Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Barolo Monvigliero di Vietti è un vino rosso ottenuto esclusivamente da Nebbiolo coltivato nel cru Monvigliero, a Verduno, nell’area del Barolo in Piemonte. Presenta un profilo elegante e armonioso, con tannini setosi e una buona persistenza, più orientato alla finezza che alla potenza. La vinificazione avviene in vasche d’acciaio con macerazione sulle bucce e una parte di grappoli interi; la fermentazione malolattica si svolge in legno e l’affinamento prosegue in botti di rovere, per uno stile strutturato e complesso.
Da dove proviene
Le uve provengono dall’omonimo cru Monvigliero, considerato il più prestigioso di Verduno e tra i più importanti della zona del Barolo. I vigneti hanno un’età media di 65 anni e si trovano a circa 240 metri di altitudine, con esposizione a sud/sud-ovest. I suoli sono limosi con presenza di Marne di Sant’Agata, elementi che guidano l’espressione del Nebbiolo verso una precisa aromaticità e profondità gustativa.
Come viene prodotto
Dopo la raccolta, il Nebbiolo viene sottoposto a una macerazione pre-fermentativa a freddo e successivamente a una fermentazione alcolica di circa 20 giorni in vasche d’acciaio. Il mosto rimane a contatto con le bucce con rimontaggi regolari e una parte delle uve viene vinificata con grappoli interi. La fermentazione malolattica si svolge in legno e l’affinamento continua per circa 24 mesi in botti di rovere, per integrare aromi e struttura tannica.
Note di degustazione
Alla vista si presenta rosso rubino delicato ma profondo. Il naso è raffinato, con sentori di frutti rossi maturi, fragolina e rosa, seguiti da sottili note di cacao. In bocca risulta elegante e armonioso, con tannini setosi e una progressione continua verso un finale persistente, sostenuto da fresche sfumature speziate che completano il profilo.
Con cosa si abbina
Si abbina con naturalezza a selvaggina, carni rosse e formaggi stagionati, grazie alla persistenza e alla trama tannica ben definite. Nella cucina piemontese accompagna preparazioni strutturate come il brasato al Barolo e piatti di cacciagione in umido. La componente floreale e le note speziate lo rendono adatto anche ad arrosti e tagli di carne saporiti, mantenendo un’impronta equilibrata.
Quando servirlo
È un Barolo da portare in tavola quando si desidera finezza e complessità, in particolare con pranzi e cene strutturati. La trama tannica e l’affinamento in botti di rovere suggeriscono una buona capacità di evoluzione, con possibilità di maggiore integrazione nel tempo. È indicato sia dopo un adeguato riposo sia per essere atteso in cantina, così da seguire lo sviluppo del profilo aromatico e la definizione del sorso, valorizzando la persistenza e la freschezza speziata.