Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Dolcetto d’Alba Trifolè di Bruno Rocca è un vino rosso fermo ottenuto da uve Dolcetto coltivate nelle Langhe. Il profilo è diretto, con frutto maturo in evidenza, tannino ben presente e struttura rotonda. La vinificazione avviene in acciaio a temperatura controllata, seguita da un affinamento sulle fecce fini, per un equilibrio che offre buona persistenza e versatilità a tavola.
Da dove proviene
Questo Dolcetto nasce sulle colline della Langa piemontese, nel territorio di Alba, dove Bruno Rocca coltiva vigneti in diverse parcelle, anche nell’area di Barbaresco. La varietà delle esposizioni e la cura in vigna contribuiscono a una tessitura tannica regolare e a una riconoscibilità varietale.
Come viene prodotto
Le uve Dolcetto vengono raccolte a piena maturità e vinificate in vasche di acciaio a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce dura 7-10 giorni e permette l’estrazione di colore, tannini e aromi fruttati senza appesantire il sorso. L’affinamento sulle fecce fini nello stesso contenitore amplia il volume e mostra il vino più rotondo. L’assenza di legno mantiene il profilo varietale nitido e valorizza la freschezza.
Note di degustazione
Alla vista si presenta di colore rosso rubino intenso con riflessi brillanti. Al naso emergono profumi netti di prugna, mora e ciliegia su una trama pulita. In bocca il sorso è caldo e rotondo, con corpo medio, tannino evidente ma integrato e chiusura persistente. Il finale riprende la frutta scura e offre equilibrio e continuità gustativa, ideale durante i pasti.
Con cosa si abbina
Questo Dolcetto si abbina bene a carni in umido, dove la struttura del vino sostiene la succosità dei piatti. Si presta a preparazioni piemontesi di media intensità, come brasato o spezzatino di manzo al sugo. La rotondità e la persistenza lo rendono adatto anche agli agnolotti del plin al ragù di carne, e pulisce il palato tra un boccone e l’altro.
Quando servirlo
Ideale in ogni periodo dell’anno, a pranzo o a cena con piatti caldi e saporiti. Servire a 14–16 °C per esaltare freschezza e frutto. Un breve passaggio in caraffa può favorire l’apertura aromatica nelle prime fasi di servizio. Si consiglia il consumo entro pochi anni dalla messa in commercio per apprezzare al meglio equilibrio e vivacità.