Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barolo Riserva Rocche dell’Annunziata di Mauro Veglio è un vino rosso strutturato, ottenuto dalla vinificazione in purezza di uve Nebbiolo. Questa interpretazione piemontese si distingue per un profilo austero e una notevole capacità di evoluzione, sostenuta da un’appagante pienezza gustativa. La cura nel processo produttivo unisce precisione tecnica e un forte legame con le proprie radici e offre un Barolo Riserva il quale riflette fedelmente il carattere del suo luogo di nascita.
Da dove proviene
Questo vino prende forma nel rinomato comune di La Morra, all’interno della prestigiosa menzione geografica Rocche dell’Annunziata. I suoli di questa specifica collina sono caratterizzati da terreni ricchi di pietrisco, una composizione la quale garantisce un drenaggio idrico ottimale per il ciclo vegetativo della vite. Questa particolare conformazione geologica incide direttamente sulla qualità dei grappoli, poiché favorisce l’estrazione di profumi definiti e conferisce al vino la sapidità caratteristica la quale identifica le produzioni della zona.
Come viene prodotto
Il percorso in cantina inizia con una macerazione pre-fermentativa a bassa temperatura della durata di quarantotto ore, pensata per gestire l’estrazione aromatica con delicatezza. La successiva fermentazione si svolge in contenitori di acciaio a temperatura controllata, accompagnata da una sosta sulle bucce di circa tre settimane per definire la trama tannica. Dopo il completamento della fermentazione malolattica, l’affinamento prosegue per ventiquattro mesi in piccole botti di rovere parzialmente nuove, così da integrare la pulizia dell’acciaio con un mirato sviluppo evolutivo.
Note di degustazione
Nel calice mostra una veste rosso rubino intenso arricchita da coerenti sfumature granata. Il profilo olfattivo si apre con un profumo avvolgente, guidato da fragranti note di frutti rossi le quali si fondono a sentori di rosa, fieno essiccato e spezie dolci. L’ingresso al palato rivela un sorso austero e nobile, dove la densità della materia si unisce a una spiccata sapidità. La trama tannica fitta e la progressione gustativa articolata anticipano una sensazione di profondità strutturale e un finale di lunga persistenza.
Con cosa si abbina
Grazie alla sua complessa struttura e intensità aromatica, si rivela ideale in accostamento a piatti a base di agnello e preparazioni saporite di cacciagione. La sua vocazione gastronomica esalta la cucina tradizionale piemontese e trova una naturale affinità con il brasato al Barolo, dove la ricchezza della carne dialoga con il vigore del Nebbiolo. Risulta altrettanto indicato per accompagnare un ragù di selvaggina servito con pasta fresca all’uovo, poiché crea un equilibrio puntuale tra la succulenza della ricetta e il nerbo del vino.
Quando servirlo
Questa etichetta si esprime al meglio durante i pasti strutturati o nei momenti dedicati a una degustazione attenta e rilassata. Il carattere austero suggerisce di stappare la bottiglia con adeguato anticipo per permettere alla trama olfattiva di distendersi e rivelare ogni sfumatura. La natura complessa e il prolungato affinamento in legno assicurano un notevole potenziale di invecchiamento e garantiscono un’evoluzione positiva nel corso del tempo. Si tratta di una bottiglia pensata per chi predilige i rossi di grande profondità, da assaporare con la giusta calma.