratzner coltivano vigneti con grande amore e rispetto per la terra e creano vini che sono una grande espressione del territorio altoatesino. In pochi anni di attività, Falkenstein si è saputa distinguere nel panorama italiano per la produzione di vini di grande finezza, eleganti e dalla piacevole mineralità. Tutte le bottiglie della cantina sono dotate di tappo a vite, per rispondere alla volontà dei proprietari che desiderano che i loro vini siano sempre puliti e corretti.

False Bay

Famiglia Cotarella

Familia Schroeder

Familia Zuccardi

Familia Zuccardi

Famille Moutard

Fantinel

Situata nel comune pordenonese di Spilimbergo, all’interno di territori ad altissima vocazione vitivinicola, l’azienda Fantinel è oggi una delle più grandi realtà del Friuli enologico. Nell’arco di tre generazioni ha vissuto una profonda evoluzione che l’ha portata a divenire, da piccola azienda agricola quale era, prestigiosa cantina di ampio respiro internazionale. Passione, tradizione e innovazione sono i capisaldi della filosofia produttiva, intrisa altresì di qualità e rispetto per il territorio, del proprietario di Fantinel, Paron Mario, per il quale ogni vino rappresenta una forte emozione che intende regalare al consumatore come segno dell’amore speciale che prova per il terroir friulano e per il vino.

Fantini Farnese

Fattoria Aldobrandesca

Fattoria Ambra

La Fattoria Ambra si trova nelle vicinanze del Fiume Ombrone, a Carmignano in Toscana. Il suo nome trae origine dal poema Ambra, scritto nel Quindicesimo Secolo da Lorenzo Il Magnifico, che commissionò la costruzione della Villa Medicea di Poggio a Caiano, proprio nel territorio in cui sorge la fattoria. I vigneti sono localizzati in quattro tra i più rinomati crus del territorio di Carmignano: la collina di Montalbiolo, l'Elzana, Santa Cristina in Pilli e Montefortini, accanto alle omonime tombe etrusche. Qui si producono vini di alta qualità, tra cui il Carmignano, conosciuto e apprezzato fin dal XIII secolo e il primo vino DOC del mondo.

Fattoria Colsanto

Fattoria Colsanto sorge a Bevagna, nei pressi di Perugia, all'interno della splendida cornice della DOCG Umbra di Montefalco. Quest'azienda è stata acquisita nel 2001 dalla famiglia Livon. La proprietà ha un’estensione di 20 ettari di vigneti, che circondano lo storico casale. Qui vengono coltivati prevalentemente Sagrantino, Sangiovese, Montepulciano e Merlot da cui nascono tre etichette di alta qualità: Sagrantino, Montefalco Rosso ed il Ruris.

Fattoria dei Barbi

Fattoria dei Barbi è un’azienda vitivinicola situata a Montalcino, di proprietà della famiglia Cinelli Colombini. I Colombini sono una storica famiglia nobile senese che possedeva terre a Montalcino già nel 1352. Oggi la proprietà comprende ben 350 ettari, tra le denominazioni del Brunello di Montalcino, del Morellino di Scansano e del Chianti. Da più di sei secoli gli eredi portano avanti l’attività familiare nel rispetto delle proprie origini e delle tradizioni. Il Brunello di Montalcino Cinelli Colombini viene prodotto alla Fattoria dei Barbi sin dal 1892 ed oggi alla guida dell’azienda c’è Stefano Cinelli Colombini. Il Brunello della Fattoria dei Barbi è uno dei più famosi al mondo, è apprezzato e premiato sin dalla fine del 1800, basti pensare che è stato il primo Brunello ad essere esportato in America. Pionieri dell’innovazione e pilastri della tradizione, Cinelli Colombini produce circa 800.000 bottiglie di cui 200.000 di Brunello. Alle fine degli anni ‘90 Stefano Cinelli ha deciso di espandere la proprietà verso la Maremma Toscana, acquistando 28 ettari di terreno appartenenti alla denominazione del Morellino di Scansano. Lì hanno fondato l’Aquilaia dei Barbi. Vino Rosso Fattoria dei Barbi Fattoria dei Barbi produce vini rossi appartenenti a differenti denominazioni d’origine. Il Rosso più rinomato è il Brunello di Montalcino, un vino che l’azienda produce in tre versioni: l’Etichetta blu, l’Etichetta bianca e l’Etichetta rossa. Tre Brunelli unici, con alcune caratteristiche differenti. L’Etichetta blu è il Brunello più importante della Fattoria dei Barbi, è stato vendemmiato per la prima volta nel 1892 e da più di un secolo viene prodotto seguendo la tradizione. È ottenuto da uve Sangiovese e manifesta una ricchezza olfattiva e gustativa senza eguali. Dominano i sentori di ciliegia, menta, finocchietto selvatico e salvia, le note speziate ed eleganti, la struttura importante ed equilibrata. Il secondo Brunello, l’Etichetta bianca “Vigna del Fiore”, nasce con le uve Sangiovese coltivate solo nelle vigne del Podere Il Fiore. Infine, l’Etichetta rossa è un Brunello di Montalcino Riserva che viene prodotto solo nelle migliori annate e sottoposto ad un ulteriore invecchiamento, tratto che gli garantisce un carattere ancor più elegante e raffinato. Oltre ai famosi Brunello di Montalcino, la famiglia Cinelli Colombini produce il Morellino di Scansano, il Chianti DOCG e il Chianti Classico DOCG. Il Morellino di Scansano DOCG viene prodotto all’Aquilaia dei Barbi, nel territorio della Maremma Toscana, con uve Sangiovese e Merlot. Il Morellino di Scansano è un vino dalle origini storiche, la cui qualità è strettamente dipendente dalla quantità prodotta. Il Sangiovese utilizzato per produrre il Morellino deve essere coltivato in modo poco intensivo per poter assicurare un alto livello qualitativo. È un vino perfetto da abbinare ai piatti di carne, agli arrosti, ai salumi e ai formaggi stagionati, ma la sua particolarità è che si abbina molto bene alle zuppe di pesce particolarmente speziate. Tra gli altri vini rossi della Fattoria dei Barbi troviamo: il Brusco dei Barbi IGT Toscana Rosso, un rosso fruttato, fresco e meno strutturato, in grado di esprimere tutta la potenza del frutto del Sangiovese; e il Rosso dei Barbi, nato da diversi cloni di Sangiovese piantati a Montalcino con lo scopo di creare un vino di pronta beva, semplice ma allo stesso tempo elegante e coerente con la filosofia aziendale. Quali sono le caratteristiche del Chianti Fattoria dei Barbi? Fattoria dei Barbi produce vino Chianti DOCG dal secolo scorso. La famiglia Colombini esportava il Chianti in fiaschi già nel 1800, come testimoniano diversi documenti ritrovati. Il Chianti della Fattoria dei Barbi viene prodotto a Montalcino, è un vino giovane ma allo stesso tempo elegante e strutturato. È ottenuto da uve Sangiovese, Canaiolo Nero e altri vitigni a bacca rossa ammessi dal disciplinare di produzione. Il Chianti è uno dei vini italiani più apprezzati e famosi al mondo, rappresenta la tradizione e la cultura vitivinicola toscana. Il Chianti della Fattoria dei Barbi è un vino rosso rubino, sapido e leggermente tannico, perfetto da abbinare ai piatti della tradizione gastronomica toscana. Quali sono le caratteristiche del Rosso di Montalcino Fattoria dei Barbi? Il Rosso di Montalcino della Fattoria dei Barbi è la versione giovane e fresca del Brunello di Montalcino. Viene ottenuto da uve sangiovese di più vigneti e per la sua freschezza è perfetto per la quotidianità o per le occasioni meno importanti. È un vino dal colore brillante, con sentori di frutti rossi, ciliegia e lampone. È elegante e balsamico, con note di menta ed eucalipto, perfetto per le carni grigliate o arrosto. Su Vino.com puoi trovare un’ampia selezione di vino Fattoria dei Barbi, scopri i dettagli sulla tua enoteca online di fiducia.

Fattoria dei Barbi

Fattoria del Cerro

Fattoria di Lamole

Fattoria di Luiano

Fattoria di Luiano sorge nel cuore del Chianti Classico, a Mercatale Val di Pesa. La storia di questa azienda va di pari passo con quella della famiglia Palombo. Al fondatore Alberto succedono infatti, negli anni Novanta, il figlio Antonio e il nipote Alessandro. Oggi Luiano è un'azienda dinamica, fortemente incentrata sulla produzione di vini di buon senso e di alta qualità. I vini di Luiano offrono notevoli spunti di interesse: seguendo infatti la linea filosofica dell'azienda, essi si propongono come perfetti esempi di una grande unione tra il rispetto per la tradizione territoriale e l'apertura verso la crescente innovazione enologica.

Fattoria La Torre

Federici

Fèlsina

Fèlsina è un’importante realtà vitivinicola del Chianti Classico, fondata nel 1966 dalla famiglia Poggiali e situata tra i monti del Chianti e la Valle dell’Ombrone, su un territorio di 600 ettari di cui 95 coltivati a vigneto. È una "terra di frontiera" che si estende su un territorio caratterizzato da suoli e microclimi diversi, dove il Sangiovese esprime una natura unica e fortemente influenzata dalle caratteristiche del terroir di provenienza. I terreni di Fèlsina sono molto diversi tra loro, alcuni di natura calcarea, altri arenaria e altri ancora argillosi e ricchi di minerali. Fèlsina è un’azienda rispettosa delle tradizioni, i poderi si sono sviluppati nel corso di mille anni e ancora oggi sono gli stessi: Rancia, Rancino, Arcidosso, Arcidossino/Santa Letizia, Casale di Fèlsina, Fèlsina, Casalino, Santa Maria, San Giuseppe, Ruzzatoio, Molino d’Ombrone, Valli, Molinuzzo, Terra Rossa. Nonostante lo stretto legame con il passato e con le proprie origini, Fèlsina è attenta all’ambiente e alla biodiversità, con un occhio sempre rivolto al futuro e all’innovazione. Scopri la migliore selezione di vino Fèlsina su Vino.com. Vino rosso Fèlsina Tra le varie tipologie di vino rosso prodotte da Fèlsina troviamo il Chianti Classico Riserva Rancia. Il nome del vigneto Rancia proviene dal podere situato sul preesistente monastero benedettino. I vitigni sono coltivati su un terreno di origine calcarea, situato tra i 350 e i 400 metri sul livello del mare, nel comune di Castelnuovo Berardenga. La raccolta delle uve utilizzate per produrre il Chianti Classico Riserva Rancia avviene manualmente e i vini che ne risultano si caratterizzano per il colore rosso rubino intenso, le note speziate e di frutti rossi. Il Rancia è un vino rosso dal palato morbido, coinvolgente e dai tannini vellutati. Un altro interessante vino rosso prodotto da Fèlsina è il Fontalloro. Si tratta di un vino IGT Toscana, ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti dei poderi di Poggio al Sole e Arcidossino, situati nella zona più alta di Fèlsina tra i 330 e i 407 metri sul livello del mare, dove il suolo è particolarmente roccioso e calcareo e nella denominazione del Chianti Colli Senesi, su un suolo sabbioso e ricco di sedimenti marini. Anche per il Fontalloro IGT le uve vengono raccolte e selezionate a mano. Il risultato è un vino rosso dal colore rubino intenso, note di tabacco e ribes nero, un palato corposo, longevo e dai tannini equilibrati. La fortunata posizione di Fèlsina, con i suoi vigneti situati in aree del Chianti Classico con suoli molto diversi, ha permesso di produrre una seconda tipologia di Chianti Classico: il Berardenga Chianti Classico e il Berardenga Chianti Classico Riserva. Quest’ultimo è un vino rosso molto interessante perché è prodotto con le migliori uve provenienti dai vigneti di Castelnuovo Berardenga, il cui suolo è molto eterogeneo, orientato a sud-ovest e situato ad un’altitudine che va dai 320 ai 420 metri sul livello del mare. Anche il Berardenga è un vino rosso degno di nota, per la sua natura speziata e minerale, le intense note di frutti di bosco, la struttura importante e i tannini morbidi. Quali sono le caratteristiche del Brut Millesimato Fèlsina? Fèlsina produce un intrigante Spumante Brut Metodo Classico Millesimato dal colore giallo paglierino tendente al dorato e dal perlage elegante e persistente. La caratteristica dello Spumante Millesimato è che l’85% delle uve deve provenire dallo stesso anno di vendemmia. Il Millesimato Fèlsina viene prodotto con le uve Sangiovese, Pinot Nero e Chardonnay coltivate nel comune di Castelnuovo Berardenga. È una bollicina intensa e profumata, con avvolgenti note di frutta matura, mandorla e nocciola. È un vino pieno e agrumato, con un’elevata persistenza e un’acidità equilibrata. Trattandosi di un Metodo Classico, la rifermentazione avviene in bottiglia, ha una durata di 32 mesi a cui seguono altri 3 mesi di affinamento, dopo le fasi di sboccatura e colmatura. Su Vino.com al momento troverai soltanto lo Spumante Brut Metodo Classico e lo Spumante Brut Rosé Metodo Classico, ti invitiamo a scoprire le caratteristiche uniche di queste versioni dello Spumante Fèlsina. Quali sono le migliori annate Fèlsina? Quelli di Fèlsina sono vini di altissima qualità che riescono ad esprimere un grandissimo potenziale in qualunque annata. Dagli anni 80 i vini Fèlsina continuano a ricevere premi e riconoscimenti sia dalla critica italiana che internazionale. Il Gambero rosso, Wine Spectator, Wine Advocate, Bibenda, Decanter e James Suckling valutano ormai da decenni i vini Fèlsina riconoscendo la qualità del vino e la maestria nel processo di produzione. Tra i vini Fèlsina che hanno ricevuto più premi troviamo: il Fontalloro, pluripremiato dall’annata 1997 ad oggi; il Berardenga Chianti Classico Riserva, che dall’annata 2011 ad oggi ha ricevuto numerosi riconoscimenti e il Berardenga Chianti Classico, che nel 2013 è stato classificato tra Top 100 vini di Wine Spectator. Scopri la migliore selezione Fèlsina su Vino.com.

Fentimans

Ferghettina

L'azienda agricola Ferghettina è situata ad Adro, nelle dolci lande della Franciacorta. Su queste colline assolate, ai piedi dell'arco alpino e affacciate sul lago Sebino, in un’incantevole posizione panoramica, maturano le vigne sapientemente accudite per dare vita a vini di grande eleganza. La filosofia dell'azienda si basa sull'ascolto della vocazione della terra, coltivata con l'amorevolezza della conduzione famigliare, che mette grande cura, passione e attenzione nella lavorazione dei prodotti, dalla vigna alla cantina, garantendo la massima qualità in ogni bottiglia.

Fernand Lemaire

Fernand Lemaire è una maison gestita da una famiglia di viticoltori che possiede 6 ettari di vigneto nei pressi del villaggio di Hautvillers, a 5 chilometri da Epernay, all'incrocio tra la Valle della Marne e la Montagna de Reims, nella culla dello Champagne, il luogo in cui nacque il Grand Cellerier più famoso di tutti i tempi: Dom Pérignon. Oggi il giovane Frédéric Lemaire, forte di quell'imponente lascito che grava sulle proprie spalle, produce degli eccellenti champagne Premier Cru, espressione di una consolidata tradizione che si tramanda di padre in figlio da 4 generazioni, a partire dal 1903.

Ferrari

Il nome Ferrari identifica una delle case spumantistiche italiane più importanti per fama e qualità. Il vino spumante Ferrari è oggi un Trento Doc Metodo Classico nato dall’intuizione di Giulio Ferrari che intuisce già nel 1902 l’autentica vocazione del Trentino nella produzione di vini spumantizzati a partire dallo Chardonnay, varietà utilizzata soprattutto nella creazione dello Champagne. Proprio il Trentino resta un territorio di riferimento nella produzione di uve Chardonnay di alta qualità, favorito da rilevanti escursioni termiche giornaliere quali condizioni di partenza per la produzione di uve di grande eleganza e struttura. Questi gli ingredienti base che contribuiscono alla fama del Trentodoc come Metodo Classico posizionato dopo lo Champagne per rilevanza internazionale. Nel 1952, con la cessione del testimone a Bruno Lunelli, la casa Ferrari raggiunge notorietà in Italia profilandosi come il marchio di qualità nella produzione di prestigiose bollicine. A partire dagli anni ‘70 diverranno molto apprezzati spumanti come il Ferrari Rosé, il Ferrari Perlé e il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, a cui presto si aggiungeranno gli spumanti delle linee Maximum e Gran Cuvée. Rispetto alla produzione del vino spumante Ferrari, delicati e complessi sono i passaggi che consentono di trasformare un vino base in una bollicina di pregio. Sul finire dell’estate, i grappoli di uve Chardonnay e Pinot Nero vengono raccolte a mano e lavorate in cantina per dare avvio alla prima fermentazione. In questa fase, la purezza aromatica delle uve di base costituisce già una precondizione necessaria a creare bollicine di grande struttura. Alla definizione della cuvée contribuiscono vini di diverso tipo prodotti dall’azienda e sapientemente studiati per consegnare un prodotto unico. Con l’aggiunta di lieviti selezionati, la seconda fermentazione in bottiglia permetterà al vino di sviluppare anidride carbonica e di rimanere a contatto con i lieviti dai due ai dieci anni. La fama dello spumante Ferrari Trentodoc non dipende soltanto dalla riuscita personalizzazione del Metodo Classico e dalla straordinaria vocazione della regione Trentino che ne garantisce qualità ed eccellenza, ma dalla versatilità con cui questo vino spumantizzato può accompagnare piatti tipici di molte tradizioni culinarie: il Ferrari è ideale nella creazione di antipasti a base di affettati e latticini, pesce fresco ed essiccato. Con il suo sapore delicato e la raffinata struttura può rifinire piatti della tradizione regionale come pasta alla carbonara, pizza napoletana o spaghetti al pomodoro. ll Ferrari e la denominazione Trentodoc Il Ferrari Trentodoc è il Metodo Classico prodotto all’interno della denominazione che comprende 40 produttori e oltre 100 etichette. Il Ferrari Trentodoc è prodotto sia con uve provenienti dai vigneti della famiglia Lunelli che dal raccolto conferito da circa 500 famiglie di viticoltori trentini. Criterio imprescindibile per l’appartenenza al marchio Trentodoc è infatti la provenienza delle uve dalla sola regione Trentino. Inoltre, i vigneti sono tutti certificati biologici e attentamente preservati per garantire alta qualità nella materia prima. In qualità di Metodo Classico il Ferrari Trentodoc ricade nelle attente regole di produzione fissate dal disciplinare. Il lavoro di produzione inizia con la raccolta manuale delle uve risultanti da un clima alpino contraddistinto da un clima diurno ideale per la maturazione dell’uva, come da notti fresche in grado di preservare la fragranza aromatica. Dopo la preparazione di un vino base soprattutto con l’impiego di uve Chardonnay e Pinot Noir, l’aggiunta di una miscela di zuccheri e lieviti chiamata liqueur de tirage darà avvio alla seconda fermentazione in bottiglia. La presa di spuma ottenuta dopo due mesi è seguita da tempi di maturazione minimi definiti dal disciplinare Trentodoc e riguardanti il contatto con i lieviti del vino rifermentato: 15 mesi per il Brut, 24 mesi per il Millesimato e 36 mesi per il Riserva. Ad esempio, nel caso del Ferrari Brut Trentodoc trascorrono 24 mesi di affinamento sui lieviti mentre nel caso del Trento Riserva Extra Brut DOC Perlé Nero 2012 Ferrari l’affinamento è di 6 anni. Lo spumante Ferrari è secco? Un Metodo Classico Trentodoc come il Ferrari può essere considerato secco in opposizione a dolce nel rispetto dei valori di dosaggio fissati dal disciplinare di produzione. Le definizioni che seguono sono presentate in relazione ai grammi di residuo zuccherino per litro: Pas Dosé (o non dosato) fino a 3 e senza aggiunta di dosaggio; Extra Brut tra 0 e 6; Brut tra i 6 e i 12; Extra Dry tra 12 e 17; Dry, Sec da 17 a 32; Demi Sec tra i 32 e i 50. Quali sono le caratteristiche del Ferrari Brut? Il Ferrari Brut è un Metodo Classico Trentodoc ed è considerato il manifesto della casa spumantistica. Ritenuta anche l’etichetta storica della cantina, il Ferrari Brut è realizzato con sole uve Chardonnay e sosta almeno 20 mesi su lieviti selezionati. Il Ferrari Brut si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini e con un perlage fine, esprimendo al naso sentori freschi di mela e fiori impreziositi da aromi di lievito e crosta di pane. Molto equilibrato al palato, riprende la frutta matura e il delicato gusto di pane. Quali sono i migliori abbinamenti per il Ferrari Brut? Il Ferrari Brut può essere utilizzato per accompagnare antipasti di montagna e crudi di pesce, mentre è ideale con piatti della tradizione a base di sughi al pomodoro. Il Ferrari Brut può enfatizzare anche la pizza margherita e rifinire i piatti a base di formaggi freschi.

Ferreira

Feudi Bizantini

Feudi di Romans

Feudi di San Gregorio

Fondata dalle famiglie Capaldo ed Ercolino nel 1986, l’azienda vitivinicola Feudi di San Gregorio è situata a Sorbo Serpico, in provincia di Avellino, immersa nello scenario unico offerto dal paesaggio incontaminato della Verde Irpinia. Questo marchio rappresenta il simbolo del Rinascimento Enologico del Meridione e opera con l’obiettivo di valorizzare l’inestimabile patrimonio dei vitigni autoctoni campani. Preservando i canoni della tradizione vitivinicola irpina, Feudi di San Gregorio è riuscita in poco tempo a raggiungere eccellenti risultati dal punto di vista qualitativo, tuttavia l’azienda non si culla sugli allori e si dimostra una realtà sempre in fermento votata al miglioramento continuo.

Feudo Arancio

Ricchi, equilibrati e di carattere: così potremmo sintetizzare i vini realizzati da Feudo Arancio, cantina siciliana appartenente al Gruppo Mezzocorona. Ci troviamo a Sambuca di Agrigento, dove, all’interno di uno storico baglio, la tradizione incontra la tecnologia, per dare voce a quel terroir siciliano che da secoli è vocato alla viticoltura. I vigneti di Feudo Arancio sono a dir poco sterminati, e si estendono su una superficie vitata che supera i settecento ettari, disposti lungo la costa meridionale dell’Isola. Qui, all’interno di vigne baciate da un sole forte e vigoroso, si coltivano diverse varietà di vitigni a bacca bianca e rossa, sia autoctoni che internazionali, allevati perseguendo l’obiettivo dell’alta qualità in equilibrio con produzioni sostenibili. E proprio “sostenibilità” è una parola su cui Feudo Arancio insiste molto, riducendo al minimo i trattamenti chimici, installando pannelli solari per la produzione di energia elettrica e di acqua calda, e dedicando un progetto alla raccolta e conservazione delle risorse idriche, beni quanto mai preziosi in Sicilia. Feudo Arancio si presenta quindi come una cantina in grado di coniugare qualità, quantità e responsabilità ambientale. Una grande conquista, che dà alla luce prodotti intensi e corposi, che a ogni sorso raccontano profumi e sapori di una terra unica.

Feudo Maccari

Feudo Maccari sorge in uno dei luoghi più incantevoli della Sicilia, la Val di Noto. Qui, sfruttando fattori naturali favorevoli alla viticoltura, tra le brezze marine e un’esposizione solare pressoché costante, e recuperando al contempo una delle forme più antiche di coltivazione, l’alberello, che assicura un maggior apporto di linfa che la pianta può trarre dal terreno e riflette più fedelmente le caratteristiche del terreno a discapito delle rese e di una cura più meticolosa richiesta pianta per pianta, Feudo Maccari riesce a ricavare etichette di carattere, ricolme di eleganza.

Feudo Maccari

Fever-Tree

Nel 2004, Charles Rolls, ex direttore generale della Plymouth Gin, e Tim Warrilow, precedentemente nel commercio di alimenti di lusso, decisero di creare una gamma di soft drink per ovviare alla mancanza nel mercato di mixer all’altezza dei migliori distillati. In seguito ad un’approfondita ricerca e numerose sperimentazioni, i due, ancora oggi proprietari del marchio, riuscirono a trovare gli ingredienti adatti: aromi naturali al 100% rigorosamente selezionati, privi di conservanti e dolcificanti sintetici. Infatti, come unico dolcificante per tutta la gamma Fever-Tree viene utilizzato lo zucchero di canna, a differenza di altri marchi che utilizzano aspartame o saccarina. Oggi la Fever-Tree raggiunge oltre 50 paesi ed è leader mondiale nel settore premium mixology. Il nome del marchio, proviene dal gergo comune con cui viene chiamato l’albero di Cinchona dal quale si estrae il chinino, “Albero della febbre” per le sue proprietà curative. Fever-Tree per la produzione dell’acqua tonica utilizza il chinino più puro al mondo fornito da una piantagione della varietà Cinchona Ledgeriana al confine tra Ruanda e Congo. La Ginger Beer e la Ginger Ale di Fever-Tree vengono prodotte, invece, miscelando tre tipi di zenzero provenienti da Costa d’Avorio per lo zenzero verde, la cui peculiarità è il suo aroma leggero e fresco con sentori di lime; dal Kochi, India, in cui viene prodotto una varietà di zenzero dalle note quasi cioccolatose; dalla Nigeria per uno zenzero di un’intensità aromatica adatta a bilanciare i primi due. Altri ingredienti chiave per la produzione della gamma Fever-Tree sono gli estratti ottenuti dalla scorza di limoni di Sicilia, coltivati sulle pendici dell'Etna, erbe aromatiche provenienti dalla Provenza, arance amare dalla Tanzania e fiori di sambuco accuratamente raccolti a mano nella zone del Gloucestershire (Regno Unito). Nascono così prodotti che esprimono al meglio le peculiarità dei raffinati ingredienti e dei territori di origine, esaltandone aromi e proprietà botaniche.

Fifty Pounds

Finca Las Moras

Cantina antesignana per i vini di alta gamma della regione di San Juan de Cuyo, Finca Las Moras è situata nella parte nord-occidentale dell'Argentina, in una splendida cornice offerta dagli alberi di gelso, in spagnolo "morera" che circondano i vigneti, da cui appunto il nome. I vitigni più rappresentativi della viticoltura argentina, Shiraz e Malbec, trovano In questo territorio condizioni di crescita particolarmente favorevoli, con un clima asciutto e soleggiato, ideale per la produzione di uva in regime di agricoltura biologica, che permette di realizzare vini veramente raffinati.

Finca Sophenia

La Finca Sophenia è una tra le migliori cantine argentine, nota per la produzione di vini di altissima qualità. La cantina è situata sulle pendici delle meravigliose Ande, nella famosa Valle di Tupungato, nel cuore della regione di Mendoza. La cura e l'attenzione nei processi produttivi, l'esperienza delle persone e il forte legame con il territorio, caratterizzato da particolari condizioni climatiche, sono i punti di forza che guidano da sempre la cantina. I vini Finca Sophenia sono vini di grande complessità, con un'elevata concentrazione di frutta e un'ottima capacità d'invecchiamento.

Fiorentino

Firriato

È situata nell’agro di Trapani, e possiede sei tenute: Baglio Sorìa, Borgo Guarini, Dàgala Borromeo e Pianoro Guddìa, dedite alla viticoltura collinare in cui si valorizza le biodiversità dei vitigni; Cavanera Etnea, nel territorio vulcanico dell’Etna dove si coltiva vitigni tradizionali come il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio e il Carricante e Calamoni di Favignana. Nell’Isola, la vicinanza del mare dona ai vini salinità e mineralità, insieme ad aromi straordinariamente unici. La posizione geografica offre una continua ventilazione che garantisce un clima secco e mitigato durante tutto l’anno, che consente una particolare produzione di nicchia che, insieme ai vini dell’Etna, «sono delle perle rare che Firriato sta collezionando con la sua strategia di produzione vitivinicola».

Fleur du Cap

Azienda tra le più famose nel panorama vitivinicolo sudafricano, Fleur du Cap, ha origine nel 1968 nella storica ed innovativa cantina sotterranea di Die Bergkelder a Stellenbosch, all’interno della provincia di Western Cape. Inizialmente vinificando solo uve di proprietà, l’azienda si è ingrandita nel 1973 espandendo la produzione alle uve provenienti da altre aziende collaboratrici. Oggi Fleur du Cap produce vini premium usando solo uve minuziosamente selezionate dai migliori vigneti di tutto il Cape Winelands, diversificando un’ampia gamma di vini diversi tra loro come il Sémillon, il Sauvignon Blanc, il Chenin Blanc il Syrah e il Pinotage, tra gli altri.

Flor de Caña

Floressence Gin

Florio

Florio è un marchio fondato nel 1833 a Marsala che, insieme a Corvo, costituisce il gruppo di Duca di Salaparuta. Fu Vincenzo Florio ad avviare la produzione, figlio di una famiglia di imprenditori molto importanti in Sicilia, attivi in diversi campi, dalle tonnare alle fonderie e fabbriche di ceramiche. Con alle spalle un importante patrimonio dunque, Vincenzo avviò l’attività costruendo le splendide cantine di tufo, che tutt’oggi accolgono i visitatori nella sede dell’azienda a Marsala. Specializzata nella produzione di vini dolci e passiti, oggi Florio è tra le aziende leader di Marsala, provenienti dai vigneti di proprietà di Grillo e Catarratto nella provincia di Marsala, ma anche di Passiti di Pantelleria, che provengono dalle uve di Zibibbo raccolte e vinificate direttamente sull’isola. I Marsala di Florio sono ricercati ed apprezzati da un vastissimo pubblico che va oltre quello italiano ed ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali assegnati da personalità del calibro di Robert Parker.

Fontanafredda

Immersa nelle Langhe, in un mondo di colline dalle antichissime origini e tradizioni, Fontanafredda vanta oltre 150 anni di storia, ricca di passione, impegno, rispetto per il territorio e cultura del gusto. Ancora oggi, la cantina conserva intatte le testimonianze di un nobile passato, ma mantiene intatta la voglia di innovarsi e sperimentare, per valorizzare ciò che la natura e la storia hanno donato. Fontanafredda rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale nel territorio piemontese e non solo. I suoi vini sono perfetta espressione della terra in cui nascono, e si perfezionano grazie alla creatività e al lavoro degli uomini.

Fontezoppa

Cantine Fontezoppa è situata a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, con terreni suddivisi tra Serrapetrona, Civitanova Alta e i Monti Azzurri, per un totale di circa 50 ettari vitati. L'azienda marchigiana si pone come scopo principale la valorizzazione dei vitigni autoctoni locali (su tutti la Vernaccia Nera) e la sperimentazione del rapporto tra vitigni internazionali ed il territorio delle Marche. Questo grazie ad un perfetto equilibrio climatico che favorisce la crescita ottimale di uvaggi anche molto diversi fra loro. Tutto ciò permette a Fontezoppa di offrire un ampia gamma di prodotti di alta qualità: accostando a vini di assoluta tradizione marchigiana, vini di impronta più internazionale.

Fontodi

Fontodi, una delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Firenze, si estende per 170 ettari nel cuore del Chianti Classico. Più precisamente, è collocata a sud di Panzano, nella cosiddetta “Conca d’oro”, un’area del Chianti Classico particolarmente vocata alla viticoltura di qualità. A garantire la produzione di uve perfette sono l’elevata altitudine della zona, la luce che risplende sui vigneti e un microclima favorevole, così come la presenza di terreni ricchi di galestro. Un potenziale produttivo che la famiglia Manetti – già rinomata per la produzione di terrecotte – ha saputo valorizzare sin dal 1968 coltivando i vigneti con uva Sangiovese. Ancora oggi, continua la sua attività secondo i principi di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, rifiutando i prodotti chimici e favorendo le risorse interne all’azienda. Vino Rosso Fontodi Con oltre 80 ettari di terreno coltivati a vigneto, la famiglia Manetti sceglie accuratamente le proprie uve, che vengono raccolte a mano e vinificate in modo da esprimere appieno le potenzialità del territorio di Panzano. Tra i principali vini rossi Fontodi ottenuti dal vitigno di Sangiovese ricordiamo il Chianti Classico, icona del vino toscano, così come il Vigna del Sorbo Chianti Classico Gran Selezione e il Flaccianello della Pieve. Molto amati sono anche il Vinsanto del Chianti Classico, il Case Via Pinot Nero, il Case Via Syrah e il Meriggio. Quali sono le caratteristiche del Chianti Classico Fontodi? Il Chianti Classico Fontodi DOCG, coltivato in regime di agricoltura biologica in vari vigneti all’interno dell’azienda, è il cavallo di battaglia della tenuta. La vite viene coltivata con il sistema di allevamento a Guyot, che garantisce la produzione di uve di ottima qualità. Le uve vengono poi fatte fermentare in maniera spontanea in vasche di acciaio inox. La maturazione avviene in barriques di rovere francese. Il Chianti Classico DOCG è il vino più importante dell’azienda, con ben 170 mila bottiglie prodotte. Il Chianti Classico Fontodi è disponibile su Vino.com. Non lasciartelo scappare! Dove si trova la Cantina Fontodi? L’azienda Fontodi è situata nel comune di Greve in Chianti, in provincia di Firenze. Questa è la zona originaria di produzione del vino Chianti, già riconosciuta dal granduca di Toscana Cosimo III nel 1716. Una realtà che al tempo era tanto importante da indurre il granduca a istituire una congregazione di vigilanza che controllasse il commercio dei vini, la loro spedizione e impedisse eventuali frodi. Oggi come allora, il vino rosso Chianti Classico prodotto dalla famiglia Manetti è interamente ottenuto da uve Sangiovese.

Fonzone

Fondata nel 2005 a Partenopoli, nel cuore dell’incantevole areale del Taurasi, l’azienda agricola Fonzone porta avanti un progetto volto alla realizzazione di vini di assoluta eccellenza. La famiglia Lorenzo Fonzone Caccese si dedica con impegno a ottenere importanti risultati, animata dalla passione nei confronti del prodotto vino, ma anche dalla responsabilità di trovarsi all’interno di un territorio, culla di grandi vini. L’azienda Fonzone si muove nella direzione di una viticoltura sostenibile, adottando principi di lotta integrata e minimizzando il più possibile l’impatto sull’ambiente, a tutela della biodiversità ma soprattutto della salute dei consumatori.

Foradori

Foradori è un’azienda agricola che risale al 1939, quando Vittorio Foradori acquista l’attuale cantina a Mezzolombardo, in provincia di Trento. Nel 1984 è la figlia Elisabetta a prendere le redini dell’azienda, concentrando la produzione soprattutto sul vitigno autoctono Teroldego. Nascono infatti in quegli anni alcuni dei prodotti di punta dell’azienda come il Granato, il Morei e lo Sgarzon, tre evoluzioni ben caratterizzate e distinte tra loro di questo vitigno. L’azienda si converte totalmente al biodinamico nel 2002 e 5 anni più tardi entra a far parte del gruppo VinNatur. Nel 2009 arriva la certificazione Demeter e l’azienda si unisce al gruppo Renaissance des AOC, sempre attivo nell’ambito della biodinamica.Oggi Foradori conta circa 28 ettari di vigneti: il 75% a Teroldego, il 15% a Manzoni Bianco, il 5% a Nosiola ed un ulteriore 5% a Pinot Grigio. La conoscenza dei ritmi della natura e dei suoi cicli sono alla base della filosofia di Elisabetta, che porta avanti il mantra del rispetto delle sue viti, per creare dei vini più naturali ed espressivi possibili, che siano l’effettiva risultante di uno straordinario terroir alpino e dei frutti dei vigneti.

Foss Marai

Tradizione famigliare e amore per il territorio, maestria artigiana e innovazione tecnologica: è questa la ricetta del successo di Foss Marai, cantina trevigiana situata nel cuore della zona Prosecco DOCG di Conegliano-Valdobbiadene. Fondata quasi cent'anni fa, l'azienda ricopre oggi un ruolo prestigioso per la qualità eccellente dei propri spumanti e l'elegante design delle bottiglie. In un'ottica di costante miglioramento, senza mai accontentarsi dei grandi successi ottenuti nel tempo, Foss Marai opera ogni giorno con passione e dedizione per creare vini d'eccellenza in grado di soddisfare gusti moderni, senza però seguire le mode e sempre con un grande rispetto per la tradizione.

Foursquare

Francesco Bellei

Fondata nel 1920 a Bomporto, in provincia di Modena, la cantina Francesco Bellei basa la sua filosofia aziendale sulla pratica della vinificazione tradizionale, con fermentazione naturale in bottiglia. La passione per il vino e una grande capacità di comprenderlo e degustarlo hanno fatto si che la cantina producesse, oltre al tradizionale Lambrusco, anche altri spumanti con Metodo Classico, dando vita ad etichette di grandissima qualità. Una produzione limitata e curata nei dettagli ha portato la Francesco Bellei ad essere oggi un'azienda di riferimento, in Italia e all'estero, per la produzione di Spumanti Metodo Classico.

Francis Ford Coppola

Fare vino è stato parte della tradizione della famiglia Coppola da generazioni. Agostino Coppola, nonno di Francis, faceva il vino nel seminterrato del suo appartamento di New York in vasche di cemento che aveva costruito egli stesso. I vini che Francis Ford Coppola produce oggi in California non sono gli stessi di Agostino, ma sono prodotti con lo stesso spirito: quello di poterli condividere con amici e familiari. Quando la famiglia Coppola decise di costruire la sua cantina in California incaricò Corey Beck, enologo originario della Sonoma County, di produrre vini che rappresentassero la quintessenza della regione. Prodotti da uve provenienti da diversi e caratteristici microclimi della Sonoma, i vini della gamma Director's Cut, che prendono il loro nome dalla versione del film che meglio riflette la visione del regista, esprimono il vero carattere della denominazione. Ogni bottiglia rende omaggio alla storia del cinema, con la sua etichetta che richiama una striscia di zootropio, uno dei primi dispositivi che riproduceva l'immagine in movimento. Le striscia riprodotte sulle etichette sono repliche di originali appartenenti alla collezione personale di Francis Ford Coppola.

Francois Carillon

François Montand

Franz Haas

Dal 1880 e 7 generazioni, l'azienda Franz Haas produce vini di grande qualità, in grado di esprimere al meglio le peculiarità del terroir in cui vengono creati. Tutti i vigneti aziendali, coltivati da sempre con grande cura e amore per la terra, sono situati nei comuni di Montagna, Egna e Aldino, sulle alte colline in provincia di Bolzano. I vini della cantina, grazie alle caratteristiche del territorio e del clima, si riconoscono per i loro intensi e piacevoli profumi e per una spiccata acidità.

Fratelli Alessandria

Fratelli Alessandria

Freixenet

Frescobaldi

Frescobaldi

Una nobile famiglia fiorentina con oltre 700 anni di storia vitivinicola, quella dei Frescobaldi, che da 30 generazioni si dedica con passione, esperienza e abilità alla produzione di grandi vini. La filosofia dell'azienda si basa su principi saldi e assoluti, come il rispetto per la tradizione unito all'apertura a una grande volontà di sperimentazione, l'amore del territorio e una continua ricerca dell'eccellenza. Dalla zona del Chianti a quella del Pomino, da Montalcino alla Maremma, le tenute dei Frescobaldi e i loro vigneti, grazie a una perfetta conoscenza dell'ambiente e all'unicità del terroir, danno vita a vini di grande qualità e personalità. Frescobaldi: dalle migliori vigne Frescobaldi sceglie per i vigneti i territori più vocati, nel rispetto del territorio toscano e delle sue straordinarie peculiarità, scegliendo il miglior Sangiovese Grosso per il suo Brunello di Montalcino, valorizzando i vitigni autoctoni per il Chianti Classico o sperimentando nuove combinazioni alla modernissima Tenuta Ammiraglia, in Maremma, dove nasce il rosato Alie, mirabile unione di Vermentino e Syrah. Altra tenuta di straordinaria importanza per Frescobaldi è Pomino, la prima tenuta in Toscana a sperimentare con successo l’uva di Chardonnay. Tradizione e modernità, per un’azienda antica che guarda al futuro. Vino rosso Frescobaldi Il vino rosso è per Frescobaldi il motore pulsante dell’azienda, per il suo valore storico con etichette come il Chianti Classico di Tenuta Perano, il Brunello di Montalcino Castelgiocondo, i lMorellino di Scansano di Tenuta Ammiraglia. Si tratta di nobili espressioni dei vitigni autoctoni toscani, primo tra tutti il Sangiovese. Frescobaldi però è anche sinonimo di vini di grande spessore ottenuti dai vitigni internazionali, basti pensare al Mormoreto, felice matrimonio di Cabernet e Petit Verdot, o al Luce, che unisce il Sangiovese al Merlot. Qual è il miglior vino di Frescobaldi? Il Luce è considerato il miglior vino di Frescobaldi. Arrivato alla sua venticinquesima annata, questo vino nasce dalla collaborazione tra Frescobaldi e Robert Mondavi, ed è oggi un vino Super Tuscan apprezzato in tutto il mondo, premiato ogni anno dalle guide internazionali. Da quali uve nasce il vino bianco Remole Frescobaldi? Remole è una delle aziende più antiche di Frescobaldi, e qui nasce il vino bianco Remole, che unisce Vermentino e Trebbiano in un calice di freschi profumi: si tratta di un vino nato per essere condiviso, perfetto da portare a tavola tutti i giorni.

Fritz Haag

Fritz Haag nasce nel 2005 quando Oliver Haag rileva la cantina presso la città di Brauneberg, lungo la riva sinistra della Mosella. Viticoltore molto preparato e con una certa esperienza, Oliver concentra la sua attenzione ovviamente sul Riesling, che da questa sponda della Mosella produce alcuni tra i suoi migliori risultati. Sono solo sette gli ettari di vigneti di Haag, che però mantengono da sempre inalterato il loro standard qualitativo: vendemmia manuale e divisa in più giornate - per consentire alle uve di arrivare al giusto grado di maturazione - fermentazioni a freddo e senza l’aggiunta di alcun lievito sono le tecniche portate avanti da Oliver per produrre una linea di Riesling profondamente diversificata e di indiscussa qualità.

Fritz Haag

Fuligni

L'azienda vitivinicola Fuligni e i suoi vigneti sono situati nel versante orientale di Montalcino, la zona classica del Brunello, in provincia di Siena. La sua storia risale agli inizi del 1900, periodo in cui i visconti Fuligni, antica famiglia di origini veneziane, si stabilirono a Montalcino e iniziarono a dedicarsi alla coltivazione della vite e alla produzione di vino. Una lunga esperienza nel settore vitivinicolo, un grande amore per il vino e un assoluto rispetto per una terra straordinaria sono i valori su cui si basa ogni attività di Fuligni e che hanno consentito all'azienda la creazione e produzione di bottiglie che sono dei piccoli capolavori, famosi non solo in Italia ma in tutto il mondo.

G'Vine

G.B. Burlotto

G.B. Burlotto

G.H. Mumm

G.H. Mumm

Lo Champagne G.H. Mumm nasce da una nobile famiglia tedesca risalente al XII secolo. I Mumm erano già produttori di vini nel XVIII secolo a Colonia, in particolare con la P.A. Mumm, azienda che riprende il nome del titolare Peter Arnold Mumm. I figli di Peter Arnold, Gottlieb, Jacobus e Philipp, intuendo le grandi potenzialità della regione francese dello Champagne e dei suoi vini, decidono di aprire una filiale a Reims nel 1827 con il coordinamento di un viticoltore di zona di nome G. Hauser. Da quel momento in poi il motto dell’azienda sarà ‘solo il meglio’ a testimonianza di una tradizione di eccellenza che vuole rinnovarsi di generazione in generazione rispettando alti livelli qualitativi nella produzione. Con il 1852 un’altra figura cardine, quella di Georges Hermann Mumm, prende il controllo dell’azienda che verrà chiamata G.H. Mumm et Cie. Dal quel momento l’impegno costante di Georges Hermann consiste nella diffusione del marchio Mumm in tutto il mondo con l’apertura di diverse filiali. Sua anche la creazione del marchio ‘Cordon Rouge’ che sarà segno distintivo di qualità negli anni a venire. Proprio Nel 1876 decide infatti di impreziosire il collo di tutte le bottiglie di Cuvée Brut con un nastro di seta rosso in ricordo delle onorificenze francesi Ordre Royal et Militaire de Saint Louis e il Grand Cordon de la Légion d’Honneur con le quali venivano decorati i più alti ufficiali. Una scelta ideologica e promozionale che gli permetterà di identificare la storia dello Champagne con la Storia di Francia come accadrà anche grazie all’intervento dell’opera di Utrillo e Foujita. Ad oggi la Maison possiede circa 218 ettari di vigneti: il Pinot Nero che occupa la maggior parte di questi con il 78% e si trova nelle Montagne de Reims, mentre lo Chardonnay è coltivato a Cramant e ad Avize e il Pinot Meunier nella Cóte des Blancs e nella Vallée de la Marne. Ben 160 ettari della Maison sono classificati Grands Crus, situati nei villaggi storici dello Champagne come Ambonnay, Verzy ed Avize, a testimonianza della grande intraprendenza che ha saputo inserirsi in questa regione con forza e che da quasi due secoli produce Champagne di qualità riconosciuta ed apprezzata. A questo proposito, anche la pratica virtuosa consistente nel comprare già nei tempi antichi direttamente le uve piuttosto che i mosti, garantiva a Mumm il controllo qualitativo in tutte le fasi produttive. Lo Champagne G.H. Mumm Lo Champagne G.H. Mumm è simbolo di eleganza e raffinatezza che, oltre a garantire un prodotto competitivo e di altissima qualità, è stato destinato a rappresentare la storia della Francia esibendo i tratti più audaci e caratteristici. Dietro una fiorente tradizione vinicola di famiglia, lo Champagne Mumm è stato il vino più consumato dalle famiglie reali di tutta Europa. La stessa Corte d’Inghilterra elesse Mumm come fornitore ufficiale nel 1904. Ancora oggi la Maison Mumm compare alla tavola della Regina Elisabetta II. Quali sono i migliori abbinamenti per lo Champagne Mumm? Per suggerire i migliori abbinamenti per un Champagne Mumm la prima regola da seguire riguarda l’audacia: crudi di pesce, risotti agli scampi, formaggi tagliati a cubetti si abbinano alla perfezione. Sono da evitare unicamente i sapori troppo amari. Qual è il prezzo di uno Champagne Mumm? Il prezzo di uno Champagne Mumm si aggira tra i 40 € e i 100 € a seconda dell’affinamento e del millesimo. Quali sono le caratteristiche dello Champagne G.H. Mumm Brut? Tra le caratteristiche dello Champagne Mumm Brut, presente nella versione Millésimé, Grand Cordon e Cordon Rosé, compaiono anzitutto eleganza e longevità. Con un invecchiamento minimo di 20 mesi e una selezione di più di 100 vini base, la versione Brut affronta un dosage leggero per regalare grande intensità e fascino a ogni sorso.

Gabbas

Gaia Estate

Gaja

La famiglia Gaja si stabilì in Piemonte già a metà del diciassettesimo secolo. Da allora, 5 generazioni si sono alternate nella produzione vitivinicola da quando Giovanni Gaja fondò la cantina a Barbaresco, nel territorio delle Langhe, nel 1859. Attualmente, la famiglia possiede vigneti ubicati nelle zone del Barbaresco e del Barolo. Le scelte produttive dell'azienda sono da sempre ispirate alla totale dedizione per la qualità, tanto da rendere Gaja un marchio leader sul mercato italiano. Il patriarca dell’azienda, Angelo Gaja, è uno di quei personaggi che hanno cambiato in meglio le vicende del vino italiano, pioniere del marketing e primo a puntare alla presenza dei propri vini nelle carte dei migliori ristoranti del mondo e al confronto con i più prestigiosi vini rossi francesi e non solo. Gaja Gaja è stato un innovatore soprattutto nel metodo, primo tra tutti a introdurre l’uso della barrique in Piemonte, e nella selezione estrema, che porta i suoi vini ad un livello molto al di sopra del mercato come prezzo. Il mantra di Angelo Gaja è “Fare, saper fare, saper far fare, fare sapere”. Glielo ha insegnato la nonna francese, quando il piccolo vignaiolo aveva 11 anni, ed è stata la frase che ha accompagnato sempre la sua vita e le azioni di un uomo che non ha mai avuto paura di confrontarsi, che ha saputo imparare, che ha soprattutto saputo comunicare i suoi vini, rendendoli simbolo del Made in Italy nel mondo. Vino rosso Gaja Il vino rosso di Gaja più famoso è probabilmente il Barbaresco, ottenuto esclusivamente dalla selezione delle uve di Nebbiolo nei vigneti di proprietà dell’azienda, e seguito passo passo dalla famiglia Gaja. Affinato in barrique, in botte grande o in bottiglia, annata dopo annata ogni suo Barbaresco ottiene il massimo dei voti sia dalle guide nazionali come Gambero Rosso e Vitae che dai critici internazionali quali Wine Spectator, Robert Parker e James Suckling. Molto più di un semplice vino rosso: Gaja è sinonimo di vini da collezione, di vini presenti solo nei migliori ristoranti del mondo, per un’azienda di lusso che è essa stessa il lusso, con vini leggendari coome il Barbaresco 1985, definito dalla rivista Wine Spectator “il miglior vino mai prodotto in Italia”. Quale è la longevità del Gaja Barbaresco? Il Gaja Barbaresco ha una longevità che può essere paragonabile ai grandi Barolo o ai grandi Brunello e Nebbiolo. Qual è il miglior abbinamento del Gaja Barolo? Il Gaja Barolo è un vino ideale da abbinare con piatti nobili e importanti come la selvaggina, i grandi arrosti o i formaggi a lunga stagionatura come il Castelmagno. Se però lo condividete con qualcuno che ama i vini rossi vi consigliamo di degustarlo come vino da meditazione per apprezzarne ogni singola sfumatura.

Galardi

Gaston de Casteljac

Gavioli

Gemma

Geografico

Agricoltori del Chianti Geografico nacque nel 1961 dall’incontro di 17 viticoltori uniti da un obiettivo comune: produrre e promuovere i vini di Radda, Gaiole e Castellina in Chianti. Da allora la comunità del Chianti Geografico è cresciuta, tanto da riunire molti più viticoltori e da fondare la storica cantina di Gaiole. Nel 1989 venne costruita una seconda cantina a San Gimignano e dal 2018 Agricoltori del Chianti Geografico è entrata a far parte di Tenute Piccini e raccoglie 60 soci produttori, i cui vigneti rientrano nelle denominazioni Chianti Classico, Chianti Colli Senesi e Vernaccia di San Gimignano. I vini Geografico rappresentano la Toscana e le sue denominazioni più importanti. Infatti, il Chianti Classico Geografico è ottenuto da vigneti dislocati tra i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Castelnuovo Berardenga, i territori d’origine del Chianti. Il Chianti Colli Senesi viene prodotto con le uve coltivate in provincia di Siena e la Vernaccia di San Gimignano con le uve provenienti dai vigneti dell’omonima cittadina toscana. Il cuore pulsante del Geografico sono le persone, che ormai da più di mezzo secolo lavorano ininterrottamente dimostrando un forte sentimento identitario e un grande rispetto per il territorio e per il vitigno Sangiovese. Vino rosso Chianti Geografico Tra i vini rossi degli Agricoltori del Chianti Geografico non possiamo non citare il Chianti Classico Contessa di Radda. Prodotto per la prima volta nel 1978, il nome deriva dalla Contessa Willa di Toscana, madre del "Gran Barone", il Marchese Ugo di Toscana, citato da Dante nella Divina Commedia. La Contessa Willa ha svolto un ruolo centrale nell’espansione strategica di Radda in Chianti, ecco perché il suo volto è stato scelto per identificare il Chianti Geografico. Su Vino.com potrai trovare la migliore selezione di vino rosso Geografico Contessa di Radda, non solo il Chianti Classico Contessa di Radda d’annata, un vino rosso ottenuto da uve Sangiovese e Merlot provenienti da vigneti coltivati su un suolo calcareo e ricco di marna, ma anche il Chianti Classico Riserva Contessa di Radda, ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Colorino, molto fruttato e vellutato. Quali sono le caratteristiche del Chianti Geografico? Il Chianti Geografico è un vino rosso fermo e secco appartenente alla denominazione Chianti DOCG. Le uve da cui è ottenuto sono Sangiovese e Canaiolo nero, coltivate su un terreno sabbioso e ricco di ciottoli. Impossibile non apprezzarlo, date le note particolarmente speziate e il gusto fresco che lo caratterizzano. Oltre al Chianti Geografico DOCG, un altro interessante vino rosso Geografico è la Pevera, un IGT Toscana il cui nome deriva dall’imbuto in legno che veniva utilizzato in passato per versare il vino nelle botti di rovere, molto apprezzato dagli amanti dei blend di Sangiovese con uvaggi internazionali come il Cabernet Sauvignon e il Syrah. Scopri i dettagli dei vini Geografico su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Brunello di Montalcino Geografico? Il Brunello di Montalcino Geografico è uno dei fiori all’occhiello della cooperativa, è un vino rosso fermo e secco ottenuto da un’accurata selezione di uve Sangiovese Grosso, un clone locale di Sangiovese presente solo a Montalcino e chiamato Grosso per i suoi acini dalla buccia spessa. Grazie alla buccia vengono trasferiti colore, polifenoli e tannini al vino, ecco perché il Brunello di Montalcino Geografico è un vino dai profumi intensi, corposo ed importante.

Gérard Bertrand

Gervais Gobillard

Giacobazzi

Giacomelli

Giacomo Conterno

Giacomo Conterno

Gianfranco Fino

Gianfranco Fino

Gianni Brunelli

Gianni Brunelli

Gilbert Picq

Gimenez Mendez

Gin Mare

Gin Mare è un gin fresco e innovativo, legato sia come concetto che nel gusto al mar Mediterraneo. Ne richiama la memoria storica, che ha visto l'avvicendarsi di popoli e culture profondamente diverse tra loro, rappresentate dalle diverse botaniche che lo compongono: agrumi e olive d’Arbequina spagnole, basilico italiano, timo greco e rosmarino della Turchia. Si tratta di ingredienti caratteristici e simbolici dei diversi territori di provenienza che sono distillati separatamente, botanica per botanica, e anche l’assemblaggio finale è realizzato nel rispetto delle peculiarità di ciascuno di esso. Tutti questi accorgimenti concorrono a creare un profilo aromatico notevolmente diverso rispetto agli altri gin. Gin Mare: l’essenza stessa della movida. Bere Gin Mare ti trasporterà sulle coste spagnole in piena estate, con il loro eterno cielo blu, il caratteristico profumo di rosmarino, basilico e timo, la brezza marina sulla pelle… un Gin che è l’essenza stessa del divertimento estivo, perché nasce nella piccola città di Villanova i la Geltru (all’interno di una cappella di un monastero del XVIII secolo), vicino Barcellona, meta preferita da chi ama la vita notturna e la movida spagnola. Grazie al suo gusto unico Gin Mare si presta più di ogni altro Gin alla preparazione dei cocktail, ecco perché è il preferito dei barman di tutto il mondo! Comprare Gin Mare online: pochi clic per godersi il suo gusto unico Compra Gin Mare online su Vino.com e goditi il suo gusto unico nei tuoi Gin Tonic: organizza un party con gli amici, ti bastano pochi ingredienti per ricreare l’autentica movida di Barcellona. C’è un Gin Mare perfetto per ognuno: lo special pack con la lanterna ad esempio ti consente creare subito un’atmosfera estiva e modaiola, le confezioni regalo dedicate a Caprera e Pantelleria, con in più il Fiore di Sale di Mirto e i mitici Capperi di Pantelleria. Se vuoi essere pronto a festeggiare con pochi click, allora puoi ordinare online il Cocktail Kit Gin Mare & Tonic Duo Pack o il Gin Mare Home Bar Cocktail Kit e iniziare a invitare gli amici! Quali sono gli ingredienti che rendono unico Gin Mare? Tra gli ingredienti chiave del Gin Mare troviamo le erbe aromatiche mediterranee come rosmarino, timo e basilico. Le erbe aromatiche come il rosmarino conferiscono al Gin Mare un odore di legno, l’aroma chiave che si trova anche nelle bacche di ginepro, ingrediente principale nella maggior parte dei gin. Le bacche di ginepro contengono un’altra nota aromatica ed erbacea, presente anche nel basilico (che regala anche note aromatiche di anice e note balsamiche come la cannella). Il vero segreto del Gin Mare però sono le piccole olive nere Arbequina, che gli conferiscono un elemento distintivo, completando le sue note fruttate con il loro aroma fragrante ed erbaceo di erba verde, simile a quello del pomodoro. Qual è la gradazione di Gin Mare? La gradazione di Gin Mare è intorno ai 43°, ecco perché è ideale da unire alla tua acqua tonica preferita per un Gin Tonic dai freschi profumi mediterranei. Qual è la provenienza di Gin Mare? Ogni bottiglia di Gin Mare viene prodotta nella distilleria di Villanova i la Geltru, un antico villaggio di pescatori tra la Costa Brava e la Costa Dorada a pochi passi da Barcellona.

Gini

Giodo

Giodo

Giovanni Canonica

Giovanni Canonica

Giribaldi

Girlan

La Cantina Girlan nasce nella località di Girlan in Trentino Alto Adige, per merito di 23 viticoltori, nel 1923. Attualmente la Cantina ha più di 200 soci viticoltori, sparsi in 220 ettari di vigneti nelle più rinomate aree produttive dell’Oltradige e della Bassa Atesina. Un azienda che ha fatto molta strada e che ad oggi gode di un ottima notorietà, data dalla qualità dei suoi ottimi vini. L'enorme successo e l'ottima qualità dei suoi prodotti, sono dovuti sia grazie al territorio ottimale in cui sono collocati i vigneti sia al fattore umano: quello dei vignaioli e dell'enologo, Gerhard Kofler, che mantiene uno stretto rapporto con i soci conferitori. Due sono gli obiettivi della Cantina Girlan: da un lato rivalutare le uve storiche del territorio come Schiava, Pinot Bianco, Sauvignon e il Pinot Nero e dall'altro lato creare vini di carattere, con uve internazionali ma sempre legate al territorio d'origine.

Girolamo Russo

Tradizione familiare e cura dei particolari, sono questi i valori che guidano costantemente la famiglia Russo nella produzione di vini di altissima qualità. La cantina è situata nel magico terroir dell'Etna, una zona particolarmente vocata alla viticoltura, che beneficia di escursioni termiche uniche. La Girolamo Russo coltiva i suoi vigneti in regime di agricoltura biologica, con il massimo rispetto del territorio, senza l'utilizzo di sostanze dannose per l'ambiente. I vini Girolamo Russo grazie alle loro caratteristiche inconfondibili, sono un punto di riferimento nella produzione di Etna Rosso.

Girolamo Russo

Giuseppe Cortese

Giuseppe Cortese

Giuseppe Giusti

Giuseppe Quintarelli

La cantina Giuseppe Quintarelli rappresenta la vera essenza della tradizione vitivinicola dello splendido panorama della Valpolicella. L'azienda è situata sulle dolci colline di Negrar, meraviglioso terroir noto per la produzione di vini eccellenti e di alta qualità. Il forte legame con il territorio, la tradizione familiare e l'esperienza sono i valori che guidano da anni la cantina. I vini Quintarelli grazie alle loro caratteristiche inimitabili ed all'unicità negli aromi, sono la perfetta espressione del territorio d'origine, diventando un vero e proprio punto di riferimento per tutti i produttori di Amarone.

Giuseppe Rinaldi

Giuseppe Rinaldi

Giuseppe Sedilesu

L'azienda agricola Giuseppe Sedilesu nasce 35 anni fa sulle colline in provincia di Nuoro, in Sardegna. La cantina, di recente costruzione, è stata concepita e creata in modo sostenibile, con materiali certificati dall'edilizia biologica: cemento cellulare, pietra e legno. Il rispetto per la tradizione e per la qualità delle uve, fondamentali per la creazione di vini di qualità che esprimano appieno le potenzialità e le caratteristiche del territorio, sono alla base della filosofia aziendale. In ogni bottiglia di Giuseppe Sedilesu si ritrovano i profumi e il gusto che fanno parte della tradizione della Sardegna.

Glen Grant

GlenDronach

Glenfiddich

Glenglassaugh

Glenmorangie

La Glenmorangie, storica azienda scozzese produttrice di Single Malt Whisky, nasce nel 1843, quando William Matheson fondò la sua distilleria sulle rive del Dornoch Firth, nelle Highlands scozzesi. Da allora, senza compromessi Glenmorangie produce tra i whisky scozzesi più ricercati ed apprezzati dal mercato, prodotti da grandi mastri distillatori della casa. Oltre ai grandi classici di whisky scozzesi tradizionalmente invecchiati, whisky creativi ed innovativi sono la forza della distilleria, che ha saputo andare oltre la tipica produzione dei Single Malt e si è caratterizzata per i suoi whisky più particolari, affinati nelle botti di Sauternes, di Sherry, Porto e Bourbon, combinando così un mix di profumi e sentori straordinari e del tutto autentici che sono ad oggi tra i più ricercati per gli amanti dei Single Malt più curiosi.

Godart et Fils

Gordon's

Gottardi

Fondata nel 1986 da una famiglia di commercianti di vino, l’azienda Weingut Gottardi è situata a Mazzon, frazione di Egna, nel cuore della DOC Alto Adige. Questi terreni, per le caratteristiche del suolo e per il loro microclima, risultano particolarmente vocati per la coltivazione di Pinot Nero, ed è a questo vitigno unico ma anche difficile, che la famiglia Gottardi ha deciso di dedicarsi, anima e corpo. Dal 2010 Alex Gottardi, ultimo proprietario dell’azienda, si prodiga per mantenere gli elevati standard qualitativi raggiunti il passato, assicurando la massima cura sia in vigna che in cantina. Il Pinot Nero di Gottardi è stato riconosciuto più volte come uno dei migliori d’Italia e viene oggi distribuito e apprezzato in tutto il mondo.

Graci

Graci è un'azienda vitivinicola nata nel 2004 in Sicilia, sui versanti settentrionali dell’imponente vulcano Etna. I vini Graci dimostrano sempre una personalità unica e inimitabile: lo stile dei rossi è deciso e riconoscibile, con sentori pieni ed armonici, mentre i bianchi lasciano spazio ad una mineralità e ad una sapidità davvero notevoli e inconfondibili. Uva e vulcano, la delicatezza e la forza della natura, sono questi i protagonisti dei vini di Graci, grandi interpreti di un terroir straordinario.

Gracia

Gran Passione

Grand Marnier

Grattamacco

Podere Grattamacco è la tenuta del gruppo Colle Massari della famiglia Tipa, situata a Lugagnano, sulla sommità di una collina che si affaccia sul mare, tra Castagneto Carducci e Bolgheri, in una zona particolarmente vocata per la produzione di grandi vini rossi. Infatti, per la sua singolare posizione, i vigneti possono godere di un clima asciutto e temperato, con notevoli escursioni termiche soprattutto a fine estate. 50 ettari, a coltivazione biologica, di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Cabernet Franc e Vermentino e 40 anni di storia, hanno fatto di Grattamacco un’azienda in grado di distinguersi per la raffinatezza e la qualità dei suoi vini: profondi, eleganti e perfettamente equilibrati allo stesso tempo.

Gravner

L'Azienda Agricola Gravner Francesco nasce ad Oslavia, una piccola frazione del Friuli Venezia Giulia, situata sulle colline del Collio. Un'azienda molto attenta e sensibile alla Terra, alle sue fasi lunari, alle stagioni; un'azienda che nutre un profondo rispetto per la natura. Proprio come facevano in passato i contadini; essi erano molto attenti all'influenza dei pianeti ed alle fasi lunari, controllavano sempre prima di svolgere lavori, per individuare il momento più adatto in cui intervenire. La famiglia Gravner ci ricorda che la natura ha già tutto quello che serve; l'uomo deve soltanto cercare di trarne il meglio, anche quando il vento soffia in direzione contraria. Il compito dell'uomo è solo quello di guidarla e curarla, ma soprattutto di frenare l'urgenza di modificare, tagliare e costruire: a volte la natura ha solo bisogno di silenzio, d'amore e di tempo. È da questa filosofia vincente che nascono gli ottimi vini Gravner.

Gremillet

La cantina Champagne Gremillet è situata in un piccolo paesino a 45 chilometri da Troyes, storica capitale dello Champagne a sud di Parigi. Fondata nel 1979, ma con una lunga tradizione vitivinicola alla spalle, l'azienda crea vini di altissima qualità, come testimoniato anche dai numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti. I valori che guidano da sempre la produzione della famiglia Gremillet sono perfezionismo, audacia e autenticità, indispensabili per creare vini eccellenti, che stupiscano già dal primo assaggio e che siano immediatamente riconoscibili, grazie alla loro forte personalità.

Grey Goose

Grifalco

Groot Constantia Estate

Gualdo del Re

Guerrieri

Guicciardini

Guicciardini Strozzi

Le Tenute Guicciardini Strozzi vantano una storia lunga oltre mille anni; il più antico documento che testimonia dell'esistenza della proprietà di Cusona, dove ha sede l'azienda, situata tra le verdi colline Toscane di fronte a San Gimignano, risale infatti all'anno 994. La storia delle due famiglie, i Guicciardini e gli Strozzi, varie volte unite da legami di sangue, è segnata da personaggi illustri, che nel corso dei secoli hanno avuto grande influenza nella vita economica e politica non sono in Toscana, ma anche in Italia e in Europa.Nelle Tenute Guicciardini Strozzi vengono prodotte oltre 20 tipologie diverse di vini. Tra le più prestigiose etichette troviamo la Vernaccia di San Gimignano, prodotta per la prima volta già nel 1200 e declamata da Dante, Michelangelo e Boccaccio.

Gunpowder

Günther Schlink

Gusbourne

Gustave Lorentz

La cantina nasce grazie alla passione del mondo enologico della famiglia Lorentz, tramandata per generazioni da circa 250 anni. La cantina è situata sulle dolci colline di Altenberg, nel meraviglioso paese di Bergheim, nel cuore della regione Alsazia. La Gustave Lorentz utilizza le più moderne tecnologie di vinificazione, affinamento e imbottigliamento, che gli permettono di raggiungare elevati standard qualitativi. Charles Lorentz, il fondatore, è guidato costantemente da una forte passione che gli ha permesso di raggiungere una produzione di vini di grande prestigio. Thus, Riesling, Pinot Grigio, Gewürztraminer ed altre varietà, sono questi i vitigni autoctoni utilizzati dalla cantina, che esprimono perfettamente la ticipità del terroir d'origine.

Guy Charlemagne

Guy Charlemagne

H. Goutorbe

H. Lun

L’azienda H.Lun, la più antica cantina privata dell'Alto Adige, nasce circa 170 anni fa dalla capacità e dal coraggio imprenditoriale del fondatore Alois H. Lun. I vitigni coltivati nella zona di Cornaiano, autoctoni e internazionali, godono di condizioni pedoclimatiche ideali in cui trovano massima espressione con un clima mite che regala oltre 300 giornate di sole l’anno, la presenza delle Alpi a nord che proteggono la regione dai venti freddi settentrionali e le correnti calde del Mediterraneo e del Lago di Garda che accarezzano le viti. Da anni ormai proprietà della Cantina Girlan, H.Lun produce vini di intensità aromatica, di raffinata stagionatura e territorialità suddivisi in due gamme: la linea base 1840 e la linea Sandbichler.

Hans Baer

Hauner

Carlo Hauner, bresciano di origine boema trapiantato nelle Eolie, è il fondatore e ideatore dell'azienda agricola che porta il suo nome, situata sull'isola di Salina. A quarant'anni dalla sua nascita, l'azienda è oggi una realtà di riferimento per il panorma vitivinicolo sia siciliano che nazionale, grazie all'ottimo lavoro svolto sia in vigna che in cantina e alle peculiarità di un territorio particolarmente vocato a una viticoltura di qualità. Oltre a una meravigliosa produzione di Malvasia delle Lipari, l'intera collezione di vini creati da Hauner regala intense emozioni, racchiudendo in ogni bottiglia profumi incantevoli e caratteristici della terra in cui prendono vita.

Heidsieck & Co. Monopole

Hendrick's

Il Gin Hendrick’s viene prodotto nella Girvan Distillery è un gin prodotto in piccoli lotti nella regione dell’Ayrshire in Scozia, distillato in antichi alambicchi e caratterizzato da una miscela insolita, composta da 11 specie botaniche, alcune classiche ma altre assolutamente stravaganti per la categoria: achillea, coriandolo, ginepro, camomilla, semi di cumino, bacche di cubebe, fiore di sambuco, scorza d'arancia, scorza di limone, radice di angelica e di iris, petali di rosa damascena e cetriolo, ingrediente che più lo ha reso celebre. Hendrick’s Gin viene prodotto dal 1999 ma nasce un po’ prima, grazie a un fortunato acquisto di due antichi alambicchi, nel 1966. Dopo anni di sperimentazioni Lesley Grace ne mette a punto la ricetta, creando un marchio di assoluta originalità, destinato a segnare per sempre la storia dei distillati. Il brand è curato con l’unico obiettivo di focalizzarsi su una “inglesità” unica e autentica. Il suo gusto è talmente tanto elegante che nel 2003 il Wall Street Journal lo ha designato miglior gin del mondo. Gin Hendrick’s Gin Hendrick’s ha mantenuto la sua formula nel tempo perché, nonostante oggi ci siano 10 mani che lavorano insieme nel palazzo del gin sotto la diretta supervisione del Master Distiller Lesley Gracie, ogni lotto è realizzato in soli 500 litri alla volta per consentire il tocco unico e l’eleganza di Lesley. La particolarità di questo Gin è anche nella distillazione, poiché è distillato non in uno, ma in due tipi di alambicco completamente dissimili, che riescono a creare un gin insolitamente morbido come nessun altro che ha il carattere richiesto e l'equilibrio di sapori sottili. I due tipi di questo particolare insieme di alambicchi sono il Bennett, antico paiolo in rame risalente addirittura al 1860, e il Carter-Head, del 1948 (un raro alambicco di cui oggi esistono solo pochi esempi). Hendrick’s Il Gin Hendrick’s è versatilissimo nei cocktails grazie al suo gusto fresco e pieno. Ideale nel Gin Tonic e nel Gin Mule, sa dare soddisfazioni anche nel Garibaldi sbagliato, e rappresenta un ottimo connubio con l’aromaticità del basilico nel Gin Basilico Smash. Protagonista nell’inusuale limonata di cetriolo, è ideale anche per cocktail classici come il Negroni, ecco perché è il Gin che non può mancare nella scorta di un bartender appassionato. Come si prepara un perfetto Hendrick’s Tonic? Il perfetto Hendrick’s Tonic si prepara con Hendrick’s Gin, acqua tonica, ghiaccio e qualche fettina di cetriolo a completare. Qual’è il prezzo medio del Hendrick’s Gin? L’Hendrick’s Gin ha un prezzo che varia dai 25 ai 30 euro, e arriva fino ai 40-50 euro per le edizioni speciali come il Gin Midsummer Solstice Limited Release Hendrick's

Hennessy

Un nome sicuramente tra i più rilevanti e sinonimo del grande Cognac, quello della maison Hennessy, che nasce nel 1765 nella città francese di Cognac grazie al suo fondatore Richard Hennessy - un ufficiale irlandese che serviva nell’esercito di Luigi XV. La distilleria, che ad oggi è di proprietà del gruppo francese LMVH, è probabilmente la più importante nel campo dei cognac, avendo contribuito a creare la sigla di certificazione per brandy e cognac VSOP - Very Superior Old Pale - quando il re Giorgio IV di Gran Bretagna commissionò alla maison la produzione di un cognac invecchiato di qualità superiore. Da allora la maison ha continuato nella missione di creare cognac di eccellenza, apprezzati da tutto il mondo e che già nell’Ottocento viaggiavano nelle navi per l’Europa, Stati Uniti, Cina e Russia e che ancora oggi costituisce una realtà essenziale dei cognac.

Henri Bourgeois

Nel cuore delle prestigiose AOC Sancerre e Pouilly-Fumé, a Chavignol, si trova Henri Bourgeois, un domaine di 72 ettari nel terroir dove il Sauvignon Blanc raggiunge le sue espressioni più grandi. Da una tradizione che conta ben 10 generazioni, Bourgeois ha da sempre basato la produzione sul Sauvignon Blanc e il Pinot Nero, coltivati in vigneti molto diversi tra di loro, che compongono un vero e proprio mosaico geologico: dalle marne calcareo-argillose, a quelle di origine marina fino ai suoli con più presenza di silicio. E i vini Bourgeois sono l’evoluzione di questo straordinario terroir, che grazie alle sapienti mani dei vignaioli e ad una vinificazione rispettosa della natura e delle tradizioni di questi luoghi, riesce a creare i grandi bianchi di Sancerre e Pouilly-Fumé, prodotti apprezzati ovunque, che non hanno sicuramente bisogno di molte presentazioni.

Henriot

Henriot

Henry of Pelham

Henschke

Hernö

Hibiscus

Immersa in un suggestivo paesaggio, fatto di vigneti affacciati sul mare, circondati da muri a secco e siepi di fichidindia, la piccola cantina Hibiscus si pone come unica realtà simbolo della viticoltura di Ustica, un’isola dalle condizioni pedo-climatiche rarissime, date dall’insieme di vicinanza alla distesa marina e di suolo di origine vulcanica ben esposto al sole e al clima ventilato. Da vitigni autoctoni come Inzolia, Catarratto, Grillo e Nero d’Avola vengono prodotti vini che rispecchiano l’ambiente isolano, dei veri nettari concentrati di profumi.

Highland Park

Hine

Hobbs

Hofstatter

Azienda secolare tra le più grandi dell’Alto Adige, J. Hofstätter è un progetto che racchiude in sé la pregevolezza e l’eleganza più alta del territorio altoatesino, oggi alla quarta generazione con alla guida Martin Foradori Hofstätter. La tenuta si estende ad est e ad ovest della valle del fiume Adige, avvantaggiandosi di una varietà di altitudini, esposizioni e di microclimi della Bassa Atesina e che hanno portato alla definizione di zone ottimali di crescita sia per i vitigni a bacca bianca che per quelli a bacca rossa. Il ricorso a una vinificazione separata, particella per particella, consente in ultima istanza di tirar fuori la miglior espressione di ciascun vigneto, come sottolineava Paolo Foradori, padre di Martin. A Paolo si deve non solo il rafforzamento del legame con la vigna di provenienza, che viene riportata in etichetta alla pari di un Cru francese, ma soprattutto il lavoro svolto nell’altopiano di Mazon, facendone tempio sacro del vitigno Pinot Nero e luogo particolarmente apprezzato dagli appassionati di tutta Italia. Hofstätter Il Maso di Hofstätter si trova a Kolbenhof, in un’area già utilizzata dai Gesuiti di Innsbruck che vinificarono il loro vino già nel 18esimo secolo. Non lontano dal maso ci sono i vigneti più importanti per questa tenuta, come la storica particella Pirchschrait, da sempre coltivata a Gewürztraminer e la Vigna del Castello di Rechtenthal, un ripido vigneto lungo l’argine del torrente Höllentalbach caratterizzato da un microclima unico. Qui, grazie ai freschi venti che scendono dal monte Roen, le uve maturano lentamente e vengono vendemmiate non prima di novembre inoltrato selezionando manualmente, uno ad uno, gli acini sovra maturi. Più a valle si trova la vigna Steinraffler, a 250 m s.l.m., alle pendici del Kolbenhof e piedi del monte Söll-Sella. L’altro importante vigneto di Hofstätter è dedicato al Pinot Nero ed è situato sull’altopiano di Mazon: qui i filari sono accarezzati dal vento "Ora" che soffia fino a tarda serata permettendo alle uve di mantenersi asciutte e sane, e il Pinot Nero è coltivato in quest’area da oltre 160 anni. Hofstätter Vino bianco Il vino bianco di Hofstätter è sicuramente il più famoso: Gewürztraminer, Sauvignon, Pinot Grigio riuniscono eleganza e complessità. J. Hofstätter è stata la prima cantina dell’Alto Adige ad introdurre il termine Vigna in etichetta, identificando i vini che nascono da singoli vigneti di proprietà sull’esempio dei grandi cru francesi. In ogni vigna infatti, si creano specifiche condizioni più favorevoli a determinati vitigni che Hofstätter ha selezionato negli anni, con vigne che vanno da 250 metri a più di 1000 metri e vini premiati come il De Vite, il Pinot Nero Meczan, il Gewürztraminer Joseph, che raccontano più di ogni altro il territorio altoatesino. Qual è il più famoso Hofstatter Pinot Nero? Il più famoso Hofstatter Pinot Nero è senza dubbio il Riserva Mazon, affinato per 12 mesi in piccole botti di rovere, per 6 mesi in botti grandi di rovere e per ulteriori 12 mesi in bottiglia, prima di essere immesso in commercio. Come si abbina l’Hofstätter Gewurztraminer Kolbenhof? L’Hofstätter Gewurztraminer Kolbenhof è un vino bianco complesso e intrigante, perfetto in abbinamento con i crostacei e con pesci strutturati, e ideale insieme al foie gras e a piatti tipici della cucina thailandese.

Holger Koch

Hortevie

Huentala Wines

Hunawihr

La Cave Vinicole Hunawihr si trova nel cuore dell’Alsazia, pochi chilometri a nord di Colmar, in una delle regioni del vino francese più prestigiose e ricche di storia. La tenuta si estende su pregiati terreni di matrice prevalentemente calcarea, con vigne nei territori comunali di Hunawihr, Ribeauvillé et Riquewihr. La zona è baciata da un clima perfetto per la vite. Il massiccio dei Vosgi blocca le perturbazioni che provengono da ovest, garantendo un clima mite, soleggiato e con una piovosità bassissima. I terreni sono eterogenei e tutti molto vocati, costituiti da un mix di graniti, scisti, calcare e argille. Grazie a vigne di straordinario valore, La Cave segue una filosofia di valorizzazione del terroir, vinificando separatamente le uve delle varie parcelle, per metterne in luce il loro carattere distintivo. Nasce cosi una gamma di vini completa e variegata, capace di dar voce in modo autentico alle sfaccettature del territorio. Si tratta di vigneto che ha più di 900 anni di storia. Le prime testimonianze delle vigne di Hunawihr risalgono al 1123 e nei secoli successivi la viticoltura ha continuato a essere un elemento fondamentale della regione. Al termine della seconda guerra mondiale, il vigneto alsaziano era devastato e in stato di abbandono. I piccoli produttori faticavano a risollevarsi da soli. Nel 1954 i vigneron di Hunawihr decisero di cercare di far fronte alla situazione di crisi, mettendo in comune le loro forze per vinificare e vendere insieme i loro vini. Iniziò cosi un periodo d’intenso lavoro per ridare splendore alle vigne e costruire l’edificio della Cave. Nasceva la prima Cave Coopérative d’Alsazia e la terza di Francia.Dopo oltre 50 anni di lavoro serio e meticoloso, la Cave Vinicole de Hunawihr è conosciuta come uno dei marchi migliori della regione. Oggi la Cave gestisce circa 200 ettari, di cui 12 dedicati al Crémant d’Alsace, 13 nell’AOC Grands Crus d’Alsace, nei terroir di Rosacker, Froehn, Sporen, Schoenenbourg, Osterberg e il resto nell’area di Hunawihr, Riquewihr e Zellenberg. Le vendemmie si svolgono con selezione in vigna dei grappoli migliori, più ricchi, sani e maturi. Alla pressatura soffice, segue la fermentazione in serbatoi d’acciaio inox, divisa per vitigno e per singola parcella. Ogni vino segue poi il percorso d’affinamento più adatto a esaltarne le migliori caratteristiche e a esprimere tutto il potenziale aromatico. In generale, i vini alsaziani hanno bisogno di almeno 12-18 mesi dalla vendemmia per raggiungere la maturità espressiva. La gamma dei vini comprende “Les vins traditions Réserve”, freschi e fruttati; “Les vins de terroirs Lieux-dits, Vieilles Vignes ”, che nascono da parcelle selezionate; “Les Grands Crus d’Alsace”, che rappresentano il vertice qualitativo della denominazione AOC Alsace; “Les Crémants d’Alsace” e infine “Les Vendanges Tardives et Sélection de Grains Nobles”, vini dolci di straordinario fascino.

I Borboni

I Tirreni

Situata in uno dei paesaggi più incantevoli della Toscana, Bolgheri e l'Alta Maremma, I Tirreni è un progetto condiviso tra due giovani appassionati di viticoltura ed enologia, i quali intraprendono un percorso formativo specialistico di alto livello e fanno esperienza in prestigiose realtà italiane e francesi. Tirreni era il nome con cui i greci chiamavano gli abitanti della costa, gli Etruschi, conosciuti per la pirateria, la loro bandiera sfoggiava dei delfini, e per la produzione e il commercio di vino. La leggenda narra che il semidio Bacco si trovasse a girovagare per il Mediterraneo, quando chiese un passaggio al popolo dei Tirreni. Questi decisero di rapirlo per avvantaggiarsi nel commercio e nella produzione del vino ma quando il semidio comprese i loro intenti trasformò in tralci i timoni delle nave e i marinai che si erano tuffati in mare in delfini.

I Vignaioli di Santo Stefano

Il Borro

La tenuta Il Borro è situata in Valdarno, Toscana, ai piedi del monte Pratomagno, in una posizione privilegiata per la coltivazione della vite e la produzione di vino. Le caratteristiche del terroir sono state determinanti nella scelta dei vitigni da impiantare quanto, nel 1993, dopo attente analisi, le vecchie vigne sono state spiantate per lasciare spazio alle varietà che meglio si adattano alle caratteristiche del luogo. La sostenibilità è il principio che sta alla base della produzione vitivinicola de Il Borro. Il rispetto per la natura, il territorio e il vino sono le linee guida aziendali e si ritrovano in tutte le attività svolte nella tenuta.

Il Marroneto

Il Palazzo

Il Poggio

Il Poggione

Il Poggione

Azienda storica del Brunello di Montalcino, Il Poggione, che deve le sue origini ad un proprietario terriero fiorentino di nome Lavinio Franceschi, giunto in queste terre per caso alla fine del’800. L’azienda, che già dai primi anni del ‘900 produceva e commerciava i propri vini è stata tra i membri fondatori del Consorzio del Brunello di Montalcino e ad oggi, punto di riferimento per gli amanti di questo vino. Sono ben 530 gli ettari di terreni, di cui 140 di vigneti, la maggior parte dei quali ovviamente a Sangiovese - che da queste parti domina da sempre incontrastato. Agricoltura sostenibile e interventi in vigna ridotti sono solo alcune delle accortezze di questa azienda, che mira alla qualità e alla sostanza di un prodotto che deve necessariamente essere la risultante di un grande terroir come Montalcino.

Illva Saronno

La storia di Illva Saronno nasce dall’antica ricetta di un liquore ambrato, che fu di ristoro al giovane Bernardino Luini, pittore allievo di Leonardo trasferitosi in Lombardia. Questa ricetta fu trasmessa di generazione in generazione dalla famiglia Reina dal 1600 fino agli inizi del secolo scorso, quando Domenico Reina decise di vendere questo prodotto nel suo negozio-laboratorio nel centro di Saronno: la Domenico Reina Coloniali. Da questa piccola attività nacque Illva Disaronno, oggi realtà di punta in oltre 160 paesi. Illva Disaronno Illva Disaronno detiene marchi prestigiosi che hanno fatto la storia dei liquori e degli spirits Made in Italy, come l’Amaretto Disaronno, delizioso nella sua versione Velvet, lo storico Rabarbaro Zucca e i liquori Isolabella. Vodka Illva Disaronno Illva Disaronno ha però allargato la sua gamma anche ai migliori distillati e superalcolici internazionali, come la Vodka, con l’Artic Vodka, il Whisky, con il prestigioso whisky irlandese The Busker, e il Rum, con la linea Rump@blic nata per la mixology.

Inama

Sulle dolci colline veronesi del comune di San Bonifacio, sorge la cantina Inama, punto di riferimento, da oltre venti anni, nella produzione di eccellenti vini del panorama enologico italiano. L’idea del fondatore Giuseppe Inama, era quella di far conoscere il territorio di Soave, la cui immagine è stata per anni molto appannata, attraverso una pregiata interpretazione del Sauvignon che, cresciuto per la prima volta in questo terreno, era riuscito a dare vita ad una versione del tutto nuova della varietà francese. Nacque così, nel 1991, il Classico Vulcaia Sauvignon, da cui la versione fermentata in legno che prende il nome di Vulcaia Fumé, apprezzato fin da subito grazie alla sua grassezza e alla componente di agrumi, frutta tropicale e caffè.

Inessa

Una leggenda riporta notizie sull'antica città sicula di Inessa da cui i nostri vini traggono il nome. C'è un personaggio che abita la mitologia come simbolo di doppiezza: si tratta del Satiro Sileno, precettore di Dioniso, il dio del vino che, oltre alla dismisura incarna la geometria della vita. Il Satiro resta una figura affascinante, una guida che inizia alla vita dei boschi e che stringe un rapporto di particolare intimità con la natura. La leggenda che lega il satiro all'antica città di Inessa rinsalda il legame tra Dioniso, figlio di Zeus e Semele, e il satiro Sileno: proprio nei dintorni di Inessa, quest'ultimo decide di iniziare il dio del vino alle sorprendenti promesse della bevanda dopo che Semele è incenerita dalla folgore del re dell'Olimpo. Inessa riproduce questa sontuosa eredità con un Etna Rosso, pregiato blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, un vino austero, elegante e strutturato. D'altra parte, l'Etna Bianco è un vino che rifulge di mineralità, equilibrio e freschezza, una riuscita combinazione di acidità e morbidezza che nei toni erbacei e fruttati risolve tutta l'ambivalenza delle nostre due inebrianti figure.

Intipalka

Iovem

Isole e Olena

L'azienda vitivinicola Isole e Olena sorge sulle dolci colline di Barberino Val d'Elsa, in provincia di Firenze. Di proprietà della famiglia di De Marchi dal 1960, è oggi guidata da Paolo, che ha fatto dell'attenzione al dettaglio, sia in vigna che in cantina, le proprie linee guida. Questa grande cura di tutte le fasi produttive, sostenuta da una grande esperienza nel settore vitivinicolo e dalla collaborazione di un team di professionisti preparati, ha consentito a Isole e Olena di accrescere notevolmente, negli ultimi anni, il livello qualitativo dei propri vini, che oggi possono essere considerati delle vere e proprie eccellenze.

Isole e Olena

Italicus

J&B

J. Bally

J. Berry

J. Charpentier

J. Gasco

Durante l'era del proibizionismo si diffusero gli speakeasy, esercizi commerciali che vendevano illegalmente bevande alcoliche. Giuseppe Gasco, detto Joseph, emigrò dall'Italia per aiutare lo zio Vito nella sua ditta di trasporti, attività che in realtà era una copertura per i veri affari di famiglia: la produzione e la distribuzione di alcolici. Accortosi che il mercato clandestino proponeva distillati di qualità scadente, decise di sfruttare le conoscenze apprese dal padre farmacista per la preparazione di tonici, digestivi e decotti, per creare una linea di bibite che mischiate agli alcolici potessero dare dei cocktail leggeri dal gusto sorprendente. La sua linea di bibite sodate fu un successo e da allora tutti volevano provare i cocktail preparati con le bibite del piccolo italo-americano di Gallipoli, conosciuto come l'uomo-gallo. Oggi il nome J. Gasco è sinonimo di bevande naturali create con ingredienti di alta qualità, ideali per essere mescolate con l'alcol o da bere lisce come drink analcolici.

J. Lohr

Jack Daniel's

I distillati Jack Daniel’s non solo sono rappresentano oggi i più famosi e iconici Whiskey del Tennessee, ma raccontano soprattutto la storia di una riscossa personale, quella di Jasper Newton Daniel, detto Jack, che fu cresciuto dal reverendo Dan Call e dal suo servitore afro-americano Nathan "Nearest" Green, dai quali apprese l’arte della distillazione. Diventato grande, Jack fondò la distilleria registrata presso le autorità locali del Tennessee con la licenza numero 7, da cui nacque il whiskey “Old No. 7”. Da allora ad oggi la produzione del Jack Daniel’s segue la ricetta originale, con gli stessi ingredienti, la filtrazione a carboni attivi che rende il Jack particolarmente morbido, e l’affinamento, che continua fino a che il whiskey non è degno di essere chiamato Jack. Whiskey Jack Daniel’s: gli ingredienti di un capolavoro Tutti sanno che gli ingredienti fondamentali di un ottimo whiskey sono due, e lo stesso vale per il Whiskey Jack Daniel’s: acqua e cereali. Il Whiskey Jack Daniel’s nasce da una miscela segreta di cereali che prevede un 80% di mais, responsabile della sua appagante e travolgente dolcezza, un 8% di segale, che equilibra questa dolcezza con note speziate e di pepe nero, e con un 12% di malto d'orzo che infonde morbidezza al distillato finale. A questa miscela - chiamata "mash" - viene aggiunta acqua purissima che sgorga a 3 chilometri di profondità, nella roccia calcarea della Cave Spring Hollow. Jack Daniel’s: affinamento e consigli per goderlo al meglio La caratteristica distintiva del Jack Daniel’s è l’affinamento, che non ha un tempo prestabilito, ma prosegue fino a quando il whiskey non è degno di essere un Jack Daniel’s. Dopo la fermentazione, ottenuta con una parte dei lieviti dell'anno precedente, per dare continuità gustativa al prodotto, e la delicata fase della filtrazione in carbone attivo, il whiskey invecchia in botti costruite artigianalmente per la stessa Jack Daniel's, opportunamente tostate e carbonizzate. Il Tennessee Whiskey Jack Daniel's non viene rilasciato mai in base ad una data precisa ma prosegue l'affinamento finché gli esperti assaggiatori che seguono il processo, e ne valutano costantemente sapori e aromi, decidono che è il momento ideale. Quanti gradi fa il Jack Daniel’s? Non si può dare una risposta univoca alla domanda quanti gradi fa il Jack Daniel’s perché questo dato cambia in base al whisky. Per esempio, il mitico Jack Daniel’s n. 7 ha una gradazione di 40°, mentre il leggendario Sinatra Select Tennessee Whiskey Jack Daniel's dedicato a Frank Sinatra misura 45°. Jack Daniel’s riesce però ad accontentare anche chi ama distillati di minore gradazione e di incontrastata morbidezza grazie al Jack Daniel’s Honey, la prima variante aromatizzata dell'iconico Jack Daniel's No. 7, ottenuto dall'unione dello stesso Tennessee Whisky con liquore al miele, che ha una gradazione di 35. Che prezzo ha il Jack Daniel’s? Il Jack Daniel’s è un whiskey di medio prezzo, infatti il mitico n. 7, il delizioso Jack Daniel’s Honey, e il Gentleman Jack sono collocati in una fascia di prezzo dai 20 ai 30 euro. Non mancano però, nella gamma Jack Daniel’s le eccellenze, come il N° 27 Gold Double Barreled Tennessee Whiskey Jack Daniel's e soprattutto il leggendario Sinatra Select Tennessee Whiskey Jack Daniel's. Cosa rende speciale il Jack Daniel’s Honey? Il Jack Daniel’s Honey è l’unico Whiskey ottenuto dall'unione dello stesso Tennessee Whisky con liquore al miele. Questo distillato si caratterizza per un gusto più morbido e avvolgente, in cui il sapore dolce del miele si unisce a un delicato retrogusto nocciolato. Ideale da gustare ghiacciato dopocena, il Jack Daniel’s Honey cambia le regole del Tennessee Whiskey, rendendolo accessibile a tutti i palati, in modo particolare al pubblico femminile.

Jacopo Biondi Santi

Jacopo Biondi Santi è una delle figure di primo piano del mondo del vino italiano. La sua storia è intimamente legata con la famosa Tenuta del Greppo di Montalcino, una delle parcelle più pregiate in assoluto, capace di regalare vini straordinari. I vini Biondi Santi erano già famosi nell’Ottocento, Premiati all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867 e riconosciuti come eccellenze in terra di Toscana. Dopo il buio periodo della fillossera, le viti del Greppo vennero reimpiantate utilizzando le marze delle migliori piante e introducendo la pratica della selezione massale del sangiovese per migliorarne progressivamente la qualità. Nascevano così le basi di un grande vino, che dall’inizio del Novecento comincia a essere apprezzato come uno dei migliori rossi prodotti in Italia. Nel corso degli anni ’70, sarà poi Franco Biondi Santi a riprendere e completare la selezione clonare iniziata a metà nell’Ottocento. Grazie alla collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università di Firenze, nel periodo di 5 vendemmie vennero scelte le piante migliori, fino a individuare il famoso clone BBS/11 (Brunello Biondi Santi, vite n° 11), reimpiantato sulle nuove barbatelle. La Tenuta del Greppo, presente nelle più antiche mappe catastali di Montalcino, si trova a un‘altitudine compresa tra i 385 e i 507 metri. I terreni sono poveri, con abbondante presenza di galestro e magnificamente esposti. Il microclima è piuttosto secco, con notevoli escursioni termiche, che favoriscono lo sviluppo di profumi e aromi intensi ed eleganti. Nel 2013, alla morte del padre Franco Biondi Santi, Jacopo ha preso le redini della cantina, continuando la secolare storia di una delle più celebri famiglie del vino. Dopo la sua personale esperienza in terra di Maremma, cominciata sul finire degli anni ’90 con acquisizione della magnifica Tenuta Montepò, Jacopo Biondi Santi ha continuato la sua avventura a Montalcino nel segno della tradizione. Se la Maremma, con le sue terre vergini rappresenta il luogo della sperimentazione e dell’innovazione, la Tenuta il Greppo è il luogo della storia e delle antiche consuetudini. Montalcino è la memoria della famiglia Biondi Santi, il luogo dei ricordi, di un percorso di generazioni, che senza interruzioni e incertezze, ha attraversato i secoli nel segno della continuità. Con l’ingresso di Jacopo non è cambiata la filosofia dell’azienda e vini sono rimasti fedeli a un’identità consolidata nel tempo. Certo i vini non sono immutabili e lentamente cambiano seguendo gli sviluppi enologici e in parte il gusto dei consumatori. Se la riserva resta sempre il tradizionale vino di Famiglia, Il Brunello di Montalcino d’annata e soprattutto il Rosso di Montalcino, rispetto al passato sono vini più piacevoli da bere in gioventù, senza dover attendere decenni per poterne apprezzare la piena maturità espressiva.

Jägermeister

Un liquore nato da un’antica leggenda, impressa direttamente sull’etichetta, quella che rappresenta il celebre cervo Jägermaister. La storia narra che un giorno, al famoso e temuto cacciatore Hubertus, appare come in un’epifania un cervo con una croce luminosa e splendente tra le corna. Quel giorno trasforma Hubertus da temibile cacciatore a protettore della natura. Così, Curt Mast pensa che questa leggenda sposi bene il brand e la sceglie per rappresentare sull’etichetta non solo la storia, ma l’intera città di Wolfenbüttel, nella Bassa Sassonia, dalle cui erbe che crescono in una natura incontaminata nasce Jägermaister. Oggi l’amaro ha una ricetta segreta che è un successo nel mondo e si compone di 56 ingredienti a base di erbe. Un must per qualsiasi bar o club di tutto il mondo, con l’iconica bottiglia squadrata, da consumare a una temperatura di -18°.

Jameson

Jameson è il nome di riferimento per gli Irish Blended Whisky, un brand che nella distillazione di whisky ha assunto una grande rilevanza negli ultimi anni, raggiungendo in fretta la notorietà internazionale dalla sua fondazione. La distilleria nasce nel 1780, quando John Jameson, messa a punto la sua tecnica di distillazione, decide di aprire una distilleria a Dublino, tuttora esistente - anche se la sede dell’azienda si è recentemente spostata a Midleton, nella contea di Cork. Selezione dei migliori whisky, di alambicco e di cereali, tre passaggi di distillazione e invecchiamento di almeno 4 anni in botte di rovere, sono oggi come allora la ricetta vincente di Jameson, che dona un gusto tipico e caratteristico ai whisky, soprattutto grazie alla sua rinomata morbidezza.

Jean Duclert

Jean Milan

Jean Vesselle

Jean-Claude Boisset

Jean-Claude Boisset

Jean-Francois Ganevat

Jean-Marc Blain-Gagnard

Jean-Marc Brocard

Jehan Foucart

Jermann

Nel 1881 Antonio Jerman, dopo aver abbandonato l'Austria, si trasferisce a Villa Nova di Farra per fondare la sua azienda nel cuore del Friuli Venezia Giulia. Così nel corso del tempo la famiglia Jermann, grazie alla sua passione per il vino, riuscì a conquistarsi un posto ai vertici italiani e mondiali del vino. I vini Jermann sono la perfetta espressione della zona del Collio, rinomata per i suoi bianchi dal carattere unico e per i suoi rossi robusti e straordinari. Lo stretto legame con il territorio, la cura nella coltivazione delle vigne e la costante ricerca di moderne tecnologie sono i valori che guidano da sempre l'azienda. Silvio Jermann Silvio Jermann, incoronato nel 2016 come produttore più rappresentativo dei vini bianchi italiani nel mondo è stato il vero motore dell’azienda, con la sua affannosa ricerca continua dell’eccellenza, con il suo rispetto assoluto della terra e dei suoi ritmi a cui si aggiungono le caratteristiche di un winemaker unico, innovatore e visionario fin da ragazzo, tanto da pensare il concetto di “blend” quando ancora non esisteva. Un innovatore, un vero pioniere del vino la cui opera si può sintetizzare nel suo motto “Quel giorno ho pensato: faccio un vino come lo immagino io”. vino bianco Jermann Il vino bianco più famoso di Jermann è il Tunina, nato quando Silvio Jermann, enotecnico giovane e amico, è andato controcorrente e ha vinificato in uvaggio le migliori uve, pinot bianco e sauvignon soprattutto della vigna Tunina. Ne è nato un vino giallo oro pallido, gioioso e brillante, dal bouquet largo, grasso e sensuale e dal sapore secco senza asperità e cedimenti. Qual è il miglior abbinamento con il vino Jermann Pinot Grigio? Il vino Jermann Pinot Grigio si abbina con zuppe di pesce, grigliate di mare e varie preparazioni a base di funghi prataioli e porcini. Eccezionale un matrimonio con delle lasagnette impastate con il nero di seppia e condite con salsa di gamberi. Quale affinamento ha lo Chardonnay Jermann? Lo Chardonnay Jermann affina a temperatura controllata in barrique per 11 mesi.

Jerzu

Jim Beam

Jo Landron

Joh. Jos. Prüm

Johnnie Walker

Il whisky Johnnie Walker nasce nel 1820, quando l’omonimo fondatore, John Johnnie Walker, inizia ad applicare, nella propria drogheria nell’Ayrshire, le sue conoscenze di miscelatore di tè al whisky. Nel 1857 il figlio primogenito, Alexander, eredita l’attività di famiglia e, qualche anno più tardi, con i figli George e Alexander Junior, l’azienda inizia l’inarrestabile ascesa al successo: già nel 1920 il marchio è conosciuto in più di 120 Paesi, diventando il whisky più noto e venduto al mondo. Oltre alla forma quadrata della bottiglia, l’etichetta inclinata con lo “Striding Man”, l’uomo che cammina con passo sicuro, concorre a renderlo un prodotto inimitabile e di forte personalità.

Jose Cuervo

Joseph Perrier

Fondata da Joseph Perrier, cugino di Laurent, nel 1825, questo marchio è simbolo di una tradizione champenoise di eccellenza tramandata di generazione in generazione. Oggi succedono al fondatore gli eredi Perrier, Pithois e Fourmon che raccolgono un prestigioso testimone e rinverdiscono i successi fino ad ora ottenuti. L'esperienza e il "saper fare" sono alla base della qualità che rende così pregiati questi Champagne e riconosciuti in tutto il mondo. In particolare, Joseph Perrier è fornitore ufficiale della Casa Reale d'Inghilterra, da qui il nome Cuvée Royale che caratterizza i prodotti più rappresentativi.

Joseph Perrier

Josetta Saffirio

Josetta Saffirio

La cantina Josetta Saffirio è una realtà familiare che da quasi due secoli si occupa di viticoltura nelle terre delle Langhe. La sede si trova nel territorio comunale di Monforte d’Alba, in una delle zone più rinomate e quotate per la produzione del Barolo. Le dolci colline delle Langhe offrono meravigliose esposizioni soleggiate, caratterizzate da un clima fresco e sempre ventilato, che favorisce buone escursioni termiche tra le temperature del giorno e della notte. I terreni sono d’antica origine marina e sono costituiti da marne calcareo-argillose, con presenza di sabbie, che si sono da sempre rivelate ideali per la coltivazione delle uve a bacca rossa e in particolare per il nebbiolo, vero vitigno principe del territorio. La cantina ha preso il nome di Josetta, che all’inizio degli anni ’70 ha cominciato a occuparsi dell’azienda di famiglia, facendo tesoro dell’esperienza delle passate generazioni. Un amore per la terra e la vite, tramandato come una preziosa eredità di conoscenza e saggezza contadina. Laureata in agraria, Josetta prosegue l’attività nel solco della tradizione, cercando di raggiungere sempre la massima qualità.Negli anni ’80, il Barolo di Josetta Saffirio s’impone all’attenzione della critica ed è spesso riconosciuto come una delle migliori eccellenze del territorio. Oggi l’azienda è condotta da Sara, che incarna la quinta generazione di viticoltori e si dedica alla vigna con competenza e passione. La tenuta è gestita con responsabilità e rispetto per l’ambiente, in modo da far emergere le caratteristiche del terroir e proporre vini schietti e autentici. Da oltre 15 anni l’azienda coltiva vigne in armonia con la natura e il percorso si è concretizzato con l’ottenimento della certificazione Biologica e di Azienda Sostenibile. Tra i filari sono assolutamente banditi diserbanti, pesticidi o insetticidi chimici. Vengono utilizzati solo zolfo e rame per contrastare la diffusione della peronospora e dell’oidio, in modo da mantenere sano l’ecosistema. Per favorire la biodiversità, sono state lasciate, all’interno della tenuta, ampie aree boschive in prossimità dei vigneti. Le stesse attenzioni sono state riservate alla cantina, che è stata pensata per ridurre al minimo l’impatto ambientale, attraverso l’utilizzo di un impianto fotovoltaico, che la rende autonoma dal punto di vista energetico. I vini di Josetta Saffirio si distinguono per un volto ancora artigianale e per un’aderenza alle caratteristiche autentiche dell’area delle Langhe. Le sue etichette rappresentano una memoria del passato, che rinnova la grande tradizione del territorio nel segno dell’eccellenza e dell’attenzione all’ambiente.

Kah

Kanonkop

Kay Brothers

Kellerei Bozen - Cantina Bolzano

La Cantina Bolzano è la più giovane Cantina Produttori dell’Alto Adige, nata dalla fusione delle cantine storiche Gries e Santa Maddalena, specializzate nella produzione di vini da uve autoctone altoatesine, in particolare Lagrein e Santa Maddalena, per cui sono diventati nel tempo i produttori leader sul mercato. Servendosi di tecniche produttive votate al rispetto della natura e del prodotto vengono realizzate etichette dal carattere tipico regionale che riflette con autenticità il territorio di provenienza. Ad una Linea Cru che riscuote costantemente premi e riconoscimenti a livello internazionale si accompagna una Linea Classica comprendente vini bianchi e rossi ottenuti da una varietà di vitigni che permettono di esplorare tutte le sfumature della viticoltura altoatesina, spaziando da vini bianchi freschi, più semplici e immediati, da accompagnare nei momenti di convivialità ad antipasti leggeri o alla pizza, ad altri più complessi da degustare in accompagnamento ai pasti della quotidianità.

Kellerei Kaltern-Caldaro

Kellerei Kaltern-Caldaro è la storica cooperativa vitivinicola con base a Caldaro, in una delle zone più vocate dell’Alto Adige. Qui, il vino è il protagonista nella vita dell’intera comunità: nel corso degli anni, infatti, un numero sempre maggiore di viticoltori si è unito a Kellerei Kaltern, condividendone gli intenti e impegnandosi nella ricerca costante della qualità. Questa cantina nasce dalla fusione, nel 1992, di altre due aziende storiche del territorio: la Bauernkellerei (Cantina dei contadini) e la Jubiläumskellerei (Cantina del Giubileo). Ciò ha portato l'azienda trentina a disporre di circa 300 ettari vitati su cui operare, garantendo una notevole varietà di prodotti a base di vitigni locali ed internazionali. Oggi, Cantina Kaltern conta 650 soci viticoltori ed è una delle più importanti di tutto l’Alto Adige. Alla base del suo successo c’è l’attenzione alla qualità, alle tradizioni e all’ambiente: Kellerei Kaltern ha infatti ricevuto la certificazione di sostenibilità FAIR'N GREEN, un marchio che testimonia la sua gestione sostenibile delle risorse e il suo impegno sociale. Vino Bianco Kellerei Kaltern Caldaro Il vino bianco Kellerei Kaltern Caldaro nasce nella zona più antica della DOC Alto Adige, nei pressi del lago di Caldaro. Un’area vocata per la produzione di grandi vini ottenuti da varietà autoctone e internazionali: dal Pinot Bianco al Gewürztraminer, fino al Moscato Giallo e al Sauvignon. Tutti i vigneti appartenenti alla cooperativa vengono coltivati con passione e competenza, nonché attenzione all’ambiente: l’obiettivo primario dei soci della Cantina è infatti quello di mantenere sempre alto lo standard di qualità dei loro vini e di tutelare i terreni centenari che circondano il lago. Per questo, viene evitato l’utilizzo di erbicidi e la vendemmia avviene interamente a mano. Kellerei Kaltern si distingue anche per essere la prima cantina nell’Alto Adige ad aver seguito i principi della biodinamica nella coltivazione di ben 15 ettari dei suoi vigneti, da cui ottiene vini bianchi complessi come il Solos Bianco Bio DOC. Su Vino.com è possibile trovare i 3 vini bianchi della linea Quintessenz, l’eccellenza Kaltern: il Pinot Bianco, il Sauvignon e il Moscato Giallo. Si tratta di vini ottenuti da uve particolarmente pregiate provenienti dai migliori appezzamenti della cooperativa: in bocca riconfermano tutta la loro elevata qualità. Come nasce la Cantina Kellerei? La storia della cantina Kellerei Kaltern ha inizio più di un secolo ed è strettamente legata a quelle di altre storiche cantine del territorio di Caldaro: la Bauernkellerei Kaltern e la Jubiläumskellerei Kaltern, fondate pochi anni dopo Kellerei Kaltern. Nel corso di un secolo scandito dalla guerra e dalla ripresa economica, queste realtà continueranno a crescere e ad evolversi, nella continua ricerca della qualità: Kellerei Kaltern si trasformerà in “Erste Kellerei” (Prima Cantina) e andrà a fondersi con la “Neue Kellerei” (Nuova Cantina) nel 1986. Alla fine del Novecento, la Bauernkellerei e la Jubiläumskellerei si fonderanno in Kellerei Kaltern e nel 2016 nascerà Cantina Kaltern come la conosciamo oggi. Attualmente, la cooperativa Cantina Kaltern conta ben 650 soci viticoltori, unendo così piccole realtà famigliari a un progetto di più ampio respiro: la produzione di eccellenze vitivinicole dell’Alto Adige e la valorizzazione del territorio di Caldaro. Quali sono le caratteristiche del Pinot Nero Kaltern? Il Pinot Nero Kaltern è un vino rosso rubino intenso, dal profumo di ciliegia e lampone e dal corpo vellutato e sinuoso. Vino.com presenta nel suo catalogo il Pinot Nero Riserva Saltner di Kaltern Kaldaro, un vino pregiato che fa parte della linea Selezione dell'azienda altoatesina. Prodotto con uve 100% Pinot Nero, viene lasciato fermentare in tini di rovere per 2 settimane e, a seguito della malolattica, continua l’affinamento in barriques ed in tonneaux per un anno. Ideale in abbinamento con piatti a base di cacciagione o carni rosse non troppo al sangue. Quali sono le caratteristiche del Gewürztraminer Kaltern? Il Gewürztraminer Campaner Kellerei Kaltern-Caldaro nasce nel cuore dell’Alto Adige, su terreni argillosi posizionati a un’altitudine che va dai 450 ai 500 metri s.l.m. È un vino complesso e di grande impatto, come si percepisce dal suo profumo intenso di petali di rosa e litchi, a cui si aggiungono note di chiodi di garofano e cannella. Al palato è ricco, ma di facile beva, grazie ad una spiccata acidità e al suo retrogusto di frutta esotica. Perfetto in accompagnamento ai gamberetti e ai piatti di pesce dal sapore deciso, Vino.com lo consiglia anche con piatti speziati della cucina asiatica.

Kensei

Kettmeir

Kim Crawford Wines

Kim Crawford Wines ha nelle sue origini una storia romantica. L'azienda nasce infatti grazie all'amore tra Kim Crawford e la moglie Erica che, a metà degli anni Novanta, decidono di avviare una cantina ad Auckland, Nuova Zelanda, uniti dalla passione per il vino. Ad inizio del nuovo millennio, sulla scia di un successo immediato, la Kim Crawford Wines si trasferisce a Marlborough. Il Sauvignon Blanc dell'azienda riceve numerosi premi, tra i quali, nel 2008, il prestigioso punteggio 90+ assegnato da Wine Spectator, dopo che era già stato inserito nella lista dei top 100 della rivista.

Kloster Eberbach

Kloster Eberbach è un ex abbazia cistercenze sita nella regione collinare del Rheingau, sulle sponde del Reno, e la sua cantina vanta una storia lunga 900 anni, pur essendo oggi una delle cantine più tecnologiche d'Europa. La secolare tradizione enologica, attraversata da una instancabile ricerca della qualità, ha portato la cantina del monastero di Eberbach a diventare la più grande tenuta tedesca. I vigneti sono coltivati per la maggior parte con vitigni Riesling, ma vengono prodotti anche Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero e Dornfelder.

Knob Creek

Knoll

Weingut Knoll è una realtà familiare che produce vini di alta qualità nei pressi di Dürnstein, nella regione austriaca di Wachau, una delle zone vitivinicole più famose in assoluto del Paese. Si tratta di una cantina storica, che fin dalla metà dell’Ottocento si è dedicata alla coltivazione della vite e ha cominciato a imbottigliare i primi vini negli anni ’50. È un marchio di riferimento per la regione e da sempre è impegnata a valorizzare i vitigni tradizionali della zona e le caratteristiche di un territorio straordinario. La regione dello Wachau si trova a nord-ovest di Vienna e rappresenta uno dei distretti del vino qualitativamente più importanti di tutta l’Austria. Nonostante l’area coltivata copra una superficie complessiva di soli 1350 ettari, è famosa per i suoi grandi bianchi, realizzati principalmente con i vitigni grüner veltliner e riesling vinificati in purezza. Sono vini di grande eleganza, intensità e complessità aromatica, dotati anche di una notevole propensione all’invecchiamento, con lo sviluppo di raffinate note terziarie. Il territorio si snoda lungo la valle del Danubio, nel tratto del fiume compreso tra Melk e Krems.Il clima continentale è mitigato dalla presenza del Danubio e dai venti temperati che scendono dalle pianure della Pannonia. La presenza di notevoli escursioni termiche dona alle uve un profilo aromatico particolarmente intenso e ricco. I vigneti sono coltivati su pendii ripidi e scoscesi, spesso terrazzati, caratterizzati dalla presenza di suoli pietrosi e molto drenanti, ideali per la viticoltura. In questo splendido scenario paesaggistico, Knoll gestisce circa 15 ettari di vigneti, coltivati prevalentemente con le due varietà simbolo del territorio: il grüner veltliner e riesling. Tra i filari trovano spazio anche altri vitigni storicamente presenti nella regione dello Wachau, come lo chardonnay, il moscato giallo, il traminer e il pinot nero. I vini hanno un profilo classico e tradizionale. Nascono da uve di alta qualità, accuratamente selezionate in vigna prima di procedere alla vinificazione. Le fermentazioni sono realizzate in modo semplice, per preservare le caratteristiche varietali dei vitigni e gli affinamenti si svolgono utilizzando spesso botti grandi, che permettono un’armoniosa maturazione dei vini senza alcuna cessione di sentori di legno. Le etichette di Weingut Knoll rappresentano delle vere eccellenze del territorio, indispensabili per chi vuole conoscere il volto autentico dei grandi vini dello Wachau.

Köfererhof

L'azienda vitivinicola Köfererhof è situata a Varna, ai piedi delle Dolomiti, nella zona vitivinicola più settentrionale d'Italia. I vigneti, ben esposti verso sud, godono di condizioni climatiche e ambientali particolarmente favorevoli alla viticoltura e le uve prodotte consentono la creazione di vini bianchi freschi e fruttati, di qualità. I vini di Köfererhof sono eleganti, sapidi e minerali, molto ben bilanciati, dalla personalità incredibilmente forte e inconfondibile. Per questo, l'azienda è considerata una delle migliori per quanto riguarda la produzione di bianchi in Italia.

Kracher

Kraken

I distillati Kraken sono da sempre legati ad una antica leggenda secondo cui una nave che trasportava rum speziato dai Caraibi fu affondata da un mostruoso Kraken, inabbissando il prezioso carico, tranne che per una botte che rimase gravemente macchiato dall'inchiostro nero del calamaro, diventando da allora conosciuto come un liquido di oscurità senza pari. Da allora gli amanti di questa mostruosa creatura marina, e gli amanti del Rum di qualità, si sono uniti nell’apprezzare il Rum Kraken nelle sue inconfondibili sfumature. Kraken: storia di un mito Il Kraken nasce nello stato di Trinidad e Tobago, ed è ottenuto da puro succo di canna da zucchero che matura in legno per 12-14 mesi, al quale vengono aggiunte 11 spezie segrete, ottenendo così il suo colore scuro che lo caratterizza da sempre ed un gusto particolare, con notevoli sentori vanigliati, di zenzero e pepe, e un aroma di toffee, pimento e chiodi di garofano, che anticipano un finale liscio, pulito e audace. Rum Kraken: un piacere unico da solo o nei cocktail Il Rum Kraken esprime il gusto unico con un semplice cubetto di ghiaccio ma diventa protagonista anche in cocktail originali dedicati a questo spaventoso mostro marino come “La Bestia amara” (Kraken Rum, Triple Sec e Succo d’Arancia) e “Tentacolo Zombie” (con Kraken Rum, succo di pompelmo e lime, sciroppo di granatina e assenzio). Da provare infine nel “Kramble”, con crema di cassis, succo di limone e more pestate. Cocktail spaventosamente buoni perfetti per Halloween e per stupire gli amici con qualcosa di diverso. La storia del rum kraken è vera? La storia del Rum Kraken è misteriosa, e come ogni leggenda, nessuno sa cosa sia vero e cosa sia frutto della fantasia dei marinai. Ciò che è certo è che per secoli la minaccia incombente del Kraken è stata sufficiente a mantenere i marinai in un costante stato di paura, facendo diventare il Kraken protagonista di storie spaventose, perché, si dice, che nessuno sa dove potrebbe emergere, ma coloro che sopravvivono hanno storie epiche da raccontare… Che prezzo ha il Rum Kraken? Il Rum Kraken ha un prezzo conveniente su Vino.com perché puoi usufruire delle offerte e approfittare dei coupon che ogni settimana ti offriamo, approfittando anche dei nostri consigli sui cocktail e su tutto il mondo del vino! Qual è la zona di origine del Rum Kraken? Il Rum Kraken ha origine nei Caraibi, dove è infuso con 11 spezie segrete, ed è distillato nelle Isole Vergini, ecco perché è unico al mondo.

Krug

Krug, una delle più grandi aziende vitivinicole di Champagne, sorge a Reims, nella regione francese dello Champagne - Ardenne. La sua storia ha origine nel 1843, quando venne fondata da Johann-Josef Krug, di origini tedesche, ed è oggi guidata dalla quinta generazione della famiglia. Grazie a una grande attenzione ai dettagli e a un'insuperabile maestria artigianale, gli Champagne di Krug rappresentano l'espressione più pura della natura e sono in grado di sbalordire, anno dopo anno, per la loro unicità.

Kuentz-Bas

Künstler

Kurtatsch Cortaccia

La Cantina Cortaccia, o Kellerei Kurtatsch, è una realtà innovativa dell’Alto Adige, che accoglie 190 famiglie con l’obiettivo di produrre vini di alta qualità in modo sostenibile. Si trova a Cortaccia sulla Strada del Vino, in un territorio dalle caratteristiche climatiche e geologiche uniche: i vigneti della cooperativa si estendono infatti dai 220 ai 900 m s.l.m., con temperature e tipologie di suolo ben diverse a seconda dell’altitudine. Kellerei Kurtatsch si è sempre impegnata a rispettare la biodiversità di ogni area, a partire dal lavoro in vigna, dove la coltivazione avviene manualmente e attraverso l’utilizzo di concimi organici. La filiera della sostenibilità continua poi in cantina, dove si limita al minimo il consumo dell’acqua. L’attenzione alle caratteristiche di ogni terroir, unita a metodi di coltivazione moderni sono i punti di forza della Cantina, che dà vita a vini intensi ed eccellenti, di grande classe ed eleganza. Vino Rosso Kurtatsch Cortaccia Il vino rosso Kurtatsch Cortaccia ha origine a 220-300 metri di altitudine, in una delle zone più calde dell’Alto Adige. Qui, il suolo argilloso e limoso si rivela perfetto per la coltivazione di vitigni internazionali, come il Merlot, il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon. I vini qui prodotti, però, hanno un carattere unico, tutto Trentino, influenzato dai venti freschi che arrivando dalle montagne favoriscono l’escursione termica nei vigneti. Le località di Mazon e Glen, invece, sono naturalmente vocate per la coltivazione del Pinot Nero: la scarsa irradiazione solare e il terreno sabbioso-limoso favoriscono lo sviluppo degli aromi tipici di questa varietà. Vino Bianco Kurtatsch Cortaccia Il vino bianco Kurtatsch Cortaccia è fresco e vivace: nasce su vigneti posti a un’altitudine tra i 450 e i 900 m s.l.m., dove il clima è fortemente influenzato dai venti freddi che provengono dalle montagne. Ogni frazione di quest’area ha le caratteristiche perfette per una determinata varietà di uve: nella zona di Kofl viene coltivato il Sauvignon; nella frazione Hofstatt, dove il terreno è ricco di dolomite, quarzo, mica e argilla, viene coltivato il Pinot Bianco. Il Pinot Grigio trova il clima e il suolo ideale nella frazione di Penon e il Müller Thurgau, più resistente al freddo, cresce a 800 s.l.m. nella piccola frazione di Corona. Dell’ampia gamma di vini bianchi Kellerei Kurtatsch, Vino.com ha selezionato i migliori per inserirli nel proprio catalogo. Quali sono le caratteristiche dello Chardonnay Kurtatsch? Lo Chardonnay Kurtatsch è un vino bianco complesso e consistente, che nasce su terreni ghiaiosi, sabbiosi e ricchi di dolomite. Si apre al naso con un bouquet di frutta esotica matura, come l’ananas e la banana, accompagnato da note di scorza di cedro. La sua complessità è data da un lungo periodo di affinamento in grandi botti di rovere, mentre la forte escursione termica tra il giorno e la notte gli regala una grande sapidità. Come nasce il Pinot Grigio Kurtatsch? Il Pinot Grigio Kurtatsch nasce nei vigneti situati a Penon, frazione collinare di Cortaccia e ha origine da uve Pinot Grigio in purezza. A seguito di una lunga maturazione, il vino sviluppa una struttura robusta e un buon corpo, nonché un finale salato e persistente. Al naso si apre con un bouquet complesso di pesca gialla, sentori di uva spina e mele fresche. Vino.com lo consiglia in abbinamento ai crostacei e ai frutti di mare. Per cosa si caratterizza il Gewürztraminer Kurtatsch? Il Gewürztraminer Kurtatsch è un bianco corposo e aromatico, perfetto da abbinare ai crostacei, ma anche come vino da dessert. In bocca risulta ben strutturato e fresco, mentre al naso apre con un piacevole profumo di rose e magnolie, accompagnato a spiccate note minerali. Un bianco sicuramente da provare, disponibile su Vino.com.

L'Astemia Pentita

L’Astemia Pentita sorge sulle fortunate colline di Cannubi, nella denominazione del Barolo. In questo luogo magico, conosciuto storicamente come uno dei territori dove nascono i vini più pregiati, Sandra Vezza, la fondatrice de L’Astemia Pentita, ha creato la prima cantina pop. L’Astemia Pentita è proprio lei, l’imprenditrice piemontese astemia che ha deciso di dedicare la sua vita alla produzione di vino. Cresciuta tra i vigneti delle Langhe insieme al nonno, ha dato il via ad un’azienda che esprime un carattere estremamente audace e moderno. La cantina ha la forma di due casse di vino sovrapposte e pur irrompendo in questo paesaggio tradizionale si fonde perfettamente con esso. Vino Rosso l’Astemia Pentita L’Astemia Pentita produce i grandi vini rossi piemontesi, come il Barolo DOCG, ottenuto da uve 100% Nebbiolo provenienti da vigneti diversi. Si tratta di un Barolo di assemblaggio prodotto come si faceva una volta, quando i vinificatori univano le uve provenienti da vigneti diversi, facendo acquisire al vino il carattere unico di ciascuna delle partite di uva vinificate. Il Barolo l’Astemia Pentita è un vino rosso granato molto piacevole, con note di frutti rossi e spezie e un tannino vellutato. Un altro importante vino rosso l’Astemia Pentita è il Cannubi DOCG, un Barolo ottenuto da uve 100% Nebbiolo coltivate sulla collina di Cannubi. La storia della collina di Cannubi ha iniziato a scriverla la Marchesa Giulia Colbert Falletti nel 1800, quando iniziò a produrre un Barolo caratterizzato da una macerazione e un affinamento molto lunghi. Il Cannubi DOCG viene oggi prodotto con i vigneti di questa collina, è un vino elegante, equilibrato, dal colore rosso brillante e dalle note balsamiche ed intense. Un altro vino rosso l’Astemia Pentita degno di nota è il Barolo Riserva Terlo, un vino ottenuto dal cru di Terlo, una delle Menzioni geografiche del Comune di Barolo che per la sua esposizione e per il suolo di origine argillosa e calcarea dona al vino un carattere importante e una struttura complessa. È un Barolo dai profumi intensi, adatto all’invecchiamento grazie al tannino importante e alla spiccata acidità. La migliore selezione di vini rossi l’Astemia Pentita la trovi su Vino.com. Scopri tutti i dettagli sulla tua enoteca online di fiducia. Quale vino l’Astemia Pentita è perfetto per l’aperitivo? Il vino l’Astemia Pentita perfetto per l’aperitivo è il Nascetta, un vino bianco ottenuto dal vitigno autoctono piemontese Nascetta. Sembrerà strano che tra queste colline famose per la produzione di vino rosso, venga prodotto un vino bianco come il Nascetta l’Astemia Pentita, anche se di recente ha preso piede un nuovo filone enologico che vede in questi territori del Piemonte i luoghi ideali per la produzione di vini bianchi freschi ed armonici. Il Nascetta era un vitigno in procinto di scomparire ma grazie all’intraprendenza di alcuni viticoltori della zona è tornato alla ribalta. Il Nascetta l’Astemia Pentita è un bianco dal colore giallo paglierino tenue, con sentori aromatici e floreali di iris e acacia. In bocca è agrumato e fresco, con sentori di pompelmo. È un vino perfetto da abbinare agli antipasti di pesce e all’aperitivo per il suo profilo gustativo fresco e sapido. Quali sono le caratteristiche del vino rosato Adorabile? Il rosato Adorabile è un vino rosé ottenuto vinificando in bianco, dopo solo un breve contatto con le bucce, uve provenienti da diversi vigneti situati nelle zone più alte dell’azienda, al fine di garantire un vino con un’ottima acidità. Le uve utilizzate per questo rosato vengono raccolte tardivamente e con estrema cura per non rischiare che gli acini si rompano avviando una fermentazione prematura. Adorabile è un vino dal colore buccia di cipolla, con sentori fruttati di prugna e lamponi, confettura e agrumi. Il Rosato L’Astemia Pentita è un vino molto piacevole, "adorabile" appunto, come indica il nome stesso. Quali sono le caratteristiche del vino bianco Armonico? Il bianco Armonico è un vino fresco che incarna perfettamente la filosofia "pop" de L’Astemia Pentita. È un vino di assemblaggio, ottenuto da uve provenienti da vigneti situati sulle rive del fiume Tanaro. Si tratta di vigneti molto diversi tra loro e per questo in grado di connotare il vino di caratteristiche uniche e complementari. Armonico è un vino color giallo paglierino dalle note di pesca, salvia e rosmarino, sapido e minerale. È un vino "Armonico", di nome e di fatto. Scopri la selezione l’Astemia Pentita su Vino.com.

L'If

L.A. Cetto

La Bolgherese

La Bollina

Nel comune di Serravalle Scrivia di Alessandria si trova La Bollina, moderna realtà piemontese che opera nella storica zona del Gavi DOCG. La tenuta, da secoli residenza dei marchesi Figari di Genova, si estende per 120 ettari in un paesaggio di dolci colline in cui si alternano vigne ad aree boschive di castagno. La cantina è attrezzata delle più moderne tecnologie di vinificazione, tra cui un avanzato sistema di micro-ossigenazione che consente di tenere sotto controllo l'apporto di ossigeno e di conseguenza i fenomeni ossidativi e di riduzione. Un moderno filtro tangenziale permette di filtrare il vino finito mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche nelle ultimissime fasi di produzione.

La Braccesca

La Chablisienne

La Chablisienne

La Chapelle de la Mission Haut-Brion

La Costanza

La Crotta di Vegneron

La cooperativa La Crotta di Vegneron nasce nel 1980 a Chamblave, piccolo borgo della Valle d'Aosta, nel meraviglioso panorama alpino, confinante con la Francia e la Svizzera. La Crotta di Vegneron è la storia di uomini profondamente radicati alla propria terra che provono costantemente ad esaltare lo spirito della montagna. I vitigni autoctoni coltivati con passione ed orgoglio, il clima montano e la valorizzazione del terroir della Chamblave sono i punti forza della cooperativa.

La Fiorita

La Frassina

La Gerla

La Guardiense

La Guardiense è una delle realtà più interessanti dell’area del beneventano. È stata fondata nel 1960 da un gruppo di una trentina di viticoltori del territorio, per unire le loro forze e affrontare insieme i nuovi scenari del mondo del vino. Oggi conta circa mille soci che coltivano direttamente le loro proprietà per un totale di 1.500 ettari, suddivisi in molte piccole parcelle. La cantina ha sede a Santa Lucia di Guardia Sanframondi, nell’area campana del Sannio. Le vigne sono coltivate nella splendida zona collinare compresa tra i monti del Matese e il massiccio del Taburno, a un’altitudine compresa tra i 300 e i 350 metri sul livello del mare. Le soleggiate esposizioni e le correnti d’aria fredda che scendono dalle vicine montagne, creano un microclima particolare, di tipo continentale, caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra le temperature del giorno e della notte, mitigato dal soffio delle brezze del mare che risalgono nell’entroterra. In queste terre la vite dimora da millenni e ancora oggi disegna con i suoi filari un ordinato paesaggio di meravigliosi vigneti, perfettamente integrati in un verde paesaggio dalla natura ancora selvaggia e incontaminata. Grazie a un severo protocollo interno, la conduzione agronomica si svolge nel massimo rispetto della sostenibilità ambientale, con un utilizzo dei trattamenti di basso impatto e realizzati solo quando assolutamente indispensabile. L’attenzione all’eco-sostenibilità si estende anche alla gestione della cantina, che è alimentata da un impianto fotovoltaico aziendale. La supervisione di tutti i processi produttivi è affidata all’enologo Riccardo Cotarella, che lavora in collaborazione con l’enologo dell’azienda Marco Giulioli. Fedele alle più antiche tradizioni del territorio, la cantina ha concentrato la sua attenzione sui principali vitigni storici dell’area del Sannio. Anche se sono presenti vigne di fiano, greco, coda di volpe e piedirosso, l’attenzione dell’azienda è concentrata soprattutto su falanghina e l’aglianico. La falanghina rappresenta il bianco per eccellenza della Doc Sannio, valorizzato dal disciplinare dalle zone di particolare pregio di Guardia Sanframondi, Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Taburno, che creano un ventaglio di sfumature di grande fascino. La Guardiense ha saputo sfruttare la duttilità dl vitigno con una gamma di vini che va dal Metodo Classico al Passito, passando per diverse versioni di bianco fermo, dalle più giovani e fragranti a quelle destinate al lungo invecchiamento. Per quanto riguarda l’aglianico, la tradizione del territorio ha selezionato il biotipo amaro, ancora oggi utilizzato per produrre l’Aglianico del Taburno, uno dei rossi campani più interessanti e ricchi di storia.

La Hechicera

La Mascota

La Mondotte

La Mondotte Premier Grand Cru Classe B

La Mozza

La Mozza è una cantina di proprietà di Joe e Lidia Bastianich, supportati dal noto chef Mario Bartali. Si trova nello splendida cornice della Maremma Toscana, più precisamente nella parte sud-ovest, a Magliano di Grosseto, a circa 12 chilometri dal mar Tirreno. Questa zona, più asciutta rispetto alle colline nebbiose della Toscana centrale, con l'isola d'Elba che ripara i vigneti della tenuta dalle principali correnti ventose e dirada le piogge, fa sì che la maturazione delle uve prenda il via dalle prime ore dell'alba e il sole illumini con i suoi raggi le piante di vite fino alle ultime ore del tramonto. Vitigni da clima caldo come Syrah e Alicante trovano in questo territorio le condizioni ideali per prosperare, così come anche il Sangiovese che qui si caratterizza per una minore acidità a favore di una più pronunciata nota di ciliegia. La filosofia che sta alla base di tutta la produzione vinicola è quella di ridare luce al terroir maremmano troppe volte rimasto in secondo piano. Oggi grazie alla famiglia Bastianich la cantina può vantare una fama che l'ha fatta conoscere negli Stati Uniti ma anche a Singapore.

La Poderina

La Poderina

Espressione più pura della tradizione ilcinese, La Poderina è immersa in un paesaggio di ammaliante bellezza e fascino, nei pressi dell'Abbazia di Sant'Antimo. I vigneti si trovano infatti nel versante di Castelnuovo dell'Abate, dove la combinazione di terreni di diverse ere geologiche e temperature mediamente più alte conferiscono al Brunello complessità e struttura, con tannini fini e rotondi.

La Pruina

La Raia

L'azienda agricola La Raia sorge tra le colline del Gavi, generoso territorio piemontese che vanta una grande vocazione vitivinicola sin dall'antichità. L'azienda coltiva i suoi vigneti e produce vino seguendo la strada della biodinamica, per ritrovare le caratteristiche originali di questa grande terra attraverso un approccio equilibrato e armonico. La cantina de La Raia è stata costruita secondo un'antica tecnica ecosostenibile, per armonizzarli con le colline che la circondano. I vini qui prodotti hanno una grandissima personalità e una sorprendente capacità evolutiva e racchiudono in sé tutta la vitalità e la storia secolare del terroir del Gavi.

La Regola

La Roncaia

L’azienda La Roncaia è situata nello spettacolare terroir dei Colli Orientali del Friuli, un paesaggio ricco di bellezza e di fascino. La predisposizione alla viticoltura di questi territori e le antichissime tradizioni enologiche che questi custodiscono sono gli ingredienti di base che rendono speciale La Roncaia, A questi si aggiungono un’esperienza maturata negli anni, come tecnica e saggezza, e una cura meticolosa del vigneto e dei processi che permettono, a questa pregevole azienda friulana di raggiungere i risultati di eccellenza qualitativa che tanto brama.

La Sablette

La Scolca

La Scolca nasce dalla visione lungimirante di Giorgio Soldati, il quale decide di scommettere sul vitigno a bacca bianca Cortese in una regione da sempre conosciuta per la produzione di grandi vini da uve a bacca rossa: il Piemonte. Il Gavi si rivela il territorio ideale per la sua coltivazione, specialmente nell'area di Rovereto che si potrebbe definire un Grand Cru. Giorgio Soldati è un interprete innovativo, ma senza mai venir meno alla fedeltà verso la tradizione, il territorio e il Gavi, vino che difese a spada tratta anche quando era ritenuto un bianco controcorrente. La cura dei vigneti, la tecnologia moderna di vinificazione che consente di operare in iper-riduzione e diversificando le frazioni di mosto in base all'età di provenienza del vigneto, dai 5 ai 60 anni, consente di ottenere un'ampia gamma di vini che sanno raccontare i profumi e i sapori del territorio, specialmente nelle versioni Riserve d'Antan, ottenute dopo ben 10 anni di invecchiamento "sur lie" in cantina.

La Sibilla

La Spinetta

La Spinetta nasce nei primi anni ’60 grazie a Giuseppe, detto Pin, e Lidia Rivetti, che trasmettono la passione per la loro attività ai quattro figli, che per primi vinificano un Moscato da singolo vigneto e fanno dei vini da singola vigna la loro filosofia, con altre etichette come la Barbera Ca’ di Pian prima e il Barbaresco Gallina, il Barbaresco Valeirano e il Barbaresco Starderi poi. Il successo è crescente, tale da spingere i fratelli a nuovi investimenti nella denominazione Barolo a Grinzane Cavour e in Toscana nella Tenuta Casanova della Spinetta. Un’espansione con un unico filo conduttore, il legame con il territorio e con i vitigni autoctoni, che vede la valorizzazione della Barbera, del Moscato e del Nebbiolo in Piemonte, e l’attenzione su Sangiovese e Vermentino in Toscana. La curiosità e la voglia di sperimentare dei Rivetti si concretizza anche con l’acquisizione della storica maison spumantistica Contratto e con grandi risultati anche sul Timorasso, che i fratelli considerano come un’uva dalle enormi potenzialità, per vini in grado di competere con i grandi bianchi francesi. La Spinetta: i vini del Rinoceronte Tutte le etichette di La Spinetta si distinguono per la presenza del Rinoceronte di Albrecht Dürer. Quest’opera, di cui si è letteralmente innamorato Giorgio Rivetti, è stata fatta da Dürer senza aver mai visto un rinoceronte, ma solo in base alle descrizioni ottenute da coloro che a Lisbona nel 1515 assistettero per primi in Europa all’arrivo di un rinoceronte indiano. La scelta non è casuale: anche il vignaiolo, infatti, concretizza l’idea di ogni nuovo vino con grandi mesi di lavoro in vigna e in cantina, scegliendo il vigneto ed esprimendo la sua personalità attraverso il vino. Dei vini La Spinetta solo uno fa eccezione, il Barolo Campè, che ha in etichetta un altro capolavoro dell’artista, che ben rappresenta il re dei vini e il vino dei re: il leone. Vino rosso La Spinetta La Spinetta è famosa soprattutto per il suo vino rosso, in particolare per il Barbaresco. Etichette come il Barbaresco Starderi e il Barbaresco Gallina sono presenti nei migliori ristoranti del mondo e sono tra i vini della denominazione più premiati a livello internazionale, con riconoscimenti da tutte le principali guide di settore. Grandi soddisfazioni però ha dato anche il Barolo Campè, più volte premiato con 97 punti da James Suckling. Il vino rosso La Spinetta nasce da una grandissima attenzione in vigna, con uve provenienti da agricoltura biologica e unicamente dai vigneti di proprietà dell’azienda, di cui molti di una certa età (il che favorisce intensità e spessore nei vini). Per raggiungere una maggiore intensità nel vino La Spinetta preferisce le basse rese in vigna e applica la cosiddetta "potatura verde", con la rimozione di alcuni dei grappoli ancora acerbi nei mesi di luglio e agosto, a vantaggio degli altri grappoli presenti su pianta, che si arricchiscono ulteriormente di aromi. Quale è l’affinamento de La Spinetta Nebbiolo? La Spinetta Nebbiolo affina per circa 12 mesi in barrique di rovere francese, e per ulteriori 6 mesi in bottiglia. Il risultato è un Nebbiolo piacevole e accessibile, con tannini vellutati e rotondi. Qual è la particolarità de La Spinetta Moscato? La Spinetta Moscato è prodotto in due etichette, ognuna delle quali è ottenuta da singolo vitigno: il La Spinetta Moscato Biancospino e il La Spinetta Moscato Bricco Quaglia. La Spinetta è stata la prima azienda a creare Moscato da singolo vigneto. Quali caratteristiche ha il La Spinetta Chardonnay? La Spinetta Chardonnay è un bianco affinato in legno straordinariamente longevo, che esalta al massimo i profumi di questa straordinaria uva aromatica, con impressionanti note fruttate e floreali e sentori di agrumi, mela golden e tiglio.

La Spinetta

La Staffa

L'azienda vitivinicola La Staffa sorge sulle colline di Staffolo, nella zona classica del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Le sue radici affondano nella tradizione e nell'antica cultura di un territorio da sempre vocato alla viticoltura e la sua filosofia si basa sull'amore per il vino e sulla volontà di creare qualcosa di speciale. La Staffa è una cantina semplice e i suoi vini racchiudono il profumo e il gusto autentico della tradizione, mantenuti vivi grazie all'utilizzo di moderne attrezzature che permettono di ritrovare, in ogni bicchiere, antichi valori e la semplicità della campagna marchigiana.

La Toledana

La Torre

Era la primavera del 1976 quando il calabrese Giuseppe Anania acquistò il podere La Torre dalla storica famiglia Ciacci, a Montalcino. Situato nel comune di La Sesta, con un'altitudine tra le più elevate di tutta la denominazione del Brunello, ospitava in cima a una collina un rudere di una casa colonica. Secondo una leggenda, accanto alla casa era costruita una torre nelle cui fondamenta era custodito dell'oro: parte della famiglia Sassetti, allora proprietaria della tenuta, distrusse la torre e fuggì a Firenze con l'oro. Oggi l'oro è metaforicamente rappresentato dal vino prodotto dal figlio di Giuseppe, Luigi Anania, il quale diede seguito a una preziosa tradizione continuando a produrre grandi Brunello e Rosso di Montalcino. Ultima creazione della cantina è l'Ampeleio, il cui nome che ricorda l'antica toponomastica contadina ormai in via di estinzione, prodotto in memoria di un amico contadino esempio virtuoso di cura della vite.

La Tosa

La Trappe Trappist

La Umbra

La Vigna sul Mare

La Vis

Fondata alla fine degli anni Quaranta, l'azienda vitivinicola La Vis è situata nell'omonimo borgo trentino, nel cuore delle Colline Avisane. L'azienda costituisce un importante e pregiato patrimonio collettivo di produzione di vino, riunendo 800 soci impegnati a lavorare oltre 800 ettari di terra. La filosofia di La Vis si basa sulla convinzione che il compito di ogni viticoltore sia quello di prendere coscienza dei fattori che rendono unico il contesto in cui opera, per produrre vini che siano espressione del territorio d'origine. Questo spirito ha guidato l'azienda nella realizzazione della Zonazione, un progetto teso a individuare l'ambiete ideale al raggiungimento della massima espressione qualitativa dei propri vini.

Lagavulin

Il nome Whisky proviene dal Gaelico e significa "acqua di vita". Le zone tradizionali di produzione del Single Malt Whisky, in Scozia, sono le Highlands, le Lowlands, Campbeltown, Speyside, Isles e Islay, famosa per i malt whisky torbati, dal naso intenso e dal gusto corposo, invecchiati in botti di rovere. Lagavulin, il cuore pulsante di Islay, costantemente accarezzata dai venti provenienti dal mare selvaggio che bagna l’isola, da 200 anni delizia gli esigenti palati degli amanti di Whisky con un distillato ricco e deciso. Lagavulin è infatti una delle più antiche distillerie dell’isola di Islay. Fondata legalmente nel 1816 da John Johnston, era in origine un conglomerato di 10 distillerie illegali, attive già dal 1742 e situate nei dintorni del Castello di Dunyvaig. Nel 1817 apparve una seconda distilleria gestita da Archibald Campbell e alla morte dei due distillatori, Alexander Graham acquistò le due distillerie dando origine all’odierna Lagavulin. Nel corso degli anni sono stati tanti i personaggi alla guida della Distilleria, che oggi fa parte del Gruppo Diageo. Lagavulin produce i Classic Malts più espressivi dell’isola di Islay, whisky prodotti con orzo maltato a Port Ellen e con acqua proveniente da Solum Lochs, un'area ricca di torba. Lagavulin produce differenti tipologie di Whisky, perfette espressioni del territorio di Islay, da bere nei momenti di meditazione e relax. Lagavulin Whisky Lagavulin produce Whisky con diversi stili di invecchiamento. I tratti comuni solo il colore dorato intenso, gli aromi salmastri persistenti, il gusto morbido e corposo e il retrogusto affumicato. Il modo migliore per degustare Lagavulin è liscio o con qualche goccia d’acqua. L’acqua non altera il gusto del Whisky ma serve solo ad abbassare la gradazione alcolica. La gamma Lagavulin è molto ampia: Lagavulin 8 anni, 12 anni e 16 anni Single Malt Scotch Whisky sono solo alcuni dei pregiati Whisky dell’Isola di Islay. Quali sono le caratteristiche del Lagavulin 16 anni Single Malt Scotch Whisky? Il Lagavulin 16 anni Single Malt Scotch Whisky viene prodotto a sud di Islay, a Port Ellen, nella distilleria ufficiale di Lagavulin. Il gusto erbaceo e balsamico è il risultato degli effetti naturali che le brezze che accarezzano l’isola regalano al malto utilizzato per produrre il distillato. È il whisky più amato dagli intenditori, un classico distillato da collezione, che viene invecchiato per 16 anni in botti di rovere e si caratterizza per il colore ambrato intenso, i profumi e gli aromi dolci di torba e alghe, il gusto dolcemente affumicato e sapido e i sentori di vaniglia che vengono rilasciati dal legno in cui viene invecchiato. Dal finale ricco e persistente, il Lagavulin 16 anni è perfetto per goderti il tuo momento di relax a fine giornata. Su Vino.com potrai trovare il Lagavulin Single Malt Scotch Whisky, ti consigliamo di non lasciartelo scappare se ami i Whisky importanti, torbati e corposi. Dai un’occhiata! Quali sono le caratteristiche del Lagavulin 30 anni Single Malt Scotch Whisky? Il Lagavulin 30 anni Single Malt Scotch Whisky è un’edizione limitata di sole 2340 bottiglie, ormai quasi introvabili. Questo Single Malt Scotch Whisky ha una struttura corposa e intensa, è stato distillato a Islay nel lontano 1976 ed è stato sottoposto ad un invecchiato durato ben 30 anni, all’interno di botti di rovere. Qual è il prezzo del Whisky Lagavulin? Il prezzo dei Single Malt Scotch Whisky Lagavulin può variare a seconda della tipologia di invecchiamento a cui è stato sottoposto e all’appartenenza o meno ad una certa edizione limitata. Su Vino.com potrai trovare il Single Malt Scotch Whisky Lagavulin adatto a te. Per saperne di più, scopri i dettagli dei distillati Lagavulin su Vino.com.

Lamole di Lamole

Lamotte

Langlois-Chateau

Lanson

Lanson è una delle maison più antiche della Champagne, fondata nel 1760 da François Delamotte, una delle personalità più influenti della storia di Reims. Il simbolo che la contraddistingue è la croce che rappresenta l’ordine religioso di Malta, a cui fu ammesso qualche anno dopo il figlio di François, Nicolas-Louis Delamotte. Nel tempo si arrivò alla definizione di uno stile originale, in grado di ottenere l’apprezzamento di intenditori e appassionati, sino al conferimento, nel 1900, del titolo di "Fornitore Ufficiale di Champagne per la Regina Vittoria" all’allora proprietario Henrie Marie Lanson. I segreti di produzione che costituiscono l’inestimabile eredità della maison sono stati tramandati nei minimi dettagli di generazione in generazione sino agli ultimi chef de caves della casa, Jean-Paul Gandon ed Hervé Dantan, i quali la custodiscono gelosamente. Parole chiave della cifra stilistica di Lanson sono purezza del frutto, il quale è mantenuto fresco ed elegante attraverso una vinificazione senza malolattica e vinificando le uve parcella per parcella, e ricchezza aromatica, data dalla scelta dei migliori Cru, dei migliori grappoli dei vitigni Pinot Nero, Chardonnay e Pinot Meunier, e delle migliori annate dei vini di riserva aggiunti in fase di assemblaggio. Una maturazione sui lieviti nella cave di almeno 3 anni consente di sviluppare ulteriormente il corredo olfattivo di ogni champagne. Nelle annate eccezionali si producono anche degli straordinari Millesimi, i quali costituiscono una preziosa collezione a cui i wine lovers più esigenti posso attingere per trovare rare espressioni enologiche. Il non plus ultra della gamma è costituito dalle particolari cuvée Extra Age, nate in occasione del 250esimo anniversario dalla fondazione, prodotte assemblando soltanto le migliori annate; e dalla linea Prestige, le cui uve provengono da una minuziosissima selezione dei grappoli. A questa linea appartiene la Noble Cuvée, frutto di un’accuratissima cernita degli acini, ma anche lo champagne Clos Lanson, prodotto da uve dell’omonimo e prestigioso vigneto, il quale è collocato proprio di fronte alla Cattedrale di Notre Dame di Reims, protetto da un muro altissimo, e impiantato all’interno di un microclima davvero particolare su un suolo di natura prevalentemente gessosa. Lanson è stata una delle prime maison della Champagne a produrre Champagne Rosé.

Laphroaig

La storia di Laphroaig è un vero e proprio viaggio nel tempo. L’origine e lo sviluppo della distilleria furono profondamente influenzati dagli eventi che sconvolsero la Scozia a partire dal 1745. Verso il 1815, i fratelli Donald e Alexander Johnston affittarono 1000 acri sull’isola di Islay, per dedicarsi all’allevamento del bestiame. Quella terra è oggi Laphroaig, ma quali sono state le vicende che hanno portato alla nascita della distilleria? I fratelli Johnston capirono subito che per nutrire il bestiame fosse stato necessario coltivare l’orzo, ciò che fece la differenza fu l’idea di utilizzare l’orzo in eccesso per distillare il Whisky. L’intuizione fu decisiva, ben presto il Whisky di Laphroaig iniziò ad essere apprezzato sull’isola ed essendo anche più redditizio distillare Whisky che allevare bestiame, i due fratelli pensarono di dedicarsi completamente alla produzione di Whisky. Nacque così il Whisky Laphroaig. Nel corso degli anni la distilleria divenne sempre più importante e famosa, furono creati nuovo edifici per la distillazione e a partire dal 1923 il Whisky Laphroaig iniziò a circolare anche nei paesi scandinavi, in America Latina, in Europa e in Canada. Astutamente, i successori dei fratelli Johnston, alla guida di Laphroaig negli anni del proibizionismo, escogitarono un metodo infallibile per continuare ad esportare in America. Sostenevano che il loro whisky fosse dotato di proprietà medicinali, come dimostravano i sentori pungenti di Alghe e sale marino che contraddistinguevano il loro distillato. La ricetta del whisky Laphroaig è stata tenuta segreta nel corso dei decenni e quest’aurea di mistero che aleggiava intorno al pregiato distillato fu uno dei fattori determinanti per il successo di Laphroaig. Una seconda geniale intuizione determinò un ulteriore salto di qualità nella produzione del Whisky Laphroaig. Iniziarono ad invecchiare il distillato anche in botti di quercia americana utilizzata precedentemente per il Bourbon. Nel 1950, il Whisky Laphroaig veniva invecchiato sia in botti europee ex-sherry che in botti di quercia americana ex-bourbon. La reputazione di Laphroaig è sempre cresciuta nel corso dei decenni. Nel 1994, Il Principe Carlo d’Inghilterra visitò Laphroaig e la insignì con il Royal Warrant, lo stemma reale che ancora oggi troviamo su ogni bottiglia del pregiato distillato Laphroaig. Nel 2015 Laphroaig ha compiuto 200 anni e ancora oggi è una delle 8 distillerie attive sull’isola di Islay. Se la storia di Laphroaig ti ha affascinato, scopri i suoi Whisky su Vino.com. Laphroaig Whisky L’ingrediente principale per la produzione del Whisky Laphroaig è l’acqua, fondamentale per la refrigerazione durante il processo di produzione e per apportare il gusto unico dell’isola di Islay al whisky. L’acqua utilizzata per il Laphroaig proviene dal Kilbride Reservoir, una fondamentale fonte di acqua che nel corso dei decenni è stata contesa tra i molti distillatori dell’isola. La caratteristica principale dei whisky single malt di Islay è la torba tipica dell’isola, molto diversa da quella della Scozia continentale, per l’elevato apporto di Sphagnum, il muschio che contribuisce al gusto medicinale del whisky di Islay. La torbiera utilizzata per la produzione del Whisky Laphroaig è quelle di Glenmachrie, che grazie al suo mix di erica, licheni e muschio garantisce al whisky un profilo olfattivo fumoso e simile allo iodio. L’altra caratteristica principale del Whisky di Laphroaig è la maltazione tradizionale a pavimento. L’orzo viene lasciato germinare naturalmente. Inoltre, è importante sapere che i whisky Laphroaig sono ottenuti con una doppia distillazione, attraverso sette alambicchi di rame. Le botti dove il distillato viene fatto affinare sono disposte in magazzini situati lungo la costa, di conseguenza il distillato subisce l’influenza dell’Oceano Atlantico e si arricchisce dei sapori unici rilasciati dal legno durante l’invecchiamento. Oltre alle botti ex-bourbon vengono utilizzate anche le botti ex-sherry. Le prime, di quercia bianca americana conferiscono al Whisky Laphroaig una dolcezza simile al caramello, note vanigliate e di frutti rossi, sentori speziati e di cuoio. Le botti ex-sherry, fatte invece di rovere europeo, rendono il whisky un po' più secco e piccante, con note di arancia, frutta nera secca, cannella e chiodi di garofano. Cos’è il Laphroaig Select? Il Laphroaig Select è un Single Malt Scotch Whisky prodotto sull’isola di Islay, caratterizzato da un affinamento lungo e variegato. Le botti selezionate per l’invecchiamento sono di Pedro Ximenez, di Sherry Triple Wood Oloroso, di Bourbon di primo riempimento e di rovere americano nuovo. Il tocco finale è dato dall’aggiunta del Laphroaig 10 anni alla miscela. Ecco perché il Laphroaig Select è un Whisky morbido e delicato, caratterizzato da armoniose note di cioccolato, erbe medicinali e sentori di sale marino. Il gusto è deciso ed elegante, sapido e speziato. Il suo sapore unico è influenzato dalle acque cristalline del torrente Kilbride e dalla torba di Islay. Laphroaig Select rende omaggio a due secoli di tradizione ed è stato premiato ai San Francisco World Spirits Awards 2019, all'International Spirits Challenge 2019 e ai SIP Awards 2019. Quali sono le caratteristiche del Laphroaig Whisky 10 anni? Il Laphroaig Scotch Whisky Single Malt 10 anni viene ancora distillato seguendo la ricetta originale e un metodo utilizzato da generazioni. È corposo, intenso, dal colore dorato, con note di fumo e alghe marine. È un single malt classico dal sapore avvolgente e audace. Ha un finale dolce e lungo. Il Laphroaig 10 anni incarna l’isola di Islay e le sue naturali caratteristiche. Se ami gli Scotch Whisky tradizionali non puoi lasciartelo scappare, scopri i dettagli su Vino.com. Qual è il prezzo del Laphroaig Whisky? Nella tua enoteca online di fiducia potrai trovare un’ampia selezione di Whisky Laphroaig a prezzi competitivi. Dal Single Malt Scotch Whisky Lore Laphroaig, al Single Malt Scotch Whisky Select Laphroaig, passando per il Single Malt Scotch Whisky 10 anni, il Single Malt Scotch Whisky 16 anni e il Single Malt Scotch Whisky Quarter Cask Laphroaig, troverai una selezione con prezzi per tutte le tasche. Scopri Laphroaig su Vino.com.

Laura Hartwig

Laurent-Perrier

La Maison Laurent-Perrier fu fondata nel 1812 da André Michel Pierlot e prese il nome Vve Laurent-Perrier quando Mathilde Emilie Perrier, vedova di Eugène Laurent, decise di unire i due nomi di famiglia con l’obiettivo di espandere il commercio di Champagne. Nel 1925 la figlia Eugénie Hortense Laurent ereditò la Maison per venderla a Marie-Louise Lanson de Nonancourt nel 1939. Questa nuova proprietaria fu alla guida dell’azienda finché Bernard, uno dei due figli, decise nel 1945 di diventare esperto nella produzione di Champagne arrivando a produrre circa 80.000 bottiglie l’anno. Fu lui a stabilire rapporti con i vignaioli e a definire lo stile unico della Laurent-Perrier arrivando oggi ad esportare in più di 160 paesi questo prezioso Champagne. Lo Champagne Laurent-Perrier Con Laurent-Perrier non ci si trova soltanto davanti a uno Champagne di grande fascino e di enorme importanza storica, ma a un vero emblema d’innovazione che costantemente prova a interpretare il gusto sposando l’eredità ricevuta con tecniche di elaborazione d’avanguardia. Nonostante questo lo Champagne Laurent-Perrier resta riconoscibile negli anni per un tocco unico e uno stile assolutamente irripetibile. Un lavoro che procede dalla vigna alla cantina e che celebra il prodotto della natura con la sapienza creatrice dello Chef de cave Michel Fauconnet. Ma soprattutto un dinamismo creato anche dall’interazione dei cépages tradizionali che, quando sapientemente dosati, esprimono al meglio l’unicità dello Champagne prodotto conferendogli tutto il fascino e l’eleganza che merita. La creazione di uno Champagne Laurent-Perrier è frutto dell’attesa, dell’osservazione, della perizia: fare uno Champagne unico richiede ognuna di queste competenze. Esiste in commercio il Laurent-Perrier millesimato? La Maison Laurent-Perrier produce lo Champagne Brut Grande Cuvée Rosé Brut Alexandra come Champagne millesimato cioè con uve provenienti dal raccolto di un’unica annata. Qual è lo Champagne Laurent-Perrier rosè? La Maison Laurent-Perrier produce almeno due Champagne Rosé: il Brut Cuvée Rosé e il millesimato Cuvée Rosé Brut Alexandra. Com’è prodotto lo Champagne Laurent-Perrier Blanc de Blancs? Lo Champagne Laurent-Perrier Blanc de Blancs è realizzato con le migliori uve Chardonnay provenienti dai vigneti della Montagne de Reims e della Côte des Blancs.

Laurier

Le Arche

Le Casematte

Azienda agricola giovanissima, Le Casematte sorge nella splendida cornice dello stretto di Messina, in località Faro Superiore, ed è la realizzazione del sogno del fondatore Gianfranco Sabbatino, produttore di vino per passione con un grandissimo amore per la viticoltura. L'azienda deve il suo nome alla presenza, nel più grande terreno coltivato a vigneto, di due casematte, piccoli fortini utilizzati come rifugio dalle sentinelle durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le Chiuse

L'azienda agricola Le Chiuse, dall'origine molto antica, è situata nella splendida cornice delle colline di Montalcino, in provincia di Siena. I vigneti aziendali sono coltivati secondo i dettami dell'agricoltura biologica, senza l'utilizzo di sostanze dannose per l'ambiente, nel pieno rispetto del territorio e delle sue caratteristiche. Per ottenere uve e vini di pregio, Le Chiuse si basa su una bassa produzione per ettaro, ottenuta mediante diradamenti effettuati ancora oggi rigorosamente a mano. E' questo uno dei motivi, oltre a un sapiente lavoro in cantina, per cui i suoi vini sono ricercati per la loro tipicità e tradizionalità ed esportati ed apprezzati in tutto il mondo per la loro costante qualità e longevità.

Le Chiuse

Le Contesse

Le Forconate

Le Macchiole

Le Macchiole

Solo attraverso il rispetto del territorio e la passione degli uomini si ottengono grandi risultati: è questa la filosofia de Le Macchiole, un'azienda di persone che lavorano in armonia tra loro e con la natura, per realizzare il comune progetto di produrre vini che siano, innanzitutto, una grande espressione del territorio di Bolgheri. Sin dall'inizio della sua storia, infatti, Le Macchiole si distingue per la scelta di investire nella ricerca in vigna, ancor prima di progettare la cantina; la grandissima cura che caratterizza la conduzione dei vigneti si è concretizzata nel tempo con la conversione all'agricoltura biologica, che consente alle uve di esprimere al massimo le proprie potenzialità.

Le Marquis de Marillac

Le Mortelle

Le Paradou

Le Potazzine

Le Pupille

La Fattoria Le Pupille è situata sulle colline della Maremma, estremità meridionale della Toscana. In questo splendido territorio, dalla fine degli anni Settanta, Elisabetta Geppetti, proprietaria della tenuta, crea i suoi vini, perfetti ambasciatori delle peculiarità e dei profumi della propria terra. Passione e un grande entusiasmo hanno guidato Elisabetta in tutte le scelte che ha compiuto in questi anni e che hanno portato al successo della sua cantina e dei suoi vini, che rappresentano oggi un punto di riferimento nel panorama enologico toscano.

Le Serre Nuove dell'Ornellaia

Le Tribute

Le Vigne di Zamò

Azienda di rilievo nella zona dei Colli Orientali del Friuli che vanta la collaborazione di un enologo di fama mondiale del calibro di Franco Bernabei, Le Vigne di Zamò è una realtà totalmente votata alla semplicità e al rispetto della natura. Questa, infatti, se opportunamente ascoltata, seguita e sapientemente convogliata nel prodotto finito attraverso il processo produttivo, riesce ad originare vini dalla grande personalità ed eleganza. L'azienda aderisce inoltre al progetto "Vino Libero", che persegue l'obiettivo di utilizzare solo concimi organici, non fare uso di diserbanti e abbattere l’uso dei solfiti.

Legaris

Leon Launois

Léonce d'Albe

Leone de Castris

Situata nel cuore del comune rurale di Salice Salentino, l'azienda vitivinicola Leone de Castris si è imposta come uno dei maggiori produttori di vini pugliesi. Con alle spalle anni di storia, quest'azienda ha come obiettivo principe la valorizzazione di un eccezionale terroir e la conservazione della cultura enologica pugliese. I grandi vini di Leone de Castris provengono difatti da sole uve autoctone della zona, vinificate unendo tradizione e innovazione, per un risultato di assoluta qualità. Proponendo una gamma veramente vasta, Leone de Castris ha ricevuto i premi di maggior prestigio, ponendo così le basi per un futuro più che roseo.

Les Cordeliers

Les Crêtes

L'azienda vitivinicola Les Crêtes nasce nel 1989 ad Aymavilles, in Valle d'Aosta. Il rispetto per l'ambiente e la valorizzazione del terroir sono i principi su cui si basa la filosofia aziendale, che unisce tradizione e innovazione per creare vini che esprimano appieno le peculiarità della terra in cui nasce. Il clima alpino influenza in modo netto le caratteristiche organolettiche dei vini di Les Crêtes; i forti sbalzi di temperatura dovuti alle escursioni termiche tra giorno e notte, infatti, favoriscono la maturazione nei grappoli di profumi molto intensi, che arricchiscono notevolmente componente aromatica dei vini.

Les Griffons de Pichon Baron

Letrari

Levante Spirits

Levii

Li Ciuri

Li Ciuri è una realtà emergente della provincia di Trapani, che da subito ha ottenuto un particolare successo anche tra gli estimatori più esigenti grazie all’unicità dei suoi vini, pura espressione del terroir di provenienza. A partire dalle etichette, che rappresentano le maioliche di Caltagirone, manufatti artigianali di ceramica, tipici della città di Messina, continuando con il nome, che nel dialetto siciliano significa “I fiori”, a testimoniare l’antico legame con questa terra: i vini Li Ciuri raccontano in ogni minimo dettaglio la storia di questa terra dai mille colori. Fiore all’occhiello del marchio Li Ciuri è indubbiamente il Nero d’Avola, un rosso ricco ed equilibrato, ma la cantina è nota anche per i suoi bianchi tipici siciliani: dal Grillo, che si distingue per il suo profumo di agrumi e per la sua inconfondibile salinità, allo Zibibbo, dall’aroma di frutta fresca, accompagnata da sentori erbacei di salvia. Chiude la gamma il Syrah, un rosso proveniente da un vitigno internazionale, che in Sicilia ha saputo trovare il terreno giusto per esprimere appieno il suo carattere. Vino Bianco Li Ciuri Il vino bianco Li Ciuri, in ogni sua varietà, esalta un carattere specifico della Sicilia Occidentale: nel Grillo si ritrovano gli aromi degli agrumi e dei fiori tipici di questa terra, nello Zibibbo, la freschezza e il salmastro del mare. La gamma di vini bianchi continua poi con il Catarratto, dal gusto deciso, ma morbido e minerale e con l’Inzolia, prodotto a partire dal vitigno a bacca bianca più antico della Sicilia. I vini bianchi Li Ciuri esprimono quindi tutte le sfaccettature di quest’isola ricca di terroir unici e di vitigni autoctoni: etichette sicuramente da provare, disponibili su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Li Ciuri Syrah? Il Terre Siciliane IGT Syrah è uno dei vini rossi più amati del marchio Li Ciuri: dal colore rosso rubino con riflessi violacei, si apre al naso con un bouquet ricco ed elegante, note di pepe nero e timo e chiude con un profumo di sottobosco. Nasce nelle immediate vicinanze di Trapani, da un vitigno internazionale che in questa terra ha trovato le condizioni ideali per la maturazione delle sue uve. In bocca si percepisce tutta la sua dolce tannicità, ma anche la sua morbidezza. Perfetto in accompagnamento ai primi piatti con sughi elaborati, sposa egregiamente anche i taglieri di salumi e formaggi stagionati. Quali sono le caratteristiche del vino Nero d’Avola Li Ciuri? Il vino Nero d’Avola Li Ciuri è indubbiamente il più rappresentativo e conosciuto della cantina. Ottenuto da uve Nero d’Avola in purezza, brilla nel calice con il suo colore rosso rubino intenso, tendente al porpora. Apre con leggeri sentori di more selvatiche, ciliegie, ribes e mirtilli, che si uniscono perfettamente alle note pepate e ai chiodi di garofano. In bocca risulta morbido e vellutato, con un finale di piacevole persistenza. Le sue splendide qualità organolettiche lo rendono il vino ideale per accompagnare secondi piatti a base di carne e formaggi stagionati. Come nasce il Terre Siciliane Zibibbo Li Ciuri? Il Terre Siciliane IGT Zibibbo Li Ciuri nasce da uve Zibibbo in purezza, raccolte a fine agosto e lasciate fermentare in acciaio. Il suo processo di vinificazione si conclude con l’affinamento in acciaio e per 6 mesi in bottiglia. Porge al naso un bouquet aromatico che comprende sentori di pesca e mandarino, sentori erbacei di salvia e note floreali di rosa e glicine. Al palato è fresco e piacevolmente sapido, con un finale floreale. Vino.com lo consiglia con antipasti a base di pesce e crostacei, primi piatti di mare, ma anche con risotti agli asparagi e scaloppine ai funghi.

Libarna

Lillet

La storia del vermouth Lillet ha inizio nel 1680, quando Jean Lillet decise di stabilirsi a Podensac, un piccolo villaggio delle Graves, zona vinicola situata nei pressi di Sauternes. I suoi discendenti, Raymond e Paul Lillet, nel 1872 diedero vita alla maison Lillet e venne realizzato il primo e unico aperitivo di Bordeaux. Si trattava di una miscela di vini con macerazioni a base di frutta, ancora oggi prodotte nella stessa cantina di Podensac. Di lì a poco i vermouth Lillet si affermarono come l'aperitivo per eccellenza, servito durante le occasioni speciali e i ricevimenti ufficiali. Fonte di ispirazione per il celebre cocktail Vesper, oggi è facile trovarlo nei bar più alla moda di New York.

Limestone

Limoncè

Lis Neris

La storia di Lis Neris è una storia di famiglia, con cinque generazioni che hanno contribuito con il lavoro e la passione alla costruzione e alla crescita dell'azienda, situata in in Friuli nel territorio dell’Isonzo, non lontano da Gorizia: uno scenario incantevole disseminato di piccoli paesi cresciuti intorno a un campanile. Lis Neris I vini di Lis Neris nascono esclusivamente dai vigneti di proprietà aziendale, oltre 70 ettari fra il confine sloveno a nord e la riva destra dell’Isonzo a sud. Il terroir qui è legato ai claps, ciottoli superficiali che incamerano il calore durante il giorno favorendo la maturazione delle uve e quindi la potenza del vino, e la nascita di vini potenti. In questa zona ci sono forti escursioni termiche create dai venti di nord est che definiscono l'eleganza e la concentrazione aromatica delle uve e dei vini. Vino bianco Lis Neris Il vino bianco è il focus di Lis Neri dal 1981, quando Alvaro Pecorari ha preso le redini dell’azienda con una nuova mentalità produttiva finalizzata al raggiungimento di una qualità superiore. I vini bianchi hanno infatti dimostrato di essere la migliore espressione di questo territorio, influenzato da sempre dalla civiltà asburgica, tanto che oggi sulle etichette di Lis Neris viene specificato il nome dell'uva che li produce, secondo il modello viticolo austro-tedesco. Quali caratteristiche ha il lis neris cabernet sauvignon? Il Lis Neris Cabernet Sauvignon è un vino dal colore rosso intenso, che al naso si apre con caldi sentori di frutti rossi e fiori freschi, arricchiti da piacevoli note erbacee e al palato risulta morbido e rotondo, con tannini evidenti ma eleganti. Qual è il miglior abbinamento per il Lis Neris Chardonnay? Il Lis Neris Chardonnay è ideale per allietare l'aperitivo, è ottimo con i risotti alle verdure e i primi piatti della cucina di mare. Da quali uve nasce il Lis Neris fiori di Campo? Il Lis Neris Fiori di Campo nasce da un blend di Friulano, Sauvignon Blanc e Riesling.

Lisini

Lisini è un’azienda storica del Brunello di Montalcino, tra le 24 aziende fondatrici del Consorzio nel 1967 e risalente ad un’antica famiglia nobiliare che affonda le sue origini in queste terre già della metà del XVI secolo. Seppur la famiglia si è da sempre occupata della viticoltura in queste zone, la produzione vera e propria di vino inizia nei primi del ‘900 quando ad ereditare i vigneti di famiglia è Ludovico, che opera importanti ristrutturazioni e impianta nuovi vigneti. Alla morte di Ludovico l’azienda passa alla figlia Elina che resta alla sua guida fino al 2009 e sale anche alla presidenza del Consorzio del Brunello di Montalcino. Oggi Lisini si estende per circa 24 ettari nel cuore del terroir di Montalcino, tutte rigorosamente a Sangiovese. La particolare posizione di questi, unitamente al microclima di questo versante di Montalcino, caratterizzato dalle correnti marine della Maremma e da precipitazioni ridotte, consentono al Sangiovese di avere delle caratteristiche diverse da quelle più tipiche delle altre aziende della zona e produrre dei vini che sono unici nel loro genere. Lisini è ad oggi, un nome importante nel Brunello, potendo vantare su premi e riconoscimenti internazionali che attestano la dedizione e la vocazione della famiglia alla produzione di grandi vini.

Livio Felluga

La storia inizia nel 1956 quando Livio Felluga, considerato il "patriarca" della vitienologia friulana, fondò la cantina di Brazzano e consacrò l'amore per la collina acquistando, con felice intuizione, i primi vigneti a Rosazzo. Una vita intera dedicata al vino, all'insegna di una piena, assoluta e anche caparbia devozione alla terra; quella terra che, con pazienza e determinazione, ha saputo plasmare con mano morbida, senza soprusi e senza violenze, per ricavare il meglio. Livio Felluga è oggi, in Friuli Venezia Giulia come nel resto dell'Italia, sinonimo di grande qualità e di una lunga tradizione in campo enologico. Si tratta di una consolidata realtà, fatta di amore per il territorio e rispetto per la sua storia e la sua cultura, che dura da 70 anni e ben 5 generazioni. Livio Felluga Oggi l'Azienda Livio Felluga vanta un'estensione collinare nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli di oltre 160 ettari di proprietà, di cui 155 a vigneto. Da questi impianti solamente grandi vini dai profumi e dagli aromi inconfondibili: sono i vini della "carta geografica". Quell’etichetta, con la mappatura della “proprie colline”, fu inventata nel ’56 da Livio Felluga, che ha determinato la “geografia” del proprio vino in tutto il mondo, con un’idea di marketing ante litteram che ha origine nel semplice amore per la terra. Vino bianco Livio Felluga L’azienda Livio Felluga è famosa soprattutto per il vino bianco, e accanto ai vini bianchi varietali, che esprimono con raffinatezza il loro carattere, troviamo l'eleganza del Terre Alte, sapiente uvaggio di Friulano, Pinot bianco e Sauvignon, e illivio che nasce da un'accurata selezione di uve Pinot Bianco. La gemma che corona la produzione dei vini bianchi è il Picolit, un vino di grande complessità, caldo e pastoso, che concilia armonicamente sensazioni dolci e acidule; un vino "da meditazione", delicato e prezioso come il suo colore oro antico. Non mancano comunque i vini rossi, quali Refosco dal Peduncolo Rosso e Merlot, che trovano la massima espressione nella riserva del cru Sossó. Da quali uve nasce il Livio Felluga Sharis? Il Livio Felluga Sharis nasce dalle uve di Chardonnay e Ribolla e proprio per questo rappresenta una sorta di trait d'union tra il Friuli ed il resto del mondo. Sotto l'aspetto tecnico, la combinazione di tali varietà conferisce al vino equilibrio e complessità, profumi e struttura. Qual è il miglior abbinamento per il Livio Felluga Rosé? Il Livio Felluga Rosé è ideale come aperitivo, e versatile con molti abbinamenti. Si abbina infatti perfettamente sia a cibi iodati che a cibi speziati e per questo può accompagnare ostriche, spaghetti alla bottarga e ricci di mare, così come pollo tikka masala e piatti della cucina mediorientale. Qual è l’affinamento del Livio Felluga Ribolla Gialla? Il Livio Felluga Ribolla Gialla affina sui lieviti nei recipienti di acciaio inox per sei mesi, in questo modo sviluppa i sentori tipici della Ribolla.

Livon

Livon ha una storia ormai lunga oltre cinquant'anni che ha reso il suo fondatore Dorino Livon, uno dei più affermati e conosciuti viticoltori friulani. Questa è una storia di famiglia, di tradizione e di passione per il vino, accompagnata da un amore estremo, incondizionato per il Friuli, in particolare per quel pezzo di terra che rappresenta l'ultimo baluardo d'Italia verso l'Europa orientale: il Collio e i Colli Orientali del Friuli. Il primo vigneto è acquistato da Dorino nel 1964, è l’inizio di un sogno, che si fa concreto nel tempo con l’acquisto di altri appezzamenti e la creazione di una vera e propria azienda agricola. Vini Livon Agli inizi degli anni Ottanta l’azienda Livon vive una vera e propria rinascita, grazie all'ingresso in azienda dei due figli di Dorino, Valneo e Tonino,che per primi decidono di creare due linee di bottiglie, una linea Cru ottenuta dalla selezione delle uve migliori, destinati a svilupparsi in modo importante in bottiglia e creati per soddisfare intenditori e appassionati di grandi vini. Per questi vini la grande selezione in vigna, con la riduzione della quantità ottenute per ettaro, l’infittimento dei vigneti già esistenti e l'impianto di nuovi vigneti ad elevato numero di ceppi per ettaro è solo l’inizio di un percorso lungo e complesso. I fratelli Livon hanno creato due cantine per creare questi nettari preziosi, la cantina di "Masarotte", dove i vini bianchi maturano in barrique, e la cantina di "Vencò", destinata alla maturazione, sia in barriques che in botti, di tutti i vini rossi. La strada dei fratelli Livon è costellata di successi, al punto che i due decidono di acquistare quattro aziende agricole: le friulane Villa Chiopris e Tenuta Roncalto, l'azienda agricola Borgo Salcetino nel Chianti Classico e l'azienda Fattoria Colsanto nella DOCG Montefalco. Vino Bianco Livon Da sempre il vino bianco è protagonista a Livon, con i grandi vigneti internazionali come Sauvignon Blanc, Chardonnay, Traminer e Pinot Bianco, ma anche con le uve autoctone come Ribolla, Friulano e Malvasia. I profumi fruttati e complessi di questi vini anticipano un piacere che al palato si fa vellutato e suadente, con un lungo ed emozionante finale. Grandi vini perfetti per chi ama i bianchi morbidi e strutturati, ricchi e complessi, come per esempio il Braide Alte, il Gran Cru dell'azienda nato da un blend di uvaggi tipici della zona come Chardonnay, Sauvignon Blanc, Picolit e Moscato e premiato con il massimo dei voti dalle grandi guide del vino come Gambero Rosso, la guida AIS e Bibenda. Altro prodotto di punta dell’azienda è il Manditocai, puro Tocai friulano con un piacevole finale ammandorlato e un fondo salino. Come abbinare la Malvasia Livon? Vi suggeriamo di abbinare la Malvasia Livon con pesce alla griglia, i crostacei e i frutti di mare e di provarla anche come aperitivo. Qual è l’affinamento del Pinot Grigio Livon? Il Pinot Grigio Livon è affinato in solo acciaio, per esaltare i profumi originari delle uve. Che caratteristiche ha il Sauvignon Livon? Il Sauvignon Livon ha un bel colore giallo paglierino, profumi di frutti esotici e melone con note di peperone verde e un gusto piacevole e intenso.

Lo Triolet

Lo Zoccolaio

Longview

Louis Bouillot

La Maison Louis Bouillot si trova a Nuits-Saint-Georges, nel cuore della celebre Côte d’Or e e rappresenta una delle migliori eccellenze nella produzione di Crémant de Bourgogne. Le Appellation Crémant rappresentano il Metodo Classico francese, che viene prodotto fuori dal territorio dell’AOC Campagne. L’AOC Crémant de Bourgogne è stata istituita nel 1975 e si estende su un’ampia superficie, che copre da nord a sud i principali territori della Borgogna: Chablisien, Châtillonnais, Côte de Nuits, Côte de Beaune, Côte Chalonnais, Côte Mâconnaise e Beaujolais. Fedele alle nobili tradizioni della Borgogna, Louis Bouillot realizza etichette che esprimono con eleganza l’eccellenza di uno dei migliori terroir al mondo e di vitigni dalle qualità straordinarie, in particolare: chardonnay, pinot noir, aligoté e gamay. La possibilità di utilizzare negli assemblaggi diverse varietà di uve, in varie proporzioni, permette di realizzare dei vini sempre molto equilibrati e armoniosi. Il pinot noir conferisce struttura, potenza e note di piccoli frutti di bosco, lo chardonnay raffinata eleganza e freschezza, il gamay ricchezza fruttata e l’aligotè una piacevole vivacità.Le etichette della Maison nascono da oltre 130 anni di esperienza nel campo della coltivazione della vite e dell’elaborazione di grandi vini, realizzati sempre con amore e rispetto per il territorio. Tutto il processo di produzione si svolge seguendo le migliori consuetudini artigianali, per offrire sempre la massima qualità. Le vendemmie si svolgono manualmente, con una raccolta leggermente anticipata dei migliori grappoli, in modo da preservare la giusta acidità per le basi spumante. Le uve sono pressate in modo molto soffice, separatamente per ogni varietà, per estrarre solo il prezioso mosto fiore. La fermentazione procede a bassa temperatura in modo da esaltare i profumi e gli aromi. I vini base maturano in vasche d’acciaio inox o in botti di rovere, a seconda delle loro caratteristiche e dell’utilizzo successivo. Al termine del periodo d’affinamento, i vini base vengono scelti e assemblati per creare le cuvée finali. La seconda fermentazione si svolge in bottiglia, secondo il Metodo Tradizionale. Al termine del periodo di riposo sur lattes, si procede al remuage, al dégorgement e al dosaggio finale con la liqueur d’expédition. Si seguono le stesse tappe che portano alla creazione dello Champagne, con la sola differenza della provenienza territoriale. La gamma delle etichette della Maison Louis Bouillot può soddisfare ogni consumatore. La produzione è, infatti, distinta in varie collezioni: i Classici, che puntano sulla fragranza fruttata, i Millesimati, dedicati a chi ama assaporare il gusto dell’annata, Les Grands Terroir, che premiano le migliori parcelle della tenuta e infine Les Audacieuses, espressione del desiderio di sperimentare.

Louis Latour

Louis Latour

Louis Moreau

Louis Moreau

Louis Nouvelot

Louis Roederer

Roederer è un’icona, un simbolo, uno stile: lo stile creato dalla maison di Champagne che ha influenzato generazioni di appassionati e devoti e che, dalla sua fondazione nel 1833, rimane una delle ultime aziende dello Champagne indipendenti e a conduzione familiare. Le sue origini in realtà risalgono già al XVII secolo quando la maison aveva un altro nome, ma è grazie all’arrivo di Louis Roederer che si assiste al cambiamento che porterà negli anni alla creazione del mito: Roederer concentra i suoi sforzi sulla cura dei vigneti di proprietà e sui loro terreni, acquistandone di nuovi e andando controcorrente dal uso comune di comprare l’uva. Louis Roederer fu anche un grande commerciante, capace di capire le potenzialità dello Champagne e tra i primi a guardare al mercato estero. Nel 1876 difatti nasce la prima Cuvée Prestige, sotto il nome di Cristal, creata appositamente per lo Zar Alessandro II. Attualmente sono 240 gli ettari della maison, situati rigorosamente nei Grands e Premiers Crus de la Marne. I vigneti sono seguiti secondo una viticoltura “su misura”, in base alla diversità dei suoli e del clima dove sorgono, lasciando sempre più spazio ad un’agricoltura rispettosa della biodiversità e in prospettiva biodinamica. Seguita dagli eredi di Louis Roederer sempre attenti all’innovazione e alla lungimiranza, la maison si è costruita negli anni la sua leggendaria fama, che ad oggi fa di Roederer uno tra i nomi più conosciuti non solo nello Champagne, ma in tutto il mondo.

Louis Roederer

Luca Padroggi

Lucano

Amaro Lucano è il prodotto di una ricetta segreta creata nel 1894 dal Cavaliere Pasquale Vena nel laboratorio del suo biscottificio, a Pisticci Scalo di Matera, in Basilicata. Il liquore diviene subito emblematico, conosciuto e apprezzato in tutta Italia al punto da raggiungere casati reali come Casa Savoia. Saranno poi gli anni 50, che vedranno protagonisti Leonardo e Giuseppe Vena, i figli del produttore, a segnare la svolta per la l’azienda, che in questi anni diventa una vera e propria realtà industriale. Gli anni ’60 e ’70 li vedranno impegnati in importanti campagne pubblicitarie, che culmineranno, negli anni ’80 nella leggendaria pubblicità con il famoso claim: "Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano!" La ricetta è ancora oggi segreta ed è composta da oltre 30 erbe selezionate ed essiccate con metodi naturali, alle quali si aggiungono ulteriori ingredienti per un liquore che verrà lasciato maturare per 5 mesi.

Luce della Vite

Luce della Vite

Luce Della Vite è un marchio del gruppo dei Marchesi de’ Frescobaldi, che nasce a Montalcino agli inizi degli anni Novanta dall’incontro di Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi, accomunati dall’interesse di far vino in un terroir d’eccezione come quello di Montalcino. La tenuta si estende per circa 192 ettari di terreno, di cui circa 55 vitati, ad un’altitudine compresa tra i 350 e i 420 metri slm. Le varietà coltivate sono il Sangiovese, presente nei vigneti più alti dove il suolo ben drenato è ricco di galestro, ed il Merlot, che invece è presente nelle vigne più basse dai terreni argillosi. Da queste due sole varietà, con la sapiente maestria artigiana dei vignaioli, eredi dell’insegnamento del grande Robert Mondavi, nascono dei grandissimi vini, riconosciuti ed apprezzati dall’intero panorama internazionale e dai critici più importanti.

Luciano Sandrone

Luciano Sandrone

Lunae

La cantina Lunae ha una storia millenaria che risale ai tempi di Etruschi, Greci e Romani, dai quali ha ereditato la grande tradizione vitivinicola. L'azienda viene fondata nel 1966 grazie alla passione di Paolo Bosoni, che prende le redini dei possedimenti familiari, concentrando la propria attenzione sulla viticoltura. La cantina è situata nello straordinario terroir dei Colli di Luni, a sud del fiume Magra, all'interno della provincia di La Spezia, nel confine tra Liguria e Toscana. Il nome Lunae deriva dal nome della città di Luni, antico porto Etrusco, consacrato alla dea Selene, che significa Luna per i latini. Lunae coltiva la vigna, produce vino e valorizza la cultura del territorio da tre generazioni, con una condizione del tutto familiare tramandata di padre in figlio. I vini Lunae esprimono la personalità ed il carattere dei vitigni autoctoni, nel rispetto del terroir e delle differenti aree coltivate. Vini Lunae I vigneti Lunae sono costituiti da piccoli appezzamenti di terreno (non più grandi di 2-3 ettari), ricchi di scheletro e di minerali, che grazie alle Alpi Apuane sono protetti dai venti freddi del nord, e beneficiano di una buona ventilazione e di una notevole escursione termica grazie alla vicinanza del mare. Queste particolari condizioni sono ottime per la qualità e i caratteri dei vini. L’attenzione in vigna è massima, non sono utilizzati diserbanti ed i concimi sono esclusivamente naturali. Una parte degli appezzamenti è dedicata a vigneti sperimentali, in collaborazione con il CNR di Torino e la Regione Liguria. Le uve, raccolte manualmente in cassette sono lavorate nella moderna cantina, vero cuore di Lunae, creata per preservare la qualità creata in vigneto con un lavoro attento e costante in tutte le fasi di vinificazione fino all’imbottigliamento e affinamento in bottiglia, in acciaio e in legno. Vino bianco Lunae Il vino bianco Lunae più famoso è il Vermentino, ottenuto in purezza e caratterizzato da un profumo intenso, persistente e di grande eleganza, con le tipiche note floreali e fruttate del vitigno e una piacevole sapidità al palato che lo rende il vino per eccellenza in abbinamento con la cucina di mare. Tra gli altri vitigni bianchi utilizzati troviamo il tradizionale Albarola, vinificato sia in purezza sia in blend con la Malvasia. La gamma Lunae comprende però anche vini rossi a base di Ciliegiolo, Merlot e altre uve a bacca rossa, due stuzzicanti spumanti e un Vermentino passito degno di nota. Ultimi nati, i liquori artigianali Lunae, che con il loro gusto intenso e avvolgente sono ideali per il fine pasto. Qual è l’abbinamento ideale per il vino Lunae Vermentino? Il vino Lunae Vermentino è perfetto con tutti i piatti di mare: fantastico con la pasta alle vongole e pesto, accompagna in modo eccellente anche la grigliata di pesce e gli antipasti a base di pesce crudo. Quali vini bianchi oltre al Pigato Lunae produce quest’azienda? Lunae produce altri vini bianchi del territorio oltre al Pigato, come ad esempio un ottimo Albarola in purezza e diversi blend a base di Albarola, Vermentino e Malvasia; imperdibile, ovviamente, il loro Vermentino. Da quali uve nasce il Carpe Diem Lunae? Il Carpe Diem Lunae è un blend di Albarola, Greco e Malvasia che grazie ai suoi profumi floreali è ideale anche per aperitivo.

Lungarotti

La cantina Lungarotti venne fondata negli anni ‘60 da Giorgio Lungarotti. L'azienda mantiene tutt’oggi una forte impronta familiare, basata sul rispetto di valori importanti quali tradizione, storia e territorio. La gamma dei vini di Lungarotti è articolata, a partire dalle diversità dei vigneti, che per composizione del terreno o microclima trasmettono alle uve caratteri decisi. Dalle Tenute di Torgiano e di Montefalco, infatti, nascono i vini classici della zona, dai vigneti più vocati le riserve mentre nella Fattoria del Pometo si producono vini giovani, di immediata piacevolezza.

Lupo Meraviglia

Lustau

La cantina Lustau nasce nel 1730 a Jerez de la Frontera, nella provincia di Cadice, nel sud-est dell’Andalusia. La prospettiva di affari di Pedro Domecq Lembeye, all’avanguardia per quei tempi, sviluppò l’impresa ereditata dallo zio nel 1794 in modo esemplare, tanto che l’azienda fu tramandata di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Nel 1992 il gruppo Domecq diventa leader nel settore di Wine & Spirit in Spagna. La Lustau è nota per la produzione dello Sherry, il vino più famoso in Spagna. È prodotto nella ristretta area geografica di Jerez e le sue origini risalgono a circa 3.000 anni, si pensa che i primi ad avvicinarsi a questo vino furono i Fenici o i Greci. Lo Sherry è un vino unico ed inimitabile, rappresenta la vera essenza del terroir d'origine.

M. Chapoutier

Macallan

Macallan è una antica distilleria di whisky scozzese, che nasce sulla riva occidentale del fiume Spey, presso la città di Aberlour. Fondata nella splendida tenuta di Easter Elchies House, risalente al 1700, la tenuta comprende ben 158 ettari di terreni, di cui 37 sono coltivati a orzo. La sua fondazione risale al 1824 grazie ad Alexander Reid, che però non resta a lungo a capo dell’attività e dopo una serie di cambi di proprietà, la distilleria passa in mano a Roderick Kemp, un mercante di liquori che ne cambia anche il nome con l’attuale Macallan. Nel corso del Novecento la distilleria passa per un processo di ammodernamento della struttura e delle attrezzature, che incrementerà notevolmente la produzione durante gli anni che porterà più recentemente ad essere Macallan, il terzo Single Malt più venduto in assoluto, amato ed apprezzato dagli amanti di tutto il mondo.

Maculan

Da 3 generazioni la famiglia Maculan seleziona e vinifica le migliori uve di Breganze, un incantevole paesino incastonato tra le colline delle Prealpi venete. Il clima estremamente mite, grazie alla protezione naturale offerta dal vicino Altipiano d'Asiago, favorisce la coltura della vite in questo territorio. I vigneti, situati nel comune di Breganze e nella zona della DOC Breganze, sono coltivati con grande passione e cura, le stesse impiegate in cantina, per dare vita a vini dalle qualità eccellenti.

Mailly

Maison Moillard

Maker's Mark

Malenchini

Malfy

La distilleria Malfy ha sempre avuto un solo obiettivo: quello di trasmettere lo spirito della “dolce vita” italiana attraverso i suoi gin. Come suggerisce il nome, i gin Malfy ci fanno viaggiare nell’elegante Costiera Amalfitana, tra le sue botaniche migliori: il ginepro, i limoni, le arance e i pompelmi maturati al sole. Oltre che per il loro gusto fresco e agrumato, i gin Malfy sono largamente apprezzati in quanto portano tutti la sigla GQDI (Gin di Qualità Distillato in Italia), che ne attesta la qualità e l’autenticità. Un riconoscimento ottenuto grazie all’abilità dei suoi produttori, la famiglia Vergnano, che nel 1992 ha fondato la Torino Distillati a Moncalieri, in provincia di Torino. Moncalieri è una zona rinomata per la produzione vini e liquori d’eccellenza e la Torino Distillati ne ha alimentato la fama, con prodotti curati in ogni dettaglio: dalla selezione accurata delle materie prime alla scelta del packaging. La distilleria offre una scelta di quattro diversi tipi di gin Malfy: il Malfy con Limone, il Malfy Rosa, il Malfy con Arancia e il Malfy Originale, tutti disponibili su Vino.com! Gin Malfy Il Gin Malfy è un gin premium a base di agrumi e ginepro raccolto a mano, con l’aggiunta di acqua del Monviso. La tecnica di distillazione utilizzata è quella sottovuoto o a freddo, un metodo che garantisce la freschezza delle botaniche e mantiene il loro sapore originale. Tutte le tipologie di gin Malfy hanno una gradazione alcolica del 41% di vol. e presentano un sapore fresco e vivace, che varia in base alla scelta degli agrumi. Il Malfy Gin Originale, ad esempio, al palato risulta secco, quasi salato. Si aggiunge poi il sapore del ginepro, della liquirizia e un lieve richiamo di limone. All’olfatto si possono distinguere anche i profumi di coriandolo e anice. Negli altri gin Malfy è possibile percepire maggiormente il profumo ed il sapore degli agrumi, come il pompelmo, l’arancia rossa e il limone. Un altro punto di forza dei Gin Malfy è la loro caratteristica bottiglia, decorata con i colori degli agrumi utilizzati, un rimando ad un’estate italiana da vivere tutto l’anno. Quali sono le caratteristiche del gin Malfy al pompelmo? Il Gin Rosa Malfy è così chiamato per il suo colore rosa chiaro, dato dal pompelmo rosa siciliano, uno degli ingredienti principali. Oltre al pompelmo, per questo particolare gin sono stati scelti il rabarbaro, il ginepro e il limone. È un gin fresco e succoso, con forti note di rabarbaro, agrumi e anice. In bocca rimane il sapore degli agrumi, in particolare del pompelmo, ma chiude con una forte e persistente nota di ginepro. Con un’aggiunta di acqua tonica e ghiaccio si ottiene un ottimo Gin Rosa e Tonic, da gustare nelle calde serate estive. Il Gin Rosa Malfy è disponibile su Vino.com. Provalo subito! Quali cocktail si possono fare con il gin Malfy Con i gin Malfy si possono realizzare svariati cocktail, in base a tutti i gusti: dal classico gin tonic, a base di Malfy Gin con Limone e acqua tonica, allo spritz a base di Malfy Gin Rosa, fino allo sgroppino e molti altri. Il perfetto cocktail da aperitivo è l’Amalfi Sunset Spritz, che si ottiene mescolando una parte di Malfy Gin Rosa a due parti di Arancia Rossa San Pellegrino e Prosecco in un bicchiere con ghiaccio. Il tutto guarnito poi con una rondella di arancia e qualche fetta di fragola. Un altro grande classico italiano è il Martini, cocktail raffinato da preparare all’interno di un mixing glass con ghiaccio, a cui aggiungere 60 ml di Malfy Gin Originale, 10 ml di Vermouth dry e un goccio di olive bitters. Gli ingredienti andranno poi filtrati in un bicchiere precedentemente ghiacciato e si conclude aggiungendo 3 gocce di olio di oliva in superficie. Da non dimenticare l’oliva nel bicchiere. Quali sono le caratteristiche del Gin con Limone di Malfy? Il Malfy Gin con Limone è il gin che ci fa respirare l’atmosfera raffinata e spensierata di Amalfi, perché alla ricetta classica del Gin Malfy viene aggiunta anche la scorza dei limoni di Amalfi. Ha un profumo fresco di agrumi e ginepro, mentre in bocca prevale il sapore vivace del limone, con un finale complesso e persistente. Il Malfy Gin con Limone è indispensabile per preparare un ottimo Sgroppino, il cocktail da bere per concludere al meglio la tua cena!

Malma

La bodega Malma, proprietà della famiglia Viola, è un progetto vitivinicolo nato a San Patricio del Chañar nella provincia Neuquén, spesso abbreviato con NQN, nel cuore della Patagonia. Le etichette prodotte dalla cantina sono il frutto della collaborazione con l'enologo Ricardo Galante, il cui obiettivo è quello di valorizzare ogni singolo microterroir e la combinazione di esso con le diverse varietà d'uva, ma soprattutto quello di portare alto il nome della Patagonia vinicola nel mondo, regione argentina spesso sottovalutata che si caratterizza per un'ottima escursione termica tra il giorno e la notte che consente una maturazione lenta e un migliore accumulo di zuccheri e aromi nelle bacche.

Malvirà

Mandrarossa

L'azienda vitivinicola Mandrarossa sorge lungo la costa sud della Sicilia, in un territorio incontaminato e dai paesaggi incantevoli. Questa particolare posizione, al centro del Mediterraneo, ricrea le condizioni ambientali ideali, in termini di luce, temperatura e brezze marine, per coltivare uve di altissima qualità. L’azienda dispone di un patrimonio varietale autoctono molto ampio, dislocato all’interno di diversi terroir, ottimali per ciascun vitigno, che esprime mettendo in risalto la loro personalità e tipicità distintiva. La sperimentazione e la ricerca in vigna permettono di apportare innovazione al modo di interpretare questo territorio e di arricchire l’importante tradizione familiare tramandata da generazioni, sempre nel rispetto dall’ambiente. La selezione accurata in vigna, la passione e l’esperienza sono gli ingredienti essenziali che rendono i vini Mandrarossa i prodotti di alta gamma delle Cantine Settesoli, in grado di soddisfare i palati più fini grazie al loro charme esclusivo.

Manni Nössing

Manfred Nössing, per tutti Manni, è un giovane viticoltore altoatesino, che riuscì verso la fine degli anni Novanta ad attirare l'attenzione sui suoi vini ed è considerato oggi uno dei migliori bianchisti dell'Alto Adige. I suoi vigneti sono situati sulle prime colline a ridosso del centro abitato di Bressanone, in località Kranebitt, e coltivati con vitigni tipici della zona. Punto di riferimento per la viticoltura della Valle Isarco, Manni Nössing produce vini tipici, profumati e di altissima qualità; per questi motivi, la sua giovanissima azienda è riuscita in breve tempo ad ottenere diversi e prestigiosi riconoscimenti da parte delle principali riviste e guide del settore, sia italiane che estere.

Marani

Marcarini

Marchesato degli Aleramici

L'Azienda Agricola Marchesato degli Aleramici nasce nel 1968 nel podere il Galampio, nel comune di Montalcino, leggendario terroir in provincia di Siena. La cantina è situata a Pian delle Vigne, nell'antico casale collocato sul dolce pendio che dalla foresta demaniale scende verso il fiume Ombrone. In questo magico luogo vengono prodotti il Brunello di Montalcino e il Rosso di Montalcino, vini eccezionali e di grande pregio, che raccontano perfettamente il territorio d'origine.

Marchesi Antinori

I Marchesi Antinori sono tra i più grandi protagonisti della storia del vino italiano. Da più di seicento anni e 26 generazioni, la famiglia Antinori si dedica alla produzione vitivinicola. Fu nel 1385 che il capostipite della famiglia, Giovanni di Piero Antinori, entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, come apprendista. Pian piano la produzione di vino, insieme al commercio della seta e alle attività bancarie, divenne un’attività di successo. Nel 1543, Alessandro Antinori era uno degli uomini più ricchi di Firenze e già nel 1700 i vini Antinori venivano esportati in Inghilterra. Nel 1861 ad Antinori fu conferito il titolo di Marchese e alla fine dell’Ottocento venne costituita l’attuale Marchesi Antinori. Le esportazioni continuavano ad aumentare, i vini Marchesi Antinori erano ormai approdati anche negli Stati Uniti e in Argentina. Nel 1940, la famiglia iniziò l’ampliamento delle Tenute presenti in Toscana e acquistò il Castello della Sala a Orvieto, iniziando a produrre anche vini bianchi. Piero Antinori ereditò l’azienda dal padre Niccolò Antinori ed è il Presidente onorario della società, presieduta attualmente dalla primogenita del Marchese: Albiera Antinori. Nel corso dei secoli la famiglia Antinori ha sempre gestito l’azienda direttamente, attraversando la storia nel rispetto della tradizione e del territorio. La capacità di visione, i continui esperimenti nei vigneti e in cantina, la lungimiranza e la costante ricerca della qualità hanno portato i Marchesi Antinori a cavalcare i secoli all’insegna dell’espansione, investendo sempre in nuovi progetti e cantine al di fuori delle tenute storiche in Toscana e in Umbria e continuando a produrre vini di qualità anche in altre regioni d’Italia e all’estero. Vino Rosso Marchesi Antinori I vini rossi Marchesi Antinori sono apprezzati in tutto il mondo. I più conosciuti e rinomati sono il Brunello di Montalcino Pian delle Vigne, il Chianti Classico Pèppoli, il Chianti Classico Riserva Villa Antinori, il Chianti Classico Gran Selezione Badia a Passignano e i due grandi vini rossi Tignanello e Solaia. Ma quali sono le caratteristiche di questi vini rossi unici e delle tenute dove vengono prodotti? Uno dei più grandi vini rossi dei Marchesi Antinori è il Brunello di Montalcino, prodotto nella Tenuta Pian delle Vigne. La Tenuta è situata nell’area a sud-ovest di Montalcino, nella provincia di Siena, ed è composta da 184 ettari, di cui 65 vitati a Sangiovese (denominato "Brunello"), disposti ad un’altitudine di 130 metri s.l.m. e coltivati su un suolo di tipo argilloso e ricco di scheletro. L’affinamento del Brunello Pian delle Vigne avviene nelle tradizionali botti grandi ed è un vino classico, frutto della personale interpretazione dei Marchesi Antinori, che esprime eleganza e sapidità. Un altro vino rosso dei marchesi Antinori degno di nota è il Chianti Classico Riserva Villa Antinori, che prende il nome dalla villa di famiglia: la Villa del Cigliano, situata nel Chianti Classico, a San Casciano in Val di Pesa, in provincia di Firenze. Dal 1546, per generazioni, gli Antinori sono nati e vissuti a Villa del Cigliano, che rappresenta l’identità e l’inizio della storia della famiglia Antinori. Il Chianti Classico Riserva Villa Antinori è un vino contemporaneo che racconta il territorio e il passato. Tra gli innumerevoli vini rossi prodotti dai Marchesi Antinori, una menzione particolare merita il Chianti Classico DOCG Pèppoli, prodotto nella Tenuta Pèppoli. Le origini di questa tenuta risalgono al 1379, quando i Ghibellini sconfissero i Guelfi e distrussero il monastero di Badia a Passignano, tra le cui proprietà, spartite tra i nobili di Firenze, si trovava la tenuta Pèppoli, una vasta area coltivata a vigneti già dai monaci Vallombrosiani nel Medioevo e che dal 1985 è diventata di proprietà della famiglia Antinori. I vigneti della Tenuta Pèppoli si estendono su una superficie di 50 ettari e sono situati in una valle esposta a nord-est e caratterizzata da un suolo minerale e ricco di galestro. I vitigni principalmente coltivati sono il Sangiovese, il Merlot, il Syrah e la Malvasia. L’affinamento del Chianti Classico Pèppoli DOCG avviene in botti grandi di rovere, il che rende il vino vivace, fruttato e floreale: una perfetta espressione del terroir del Chianti Classico. Se quello che hai in mente è degustare un vino rosso Marchesi Antinori più strutturato e complesso, non puoi perderti il Chianti Classico Gran Selezione DOCG Badia a Passignano. La Tenuta Badia a Passignano è composta da 223 ettari, di cui 65 vitati principalmente a Sangiovese ed è considerata una delle aree più antiche del Chianti Classico, come è stato dimostrato dal rinvenimento, nel 1983, di una pianta di vitis vinifera millenaria. I vigneti di Badia a Passignano si estendono su un terreno di origine calcareo/argillosa, dove le uve Sangiovese vengono accuratamente selezionate per produrre il Chianti Classico Gran Selezione. Un altro vino Rosso Marchesi Antinori che non possiamo non citare è il famosissimo Tignanello, prodotto nella Tenuta Tignanello. Scopri la migliore selezione di Vino Rosso Marchesi Antinori su Vino.com. Quali sono i vini Antinori di Bolgheri? I vini Antinori della DOC di Bolgheri sono prodotti nella famosa Tenuta Guado al Tasso, situata nell’Alta Maremma. La storia vitivinicola della Tenuta Guado al Tasso inizia con i Della Gherardesca, alla fine del 1700, ma raggiunge il suo apice nel 1930, quando la madre di Piero Antinori, Carlotta della Gherardesca Antinori, eredita la Tenuta Guado al Tasso. I vigneti della Tenuta si estendono su una superficie di 320 ettari, nella piana dell’anfiteatro bolgherese e sono principalmente vitati a Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Cabernet Franc, Petit Verdot e Vermentino. I vini Antinori più importanti della DOC di Bolgheri sono il Bolgheri DOC Bruciato, il Bolgheri Superiore DOC Guado al Tasso, il Bolgheri Superiore DOC Cont’Ugo e il Bolgheri DOC Rosato Scalabrone. Si tratta di vini eleganti, dalla forte personalità e dalla grande complessità aromatica. Se sei curioso di degustarli non perderti la migliore selezione su Vino.com. Qual è il vino rosso Antinori più conosciuto? Il vino rosso più famoso di Antinori è il Tignanello, prodotto nella Tenuta Tignanello, nel cuore del Chianti Classico. La villa della Tenuta è del 1500 ma è stata ricostruita sulle fondamenta di una tenuta del 1346. Nel XVII secolo, la Tenuta passò in mano ai Medici, acquisendo il nome di "Fonte dei Medici" e dalla metà del 1800 divenne proprietà della famiglia Antinori. La Tenuta Tignanello si estende su un territorio di 319 ettari di cui 130 vitati. In realtà nella Tenuta non viene prodotto solo il maestoso Tignanello ma anche l’altro fiore all’occhiello dei Marchesi Antinori: il Solaia. Tignanello e Solaia sono due vini maestosi, ottenuti da vigneti coltivati su terreni calcarei, ricchi di galestro e alberese, in un microclima caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. I vitigni coltivati sono il Sangiovese, la Malvasia, il Trebbiano, il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc, che in questa zona esprimono un carattere straordinario, dando origine a dei vini decisi, eleganti e corposi. Quali sono le caratteristiche del vino Tignanello di Antinori? Il Tignanello di Antinori è un vino rosso ottenuto da uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. È stato il primo blend di Sangiovese e uve internazionali, così come il primo vino prodotto con un Sangiovese affinato in barriques. Anche l’etichetta del Tignanello ha una valenza storica non indifferente. Fu disegnata da Silvio Coppola nel 1974 e riporta lo stemma storico della famiglia Antinori, il "sole" di Tignanello nella versione grafica di Silvio Coppola e la firma del padre del Marchese Piero Antinori, Niccolò Antinori. È un vino dal colore rosso rubino intenso, complesso e lungo, caratterizzato da note di frutta rossa, ribes nero e mora. Presenta sentori di cioccolato e liquirizia ed è ricco ed avvolgente al palato, con tannini vellutati. Il Tignanello è disponibile su Vino.com, scopri tutti i dettagli.

Marchesi di Barolo

Marchesi di Barolo

Marchesi Ginori Lisci

L'azienda vitivinicola dei Marchesi Ginori Lisci, noti già per la produzione di porcellane, si trova immersa nel cuore dell'Alta Maremma e si sviluppa intorno al Castello Ginori, di proprietà della famiglia fin dalla fine degli anni '80. Dal 1997 la tenuta produce vini di eccellente qualità, frutto di un'attenzione dedicata ad ogni fase di elaborazione e di un'aderenza pervasiva alla naturalità. Orgogliosa della propria storia, l'azienda Ginori Lisci, ottimizza i suoi processi di produzione e guarda al futuro arricchendosi di soluzione innovative.

Marchesi Guerrieri Gonzaga

Marchesi Mazzei

La storia della famiglia Mazzei è legata a doppio filo alla tradizione vitivinicola toscana fin dall’XI secolo. Con Ser Lapo Mazzei è nata la denominazione “Chianti” nel 1398 e qualche secolo più tardi, con Filippo Mazzei la tradizione della vinificazione toscana venne esportata in Virginia. Nel 1778 nasce infatti la tenuta Il Colle, in Virginia, che diventerà la prima “Wine Company” in America. Il progetto ha origine dall’idea rivoluzionaria di Filippo Mazzei, che grazie alla sua influenza, ottenne il permesso dal Granduca di Toscana di esportare le barbatelle delle vigne toscane in America e venne aiutato dallo stesso Thomas Jefferson ad acquistare i primi terreni vicino alla sua tenuta. La storia della famiglia Mazzei continua ancora oggi, dopo 24 generazioni, a partire da Castello di Fonterutoli, nel cuore del Chianti Classico. Qui, sulle colline dei comuni di Castellina in Chianti, Radda in Chianti e Castelnuovo Berardenga, l’azienda Marchesi Mazzei possiede 73 vigneti coltivati principalmente a Sangiovese, ma anche a Merlot, Malvasia Nera, Colorino e Cabernet Sauvignon. Con la tenuta Belguardo, situata nella Maremma toscana, la famiglia Mazzei ha ampliato ulteriormente la propria produzione, introducendo vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc e il Syrah. Infine, in Sicilia si è specializzata con la coltivazione di uve Nero d’Avola nella sua tenuta Zisola, nei pressi di Noto. Grazie a questa varietà di vitigni e alla qualità dei vini prodotti dall’azienda, il nome Marchesi Mazzei è oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Vino rosso Marchesi Mazzei L’azienda Marchesi Mazzei produce una grande varietà di vini rossi, a partire dai tre famosissimi Chianti Classico Gran Selezione DOCG della sua tenuta Fonterutoli: il Vicoregio 36, il Castello di Fonterutoli e il Badiòla, che nascono rispettivamente nei terroir di Castelnuovo Berardenga, di Castellina in Chianti e di Radda in Chianti. Si tratta di tre rossi che nascono da uve Sangiovese in purezza e che, nelle varie annate, hanno ottenuto premi e riconoscimenti sia dalla critica italiana che internazionale. Oltre ai Chianti Classico Gran Selezione DOCG, nella tenuta Fonterutoli vengono prodotti diversi vini rossi Toscana IGT, come il Philip Toscana IGT Marchesi Mazzei, dedicato a Filippo Mazzei, che per primo portò la cultura vitivinicola toscana nel “Nuovo Mondo”. Si tratta di un blend di uve Cabernet Sauvignon, coltivate e selezionate nei terreni di proprietà dell’azienda, dalle quali ha origine un vino tipicamente toscano, nobile e complesso. Dalla tenuta Belguardo provengono altri tre rossi, che esprimono appieno la cultura toscana del vino: il Tenuta Belguardo Tirrenico Maremma Toscana DOC Marchesi Mazzei, il Tenuta Belguardo Maremma Toscana IGT Marchesi Mazzei e il Tenuta Belguardo Bronzone Morellino di Scansano Riserva DOCG Marchesi Mazzei. Vini complessi e strutturati, ma anche eleganti e aromatici, che nascono su terreni rocciosi di arenaria e alberese, esposti al clima mite della costa tirrenica. Infine, nella tenuta Zisola della località siciliana di Noto si coltivano principalmente uve Nero D’Avola, da cui nascono lo Zisola Sicilia Noto Rosso DOC Marchesi Mazzei, un rosso fresco e di buon corpo, e lo Zisola Doppiozeta Noto DOC Marchesi Mazzei, un vino fermentato naturalmente e non filtrato. Dalla stessa tenuta hanno origine anche l’Achilles Syrah Sicilia DOC Marchesi Mazzei e l’Effe Emme Terre Siciliane IGT Marchesi Mazzei, rispettivamente da uve Syrah e Petit Verdot in purezza. Su Vino.com è disponibile un’ampia selezione dei migliori rossi Marchesi Mazzei. Vino bianco Marchesi Mazzei Seppur in misura minore, l’azienda Marchesi Mazzei produce ottimi vini bianchi tipici della Toscana e della Sicilia. Nella tenuta Belguardo nasce il Tenuta Belguardo Vermentino Codice V Toscana IGT Marchesi Mazzei, un Vermentino ben strutturato che si accompagna anche a piatti tipici da vino rosso, come le carni bianche saporite o i funghi porcini. Dalla stessa tenuta ha origine anche il Tenuta Belguardo Vermentino di Toscana IGT Marchesi Mazzei, un bianco fresco e di gran carattere, disponibile insieme all’altro Vermentino su Vino.com. Nella tenuta siciliana Zisola, l’azienda produce l’Azisa Sicilia DOC Marchesi Mazzei, da uve Catarratto e Grillo. Vino.com lo consiglia in abbinamento ad antipasti leggeri e a primi a base di pesce.

Marchesi Pancrazi

La Tenuta di Bagnolo risale al 1500 e fu costruita dalla famiglia fiorentina dei Principi Strozzi, che ne rimasero gli unici proprietari fino al 1965, quando l'utima esponente della famiglia la lasciò in eredità alla nipote, Cristina Morrocchi in Pancrazi. Il caso ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della produzione vitivinicola dei Marchesi Pancrazi: nel 1970, quando si reimpiantarono i vigneti della fattoria di Bagnolo, si incorse in un errore da parte del vivaista, che fornì Pinot Nero invece del tradizionale Sangiovese. L'errore si rivelò fortunato, perché le caratteristiche del terreno e del clima permettono la produzione di un Pinot Nero di grande qualità, esaltandone le caratteristiche e i profumi.

Marco Antonelli

Marisa Cuomo

Marisa Cuomo

Le cantine Marisa Cuomo nascono nel 1980, tra viti e rocce a strapiombo sul mare di Furore. Qui l’uva cresce aggrappata alla roccia, esposta alla magica azione del sole e del mare della Costa d’Amalfi. La selezione di uve nobili e la ricerca del giusto grado di freschezza, unite alle tecniche di elaborazione all’avanguardia, danno vita a vini dal sapore unico e straordinario. Nell'antica cantina scavata nella roccia, luogo affascinante, umido e fresco che accoglie le barrique in legno di rovere francese, maturano i vini della cantina, prodotti secondo le più moderne tecniche, in un connubio di natura e tecnologia.

Markus Molitor

Markus Molitor

Marotti Campi

Da oltre un secolo i vini Marotti Campi raccontano tutta la bellezza della loro terra: le Marche. La lunga storia di questa azienda a conduzione familiare parte proprio dalla contrada Sant’Amico di Morro d’Alba, sulle dolci colline che dall’Appennino arrivano fino all’Adriatico, dove la famiglia Marotti acquistò una proprietà già nella metà dell’800 ed iniziò a coltivarvi i suoi vigneti a partire dal 1886. Negli anni, la produzione si è andata concentrando sulle due DOC che meglio esprimono le potenzialità del territorio: Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico ed il Lacrima di Morro d’Alba DOC. Il successo dell’azienda e dei suoi vini ha portato Giovanni Marotti Campi a decidere la costruzione della moderna cantina, una struttura dedicata alle operazioni di vinificazione, affinamento ed imbottigliamento al riparo da sbalzi di temperatura. Da questa cantina, edificata nel 1999, escono le eccellenze di Marotti Campi, vini largamente apprezzati non solo per il loro gusto unico, ma anche perché prodotti secondo i principi di sostenibilità e di tutela dell’ambiente. L’azienda, infatti, utilizza i pannelli solari per ricoprire il proprio fabbisogno energetico e prodotti a basso dosaggio e a basso impatto ambientale. Vini rossi Marotti Campi Se pensiamo ai vini rossi Marotti Campi salta subito alla mente il Lacrima di Morro d’Alba, emblema del terroir di provenienza, perché prodotto esclusivamente nell’omonima località e nelle zone limitrofe. Nasce da uve Lacrima, un vitigno antico così chiamato per le “lacrime” viola che gocciolano dagli acini quando sono molto maturi. Coltivato da generazioni di vignaioli, questo vino semi-aromatico è stato apprezzato anche da Federico Barbarossa, che lo assaggiò nel 1167 durante l’assedio di Ancona. Dal Lacrima la famiglia Marotti Campi ottiene due famosissimi vini rossi: l’Orgiolo e il Rubico. Oltre al Lacrima, Marotti Campi coltiva anche altre varietà, come il Montepulciano, il Petit Verdot e il Cabernet Sauvignon. Vini bianchi Marotti Campi I vini bianchi Marotti Campi hanno origine nella zona dei Castelli di Jesi, dove i borghi medievali si alternano alle aree coltivate. Un’area dal clima favorevole alla vinificazione, che ha ottenuto il riconoscimento di DOC. Qui regna il Verdicchio, un vitigno molto antico e il più rappresentativo delle Marche, che grazie alla sua versatilità, dà vita a bianchi intensi e di grande struttura, ma anche freschi e delicati al naso. Il sentore di mandorla tipico del Verdicchio è percepibile sia all’olfatto che al gusto, mentre nei vini più invecchiati compaiono numerosi altri sentori, come note di acacia e di agrumi. La famiglia Marotti Campi produce una varietà di vini bianchi che vanno dall’Albiano Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC, al Luzano Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC Superiore, ma anche il Salmariano di Castelli di Jesi Verdicchio Classico DOCG Riserva e il Volo D’Autunno Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC Superiore. Infine, produce anche un ottimo vino passito, l’Onyr Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Passito. Su Vino.com potrai trovare sia il Luzano Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico DOC Superiore che il Salmariano di Castelli di Jesi Verdicchio Classico DOCG Riserva. Quali sono le caratteristiche del vino Lacrima di Morro d’Alba? Il Lacrima di Morro d’Alba è senza dubbio il vino rosso più iconico delle colline che circondano Morro d’Alba, in provincia di Ancona. Nasce dal Lacrima, un vitigno la cui diffusione si è notevolmente ridotta nel corso del tempo, fino a ricoprire solo l’area di origine. Questo perché le uve Lacrima sono uniche e delicate, tanto da aver rischiato l’estinzione, scongiurata solo grazie all’esperienza dei vignaioli, alle moderne coltivazioni e al conferimento della denominazione d’origine. Marotti Campi dedica quindi la massima cura e attenzione nella produzione di questo vino, in tutte le sue fasi: in vigna, è stato scelto il metodo di allevamento Guyot, che genera uve di ottima qualità, mentre in cantina, si utilizzano presse pneumatiche che garantiscono una pressatura soffice ed evitano eventuali danni agli acini. Il vino che ne deriva è un rosso rubino intenso con riflessi violacei di buona struttura e acidità. Al naso il Rubico Lacrima di Morro d’Alba DOC presenta note fruttate e floreali, rosa, violetta, mirto e cannella, mentre l’Orgiolo Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore presenta sentori di rosa, mora, pepe rosa e bacche di ginepro. Due vini perfetti se abbinati a primi piatti elaborati e a piatti di carne, entrambi disponibili su Vino.com Quali sono le caratteristiche del Brut? Lo Spumante Brut Rosè è uno tra i più importanti vini prodotti dall’azienda Marotti Campi. Ha origine da uno dei due principali vitigni della tenuta, il Lacrima, esposto a Sud- Sud Est su un terreno misto tendente all’argilloso. Vendemmiato manualmente, viene successivamente vinificato in bianco. La presa di spuma avviene in autoclave con metodo Charmat per preservare la freschezza dei caratteristici aromi floreali del vitigno. Con il suo bellissimo colore che ricorda i petali di rosa, il Brut Rosé Marotti Campi conquista già all’olfatto con il profumo di viola, rose selvatiche, mela golden e ricordi di salvia. Ha un gusto perfettamente armonico e fresco, con descrittori di ribes e mandorle dolci. Dal perlage fine, ma dalla buona resistenza, questo Brut Rosé si sposa con piatti a base di pesce, come fritti, arrosti di pesce e crostacei ed è perfetto anche come aperitivo. Quali sono le caratteristiche del vino Orgiolo Marotti Campi? L’Orgiolo Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore nasce da uve Lacrima in purezza coltivate su terreno misto tendente all’argilloso esposto a Sud, Sud-Est. Le sue uve vengono raccolte a mano e la fermentazione avviene in vasche di acciaio. Questo vino rosso rubino intenso si distingue per il suo profumo unico di rosa, mora, pepe rosa e bacche di ginepro, il tutto contornato da sentori di spezie orientali. Al palato è fruttato e speziato, con una morbida trama tannica e un finale pulito. Perfetto da abbinare ad antipasti con salumi, a piatti di pasta a base di carne e a secondi di carne come il tacchino arrosto, il petto d’anatra o arrosti di agnello, maiale e coniglio.

Marqués de Cáceres

Nel 1970 Enrique Forner fonda l'Azienda Marqués de Cáceres e crea una storica alleanza con la città Cenicero, situata nella regione La Rioja Alta. Il primo vino della famiglia Forner, è stato prodotto nel 1975. È da ben cinque generazioni ormai che l'Azienda si dedica a vini di successo, puntando su una costante qualità, sull' investimento nelle tecnologie e su una continua innovazione per cercare d'ottenere i vini migliori di tutta la regione spagnola. L'azienda Marqués de Cáceres che è presente in più di 130 paesi, offre ai suoi consumatori un vino contemporaneo che si può degustare e condividere con gli amici ma che rimane comunque sinonimo di tradizione.

Marquis de Goulaine

Mars Shinshu

Marsuret

Martell

Martell è la più antica tra le aziende produttrici di cognac, nata nel 1715 quando l’inglese Jean Martell arriva in Francia per iniziare a commerciare acquaviti.Attraverso le successive generazioni, Martell diventa velocemente una delle distillerie di cognac di riferimento in Europa, creando il suo primo cognac VSOP nel 1831. Nel 1838 la famiglia sposta la sua sede a Chanteloup, il celebre castello che accoglierà personalità da tutto il mondo. Ma è nel corso dei due secoli successivi che Martell diventerà l’icona del cognac francese, simbolo del lusso e dell’aristocrazia: sempre presente nelle cene di gala e nei banchetti, questo cognac sarà presente all’incoronazione di Re Giorgio V d’Inghilterra, sul viaggio inaugurale della Queen Mary e in diversi celebri film di Hollywood, a testimonianza della sua notorietà e fama che da oltre 300 anni caratterizzano questi straordinari cognac.

Martini

Marzadro

La storia della Distilleria Marzadro è strettamente intrecciata alla storia del dopoguerra italiano. In Trentino, la guerra aveva colpito duramente l’economia e la popolazione, le ragazze dei piccoli villaggi, per sopravvivere, andavano "a servizio" presso le famiglie benestanti anche di altre parte d’Italia. Sabina Marzadro, ebbe la stessa sorte, ma al suo ritorno in Trentino, decise di seguire i suoi sogni e di intraprendere l’arte della distillazione. Il suo obiettivo era chiaro: distillare Grappa di qualità. Con sforzo e sacrificio riuscì a farsi costruire un alambicco e nel 1949 arrivarono finalmente le prime vinacce per iniziare la produzione. La Grappa Marzadro divenne presto famosa in tutto il villaggio e la produzione iniziò a crescere, con Sabina e il fratello Attilio a capo della distilleria. Nel 1960 Sabina lasciò la distilleria in mano al fratello e alla moglie Teresa, al passaggio di gestione corrispose anche un successivo rinnovamento dell’impianto e dell’azienda. La famiglia di Attilio crebbe rapidamente tant’è che i figli iniziarono presto ad aiutare i genitori nella gestione della distilleria. Nel 1975 la Distilleria Marzadro creò la prima Grappa monovitigno, ottenuta da vinacce di uva Marzemino. Alla fine degli anni Settanta, gli alambicchi di rame della Distilleria Marzadro erano già a Bagnomaria, una grande innovazione nel mondo della distillazione, dal momento che il riscaldamento prolungato arricchiva il vapore di aromi. Negli anni Ottanta, dopo il passaggio dell’azienda da Attilio ai suoi figli iniziò la crisi della Grappa. Il mondo era cambiato, le grandi marche e la pubblicità dominavano il mercato. Gli eredi di Attilio agirono rapidamente creando una nuova tipologia di prodotto che rispondesse meglio alle richieste del mercato. Venne prodotto il Liquore a base di grappa, con mirtilli del Trentino. Passata la grande crisi della Grappa, Marzadro continuò a crescere e all’originale distilleria di Brancolino fu aggiunta la sede di Rovereto. Oggi, alla guida di Marzadro c’è la terza generazione, la sede principale è stata trasferita a Nogaredo e la famiglia è stata e continua ad essere il cuore pulsante dell’azienda. Grappa Marzadro La Grappa Marzadro è frutto di una distillazione che dura ininterrottamente per 100 giorni, da settembre a dicembre. Le vinacce distillate provengono dai vitigni autoctoni del Trentino, vengono accuratamente selezionate e poi distillate a bagnomaria, in alambicco discontinuo. Gli alambicchi in rame di Marzadro sono artigianali e tutto il processo di distillazione è controllato con sistemi all’avanguardia. Le Grappe Marzadro si differenziano per aromaticità, profumi e sapori, anche se eleganza, carattere e morbidezza sono i tratti che le accomunano tutte. Su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di Grappa Marzadro: la Trentina Tradizionale Giovane, con le sue note decise e i profumi di erbe alpine del Trentino; la Grappa Affina Riserva Ciliegio, elegante, dolce e complessa; la Grappa Stravecchia Le Diciotto Lune, prodotta per la prima volta nel 2002, ottenuta dalle migliori vinacce del Trentino, affinata per almeno 18 mesi e caratterizzata da un gusto pieno e rotondo. Scopri tutti i Distillati Marzadro e le loro caratteristiche. Quali sono le caratteristiche della Grappa Marzadro Giare Amarone? La Grappa Giare Amarone è ottenuta distillando a Bagnomaria, in alambicco discontinuo, le vinacce dell’Amarone della Valpolicella: Corvina, Rondinella e Molinara. È una Grappa fine ed elegante, dai profumi decisi e dal sapore vellutato. La Grappa Giare è avvolgente, viene affinata 36 mesi in botti piccole, acquisendo una straordinaria armoniosità e persistenza. Scopri tutte le caratteristiche su Vino.com. Quali sono le caratteristiche della Grappa Marzadro Fieno? La Grappa Fieno Marzadro è ottenuta dall’infusione in alcool del fieno tagliato ed essiccato proveniente dalle praterie di montagna del Trentino. Ha un profumo estremamente floreale, note delicate ed aromatiche e un gusto avvolgente. Quali sono le caratteristiche della Grappa Marzadro a base di camomilla? La Grappa Camilla, è il distillato Marzadro a base di Camomilla. Il suo ingrediente principale è la camomilla, che viene raccolta nei prati tra le montagne trentine e poi fatta macerare a freddo 30 giorni nella Grappa. Il distillato che ne deriva unisce le caratteristiche della Grappa con le note aromatiche della camomilla, creando un liquore leggero e ideale a fine pasto. Il profilo olfattivo della Grappa Camilla è molto floreale ed aromatico, mentre il suo profilo gustativo è particolarmente delicato ed avvolgente. Scopri i dettagli della Grappa Camilla su Vino.com.

Mas dei Chini

Masca del Tacco

Mascarello Giuseppe e Figlio

Masciarelli

La Masciarelli Tenute Agricole è stata fondata nel 1981 ed è situata in provincia di Chieti, nella località di San Martino sulla Marruccina, un luogo ricco e denso di storia. L’imprenditore alla guida dell’azienda, Giuseppe Masciarelli, dimostra nella sua attività la passione che lo lega al mondo del vino e la volontà di valorizzare i vitigni autoctoni del territorio abruzzese. L’azienda si muove su una continua spinta innovativa, senza mai violare i dettami della tradizione e operando con un profondo rispetto per l’ambiente. Marina Cvetic, la linea più significativa del marchio, rappresenta il Cru aziendale di grande pregio qualitativo, ottenuto grazie alla collaborazione tra lo stesso Giuseppe Masciarelli e sua moglie Marina.

Masi

La cantina Masi prende il nome da "Vaio dei Masi", la valle che venne acquistata dalla famiglia Boscaini alla fine dell'Ottocento. La storia di Masi parte quindi da lontano e innesta le proprie radici nella tradizione veneta più genuina e autentica. La cantina viene gestita dalla famiglia Boscaini da sette generazioni, mantenendo sempre viva la passione per il mondo vitivinicolo delle Venezie. Masi gestisce tenute di grande prestigio sia nell'originaria area vocata della Valpolicella Classica sia nella macroregione delle Venezie. Il grande merito di questa cantina è stato quello di aggiornarsi anno dopo anno, di migliorare sempre di più la qualità delle proprie bottiglie, di confermarsi una realtà di primissimo piano nel mondo del vino. Masi: dalla Valpolicella alla conquista del mondo. Oltre alla tenuta principale, "Vaio dei Masi", l'azienda vanta altri gioielli, come le nobili possessioni Serego Alighieri, appartenenti ai discendenti diretti del poeta Dante e, in Trentino, le Tenute Storiche Bossi Fedrigotti (già 3 Bicchieri Gambero Rosso con il Fojaneghe 2012). Masi ha inoltre sviluppato un progetto vitivinicolo in Argentina, nella regione di Mendoza, precisamente nella valle di Tupungato ai piedi dell'omonimo vulcano, dove ha trovato condizioni ambientali e culturali perfette per accogliere le uve e le tecniche enologiche delle Venezie, in particolare l'appassimento di cui ha una riconosciuta expertise. Vino rosso: il meglio di Masi Masi è leader nella produzione del vino rosso, e in particolare dell’Amarone, ottenuto secondo l’antica tecnica dell’appassimento delle uve, che riposano su graticci di bambù durante i mesi invernali per concentrare profumi e aromi nel vino. L’altra fase cruciale per la creazione di un Amarone è l’affinamento, che Masi fa rispettando la tradizione e reinterpretandolo in chiave moderna, riscrivendo così la storia dell'Amarone con il Costasera, la versione Costasera Riserva o il Campofiorin, precursore del Ripasso. Qual è il più famoso Amarone Masi? L’Amarone Masi più famoso e premiato è senza dubbio l’Amarone della Valpolicella Classico DOCG Costasera, premiato dalle guide internazionali annata dopo annata.

Masone Mannu

Masottina

Masseria Altemura

La tenuta Masseria Altamura è situata nel cuore della penisola salentina, all'interno del territorio di Torre Santa Susanna e di Oria. Di proprietà della famiglia Zonin, questa tenuta si estende per oltre 300 ettari di terreno, di cui 130 adibiti alla coltivazione di vigneti a base di uve autoctone. Masseria Altamura realizza grandi eccellenze, mantenendo saldo il rapporto con la tradizione territoriale del Salento, e cercando di riproporre le emozioni ed i colori della cultura pugliese in bottiglia.

Masseria Borgo dei Trulli

Masseria Ficarigna

Masseria Ficarigna nasce nel Salento, dove il caldo dei raggi del sole viene mitigato dalle brezze marine che arrivano dall’Adriatico e dallo Ionio. Il nome stesso Masseria Ficarigna è un omaggio alla terra del Salento, in quanto riprende il termine dialettale “ficarigna”, che indica il fico d’india, un frutto dalla duplice natura, spinoso ma dal gusto dolce. L’obiettivo che si pone il progetto vinicolo della Masseria Ficarigna è proprio quello di valorizzare la terra del Salento a partire dai suoi vini: dal Primitivo di Manduria, al Negroamaro e al Susumaniello, la cantina si fa ambasciatrice delle eccellenze vitivinicole della zona. Altro elemento inconfondibile del marchio Masseria Ficarigna sono le etichette dei suoi vini, che prendono ispirazione dalla fauna locale: in quella del Negroamaro possiamo riconoscere la "pica", ovvero la gazza salentina, in quella del Primitivo il geco; o ancora, la stella marina sull’etichetta del Negroamaro rosato. Vino Rosso Masseria Ficarigna Il vino rosso Masseria Ficarigna ha origine su terreni argilloso-calcarei, dove l'esposizione è sempre mitigata dalle correnti marine. Un perfetto equilibrio climatico che si riscontra nei vini Masseria Ficarigna, emblematici e rappresentativi della propria terra. I fiori all’occhiello della cantina sono indubbiamente il Primitivo di Manduria e il Primitivo di Manduria Riserva. Ottenuti entrambi da uve Primitivo in purezza, seguono un periodo di affinamento in botte diverso: 4 mesi per il Primitivo di Manduria e un anno per il Primitivo Riserva. Questo processo regala ai due vini degli aromi inconfondibili: il Primitivo di Manduria si distingue per il suo profumo di ciliegia e lampone, in equilibrio con note tostate e di cacao amaro, mentre il Primitivo Riserva si apre al naso con un bouquet di frutta rossa matura, confettura di prugne, vaniglia e sentori balsamici. Altri vini rinomati della Masseria Ficarigna sono il Puglia IGT a base di uve Negroamaro e Primitivo, un vino intenso ma vellutato e il Salento IGT, un rosso rubino profondo con nuances violacee. Infine, il Susumaniello, con la sua perfetta combinazione di profumi, che spazia dalle note fruttate di ribes nero e di prugna fino al timo, chiudendo con un tocco di pietra focaia. Quest’ampia varietà di vini rossi Masseria Ficarigna è disponibile su Vino.com. Dove si trova la cantina Masseria Ficarigna? La cantina Masseria Ficarigna sorge nel cuore del Salento, la punta estrema della Puglia. Una terra dalla complessità climatica invidiabile: la lunga esposizione al sole data da estati lunghe e calde è bilanciata dal clima mite tipico delle zone costiere del Mediterraneo. Un habitat perfetto per la coltivazione di diverse varietà di uva, principalmente a bacca rossa. Come nasce il Negroamaro Masseria Ficarigna? Il Negroamaro Masseria Ficarigna ha origine da uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi della penisola salentina, di cui la cantina Masseria Ficarigna si fa portavoce con i suoi vini Negroamaro Salento IGT, Negroamaro Rosato Salento IGT e Negroamaro Primitivo Puglia IGT. Il Negroamaro Salento IGT è un vino rosso rubino ottenuto da uve Negroamaro in purezza. Al naso è profondo e in bocca risulta intenso, morbido ed equilibrato, perfetto da abbinare ai salumi e ai formaggi di media stagionatura. Il Negroamaro Rosato, invece, risulta più fresco in bocca e si apre al naso con profumi di frutti rossi e petali di rosa. Infine, il Negroamaro Primitivo, prodotto a partire dalle uve di entrambi i vitigni, si presenta con un vivo colore rubino. Al naso apre con note di frutta a bacca rossa e in bocca è intenso ed equilibrato. Quali sono le caratteristiche del Primitivo di Manduria Masseria Ficarigna? Il Primitivo di Manduria Masseria Ficarigna nasce dal vitigno d’elezione del Salento, il Primitivo, così chiamato perché le sue uve maturano precocemente. Affinato in barrique per 4 mesi, si apre al naso con profumi di frutta rossa matura, ciliegia e note di cacao amaro. Il sorso è caldo, morbido e secco, tutte caratteristiche che lo rendono perfetto in abbinamento ai piatti di carne alla griglia e ai formaggi. Oltre al Primitivo di Manduria, Masseria Ficarigna produce anche il Primitivo di Manduria Riserva, che viene fatto affinare in botte per 12 mesi per ottenere i suoi profumi inconfondibili di frutta rossa matura e prugna in confettura, con note balsamiche e di vaniglia. Il Primitivo di Manduria Riserva si sposa sia con le carni in umido, che con le carni rosse alla brace e la selvaggina.

Masseria Li Veli

Masseria Surani

Masseto

Massolino

Massolino è un nome importante nel territorio del Barolo, una delle aziende storiche del Consorzio di tutela del Barolo e del Barbaresco, fondato da Giuseppe e Angela Massolino, i figli di Giovanni Massolino. Giovanni fu a sua volta il fondatore dell’azienda, che nasce a Serralunga d’Alba nel 1896. Una realtà autentica quanto storica, che ha vissuto in prima persona la nascita, lo sviluppo e la definitiva esplosione del fenomeno Barolo. Ma la vera svolta avviene quando i tre figli di Giuseppe - Giovanni, Camilla e Renato - acquistano nuovi vigneti nel territorio di Serralunga verso la fine degli anni Settanta, creando quelli che saranno i tre grandi cru dell’azienda: Margheria di 1,5 ettari, Parafadda di 1,13 e Vigna Rionda di 2,3. Ad oggi l’azienda conta un totale di 24 ettari che si diversificano anche in altre varietà oltre al Nebbiolo destinato alla produzione di Barolo quali ad esempio il Dolcetto, il Moscato e la Barbera. A tramandare la passione e la sapienza di Giovanni al giorno d’oggi sono i fratelli Franco e Roberto, che continuano un percorso iniziato più di un secolo fa e che costituisce da allora un vero e proprio punto di riferimento nella denominazione del Barolo. Vino Massolino La prima struttura della cantina Massolino nel paesino di Serralunga d’Alba si sviluppa sotto la casa patronale di famiglia, con un primo reparto di vinificazione e invecchiamento. Con l’acquisto di nuovi vigneti a fine anni ‘70 si rende necessario un ampliamento, che vede una scelta coraggiosa: Giovanni, Camilla e Renato Massolino infatti decidono con tenace ostinazione di lasciare intatto il centro storico di Serralunga e di effettuare ogni ulteriore ingrandimento sottoterra, affinché i vini possano "nascere" ed affinare nelle condizioni ottimali. Oggi, l’antica casa padronale è stata ristrutturata ed è il cuore del centro visitatori di Massolino, che permette di degustare i vini Massolino a pochi passi dalle uve che li originano. Vino rosso Massolino Il vino rosso ha reso Massolino uno dei produttori più importanti della denominazione Barolo, con vini come il Barolo Vigna Rionda Riserva 2014, definito dal Seminario Luigi Veronelli come "uno dei capolavori della viticultura italiana d’eccellenza" e il Barolo Riserva Vigna Rionda 2013 and Barolo Parafada 2015 premiati da James Suckling. Negli anni non sono mancati anche i risultati dalle guide italiane come Gambero Rosso e dalle riviste internazionali come Falstaff, con il Barolo Margheria 2014, al nono posto tra i 100 migliori vini sotto i 100€. Massolino si è distinto con Barolo strutturati e complessi, affinati in botti grandi secondo tradizione, e celebrati dai critici e riviste come Antonio Galloni (che definisce il Barolo Riserva Vigna Rionda 2015 un vino magnifico), Jancis Robinson (che premia il Barolo Serralunga con 17 punti) e Decanter che premia anche il Nebbiolo dell’azienda con 95 punti. Accanto a Barolo e Nebbiolo, Massolino vede la produzione di una interessantissima Barbera, di un Langhe Chardonnay degno di nota, e degli immancabili Moscato e Dolcetto. Quali premi ha ricevuto il Barolo Massolino? Il Barolo Massolino ha ricevuto più premi nel corso delle varie annate, e il traguardo più importante è sicuramente il 7° posto nella classifica dei TOP 100 di Wine Spectator ottenuto con il Barolo 2016. Quali caratteristiche ha il Massolino Nebbiolo? Il Massolino Nebbiolo ha le tipiche caratteristiche del vitigno, con profumi spiccati di viola e lampone ed una eleganza unica, che lo rende a tutti gli effetti un fratello minore del Barolo.

Mastroberardino

Rispetto del territorio, dell'ambiente e della tradizione a tutela dell'identità culturale; è questo il principio che ha ispirato e guidato la famiglia Mastroberardino nella gesione della cantina, fin dalle sue origini. Dieci generazioni che hanno guidato l'attività famigliare con coerenza e passione. Mastroberardino è una sintesi di tradizione e competenze tecnologiche, non finalizzate a mutare la natura o i caratteri fondamentali dei propri vini antichi, bensì a preservarne l'esistenza e il valore, rendendoli compatibili con l'evoluzione degli schemi che contraddistinguono i loro prodotti.

Mastrojanni

Mastrojanni è una realtà vitivinicola nata quando nel 1975 Gabriele Mastrojanni, avvocato romano, decide di acquistare le tenute di San Pio e Loreto nel cuore di Montalcino. In un periodo ancora di preistoria per il Brunello e in un territorio estremamente povero e agricolo, Gabriele sceglie di puntare sulla viticoltura, impiantando dei vigneti nei terreni delle sue tenute. La varietà era ovviamente il Sangiovese. Affidatosi all’enologo Maurizio Castelli, che tutt’oggi segue l’azienda, Mastrojanni diventa presto un punto di riferimento di Montalcino seguendo le regole di estrema attenzione in vigna ed in cantina, dalla selezione rigorosa del grappolo a giusta maturazione, alla vinificazione immediata in cantina, che avviene sia in cemento che in legno. Oggi la cantina è stata rilevata dal gruppo Illy, che prosegue nel segno di Gabriele una produzione di eccelsa qualità di Brunello, riscontrando il successo e l’apprezzamento di appassionati ed esperti di tutto il mondo.

Matsui

Matteo Correggia

Matteo Correggia è un’azienda che nasce dalla volontà del suo omonimo fondatore, vero e proprio pioniere del territorio oggi molto in voga del Roero, ma che all’epoca in cui Matteo eredita l’azienda agricola familiare nel 1985, era un territorio sconosciuto e prettamente destinato a coltivazioni di altro genere. Matteo sceglie di puntare sulla viticoltura, impiantando nuovi vigneti e costituendo così un vero e proprio caso nel Roero: con in testa l’idea di creare dei grandi vini, Matteo punta su varietà autoctone quali il Nebbiolo, la Barbera e l’Arneis, grazie ai quali riesce a sbarcare anche oltreoceano. Matteo Correggia entra anche a far parte dei Barolo Boys - ai quali si deve l’esplosione del fenomeno del Barolo - pur non essendo un produttore di Barolo, a testimonianza dell’importanza che ha avuto Matteo in queste terre. Oggi l’azienda continua sulle orme lasciate da Matteo, portata avanti dalla sua famiglia, rispettosa del lavoro di un vero e proprio precursore del terroir del Roero.

Matteo Correggia

Matusalem

Matusalem nasce nel 1872, durante l’età dell’oro di Cuba. Il Rum Matusalem è un distillato senza tempo, che esprime eleganza e buon gusto da quasi 150 anni. Negli anni della fondazione di Matusalem Cuba era un luogo ideale per investire, uno dei paesi dell’America Latina dove veniva premiata l’intraprendenza, un habitat perfetto per produrre un Rum che avrebbe attraversato i decenni affermandosi come un distillato di altissima qualità. Il nome Matusalem fu scelto dai fondatori Benjamín ed Eduardo Camp, insieme ad Evaristo Álvarez per definire un Rum senza tempo, eterno come Matusalem, il personaggio biblico che visse ben 969 anni. Come simbolo di Matusalem venne scelta un elegante e libera rondine, dal momento che diversi stormi di rondine iniziarono a nidificare nei pressi dell’impianto produttivo di Matusalem subito dopo la sua costruzione. L’età dell’oro di Cuba fu una fase storica fondamentale per l’espansione e il successo di Matusalem. La Cuba elegante e glamour di quegli anni attraeva numerosi americani spinti sull’isola dal rigido proibizionismo degli Stati Uniti d’America. Il Rum Matusalem rappresentava Cuba, la moda e lo spirito del momento. Dal 2015 l’impianto di produzione è stato spostato nella Repubblica Dominicana, per il microclima simile a quello di Santiago de Cuba. Nonostante il paese di produzione sia cambiato, il rum Matusalem agli occhi di tutti conserva un elegante spirito senza tempo. Scopri la selezione su Vino.com. Rum Matusalem Il Rum Matusalem viene invecchiato con il sistema Solera, un metodo utilizzato tipicamente per produrre brandy e sherry. Matusalem è stata la prima azienda ad applicare alla produzione del rum il sistema solera, influenzando in maniera unica il sapore. Una caratteristica unica di Matusalem è che il "Santiago Master Blender" è sempre stato un membro della famiglia, sin dal 1872. Questa figura svolge un ruolo centrale anche nella scelta del livello di tostatura delle botti utilizzate per l’invecchiamento, che nel caso di Matusalem vengono leggermente carbonizzate, aspetto che conferisce al distillato caratteristiche aromatiche e gustative uniche. Il metodo Solera, adottato per l’invecchiamento, viene definito dinamico perché le botti utilizzate sono diverse tra loro e per di più sono disposte su più livelli. Il primo rum prodotto da Matusalem è stato il Gran Reserva Solera 15, un iconico rum scuro pluripremiato nato nel 1872 ed ancora oggi simbolo di Matusalem per il suo gusto vellutato ed intenso. È considerato il "Cognac dei Rum" ed è apprezzato soprattutto per le sue note legnose e complesse. Qual è il prezzo del Matusalem? Il prezzo del Rum Matusalem oscilla tra gli Euro 20,90 e 59,90 in base alla tipologia. Il Rum Solera Matusalem 7 anni ha un prezzo inferiore rispetto al Matusalem Gran Reserva 15 anni e al Matusalem Gran Reserva 23 anni, dal momento che la lavorazione e la durata del processo di invecchiamento sono differenti. Su Vino.com potrai trovare la selezione Matusalem a prezzi davvero competitivi. Scopri il Rum Matusalem sulla tua enoteca online di fiducia. Quali sono le caratteristiche del Matusalem 7 Anni? Il Matusalem 7 anni è un rum dorato caratterizzato da note di caramello, banana, vaniglia e sciroppo d’acero. È un rum morbido ed elegante, ideale sia liscio che come base per i cocktail. Ha una grande aromaticità e cremosità e viene invecchiato seguendo il metodo Solera. È un rum che ricalca la filosofia Matusalem, eccellendo per la sua versatilità. Scopri le caratteristiche del Rum Matusalem 7 anni su Vino.com.

Maximin Grünhaus

Maxwell

Mazzarosa

Medici Ermete

Medici Ermete è una realtà emiliana di 75 ettari nel cuore dell’areale di produzione del Lambrusco. La produzione inizia verso la fine dell’Ottocento nella provincia di Reggio Emilia, con il capostipite Remigio e prosegue per oltre un secolo attraverso quattro generazioni di famiglia. Oggi la famiglia, che ha consolidato negli anni tutta l’esperienza e la passione di cento anni di storia, ha deciso di puntare tutto sulla produzione di qualità elevata, tramite una rigorosa selezione delle uve. Con una resa per ettaro talvolta inferiore anche del 40% rispetto al disciplinare, Medici Ermete produce una vasta gamma di prodotti di qualità che gli sono valsi riconoscimenti internazionali da critici di un certo rilievo. Tra questi spiccano sicuramente i Lambruschi e gli Spumanti Metodo Classico, entrambi prodotti dalle stesse uve.

Meerlust

Meerlust è una storica azienda vitivinicola sudafricana, situata vicino alla città di Stellenbosch, in quella zona che è tra le più vocate e celebri per la viticoltura del paese. Nata nel lontano 1756 dalla famiglia Myburgh, l’azienda è oggi arrivata all’ottava generazione di vignaioli, legati dal solo obiettivo di produrre vini di elevatissima qualità. I vigneti di Meerlust si dividono prevalentemente nelle varietà di Pinot Nero, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Chardonnay. Grazie ad un connubio tra terroir e clima davvero unico; il primo composto di strati argillosi di origine alluvionale e granito, il secondo costituito da un rinfrescante vento marino e temperature piuttosto miti, si vengono a creare tutti i presupposti per una qualità delle uve davvero notevole, che si traduce in vini che sono l’essenza stessa del terroir sudafricano, parenti non troppo lontani dei grandi francesi da cui derivano.

Menade

Mesa

Mezzacorona

Inserita all’interno del favoloso paesaggio dolomitico, tra le spettacolari valli e colline del Trentino, Mezzacorona è una delle più grandi cantine cooperative italiane che riunisce attualmente più di 1600 viticoltori appassionati. Nella sua produzione confluiscono i saperi dei soci, le forti tradizioni di un modo di fare vino tutto trentino nonché un orientamento sempre crescente verso l’innovazione e la tutela ambientale, al fine di ottenere dei vini sempre più naturali, profumati ed eleganti. L’aver presentato per primi un Bilancio di Sostenibilità costituisce una testimonianza importante dell’impegno a favore del territorio dimostrato da questa importante realtà del vino italiana. Massima attenzione viene prestata inoltre alle specificità dei diversi vitigni, che in questi luoghi sono in grado di sviluppare a pieno il proprio patrimonio in termini aromatici e gustativi: grandi selezioni che raccontano il Trentino, curate da mani esperte, che trovano degli esempi rappresentativi nella collezione Castel Firmian, vini dal carattere avvolgente e dal sapore antico, e nelle Riserve, destinate ad un pubblico più esigente e raffinato in virtù del loro profilo esclusivo.

Michel Bouzereau

Michel Ogier

Michel Torino - El Esteco

Michele Chiarlo

La storia della cantina Chiarlo ha radici antiche, che affondano nel territorio di un Piemonte molto diverso da quello di oggi. Qui, nel 1939, i fratelli Pietro e Felice Chiarlo investono tutti i loro risparmi nella campagna, dissodando i terreni e creando terrazzamenti a mano per impiantare le vigne. Due pionieri visionari che capiscono da subito le potenzialità di queste terre e trasmettono tutta la loro passione a Michele, figlio di Pietro, che diventa enologo studiando accanto a quelli che sarebbero diventati mostri sacri del vino come Renato Ratti, Franco Ziliani e Giacomo Tachis. Michele conserva un approccio tradizionale al vino, mirato alla valorizzazione delle uve autoctone delle Langhe e del Monferrato, ottenute esclusivamente dai vigneti di proprietà e vinificate in purezza. I vini Michele Chiarlo L’artigianalità è alla base dei vini di Michele Chiarlo: tutte le operazioni in vigna sono fatte manualmente, dalla concimazione alle operazioni sul verde, fino a diradamenti e alla vendemmia e tutto è seguito dallo sguardo attento e amorevole della famiglia Chiarlo, che da quattro generazioni dedica con passione tutta la propria vita al vino. Questa filosofia si traduce nell’attenzione al dettaglio, con la produzione dei Cru solo quando la qualità delle uve lo consente, con un rigore che nasce dalla vigna, condotta con pratiche sostenibili e che rispettano l’ambiente, e continua in cantina, con pressature soffici, frequenti follature manuali, e la vinificazione separata di ogni parcella per ottenerne il meglio. Il vino rosso Michele Chiarlo Il vino rosso di Michele Chiarlo esprime la tipicità e il carattere dei migliori vitigni della regione, situati nei cru più prestigiosi. Tra i vini più famosi non possiamo non citare il Barolo Michele Chiarlo, di eccezionale longevità, che è ottenuto dai cru Cerequio e Cannubi, e il Barbaresco, la cui eleganza è legata indissolubilmente alle vigne Faset e Asili. Non mancano vigneti eccezionali neppure per il Barbera, con le pendenze estreme della collina Montemareto e la perfetta esposizione a Sud Est del Vigneto Costa delle Monache. Una delle più prestigiose proprietà dell’azienda è Tenuta La Court, nata per essere lo Chateaux del Nizza Docg e in grado di generare Barbera eleganti e di straordinaria longevità e struttura. Il Barolo Michele Chiarlo Cerequio è considerato uno dei migliori vini di questa cantina? Il Barolo Michele Chiarlo Cerequio è senza dubbio uno dei migliori vini di Michele Chiarlo, e annata dopo annata è premiato a livello internazionale dalle più famose guide del vino, dal Gambero Rosso a Wine Spectator. Come nasce il Michele Chiarlo Palas? Il Michele Chiarlo Palas nasce da una selezione di uve dei vigneti di Monforte, Verduno e La Morra e affina per 3 anni, di cui almeno 2 in botti grandi, prima di regalarsi con tutta la sua piacevolezza. Qual è l’abbinamento ideale con il Michele Chiarlo Barbaresco? Il Michele Chiarlo Barbaresco, grazie alla sua eleganza e al suo carattere gentile e fruttato, si abbina perfettamente con l’agnello alle erbe e con l’ossobuco, e trova un felice matrimonio anche con i risotti tipici della tradizione piemontese.

Michele Chiarlo

Michele Laluce

L’Azienda Agricola Michele Laluce è situata nel cuore del Vulture, tra Barile e Venosa, con 6 ettari di vitigni nella zona di produzione dell'Aglianico del Vulture DOC e DOCG. Michele Laluce, che ha fondato l'azienda nel 2001, segue il suo aglianico del vulture dalla vigna alla bottiglia, con la massima attenzione per l'ambiente; per questo coltiva soltanto uve biologiche e da un paio di anni la sua azienda è ad impatto sostenibile, ambientale ed energetico. Dalle uve di Aglianico nascono lo Zimberno, un rosso del Vulture dalle spiccate note fruttate e dal carattere vivace e intenso, e il Le Drude, un Aglianico del Vulture DOCG di grande longevità che soddisfa il palato con una struttura piena e complessa e con una ampiezza gustativa degna dei più grandi rossi del sud. Goditi l'Aglianico Zimberno della piccola azienda Michele Laluce in compagnia dei tuoi amici, con i tuoi menu rustici e la carne alla griglia, e metti da parte un Le Drude per i momenti speciali in cui ti meriti un rosso come si deve!

Michele Satta

L'Azienda Michele Satta nasce dalla passione profonda per la terra e dall'amore per una donna, Lucia, che fin dall'inizio ha accompagnato Michele Satta nelle scelte. Il fascino verso un prodotto che esprime tecnica e cultura, l'intuizione di essere in un luogo ad altissima vocazione enologica ed l'incontro con il collaboratore Attilio Pagli hanno spinto Michele Satta ad essere un produttore di vino. Ad oggi l'Azienda gode di 30 ettari di terreno e vanta di una distribuzione internazionale. Passione, dedizione e valori tradizionali profondi hanno reso possibile la produzione di vini d'alta qualità.

Mionetto

Mionetto si trova immersa nel dolce profilo collinare di Valdobbiadene, cuore della DOCG Conegliano Valdobbiadene. L'azienda, acquisita nel 2008 dal gruppo tedesco Henkell & CO. Sektkellerei KG, ha origini molto antiche. Viene fondata nel 1887 dal mastro vinificatore Francesco Mionetto, capostipite della famiglia. L’impronta moderna e innovativa, pur mantenendo vivo il rapporto con la tradizione del territorio, è una delle prerogative fondamentali per l'azienda trevisana. Adesso Mionetto rappresenta una delle eccellenze nel mondo delle bollicine italiane, grazie alla sua storia ma anche all'apertura nei confronti delle nuove frontiere di mercato.

Mirabeau

Miracielo

Mitchell & Son

Mitolo

Mixer

Moët & Chandon

La storia della Maison Moët & Chandon ha inizio nel lontano 1743 con l’intraprendenza di Claude Moët che avvia la distribuzione dello Champagne fuori dai confini regionali. Saranno l’aumento delle richieste e la fama di personaggi famosi come Madame de Pompadour, Napoleone e Thomas Jefferson a rendere questo Champagne sempre più diffuso e apprezzato nel mondo. Verso la metà del secolo XIX la comparsa di Pierre Gabrielle Chandon definisce il nuovo nome della Maison in Moët & Chandon. Lo Champagne Moët & Chandon assumerà nel tempo i connotati di un prodotto ricercato e di lusso proprio in virtù delle pratiche di lavorazione fino a generare nell’immaginario collettivo l’idea di un bene di consumo esclusivo e adatto alle grandi occasioni. Con più di 600 ht, oggi Moët & Chandon è il riferimento internazionale per lo Champagne di qualità e con 24 milioni di bottiglie la Maison incarna perfettamente i gusti raffinati di appassionati e cultori. Tra i marchi di maggior successo, oltre al Dom Perignon, c’è sicuramente il Brut Imperial, risultato di una selezione di oltre 100 vini di cui almeno il 20% rappresentata da vini riserva. Per la crazione degli Champagne Moët & Chandon si utilizzano i tre principali vitigni della regione ossia Pinot Nero, che regala corpo e consistenza; il Pinot Meunier, adatto a conferire morbidezza e piacevolezza; lo Chardonnay per impreziosire con freschezza e acidità. Il metodo produttivo è definito metodo champenoise o metodo classico per l’assemblaggio di diversi vini di base che, attraverso una seconda fermentazione in bottiglia, regalano al vino spumante ottenuto i tipici sentori di lievito, crosta di pane, crema pasticcera, impossibili da reperire con il metodo Charmat. Gran parte di questi aromi dipende infatti dalla dispersione delle sostanze contenute nei lieviti dopo la fine dell’attività che hanno continuato a svolgere come seconda fermentazione con l’inserimento del liqueur de tirage. Il lungo invecchiamento del vino a contatto con i lieviti è ragione di costi elevati e del raggiungimento di uno spessore qualitativo sul piano organolettico senza eguali. Ne sono un esempio lo Champagne Brut AOC Resérve Impériale Moët & Chandon o lo Champagne Demi-Sec AOC Nectar Imperiál Moët & Chandon che affinano 36 mesi sui lieviti. Un affinamento più breve è previsto per lo Champagne Brut AOC Impérial Moët & Chandon, mentre con lo Champagne Extra Brut AOC Grand Vintage 2013 Moët & Chandon si raggiungono i 7 anni di affinamento. Il prestigio dello Champagne Moët & Chandon Grazie a una storia ricca di personaggi illustri e di momenti indimenticabili, lo Champagne Moët & Chandon ha rappresentato lo sfondo affascinante di molti incontri e celebri vicende. Non è un caso che la prima venerazione per lo Champagne Moët & Chandon venisse espressa alla corte di Luigi XV proprio da Madame de Pompadour, amante del re e, ancor prima, dello Champagne, emblema di agio e raffinatezza che, almeno a suo dire, conservava doti miracolose per la cura del corpo e l’esaltazione delle buone maniere. Per questo, con una tradizione produttiva che guarda ai grandi successi del passato ma che guarda in avanti grazie a continue sfide e perfezionamenti tecnologici, è sempre possibile classificare il marchio Moët & Chandon come un prestigioso emblema di ricercatezza e un complemento ideale ed elegante per ogni occasione indimenticabile. Questa esclusività è anche confermata dall’inserimento degli Champagne Vintage che dal 1842 segnano un’apertura verso l’eccellenza e l’esclusività di prodotti millesimati. Cosa contraddistingue lo Champagne Moët Impérial? Il Moët Impérial è forse lo Champagne più noto di casa Moët & Chandon grazie alla sua immediata riconoscibilità nell’aspetto e nel gusto. Con una bottiglia contraddistinta dal sigillo rosso e dalla doppia fascia, il Moët Impérial contiene percentuali di Pinot Nero e Pinot Meunier fino al 40% mentre riserva la restante parte allo Chardonnay. Di colore brillante e dal perlage molto fine, presenta al naso note di agrumi e mela verde che al palato si fanno più dense e cremose per mostrare tutta l’intensità delle note biscottate e della frutta secca con accenni canditi. Quali sono gli Champagne Rosé Moët & Chandon? Tra i Rosé della Maison Moët & Chandon compare immediatamente il Rosé Impérial, uno Champagne di carattere e grinta, carnoso e vibrante. Fanno parte della scelta Moët & Chandon anche lo Champagne Ice Impérial Rosé, pensato per essere bevuto con ghiaccio, e tutti i millesimati classificati come Grand Vintage Rosé. Qual è il prezzo medio di uno Champagne Moët & Chandon? Il prezzo medio di uno Champagne Moët & Chandon si aggira intorno ai 45 euro, considerando i prodotti che possono essere acquistati con circa 35 euro e le bottiglie più pregiate che raggiungono i 100 euro. Discorso a parte meritano gli Champagne Moët & Chandon disponibili in edizione limitata.

Moillard-Grivot

Monacesca

L'azienda agricola La Monacesca si trova nel comune di Matelica, nel cuore del terroir che, insieme a quello di Jesi, ha reso il Verdicchio famoso nel mondo. L’attività inizia nel 1966, quando Casimiro Cifola acquista i poderi e i terreni dell’attuale azienda, piantando nuovi vigneti. Dal ‘73 in poi ha inizio la vera e propria produzione, con la prima vendemmia di Verdicchio di Matelica, mentre nel 1994, tramite l’acquisto di altri terreni, vengono impiantati nuovi vigneti di Chardonnay, Sangiovese e Merlot. Oggi La Monacesca, con una produzione di circa 160 mila bottiglie all’anno, è una realtà importante del comune maceratese, sempre attenta agli standard di qualità che la distinguono e attiva nel ruolo di estendere la fama del Verdicchio e di questo terroir a cui è profondamente legata.

Mönchsof

Monin

Monkey 47

Notissima e ormai apprezzata dai cultori di ogni paese, Monkey 47 è una distilleria tedesca di gin, che nasce all’interno della Schwarzwald - la Foresta Nera. La storia dell’azienda e del suo brand si fa risalire a Montgomery Collins, che fu un ufficiale della Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale. Collins, inviato in Germania subito dopo il conflitto, si impegnò nella ricostruzione di molti edifici a Berlino, compreso lo zoo, dove si dice abbia fatto conoscenza con la scimmia divenuta poi la mascotte della distilleria. Trasferitosi definitivamente vicino a Strasburgo, Collins si concentrò sulla produzione di gin, che però non riscosse grande successo e fu riscoperta solo diversi anni dopo quando Alexander Stein, con l’aiuto del celebre distillatore Christoph Keller, decisero di riprendere la storia di Collins per creare l’odierno marchio Monkey 47, prodotto dalla Black Forest Distillers. Partendo dalla ricetta di Collins, che aveva selezionato ben 47 aromi diversi per il suo gin, Stein e Keller hanno saputo valorizzare un prodotto assolutamente innovativo, creando un gin dalle mille sfumature, che è tra i più apprezzati del suo genere.

Monkey Shoulder

Monogram

Monogram di proprietà di Castel Faglia nasce nel 1928 a Calino, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia, nel cuore della Franciacorta. La continua ricerca dell'armonia tra intensità e freschezza, il massimo rispetto dell'ecosistema e l'attenzione a mantenere intatte le caratteristiche aromatiche dell'uva sono i valori che guidano l'azienda. I vini Monogram sono sinonimo di qualità, un perfetto equilibrio fra complessità e finezza, la piena espressione della Franciacorta.

Mont-Ferrant

Montalbera

Monte Rossa

Con Monte Rossa ci si trova di fronte a un’azienda che nella Franciacorta occupa un posto di primo piano. Il luoghi sono quelli compresi tra il Monte Orfano e il Lago d’Iseo, composti da un susseguirsi di rilievi collinari di spettacolare impatto paesaggistico. Il suolo della Franciacorta, di origine prevalentemente morenica, è uno dei primi fattori ad agevolare la viticoltura di qualità regalando ai vini ricchi di mineralità ed eleganza. Territorio ricco di spunti, la Franciacorta è riuscita ad esaltare il Metodo Classico elevando il concetto stesso di vino spumantizzato ed esibendo peculiarità territoriali che rendono fortemente identitario il lavoro delle singole cantine. Abbastanza recente, la nascita di Monte Rossa fa riferimento alla figura di Paolo Rabotti che nel 1972 decide di avviare un’attività produttiva per dedicarsi progressivamente ai vini spumanti puntando sulla tecnologia e sulla sperimentazione come cifre distintive del suo progetto imprenditoriale. Con circa 70 ettari a disposizione, Monte Rossa è giunta oggi alla produzione di 500.000 bottiglie tra cui spicca la linea Cabochon, nata inizialmente da una selezione più attenta dei cru da vinificare e dall’utilizzo della botte per la fermentazione del mosto base. Tanta passione e fiducia in Cabochon hanno permesso a Luca Rabotti di dedicare un corto noir al progetto per celebrare i 45 anni di Monte Rossa e i 30 di Cabochon. Il Franciacorta Monte Rossa Il Franciacorta Monte Rossa è sicuramente frutto di passione ed esperienza messe al servizio di una tradizione territoriale molto antica. La capacità di Monte Rossa di integrarsi rispetto al territorio e di accreditare nel tempo una propria filosofia produttiva sono aspetti che continuano a mostrare grande dedizione per questa terra e senza la ricerca di eccessive personalizzazioni stilistiche ma con una forte riconoscibilità che possa lasciare impresso nel firmamento della Franciacorta un forte stile aziendale. Partendo dall’eleganza delle etichette, traspare subito il senso di continuità e coerenza, mentre il grande slancio visivo lascia intendere un prodotto nobile e raffinato. Disponendo in parte di vigneti di proprietà e in parte di terreni in affitto, Monte Rossa è attenta a preservare qualitativamente le uve con il fine unico di regalare un’esperienza al palato che ruota attorno alla bottiglia ma anche alle molte occasioni che hanno condotto alla degustazione. Perché provare il Monte Rossa Cabochon Rosé? Il Monte Rossa Cabochon Fuoriserie Rosé è sicuramente il vino dell’azienda da provare senza esitazione. Si tratta di un blend di uve Chardonnay e Pinot Nero ricavate da Cru collocati su rilievi collinari interessati da forti correnti d’aria e allevate su terreni di origine morenica. Dopo la selezione in vigna, le uve vengono trasportate in cantina per la pressatura soffice mantenendo una resa molto bassa. Segue la fermentazione in acciaio e in fusti di rovere prima di procedere all’invecchiamento di 40 mesi. Di un bel colore rosa pastello, il Fuoriserie Rosé presenta un naso di frutti a polpa gialla come mango e pesca, con nuances di pepe bianco e peonia. Al palato è diretto e fresco, con una buona nota acida e salina che rilascia ancora nel finale un tocco fruttato. Qual è il prezzo medio di un Franciacorta Monte Rossa? Il prezzo medio di un Franciacorta Monte Rossa oscilla tra i 25€ e i 70€.

Monte Zovo

Monteleone

Montemajor

Nel cuore della Puglia, sui dolci rilievi del Monte Maggiore nascono i vini Montemajor, ritratto del meridione e delle civiltà che, nel corso della storia, lo hanno attraversato. La Puglia, per la sua posizione e per il clima favorevole, è da sempre stata un luogo di incontro tra popoli d’occidente e d’oriente: basti pensare alla “colonizzazione bizantina” del Mezzogiorno avvenuta tra l’871 e il 1071 D.C., che ha dato avvio alla diffusione della lingua e della cultura greca non solo in Puglia, ma anche in Sicilia e in Calabria. Ancora oggi in queste regioni si possono ritrovare numerose tracce del vicino Oriente: dai monumenti alla lingua, come testimonia l’utilizzo corrente del dialetto neogreco noto come “griko” nei paesi della “Grecia salentina”, in provincia di Lecce. Montemajor si inserisce in questo viaggio nel tempo con un’ampia gamma di vini rappresentativi di tutto il Meridione: dal Primitivo di Manduria DOC, al Terre Siciliane IGT, fino al Basilicata IGT e al Greco di Tufo DOCG. Ognuno ha una propria storia da raccontare, a partire dall’etichetta: Mammasanta, Danza delle Spade, Torre del Serpente sono solo alcuni dei caratteristici nomi scelti dalla cantina, il cui significato affonda le radici nella cultura di queste terre. Vino Rosso Montemajor Il vino rosso Montemajor racchiude l’anima del meridione intero: dalla Puglia, alla Sicilia, fino alla Basilicata, alla Calabria e alla Campania. La cantina, infatti, produce i vini più rappresentativi di queste zone, a partire da vitigni italiani, come il Primitivo o l’Aglianico, ma anche internazionali, come il Syrah. Il Primitivo di Manduria DOP Mammasanta è indubbiamente il più rappresentativo della tradizione enologica pugliese: un vino caldo e strutturato, dall’aroma di frutta rossa e prugna in confettura, con note speziate. Lo accompagna il Salento IGT Danza Delle Spade, che già nel nome richiama la Pizzica salentina o la Taranta pugliese. Perfetto per accompagnare i piatti tipici della tradizione gastronomica salentina, Vino.com lo consiglia anche con carni rosse alla brace o con le lumache. Tra i rossi tipici siciliani ricordiamo il Syrah Vendemmia Tardiva Maravento, dal nome del palazzo Lojacono Maraventano, emblema del barocco siciliano del Seicento. Dal colore rosso carico, con riflessi violacei si apre al naso con un bouquet di gelso nero, liquirizia, mirtilli e ribes. Il suo particolare profilo organolettico lo rende vocato per accompagnare carni alla brace e brasati, ma sposa egregiamente anche le melanzane alla parmigiana e le arancine. Se invece si cerca un rosso rappresentativo della Calabria, Vino.com consiglia l’Aglianico Petra Ceci di Montemajor, dal profumo intenso e piacevolmente persistente, con sentori di frutta rossa e iris. In bocca risulta potente e fruttato, ideale in accompagnamento a piatti a base di cacciagione e formaggi. Il viaggio nel Sud Italia continua poi con l’Equinox Montemajor e altre eccellenze, accuratamente selezionate dai sommelier di Vino.com.

Montenegro

Montes

Montes

L'Azienda vinicola Montes Alpha è stata fondata grazie all'impegno, alla passione ed al coraggio dei suoi 4 fondatori: Aurelio Montes, Douglas Murray, Alfredo Vidaurre e Pedro Gran. Tutto iniziò nel 1987, quando 2 dei 4 fondatori originali, intrapresero la strada per realizzare il loro sogno di diventare produttori di vino di altissima qualità. Un anno dopo si unirono anche gli alti 2 soci fondatori. Un impresa ardua e difficile, per quattro visionari con idee ed ambizioni importanti, collocati in un territorio come il Cile, che forse a quell'epoca, non era ancora pronto a diventare uno dei paesi leader nel settore vinicolo mondiale. Grazie al duro lavoro e grazie all'ineguagliabile bravura, l'Azienda vinicola Montes Alpha è riuscita a farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Oggi gode di una notorietà e di una visibilità globale e possiamo affermare che il sogno dei 4 imprenditori visionari sia oggi diventato realtà.

Montevertine

Montresor

È il 1892 quando Giacomo Montresor dà vita alle Cantine Giacomo Montresor con l’intento di esprimere forte passione identitaria e grande riconoscibilità attraverso prodotti rappresentativi della Valpolicella. Ma la vicenda Montresor richiama ancor prima la figura del Conte Claude de Montresor, consigliere del Duca d’Orleans durante il XVII secolo. Proprio verso la metà del secolo un parte della famiglia decide di trasferirsi nella zona del Lago di Garda per poter continuare con l’attività di famiglia consistente principalmente nella viticoltura. Mostrando grande passione per la pittura, Giacomo Montresor decide nel 1904 di ridisegnare il profilo di una bottiglia che avrebbe fatto storia, fondendo le forme del fiasco e della bottiglia tradizionale in un’unica forma. Con l’inizio delle esportazioni verso gli Stati Uniti nel 1906, l’aumento delle possibilità di deperibilità del vino a causa di condizioni di viaggio estreme espongono le bottiglie a temperature non costanti provocando rifermentazioni e ossidazioni. Le bottiglie vengono infatti trasportate spesso in casse di legno aperte e gli sbalzi termici diventano una pericolosa consuetudine legata al viaggio. La comparsa della bottiglia satinata nel 1921 riesce a risolvere il problema. Con Bruno, figlio del fondatore, si apre nel 1941 una nuova stagione di fiorenti esportazioni verso il Nord America e un favorevole, ulteriore assestamento in Italia. La storia continua con il Recioto, con prodotti destinati alla miscelazione e l’arrivo della prima autoclave nel 1956 porterà, dopo alcune sperimentazioni, alla prima spumantizzazione ‘Metodo Charmat Lungo Montresor’. Un passato invidiabile, intriso di spirito imprenditoriale e capacità in ambito vinicolo, ha finito per configurare Montresor come una delle aziende più iconiche nell’area della Valpolicella con circa 40 ettari vitati e accuditi con rispetto. Montresor continua a mostrare ancora coerenza rispetto alla grande tradizione dell’Appassimento: questa tecnica prevede lo stoccaggio dei grappoli raccolti nel mese di settembre e la relativa disidratazione nei mesi a venire consentendo un aumento del grado zuccherino e dei polifenoli prima di creare maestosi vini come il Recioto e l’Amarone. Il vino rosso Montresor Tra i grandi prodotti di Cantine Montresor c’è un’ampia gamma composta dai vini rossi della memorabile tradizione veronese. Tra le uve utilizzate, Corvina, Molinara, Rondinella. Proprio nel caso dell’Amarone, un’attenta selezione delle uve da appassire prepara il materiale per una meticolosa e lunga vinificazione che si conclude con un invecchiamento in rovere di almeno 18 mesi. Questo il prezioso contenuto della bottiglia satinata introdotta nei primi anni del secolo scorso per proteggere il vino a seguito di gravi deterioramenti qualitativi conseguenti ai lunghi viaggi in mare. Vino complesso e ampio, l’Amarone è dialogo e attesa, e forse sintetizza davvero tutta la potenza della Valpolicella. Molto interessanti anche i vini della linea Capitel della Crosara, nata nel ricordo della devozione popolare riservata all’immagine della Madonna scolpita su un capitello in un piccolo borgo del luogo. Amarone, Valpolicella Classico e Valpolicella Ripasso compongono questa gamma restituendo autenticità e un vivido legame con il territorio dai tempi in cui la famiglia Montresor decise di coinvolgere direttamente i contadini della zona nella produzione grazie all’acquisto delle loro uve. Quali sono le caratteristiche dell’Amarone Montresor? L’Amarone Montresor presenta caratteristiche leggermente diverse in riferimento alla gamma di appartenenza ossia rispetto a quello prodotto per la linea Satinata o Capitel della Crosara. Entrambe dipendono da un attento processo di selezione delle uve e di stoccaggio su graticci per almeno tre mesi. Macerazione e pigiatura soffice garantiscono ottimo materiale da vinificare. Nel caso dell’Amarone Capitel della Crosara l’invecchiamento è di circa tre anni per un vino capace di sprigionare tutta l’intensità dei frutti rossi, sentori floreali di viola, con interessanti note speziate e richiami al tabacco e alla liquirizia. L’Amarone Satinato Montresor affronta un invecchiamento di 18 mesi in botti di rovere ed esprime maggior intensità di note fruttate come lampone e ciliegia, con una percepibile tendenza alla freschezza e un’ottima struttura. L’azienda Montresor produce Pinot Nero? L’azienda Montresor produce il Pinot Nero per realizzare un vino spumante Metodo Charmat Lungo Montresor. Si tratta del Rosé Royal Brut per il quale si utilizzano uve Pinot Nero al fine di ricavare una bollicina cremosa e vivace, di grande impatto aromatico, tutto giocato su note di rosa appassita e piacevoli sentori di lievito. L’azienda Montresor produce Prosecco? L’azienda montresor è produttrice di Prosecco Millesimato sia bianco che Rosé. Quest’ultimo è realizzato con uve Glera e Pinot Nero.

Mora Bassa

Il progetto Mora Bassa si propone di far conoscere al meglio i vini elaborati da Luigi Riccardi, curiose e simpatiche interpretazioni dei vini dell’Oltrepò Pavese. I suoi vini devono le loro caratteristiche organolettiche ad una particolare combinazione di suolo argilloso e calcareo di una specifica microzona dell'Oltrepò Pavese orientale. L’obiettivo di Mora Bassa è concentrare l’attenzione sulle sfumature che caratterizzano questi vini oltrepadani, sostenendone la lor ragion d'essere. Le fantasiose etichette raffiguranti gli animaletti che popolano la regione sono state affidate al fumettista Riccardo Guasco, che ha saputo realizzare illustrazioni uniche che rappresentassero la specificità e il carattere di ogni vino, con estro.

Morgenster

MorisFarms

La Spagna, il bosco, i carbonai, i boscaioli e le file dei muli carichi di legna, la rivoluzione industriale, le miniere, i frutteti, un fiorentino, infine, il vino che sintetizza tutto. L'azienda MorisFarms si fa carico di tutte queste peculiarità, tentando con successo di ricrearle nei propri prodotti. La famiglia Moris si stabilisce in Maremma, a Grosseto, lungo le tracce dei Presidios di Filippo II di Spagna e dal XIX secolo contribuisce in prima fila allo sviluppo industriale della società italiana. La svolta nell'ambito vitivinicolo, però, ha inizio nel 1977 quando Adolfo Parentini sposa Caterina Moris e cambia totalmente il volto dell'azienda, che da semplice azienda agricola comincia ad attrezzarsi per diventare un luogo dove si realizza viticoltura di alto livello. Nel 1988 Adolfo e Caterina presentano Moris Farm al Vinitaly e, dopo attente valutazioni, decidono di creare un vino simbolo della fattoria, l'Avvoltore, che prende il nome dall'omonimo poggio in cui Parentini aveva creduto ed investito molto. MorisFarms e il suo Avvoltore vengono consacrati definitivamente nel 1988 da Wine Spectator che celebra un'azienda che ha il coraggio di mettere in commercio il suo vino di maggior prestigio solo nelle annate migliori. Il coraggio di questa famiglia nel prevedere e nel manifestare nei propri vini determinate caratteristiche, come la morbidezza del tannino e la salubrità del vento marino, ha ampliato nuove frontiere di mercato e di gusto enologico, ricercate e celebrate in tutto il mondo.

Mosnel

Situata nel cuore della Franciacorta, a Camignone, in una secolare residenza con annesse cantine del cinquecento, l'azienda vitivinicola Il Mosnel deve il suo successo alle intuizioni di Emanuela Barboglio, che decise di impiantare i primi vigneti specializzati. Dopo una lunga tradizione, che la famiglia Barboglio ereditò nel 1836, nel 1968 la cantina assunse la neonata DOC Franciacorta. Alla guida de Il Mosnel c'è oggi la quinta generazione di vignaioli, supportata da uno staff di grandissima esperienza, in grado di trasformare le uve in vini di grandissimo pregio. La mission dell'azienda è quella di promuovere il territorio della Franciacorta, la sua tradizione e la sua cultura, proponendo uno stile di vita che ricerchi il bello e il buono che la natura ci può offrire, per riscoprire emozioni e piaceri unici.

Mount Nelson

Mount Riley

Mr. Three & Bros.

Müller-Catoir

Müller-Catoir è una realtà tedesca a conduzione familiare, antica quanto tradizionale, che risale al 1744. Attualmente in mano alla nona generazione, la tenuta si trova nel cuore della foresta del Palatinato e, oltre all’originale casa padronale, comprende un territorio di 21 ettari di vigneti - tutti certificati biologici - divisi prevalentemente in Riesling ed altri varietà - quali ad esempio il Pinot Nero e il Pinot Bianco. I Riesling di Müller-Catoir sono vini di grande finezza ed eleganza, già da tempo riconosciuti dalla critica. E nella produzione di questi importanti vini, la cura al dettaglio dei vignaioli non trascura nessun passaggio: dalla selezione manuale delle uve alla fermentazione lenta, fino al delicato invecchiamento in cantina, passaggi fondamentali per mantenere la qualità e gli standard che sono il simbolo stesso dell’azienda.

Murgo

L'azienda vitivinicola Murgo si trova in Sicilia, con terreni distribuiti nella provincia di Catania, soprattutto all'interno della denominazione Etna DOC. Murgo è composta da Tre tenute: San Michele (Santa Venerina), Gelso Bianco (Catania) e La Francescana (Aprilia). La produzione principale dell'azienda siciliana è dedicata ai vini Etna DOC e ad alcune interessanti creazioni studiate per sfruttare al meglio i vitigni francese. Murgo produce vini di qualità sempre legati al terroir e di accattivante creatività.

Muruasiccu

Mustilli

Nada Fiorenzo

Nals Margreid

Nanclares y Prieto

Nannoni

Nardini

La Distilleria Nardini ha una storia bicentenaria, vanta il titolo di prima distilleria d’Italia. Nel 1739, a Segonzano, nella Val di Cembra, nacque Bortolo Nardini. A quel tempo, la distillazione delle vinacce avveniva “porta a porta”, il distillatore con il suo alambicco andava di casa in casa a distillare le vinacce dei contadini. Bortolo Nardini intraprese la professione di distillatore e grazie ai suoi continui spostamenti tra i villaggi del Veneto giunse a Bassano del Grappa. Un incidente lo costrinse a fermarsi nel villaggio per molto tempo, la sua acuta analisi del luogo e lo spirito intraprendente lo spinsero a rimanere anche dopo la convalescenza. La posizione di Bassano era strategica dal punto di vista commerciale, così Bortolo pensò di acquistare l’Osteria al Ponte e di iniziare a distillare lì la Grappa. L’Osteria divenne la Grapperia Nardini e quella del distillatore smise di essere una professione itinerante. I contadini, a fine vendemmia, si recavano alla Grapperia, vendevano le vinacce e Bortolo si occupava di distillarle e di produrre la Grappa. Nacque così la prima Grappa d’Italia, chiamata da Bortolo “Acquavite di vinaccia”. Nel 1860, l’alambicco tradizionale venne sostituito con l’alambicco a vapore, un’innovazione che portò ad un miglioramento qualitativo della Grappa Nardini. Il 1900 fu un secolo fondamentale per la Distilleria: nacque la Grappa Nardini Riserva, invecchiata in botti di rovere; venne introdotta la “doppia rettifica”, una metodologia che garantiva una Grappa più pura; e infine venne adottata “la distillazione sottovuoto a vapore”, un’importante innovazione che permetteva di mantenere intatte le proprietà organolettiche delle vinacce. Nel corso dei decenni, la Distilleria Nardini è cresciuta sempre di più, tanto da avviare negli anni 2000 il progetto della “Grappa in miscelazione”, una partnership con i più importanti bartender del mondo, finalizzata all’utilizzo della Grappa come ingrediente per i cocktail. Nel 2019, per celebrare i 240 anni della Distilleria Nardini è nata la Grappa Single Cask, una Grappa Riserva 22 Anni che viene fatta invecchiare in botte singola per 22 anni e poi imbottigliata. Ancora oggi Nardini è un’azienda a conduzione familiare, la settima generazione guida la Distilleria e la Grapperia sul Ponte è ancora la sede storica della più antica distilleria d’Italia. Grappa Nardini La Grappa Nardini viene prodotta a Bassano del Grappa. La Grapperia sul Ponte è la sede storica, mentre la distilleria sorge appena fuori dalla città. La Grappa Nardini Bianca viene prodotta con tre metodi di distillazione: a caldaiette, bagnomaria e con metodo continuo ed è ottenuta da vinacce di uve plurivitigno diraspate. È limpida, aromatica ed immediata, ricca di sentori di frutta e fiori e grazie al suo gusto intenso e rotondo è perfetta sia liscia che come base per i cocktail. L’altro grande cavallo di battaglia della Distilleria Nardini è la Grappa Riserva 3 Anni. È ottenuta da vinacce di uva plurivitigno diraspate e viene fatta invecchiare in botti di rovere di Slavonia. Il prolungato contatto con il legno le dona un colore ambrato brillante e ne arricchisce ed intensifica l’aromaticità. I profumi sono avvolgenti e al palato risulta particolarmente morbida e armonica. Scopri la selezione Grappa Nardini su Vino.com, troverai senza alcun dubbio la Grappa perfetta per i tuoi gusti. Quanti gradi ha la Grappa Nardini? La gradazione alcolica della Grappa, per legge, non può essere inferiore a 37,5. Nel caso della Grappa Nardini, la gradazione alcolica varia in base alla tipologia. La Grappa Bianca e la Grappa Riserva Nardini hanno un titolo alcolometrico del 50% in volume. La Grappa Riserva Nardini 5 Anni ha un titolo alcolometrico più basso, del 42% in volume. La Grappa Riserva Nardini 7 anni e 15 anni hanno un titolo alcolometrico del 45% in volume. Scopri le caratteristiche delle Grappe Nardini su Vino.com. Esiste la Grappa Nardini Barricata? Una Grappa per poter essere definita barricata deve necessariamente trascorrere una parte del periodo di affinamento all’interno di una barrique. Alcune tipologie di Grappa Nardini vengono fatte invecchiare in botti di rovere di Slavonia per più di 18 mesi, di conseguenza possono essere definite di tipo “Riserva” ma non “Barricata”. Su Vino.com potrai trovare: la Grappa Riserva 5 Anni Selezione Bortolo Nardini, ottenuta da blend di grappe prodotte con vinacce di uve plurivitigno, di colore ambrato, invecchiata minimo cinque anni in botti di rovere di Slavonia, con sentori di cacao e con un gusto morbido, rotondo e persistente; la Grappa Riserva 7 Anni Selezione Bortolo Nardini, invecchiata almeno sette anni e caratterizzata da profumi di marasca e frutti rossi e da un gusto ricco e persistente; infine la Grappa Riserva 15 anni Selezione Bortolo Nardini, molto intensa e corposa, con sentori di frutta matura, tabacco e cannella. Scopri i dettagli delle Grappe Nardini e tutta la gamma di distillati sulla tua enoteca online di fiducia.

Nativ

Nativ è un’azienda agricola situata a Paternopoli, sui pendii delle colline di Taurasi, nel cuore dell’Irpinia. Queste terre, abitate dai Greci nel VII secolo a.C., diedero i natali al "vitis ellenico" da cui deriva il nome Aglianico. Tra il IV e il III secolo a.C questi territori vennero battezzati con il nome di Paternopoli, da "Pater", uomini di chiesa che dalle città si spostavano verso luoghi isolati e pacifici per praticare la meditazione. Durante l’epoca romana, questa parte della Campania veniva soprannominata "Campania Felix" per la straordinaria fertilità delle terre di origine vulcanica, famose per la produzione dei "vini degli imperatori". Oggi l’Irpinia è una terra caratterizzata da paesaggi eterogenei e microclimi diversi. La presenza del Vesuvio e le sue passate eruzioni hanno influenzato il sottosuolo, arricchendolo di materiali vulcanici e calcarei. Il suolo unico, unito al clima mediterraneo influenzato da forti escursioni termiche, hanno reso l’Irpinia un terroir perfetto per la produzione di vini originali e diversi tra loro. Nativ nasce a Paternopoli nel 2008, per mano di Mario Ercolino e Roberta Pirone, con l’obiettivo di dare valore e prestigio ai vitigni tipici del territorio, attraverso la produzione di vini d’eccellenza. I 15 ettari coltivati con vitigni autoctoni (NATIVi) su terreni di origine vulcanica sono la massima espressione della territorialità. Nativ produce i vini tipici dell’Irpinia: il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo, la Falanghina, l’Aglianico e l’Aglianico di Taurasi. Vino rosso Nativ Quelli di Nativ sono vini dalla forte personalità che nascono nel rispetto della tradizione e del terroir. Su Vino.com potrai trovare la migliore selezione di vino rosso Nativ, come il Rue dell’Inchiostro IGT Campania, ottenuto da uve Aglianico, un vitigno introdotto in Campania durante il periodo ellenico. Il nome ha una storia molto originale, per "rue" si intendevano le strade di Paternopoli al tempo dell’invasione francese e con "inchiostro" si intende il tipico colore viola intenso del vino. Un altro vino rosso Nativ che non puoi perderti è il Rue 333 Taurasi D.O.C.G., prodotto con uve Aglianico ed affinato in barriques. Tra i capolavori Nativ c’è anche l’Eremo San Quirico Aglianico Campi Taurasini D.O.C., un vino rosso ottenuto da uve coltivate su un terreno vulcanico delle colline di Taurasi. Il suo nome, Eremo di San Quirico, è un luogo remoto dove un tempo pascolavano i cavalli selvaggi dell’Irpinia e dove è possibile trovare ancora oggi i resti dell’Eremo. È un vino rosso corposo, strutturato ed avvolgente, che racchiude la complessità del terroir dell’Irpinia. Per concludere questo interessante viaggio tra i vini Nativ, non possiamo non consigliarvi lo straordinario Suadens Rosso Campania IGT, un vino dal carattere "suadente" ottenuto da una selezione delle migliori uve di Aglianico e caratterizzato da note di frutta tropicale, tannini morbidi e vellutati. Scopri le caratteristiche dei vini Nativ su Vino.com.

Navarro Correas

Navy Island

Nervi Conterno

Nervi Conterno

Nicolas Feuillatte

Nicolas Feuillatte

Nicosia

Sorta nel 1898, l'azienda Nicosia, grande protagonista di un percorso di rinascita dell'enologia siciliana, appartiene ad una tipica famiglia etnea che tramanda la propria passione per il vino da 5 generazioni, con un forte legame con il territorio e la cultura locale. Dal XX secolo la gestione è affidata a Carmelo Nicosia, il quale ha infuso il proprio spirito innovativo rivolto al futuro, in un contesto di profonda tradizione. Attualmente persegue principi di viticoltura sostenibile allo scopo di ridurre il più possibile l'impiego di agrofarmaci e fertilizzanti, adottando avanzate tecniche di viticoltura di precisione. La particolare ubicazione dei vigneti, situati sul versante orientale dell'Etna, conferisce ai vini particolari caratteristiche di sapidità e mineralità.

Niepoort

Azienda di stampo familiare fondata nel 1842 a Vila Nova de Gaia, in Portogallo, dall'olandese Franciscus Marius Niepoort. Deve gran parte della sua popolarità ad Eduard Dirk Niepoort, alla quinta generazione, il quale si prodigò a far conoscere l'unicità e la qualità dei propri vini Porto e Douro. Entrato nell'azienda all'età di 23 anni insieme al padre, Dirk fu portatore di uno spirito innovativo che trovò la prima realizzazione nell'acquisto di vigneti di proprietà, Quinta de Nápoles e Quinta do Carril, nella regione del Douro Cima Corgo, da cui tradizionalmente provengono i vini Porto migliori. Nel tempo Niepoort si è particolarmente distinta per la produzione di tawnies di alto livello, curati dal Master Blender José Nogueira.

Nigl

L’azienda Nigl si trova vicino alla città di Krems an der Donau, intorno ad un terroir vocato alla produzione vitivinicola e reso celebre dai vigneti terrazzati che caratterizzano queste splendide colline. Krems è un terroir molto simile a quello della più celebre e vicina DAC Wachau e senza aver nulla a cui invidiare a questo, produce vini di altissima qualità, come quelli di Nigl. Le varietà coltivate dall’azienda oltre al Grüner Veltliner e Riesling sono il Sauvignon Blanc, il Muskateller il Blauer Zweigelt, Pinot Noir e Merlot. Ma sono probabilmente le prime due varietà che producono i risultati migliori dell’azienda, vini interessanti ed eleganti, che sono la reale espressione del terroir di Krems.

Nikka

Nikka è una distilleria Giapponese fondata da Masataka Taketsuru, il padre del whisky giapponese. Nato nel 1894 ad Hiroshima, in una famiglia di produttori di sake, nel 1918 decise di trasferirsi in Scozia per apprendere tutti i segreti della distillazione del Whisky. Si iscrisse all'Università di Glasgow ed intraprese gli studi di Chimica. Ben presto entrò come apprendista in tre distillerie scozzesi, imparando i segreti del mestiere e l’arte della distillazione dai più grandi artigiani della Scozia. Tornò in Giappone nel 1920 con la moglie Scozzese Jessie Roberta. Masataka era prossimo alla realizzazione del suo sogno, quando giunto in Giappone scoprì che l’azienda per la quale avrebbe dovuto produrre Whisky aveva abbandonato il progetto a causa della recessione post Prima Guerra Mondiale. Nello stesso periodo, la Kotobukiya Limited cercava una figura che si occupasse della produzione di whisky e Masataka erano l’unico giapponese in grado di ricoprire il ruolo. Venne assunto da Kotobukiya per guidare la costruzione della distilleria e la produzione del primo whisky giapponese. Dopo dieci anni, Masataka decise di fondare la propria distilleria, si trasferì a Yoichi e lì intraprese il suo progetto personale. Yoichi era una zona del Giappone con condizioni climatiche ed ambientali molto simili alla Scozia, all’inizio la distilleria produceva dei prodotti a base di mele, ben presto venne installato il primo alambicco e nel 1940 venne lanciato il primo whisky di Masataka con il marchio Nikka Whisky, che divenne successivamente il nome dell’azienda. Nel corso degli anni la Distilleria Nikka ha visto una grande espansione e nel 1969 alla distilleria di Yoichi venne affiancata la distilleria di Miyagikyo. Ancora oggi, Nikka è considerata una delle migliori distillerie del Giappone e del mondo. Scopri la selezione Nikka su Vino.com. Whisky Nikka Il Whisky Nikka nasce nella distilleria di Yoichi, un luogo selvaggio simile alle Highland scozzesi, circondato dalle montagne su tre lati e dal mare sul quarto. Come per i whisky scozzesi, in questa zona del Giappone, l’umidità, la qualità dell’acqua e la forza dei venti svolgono un ruolo da protagonista, donando al whisky delle note fresche e saline. Il whisky Nikka ad Yoichi viene prodotto seguendo ancora oggi la distillazione tradizionale a carbone. Il Single Malt di Yoichi è infatti un whisky dalle note particolarmente tostate. La seconda distilleria Nikka, Miyagikyo, fondata nel 1967, si erge su una valle circondata da montagne e bagnata da due fiumi. Si narra che Masataka durante il suo viaggio alla ricerca di un altro luogo ideale per produrre distillati, si imbatté in queste terre a nord del Giappone e che assaggiando l’acqua di uno dei due fiumi capì che era il luogo ideale per costruire un’altra distilleria. La produzione delle due distillerie è molto diversa, sia per i differenti climi che per i distinti processi di distillazione. I distillati di Miyagikyo sono ottenuti da cereali e malto. La distillazione avviene con il Coffey Still, un alambicco continuo tradizionale che Masataka conobbe in Scozia e trasferì a Miyagikyo per la sua capacità di conservare il sapore originale del chicco. Perché il Whisky Nikka è considerato il migliore al mondo? Il Giappone insieme alla Scozia è uno dei paesi più importanti per la produzione di whisky di alta qualità e il Nikka è considerato uno dei migliori whisky al mondo. Per 7 anni i Taketsuru 17 anni e 21 anni hanno vinto i World’s Whisky Awards come migliori Blended Malt, mentre lo Yoichi ha vinto il premio di miglior Single Malt Whisky al mondo. Nel 2019, il Taketsuru Pure Malt 25 anni ha vinto ben 2 premi, come miglior blended malt del mondo ai World Whisky Awards e come "TROPHY" all'International Spirits Challenge (ISC). Grazie ai numerosi riconoscimenti ricevuti nel corso del tempo a livello internazionale, il Whisky Nikka è considerato uno dei migliori whisky di malto al mondo. Il Whisky Nikka è torbato? La tradizione del whisky torbato è principalmente legata alla Scozia. In Giappone nessuna distilleria produce solo whisky torbati, anche se è possibile trovare whisky giapponesi particolarmente affumicati, con un apporto marginale di torba finalizzato a rendere il whisky più elegante. Il whisky Nikka prodotto a Yoichi merita un commento a parte, dal momento che la sorgente d’acqua sotterranea utilizzata per la produzione è filtrata dalla torba, aspetto che ne intensifica la complessità aromatica e la struttura. Scopri le caratteristiche dei whisky Nikka su Vino.com. Il Whisky Nikka è di origine giapponese? Sì, il Whisky Nikka è di origine giapponese e ciò che lo rende davvero speciale è che il suo fondatore, Masataka Taketsuru, è stato il primo giapponese ad imparare l’arte scozzese della distillazione del whisky. La sua intraprendenza e curiosità lo hanno spinto fino in Scozia, dove ha imparato a distillare per poi tornare nella sua terra d’origine e dedicarsi alla produzione di whisky. Oggi il Giappone vanta uno dei migliori whisky al mondo. Scopri la selezione Nikka su Vino.com. Potrai trovare un’ampia gamma di distillati Nikka, non solo il famoso Taketsuru Pure Malt Whisky ma anche i Coffey Gin e le Coffey Vodka.

Nino Franco

La cantina Nino Franco nasce nel 1919 a Valdobbiadene, lo straordinario territorio noto per la coltivazione e produzione del Prosecco. L'azienda viene gestita in ambito familiare dal padre Antonio e dal figlio Nino, che conducono l'attività con un'impostazione moderna e innovativa. La valorizzazione del territorio, l'utilizzo di nuove tecniche e l'obbiettivo di produrre costantemente vini di qualità, sono i valori che guidano l'azienda. I vini Nino Franco grazie alla loro personalità sono la perfetta espressione delle potenzialità del Prosecco e del terroir veneto.

Nino Negri

L'azienda vitivinicola Nino Negri sorge in Valtellina, a nord del Lago di Como, nella provincia di Sondrio. L'azienda vanta una storia lunga un secolo e racconta, di generazione in generazione, di una forte volontà e felici intuizioni che hanno portato i suoi vini ad esprimere tutta la loro grandezza. Oggi la Nino Negri rappresenta la realtà vitivinicola valtellinese che meglio coniuga tecnologia e tradizione. La sua attività si basa sul massimo impegno in ogni fase della lavorazione e su continui investimenti, dalla vigna alla cantina, volti alla creazione di vini che esprimano al meglio il territorio in cui nascono.

Nòmada Brewing

Nominé-Renard

Nonino

Noon

Nordés

Norton

Notte Rossa

Notte Rossa è un’azienda vinicola che nasce in Salento, Puglia, e precisamente in località San Marzano. Siamo nella terra del Primitivo di Manduria, il cui nome deriva dalla precoce maturazione rispetto ad altri vitigni: il Primitivo viene infatti vendemmiato già nella seconda metà di agosto e nonostante ciò, la sua maturazione come anche la quantità di zuccheri negli acini sono perfette. Un ambiente caldo, bassa piovosità ed escursioni termiche molto elevate, terreni argillosi, ricchi di ossidi di ferro, a tessitura fine e con radi affioramenti rocciosi: tutte caratteristiche di un territorio unico, come quello salentino, che da sempre accoglie favorevolmente le sue uve. Vino rosso notte rossa Il vino rosso ha reso famosa Notte Rossa: Primitivo e Negroamaro infatti sono i protagonisti delle etichette più premiate di questa cantina (con riconoscimenti dagli esperti italiani come Luca Maroni e in concorsi internazionali come Mundus Vini) e nascono dagli appezzamenti negli agri dislocati più a sud, aree di terra rossa, di calcare e di sabbia, dove le vecchie piante ad alberello convivono da decenni con gli arbusti della macchia mediterranea, accarezzate dalle sapide brezze che soffiano dal mar Ionio. Grazie a queste caratteristiche peculiari del terreno, i vini rossi di Notte Rossa si caratterizzano per una spiccata mineralità naturale. Notte rossa produce per lo più vini rossi da monovitigno, con due felici eccezioni, il Bascià, nato dal blend delle più rappresentative uve a bacca rossa del Salento raccolte ad una leggera surmaturazione, e il Salice salentino, classico blend salentino fatto da 85% Negroamaro e 15% Malvasia Nera di Brindisi e affinato in barrique. Dalle uve a bacca rossa Notte Rossa ottiene anche delicati e versatili rosati, come lo stuzzicante Negroamaro Rosato Salento IGP. Vino bianco Notte Rossa Notte Rossa produce anche ottimo vino bianco a base di uve autoctone di Fiano e Verdeca e anche da uve di Vermentino. I vini bianchi di Notte Rossa sono affinati in acciaio per mantenere la freschezza dei loro profumi, come il Fiano per esempio, ricco di fragranti note floreali unite a sentori di frutta esotica fresca e armonico al palato con una piacevole sapidità. Affinato in acciaio anche l’altro autoctono di Notte Rossa, la Verdeca di Taranto, delicato nelle sue note floreali e minerali e perfetto con tutti i piatti a base di pesce fresco. L’ultima novità di Notte Rossa, nato nel 2020, è il Vermentino. Una scommessa su un vitigno diffuso in Italia da Nord a Sud, che in Salento esprime alcune delle sue note tipiche varietali, come la sapidità accentuata, la delicata nota olfattiva di petali bianchi, i persistenti sentori di macchia mediterranea, ma si arricchisce di una maggiore corposità e intensità. Come abbinare un Notte Rossa vino bianco? Notte Rossa fa un vino bianco fresco e stuzzicante perfetto in abbinamento ad un menu a base di pesce, con antipasto di crostacei, spaghetti alle vongole e pesce alla griglia. Quando è meglio stappare il vino Notte Rossa rosato? Il vino Notte Rossa rosato, sia esso a base di uve Primitivo o Negroamaro, è perfetto per l’aperitivo perché si abbina egregiamente a salumi e formaggi freschi, e grazie al suo carattere stuzzicante è ideale anche per una cena all’aperto con gli amici. Dove nasce il vino Notte Rossa Fiano? Il vino Notte Rossa Fiano nasce dai vigneti della zona collinare a nord della provincia di Taranto, a circa 150 m slm, dove l’escursione termica tra il giorno e la notte e il suolo con buona presenza di scheletro contribuiscono a dare aromi e sapidità a questo fantastico vino bianco.

Nunzio Ghiraldi

Oasi degli Angeli

L'azienda agricola Oasi degli Angeli sorge sulle colline di Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno. La sua storia è indissolubilmente legata all'impegno e alla passione dei fondatori Eleonora Rossi e Marco Casolanetti, giovane coppia di viticoltori innamorati del vitigno Montepulciano, della propria terra e del vino. Obiettivo della cantina non è semplicemente quello di produrre vini tecnicamente perfetti, bensì creare bottiglie che rispecchino la personalità del produttore, perché il vero valore aggiunto è per l'azienda il fattore umano, fatto di amore, dedizione e ricerca. Per questo, i vini di Oasi degli Angeli hanno tutti un carattere forte e riconoscibile, in grado di trasmettere le peculiarità di chi li ha creati e l'anima del territorio in cui prendono vita.

Oban

Oban è una delle più piccole distillerie di whisky della Scozia. La sua fondazione risale al 1793, quando i due fratelli Hugh e John Stevenson giunsero ad Oban, un luogo magico, situato sulla costa centro-occidentale della Scozia e punto di partenza per le Isole Ebridi. In questo porto naturale i due fratelli misero in piedi la Oban Brewing Company e dal 1794 iniziarono a distillare Scotch Whisky. La Distilleria Oban rimase in mano alla famiglia Stevenson per tre generazioni. Nel 1830 venne acquistata da Peter Cumpstie e nel corso dei decenni, pur cambiando gestione, è diventata una distilleria sempre più importante, il vero e proprio centro di Oban che a fine 1800 era ormai diventata una ridente cittadina scozzese. Produrre Whisky di qualità è stato da sempre l’obiettivo principale di Oban, ecco perché nonostante le piccole dimensioni della Distilleria, lo Scotch Whisky Oban è riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Whisky Oban Da 200 anni Oban distilla uno Scotch Whisky autentico, saldamente ancorato alle tradizioni e rispettoso della ricetta storica. La distilleria è composta da due soli alambicchi e il processo di distillazione è controllato e monitorato attentamente, perché ad Oban la produzione segue ancora il principio dell’artigianalità. Ad Oban il malto d’orzo viene fatto fermentare per cinque giorni, gli alambicchi riposano alla fine di ogni ciclo di distillazione e il whisky viene invecchiato per molti anni. Tutto ciò affinché lo Scotch Whisky risulti ricco, puro, gustoso ed aromatico. Oban è una distilleria storica che ha attraversato i secoli, creando dei whisky che incontrano il gusto dei più grandi intenditori di tutto il mondo. Su Vino.com potrai trovare il West Highland Scotch Whisky 14 Anni Oban, un whisky invecchiato 14 anni e caratterizzato da note affumicate e sentori di arance e spezie. È particolarmente lungo, pieno e corposo con note saline e torbate e un sapore che rimanda ai fichi e alla frutta secca. Oltre al Whisky Oban 14 Anni, potrai trovare lo Scotch Whisky Little Bay Oban, che viene invecchiato per 14 anni in botti di rovere americano ex-bourbon o ex-sherry. È più complesso, agrumato e speziato, con netti sentori di nocciola. Al palato manifesta note di cioccolato fondente ed è molto persistente, elegante e corposo. Qual è il prezzo del Whisky Oban? Il prezzo del whisky Oban varia a seconda della durata e della modalità di invecchiamento. Il costo di ogni tipologia di Whisky Oban è inoltre influenzato dalla natura artigianale della Distilleria, oltre che dalla qualità del prodotto. Su Vino.com potrai trovare la migliore selezione Oban a prezzi competitivi. Non lasciarteli scappare. Esiste lo Scotch Whisky Oban 25 anni? Le tipologie di Whisky Oban che puoi trovare online sono: lo Scotch Whisky Oban 14 Anni, Oban Little Bay, Oban 18 Anni e Oban Distillers Edition. Lo Scotch Whisky Oban 18 Anni è un single malt elegante e bilanciato, con note speziate ed affumicate, sentori di legno e grande corposità al palato. La Distillers Edition è una versione unica, dal momento che il Whisky viene sottoposto ad un secondo affinamento in botti ex-sherry Montilla Fino, acquisendo note particolarmente affumicate e di caramello. Cosa significa che il Whisky Oban è torbato? Per capire il significato di Whisky Oban Torbato occorre innanzitutto specificare cosa si intende per torba. Si tratta di una sostanza organica che si sedimenta naturalmente sul fondale dei bacini idrici e che a seguito della compattazione acquisisce un aspetto simile al carbone. Viene successivamente estratta e fatta essiccare al sole prima di diventare combustibile nelle distillerie di Whisky. La torba viene quindi inserita in appositi forni il cui compito è affumicare lentamente il malto che verrà utilizzato per ottenere il Whisky. Al giorno d’oggi sono pochissimi i produttori di Scotch Whisky Torbati e la Distilleria Oban può essere annoverata tra questi. Scopri i dettagli dei Whisky Oban su Vino.com.

Oddero Poderi e Cantine

Il Poderi e Cantine Oddero nasce alla fine del XVIII secolo a Santa Maria di La Morra, sulle colline delle Langhe, nelle zone del Barolo e del Barbaresco. Oddero è uno storico marchio tra i produttori del Barolo, una cantina di proprietà familiare che ha mantenuto sempre intatti i propri valori ed il proprio stile per generazioni. Le moderne tecniche produttive, l'esperienza e la determinazione nella produzione dei propri vini sono i valori che guidano l'azienda. I vini Oddero grazie all'eleganza ed alla finezza sono la perfetta espressione del territorio piemontese.

Ogier

Oliver's Taranga Vineyards

Olivier Leflaive

Olivier Leflaive

È una storia di famiglia quella dell’azienda Olivier Leflaive, che nasce da Josepeh Leflaive nell’immediato dopoguerra e si tramanda al figlio Olivier, che nella fattoria di famiglia decide di costruire un impianto di vinificazione. L’idea di Olivier, non avendo vigneti nelle denominazioni più importanti della Borgogna, era quella di comprare le uve per vinificare poi nella cantina di proprietà, secondo i metodi del domaine della famiglia. Dai primi anni ‘80 inizia così la produzione dei vini Leflaive, con il supporto del fratello Patrick e dell’enologo Franck Grux. Grazie all’attenta selezione dei produttori, alla maestria di Grux e alla lungimiranza di Olivier che nel domaine familiare apre anche un lussuoso hotel, l’azienda raggiunge presto la fama in Borgogna, estendendo i suoi possedimenti ed arrivando nel 2001 nel AOC Chablis. Attualmente Leflaive possiede diversi vigneti di proprietà ed ha assunto negli anni un ruolo importante quanto riconosciuto in quelle che sono le AOC più rilevanti di tutta la Borgogna, da Mersault a Puligny-Montrachet fino a Chablis.

Olivier Tricon

Olmeca Altos

Oltrenero

Ombre

Opus One Winery

Robert Mondavi (1913-2008) è stato una delle più importanti personalità nel mondo del vino. Figlio di immigrati italiani provenienti dalle Marche, Mondavi ha lavorato a lungo nell’azienda Charles Krug, rilevata dal padre nel 1943, prima di fondare l’azienda che porta il suo nome nel 1966 con lo scopo di produrre vini capaci di competere con i migliori al mondo. Parte della tenuta su cui Mondavi ha costruito la sua cantina includeva il leggendario vigneto To Kalon, dove si coltiva tuttora uno dei migliori Cabernet Sauvignon al mondo, insieme al Sauvignon Blanc da cui viene prodotto uno dei suoi vini più celebri: il Fumé Blanc. Robert Mondavi è stato uno dei primi produttori a etichettare vini varietali, pratica che oggi rappresenta lo standard del Nuovo Mondo ed è senza dubbio colui che più ha contribuito a promuovere il turismo del vino e diffondere l'idea del vino come prodotto di lifestyle negli Stati Uniti, tutto questo gli è valso la reputazione di "ambasciatore del vino" e il soprannome "Patriarca". Nel 1978 ha dato vita ad Opus One: una tenuta nata dalla joint venture con il Barone Philippe de Rothschild, proprietario di Château Lafite Rothschild e Château Mouton Rothschild, con lo scopo di creare un blend bordolese con il Cabernet Sauvignon della Napa Valley. Per un lungo periodo di tempo fu il vino più costoso della regione, oltre ad essere il primo vino premium californiano ad essere venduto in Europa; oggi è uno dei dieci vini più ricercati al mondo.

Orma

Orma nasce quando Antonio Moretti Cuseri, già imprenditore e proprietario della Tenuta Sette Ponti nel Valdarno, decide di espandere la propria produzione al terroir di Bolgheri. Si viene a creare così una tenuta di appena 7 ettari, di cui 5 vitati, lungo la Bolgherese, dove già si incontrano gli altri nomi che “pesano” in questa zona. Ma con una produzione limitata di poche migliaia di bottiglie di rosso - tra Bolgheri Doc e Toscana IGT - Orma si è comunque saputa distinguere, e lo ha fatto in grande stile, grazie ai suoi blend bordolesi di rara finezza, perfetta rappresentazione di ciò che davvero è Bolgheri. I vini Orma sono la perfetta trascrizione dell’unione di Merlot e Cabernet nel terroir bolgherese, prodotti di grande carattere e notevoli potenzialità.

Ornellaia

La storia di Ornellaia si intreccia tra i nomi e le personalità più importanti del panorama enologico e vitivinicolo mondiale: da Tchelistcheff a Michel Roland, da Robert Mondavi a Thomas Duroux, fino all’attuale Axel Heinz, passando di proprietà dagli Antinori - che fondano la tenuta nel 1981 con Ludovico Antinori - ai Frescobaldi, che la acquisiscono nei primi anni ‘2000. Una storia che si lega a quella del terroir di Bolgheri indissolubilmente, contribuendo allo sviluppo e alla crescita di una delle zone vitivinicole più discusse d’Italia. Alcuni anni sono particolarmente significativi per Ornellaia come il 1985, prima annata del vino Ornellaia, o il 1993 che vede la nascita del giovane rosso Le Volte dell’Ornellaia, o il 2015, annata di uscita del 30° anniversario dell’Ornellaia in una preziosa confezione per celebrare questo evento. Ornellaia: nella culla di Bolgheri I vini di Ornellaia derivano tutti dai circa 100 ettari dei vigneti di proprietà, situati in una felice posizione a pochi chilometri dalla costa e ai piedi delle colline, e prodotti dalla maniacale attenzione ad ogni singolo passaggio della vinificazione e dove la selezione delle uve è l’essenza stessa del vino. Un fil rouge accompagna da ormai quasi 40 anni la produzione a Ornellaia, dalla vigna alla commercializzazione ed è il prestigio, il prestigio di creare vini che sono ormai dei cult per i grandi appassionati di tutto il mondo. Vini di lusso diventati essi stessi l’essenza del lusso, e che hanno superato la fama della denominazione di Bolgheri per entrare nel mito. Il segreto del vino rosso di Ornellaia è nella cura di ogni dettaglio. La cura in ogni dettaglio è il segreto del vino rosso di Ornellaia e riguarda tutte le fasi di produzione, dalla vendemmia, con la duplice selezione dei grappoli, fino alla fase di vinificazione, con una vinificazione ed un affinamento di un anno fatte separatamente per ogni cru, in modo da far risaltare le caratteristiche specifiche di ogni vigneto di provenienza nel blend finale. Attenzione maniacale anche quando i vini sono scelti per le cuvée, tra oltre 70/80 vini base, nell’ossessione di esprimere al meglio l’eleganza insita nello spirito di Ornellaia e lo stile dell’annata. E’ vero che l’Ornellaia Masseto 2017 è considerata una grande annata? L’Ornellaia Masseto 2017, pur non riuscendo a eguagliare la grandezza infinita del 2016, è considerato comunque una delle migliori annate del decennio, destinato a migliorare con un affinamento fino a 15 anni e oltre, nella cantina di tutti i suoi fortunati possessori. Chi sono gli attuali proprietari della cantina Ornellaia? Gli attuali proprietari della cantina Ornellaia sono i Marchesi Frescobaldi, da 700 anni impegnati nel vino e attualmente proprietari anche delle tenute di ATTEMS (Friuli) MASSETO, DANZANTE, LUCE DELLA VITE, oltre naturalmente alle sei tenute storiche: FRESCOBALDI Nipozzano, CastelGiocondo, Pomino, Ammiraglia, Castiglioni e Remole.

Ottella

Oxer Wines

Oxley

Paitin

Palacios Remondo

Palacios Remondo

Paladin

Nelle terre venete attorno alla provincia di Venezia, Paladin ha cominciato la sua storia di vigne e di vini nel 1962. Con mezzo secolo di storia alle sue spalle, questa azienda veneta è sinonimo di creatività enologica e di una rara capacità di esprimere al meglio il carattere dei vini attraverso rigorosi e ben studiati processi di vinificazione. Paladin mette in campo progetti di Ricerca e Sviluppo con esperti e con le Università di Padova e Milano, per trasmettere la passione e l'amore di questa storica famiglia per il vino.

Palari

L'azienda agricola Palari sede in una meravigliosa villa siciliana settecentesca a S. Stefano Briga, in provincia di Messina, nel cuore della Sicilia. Il forte legame con il territorio e l'utilizzo di moderne tecniche produttive, sono i valori che guidano costantemente l'azienda. La cantina è nota per la produzione di vini che entrano nel disciplinare per la produzione del Faro DOC. Antichissimi ed affascinanti vini che esprimono perfettamente l'essenza del terroir delle colline del comune di Messina che si affacciano sul magico stretto.

Palau

Palazzone

Palmer & Co

Palmer & Co

Paltrinieri

La cantina Paltrinieri nasce negli anni Venti nel cuore del magico terroir di Sorbara, nella provincia modenese. La cantina è una azienda agricola a conduzione familiare da ben tra generazione, nota per la produzione di Lambrusco di Sorbara DOC. Le uve, provenienti unicamente dai vigneti di proprietà, vengono accuratamente selezionate e vinificate con estrema attenzione. Il Lambrusco di Sorbara grazie al suo gusto secco e fruttato ed al suo delicato profumo di violetta, esprime perfettamente la vera essenza della cantina Paltrinieri. Tradizione antica e moderne tecnologie produttive, il rispetto e la tutela ambientale, sono i valori che guidano costantemente questa magnifica realtà.

Pampero

Il Pampero è un Rum prodotto in Venezuela da Industrias Pampero ed oggi distribuito da Diageo. Industrias Pampero venne fondata a Caracas nel 1938 da Alejandro Hernández e da Luis Manuel Toro. Nel corso degli anni la produzione artigianale del Rum Pampero venne via via industrializzata. Il miglioramento nelle tecniche di produzione favorì la nascita di Rum di altissima qualità, caratterizzati da un colore dorato e da un invecchiamento di almeno 24 mesi. Da questo cambiamento nei metodi produttivi di Industrias Pampero derivò un adeguamento legislativo in tutto lo stato del Venezuela. Un distillato poteva essere chiamato “Rum” solo se il processo di invecchiamento fosse durato almeno 24 mesi. Industrias Pampero è sinonimo di eccellenza ormai da quattro generazioni, i valori che guidano l’azienda da quasi cento anni sono la passione, la qualità e la costante innovazione tecnologica. Rum Pampero Su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di Rum Pampero, come il famosissimo Pampero Aniversario, un Rum Blended, invecchiato 5 anni e caratterizzato da un colore ambrato intenso. Il profilo olfattivo è dominato da note dolci di agrumi e caffè. Il profilo gustativo è caratterizzato da aromi di vaniglia, noci, arancia amara, frutti di bosco e cacao, mentre la consistenza è cremosa e dolce. Il Rum Pampero Aniversario nacque per celebrare i primi 25 anni della distilleria, miscelando i Rum pregiati della Riserva di Casa Pampero ed invecchiando la miscela in botti ex-whisky ed ex-sherry. Pampero Aniversario è un Rum dalla notevole complessità aromatica, i sentori di sherry, cannella e zucchero di canna lo rendono perfetto da degustare liscio. È inoltre ottimo da degustare come base per i cocktail Piña Colada, Cuba Libre o Rum e Cola. Un altro importante Rum Pampero è il Selección 1938. Si tratta di un rum premium dal colore noce scuro con riflessi rubino. Il suo profilo olfattivo è caratterizzato da note di legno e vaniglia e da sentori di scorza d’arancia, fichi e datteri. È un Rum molto elegante ed equilibrato, con un persistente finale vanigliato. Viene invecchiato cinque-sei anni in botti di rovere ex-sherry ed ex-bourbon. Il Selección è una miscela di rum ottenuta dalla canna da zucchero delle piantagioni locali e può essere degustato liscio o come base per i cocktail. Il Selección 1938 viene degustato principalmente seguendo il famoso “ritual Pampero”, ovvero abbinato ad una fetta di lime, zucchero scuro e polvere di caffè. Una variante molto conosciuta del “ritual Pampero” è la degustazione del Rum seguito dal succo di pera, il famoso Chupito Rum e pera. L’altra famosa tipologia di Rum Pampero è l’Especial: un rum blended dal colore dorato, invecchiato per due anni. È un rum leggero caratterizzato da sentori speziati e da note di cocco e miele. Infine, su Vino.com potrai trovare anche il Pampero Blanco: un rum dal colore molto chiaro, adatto come base per cocktail leggeri e fruttati. Viene invecchiato in botti di rovere bianco ex-whisky e successivamente filtrato con carbone attivo, acquisendo in questo modo toni brillanti e luminosi. Quali sono le caratteristiche del Rum Pampero Bianco? Il Rum Pampero Blanco ha un colore molto chiaro, è fresco e armonico, dal gusto vivace e leggero. Viene utilizzato come base per i cocktail di frutta. La sua trasparenza dipende dal processo di filtrazione a cui viene sottoposto dopo l’invecchiamento in botti di rovere bianco ex-whisky. Ha un profilo olfattivo leggero, caratterizzato da sentori di ribes nero, zucchero filato, mela, banana e caramello. Il profilo gustativo è delicato e morbido. Su Vino.com potrai scoprire tutte le sue caratteristiche. Cos’è il Rum Pampero Especial? Il Pampero Especial è un rum blended dal colore ambrato e brillante, ottenuto con tripla distillazione e invecchiato due anni in botti di rovere bianco ex-bourbon. La sua caratteristica principale è il profilo olfattivo molto speziato, dolce e fruttato. Si caratterizza inoltre per il gusto cremoso e persistente. Il Pampero Especial è stato inoltre il primo rum Anejo del Venezuela. Scopri le caratteristiche uniche del Pampero Especial su Vino.com. Qual è il prezzo del Rum Pampero? Nella tua enoteca online di fiducia potrai trovare un’ampia selezione di Rum Pampero. Ogni Rum Pampero ha delle caratteristiche uniche che influenzano il prezzo finale del prodotto. Il processo di invecchiamento, la durata e le botti utilizzate, sono solo alcuni dei fattori che influenzano il valore di ogni Rum Pampero. Su Vino.com potrai trovare il Rum Pampero Aniversario, il Rum Pampero Selección, il Rum Pampero Blanco e il Rum Pampero Especial a prezzi competitivi. Scopri la selezione Pampero su Vino.com.

Panizzi

Il marchio Panizzi, oggi uno dei brandi di eccellenza del vino italiano, nasce nel 1989, anno in cui viene commercializzata la prima bottiglia di Vernaccia di San Gimignano, rivoluzionando gli standard produttivi utilizzati sino ad allora. Così nasce la Vernaccia Panizzi, destinata a divenire in pochissimo tempo un punto di riferimento per la denominazione e l'intera produzione vitivinicola italiana. Da allora Panizzi è cresciuta e ha ampliato la propria produzione; oggi riceve costantemente premi e riconoscimenti, sia in Italia che all'estero, a testimonianza dell'altissima qualità dei propri vini.

Pannier

La maison Pannier è situata nel comune di Château-Thierry, nella regione della Marna, il primo dipartimento francese per la produzione di Champagne. Il segreto che rende ogni bottiglia di Champagne Pannier un grande classico è la perfetta armonia tra modernità e tradizione; il vino, infatti, viene prodotto con l'ausilio di tecniche moderne, che assicurano sia il rigore della tradizione che la massima espressione creativa. È proprio per questo che nelle millenarie cantine della maison Pannier nascono Champagne di grande valore e virtù, con uno stile deciso e riconoscibile, fatto di eleganza, equilibrio e grande persistenza.

Pannier

Paolo Conterno

Paolo Conterno

L'azienda vitivinicola Paolo Conterno nasce nel 1886 all'interno della celebre sottozona delle Langhe nota come Ginestra. Forte di una tradizione antica e ben radicata, l'azienda piemontese si è imposta nel mercato enologico odierno come una tra le più rappresentative del suo territorio. Curando tutti i processi di vinificazione, dalla vigna alla cantina, in prima persona con passione e amore Paolo Conterno realizza grandi vini di qualità assoluta, ben consolidata nel tempo. Le etichette firmate Conterno sono oggi tra le più premiate della zona, aspirando sempre più alla perfezione qualitativa e stilistica.

Paolo Leo

Paolo Leo è un’azienda che nasce intorno alla provincia di Brindisi, nel cuore del Salento, dal capostipite ed omonimo capofamiglia Paolo, che già nei primi del ‘900 produceva vino dei suoi vigneti nel palmento di famiglia - oggi recuperato ed impiegato come bottaia. Nel 1989 nasce la nuova sede, con i nuovi impianti di vinificazione ed affinamento: qua vinificano ed invecchiano i vitigni autoctoni come il Primitivo, il Negroamaro e la Malvasia Bianca e Nera di Lecce, da sempre coltivati dalla famiglia come valorizzazione del territorio pugliese e delle sue caratteristiche. Oggi l’azienda conta circa 30 ettari, dai quali si producono vini di grande qualità: dalla selezione rigorose delle uve alle tecniche enologiche più evolute, la produzione viene seguita con attenzione scrupolosa in ogni passaggio, per garantire qualità e il rispetto verso il terroir salentino e i suoi vitigni.

Paolo Scavino

Paolo Scavino

Parovel

Parusso

Parusso

Passopisciaro

Sicuramente tra i pionieri della realtà etnea - oggi amata e celebrata in tutto il mondo - Andrea Franchetti decide di far partire la sua attività già nei primi anni del 2000, restaurando un antico baglio a Passopisciaro, intorno al comune di Castiglione di Sicilia. L’azienda si trova ad un’altitudine di circa mille metri, dove l’escursione termica è rilevante e il terroir mineralmente ricco è caratterizzato dalle frequenti colate laviche. Con questi presupposti ideali, Andrea coltiva le uve di Nerello Mascalese, ed in minor quantità di Chardonnay, Petit Verdot e Cesanese di Affile, distribuite in 26 ettari di vigneti situati nel versante nord del vulcano. I vini Passopisciaro sono così tra i più noti e riconosciuti dell’intero panorama etneo, veri e propri simboli della raffinatezza e del pregio che possono raggiungere le uve di questo straordinario terroir vulcanico così tanto discusso ed apprezzato.

Paternoster

Patrick Baudouin

Patrick Baudouin

Patrick Javillier

Patrick Javillier

Patron

Paul Goerg

La Maison Champagne Paul Goerg nasce grazie alla passione di Paul Goerg per il territorio e per i vigneti situati attorno alla magica cittadina di Vertus, nel cuore della regione Champagne. La tradizione familiare, il forte legame con lo straordinario terroir di Côte des Blancs e l'obiettivo di produrre vini di grande pregio, sono i principi che guidano costantemente la Maison. Gli Champagne Paul Goerg sono moderni ed esclusivi, l'unione perfetta della qualità e dell'autenticità.

Pavò

Pazo de Señorans

Pegasus Bay

Pellegrino

Dal 1880 la famiglia Pellegrino si occupa della valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani producendo eccellenti vini nella vocata Sicilia Occidentale. La grande varietà microclimatica e morfologica del territorio consente di produrre vini molto diversi tra loro, con una propria personalità, con enologi dedicati per ciascun tipologia di vino. Dalle vigne interamente lavorate in biologico, nel pieno rispetto della natura, nascono la linea di monovarietali Tareni, il cru Tripudium e i vini delle tenute di famiglia, ciascuna con una vocazione specifica: Kelbi per il catarratto, Rinazzo per il syrah, Salinaro per il grillo e Gazzerotta per le uve grillo e nero d'avola. Inoltre, il nome Pellegrino è strettamente legato al Moscato e al Passito dell'isola di Pantelleria, la "figlia del vento" per l'intervento costante di questo importante agente atmosferico, e ricordato per questa tipologia di vini essendo stati i primi produttori in Sicilia e nel mondo: eccellenti vini dolci passiti ottenuti dal vitigno principe Zibibbo che rimane ad appassire sui tradizionali "cannizzi" al caldo sole d'agosto mitigato dal vento fresco di Pantelleria.

Penfolds

L'Azienda australiana Penfolds nata nel 1844, situata nel South Australia è stata fondata solo 8 anni dopo la nascita di questo stato. Ad oggi occupa un ruolo fondamentale nel mercato vinicolo in tutto il mondo, soprattutto in quello australiano, nel quale è riuscita ad apportare importanti cambiamenti e per il quale rappresenta un modello da imitare. Fu fondata da Christopher Rawson Penfold, un giovane medico inglese convinto delle proprietà curative del vino. Da sempre sinonimo di qualità, tradizione, iniziativa e passione, quest'azienda negli anni è riuscita a mantenere la propria umiltà e serietà trasmettendola da generazione in generazione.

Penley Estate

Perdeberg

Perrier Jouët

Perrier-Jouët è la storica Maison che dal 1811 realizza Champagne dallo stile unico e ricercato. I vigneti Perrier-Jouët racchiudono le migliori parcelle della Côte de Blanc per arrivare a compiere il prodigio della creazione di Champagne di grandissima finitura e attenzione estetica ai dettagli. Non poteva essere diversamente dal momento che parte del prestigio di Perrier-Jouët è legato alla storia della Maison Belle Epoque, la casa natale dei fondatori che nel 2017 è stata restituita alla bellezza grazie ad accurati restauri in perfetto stile Art Nouveau. Questa è la location in cui oggi l’azienda Perrier-Jouët costruisce e condivide un’esperienza unica per i suoi ospiti combinando visite guidate degli ambienti con cene gourmet sostenute dalla potenza dello Champagne. Furono proprio Pierre-Nicolas Perrier e Rose-Adélaïde Jouët che appassionati cultori di arte e natura decisero di valorizzare le conoscenze botaniche ed enologiche per creare una Maison di Champagne che avrebbe potuto distinguersi nel tempo. Tra i tratti distintivi di Perrier-Jouët rientra proprio la passione per lo Chardonnay e la celebrazione del suo potenziale in termini di freschezza e di carica aromatica. Lo champagne Perrier-Jouët conserva sempre un tocco floreale che dalla finezza dei sentori olfattivi si fa esuberante al palato con ricchezza e complessità. Oltre al Perrier-Jouët Blanc de Blancs e al Belle Epoque Blanc de Blancs, questa scelta stilistica è esaltata da preziose cuvées selezionate dai migliori cru per integrare la presenza di Pinot Noir e Pinot Meunier. Il Pinot Noir adatto a conferire corpo e struttura proviene dalla zona Montagne de Reims, mentre la Vallée de la Marne dà origine al Pinot Meunier. Con il Perrier-Jouët Grand Brut siamo di fronte a una rivoluzione in termini di dosaggio poiché contro l’antica usanza di aggiungere fino al 40% di zucchero al prodotto finale, la Maison Perrier-Jouët decise già nel 1846 di utilizzare soltanto il 5%. Cosa rende unico lo Champagne Perrier-Jouët Tanti aspetti possono incidere sulla qualità e sul prestigio di uno Champagne ma solo alcuni in particolare rendono unico proprio lo Champagne Perrier-Jouët. Si tratta di fare un balzo indietro nella storia fino a incontrare i fondatori della Maison Pierre-Nicolas Perrier e Rose-Adélaïde Jouët che, da botanici e amanti della natura, decisero di investire nella regione dello Champagne per creare un prodotto dal carattere distinto e soprattutto attraversato da una riconoscibile carica aromatica floreale. Ancora oggi la combinazione di vini prodotti a partire da differenti cru e la sapiente arte di vinificazione permette alla Maison Perrier-Jouët di essere un emblema di qualità ed eleganza nel mondo. La stessa eleganza si ritrova anche nella collezione d’arte ospitata nella Maison Belle Epoque che, completamente ristrutturata, resta il luogo ideale per conoscere la storia di famiglia e innamorarsi ancora oggi di questo prezioso Champagne. Esiste, inoltre, un’altra particolarità legata a un insolito luogo chiamato Eden: il luogo conserva ancora due Champagne datati 1825 e pochissime bottiglie datate 1874 e l’accesso è riservato soltanto allo Chef de cave che ne conserva le chiavi prima di cederle al successore a testimonianza di un grande segreto da preservare con il passare del tempo. Quali sono le caratteristiche dello Champagne Perrier-Jouët Rosé? Alla collezione Perrier-Jouët appartengono due Champagne Rosé dalle caratteristiche molto diverse. Con il Perrier-Jouët Blason Rosé ci si trova di fronte allo Champagne dell’intensità dei frutti rossi in cui domina la struttura del Pinot Noir per essere impreziosita dalla freschezza dello Chardonnay e senza perdere compostezza: affinato tre anni a contatto con i lieviti, di color rosa salmone intenso, sprigiona note compatte di fragola, ribes, lampone e mantiene una bocca elegante e strutturata con un finale lungo. Superiore la percentuale di Chardonnay e affinamento di sei anni sui lieviti per il Belle Epoque Rosé, uno Champagne creato in edizione limitata e di grande eleganza al palato, perfetto bilanciamento tra i frutti rossi e i sentori di fiori bianchi. Uno Champagne unico, da provare almeno una volta nella vita. Cosa distingue lo Champagne Perrier-Jouët Grand Brut? Per capire cosa distingue lo Champagne Perrier-Jouët Grand Brut bisogna tornare al 1846 quando, per soddisfare le richieste del mercato inglese in merito al dosage basso degli Champagne prodotti, la Maison creò la Cuvée K conosciuta oggi con il termine Brut e contenente meno del 5% di zuccheri in dosaggio. Cosa rappresenta la Belle Epoque per la Maison Perrier-Jouët? La Maison Perrier-Jouët è nata con una preziosa sede definita Maison Belle Epoque che agli inizi del XIX secolo ospitava i due coniugi fondatori. Nel 2017 sono stati ultimati i lavori di restauro di questa spettacolare struttura situata nei pressi di Epernay.

Perrin

Peter Dipoli

Peter Dipoli

Peter in Florence

Podere Castellare di Pelago è la prima micro-distilleria specializzata nella produzione di gin d'Italia. Il suo gin, Peter in Florence, è un omaggio a Firenze e alle botaniche da gin di alta qualità che è possibile raccogliere localmente. Specialmente l'iris, simbolo della città di Firenze, che in questo distillato acquisisce una particolare importanza: per la prima volta vengono inclusi nel processo di distillazione non solo le sue radici ma anche in petali, con effetti sensoriali strabilianti nel gin finale. È un London Dry Gin fatto e finito, che porta in dote ben 14 botaniche da agricoltura biologica, quasi tutte provenienti dal territorio toscano, eccetto quelle irreperibili in Italia, realizzato mediante un esclusivo alambicco, costruito appositamente per la distilleria sul modello del Carterhead utilizzato per produrre alcuni dei gin migliori al mondo.

Peter Lehmann

Petra

Petra, come pietra in latino, nasce dall’impegno e dalla passione per il vino di Francesca e Vittorio Moretti. La cantina è situata nell’antico borgo di Suvereto, sulle colline ferrose della Val di Cornia, vicino al Mar Tirreno, nella splendida cornice della macchia mediterranea. Simbolo dell'azienda è l'architettura della cantina, rappresentata anche dal logo; l’originale trama geometrica della struttura, progettata dall’architetto Mario Botta, evidenzia la misura, la bellezza e la profondità della campagna collinare di Suvereto. Il ciclo produttivo di Petra coniuga modernità e tradizione, dando vita a vini che conservano l'anima della Maremma toscana.

Petrolo

Petrolo, zona di pregio vitivinicolo dal 1716, ospita da quattro generazioni la tenuta della famiglia Bazzocchi, che onora la tradizione dei vini di qualità. Una tradizione che inizia ancora prima del Settecento: gli Etruschi vinificavano queste zone già nel IV secolo a.C. In epoca romana, la zona di Arezzo e dintorni era considerata la migliore per la produzione viticola e nel Medioevo il valore dei vini di quest’area era riconosciuto anche all’interno del Catasto Fiorentino. Dopo essere stata inclusa nell’editto di Cosimo III de’ Medici come zona di pregio vitivinicolo, la fama di Petrolo e di tutta l’area di Valdarno di Sopra è andata crescendo, grazie ai suoi vini, ottenuti dal vitigno Sangiovese, ormai noti agli addetti ai lavori. Più recentemente, nel 2011, la “Val d’Arno di Sopra” è diventata una Denominazione d’Origine Controllata, la prima DOC in Italia che tra i requisiti include la certificazione biologica. La famiglia Bazzocchi già dagli anni ’90 coltivava i propri uliveti secondo i principi dell’agricoltura biologica e nel 2000 ha deciso di adottare gli stessi standard per la coltivazione dei vigneti. Con l’inerbimento e l’abolizione dei pesticidi di sintesi e dei concimi artificiali, l’azienda Petrolo ha abbandonato definitivamente l’agricoltura tradizionale e nel 2015 ha ottenuto la certificazione di agricoltura biologica. Con 31 ettari di vigneto coltivati con uve Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano, l’azienda Petrolo si distingue per le sue etichette sinonimo di qualità. Vino rosso Petrolo I rossi dell’azienda Petrolo sono vini dalla spiccata personalità, ottenuti da un’attenta selezione di uve pregiate e da una scrupolosa lavorazione in cantina. Con una bassa produttività per pianta, l’azienda garantisce il massimo livello di qualità dei suoi prodotti: ed è così che nascono Bòggina A Valdarno di Sopra DOC e Bòggina C Valdarno di Sopra DOC da uve Sangiovese, Bòggina B Valdarno di Sopra DOC da uve Trebbiano, Galatrona da uve Merlot, Torrione da un blend di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon e Campo Lusso da uve Cabernet Sauvignon. Quali sono le caratteristiche del Petrolo Galatrona? Il Galatrona Valdarno di Sopra DOC di Petrolo è un vino rosso di grande struttura ed eleganza, considerato il “Grand-Cru” di Merlot dell’azienda. Ha origine dall’omonimo vigneto, piantato tra gli anni ’80 e ’90 a sud est dei Monti del Chianti, a un’altitudine di 300 metri s.l.m.. È il terreno di argilla e sassi di quest’area a garantire al vino la sua forte struttura, mentre la raccolta e la selezione accurata degli acini ne assicurano la qualità. A seguito della vinificazione naturale in vasche di cemento e della macerazione, avviene la fermentazione malolattica spontanea e l’affinamento in barrique di rovere francese. Si ottiene così un rosso rubino scuro dal piacevole profumo di mirtilli e more, accompagnato da ricordi floreali e di spezie. Il Galatrona Valdarno di Sopra DOC di Petrolo ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e i Cinque Grappoli della Fondazione Italiana Sommelier. Questo rosso pluripremiato è disponibile su Vino.com! In che parte della Toscana è situata Petrolo? Petrolo è situata in Val d’Arno di Sopra, una delle 4 zone di pregio vitivinicolo individuate da Cosimo III Granduca di Toscana nel 1716. Con questo bando, il Granduca intendeva proteggere i prodotti vinicoli provenienti da quelle aree da possibili contraffazioni, proprio perché erano tutti vini di ottima qualità e già ben noti agli intenditori. La produzione di vini pregiati è continuata per i secoli successivi, portando l’area di Valdarno di Sopra a diventare una DOC il 13 giugno 2011. La Denominazione si applica anche al territorio di Petrolo e ai vigneti dell’azienda della famiglia Bazzocchi, che si estendono per 31 ettari su terreni stratificati con rocce di galestro, arenaria e alberese del Chianti. Grazie alle particolari caratteristiche del terreno, alla sua altitudine, che varia dai 250 ai 450 metri s.l.m., alla luminosità e soprattutto all’abilità dei viticoltori, si ottengono vini di carattere, massima espressione del territorio.

Petrus Boonekamp

Peyrot

I distillati Peyrot nascono dall’amore per la terra e per la viticoltura, una passione tramandata di generazione in generazione, fin dal 1893. In quell’anno, infatti, Jean Baptiste Peyrot fonda l’azienda di famiglia e ne definisce i valori. Nel 1956, però, avviene la svolta: Jean e Mathilde, i nonni degli attuali proprietari, producono i loro primi Cognac. Da allora, il terreno di proprietà della famiglia inizia a crescere di dimensioni, fino ad arrivare agli attuali 25 ettari, all’interno della denominazione "Grande Fine Champagne". Tutto ciò a dimostrazione del successo ottenuto dai Cognac della Maison Peyrot: dal celebre Cognac V.S.O.P François Peyrot, venduto per la prima volta nel 1971, al Cognac alle pere Williams, così come quello al caffè, tutti prodotti con la stessa cura e attenzione ai dettagli. Fin dal lavoro in vigna, infatti, l’azienda ricerca soluzioni innovative per rispettare l’ambiente e dare ai suoi distillati un profumo e un gusto naturale: è stato eliminato l’utilizzo dei pesticidi e dei fertilizzanti chimici in favore dell’inerbimento. In cantina, in mezzo ai profumi dell'alcool evaporato e agli aromi del legno, avviene la distillazione e nascono le diverse varietà di Cognac. Brandy Peyrot I brandy Peyrot, in quanto prodotti nella regione del Cognac, nella Francia settentrionale, prendono il nome di Cognac. Più precisamente, i Cognac Peyrot nascono in uno dei “crus” della regione, da cui provengono i prodotti più pregiati: la sottozona della “Grande Champagne”. Qui, l’azienda Peyrot coltiva il suo vigneto Les Bergeronnettes, con l’obiettivo di ricavarne le migliori uve, ma sempre nel massimo rispetto per l’ambiente, utilizzando tecnologie che favoriscano l’equilibrio tra la fauna e la flora locali. In cantina, avviene la distillazione con un particolare tipo di alambicco detto “charentais”, per concentrare gli aromi e i sapori più delicati. L’invecchiamento avviene poi in botti di rovere francese e la durata varia in base al tipo di Cognac prodotto. Tra i Cognac più amati della Maison, non possiamo non ricordare il Liqueur Poire Williams & Cognac, un fine assemblaggio di Cognac 1er Cru Grande Champagne e succo di pere Williams provenienti dalla Foresta Nera. Questo Cognac unico per gusto e per aroma è disponibile nella selezione dei migliori Cognac Peyrot su Vino.com.

Philadelphia Distilling

Philippe Cheron

Philipponnat

Philipponnat è la Maison di Champagne con origini che risalgono al 1522. In una località chiamata Le Léon e situata tra Ay e Dizy è possibile collocare i primi passi compiuti da Apvril le Philipponnat in questo affascinante mondo. Proprio nelle antiche fasi di sviluppo la famiglia Philipponnat è rappresentata da vignaioli e commercianti di vino molto legati alla Corona e con una solida tradizione imprenditoriale riferibile proprio alla città di Ay. Originalità, eccellenza e semplicità sono i valori che ancora oggi i discendenti della Maison si impegnano a tramandare nel ricordo dei fondatori. Al secolo XVIII appartengono le spettacolari cantine dello Château de Mareuil e il Clos de Goisses è la parcella di 5 ettari custodita con cura per l’enorme prestigio della posizione. Con 20 ettari di vigneti classificati come Premiers e Grands Crus, Philipponnat continua a lavorare la terra con pratiche antiche come la sarchiatura manuale e l’aratura con cavalli da tiro. Tipica anche la pratica di introdurre negli Champagne non millesimati i vini riserva conservati in fusti di rovere secondo la pratica solera così da conservare tracce delle annate precedenti in ogni Champagne a venire. Altra caratteristica distintiva riguarda l’indicazione in retro etichetta dell’annata dei vini base impiegati negli Champagne non millesimati, il dosage e la data di sboccatura. Lo Champagne Philipponnat Per realizzare splendide cuvée Philipponnat seleziona con cura i grappoli da vinificare, spesso guardando con interesse a uno stato di maturazione più avanzato e a un primo affinamento in botti di rovere. Gli Champagne Philipponnat sono giocati sull’equilibrio tra intensità e freschezza, caratteristiche provenienti dal Pinot Noir raccolto in vigneti classificati come Premiers e Grands Crus. Le cuvées classificate come Royale Réserve Brut, Royale Réserve Non Dóse, Royale Réserve Rosé sono tutte frutto della prima pigiatura con un invecchiamento fino a quattro anni in cantina. Dal 25% al 35% si usano vini riserva trattati con il metodo solera e capaci di garantire sempre continuità con le annate precedenti. Con gli Champagne Millesimati siamo di fronte all’identità dell’annata con un invecchiamento che spesso supera i sei anni. Con le Cuvée 1522 si rende omaggio agli antenati che dal XVI secolo intrattengono un rapporto con le terre di Ay: con un affinamento che arriva agli otto anni restano emblema di grande equilibrio. Con i Clos de Goisses si vinificano le uve provenienti da questa piccola parcella dislocata su una pendenza di 45° e favorita da grande esposizione per ricavarne vini possenti e memorabili. Quali sono le caratteristiche dello Champagne Philipponnat Blanc de Noirs? Lo Champagne Philipponnat Blanc de Noirs presenta caratteristiche di grande riconoscibilità che lo configurano come un vino da provare senza esitazione. Ricavato da uve Pinot Noir appare di color dorato, con un perlage vivace e consistente. Al naso presenta frutta esotica, note di pan di spezie e sentori di mandorla, di grande intensità aromatica al palato, buona acidità e giusto equilibrio. Molto persistente al palato, con note affumicate e speziate, è adatto ad accompagnare pesce al burro, selvaggina, e foie gras. Cosa distingue lo Champagne Philipponnat dal Trentodoc? Lo Champagne Philipponnat è prodotto con il Metodo Champenoise nella regione Champagne, l’unica da cui possono provenire vini spumanti con questo nome. Rispetto al Metodo Classico Trentodoc cambiano le condizioni climatiche che interessano le uve, il tipo di uvaggio ammesso dal disciplinare e gli affinamenti nonostante siano accomunati da una rifermentazione in bottiglia. Qual è il prezzo di uno Champagne Philipponnat? Sul sito Vino.com i prezzi competitivi dello Champagne Philipponnat oscillano tra i 50 € e gli 80 €.

Pian del Prete

Piandaccoli

Piccini 1882

Pichler Krutzler

Pichler Krutzler

Piero Mancini

Fondata nel 1989 da Piero Mancini, l'omonima azienda si estende su 120 ettari di vigneto all'interno della Gallura, una delle zone più vocate alla viticoltura della Sardegna. Il vino prodotto è frutto di una passione autentica che con impegno porta la famiglia Mancini all'espressione più fedele della zona di produzione, unica per caratteristiche pedologiche e climatiche. Oggi l'azienda è sotto la guida della moglie e i figli di Piero Mancini che mantengono la stessa passione e si prefiggono obiettivi di incremento delle quantità prodotta e di miglioramento ulteriore della qualità. Apprezzati in Italia e in Europa, i prodotti sono attualmente esportati e riscontrano successo in Giappone e negli Stati Uniti.

Pieropan

Pieropan sorge nel cuore del paese medioevale di Soave, nello storico Palazzo Pullici risalente al 1880. Quattro generazioni si sono succedute e hanno segnato la storia dell'azienda, ognuna con apporti fondamentali e sempre diversi in relazione all'epoca, alle conoscenze ed allo spirito imprenditoriale. Nella filosofia di Pieropan, il vigneto è garanzia di qualità; per questo i terreni vengono coltivati nel pieno rispetto dell'ambiente, in regime di agricoltura biologica. Le cantine sono il risultato di una felice combinazione tra tradizione e modernità, in cui ogni fase di lavorazione viene seguita con cura e dedizione, per creare vini dagli aromi e dai gusti inconfondibili.

Pierre Candeval

Pierre Girardin

Pierre Legras

La Maison può vantare origini antichissime. Pierre Legras è nato a Chouilly nel 1662, ancor prima dello Champagne. La famiglia coltiva vigne nella Côte des Blancs da undici generazioni e oggi rappresenta la continuazione di una storia, che corre parallela a quella del più famoso vino del mondo. Le etichette Pierre Legras conservano intatto il fascino di un antico savoir-faire, che ha attraversato i secoli, tramandato come un prezioso patrimonio di famiglia. Nel 2002, dopo aver terminato gli studi in Enologia, Vincent Legras decide di mettere a frutto le antiche tradizioni e di fondare la Maison Pierre Legras, dedicandola all’illustre avo. La proprietà si arricchisce progressivamente di nuove parcelle, passando da 5 a 10 ettari di vigne. Oggi il domaine rappresenta una splendida espressione del Grand Cru di Chouilly, piccolo Village della Côte des Blancs, da sempre conosciuto per eccellente qualità dello chardonnay, anche se non mancano parcelle coltivate con pinot noir e meunier. Il terreno è prevalentemente composto da gesso affiorante, con un’alta percentuale di granuli di calcite, derivanti dai fossili di micro organismi marini.Le vigne sono condotte con cura e passione, con interfilari inerbiti, concimazioni organiche e uso limitato dei trattamenti, solo quando è assolutamente indispensabile, in modo da preservare un ambiente naturale in equilibrio. Le fermentazioni si svolgono separatamente per ogni singola parcella e la cantina è attrezzata con ben 27 vasche di acciaio inox e con una dozzina di botti per le fermentazioni o affinamenti dei vins clairs. In questo modo, la Maison può disporre di un’ampia possibilità di scelta, al momento della creazione degli assemblaggi finali, per la realizzazione delle varie cuvée. Lo stile della Maison prevede lo svolgimento della malolattica, in modo da ridurre l’acidità dei vini base e donare agli Champagne un volto più morbido e complesso, con le tipiche sfumature aromatiche di pasticceria, brioche e miele. Per l’elaborazione delle etichette della linea classica, vengono utilizzati vins clairs affinati in acciaio, in modo da preservare la fragranza fruttata e floreale, oltre a una piacevole scorrevolezza di beva. Per la preparazione delle cuvée prestige, si utilizzano, invece, anche i vini maturati in legno, che conferiscono un maggior volume e una più ricca complessità aromatica allo Champagne. Le etichette di Pierre Legras rappresentano in modo autentico lo splendido terroir del Grand Cru di Chouilly, con l’eleganza e la freschezza espressiva che sono una vera e propria cifra stilistica della Maison.

Pierre Ponnelle

Pierre Yves Colin Morey

Pietradolce

Pietradolce

PietraPura

La linea Pietrapura nasce dalla collaborazione tra l’azienda toscana Rocca delle Macìe e rinomate aziende pugliesi, nel comune intento di valorizzare i vitigni autoctoni del Salento e creare dei vini che esprimano al meglio il territorio. L’unione delle proprie esperienze e know-how hanno portato alla creazione di diverse tipologie di vino con uve primitivo e negroamaro. Il Mandus ed il Cotis, due espressioni di Primitivo di Manduria Doc, ed il Dolceluna, Primitivo Dolce Naturale Docg, rappresentano l’alta gamma della produzione e sono ottenuti da vigneti selezionati dai tecnici di Rocca delle Macìe. Anche la vinificazione ed il confezionamento dell’intera linea, avviene sotto l’attenta supervisione dell’enologo di Rocca delle Macìe Luca Francioni.

Pietro Caciorgna

Pieve di Campoli

Pillitteri

Pio Cesare

Pio Cesare

Piper-Heidsieck

La storia di Piper-Heidsieck ha inizio con l’incontro tra il tedesco Florens-Louis Heidsieck e Agathe Perthois. Florens fu incredibilmente rapito da questa donna che, in occasione di una sua prima visita nella regione Champagne nel 1777, decise di avventurarsi nel mondo della spumantizzazione. Nel 1785 fonda la Heidsieck & Cie con l’obiettivo di stupire la Regina Maria Antonietta che presto, riconoscendo la particolarità di questo Champagne, diventerà sua ambasciatrice. Un altro incontro inatteso del 1815 riguarda Christian, nipote di Florens, e Henri-Guillaume Piper, necessario a far conoscere lo Champagne oltre i confini nazionali. Con la crescita di una grandissima notorietà in tutto il mondo e il coinvolgimento di personalità di spicco, nel 1885 nasce la Prestige Cuvée e inizia la collaborazione con personalità come Fabergé. Queste frequentazioni rappresenteranno una cifra stilistica costante nella crescita aziendale sia attraverso il cinema degli anni ‘30 che nei successivi anni ‘50. Con Humphrey Bogart, Fred Astaire, Ava Gardner, la fama di Piper-Heidsieck ancora non conosce il successo che scateneranno le parole di Marilyn Monroe: ‘Vado a dormire con qualche goccia di Chanel N° 5 e mi sveglio ogni mattina con un calice di Piper-Heidsieck’. Il legame con il mondo dello spettacolo sarà dal quel momento ininterrotto al punto che dal 1993 viene ufficializzata la partecipazione di Piper-Heidsieck al Film Festival di Cannes. Per la commemorazione dei 100 anni dall’inizio del proibizionismo, Piper-Heidsieck ha riproposto una Cuvée Brut in edizione limitata che riproduce la dicitura ‘Piper Brut’ con gli stessi font di inizio secolo. Era un viaggio rischioso quello affrontato dallo Champagne in quel periodo: trovando un primo approdo a Saint-Pierre e Miquelon, luogo in cui non erano in vigore le norme contro gli alcolici, le bottiglie dovevano affrontare un ultimo tragitto prima di raggiungere altri punti di smistamento illegali. Lo Champagne Piper-Heidsieck Lo Champagne Piper-Heidsieck è frutto di una grande intuizione che ha scelto le modalità dell’incontro e della commistione per ammaliare ed eccellere nel tempo. L’avventura di Piper-Heidsieck non sarebbe comunque stata possibile senza l’intuizione geniale legata a un territorio dall’enorme potenzialità: clima continentale e suoli calcarei restano le condizioni ideali per far crescere uve adatte a questo tipo di vinificazione. Le varietà classiche impiegate in Champagne sono le stesse contemplate nella creazione delle cuvée: Chardonnay, per slancio ed eleganza; Meunier, con frutto e polpa; Pinot Noir per struttura e potenza. Con vigneti collocati nelle zone di Montagne de Reims e Côte des Bar, l’azienda ha fidelizzato da tempo molti viticoltori spesso legati da un rapporto di collaborazione che dura da almeno tre generazioni. La selezione dei vini che comporranno la cuvée è un altro processo significativo che mostra coerenza con la pratica di dare un nome a ogni vendemmia per identificare le singolarità climatiche e produttive che la caratterizzano. Nel caso del 2004, la vendemmia definita ‘il maratoneta’ definisce uno Champagne aitante e grado di conservarsi per molti anni. Piper-Heidsieck produce spumante? Piper-Heidsieck produce vini con il Metodo Champenoise cioè vini contraddistinti dall’effervescenza prodotta da una seconda fermentazione in bottiglia. Per quanto rilevante la differenza tra Spumante e Champagne, consistente nell’utilizzo di varietà diverse, pratiche e caratteristiche pedoclimatiche non accomunabili. Ciò che allinea il Metodo Classico come categoria dei vini spumanti al Metodo Champenoise è proprio la rifermentazione. Da ricordare che un vino spumante ottenuto con il Metodo Charmat o Martinotti mostrerà differenze ancor più rilevanti. Quali sono le caratteristiche dello Champagne Piper-Heidsieck Cuvée Brut? La Cuvée Brut Piper-Heidsieck è realizzata con un blend di 100 vini Crus e con l’aggiunta di un 25% di vini riserva. Chardonnay, Pinot Noir, Meunier sono impiegati con predominanza di Pinot Noir al 50%. Uno Champagne di colore giallo oro, dal perlage fine e persistente, con note di nocciola, lievito, pera e ritorno di limone, per un gusto ricercato armonico, dotato della giusta freschezza e cremosità. Qual è il prezzo dello Champagne Piper-Heidsieck? il prezzo dello Champagne Piper-Heidsieck varia dai 40 € ai 200 € per le edizioni limitate.

Planeta

"Il nostro è un nuovo modo di pensare il viaggio in Sicilia: Menfi, Vittoria, Noto, l’Etna e Capo Milazzo. Un percorso non casuale, fortemente legato alla diversità dei paesaggi, dei venti, del carattere degli uomini e quindi dei loro vini." Questo è il motto di Diego Planeta, protagonista del rinascimento vinicolo della Sicilia, grazie alla collaborazione di esperti come Giacomo Tachis, Carlo Corino, Giampaolo Fabris e Attilio Scienza. Diego ha avuto un ruolo fondamentale nel far diventare la sua azienda, nata intorno al 1500 in quella che è oggi: una cantina che incarna non uno solo, ma sei modi di interpretare ed esprimere il territorio siciliano; tante, infatti, sono le tenute nelle quali si produce vino, ognuna con un proprio, specifico progetto di ricerca e valorizzazione. Attraverso i propri vini, l'azienda si propone come un viaggio attraverso la Sicilia, ricco di contenuti innovativi e contemporanei, ma sempre coerenti a un'interpretazione storica del territorio. Planeta La tenuta dell’Ulmo rappresenta il vero cuore pulsante dell’azienda: è qui che ha avuto inizio il sogno, da quei primi 50 ettari, in un luogo che si presentava come una tavolozza di forme e di colori, un vero laboratorio dove sperimentare. Da qui ha avuto inizio il viaggio alla ricerca delle varietà autoctone, con le mappe dei libri antichi che narravano storie di vini fantasma che hanno guidato sino a mete come Menfi, Vittoria, poi Noto, l’Etna e infine Capo Milazzo. Alla base c’è sempre stata un’idea, quella di produrre ogni vino nel suo territorio, rispettandolo e valorizzandolo grazie ad una viticoltura economicamente sostenibile, ecologicamente attenta, equa socialmente, per poterlo davvero interpretare e raccontare in modo unico. Vino bianco Planeta Planeta è famosa soprattutto per il suo vino bianco, con lo Chardonnay e il Cometa che per primi hanno fatto conoscere la Sicilia al mondo intero. È proprio a Menfi, nella storica tenuta dell’Ulmo cuore dell’azienda, che sono state piantate le prime vigne, e qui sono nati alcuni dei vini più rappresentativi: dallo Chardonnay, simbolo della produzione Planeta e della rinascita vinicola della Sicilia, al Cometa, grande bianco del sud Italia frutto della sperimentazione sul Fiano, dall’Alastro che esprime al meglio le caratteristiche di un vitigno autoctono millenario come il Grecanico, fino a La Segreta, compagno fedele del bere bene quotidiano. Un ventaglio di vini che dimostra come la Sicilia non sia solo Syrah, Frappato e Nero d’Avola, per altro presenti nella gamma Planeta. Perché il vino Planeta Chardonnay è così famoso? Il vino Planeta Chardonnay è diventato l’immagine del cambiamento della Sicilia del vino. Nato nel 1985 dal desiderio di riuscire a competere con il mondo nella produzione di questo vitigno così nobile e diffuso, oggi lo Chardonnay Planeta è un’icona per la Sicilia intera, premiato a livello internazionale dalle migliori guide del vino. Da quali uve è composto il vino Planeta La Segreta? Questo vino giovane e fresco ottenuto principalmente da uve Grecanico, con un tocco di Fiano e l’aggiunta di uve internazionali Chardonnay e Viognier. Tutte le uve sono sapientemente coltivate nei vigneti di proprietà di Planeta. La Segreta è compagno versatile del bere quotidiano e adatto alle più diverse occasioni.

Plantation

Plantation è un marchio che nasce nei primi anni ‘90 dalla passione di Alexander Gabriel, già distillatore riconosciuto della celebre Maison Ferrand, tra le aziende più antiche di cognac francese. Gabriel, spinto dalla curiosità e dall’amore verso la distillazione, decide di sperimentare nuovi rum caraibici, viaggiando nei terroir più tipici di questo distillato: dai Caraibi percorre tutta l’America Latina, attraverso dozzine di differenti regioni - ognuna caratterizzata da stili e peculiarità diverse - Gabriel testa una linea davvero notevole di rum diversi, ognuno espressione del territorio da cui proviene. Oggi Alexandre Gabriel, divenuto proprietario di Maison Ferrand, ha ricevuto apprezzamenti e riconoscimenti per la sua attività di distillazione e per i suoi rum, che in oltre 15 anni gli sono valsi numerosi premi, come il Master Blender nel premio “World’s Best” e il prestigioso Golden Barrel Award.

Plymouth

Podere Ai Valloni

Podere Brizio

Podere Il Castellaccio

Podere La Berta

Podere la Cappella

Podere Prospero

Poderi Luigi Einaudi

Poderi Luigi Einaudi

I Poderi Luigi Einaudi, con il loro importante nome e una storia di oltre un secolo, rappresentano una delle realtà vitivinicole più importanti del Piemonte. L’azienda nasce nel 1897, quando il giovane Luigi Einaudi acquista il primo podere in San Giacomo a Dogliani, con il proposito di accrescere la reputazione del territorio delle Langhe. Ben presto arriva anche la cantina, finalizzata alla produzione e all’imbottigliamento del vino e i primi vigneti, coltivati dai mezzadri e dalle loro famiglie. L’investimento di Einaudi in questa attività non si limita solo all’acquisto dei terreni, ma comprende anche l’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come trattori, motofalciatrici e rimorchi, per facilitare e velocizzare il lavoro. Anche negli anni da governatore della Banca d’Italia, da Ministro e da Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi continua ad occuparsi dei propri poderi e partecipa alle vendemmie. Questa tradizione è stata tramandata di generazione in generazione fino ad oggi: il primo a continuare l’attività dello storico fondatore dei Poderi è il figlio Roberto, che alla carriera nell’ambito della siderurgia affianca la conduzione dell’Azienda di famiglia. Oggi, alla guida dell’azienda c’è Matteo Sardagna, nipote di Roberto, che gestisce un’azienda agricola modello, con 150 ettari di terreno, di cui 60 coltivati a vigneto. Qui si producono alcuni vini DOC e DOCG di fama internazionale: gli Alba DOC, che nascono da uve Nebbiolo e Barbera, gli Alta Langa DOCG, dai vitigni Pinot Nero e Chardonnay, i Dogliani DOCG da uve Dolcetto in purezza, i Langhe DOC e i Piemonte DOC. Il Vino Rosso Poderi Luigi Einaudi I vini rossi dei Poderi Luigi Einaudi nascono in un territorio che parte dal comune di Dogliani e comprende le zone del Barolo, Monforte d’Alba, Alba e Neive. Il primo rosso ad ottenere successo anche al di fuori della propria terra d’origine è stato il Dolcetto, prodotto sulle colline del comune di Dogliani, il cuore dell’azienda. Dopo il Dolcetto, sono arrivati il Nebbiolo e il Barolo, coltivati nelle zone di Dogliani, Neive, Monforte d’Alba e Barolo. Non mancano i vitigni Barbera e Merlot, coltivati anch’essi sulle colline di Dogliani. Si tratta di vini dal gran carattere e dal sapore intenso, da abbinare a primi piatti complessi o a piatti a base di carne, ma anche con salumi e formaggi tipici della tradizione. Quali sono le caratteristiche del Dolcetto di Dogliani Luigi Einaudi? Il Dolcetto Dogliani DOCG Poderi Luigi Einaudi nasce nei vigneti San Luigi, San Giacomo e Madonna delle Grazie. È ottenuto da uve Dolcetto in purezza, raccolte a mano e selezionate con cura. A seguito della fermentazione in acciaio a temperatura controllata, avviene il processo di maturazione ed affinamento. Si ottiene così un vino dal colore rosso rubino, dal sapore fresco di frutti rossi e dal retrogusto di mandorla. Il Dolcetto prodotto dai Poderi Luigi Einaudi è un vino icona del doglianese, che a partire dalla vendemmia 2011 è passato da DOC a DOCG. Per la sua importanza, l’azienda ne produce circa 150.000 bottiglie all’anno e lo potrai trovare anche su Vino.com! Con cosa si abbina il Barbera Luigi Einaudi? Il Piemonte Barbera DOC Poderi Luigi Einaudi è un rosso di buona struttura e dal profumo intenso, prodotto a partire da uve Barbera delle vigne San Luigi e San Giacomo in Dogliani. Un vino di grande carattere, dai tannini vellutati, che si sposa con primi piatti complessi come le lasagne o la pasta al forno. Essendo un vino che nasce nella DOC Piemonte, il Barbera Poderi Einaudi si abbina perfettamente con piatti tipici della cucina locale, come la bagna cauda e i formaggi tradizionali, come la Toma piemontese e il Raschera DOP. Un vino sicuramente da provare, disponibile su Vino.com. Da cosa è caratterizzato il Barolo Poderi Luigi Einaudi? I Poderi Luigi Einaudi producono diverse varietà di Barolo nei vigneti di Verduno, di Monforte d’Alba e di Barolo. Tutti i vini Barolo dei Poderi Luigi Einaudi si distinguono per la loro eleganza e il colore rosso granato brillante. Inoltre, grazie alla loro tannicità, sono vini di lunga tenuta, circa 20-25 anni nelle migliori annate. In base alla zona specifica di produzione, possiamo degustare un vino di gran corpo, dalla trama piena e vellutata, come il Barolo DOCG Ludo, che nasce sulle colline di Bussia, Terlo e Cannubi. Nel Barolo DOCG Bussia, invece, si percepisce la componente minerale del terroir di provenienza. Un vino anch’esso ben strutturato e avvolgente, che si apre al naso con note speziate e balsamiche, perfettamente amalgamate al profumo di frutti rossi. Dalla vigna dei Cannubi otteniamo poi il Barolo DOCG Cannubi, un vino dal profumo vivace di frutti rossi, che in bocca risulta pieno e ricco di note speziate. Infine, il Barolo DOCG Terlo Vigna Costa Grimaldi, è un vino dal sapore pieno ed austero, un rosso che acquista negli anni una maggiore complessità, mentre i sapori fruttati si evolvono in aromi di spezie, cuoio e tartufo. Il Barolo DOCG Ludo e il Barolo DOCG Cannubi sono disponibili su Vino.com!

Poggerino

Poggio al Tesoro

Poggio al Tesoro è la tenuta di Bolgheri della famiglia Allegrini, uno dei nomi più importanti della Valpolicella. Il progetto è la realizzazione del desiderio di confrontarsi con un’altra terra di grandi vini rossi, una sorta di nuova avventura per mettersi nuovamente alla prova. Il tutto è nato da un’intuizione di Walter Allegrini, da sempre amante del territorio di Bolgheri e dei suoi vini. La tenuta è composta da diversi poderi, ognuno con caratteristiche pedoclimatiche diverse. I 70 ettari della tenuta si trovano in un contesto naturale di straordinaria bellezza, baciato da un sole caldo e potente, che riflesso dal mare, regala un’atmosfera di un’abbacinante luminosità. La linea collinare di Castagneto Carducci ripara la zona di Bolgheri dai venti provenienti da est e le dolci brezze del mar Tirreno, mitigano il calore di un clima tipicamente mediterraneo. Le vigne sono coltivate in un area di grande biodiversità, tra arbusti spontanei della macchia mediterranea e pini marittimi. La proprietà è composta da quattro poderi, due si trovano nei pressi della celebre via Bolgherese, uno in località Sondraie, vicino alla costa, e l’ultimo nella splendida zona di Bibbona.Il territorio di Bolgheri presenta un’orografia particolare, che digrada dolcemente dalla linea di colline che corrono nell’entroterra parallele alla costa. La composizione dei terreni è piuttosto varia, con una zona interna più ricca di scheletro, una zona intermedia di medio impasto e una fascia vicino al mare più sabbiosa: terreni poco adatti al Sangiovese e storicamente ritenuti poco vocati per la viticoltura. La fortuna del territorio è cominciata con il successo del vino Sassicaia, che ha dato valore a tutto il territorio. Nel giro di pochi decenni, Bolgheri è rinata con una sua precisa identità. Le terre e il clima si sono, infatti, rivelati ideali per coltivare i celebri vitigni a bacca rossa di Bordeaux, in particolare il cabernet sauvignon, il cabernet franc, il merlot e il petit verdot, che a Bolgheri si esprimono con una straordinaria maturità di frutto e ricchezza aromatica. Tra le uve a bacca bianca si coltiva soprattutto il vermentino, ma non mancano i più famosi vitigni francesi, in particolare il Sauvignon e lo Chardonnay. Poggio al Tesoro si è ben presto affermata come una delle realtà più importanti del territorio, grazie alla sua capacità di interpretare lo spirito di Bolgheri nel segno dell’eleganza e della finezza. La solida esperienza maturata in Valpolicella, nella coltivazione e vinificazione di uve a bacca rossa, ha permesso ad Allegrini di comprendere rapidamente le caratteristiche del territorio e la personalità dei vitigni. Oggi i vini di Bolgheri prodotti da Allegrini sono tra le etichette più interessanti e rappresentative della zona e si posizionano nella fascia alta del mercato, come autentiche interpreti di questa splendida terra.

Poggio Antico

Poggio Antico

Poggio Argentiera

Poggio Argentiera nasce nel 1997 ed è situata nell'incantevole territorio della Maremma toscana. Pur essendo di recente formazione, ha già ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale. La filosofia di Poggio Argentiera è quella di ricercare la massima espressione del territorio, seguendo la strada del minimo intervento, sia in vigna che in cantina, per far si che i vini possano esprimere il loro carattere vero e naturale. Per questo, dal 2009 la conduzione aziendale è stata convertita seguendo i dettami e le certificazioni dell'agricoltura biologica.

Poggio Argentiera

Poggio di Sotto

Poggio di Sotto

Poggio Landi

Poggio Landi

Poggio Le Volpi

Le origini di Poggio Le Volpi risalgono al 1920, quando Manlio Mergé cominciò a commerciare vino sfuso. La generazione successiva decise di dare un nuovo impulso all’attività di famiglia, fondando la Tenuta Poggio Le Volpi, che vedrà la luce verso la metà degli anni ’90. L’Azienda si trova a Monte Porzio Catone, a sud est di Roma, vicino alla zona collinare di Frascati, famosa per la viticoltura fin dai tempi degli antichi Romani. Il clima fresco e ventilato e i pregiati terreni d’antica origine vulcanica, offrono, infatti, le condizioni ideali per la coltivazione delle uve a bacca bianca. Monte Porzio Catone sorge su un cono laterale del Vulcano Laziale, che ha generato tutta l’area dei Castelli Romani. I terreni sono molto ricchi di minerali come potassio, fosforo, zolfo e magnesio, rocce laviche, tufi e sabbia, sono suoli molto drenanti e di buona fertilità naturale. Le vigne si trovano immerse in un contesto ambientale incontaminato, accanto al Parco Regionale dei Castelli Romani, ricco di boschi secolari di castagni.Il progetto della Tenuta Poggio Le Volpi parte proprio da desiderio di riscoprire e dare valore alle più antiche consuetudini della regione, per rinnovare in chiave moderna la grande tradizione del territorio e produrre vini capaci di esprimere in modo autentico la tipicità dei luoghi. La scelta dei vitigni si è orientata da subito verso la valorizzazione delle uve storicamente presenti nella zona di Frascati: malvasia di candia, malvasia del Lazio, malvasia puntinata, trebbiano, nero buono, cesanese e montepulciano, oltre agli internazionali chardonnay e syrah. La vigna è il centro di tutto il processo produttivo, con la consapevolezza che solo partendo da uve sane, ricche d’aromi e genuine, è possibile realizzare grandi vini. La tenuta è coltivata con impianti a spalliera, prevalentemente rivolti a mezzogiorno, che garantiscono ottime maturazioni in vendemmia. Le pratiche di cantina, sono orientare all’esaltazione dei profili varietali delle uve con il minimo intervento enologico, in modo da valorizzare al massimo la preziosa interazione tra vitigni e suoli vulcanici. I vini sono il frutto di una filosofia aziendale rigorosa e attenta, orientata a recuperare quel livello qualitativo che ha reso famosi fin dall’antichità vini della zona di Frascati. L’utilizzo di vitigni autoctoni e la presenza di suoli vulcanici, che marcano in modo evidente il profilo aromatico dei vini, permette di realizzare etichette importanti, che si fanno vere interpreti delle migliori qualità di un territorio di nobili tradizioni.

Poggio Scalette

Poggio Scalette

Pol Roger

Pol Roger è una sorgente d'infinito piacere e rappresenta uno stile di vita. I suoi champagne hanno un'anima, creata dal forte legame che vi è tra la famiglia ed i vigneti. L'azienda e i vigneti sono situati nella prestigiosa e nobile Champagne Avenue a Epernay, comune francese situato nel cuore pulsante della Champagne Ardenne. Con più di 160 anni di storia, Pol Roger è diventato uno dei produttori di champagne più riconosciuti e stimati al mondo. Il rinomato marchio di Champagne è ancora tutt'oggi di proprietà e gestito dai discendenti di Pol Roger. Pol Roger detiene il corrente Reale Warrant come fornitori di champagne a Queen Elizabeth II.

Pol Roger

Poli

Quasi impossibile non ricondurre il nome Poli alla produzione di grappe. Poli è infatti una delle aziende produttrici di grappa più celebri al mondo, nonché il nome della famiglia che con passione, porta avanti da oltre un secolo, l’attività di valorizzazione del famoso distillato di acquavite di vinaccia. Poli è stata fondata vicino a Bassano del Grappa, a Schiavon, nel 1898. Da quell’anno, i membri della famiglia Poli, generazione dopo generazione, si impegnano nella produzione di grappe di altissima qualità all’interno delle suggestive strutture produttive. La famiglia Poli ha voluto ricordare il lavoro appassionato che ha caratterizzato nel tempo la propria storia all’interno di un Museo, che oltre agli oggetti che celebrano la tradizione della distilleria, conserva l'antico alambicco in rame con dodici caldaiette a vapore attivo ormai da oltre un secolo. La grappa Poli viene distillata ricercando la costante miglioria, scegliendo vinacce di qualità e rispettando le antiche tradizioni che legano la famiglia alla storica produzione della pregiata grappa Poli. Grappa Poli Dicono che distillare un’ottima grappa sia un processo semplice. D’altronde sono necessarie soltanto le migliori vinacce e oltre cent’anni di esperienza! Da più di un secolo, Poli distilla soltanto le vinacce provenienti dai migliori produttori vinicoli del Veneto, con lo scopo di ottenere diverse tipologie di grappa Poli, ognuna con uno stile inconfondibile. La scelta è davvero ardua: dalle grappe giovani, a quelle barricate, dalle aromatizzate e quelle con infusioni naturali, ti suggeriamo di visitare Vino.com per scoprire la selezione di Poli Distillerie e delle sue grappe. Liquore Poli Sin dall’anno della sua fondazione, nel 1898, Poli affianca alla distillazione della Grappa, la produzione di liquori con infusione naturale di sostanze vegetali e frutti in alcool, conosciuti come Elisir. I liquori sono un modo originale di “fare aperitivo”, mantenendo vive nel presente le tradizioni del passato. Provate l’Amaro, il Bitter e i Vermouth Gran Bassano, per catapultarvi nel cuore dell’affascinante Veneto. I più golosi non potranno perdersi le creme e i liquori sfiziosi a bassa gradazione alcolica. Come si ottiene la Grappa Poli Barricata? Le Grappe barricate sono le grappe più pregiate. La Grappa Poli Barricata deve la sua caratteristica eleganza al processo di affinamento. Di fatto, questa Grappa viene elevata in barriques, arricchendosi delle sostanze aromatiche rilasciate dal legno ed ottenendo, in questo modo, profondità, avvolgenza e morbidezza. Cos’è la Grappa Poli 24 Carati Per produrre la Grappa Poli 24 Carati vengono distillate le vinacce provenienti dai vigneti che appartengono alla DOC Breganze, vicino Bassano del Grappa. Il nome Grappa Poli 24 Carati deriva dalla durata del suo affinamento, 24 mesi in carati (botti) di rovere.

Poliziano

Situata nello storico terroir di Montepulciano, l'azienda agricola Poliziano nasce nel 1961 circondata da poggi e colline ed ispirata da una millenaria tradizione enologica. Le cantine, dove si svolgono le delicate fasi si vinificazione, maturazione e affinamento dei vini, sono curate nei minimi dettagli e uniscono in modo armonioso tradizione e moderne tecnologie. I vini di Poliziano raccontano la storia del territorio in cui nascono e conservano le etichette originali con cui furono imbottigliati per la prima volta negli anni '80, pur essendosi affinati ed evoluti nel tempo, raggiungendo un livello qualitativo di eccellenza.

Polvanera

Valorizzazione del primitivo e di altri vitigni autoctoni pugliesi: questo il progetto di Filippo Cassano quando nel 2003, forte di una lunga tradizione di famiglia, fonda Polvanera. L'azienda sorge a Gioia del Colle, in provincia di Bari, in una storica masseria con annessa una moderna cantina scavata nella roccia carsica, in cui la temperatura e l'umidità costanti tutto l'anno garantiscono un ambiente ottimale per creazione e maturazione dei vini. Polvanera coltiva i suoi vigneti in regime di agricoltura biologica, con il massimo rispetto del territorio, senza l'utilizzo di sostanze dannose per l'ambiente. Oggi la cantina è diventata un importante punto di riferimento, a livello sia nazionale che internazionale, per la DOC Primitivo Gioia del Colle.

Pommery

La storia della Maison Pommery risale al 1858 quando Madame Pommery, rimasta vedova, sale a capo dell’azienda Pommery & Greno. Ben consapevole dell’importanza della scelta e della selezione della materia prima nella costituzione di un ottimo Champagne, decide ben presto dedicare ogni sforzo alla crescita qualitativa per l’elaborazione di Champagne ricercati. La creazione di uno Champagne Brut nel 1874 fu un’altra dimostrazione della sua lungimiranza e della capacità, tutta personale, di contravvenire alle aspettative del mercato, normalmente orientate dalla produzione di vini più dolci. Lo Champagne Pommery Lo Champagne Pommery è il risultato più riuscito di una sapiente arte vinificatoria, volta a intervenire appieno sui gusti e le tendenze del secolo XIX. L’intervento di Madame Pommery non è soltanto rivolto alla creazione di Champagne unici e dall’alto profilo qualitativo, ma alla determinazione di un nuovo modo di bere e di un approccio innovativo al vino spumantizzato. Con un’attività legata alla sostenibilità ambientale che ha garantito oggi i riconoscimenti ‘Sustainable Viticulture in Champagne’ e ‘High Environmental Value’, la Maison Pommery esalta il valore di ogni singolo passaggio produttivo, dalla selezione delle varietà alle tecniche di affinamento, dalla ricerca del blend perfetto alla precisione delle pratiche in vigna, per produrre Champagne in cui non sia il dosage a fare la differenza, ma l’interconnessione di tutte queste pratiche. La creazione di un blend di vini base è la premessa di una lunga maturazione a contatto con i lieviti che avviene a seguito di una seconda fermentazione in bottiglia nelle cantine calcaree della Maison, in cui ogni bottiglia ha il tempo di affinare e di esprimere al meglio il gusto dell’attesa. Lo Chef de cave Clément Pierlot, sempre assistito da un team di esperti enologi, è responsabile del blend di cui il Brut Royal è espressione di diverse annate. Al contrario i millesimati sono ottenuti con uve grand crus, così come la Cuvée Louise. Cosa contraddistingue lo Champagne Pommery Rosé? Lo champagne Pommery Brut Rosé è la variazione in rosé dei classici Brut Royal ed è ottenuto con uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay. Elegante e caratteristico, presenta aromi fruttati e delicatamente cremosi assieme a un sorso armonico e piacevole dovuto alla presenza dello Chardonnay. Perché provare lo Champagne Pommery Brut Royal? Lo Champagne Pommery Brut Royal è il vino più celebrato di casa Pommery ed è assolutamente da provare perché in grado di raccontare lo stile Pommery con uve provenienti da 40 comuni dislocati tra la Côte des Blancs e la Montagne de Reims, assieme ad altre piccole aree della regione. Qual è il prezzo di uno Champagne Pommery? A seconda delle etichette, il prezzo di uno Champagne Pommery oscilla tra i 50 € e i 130 €.

Port Askaig

Parlando dei whisky della famosa isola scozzese di Islay non si può non far riferimento a Port Askaig, realtà connotata da un forte spirito tradizionale che produce single malt selezionando unicamente le botti ritenute eccezionali. Il carattere seducente di questi whisky frequenta robuste note affumicate e un frutto morbido che costituiscono la firma di Port Askaig, preservato scegliendo di non filtrare a freddo né di aggiungere alcun colorante.

Portofino

Primafonte

Principe Corsini

Di proprietà della famiglia Corsini dal 1427 e situata sulle colline di San Casciano, la tenuta Villa Le Corti è sede di questa storica azienda del Chianti Classico. Duccio Corsini, attualmente alla guida di questa importante realtà toscana, eredita i valori e quasi 1000 anni di storia di una famiglia da sempre dedicata alla produzione di vino. La volontà della famiglia Corsini è quella di lasciare un segno attraverso produzioni enologiche di alto pregio, raffinate ed eleganti, e di sfruttare le potenzialità che il terreno ha da offrire, senza stravolgerlo ma bensì, salvaguardandolo con estremo rispetto.

Principi di Butera

Dal 1997, la famiglia Zonin è proprietaria dell'’azienda Feudo Principi di Butera, situata nelle antiche terre del Feudo Deliella, nella provincia siciliana di Caltanissetta. Questa cantina siciliana si dedica alla realizzazione di etichette di grande qualità, cercando di sfruttare al meglio le potenzialità di un territorio altamente vocato alla produzione enologica, accostando i grandi vitigni internazionali a vitigni autoctoni di assoluta qualità. La proposta di Feudo Principi di Butera vira dunque verso la celebrazione della cultura vitivinicola siciliana, con una visione moderna e ben sviluppata.

Produttori del Barbaresco

Produttori del Barbaresco

La cantina Produttori del Barbaresco, fondata nel 1958, è oggi considerata una delle più famose nel territorio delle Langhe, nonché un modello di riferimento per le cooperative di tutto il mondo. La storia del Barbaresco è ancora più antica: nasce il 1894, quando Domizio Cavazza, l’allora preside della Regia Scuola Enologica di Alba, riunisce un piccolo gruppo di proprietari terrieri e agricoltori e fonda le Cantine Sociali di Barbaresco, per dare nuova vita al Nebbiolo, vitigno fino ad allora coltivato esclusivamente per produrre vino Barolo e vini da pasto. Pur avendo dato una nuova identità al territorio, le Cantine Sociali chiusero negli anni ’20 del Novecento, sia come conseguenza della Prima Guerra Mondiale, sia a causa della filossera che aveva devastato i vigneti. La tradizione della cooperativa sociale fu poi ripresa da Don Fiorino Marengo, che nel 1958 fondò l’associazione dei Produttori del Barbaresco, per aiutare i piccoli agricoltori. Da un’iniziale adesione di 19 vignaioli, Produttori del Barbaresco è andata espandendosi: oggi conta 50 associati che coltivano circa 110 ettari di vigneti, spesso situati nei cru storici della denominazione, all’interno dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e San Rocco. Qui, a un’altitudine tra i 200 e i 400 metri s.l.m., vengono coltivate le uve Nebbiolo da cui hanno origine i vini Barbaresco DOCG, 9 tipologie di Barbaresco Riserva DOCG e il Nebbiolo Langhe DOC. Vino rosso Produttori del Barbaresco Il vino rosso Produttori del Barbaresco ha origine nelle Langhe, a pochi chilometri dalla città di Alba, un territorio vocato fin dal XIV secolo alla coltivazione di uve Nebbiolo. Su questi pendii, infatti, si trovano suoli argillosi e ricchi di calcare, che in base alla quantità di calcio e ad alcune venature di sabbia, donano ai vini le loro caratteristiche peculiari. Il Nebbiolo è piantato nelle aree con la migliore esposizione al sole ed il clima mite nelle basse stagioni ne garantisce l’ottima qualità. Su queste terre la cooperativa Produttori del Barbaresco coltiva il Nebbiolo, producendo ogni anno un Barbaresco DOCG e un Nebbiolo Langhe DOC entrambi disponibili su Vino.com. Il Barbaresco DOCG è prodotto con uve Nebbiolo in purezza coltivate nei vari vigneti della zona d’origine. Si presenta alla vista con un colore rosso rubino intenso, mentre in bocca risulta ben strutturato, con una forte trama tannica. Il Nebbiolo Langhe DOC si ottiene invece con uve Nebbiolo dei vigneti più giovani ed è un vino di corpo medio e fresco, ottimo in abbinamento con piatti a base di carne, sia rossa che bianca. Inoltre, dal 1967, nelle grandi annate vengono prodotti 9 Barbaresco commercializzati poi come Barbaresco Riserva DOCG, provenienti da vigneti storici come Asili, Rabajà, Rio Sordo, Ovello, Montestefano, Pajé, Muncagota, Montefico e Pora. Dal 2007, questi vini sono stati riconosciuti come «Menzioni Geografiche Aggiuntive» e riportano il nome del Cru e dei proprietari dei vigneti sulle etichette numerate. Infine, non manca la Grappa di Barbaresco Invecchiata, ottenuta dalle vinacce di Nebbiolo che arrivano in distilleria, ancora umide e cariche di aroma, dopo una lieve pressatura. La distillazione avviene nell’arco di qualche ora e la grappa che ne deriva viene lasciata invecchiare per 12 mesi in botti di rovere.

Profumi della Costiera

Prunotto

Puiatti

Puiatti da sempre cerca di esaltare le caratteristiche e la purezza dei vitigni, rispettandone l’essenza. I suoi vini nascono da vigneti situati in due importanti zone vitivinicole, il Collio e l’Isonzo, e le viti vengono coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica, con studi effettuati in collaborazione con l’Università di Udine. L’attività della cantina Puiatti si basa su un importante principio: la salvaguardia della natura, che si esprime concretamente attraverso pratiche quali concimazioni organiche, irrigazioni moderate, contrasto biologico ai parassiti e programmi di ripristino delle biodiversità. Il risultato sono vini coerenti alle uve, di grande qualità e armonia.

Pulltex

Pyrat

Quadra

La cantina Quadra viene fondata nel 2003 grazie alla passione di Ugo Ghezzi per il mondo vinicolo. La cantina è situata nella leggendaria località di S. Eusebio, nel comune di Cologne, magico terroir che si affaccia sullo splendido panorama del lago d'Iseo. Le vigne di Quadra collocate nel cuore della storica denominazione della Franciacorta, si estendono su 32 ettari, producendo come vitigno principale lo Chardonnay, seguito dal Pinot Bianco e dal Pinot Nero. Le uve, selezionate e raccolte unicamente a mano, vengono coltivate e vinificate in modo da esaltare e valorizzare le caratteristiche del territorio d'origine.

Quarta Generazione

Quartomoro di Sardegna

Quartomoro di Sardegna è una piccola realtà in evoluzione, il connubio tra sardità e continentalità, l'interpretazione moderna della tradizione vitivinicola. La cantina è situata ad Arborea, nel comune di Marrubiu, ai piedi del Monte Arci, magico terroir sardo con una biodiversità tra le più interessanti d’Europa. La Quartomoro di Sardegna è una fabbrica di idee, di esperienze sulla viticoltura e l’enologia sarda. I vini Quartomoro grazie alla passione, all'impegno costante e la ricerca dei produttori, esprimono perfettamente la vera essenza della Sardegna.

Quercecchio

Querciabella

Querciabella viene fondata nel 1974 grazie alla passione per il mondo enologico dell'imprenditore Giuseppe Castiglioni. La cantina è situata nel cuore del Chianti Classico, nel magico panorama vitivinicolo Toscano. Querciabella produce i suoi vini secondo il metodo biodinamico, senza l'utilizzo di sostante chimiche durante le fasi produttive, mantenendo intatta la fertilità della terra, in modo da proteggere con processi naturali le viti da malattie e parassiti. La costante ricerca di qualità, la conservazione della tradizione e l'approccio alla viticoltura biodinamica sono i punti di forza che guidano da sempre la cantina.

Quinta da Côrte

Quinta do Noval

Quinta do Noval è una leggendaria cantina produttrice di Porto, nata nel 1715 a Vila Nova de Gaia, nella suggestiva Valle del Douro. All’azienda si attestano fatti pionieristici vari, a testimonianza dell’importanza che ha assunto nel tempo nella produzione del celebre vino fortificato: la creazione del Porto LBV (Late Bottled Vintage), che viene imbottigliato 2 anni dopo rispetto al Porto tradizionale, o anche le prime indicazioni dell’invecchiamento medio del blend destinato al Porto Tawny. Dagli evocativi socalcos - i terrazzamenti inclinati tipici della viticoltura della regione - nascono e si sviluppano le uve tra le altre di Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Roriz e Tinta Cao, dalle quali sono prodotti i Porto tra i più famosi e celebrati di tutto il genere, dei veri e propri gioielli per i collezionisti di tutto il mondo, citati spesso nei punteggi di critici del calibro di Robert Parker come veri e propri top di gamma.

Quinta do Noval

Quintodecimo

Raimat

Rainoldi

La casa vinicola Aldo Rainoldi nasce nel 1925 nell'affascinante territorio della Valtellina, in Lombardia. L'azienda viene gestita da generazioni in ambito familiare, riuscendo a mantenere sempre vivo l'interesse e la passione per la cultura del vino. I vini Rainoldi rappresentano perfettamente la tradizione vitivinicola locale, riuscendo costantemente ad esaltare, grazie alla loro eleganza, il terroir della Valtellina. La tradizione e l'esperienza della famiglia Rainoldi rendono i loro vini, garanzia di qualitià e personalità.

Ramazzotti

Rampolla

Rapaura Springs

Rattalino

Raventós i Blanc

Raventòs i Blanc è un'azienda storica spagnola, situata a Sant Sadurnì d’Anoia, zona limitrofe a Barcellona. Fondata nel 1986 da Josep Maria Raventos i Blanc, discendente della nobile famiglia Raventos, l'azienda rappresenta un modello per molte aziende più giovani per la produzione di vini, in particolar modo lo spumante "Cava". Raventòs estende le sue viti per circa 40 ettari. I vitigni coltivati sono tra i più famosi in terra spagnola: Xarel-lo, Parellada, Macabeu e Monastreell. Sin dalla nascita l'azienda ha lavorato duramente per creare un nuovo stile di “Cava”, puntando con decisione all’elaborazione di una qualità altissima proveniente solo dai cru delle loro terre.

Ravoire

Re Manfredi

Re Manfredi è una giovane cantina situata nel cuore della zona di produzione dell'Aglianico del Vulture DOC, nei pressi di Venosa (Potenza), una zona particolarmente vocata alla creazione di vini importanti. La filosofia aziendale si basa su una perfetta combinazione tra tradizione e innovazione, nel profondo rispetto per l'ambiente e il territorio. L'attività della cantina Re Manfredi è focalizzata alla produzione di Aglianico del Vulture di alta qualità. Una missione che punta all'eccellenza, sostenuta dai numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali che i vini di Re Manfredi hanno ottenuto nel corso del tempo.

Rebholz

Recaredo

Redbreast

Reichsgraf von Kesselstatt

Reichsgraf von Kesselstatt

Reichsrat von Buhl

Reine Pédauque

Renato Ratti

Renato Ratti

Renato Ratti è uno dei nomi importanti del vino delle Langhe. La sua cantina si trova in Frazione Annunziata a La Morra, in uno dei territori più famosi e pregiati della denominazione Barolo. Dopo gli studi di enologia ad Alba, Renato Ratti si trasferisce in Brasile e si occupa di Spumanti e Vermouth presso la sede di San Paulo della Cinzano. Verso la metà degli anni ’60, torna in Piemonte e acquista la prima vigna il località Marcenasco, nei pressi dell'Abbazia dell'Annunziata a La Morra. Negli anni seguenti comincia a sperimentare e innovare il mondo del Barolo, con l’intento di realizzare dei vini più fini ed eleganti. Rientrano in questo processo di revisione delle più antiche tradizioni, l’utilizzo di fermentazioni e macerazioni più brevi e meno estrattive e la riduzione del periodo di maturazione in legno, in favore di un lungo affinamento in bottiglia. Una piccola rivoluzione enologica, applicata alla sue etichetta di riferimento, il Barolo Marcenasco, che diventerà un’icona di un nuovo stile di interpretare lo storico vino delle Langhe. Negli anni successivi l’attenzione è soprattutto rivolta a ingrandire e sistemare la tenuta. Vengono ampliati i vigneti di Marcenasco, Conca e Rocche a La Morra e rinnovati gli impianti di vigna Colombè di Mango e di Villa Pattono a Costigliole d'Asti.I suoi vini cominciano ad affermarsi tra i migliori esempi del territorio di La Morra e il suo nome diventa un punto di riferimento imprescindibile per chi vuole conoscere il volto autentico del territorio. La vasta esperienza in vigna e la profonda conoscenza della terra delle Langhe, condurranno Renato Ratti ad assumere il ruolo di presidente del Consorzio del Barolo e successivamente, di direttore del Consorzio dell'Asti. Dagli anni ’90, dopo la scomparsa di Renato, il figlio Pietro che ha preso il timone dell’azienda, proseguendo l’opera del padre senza modificarne i principi di base e prestando sempre più attenzione alla valorizzazione delle caratteristiche peculiari singole parcelle. La tenuta si estende su 35 ettari, suddivisi in sei diversi poderi, che si trovano a La Morra, Mango e Costigliole d'Asti. Le vigne sono coltivate nel massimo rispetto della vite e del territorio, con l’obiettivo di produrre uve sane e genuine, vero valore per produrre grandi vini. La filosofia della cantina si può riassumere in pochi concetti: massima attenzione per la singola vigna, per le caratteristiche dell’annata e la valorizzazione dell’affinamento in bottiglia per ottenere vini raffinati e longevi, che siano coerente e autentica espressione del territorio delle Langhe, declinato in tutte le sue sfumature.

René Muré

Renieri

Revì

Siamo nel 1982 quando Paolo Malfer, disponendo di una lunga esperienza sul piano sperimentale, pensa di includere nell’azienda vinicola Revì il frutto di lunghi e appassionati studi. Il nome Revì deriva dal toponimo della zona produttiva che, con tutta probabilità era anticamente già nota per le pratiche di coltivazione della vite e per la qualità delle uve che ne derivavano. In particolare la menzione ‘Re vin’ descrive bene il connubio di rispetto e dedizione che molti anni determina la fortuna della zona. La produzione Revì è integralmente dedicata al Trentodoc ed è riuscita ad oggi a coinvolgere tutti i componenti della famiglia che si adoperano per la conservazione del territorio e la massima celebrazione del marchio. Il Trentodoc Revì La produzione di ogni Trentodoc Revì ha inizio con l’attenta cura delle piante di vite che costituiscono il patrimonio di base per avviare i processi di vinificazione. In un territorio come quello Trentino, occupato da filari di Chardonnay e Pinot Nero, il materiale da vinificare trae vantaggio da esposizioni favorevoli, da brezze che soffiano dal Lago di Garda e da una consistente escursione termica che garantisce alle uve una perfetta maturazione con lo sviluppo di un adeguato profilo aromatico. In attesa del giusto grado di maturazione, i grappoli vengono sottoposti a pressatura soffice per l’ottenimento del mosto fiore con grande concentrazione di profumi e aromi. Le basse temperature che accompagnano la prima fermentazione sono utili a conservare il profilo aromatico in termini di eleganza e delicatezza. Da quest’ottima base si passa alla seconda fase, quella che contraddistingue il metodo Classico Trentodoc e che prevede una rifermentazione in bottiglia grazie al liqueur de tirage, con il conseguente sviluppo di componenti aromatiche aggiuntive e del perlage unico che contraddistingue il sorso. Gli zuccheri rifermentano e l’anidride carbonica rimane imprigionata nella bottiglia fino con procedure di remuage che nel tempo avvicinano il lieviti esausti al collo della bottiglia. Con la sboccatura o degorgement il deposito contenuto nel tappo viene rimosso per procedere con l’aggiunta del liquer d’expedition, un composto di vino e zucchero che determinerà la tipologia di Trentodoc da ottenere. Quali sono le caratteristiche del Revì Trentodoc Rosé? Tra le caratteristiche del Revì Trentodoc Rosé c’è sicuramente un colore rosa tenue che sprigiona al naso aromi di sottobosco e frutti rossi, abbastanza densi e carnosi prima di ritrovarsi al palato come cifra distintiva del Pinot Nero. Il tutto è completato dalla freschezza dello Chardonnay incaricato di dare il giusto slancio. Cosa contraddistingue il Revì Trentodoc Dosaggio Zero? Il Revì Trentodoc Dosaggio Zero è contraddistinto da una prevalenza di Chardonnay presente al 75% e per la restante parte si avvale di Pinot Nero per acquisire profondità e carisma. Questo Metodo Classico Trentodoc affina sui lieviti per 42 mesi per sprigionare sentori di frutta e fiori freschi che compongono una sensazione armonica e di grande pulizia. Cosa contraddistingue il Revì Brut millesimato? Tutti i Trentodoc Revì sono millesimati cioè prodotti con uve di una sola annata e senza l’utilizzo di vini riserva. In particolare il Revì Trentodoc Brut affina 42 mesi sui lieviti ed è considerato un vino adatto a molte occasioni e provvisto di grande bilanciamento aromatico.

Ricossa

Riecine

La Tenuta di Riecine nasce sulle dolci colline di Gaiole in Chianti, nel cuore dello straordinario terroir del Chianti Classico DOCG. La cantina si pone l'obiettivo di utlizzare uva che mantenga intatte tutte le caratteristiche del territorio d'origine. La cura nella coltivazione dei vigneti, la massima attenzione a tutte le tecniche di vinificazione e la tradizione familiare, sono i valori che guidano costantemente la cantina. I vini Riecine sono raffinati ed eleganti, piacevolmente intensi, equilibrati e di grande struttura, la perfetta espressione del Sangiovese.

Ritterhof

Rivera

Riviera

Roagna

Robert Mondavi Private Selection

Robert Mondavi Winery

Robert Mondavi fonda nel 1966 l'omonima cantina con l'obiettivo di esaltare le straordinarie qualità dei vini della Napa Valley. La cantina è nota per la produzione di alcuni dei migliori Cabernet Sauvignon al mondo, che vengono prodotti grazie all'utilizzo di innovative tecniche vitivinicole. Il rispetto per l'ambiente, la tradizione familiare e l'attenzione per la produzione di vini di qualità, sono i principi che guidano costantemente la cantina. I vini Robert Mondavi sono la perfetta espressione del clima, dei vitigni e del terroir d'origine.

Robert Weil

Robert Weil è il nome di una stimata cantina del Rheingau e del suo fondatore, che acquistò i primi vigneti nel 1867 sulle colline di Kiedrich, in Assia. Con una visione lungimirante e una dedizione assoluta per la qualità, essa divenne ben presto nota a livello internazionale: i suoi vini Spätlese e Auslese approdarono sulle tavole di importanti imperatori europei insieme ai grandi bianchi bordolesi. Oggi la proprietà può contare su 90 ettari di vigneti con più di 50 anni di età, coltivati esclusivamente a Riesling. Wilhelm, alla quarta generazione della famiglia Weil, apre la strada ad una vinificazione in chiave moderna, con un trasporto delicato effettuato per gravità, l'impiego di soli lieviti indigeni e il monitoraggio attento di ogni fase della fermentazione. Il profilo dei vini ottenuti è autentico, elegante e complesso, di grandissima finezza.

Robert Weil

Roberto Voerzio

Roberto Voerzio

L’azienda Roberto Voerzio si distingue da oltre trent’anni per i suoi vini rossi di altissima qualità, massima espressione del terroir delle Langhe. La sua storia inizia nel 1986 a La Morra, in provincia di Cuneo, località rinomata per la sua lunga tradizione vitivinicola, tanto che alcuni dei suoi vigneti portano lo stesso nome dal 1350. L’azienda Roberto Voerzio, a conduzione familiare, ha ereditato questa tradizione e l’ha rafforzata coltivando le sue vigne in maniera del tutto sostenibile, senza l’utilizzo di prodotti chimici o sostanze che potrebbero impattare sul ciclo vegetativo delle piante. Lo stesso principio è adottato in cantina, dove la fermentazione avviene spontaneamente ed è vietato l’utilizzo di tutte quelle sostanze che andrebbero a modificare le caratteristiche naturali del vino, come il suo colore o il suo profumo. Si ottengono così vini pregiati, dall’alto potenziale di invecchiamento, che hanno reso quest’azienda a conduzione familiare un punto di riferimento per gli appassionati di vino in tutto il mondo. Vino bianco Roberto Voerzio L’azienda Roberto Voerzio non produce vino bianco, ma è rinomata per i suoi rossi di gran pregio. La zona di La Morra è infatti particolarmente vocata alla coltivazione di uve a bacca rossa e ospita i vigneti di Nebbiolo, Merlot, Barbera e Dolcettoda cui nascono i pregiati vini Roberto Voerzio. I viticoltori dell’azienda, dopo ogni vendemmia, concimano i terreni con prodotti naturali come l’humus, nel pieno rispetto del fabbisogno di ogni pianta. Con una resa molto bassa, l’uva che ottengono è di ottima qualità ed è vinificata in modo da valorizzarne le caratteristiche naturali: non a caso, nessun vino viene filtrato. Tutti i vini Roberto Voerzio, dal Barolo, al Barbera D’Alba fino al Dolcetto, invecchiando vedono ulteriormente migliorare le qualità originarie. Quali sono le caratteristiche del Dolcetto Roberto Voerzio? Il Dolcetto d'Alba DOC Priavino Roberto Voerzio nasce da uve Dolcetto in purezza provenienti dai vari appezzamenti dell’azienda. Alla vendemmia, che avviene a metà settembre, segue la fermentazione malolattica in acciaio e l’affinamento per 10 mesi. Il vino ottenuto si apre al naso con sentori di ciliegia, prugna e frutti di bosco. In bocca risulta pieno, con una complessa trama tannica, ideale da abbinare a primi piatti a base di carne o con arrosti, ma anche con carni in umido. È disponibile su Vino.com! Quali sono le caratteristiche del Nebbiolo Roberto Voerzio? Il Langhe Nebbiolo DOC Disanfrancesco Roberto Voerzio ha origine dal vigneto di San Francesco Fontanazza, nel comune di La Morra, da uve 100% Nebbiolo. Dopo la raccolta delle uve a fine settembre, la fermentazione avviene in botti di acciaio. Segue l’affinamento in legno per 12 mesi e ulteriori 8 mesi in acciaio. Il Langhe Nebbiolo DOC Disanfrancesco si distingue per il suo colore rosso rubino luminoso e per il profumo aromatico e fruttato. In bocca è fresco e di buon corpo, da provare in abbinamento a carni in umido, o anche con risotti ai funghi. Quali sono le caratteristiche del Barbera d’Alba Roberto Voerzio? I vini Barbera d’Alba prodotti dall’azienda Roberto Voerzio nascono da uve Barbera in purezza, raccolte manualmente tra la metà e la fine di settembre. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino matura in botti di rovere per 12 mesi, per concludere l’affinamento in acciaio. Nascono così il Pozzo Annunziata Barbera d’Alba DOC e Il Cerreto Barbera d'Alba DOC. Quest’ultimo, disponibile su Vino.com, si apre al naso con un profumo di ciliegia e mora. Al palato risulta fresco e persistente, con una discreta trama tannica.

Rocca delle Macie

Rocca delle Macìe nasce nel 1973, quando Italo Zingarelli acquista la tenuta “Le Macìe” per dare vita ad un’azienda vitivinicola nel cuore del Chianti Classico. La storia di Rocca delle Macìe è sempre stata caratterizzata da un solido rapporto con il territorio da un lato e dall'innovazione e la ricerca volte al miglioramento della qualità dall'altro. Il forte legame con la Toscana, l'arte della vinificazione e il desiderio di mantenere sempre viva la passione per il mondo del vino, sono i valori che guidano da sempre la famiglia Zingarelli. I vini Rocca delle Macìe sono semplici ed autentici, la perfetta espressione della professionalità di questa straordinaria realtà.

Rocca delle Macie

Rocca di Frassinello

Rodenbach Brewery

Romano Dal Forno

L'azienda agricola Romano dal Forno sorge in Val d'Illasi, ad est di Verona, in una zona pianeggiante molto soleggiata che è da sempre vocata alla coltivazione della vite e alla produzione di vino. La filosofia aziendale si basa sulla produzione di vini di altissima qualità, per esprimere al meglio le peculiarità di questo grande territorio. I vini di Romano dal Forno sono creati con amore e passione per la terra e grande cura in tutte le fasi di lavorazione, dalla vigna alla cantina. In ogni bicchiere si ritrovano emozioni e piaceri unici, tanto che i vini della cantina hanno ricevuto numerosi e importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Romano Dal Forno

Romio

Ron Zacapa

Il Ron Zacapa nacque nel 1976 per celebrare il centenario della città di Zacapa, situata a sud del Guatemala su un suolo di origine vulcanica, lambito da fiumi e ricco di sostanze minerali. Da 35 anni, la Master Blender di Ron Zacapa è Lorena Vásquez, una delle poche donne al mondo a svolgere questa complessa ed entusiasmante professione. Per lei il lavoro di Master Blender è un’arte e uno stile di vita, tant’è che la sua costante ricerca dei migliori ingredienti del Guatemala ha favorito la reputazione di Ron Zacapa a livello internazionale. Rum Zacapa Il Rum Zacapa viene prodotto con la prima spremitura di canna da zucchero vergine, mentre il processo di invecchiamento avviene seguendo il classico Metodo Solera. L’autenticità dei profumi e l’armoniosità del gusto del Rum Zacapa derivano da materie prime di altissima qualità. L’utilizzo della prima spremitura di canna da zucchero vergine dona note dolci e vellutate al rum. La successiva fermentazione prevede l’uso di lieviti derivanti dall’ananas che ne esaltano il profilo aromatico, mentre la distillazione ne arricchisce il profilo gustativo. A questo punto inizia il viaggio del Rum Zacapa, che giunge fino a 2300 metri sul livello del mare, dove l’aria di montagna e il clima fresco uniti all’invecchiamento con metodo Solera, che prevede lo spostamento del Rum all’interno di botti diverse sia per tipologia che tostatura (quercia bianca americana ex Whisky, rovere europeo ex Cognac o Sherry), lo arricchiranno dotandolo di aromi e sapori ancor più complessi. Quali sono le caratteristiche del Ron Zacapa XO? Il Ron Zacapa XO viene ottenuto miscelando rum selezionati a mano ed invecchiati dai 6 ai 25 anni in botti di rovere francese ex Cognac, seguendo il metodo Solera. A loro volta ciascuno dei rum selezionati è stato sottoposto ad un invecchiamento in botti ex Whisky, ex Sherry ed ex Pedro Ximénez. Questa complessità di legni arricchisce il Ron Zacapa XO di note di caramello bruciato, noci tostate, scorza d’arancia e marzapane che lo rendono perfetto sia liscio che con ghiaccio. Zacapa XO è un Rum persistente e vellutato, con riconoscibili note di vaniglia, cioccolato e cannella e dal finale con sentori di zenzero. Quali sono le caratteristiche del Ron Zacapa 23? Il Ron Zacapa 23 Centenario viene ottenuto miscelando rum invecchiati tra i 6 e i 23 anni, in botti ex Whisky americano, ex Sherry ed ex Pedro Ximénez, con il metodo Solera. Si tratta di un Rum equilibrato e delicato, caratterizzato da note di caramello e vaniglia, noci tostate, banana e ananas. Ha una corposità importante, un gusto di frutta secca, albicocca e tabacco e un finale speziato di zenzero e cannella. Degustalo liscio, con ghiaccio o come base per i tuoi cocktail preferiti. Scopri la selezione Ron Zacapa sulla tua enoteca online preferita.

Ronchi di Manzano

Nel 1969 tra i Colli Orientali del Friuli, nasce l’Azienda Agricola Ronchi di Manzano, in una terra storica quanto vocata, vera e propria culla del vino. Portata avanti con dedizione da Roberta Borghese che si occupa in prima persona della conduzione dei vigneti e della produzione dei vini, con l’aiuto delle figlie Lisa e Nicole, l’azienda si è ritagliata uno spazio importante tra gli appassionati dei vini dei Colli Orientali. L’azienda, situata nei comuni di Manzano e Rosazzo, ricopre una superficie di 40 ettari di vigneti nel primo, più altri 20 nel secondo comune, tra terreni marnosi e un suggestivi panorami. Le varietà coltivate sono tipiche di questo terroir come il Friulano, il Pinot Grigio, il Sauvignon e il Merlot e Cabernet per i rossi. Grazie ad una attenta e sapiente vinificazione, che non lascia nulla al caso, all'attenta selezione delle uve fino all’affinamento, nascono dei vini autentici e genuini, che sono il naturale prodotto di queste splendide terre.

Ronco del Frassino

Ronco del Frassino nasce sui pendii più scoscesi del Collio, area di eccellenza per la produzione di vini bianchi, nonché vanto di tutta la penisola italiana. Qui, la coltivazione della vite risale all’epoca romana e ha dato vita, nel corso del tempo, ad alcuni dei vini bianchi più famosi in Italia, come quelli a base di Ribolla Gialla. Nell’800, con la ripresa delle attività produttive legate alla viticoltura, si è cercato di accrescere la meritata fama di questi prodotti, che avevano trovato nel clima gran parte della loro fortuna. La qualità delle uve è sempre dipesa dalla conformazione collinare di questa mezzaluna situata a ovest di Gorizia e del confine sloveno, perlopiù disposta secondo la direttrice est-ovest e con un'altitudine favorevole non superiore ai 300 mt. Il nome della tenuta deriva dai suoi vigneti terrazzati, chiamati gradoni o “ronchi”, che sono circondati da suggestivi boschi di frassini. Le etichette acquerellate, invece, richiamano la vita di un tempo: ritratti di momenti leggeri della vita quotidiana e familiare. Vino Rosso Ronco del Frassino Pur essendo conosciuta principalmente per i suoi vini bianchi tipici del Collio, la cantina Ronco del Frassino produce anche un vino rosso di rara eleganza ed equilibrio: il Pinot Nero. È ottenuto da uve Pinot Nero in purezza, sottoposte ad una fermentazione con macerazione per 8-10 giorni. La vinificazione si conclude con la maturazione in acciaio inox a temperatura controllata. Vino Bianco Ronco del Frassino Sulle celebri colline del Friuli hanno origine i migliori vini bianchi Ronco del Frassino: dal Sauvignon, alla Ribolla, fino al Pinot Grigio e al Traminer. I fiori all’occhiello della cantina sono senza dubbio il Sauvignon e la Ribolla: il primo si distingue per il suo palato fresco e intenso e per l’aroma di pompelmo rosa e frutta esotica, il secondo è invece caratterizzato da un bouquet che spazia dai sentori floreali alle note speziate. Non può mancare poi il Traminer Ronco del Frassino, il cui inconfondibile profilo aromatico è dato dalla perfetta combinazione di escursione termica, esposizione al sole e venti provenienti dal mare. Chiudono la gamma il Pinot Grigio, un bianco elegante e strutturato e il Friulano, morbido e vellutato: vere e proprie icone del Friuli, tutte disponibili su Vino.com. Quali sono le caratteristiche della Ribolla Gialla Ronco del Frassino? La Ribolla Gialla è un’icona della tradizione vitivinicola del Friuli, di cui Ronco del Frassino si fa portavoce con i suoi vini. La Ribolla Gialla Ronco del Frassino, in particolare, si distingue per il suo bouquet delicato di fiori e note speziate di zafferano. È un vino elegante e perfettamente equilibrato, perfetto da abbinare agli antipasti o alle minestre. Cosa caratterizza il Traminer Ronco del Frassino? Il Traminer Aromatico Ronco del Frassino si presenta al calice con un colore giallo paglierino carico e apre al naso con un aroma inconfondibile di rose appassite e fiori bianchi, accompagnati da piacevoli note agrumate. In bocca è morbido, ma di buon corpo. Il suo profilo organolettico lo rende naturalmente vocato a sposare piatti a base di crostacei o frutti di mare. Con cosa si abbina il Pinot Nero Ronco del Frassino? Il Pinot Nero Ronco del Frassino, con il suo gusto pieno, fruttato e dalla giusta tannicità, si presenta come un vino elegante e di carattere: le sue note di frutti di bosco e confettura deliziano sia il palato che l’olfatto. Questo particolare profilo organolettico lo rende il vino ideale per accompagnare sia i piatti di carni rosse, gli arrosti e il maiale, sia i formaggi più saporiti.

Roner

Distillerie Roner nasce nel 1946, quando Gottfried Roner, appassionato di distillazione, iniziò a produrre la grappa, distillando in casa, secondo la tradizione alpina contadina. Ben presto, pensò di associare alla produzione della grappa quella dei liquori macerati con radici e bacche provenienti dai boschi della sua terra, dando origine ai famosi Liquori alla Genziana, al Ginepro e al Mirtillo delle Distillerie Roner. Dagli anni sessanta a prendere le redini dell’azienda sono stati i figli di Gottfried Roner, Andreas e Guenther Roner, che sulla scia del padre hanno continuato a credere nella filosofia Roner e a sostenere la crescita dell’azienda. Dal 2007, alla guida delle Distillerie Roner si è aggiunta Karin Roner, che affronta le sfide quotidiane con una prospettiva energica e innovativa. Nel 2010, Distillerie Roner ha ricevuto il premio “Distillatore dell’anno”. La distillazione è un’arte antica, che ha origine intorno al 500 a.C. in Mesopotamia. Iniziò ad essere praticata attivamente dal 150 a.C dagli alchimisti greci, con lo scopo di separare gli elementi. A quel tempo, la distillazione era ancora un’arte alchemica, a metà tra la scienza e la magia. L’evoluzione della distillazione è avvenuta grazie al contributo degli ordini monastici, che distillavano per ottenere essenze medicinali, liquori e amari. Oggi, in fondo, l’idea alla base della distillazione non è mutata: frutta e vinacce vengono distillate con lo scopo di estrarre essenze aromatiche e sapori. Il processo di distillazione delle Distillerie Roner è caratterizzato da una serie di fasi essenziali per garantire un risultato di primo livello: il controllo-qualità della materia prima; la preparazione del mosto o della purea; la fermentazione controllata; la distillazione continua e discontinua; la stabilizzazione; l’invecchiamento e la filtrazione. Il protagonista della distillazione è l’alambicco, uno strumento di origini arabe perfezionato nei secoli, con cui è possibile produrre un distillato seguendo la tecnica di distillazione continua o discontinua. La distillazione discontinua prevede che ad ogni ciclo di distillazione gli alambicchi vengano svuotati del tutto; la distillazione continua prevede che le vinacce o la purea vengano caricate costantemente, senza fermare il processo di distillazione. Roner è famosa per la produzione di Grappa, di Distillati di frutta e di Liquori. Scopri tutta la gamma Distillerie Roner su Vino.com. Grappa Roner La Grappa Roner è un distillato che può essere prodotto solo in Italia e da vinacce italiane. Su Vino.com potrai trovare un’ampia selezione di Grappa Roner. Ne esistono differenti tipologie: giovane, invecchiata (se è stata sottoposta ad affinamento in barriques), monovitigno (se è stata ottenuta dalla distillazione delle vinacce di un solo vitigno) e da vinacce miste (se è stata ottenuta dalla distillazione di vinacce miste). Scegli la Grappa Roner più adatta a te su Vino.com. Cosa caratterizza l’Acquavite di pera Roner? L’Acquavite di pera Roner è un distillato ottenuto dalle pere Williams. Viene invecchiata un anno in recipienti di acciaio inox. È caratterizzata da note fruttate, con sentori prevalenti di pera matura. Ha un sapore amabile ed è perfetta da abbinare al Gorgonzola o a fine pasto. Cosa caratterizza la Grappa Barricata Roner? La Grappa Barricata Roner è una grappa che è stata sottoposta ad un affinamento in barriques di rovere francese, vale a dire in botti piccole, di capacità compresa tra i 225 litri e i 228 litri. Qual è il prezzo della Grappa Roner? Il prezzo della Grappa Roner varia a seconda della tipologia: giovane, invecchiata, riserva, monovitigno o ottenuta da vinacce miste. Infatti, le vinacce utilizzate per la distillazione, così come il maggiore o minore affinamento della Grappa Roner, influiscono sugli aromi, sui profumi e sui sapori della Grappa, aumentando il valore finale del distillato. Per saperne di più, scopri la selezione di Grappa Roner disponibile su Vino.com.

Rotari

All’ombra delle Dolomiti trentine, tra paesaggi che incantano la vista e rasserenano l’anima, troviamo una denominazione, la Trento DOC, tra le più importanti a livello nazionale per la produzione di Metodo Classico. Grande interprete di questa DOC è Rotari, realtà produttiva di punta del Gruppo Mezzocorona, dove tecnologia e rispetto dell’ambiente vanno di pari passo. La cantina s’inserisce infatti dolcemente nel contesto ambientale del piccolo comune di Mezzocorona, ricordando, con la forma a “onda” dei propri tetti, la pergola trentina, tipica forma di allevamento locale della vite. I vigneti, sparpagliati in diverse parcelle, risentono delle favorevoli condizioni climatiche presenti: brezze rinfrescanti della montagna si alternano a correnti più miti che giungono dal vicino lago di Garda, favorendo una forte escursione termica fra il giorno e la notte, ideale per rendere ricchi di profumi i grappoli delle due varietà che vengono coltivate, Pinot Nero e Chardonnay. I lavori in vigna vengono effettuati con oculatezza, ragionando sempre con un’ottica produttiva sostenibile, perché “lasciare la terra migliore di come l’abbiamo trovata è una promessa per il futuro”. Di conseguenza, tra i filari si utilizzano zolfo e rame, così come notevole importanza viene data alla lotta biologica degli insetti nocivi, condotta utilizzando la pratica della “confusione sessuale”, che ne limita la riproduzione. Ogni anno Rotari dà vita a diverse bollicine, estremamente versatili, che ben si adattano a essere degustate sia durante occasioni conviviali sia nei brindisi più formali.

Roveré della Luna

Royal Tokaji

Royal Tokaji

Rpb Wines

Fondata nel 1959 nella provincia di Entre Rios, la cantina RPB rappresenta oggi una delle più importanti realtà vitivinicole del territrio argentino. Con il tempo, l'azienda ha comprato terreni nella prestigiosa provincia di Mendoza, dai quali nascono grandi eccellenze di valore e qualità unici. Responsabilità, passione e ricerca. Questo è lo slogan che riassume l'espressione dei vini firmati RBP.

Ruffino

È il 1877 quando due cugini, Ilario e Leopoldo Ruffino, realizzano il loro comune sogno di creare grandi vini fondando una piccola cantina a Pontassieve, appena fuori Firenze. Da allora, la fama di Ruffino è cresciuta rapidamente, affermandosi definitivamente a livello sia nazionale che internazionale grazie ai numerosi premi e riconoscimenti vinti verso la fine dell'Ottocento. Oggi, a oltre un secolo dalla sua fondazione, Ruffino possiede 6 tenute situate in aree ad alta vocazione vitivinicola (Chianti, Chianti Classico e Brunello di Montalcino) e continua a esprimere, attraverso ogni sua bottiglia, la storia e la tradizione del territorio toscano.

Ruinart

Fondata nel 1729, Ruinart è la più antica Maison produttrice di Champagne. All’origine di questa avventura troviamo Dom Thierry Ruinart, un monaco benedettino contemporaneo di Luigi XIV, a cui è dedicata anche la cuvée Dom Ruinart, prodotta da uve Grand Cru Chardonnay e Pinot Noir provenienti dalla Côte des Blancs e dalla Montagne de Reims, con lungo affinamento di 10 anni nelle Crayères della Maison Ruinart. Proprio il 1 settembre 1729 Nicolas Ruinart, commerciante di professione, dà vita a un registro contabile dedicato al vin de bulles e perseguendo l’intuizione dello zio monaco. Già alla metà del secolo l’acquisto delle Crayères, le preziose cave in gesso destinate all’affinamento dello Champagne, rappresenterà un’altra felice intuizione per connotare questi prodotti in modo inequivocabile. Con Ruinart siamo di fronte a Champagne davvero raffinati e in cui la specializzazione produttiva si fonde con uno stile di vita pienamente animato dalla bellezza e dal gusto. Dando priorità allo Chardonnay come emblema di slancio e fragranza, Ruinart cura con estrema attenzione tutte le espressioni del vitigno per creare un Blanc de Blancs speciale quando le migliori condizioni lo permettono. Un altro aspetto di considerevole importanza riguarda l’impegno verso una viticoltura sostenibile che include la salvaguardia delle biodiversità e un appassionato lavoro in vigna nel pieno rispetto dell’ambiente. Dalle fase di raccolta alle vinificazione, ogni processo è seguito con coinvolgimento e secondo l’utilizzo di tecniche scrupolose. Una grande differenza tra le cuvée Ruinart e i Millesimati consiste nella provenienza delle uve, nel secondo caso prelevate da vigneti Grand Cru e capaci di vini dal grande potenziale di invecchiamento. Altra fase delicata consiste nell’estrazione del mosto dalle uve secondo una pressatura soffice e finalizzata al mantenimento del ventaglio aromatico espresso dai grappoli. Entusiasmante anche il compito dello Chef de cave, protagonista nella preziosa fase di assemblaggio in cui i vini base vengono uniti per creare il prodotto da spumantizzare. Durante la seconda fermentazione in bottiglia, gli Champagne Ruinart dimorano fino a 10 anni nelle Crayères riconosciute recentemente anche Patrimonio Unesco. Qui l’attesa anticipa sempre la comparsa di un vino inimitabile, risultato di costanza e competenza che si esprimono in Champagne come il Ruinart Blanc de Blancs, il Ruinart Rosé, il Ruinart Brut e il Dom Ruinart Blanc de Blancs 2009. Acquistare Ruinart online Sebbene la Maison Ruinart meriti sempre una visita, acquistare Champagne Ruinart online è spesso la soluzione più indicata per quanti volessero fare un’esperienza unica senza attendere troppo. Oltre al prezzo vantaggioso, sul nostro sito potrai trovare le due edizioni ‘Second Skin’ progettate da Ruinart per proteggere il prezioso Champagne da sbalzi termici e contatti involontari con la luce. Inoltre, in un solo colpo d’occhio, potrai scegliere tra tutti i prodotti Ruinart disponibili, consultando caratteristiche produttive come uvaggio e affinamenti, fino a trovare sicuramente lo Champagne che stavi cercando. Cos’è il Dom Ruinart Rosé? Il Dom Ruinart Rosé è uno champagne millesimato e composto a partire da una selezione di Grand Cru con l’80% di Chardonnay della Côte des Blancs e della Montagne de Reims e assemblati con il 20% di Pinot Noir vinificato in rosso. Il Dom Ruinart Rosé è un vino di carattere, fortemente contraddistinto dall’elegante agilità dello Chardonnay e temperato dalla struttura del Pinot Noir. Sentori tostati e fruttati riempiono il palato accompagnati da agrumi per un vino di grande struttura e fascino. Perché il Dom Ruinart Blanc de Blancs è uno Champagne speciale? Il Dom Ruinart Blanc de Blancs è uno Champagne speciale creato come omaggio a Dom Thierry Ruinart il protagonista della fondazione della Maison: si tratta di una cuvée composta da eccezionali millesimati prodotti da uve Chardonnay. Qual è il prezzo dello Champagne Ruinart? Il prezzo dello Champagne Ruinart può oscillare tra i 70 € e i 200 € per le versioni che richiedono un lungo affinamento come il Brut Rosé Dom Ruinart o il Brut Blanc de Blancs Dom Ruinart.

S. J. Montigny

Sabatini

Sabaudo

I vini Sabaudo sono la perfetta rappresentazione del Piemonte e della sua tradizione enologica. Il Piemonte è da sempre terra di vini, non solo rossi ma anche bianchi e spumanti. La coltura della vite in Piemonte è iniziata in epoca preromanica, per mano dei celto-liguri che abitavano questi territori. Dall’epoca romana e successivamente grazie agli ordini monastici venne identificato il vitigno Nebbiolo e definite le moderne zone vinicole. I vini piemontesi erano vini dolci fino alla prima metà del 1800, proprio perché la dolcezza garantiva la conservazione durante i lunghi viaggi in mare dell’epoca. In aggiunta, la maturazione lenta del Nebbiolo rendeva ancora più complessa la fermentazione e caratterizzava il vino per l’alto residuo zuccherino. Il vino a base di Nebbiolo conosciuto all’epoca venne lentamente rivoluzionato per mano dell’enologo francese Louis Oudart su commissione della Marchesa di Barolo Giulietta Falletti: nacque così il Barolo, un vino rosso secco corposo e strutturato. Insieme al Barolo, un secondo vino a base di Nebbiolo appariva negli stessi anni sulla scena: il Barbaresco, i due vini inaugurarono l’epoca moderna dell’enologia piemontese. Sono stati tanti gli eventi che dalla fine del 1800 alla metà del 1900 hanno coinvolto l’Italia e lo stesso Piemonte. La regione si è pian piano specializzata nella produzione di vini monovarietali ed ha dato il via ad una vera e propria zonazione delle aree vitivinicole definendo i cosiddetti cru italiani. Il Piemonte ha delle condizioni climatiche e geologiche particolarmente favorevoli, l'area collinare ai piedi delle Alpi beneficia di un buon drenaggio e l’ottima esposizione rende queste terre adatte alla coltivazione del Nebbiolo. A determinare il destino enologico dei vini Sabaudo non c'è soltanto il patrimonio ambientale, ma soprattutto il valore storico: questi sono un tributo all’Unità d’Italia e ai personaggi del periodo risorgimentale che vi hanno contribuito. Patrioti, garibaldini e re hanno superato differenze e divisioni, accomunati dall’orgoglio nazionale che ha dato origine al sentimento identitario che caratterizza gli italiani, riuniti sotto il segno del tricolore. Queste etichette sono la testimonianza di un vivo e pulsante desiderio di appartenenza: allora come oggi, l’Italia è patria di grandi vini. Vino Rosso Sabaudo Sabaudo produce diverse tipologie di vino rosso. Dal Barbera d’Alba al Barolo, passando per il Langhe DOC. Il Barbera d’Alba Sabaudo è un vino rosso a base d’uva Barbera in purezza provenienti dal vigneto di Monforte d’Alba. Secondo il disciplinare di produzione, questa denominazione può essere prodotta solo nei comuni di Alba, Albaretto della Torre, Barbaresco, Barolo, Borgomale, Camo, Canale, Castagnito, Castellinaldo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Castino, Corneliano d’Alba, Cossano Belbo, Diano d’Alba, Govone, Grinzane Cavour, Guarene, Magliano Alfieri, Mango, Monforte d’Alba, Montelupo Albese, Monticello d’Alba, Neive, Neviglie, Novello, Perletto, Piobesi d’Alba, Priocca, Rocchetta Belbo, Roddi, Roddino, Rodello, S. Vittoria d’Alba, S. Stefano Belbo, Serralunga d’Alba, Sinio, Treiso, Trezzo Tinella, Verduno e Vezza d’Alba, incluso alcuni territorio dei comuni di Baldissero d’Alba, Bra, Cortemilia, Cherasco, La Morra, Monchiero, Montà d’Alba, Montaldo 2 Roero, Monteu Roero, Narzole, Pocapaglia, S. Stefano Roero e Sommariva Perno. La Barbera è il vitigno principale del Piemonte in termini quantitativi ed in passato si identificava con il vino della quotidianità, mentre il Barolo e il Barbaresco erano vini di nicchia, degustati principalmente in occasione delle feste o donati alle personalità più importanti. Oggi il Barbera ha cambiato volto, è diventato un vino sempre più importante, particolarmente elegante e balsamico. Il Barbera d’Alba Sabaudo si caratterizza per le note di frutti di bosco e per i sentori floreali di viola e rosa canina. È un vino speziato con leggere note balsamiche molto intense, con un’acidità equilibrata, un tannino importante e una corposità interessante. Scopri la selezione vino rosso Sabaudo su Vino.com. Cosa produce la Cantina Sabaudo? Oltre ai famosi Barbera d’Alba, Barolo e Langhe DOC, la cantina Sabaudo produce un’interessante selezione di vini bianchi, nonostante il Piemonte sia storicamente considerato un territorio da vini rossi. Tra i vini bianchi Sabaudo il Roero Arneis DOCG merita particolare attenzione. Il Roero Arneis è un vino prodotto con il vitigno autoctono Arneis e altre uve a bacca bianca non aromatiche ammesse dal disciplinare di produzione. Il Roero Arneis può essere prodotto nei comuni di Canale, Corneliano d'Alba, Piobesi d'Alba, Vezza d'Alba ed in parte quello dei comuni di: Baldissero d'Alba, Castagnito, Castellinaldo, Govone, Guarene, Magliano Alfieri, Monta', 2 Montaldo Roero, Monteu Roero, Monticello d'Alba, Pocapaglia, Priocca, S. Vittoria d'Alba, S. Stefano Roero e Sommariva Perno, in provincia di Cuneo. Si tratta di un vino bianco le cui uve provengono da vigneti situati su suoli argillosi e ricchi di gesso, perfetti per donare acidità al vino. Il Roero Arneis Sabaudo è un vino fruttato, con note agrumate e sentori di pesche a polpa gialla, delicato e fresco, perfetto per l’aperitivo e i piatti a base di pesce. Quali sono le caratteristiche del Barolo Sabaudo? Il Barolo Sabaudo è un vino rosso che può essere prodotto solo con uve Nebbiolo provenienti dai comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba, Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi nella provincia di Cuneo. È un vino elegante, con note di frutta matura e caffè, corposo e strutturato, dal palato persistente ed importante. Scopri tutti i dettagli su Vino.com. Quali sono le caratteristiche del Nebbiolo Sabaudo? Il Langhe DOC Nebbiolo Sabaudo, come il Barolo e il Barbaresco, è ottenuto da uve Nebbiolo. Questo vitigno ha una maturazione tardiva ed esprime al meglio il suo potenziale ad un’altitudine tra i 350 e i 450 metri. Viene sottoposto ad una lunga macerazione e ad un affinamento in botti grandi di rovere di slavonia. Si tratta di un vino elegante, profumato, dall’ottima struttura e tannicità. Scopri la selezione Sabaudo su Vino.com.

Sailor Jerry

Saint Clair

La s