Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva di Accomasso è un vino rosso fermo ottenuto da uve Nebbiolo coltivate a La Morra, nel cuore delle Langhe. Il cru esprime un profilo elegante e strutturato, con acidità e tannino ben presenti che sostengono una lunga evoluzione in bottiglia. La vinificazione segue pratiche tradizionali con fermentazioni spontanee, macerazioni prolungate e affinamento esteso in grandi botti. Questi passaggi definiscono uno stile complesso e fedele al territorio.
Da dove proviene
Il vino nasce nella frazione Annunziata, nel comune di La Morra, all’interno della zona del Barolo. Il cru Rocche dell’Annunziata presenta esposizioni ottimali e suoli argillosi, capaci di offrire struttura e finezza tannica. La posizione all’interno di un’area storica contribuisce a una produzione di Nebbiolo di grande identità, adatta a versioni Riserva di lunga durata.
Come viene prodotto
Le uve provengono da vigneti di circa quarant’anni, raccolte a piena maturità fenolica. La fermentazione utilizza lieviti indigeni e la macerazione sulle bucce è prolungata per estrarre colore, tannini e sostanze nobili in modo graduale. Il vino matura per almeno 66 mesi in grandi botti di legno, con crescita di complessità e stabilità naturale. Segue un lungo riposo in bottiglia che armonizza la tessitura tannica e consolida l’equilibrio prima della messa in commercio.
Note di degustazione
Alla vista, il Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva si presenta con colore granato luminoso e riflessi aranciati, segno di affinamento prolungato. Il profilo olfattivo risulta complesso e stratificato, con sentori di ciliegia in confettura, frutti di bosco, viola essiccata, cuoio, tabacco, liquirizia e spezie dolci, con sfumature minerali. Al palato è secco, pieno e strutturato, con acidità vivace e tannini levigati dall’affinamento. Il finale appare lungo e speziato ed evolve con coerenza nel tempo.
Con cosa si abbina
Questo Barolo si abbina a piatti di grande intensità come brasati, selvaggina e formaggi stagionati, dove struttura e tannino valorizzano la succulenza e la complessità aromatica. Nella cucina piemontese accompagna un brasato al Barolo o tajarin al tartufo bianco d’Alba e sostiene la ricchezza del condimento. Risulta adatto anche con lepre in salmì o guancia di manzo a lenta cottura grazie alla componente speziata e alla freschezza, che puliscono il palato e prolungano la persistenza.
Quando servirlo
È un rosso importante per occasioni speciali, pranzi festivi o cene con carni brasate. Servire a circa 18 °C in calici ampi per favorire l’apertura del bouquet. La decantazione risulta utile dopo lunghi anni di riposo per separare eventuali depositi e per migliorare l’ossigenazione. La lunga maturazione e la qualità del cru permettono un consumo immediato, ma il vino offre il meglio dopo ulteriore affinamento in cantina e può evolvere per molti anni, con equilibrio tra freschezza, tannino e complessità aromatica.