Tipo di vino
Bianco
Passaggio in botte
Nessuno
Corpo
Leggero
Aromi
Fruttato
Origine
Italia, Calabria
Ideale con
Primi piatti, Antipasti, Pesce

Scheda tecnica

nome completo
Cirò DOC Bianco 2024 Cataldo Calabretta
New
denominazione
Cirò
annata
2024
dosaggio
Secco
paese
Italia
regione
Calabria
vitigno
Greco Bianco, Malvasia
affinamento
Acciaio
formato
0,75 L
aromi
Camomilla, Erbe aromatiche, Fiori bianchi, Pesca bianca, Rosmarino
grado alcolico
11,5%
temperatura
10-12 °C
Solfiti
Contiene solfiti
Media Voti
3,95 / 5
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Prodotto votato da 7 clienti

Cirò DOC Bianco 2024 Cataldo Calabretta

0,75 ℓ
16,50 
per bottiglia  (0,75 ℓ)  22 €/ℓ
 IVA e tasse inc.
Solo 6 disponibili
Disponibilità immediata, ne restano solo 6 quantità, acquista ora per riceverlo entro mercoledì 4 marzo.
Biologico, ottenuto senza l'impiego di fitofarmaci o concimi chimici.

Descrizione

Che tipo di vino è

Cirò Bianco di Cataldo Calabretta è un vino bianco calabrese che nasce da Greco Bianco e Malvasia. La vinificazione e l’affinamento avvengono in acciaio sulle fecce fini, con l’obiettivo di mantenere un profilo nitido e coerente, dove freschezza e sapidità accompagnano un frutto bianco e note floreali.

Da dove proviene

Le uve provengono da un vigneto pianeggiante situato nel comune di Melissa, in Calabria, coltivato su suoli argilloso-calcarei. Le viti sono allevate a spalliera, una scelta che permette una gestione ordinata del vigneto e una maturazione regolare dei grappoli destinati a questo bianco.

Come viene prodotto

La vendemmia si svolge manualmente in cassette nella seconda decade di settembre, per garantire una selezione accurata delle uve. Il Greco Bianco viene diraspato e vinificato utilizzando solo il mosto fiore, mentre la Malvasia effettua una macerazione sulle bucce di quattro giorni. Dopo la fermentazione, i vini vengono assemblati e affinano per sei mesi in acciaio sulle fecce fini, con bâtonnage periodico.

Note di degustazione

Al naso il vino offre sentori di pesca bianca, fiori bianchi e sfumature di camomilla e rosmarino. In bocca risulta fresco e minerale, sostenuto da una buona sapidità; il finale è lungo e armonico, con un ritorno di frutta bianca matura.

Con cosa si abbina

Si abbina facilmente ad antipasti di mare, primi piatti a base di pesce e secondi di pesce non troppo sapidi. La sua freschezza e la nota sapida accompagnano le preparazioni senza appesantire, valorizzando la delicatezza delle carni e dei condimenti.

Quando servirlo

È adatto sia come aperitivo sia a tavola, quando si desidera un bianco dal profilo fresco e sapido, definito dall’affinamento in acciaio sulle fecce fini. Servilo ben fresco, in un calice di media ampiezza, per esprimere con chiarezza il frutto, i fiori e le sfumature erbacee.

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