Scheda tecnica
Brunello di Montalcino DOCG Riserva Santa Caterina d'Oro Vigna di Pianrosso 2019 Ciacci Piccolomini d'Aragona
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Brunello di Montalcino Vigna di Pianrosso Riserva Santa Caterina d’Oro di Ciacci Piccolomini d’Aragona è un rosso fermo da Sangiovese, prodotto sulle colline di Montalcino. Il suo stile strutturato si riconosce per tannini fitti e una notevole capacità di evoluzione. La vinificazione avviene in acciaio inox e in cemento vetrificato a temperatura controllata. Segue un lungo affinamento in botti di rovere di Slavonia e un periodo di riposo in bottiglia, soluzione che offre un profilo complesso e armonico.
Da dove proviene
Questo vino nasce nella zona meridionale di Montalcino, nella vigna di Pianrosso, dove l’esposizione collinare e le escursioni termiche favoriscono una maturazione completa delle uve. I suoli sono di medio impasto con presenza di galestro eocenico, una matrice che assicura drenaggio e limita l’eccesso idrico. Il clima mediterraneo con ventilazione costante e piogge moderate tutela la sanità delle uve e imprime una precisa impronta tannica.
Come viene prodotto
La raccolta delle uve avviene con selezione accurata per preservare l’integrità del Sangiovese. Dopo la diraspatura, la fermentazione si svolge in acciaio inox e in vasche di cemento vetrificato con controllo della temperatura e macerazione sulle bucce per estrarre colore e aromi. Il vino prosegue con un lungo affinamento in botti di rovere di Slavonia per oltre tre anni, seguito da almeno dodici mesi di riposo in bottiglia e raggiunge equilibrio e complessità.
Note di degustazione
Alla vista si presenta rosso rubino intenso con riflessi granato, segno di affinamento e struttura. Il profilo olfattivo è ampio e complesso, con note di frutta rossa matura, ciliegia, prugna, spezie dolci e una lieve componente eterea che cresce con l’ossigenazione. Al palato è caldo e pieno, sostenuto da acidità viva e tannini ben integrati. La trama compatta e il finale lungo offrono una persistenza speziata e fruttata.
Con cosa si abbina
Si abbina a piatti strutturati come arrosti di cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi molto stagionati, dove tannino e struttura bilanciano la ricchezza aromatica. In Toscana accompagna piatti di carne e sughi concentrati, mentre nella cucina italiana classica si sposa con brasati e cotture lente. Un abbinamento tradizionale è il cinghiale in umido, che valorizza persistenza e struttura, adatto anche come vino da meditazione.
Quando servirlo
Ideale per pranzi importanti e cene formali, esprime il meglio con un’adeguata ossigenazione prima del servizio. Servire a circa 18 °C in calice ampio per favorire l’apertura del bouquet e la distensione dei tannini. Grazie all’affinamento in botte grande e alla solida componente acida e fenolica, si può gustare subito oppure si può lasciare evolvere a lungo in cantina e mantiene la sua espressività anche dopo molti anni.