Scheda tecnica
Descrizione
Che tipo di vino è
Il Vino Nobile di Montepulciano Il Nocio di Boscarelli nasce da Sangiovese della Vigna del Nocio. Propone uno stile elegante e strutturato, con tannini fini e progressione chiara. Fermentazione con lieviti autoctoni e macerazione prolungata, poi affinamento in legno, costruiscono complessità adatta a un’evoluzione graduale. Il profilo resta equilibrato, con frutto nitido, spezia ben calibrata e trama armoniosa per la tavola e per analisi tecniche.
Da dove proviene
Proviene da Cervognano di Montepulciano, nel sud della Toscana, con vigna di circa 4 ettari tra 280 e 350 metri. L’area collinare mostra buona ventilazione e ampie escursioni termiche, fattori che guidano maturazione regolare. Suoli alluvionali con porzioni sabbiose e argillose definiscono equilibrio tra finezza aromatica e struttura, con freschezza affidabile e tannino preciso.
Come viene prodotto
Uve raccolte a piena maturità, poi diraspatura e pigiatura soffice per preservare il frutto. Fermentazione in tini di rovere a temperatura controllata con lieviti autoctoni e macerazione sulle bucce fino a 17 giorni per colore, aromi e tannini. Affinamento separato in botti di rovere di Slavonia o francese per 18-24 mesi e successivo periodo in bottiglia di circa un anno per equilibrio e definizione.
Note di degustazione
Colore rosso rubino intenso con trasparenza tipica del Sangiovese e riflessi che virano al granato con l’evoluzione. Al naso emergono amarena, lampone rosso e spezia fine con accenti di erbe mediterranee. In bocca equilibrio e armonia, corpo medio-pieno, acidità viva e tannini cesellati, con note di mora di gelso e chiusura persistente improntata a eleganza e profondità.
Con cosa si abbina
Struttura e finezza dei tannini sostengono secondi di carne e piatti saporiti della tradizione toscana. Ottimo con bistecca di Chianina e tagliata, valido anche con primi complessi ai funghi grazie alla speziatura misurata. Perfetto con pappardelle al cinghiale, arrosti e brasati, accompagna piatti intensi senza perdere definizione, con equilibrio tra sapore, acidità e tannino.
Quando servirlo
Scelta ideale a cena, soprattutto nelle stagioni fresche o con menù ricchi di carni e sughi, per valorizzare la trama tannica e la precisione aromatica. Servire a 16–18 °C in calice ampio. Una breve ossigenazione nel bicchiere distende le note speziate e mette in luce il frutto. Grazie all’affinamento in legno e alla struttura del Sangiovese, si apprezza subito oppure dopo un periodo in cantina con sviluppo terziario misurato.