Tipo di vino
Bianco
Passaggio in botte
Medio
Corpo
Robusto
Aromi
Fruttato
Origine
Francia, Borgogna

Scheda tecnica

nome completo
Chassagne-Montrachet AOC 1er Cru La Romanée 2021 Château de la Maltroye
New
denominazione
Chassagne-Montrachet
annata
2021
dosaggio
Secco
paese
Francia
regione
Borgogna
vitigno
Chardonnay
affinamento
Barrique di rovere
formato
0,75 L
aromi
Burro, Frutta a polpa bianca, Mandorla tostata, Note floreali
grado alcolico
13,5%
temperatura
12-14 °C
Solfiti
Contiene solfiti
Media Voti
4,79 / 5
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Chassagne-Montrachet AOC 1er Cru La Romanée 2021 Château de la Maltroye

0,75 ℓ
253 
per bottiglia  (0,75 ℓ)  337,33 €/ℓ
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Descrizione

Che tipo di vino è

Chassagne-Montrachet 1er Cru La Romanée di Château de la Maltroye è un vino bianco fermo della Borgogna ottenuto esclusivamente da Chardonnay. La vinificazione in acciaio inox e l’affinamento in barrique mirano a offrire un profilo nitido ma strutturato, in cui freschezza e cremosità si uniscono a un uso del legno ben dosato.

Da dove proviene

Nasce a Chassagne-Montrachet, una delle aree più riconosciute della Borgogna per i vini bianchi. La menzione 1er Cru identifica La Romanée come una parcella di particolare rilievo all’interno della denominazione, con uno stile che ricerca definizione aromatica, tensione e profondità. La coltivazione segue pratiche sostenibili.

Come viene prodotto

Dopo una pressatura pneumatica delicata, la fermentazione alcolica si svolge in acciaio inox a temperatura controllata per preservare la finezza varietale. Segue la fermentazione malolattica in barrique a contatto con i lieviti, con bâtonnage regolari che arricchiscono la trama e la complessità. L’affinamento prosegue per circa un anno in barrique selezionate, mantenendo una piacevole freschezza.

Note di degustazione

Nel calice si presenta con un colore dorato brillante. Al naso si percepiscono frutti bianchi, note floreali e accenni minerali, accompagnati da leggere sfumature tostate e burrose dovute all’affinamento in legno e al lavoro sui lieviti. In bocca risulta ricco e morbido, con buona struttura e una persistenza che si chiude su equilibrio e profondità.

Con cosa si abbina

Si esprime al meglio con preparazioni in cui la struttura del vino può sostenere ingredienti delicati. L’abbinamento è consigliato con bavarese fredda all’astice, carpaccio di capesante e filetto di vitello con spugnole, grazie al dialogo tra cremosità, freschezza e leggere note tostate.

Quando servirlo

È adatto a pranzi e cene con portate curate, quando si desidera un bianco di buona presenza e definizione. Servilo fresco ma non troppo freddo, così da valorizzare profumi e consistenza. Una breve ossigenazione nel calice può aiutare ad aprire le note di frutto e legno. L’equilibrio tra freschezza e struttura lo rende versatile a tavola.

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