Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Barolo Riserva Vigneto Rocchette di Accomasso è un vino rosso fermo da sole uve Nebbiolo nella zona di Barolo, in Piemonte. Prodotto da Accomasso, si distingue per struttura solida e complessità che si esprime con tannini ben presenti e con una trama pensata per l'evoluzione in bottiglia. La vinificazione include fermentazione spontanea in acciaio inox e un lungo affinamento in botti di rovere, elementi che definiscono precisione aromatica e profondità, così la tipicità del territorio resta chiara. Adatto a chi cerca intensità, equilibrio e un vino con potenziale di invecchiamento.
Da dove proviene
Il vigneto Rocchette si trova a La Morra, nel cuore della zona di Barolo, su una storica parcella a circa 300 metri di altitudine. L'esposizione collinare e le escursioni termiche delle Langhe favoriscono una maturazione completa del Nebbiolo, con acidità viva e finezza tannica. I suoli sono argillosi e calcarei con presenza di ferro, una combinazione che offre corpo, tensione e capacità di evoluzione. Il contesto pedoclimatico di La Morra porta a un Barolo di struttura ampia ma ordinata, con aromi nitidi e progressione costante.
Come viene prodotto
Le uve provengono da selezione accurata e seguono metodi tradizionali. La fermentazione alcolica avviene in acciaio inox con lieviti indigeni e controllo della temperatura, così restano pulizia e coerenza con la materia prima. La macerazione sulle bucce permette di estrarre colore, tannini e aromi tipici del Nebbiolo. Non si effettuano interventi chimici sui mosti, con una gestione agricola basata su concimi organici e potature selettive. L'affinamento di circa 48 mesi in botti di rovere stabilizza la struttura e armonizza le componenti fenoliche.
Note di degustazione
Alla vista appare rosso rubino intenso con riflessi granati, segno di evoluzione controllata. Il bouquet risulta ampio e stratificato, con note di ciliegia matura, prugna, pepe nero, tabacco e cacao. Il passaggio in rovere aggiunge leggere sfumature di vaniglia senza coprire il frutto. In bocca è potente e concentrato, con tannino fitto ma ben integrato, acidità sostenuta e un equilibrio capace di guidare la progressione. Il finale è lungo e preciso, con ritorni speziati e una sensazione di struttura che invita all'attesa.
Con cosa si abbina
Si abbina in modo naturale a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, grazie alla struttura e al tannino che sostengono piatti ricchi e saporiti. Nella cucina piemontese accompagna brasato al Barolo, stracotto e preparazioni con funghi e tartufo. Indicato anche con tajarin al ragù di carne o arrosti importanti, soprattutto con cotture lente che esaltano la persistenza del vino. Con formaggi a lunga stagionatura, in particolare a pasta dura delle Alpi, trova equilibrio tra intensità aromatica e sapidità.
Quando servirlo
Ideale nelle stagioni fresche e in occasioni in cui si desidera un rosso intenso, come pranzi domenicali, cene di carne o degustazioni dedicate alle Langhe. Servire a circa 18 °C in calice ampio, con decantazione o ossigenazione per distendere il tannino e aprire il profilo aromatico. Il lungo affinamento e la struttura solida consentono conservazione in cantina, con un periodo di consumo che può estendersi per molti anni. Se bevuto giovane, beneficia di un servizio attento. Con ulteriore riposo cresce in complessità e integrazione.