Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Brunello di Montalcino di Argiano è un vino rosso fermo da uve Sangiovese coltivate a Montalcino in Toscana. Mostra una struttura solida e uno stile misurato, con tannini fitti e una trama acida ben integrata. La vinificazione include fermentazione in acciaio con macerazione sulle bucce, poi maturazione in botti di rovere di Slavonia e affinamento in bottiglia. Queste scelte definiscono precisione aromatica ed elevata capacità di evoluzione.
Da dove proviene
Nasce nel comune di Montalcino, nell’area collinare a sud di Siena, all’interno della zona del Brunello di Montalcino. I vigneti di Argiano si trovano a 280–310 metri di altitudine su suoli con marne e argille e forte componente calcarea. Il clima mediterraneo, con ampie escursioni termiche e buona ventilazione, favorisce la maturazione fenolica e la sanità delle uve. La conduzione biologica e ceppi tra 12 e 60 anni garantiscono un profilo riconoscibile e costante.
Come viene prodotto
La raccolta si svolge a fine settembre in fase di maturità ottimale. Il mosto fermenta spontaneamente in vasche di acciaio a temperatura controllata per circa due settimane, con macerazione sulle bucce per estrarre colore e aromi. Dopo la fermentazione malolattica, il vino matura per 30 mesi in botti di rovere di Slavonia di diversa capacità, poi riposa a lungo in bottiglia. Il risultato mostra equilibrio, stabilità e predisposizione all’evoluzione.
Note di degustazione
Il colore si presenta rosso rubino brillante con buona consistenza. Al naso emergono prugna e marasca, seguite da spezie dolci e legno ben integrato. In bocca l’ingresso risulta energico, la progressione si basa su freschezza e tannini fitti e ordinati. Il finale resta asciutto e preciso, con ritorni fruttati e speziati che confermano l’armonia complessiva.
Con cosa si abbina
Struttura e tannino sostengono carni rosse, selvaggina e arrosti. Si abbina a brasati, costate, carni alla griglia e formaggi stagionati a pasta dura. Nella cucina toscana accompagna la bistecca alla fiorentina e il cinghiale in umido, valorizzando la persistenza del vino. Ottimo anche con il peposo all’imprunetina, dove la speziatura del piatto dialoga con quella del vino.
Quando servirlo
Servire a 16–18 °C, con ossigenazione in caraffa per favorire apertura aromatica e armonizzazione dei tannini. Si presta a occasioni conviviali con piatti importanti e a degustazioni grazie alla struttura e alla progressione pulita. La maturazione in botte grande e il lungo affinamento indicano una conservazione prolungata in condizioni adeguate, con un’evoluzione positiva nel tempo.