Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Savigny-lès-Beaune di Labouré-Roi è un vino rosso da Pinot Noir prodotto nella Côte de Beaune. Mostra uno stile fresco e raffinato, con struttura equilibrata che unisce morbidezza e profondità. La vinificazione in tini di legno e l’affinamento parziale in barrique di rovere, di cui il 30% nuove, sostengono una trama tannica armoniosa e definiscono un profilo sensoriale complesso, adatto a chi desidera un vino versatile e di carattere.
Da dove proviene
Le uve provengono da vigneti disposti a V nei pressi di Savigny-lès-Beaune, nella fascia settentrionale della Côte de Beaune. Suoli ghiaiosi ricchi di ferro, sabbiosi e calcareo-argillosi ampliano le sfumature minerali e la complessità aromatica, in una zona storicamente vocata al Pinot Noir di finezza.
Come viene prodotto
La produzione inizia con raccolta manuale e doppia selezione per ammettere solo i grappoli migliori. La fermentazione avviene in tini di legno, con follature giornaliere per circa venti giorni, così il colore e i tannini si estraggono in modo graduale. L’affinamento prosegue per 10 mesi in barrique di rovere, di cui il 30% nuove, che donano note tostate e favoriscono una microossigenazione controllata. L’assemblaggio dei mosti fiore e di pressa precede l’imbottigliamento.
Note di degustazione
Nel calice appare di un rubino intenso con riflessi granati. Al naso emergono frutti rossi e neri maturi, come ciliegia e prugna, con sottobosco e leggere spezie di vaniglia e tabacco. Al palato la trama vellutata e tannini setosi sostengono un corpo pieno, mentre freschezza e persistenza mettono in primo piano la componente fruttata e un accenno di liquirizia.
Con cosa si abbina
Questo Pinot Noir si abbina a carni bianche come pollo arrosto e vitello, e dialoga bene con piatti di maiale in umido e con costine di quaglia. Nella cucina francese accompagna il bœuf bourguignon. Risulta adatto anche con uova in camicia alla borgognona, e offre versatilità a tavola.
Quando servirlo
Savigny-lès-Beaune Labouré-Roi va servito a 16-18 °C in un calice ampio per valorizzare gli aromi. Si consiglia di stappare la bottiglia almeno un’ora prima del servizio per favorire l’ossigenazione. Il vino è pronto già dopo un paio d’anni dall’imbottigliamento e possiede un potenziale di invecchiamento che permette evoluzione e note terziarie fino a diversi anni.