Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barolo Gabutti di Sordo è un vino rosso fermo da uve Nebbiolo coltivate nelle Langhe. Si riconosce per uno stile strutturato e per una predisposizione all’affinamento, con tannini integrati e fresca acidità che sostiene la progressione gustativa. La vinificazione comprende fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata e lunga macerazione sulle bucce, poi maturazione in grandi botti di rovere. Ne nasce un Barolo dal carattere territoriale, sapido e capace di evolvere nel tempo.
Da dove proviene
Le uve provengono dal cru Gabutti nel comune di Serralunga d’Alba, una delle aree più riconoscibili delle Langhe per il Barolo. Il profilo collinare, con esposizioni ventilate e ampie escursioni termiche, favorisce una maturazione lenta e preserva l’acidità. Suoli marnosi ricchi di calcare e argilla sostengono una trama tannica fitta e un’impronta minerale che rende il Gabutti preciso e rigoroso.
Come viene prodotto
La vendemmia è manuale, con selezione accurata dei grappoli in vigneto per garantire la qualità. La fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata con macerazione prolungata sulle bucce per 4–6 settimane. Dopo la svinatura il vino riposa circa 6 mesi in acciaio, poi affina in grandi botti di rovere per 24–48 mesi. Un successivo periodo in bottiglia di almeno 5 anni armonizza tannini e complessità prima dell’uscita.
Note di degustazione
Alla vista si presenta di colore rosso granato intenso, con trasparenze tipiche del Nebbiolo e riflessi che evolvono con l’affinamento. Il profilo olfattivo risulta pulito e definito: emergono fiori appassiti, frutta rossa fresca, spezie dolci e leggere note balsamiche. Al palato appare sapido e ben strutturato, con acidità evidente e tannini fini ma energici che sostengono una chiusura lunga e minerale.
Con cosa si abbina
Grazie alla sua struttura e al tannino, accompagna arrosti di carni rosse e piatti in cui il fondo di cottura richiede un vino capace di pulire il palato. Risulta ideale con selvaggina come cinghiale, capriolo o fagiano, e con formaggi stagionati intensi. In chiave territoriale si abbina a tajarin al ragù di carne, funghi e ricette piemontesi ricche di collagene. Il brasato al Barolo esalta la componente speziata e sapida del vino.
Quando servirlo
Si esprime al meglio nelle stagioni fresche e in occasioni che prevedono un rosso importante per piatti strutturati. Servire a circa 18 °C in calice ampio, con decantazione consigliata per favorire l’apertura aromatica. È un vino longevo, adatto al riposo in cantina: risulta appagante con adeguata ossigenazione e guadagna eleganza e definizione con l’evoluzione, e mantiene la sua integrità per molti anni.