Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno è un rosso fermo da Nebbiolo del cru Francia a Serralunga d’Alba, in Piemonte. Lo stile mostra struttura solida, eleganza e vocazione all’evoluzione. La vinificazione adotta un approccio tradizionale con fermentazione in legno e macerazione lunga, seguita da un affinamento prolungato in grandi botti. Questo percorso definisce un profilo complesso, preciso negli aromi e teso all’armonia.
Da dove proviene
Il Barolo Riserva Monfortino nasce a Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe, all’interno del cru Francia. I vigneti si trovano tra 350 e 450 metri, con esposizioni ovest e sud-ovest che assicurano luce costante e ventilazione. Suoli ricchi di marne sostengono una trama tannica precisa e buona profondità. Il clima continentale con estati calde e notti fresche favorisce maturazione lenta e aromi nitidi, con freschezza ben percepibile.
Come viene prodotto
La produzione inizia con una selezione rigorosa delle uve Nebbiolo, limitata alle annate ritenute idonee. Dopo la diraspatura, la fermentazione avviene in tini di rovere con macerazione lunga sulle bucce per estrarre gradualmente tannini e aromi. L’affinamento prosegue per molti anni in grandi botti di rovere austriaco, seguito da un periodo in bottiglia per armonizzare il profilo. Questo metodo tradizionale integra struttura e aromi senza eccessi di legno e garantisce equilibrio e longevità.
Note di degustazione
Nel calice appare rosso granato, con la tipica trasparenza del Nebbiolo e riflessi che con il tempo virano verso il mattone. Al naso emergono violetta, petali di rosa essiccati, piccoli frutti rossi, note di elicriso, sfumature balsamiche e spezie delicate. In bocca risulta profondo e complesso, sostenuto da freschezza evidente e da una trama tannica fitta ma evoluta. Il finale resta lungo con ritorni floreali e speziati e chiusura asciutta.
Con cosa si abbina
Per la sua struttura e intensità, il Barolo Riserva Monfortino si abbina a piatti ricchi di proteine e cotture lente. Ottimo con brasato al Barolo e selvaggina in umido come cinghiale o lepre, accompagna bene anche agnolotti del plin al sugo d’arrosto e tajarin al ragù. I formaggi stagionati a pasta dura valorizzano la componente aromatica e l’equilibrio tra freschezza e maturità. Ideale per la cucina piemontese più tradizionale.
Quando servirlo
Questo vino si adatta a occasioni importanti e tavole strutturate, quando si ricerca complessità e capacità di invecchiamento. Servire in calici ampi a circa 18 °C, dopo adeguata aerazione o decantazione se necessario. Grazie alla lunga maturazione in botte e all’equilibrio tra acidità e tannino, si conserva a lungo in cantina ed evolve in modo positivo. Il periodo ottimale di consumo va dalla piena armonia fino alla maturità avanzata, e mantiene personalità e profondità nel tempo.